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«Papà, ti ricordi dello "Spaventapassi"?
Io ero bambino, e tu, per insegnarmi a vincere lo spavento, a scavalcare la paura, mi raccontavi la storia terrificante di quello spiritello che va in giro a spaventare i passi della gente: la gente cammina, o passeggia, o corre, e non sa, non s'accorge; ma ogni tanto, ecco! lo Spaventapassi gli tocca un piede! Lui non se ne accorge quasi, crede che sia un soffio d'aria, e continua a passeggiare, a camminare o a correre; ma poi inciampa, e inciampa ancora, e inciampa sempre nello stesso modo per tutta la sua vita: perché c'è uno spavento nei suoi passi, e lui non lo sa. Non lo sa e non sa più avanzare: si ferma lì, e il tempo passa e lui poi muore. Nessuno si ricorda più di chi era lui. Rimane solo il suo spavento. E il passo che non aveva fatto...»

C.R.

 

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©claudioronco2006