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"Osservare e ricordare": in ebraico è "shamor ve-zakor", e la tradizione vuole che nel deserto tutto il popolo sentisse queste due parole insieme, simultaneamente, come fossero una parola sola. Come se in musica noi potessimo sentire simultaneamente la tonalità maggiore e quella minore, ovvero il suono delle armoniche naturali di una nota e quello delle armoniche "corrette", artificiose.
Non quindi un Mi naturale "presente" per natura in un suono che, in quanto ricco di armoniche, sia percepibile con esattezza e riconoscibile con il nome di "Do", ma un Mi bemolle, dissonante solo quando l'armonica naturale Mi della nota Do voglia "esprimersi" non nelle "altezze" e trasparenze in cui la natura l'ha confinata, ma nella forma udibile e manifesta dell'ottava reale in cui è situata la sua Tonica, quasi fosse un "portare a terra, subito e tutta", la luce e la ricchezza di un cielo irraggiungibile con il peso e la gravità di un corpo fisico...

Contrapponi dunque, per prova, una triade di Do maggiore a un'altra di Mi bemolle maggiore, e osserva come quel Sol che hanno in comune sia il loro comune richiamo. Medita su questo, e cerca i modi e i percorsi con i quali questi due accordi possono generare melodia e armonia...


C.R.

 

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