>Aetos ha scritto: [...]
>> IMVHO: Credere in Dio senza esserne consapevoli non è molto diverso dal non credervi

Tashunka Uitko ha scritto
>Cosa intendi per "credere senza esserne consapevoli"? [...]

caro Tashunka Uitko avevo scritto pochissimo tempo fa in una replica a caro Michele Amato:

«[....] stavolta però ti vorrei "parlare" integrando le parole di un altro, di uno che, come me, è fortemente contrario alla superstizione e al credo cieco.
Questo saggio (di cui preferisco non fare il nome) pone l'accento sul fatto che tutti i credo sono ciechi, e che se un uomo si attacca ai credo, il suo potere di discriminazione non si affila mai e non diventa mai una fiamma, e prende come esempio che "se un bambino sano viene fatto camminare con le stampelle quando è piccolo, le sue gambe non funzioneranno mai perfettamente e quando sarà grande, sarà viziato e  zoppo".

Egli pensa che lo stesso tipo di abituale dipendenza al credo muta l'intelletto fino ad invalidarlo e allora si chiede: «può esserci un'afflizione più grande, nella vita di un uomo, di un intelletto infermo?»

Anche secondo il mio parere il cieco credo e la fede "precostituita" causano una sorta di "infermità mentale" e sono d'accordo con lui quando afferma che i "potenti coordinatori" che hanno in mano le redini della formazione culturale non vogliono mai in realtà che i loro cittadini sviluppino realmente la "facoltà di pensare".

Egli difatti è convinto, come lo sono io del resto, che tutti i tiranni e gli oppressori (compresi quelli dello Spirito) che tengono le redini dell' amministrazione sarebbero di fronte a un grande pericolo se gli uomini sviluppassero la reale capacità di pensare, e per questo si guardano bene dall' incoraggiare tale esercizio.

D'altro canto vorrai convenire che gli effetti di questo continuo lavaggio di massa sono sotto gli occhi di tutti, non ci sarà certo bisogno che sia io a sottolinearle...

Se l'uomo giungesse realmente a pensare con la propria testa la possibilità che avvenga una rivoluzione sarebbe notevolmente più realistica, questo gli astuti governanti lo sanno bene, e la stessa cosa vale per le istituzioni religiose: guai se gli uomini decidessero di cercare la verità senza la loro "santa mediazione".

Secondo il mio umile parere le società organizzate, le cosiddette religioni e tutti i "Centri di Potere" sono stati costruiti sostanzialmente su fondamenti di falsità.
Nel momento in cui nasce un bambino, si pone in atto una sorta di sforzo collettivo che ha come obiettivo inconscio quello di incatenarlo ad una dipendenza servile che lo costringe a vari "credo".
Questo è quanto hanno sempre fatto tutti i sistemi educativi, ciononostante molti continuano ad affermare ipocritamente che il loro scopo è proprio quello di *liberare l'uomo*.

Ciò che accade in realtà è che una sottile insinuante schiavitù lentamente soverchia la mente dell'ignaro individuo fino a renderlo incapace di riappropriarsi della sue stessa essenza.

Il sistema in cui viviamo non insegna alla persona comune come pensare liberamente, al contrario tenta di saturarci istituendo in noi un cospicuo numero di ingegnosi credo. Le stesse istituzioni religiose (ad esclusione di rare ed isolate discipline) non incoraggiano di certo la ricerca interiore, al contrario offrono sul loro ingannevole piatto lucente i loro assurdi dogmi preimpostati che hanno come nobile obiettivo quello di risparmiarci lo sforzo di faticose ricerche spirituali.
Queste stesse istituzioni religiose si guardano bene dall'incoraggiare il sano dubbio e non permettono in alcun caso "atti di ribellione" al loro sistema preordinato.

Il prodotto finale di un simile sistema educativo è di solito un individuo incapace di pensare da se stesso.

Io penso, caro amico, che un'attiva e vitale ricerca della verità nasce dal dubbio e non dal cieco credere.
Nella ricerca della verità non c'è più grande sostegno e più forte impeto che un sano senso del dubbio, la fede precostituita per contro opera in controtendenza.
Nella ricerca delle verità la fede non rappresenta l'inizio del cammino: la fede è il risultato finale. Senza il dubbio non può esserci inizio, senza inizio non c'è ricerca, senza ricerca non c'è verità.

Qualsiasi ricerca ben progettata comincia col dubbio e può terminare con la fede.
La ricerca mal programmata invece, comincia con la fede ed è sia condotta che conclusa nel dubbio.
Questo tipo di fede non può avere alcun fondamento nella realtà. Come può una fede fondata sul "credere" essere reale e conosciuta?

Solo la Conoscenza potrebbe dare vita ad una fede reale.

Mi capitò di leggere questa opinione: «perfetta conoscenza e fede reale camminano mano nella mano; il credere è ignoranza; la vera fede è perfetta conoscenza». Come si può dargli torto? Il credo dottrinale è una fede imprestata; il credo è una fede che ci è stata imposta, che è stata riversata su di noi, sovrapposta alla Verità e al nostro essere.

«...una fede a cui dedicarsi è solo un credo. Solo quella fede che si risveglia dentro di noi, quella fede che arriva naturalmente e da se stessa attraverso l'illuminazione della vera conoscenza, può essere chiamata vera fede. Non devi andare a cercare quella fede da qualche parte. Non devi apprenderla. Viene da sé. Quel che devi imparare è il dubbio, il vero tipo di dubbio. Il vero dubbio è l'inizio del processo per ottenere la vera fede. Il dubbio non è incredulità. L'incredulità è solo l'aspetto negativo del credere. Se il dubbio è solo incredulità, è sia insano che incompleto. Il dubbio non è né credo né incredulità, è sconfinata curiosità. E' l'insopprimibile desiderio di conoscere. E' l'urgenza di ottenere la conoscenza. E' incessante ricerca. E' la ferma risoluzione di non fermarsi da nessuna parte prima di aver raggiunto la verità, la verità che nasce dall'esperienza. Sia il credo che l'incredulità sono impedimenti alla ricerca della verità. Il dubbio è l'unica via per raggiungere la verità. Solo il dubbio può, alla fine, condurre un uomo alla verità. Un vecchio racconta:
"C'era una volta un uomo che era in cerca della verità. Dopo anni di peregrinazione giunse da un saggio che viveva in una caverna stipata, volume sopra volume, di libri sacri. Gli argomenti che tali libri coprivano erano infiniti. Da qualunque parte si guardasse c'erano scritture, scritture e ancora scritture. Il vecchio gli disse: "Tutta la conoscenza dell'universo è conservata in questi libri. Questi volumi, pieni di misteri e di segreti, sono stati raccolti e vengono tenuti qui solo per chi viene in cerca della verità. Ogni ricercatore può portare via con sé un libro, a sua scelta. Quale scrittura ti piacerebbe avere?". Il giovane diede un'occhiata all'infinita pila di libri, pensò un momento e disse:
"Per favore dammi il volume che fornisce tutto quello che gli altri dichiarano di contenere". Quando sentì questo, il vecchio rise. "Naturalmente ho davvero questo testo, ma è raro che qualcuno me lo chieda." E gli diede un volume intitolato: La Scrittura del dubbio più grande... ... Anch'io vorrei dare a ognuno di voi lo stesso libro, perché è l'unico che può liberare il ricercatore dalla caotica confusione di tutte le altre scritture e condurlo alla verità che è unica ed eterna"».

Forse sarebbe bene che ognuno di noi cercasse (soprattutto dentro se stesso) quel libro e non si accontentasse del prodotto finale elargito di seconda mano da dubbie autorità palesemente riconoscibili dai loro reprobi frutti.

Forse sarebbe il caso di rifiutare quell'ingannevole regalo, infarcito di assurde ed incoerenti promesse. Meri abbagli che non rendono sazi e che conducono ad una condotta di vita che non contempla affatto in sé l'autenticità spirituale.

Forse sarebbe veramente ora che ognuno inizi a pensare con la propria testa.

Riconoscendo l'irriverente presunzione che da sempre caratterizza i miei interventi, distinguendoli chiaramente dai quelli degli amici cattolici in cui invece è sempre l'umile attributo...
... e chiedendo perdono per aver deluso gli amici bahà'ì che avevano creduto all'amico Michele quando m'aveva presentato come se fossi un "quasi saggio"....
... vi saluto augurandovi un felice anno nuovo nella Consapevolezza»

Caro Tashunka Uitko risulta maggiormente chiaro ora il mio pensiero?

>> Non è necessario cercare Dio, è già qui, ma noi non lo vediamo...

>E' proprio questo il problema.
>Per vederlo ci sono due alternative: fare qualcosa noi o aspettare che faccia qualcosa Lui.

Lo stai facendo, non te ne accorgi     ^--=--*

>[...] Se è vera la prima ipotesi qualsiasi cosa io faccia non cambierà la probabilità di trovare Dio, se invece è vera la seconda ipotesi allora devo darmi da fare. Ci sono tante strade praticabili: potrei ritirarmi sui monti dell'Himalaya a meditare o studiare le religioni o..."

trovare te stesso....

>Ho scelto l'ultima strada. Voglio chiarirmi le idee. Non voglio ritrovarmi a credere in religioni costruite da uomini tutt'altro che ispirati, non voglio aggregarmi al ciarlatano di turno.

anch'io ho scelto questa strada, o meglio, ho ascoltato Dio in me stesso e mi sono trovato automaticamente nel sentiero che spero mi condurrà pazientemente un giorno alla Consapevolezza.....
tu scrivi: «non voglio aggregarmi al ciarlatano di turno», hai perfettamente ragione, ora io mi chiedo: quante persone avvertono la tua stessa necessità?
Se ci guardiamo intorno ci accorgiamo che sono veramente poche.
Tu ora senti la necessità di Vera Conoscenza!
Questa  necessità di Vera Conoscenza puoi chiamarla: Dio!
Pochi giorni fa mi chiedesti: «chi è Dio?»
Eccoti giunta la risposta..... Dio è la tua "fame di Conoscenza"
In questa tua fame risiede Dio.

tu scrivi: «Non voglio ritrovarmi a credere in religioni costruite da uomini tutt'altro che ispirati» e anche in questo caso hai perfettamente ragione!
Ognuno di noi è dotato di "discernimento".
Al di là di ogni scrittura biblica, profezia o pseudo-verità che noi possiamo aver interiorizzato per averla letta o ascoltata da altri, ognuno di noi è dotato di discernimento, noi tutti possediamo una Coscienza della Verità, che risiede in quella che potrebbe essere definita: Realtà Superiore.
Essa, spuria dai condizionamenti, può rivelarci se un'azione o un concetto è giusto o sbagliato, se è in sintonia con le leggi superiori immutabili oppure no..
Sfortunatamente questa preziosa Coscienza viene spesso "manipolata" e "condizionata" da un erroneo processo di formazione e allora molti non sono più in grado di recepirne il segnale corretto; è come se si interrompesse il "canale superiore" che ci ricollega alla nostra vera essenza.
Per renderti conto di ciò che dico, puoi provare qualche semplice esercizio di meditazione, se vuoi avere indicazioni più precise potrei indicarti un ottimo manualetto.

tu scrivi:«non voglio aggregarmi al ciarlatano di turno», espandi la tua Coscienza allora e inevitabilmente darai origine ad un vero e proprio processo di disaggregazione, nessuna Coscienza che abbia espanso se stessa può restare molto a lungo nel gregge, sarebbe come costringere Einstein ad usare per i suoi calcoli un pallottoliere per bambini. Ogni Coscienza risvegliata scàlpita perché ha compreso che la Verità non è racchiusa nelle parole del parrocchiano di zona, ma bensì dentro se stessi, come è naturale che sia, ogni Coscienza risvegliata scalpita perché *ora sa* che esiste una Conoscenza Superiore delle cose, scalpita perché ora ha fame, quella stessa fame che nessun prete potrà ristorare, quella fame è la tua. Il prete non può aiutarti in alcun modo, egli potrà solo narcotizzarti conducendoti nel suo squallido, insignificante e inappagante gregge.
Come potrebbe offrirti valido aiuto un uomo che ha lasciato sopire le sue facoltà in un cieco credo?

>Forse tutto questo lavoro sarà inutile e la fede non verrà mai, ma chissà...

non cercare direttamente la Fede, né mediazioni esterne, parti dal dubbio e cerca te stesso, poi forse, come disse lo stesso Gesù: «la Verità ti renderà libero» (Gv 8, 32)

>Ciao
>Tashunka Uitko

Aetos

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