«Alcuni vogliono che la musica s'impari per dar sollazzo e dilettatione all'odito, acciò divenghi perfetto nel sentire, sì come diventa perfetto il vedere, quando mira una cosa, che bella, & ben proportionata sia. Ma veramente per mio parere quest'opinione non ha del virtuoso né del nobile, ma del vile e dell'ignobile, e da huomini che solo attendono alla soddisfazione de sensi, niente dell'Intelletto curandosi»

Giovanni Maria Artusi, L'arte del contraponto, Venezia 1586, pag.3.