Aetos: l'autore del sito, ecco l'identikit dell'autore di questo spazio Web Mi presento: sono Aetos, senza etichette, un "sincretista-eclettico". Non appartengo ad alcuna Religione specifica, né a Discipline, Lignaggi, Ammaestramenti, Magisteri o Filosofie particolari. Subisco il fascino di diverse correnti di pensiero ma non ne abbraccio nessuna in particolare, semplicemente mi servo di tutte loro ai fini della ricerca consapevole. Sono peraltro costantemente alla ricerca della essenza contenutistica propria delle rivelazioni di quei due straordinari personaggi che rispondono ai risonanti nomi di Gesù e Buddha: non ritengo plausibile l'idea che due grandi iniziati del loro calibro abbiano espresso Verità così diverse fra loro. Credo invece possibile una non corretta trasmissione degli insegnamenti di questi due grandi Maestri ed una adulterazione del loro messaggio: una adulterazione che in alcuni casi è divenuta manipolazione, e che ritengo responsabile delle più evidenti incompatibilità fra le due dottrine. A mio modo cerco di "seguire" tutto ciò che può essere "seguito", non partecipo del Buddhismo Mahayana più di quanto potrei fare con altre correnti buddhiste o con il cristianesimo gnostico. Sono aperto a tutto e non sento di "appartenere" ad alcuna fazione. Ho comunque molte simpatie per il buddismo (soprattutto tibetano) e per la filosofia progressista del Dalai Lama. Sono inoltre cautamente mistico e non disdegno il Tantrismo, né lo Zen, il Vipàssana, il Tantra Yoga o le teorie di Jiddu Krishnamurti , Alan Watts ed Osho Rajneesh, né tantomeno i preziosi spunti offerti da Platone, Krishna, Ermete, Rama, Pitagora, Baha'u'llah etc... etc... in parole povere sono orientato verso un unico reale obiettivo: la Consapevolezza.... Non amo troppo le dettagliate trattazioni filosofiche né quelle teologiche nonostante mi diletti spesso nell'analizzarle e ponderarle. Sono convinto che in certi momenti si riveli estremamente necessario far entrare in funzione l'inesorabile "rasoio di Occam", quantomeno per non perdere di vista il senso delle ricerche, soprattutto delle più complesse. Nel momento in cui ci si lascia trascinare in eccessive disquisizioni si rischia davvero di perdere di vista quel quid che dovrebbe rappresentare invece, a mio avviso, un irremovibile punto di riferimento, il nucleo centrale, di ciò che definirei la ricerca del senso. Per contro mi accorgo sovente che molti preferiscono affogare nel gelido studio di alcune dubbie scritture e nell'interpretazione di concetti troppo spesso astrusi, restando così intrappolati nella rete di una ricerca infruttuosa, a volte spinti solo dalla volontà di primeggiare nelle stesse dissertazioni. Questi ricercatori, spinti da mete che definirei illusorie, dimenticano a volte le motivazioni più profonde che li spinsero originariamente a ricercare, nel far ciò perdono di vista sia il senso ultimo che le motivazioni più profonde della ricerca stessa. Sono inoltre fortemente contrario ai vuoti ed insignificanti rituali che troppo spesso si sostituiscono alla imprescindibile ricerca consapevole. Resto perplesso di fronte a quei fatui rituali che a mio avviso generano solo una dannosa massificazione spirituale, erigono insormontabili ostacoli e precludono all'individuo la conoscenza di sé e di quell'armonico flusso di coscienze nei quali siamo tutti ineluttabilmente immersi: prammatiche inutili e dannose che ipnotizzano le coscienze e alterano la naturale spiritualità dell'uomo. Sono invece decisamente favorevole al «conosci e sperimenta te stesso» e al «non mettere alcuna testa sopra la tua» al quale Socrate, Gotama il Buddha, Gesù Cristo e molti altri dopo di loro, ci esortarono risolutamente. A tal proposito ritengo giusto ricordare ad esempio, che lo stesso Buddha variò i contenuti del suo prezioso insegnamento a seconda dei bisogni spirituali di chi doveva riceverli, della sua "posizione karmica", del suo "livello di consapevolezza", della sua "tipologia di assimilazione" etc... etc... ma in effetti, solo una mente totalmente risvegliata come quella del Buddha Shakyamuni potrebbe affrontare un insegnamento in tal guisa e vincere sull'ignoranza, troppi sono i *parametri occulti* che la nostra mente (non domata) dovrebbe conoscere e considerare per attuare una distinzione simile a quella. Saggio è colui che sa riconoscere le proprie deviazioni e che riconosce in ognuna di esse l'insegnamento che ad ognuna di esse appartiene. Agli occhi dei più risulterò un pesante e banale idealista, ma . . . preferisco far parte dei meno. L'amore per il Tibet e per molte filosofie orientali. La squisitezza degli insegnamenti del Buddha che ritengo preziosamente utili per la ricerca consapevole ma anche per comprendere a fondo il reale messaggio di Gesu' Cristo costantemente presente, nel pensiero, nell'azione, negli ideali. - Ricordo che molte di queste pagine sono coperte da Copyright © È quindi vietata la riproduzione anche parziale. - Saluti, Aetos, http://users.iol.it/aetos