^Spider ha scritto nel messaggio <@>...
>Io sono MOOOOOOOOOLTO favorevole alla pena di morte [...]

esimio interlocutore, già tempo fa, stanco delle false morali dilaganti, stanco di tutti quelli che hanno le verità in tasca e sanno sempre qual è la giusta morale, ebbi a scrivere replicando ad un articolo che apologizzava la pena di morte:

hai letto Genealogia della Morale di W. F. Nietzsche?
Se non l'hai fatto provaci è senza dubbio interessante. Converrai penso/spero con Friedrich, che la genealogia della tua/nostra morale poteva essere plasmata dall'uomo, nell'arco dei millenni, sino a contenere nel suo carnet miliardi di miliardi di miliardi di percorsi diversi, su ogni percorso infinite scelte fra infiniti bivi, ad ogni bivio una sfumatura morale diversa, per ogni differente scelta, comportamenti e convinzioni estremamente differenti fra loro, ma tutte apparentemente e indiscutibilmente uniche e giuste all'occhio di chi, interiorizzandole, ne fosse restato condizionato.

Allora ne avremmo certamente avuta una dove poteva essere considerato normale fare sesso con gli animali, e mangiare, insieme ai nostri inseparabili amici animali, magari alle cinque del mattino. Potremmo averne avuta un'altra dove si sarebbe preferito vivere di notte piuttosto che di giorno, in un contesto sociale dove il rapporto gay era la norma e le donne avevano maggiori diritti rispetto agli uomini. Un'altra ancora dove individui tipo Emilio Fede sarebbero stati considerati esseri sapientissimi, geni dell'informazione, e dove le scoregge erano ben gradite al termine di un fantomatico quindicesimo pasto in cui si festeggiava la recente morte del suocero divorandone il coscio ben cotto allo spiedo... e così via con infinite altre "morali"...

Ognuno degli imprevedibili "percorsi di formazione" della morale avrebbe potuto a sua volta subire innumerevoli ulteriori deviazioni. Ogni singola deviazione sarebbe stata inscindibilmente legata a tutti i diversi eventi sociali ed ai comportamenti di ogni singolo individuo transitato su questo pianeta dall'inizio dei tempi. Ogni sfaccettatura morale sarebbe stata oggetto di infinite possibilità di variazione, ognuna connessa ad ogni minimo cambiamento che si sarebbe potuto verificare in ogni cosa, in ogni essere senziente, in ogni evento e così via all'infinito. La morale poteva *forgiarsi* nei modi più esclusivi, inimmaginabili per qualsiasi uomo contemporaneo, anche per il più fantasioso.

E l'uomo attuale altro non è se non il "prodotto finale" di un complicatissimo processo evolutivo. Solo un fragile e ridicolo bipede frastornato, cresciuto nel bozzolo della sua inopinabile e assolutistica "cultura dei valori".

Un uomo che percorre quasi sempre per intero il suo cammino esistenziale senza mai tentare di esplorare i perché più profondi e reali del suo esistere.
Un uomo che si lascia morire senza mai aver provato ad esplorare se stesso.
Un uomo che resta nascosto a se stesso, rifiutando la propria Coscienza! Che trapassa senza mai aver provato a trascendere il suo meschino stato e ad avvicinarsi alla Conoscenza.

Un uomo insomma che non "conosce"...

...ma che nonostante ciò pretende di avere cognizione sull'opportunità di sopprimere (per legge) vite umane!

Eh già! Sembra proprio che esistano alcuni "particolarissimi individui" convinti di aver capito perfettamente qual è la giusta morale, quella in sintonia con il creato, quella incontrovertibile, quella al di sopra delle parti, che non può essere messa in discussione, quella adottando la quale non si corre alcun rischio di errare, poiché l'unica in perfetta armonia con gli assoluti principi esistenziali. In una parola: la morale di Dio!

Chi da queste certezze a questi individui?
Come possono proclamare Verità ed emettere sentenze di vita o di morte senza
CONOSCERE ?

Cosa sanno? Come giustificano tali pretese di assolutezza?
Come può solo sfiorarli il pensiero di sapere quando è giusto *invalidare* un'esistenza —vedi anche "Madre Chiesa" durante Sante Inquisizioni & C.— anche se (a loro avviso) gravemente macchiata dal "peccato"?

Chi li ha posti sopra quel "piedistallo senza illusione"?

Vorrei invitare questi signori a conoscere se stessi, a fare un po di sana meditazione: forse allora avvicinando la propria "essenza" correggeranno il proprio assurdo pensare assolutistico, e forse, avranno le giuste perplessità su ciò che è da ritenersi sacrosantamente giusto o sbagliato, così come lo è per ognuno che nutre sani dubbi.

L'attuale morale non è Verità indiscutibile, bensì mescolanza di insane convinzioni che costringono l'essere umano ad assurdi comportamenti, ad insensate ferree prese di posizione.

E mi chiedo: cosa vuol dire per voi "delinquente"?

La definizione di "bassezza" con cui identificate solitamente il "delinquente" (e a vostra maggior ragione il condannato a morte), potrebbe per assurdo essere decodificata (in una scala di valori che appartenesse ad un'altra delle innumerevoli possibili morali di cui parlavamo prima) come "altezza".
Gli attuali falsi buoni comportamenti, le false etichette, rappresentano soltanto alibi per la vostre ipocrite menti.
Sovente preferite restare saldamente attaccati ai valori "morali" soltanto perché sono la patetica giustificazione della vostra posizione sociale che vi situa dalla parte degli sfruttatori benestanti!

Vi siete mai chiesti quali estreme sofferenze possono aver forgiato il background del delinquente comune?
Avete coscienza di quante angherie debbano subire i cosiddetti "figli della strada"?
Avete mai provato, realmente, ad identificarvi con uno di loro, con uno di quei bambini addestrati sin dalla tenera età a sopravvivere ad una vita fatta solo di brutalità e privazione??
Pensate davvero che abbiano avuto le vostre stesse opportunità, che abbiano condotto una vita relativamente agiata come la vostra? Pensate davvero che agli occhi di "Dio" essi sono davvero peggiori di voi?
Dite la verità: è molto più facile fare i benpensanti e puntare il dito restando seduti sulla propria comoda poltrona eh!?
Avete mai pensato a quei bambini che vengono stuprati, violentati nel corpo e nell'anima, quasi sempre proprio da coloro che dovrebbero tutelare e garantire la loro incolumità e preservarne l'innocenza?
Pensate davvero che al delinquente sia stata offerta l'opportunità di pianificare la propria esistenza, così come è stata offerta a voi perbenisti del cazzo che ne condannate le "immonde gesta"?
Pensate davvero che la vostra cultura ed il vostro "intellettualismo" vi pongano su un piano migliore del loro?
Provate per una volta -se ne siete capaci- a dare uno sguardo d'insieme, a guardare le cose "dall'alto"! Vi accorgerete ben presto di quanto ridicole siano le vostre morali e di quanto tutto sia semplicemente interdipendente. Capirete che il bene non esiste se non in funzione del male, e che in realtà il vostro moralismo nasconde in sé un egoismo ciclopico che si concretizza nel vostro dannato timore per l'anticonformismo.

Condannando il "delinquente" a morire, strappandogli la vita, lo si priva di quell'ultima possibilità che ha di dare un senso alla sua già martoriata esistenza!
Ma a voi questo non interessa vero?
Preferite che "tolga il disturbo" nevvero? Non c'è posto per "lui" nella cultura del moralismo!

Termino dunque questo pensiero ricordando che la nostra attuale morale non rappresenta "LA MORALE", bensì solo "UNA" fra le infinite possibilità di formazione della morale stessa!
In quanto tale, non contiene in sé nessun requisito che ne possa legittimare appieno l'assoluta correttezza!

Pertanto: Nessuno può decidere della vita di qualcuno!

Spero di aver offerto un prezioso spunto di riflessione
vi saluto
Aetos

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