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LA LEGGE 335/1995 CAMBIA LA PREVIDENZA

NOVITA’ E FONDI PENSIONE

Il sistema retributivo è invecchiato col passare degli anni.

L’età media degli italiani è aumentata e un numero sempre minore di lavoratori ha dovuto "farsi carico" di un numero sempre maggiore di pensionati.

La pensione per i lavoratori di oggi non è più una certezza, non si ha più la sicurezza di ricevere una prestazione adeguata, così il 4 agosto 1995 il Parlamento Italiano approva la legge 335/1995 che apporta significative modifiche a livello sia di previdenza pubblica (cosiddetta di I pilastro) che di previdenza complementare (cosiddetta di II pilastro).

La radicale modifica della previdenza pubblica è rappresentata dal graduale passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo per il calcolo della pensione.

In altri termini, per i neoassunti dall’1/1/1996 e, parzialmente, per i lavoratori con meno di 18 anni di anzianità, la pensione verrà calcolata in funzione dei contributi versati, rivalutati annualmente sulla base dell’andamento del sistema economico complessivo (incremento del PIL), nonché di un coefficiente di conversione del montante contributivo in pensione.

Con questa riforma la previdenza di I pilastro è di fatto destinata a ridurre in un futuro neanche troppo lontano il livello delle proprie prestazioni.

Da qui l’esigenza sempre maggiore, in primo luogo, dello sviluppo della previdenza aziendale o di categoria (II pilastro) fino ad oggi limitata ad alcune realtà specifiche (banche, dirigenti dell’industria) e, in secondo luogo, di forme di previdenza individuale (III pilastro) in grado di soddisfare le differenziate esigenze dei singoli in materia.

Secondo le indicazioni del testo di legge, cominciamo con il dire che i destinatari della previdenza complementare sono: lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, lavoratori autonomi e liberi professionisti, soci - lavoratori di cooperative.

Le forme di previdenza complementare trovano attuazione attraverso la costituzione dei fondi pensione, soggetti giuridici, che si fanno carico di raccogliere le contribuzioni e di provvedere, tramite convenzione con uno o più gestori autorizzati, alla loro massima valorizzazione per erogare le prestazioni di previdenza complementare di domani.

La legge inoltre prevede la possibilità di adesione oltre che ai fondi chiusi (istituiti dalle categorie dei lavoratori dipendenti) ai cosiddetti fondi pensione aperti, costituiti dai gestori autorizzati sotto forma di patrimonio separato nel bilancio degli stessi.

Ciò potrà avvenire su base individuale per quei lavoratori privi di una specifica tutela previdenziale complementare o per coloro che, trascorso un certo periodo di tempo, decidano di trasferire la propria posizione presso un fondo diverso. Ma l’adesione ai fondi aperti potrà avvenire anche su base collettiva, qualora la fonte istitutiva stabilisca di realizzare la previdenza complementare non attraverso la costituzione di un fondo, ma attraverso l’adesione appunto ad un fondo aperto.

Vi sono novità interessanti anche dal punto di vista fiscale, molto significativo è il fatto che è stata eliminata ogni sovrapposizione tra previdenza di II e III pilastro: le incentivazioni sono infatti separate e ovviamente cumulabili tra loro. Le polizze vita individuali mantengono quindi intatta la loro validità.

Con questa riforma pensionistica varata con la legge 335/1995 il Parlamento Italiano ha cercato di ristabilire nuovamente il patto tra generazioni.

I Contributi dei lavoratori concorrono a pagare le pensioni di chi è a riposo, ma ai fini del calcolo della pensione il metodo contributivo, per semplificare, funziona grosso modo come un conto corrente bancario.

Ogni lavoratore, con il concorso dell’azienda, effettuerà ogni mese un versamento.

Alla fine della carriera tutti i versamenti e gli interessi maturati (che formano il cosiddetto "montante contributivo") vengono moltiplicati per un "coefficiente di trasformazione" che rapporta il trattamento all’età del pensionato, premiando chi arriva sempre più vicino alla soglia dei 65 anni.

Si ottiene così la pensione lorda annua rapportata per la prima volta, alla "speranza di vita" e non solo in base alla retribuzione degli ultimi anni.

Sperando che questa comunicazione sia di suo gradimento e interesse saremo lieti di darLe ulteriori informazioni, il Sig. Giovanni Lozzi della nostra agenzia sarà a sua completa disposizione, Cogliamo l’occasione per augurarLe i nostri migliori saluti.mailto:assifer_toro@iol.it