Lettera settimanale ai parrocchiani
anno ventisettesimo
n.26
22 aprile 2018
 

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IL RE PASTORE

La figura del Cristo risorto è al centro delle letture della liturgia di questa domenica.
Il vangelo di Giovanni si serve dell'immagine di Gesù, re pastore (*), sottolineando la forza che nelle prime comunità, che ben conoscevano la scrittura, aveva l'evocazione di questa immagine. Il Cristo risorto infatti è il primo di una umanità nuova, il centro della nuova vita non solo per l'umanità ma anche per l'intera creazione: dopo la risurrezione niente è più come prima.
La voce di Gesù, che nella sua esperienza terrena chiamava i discepoli a seguirlo, è ormai ...

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don Paolo Aglietti




SI DIA INIZIO
ALLO SPETTACOLO!

"Il teatrino della politica". Così diversi anni fa un uomo politico lanciò questo definizione per descrivere le manovre e gli interventi dei vari protagonisti della vita politica del nostro paese.
Una definizione che ha fatto fortuna perché non solo la politica, ma ogni espressione della vita del nostro paese è diventata "teatrino".
Un teatrino che nulla a che fare con Shakespeare, il grande drammaturgo inglese, ma che somiglia molto di più a certe recite paesane dei piccoli circhi viaggianti ...

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Castello_7 di domenica 15 aprile 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 8 aprile 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 1 aprile 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 25 marzo 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 18 marzo 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 11 marzo 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 4 marzo 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 25 febbraio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 18 febbraio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 11 febbraio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 4 febbraio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 28 gennaio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 21 gennaio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 14 gennaio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 6-7 gennaio 2018 (PDF)

Castello_7 di domenica 24 dicembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 17 dicembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 10 dicembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 3 dicembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 26 novembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 19 novembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 12 novembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 5 novembre 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 29 ottobre 2017 (PDF)

Ricordando Suor Rosalinda

Castello_7 di domenica 22 ottobre 2017 (PDF)

Castello_7,
Lettera settimanale ai parrocchiani, è un foglio di comunicazione interno, non in commercio.
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dal numero precedente
15aprile 2018




LA PAURA DELLA DISTRUZONE DEL TEMPIO

«Cosi sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni» (Luca. 24,46-47).
La liturgia di questa terza domenica di Pasqua racconta una "apparizione del Risorto". Lo scopo dell'evangelista è quello di rassicurare una comunità di "dubbiosi e impauriti", che non hanno ancora elaborato i fatti di cui sono stati testimoni. È la delusione di chi dice "noi speravamo" in un finale diverso, in una vittoria del Cristo di tutt'altro tipo. Un finale che tutti avevano assaporato quando Gesù era entrato trionfalmente in Gerusalemme e aveva compiuto quel gesto di purificazione del tempio, che invece fu la goccia che fece traboccare il vaso del rifiuto e riempì di rancore e di odio i suoi nemici.
Il gruppo dei discepoli dura fatica a comprendere che non era questa la vittoria di Gesù. Doveva rendersi conto che il regno che avevano sperato non si costruiva con il potere, ma ...

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don Paolo Aglietti




RICEVI IL SIGILLO DELLO SPIRITO SANTO CHE TI È DATO IN DONO

Il Vescovo, o il suo rappresentante, dice queste parole mentre unge con il crisma la fronte del cresimando. Il sigillo di cui si parla è un dono che conferma una presenza: quella dello Spirito Santo secondo la promessa che Gesù ha fatto ai discepoli prima di lasciarli (Giov.14,15.17).
Si chiama sigillo perché segna per sempre chi lo riceve affidandogli il compito di mostrare con la vita la sua fede in Gesù Cristo (Atti 1,8). Nel "credo" diciamo che lo Spirito dà la vita perché possiamo essere accompagnati dalla sua forza. Per questo viene, nel linguaggio della liturgia, chiamato "paraclito", una parola greca che significa "avvocato difensore".
La tradizione ci ha tramandato parole che risultano difficili da capire perché la loro traduzione in italiano è facilmente equivocabile. La stessa parola Spirito ...

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Annamaria Fabri;



DALLE MISSIONI
Oggi nella nostra parrocchia si celebrano i sacramenti dell'iniziazione cristiana come avviene in questi giorni di Pasqua in tutto il mondo cristiano. Ecco il racconto di come in un villaggio nel nord della Thailandia la celebrazione del Battesimo sia un avvenimento che coinvolge non solo la comunità delle missionarie, ma tutti gli abitanti, cristiani e non di quella estesa parrocchia. Quello però che vogliamo sottolineare è la preparazione e la serietà con cui quelle popolazioni vivono queste celebrazioni. Non possiamo fare a meno di  fare un confronto fra il loro modo di vivere l'incontro con Cristo e quello che succede da noi. Troppo spesso prevale il tono festaiolo e talvolta pagano con cui battesimi, cresime e comunioni vengono vissuti all'interno delle nostre comunità e nelle nostre famiglie.
Dal Dio di mio marito al mio Dio
Quest'anno, la nostra comunità ha vissuto la veglia pasquale in un villaggio della nostra parrocchia che si chiama Naamsoot, a 103 km da dove abitiamo, nella provincia di Naan, Nord-Thailandia, dove siamo presenti dal 2014.
Naamsoot è un villaggio a maggioranza Hmong, un'etnia di origine cinese, che osserva la religione degli antenati, ma c'è anche un piccolo gruppo di cristiani.
In quella notte, questa piccola comunità cristiana ha avuto la gioia di accogliere dodici nuovi battezzati, tra
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Mireille Milumbu, Missionaria Saveriana
da: Saveriane.it, Rivista on-line delle Missionarie di Maria, (Saveriane)

Gesti, segni e parole della Liturgia

L'OLIO

Fin dall'antichità nella civiltà mediterranea l'olio è, insieme al vino e al frumento, simbolo di benessere e di benedizione.
Non è soltanto un condimento base per il cibo, ma anche il medicamento base per ogni farmaco, un corroborante per il corpo degli atleti e, unito ai profumi, la base per molti preparati per la cosmesi. In antico costituiva anche il combustibile per l'illuminazione in casa e all'esterno.
A tutti questi usi si riferisce anche l'antico testamento che vede nell'olio non solo un segno di abbondanza e quindi di benedizione, ma anche un ...

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Annamaria Fabri








dal numero precedente
8 aprile 2018




SPORCARSI LE MANI

L'evangelista Giovanni ha un modo tutto suo di narrare la giornata della risurrezione del Signore.
All'inizio del racconto (cap. 20) svetta la figura di Maria di Magdala alla ricerca del "suo Signore". Ricerca coronata da successo mentre i discepoli restano attoniti e impauriti, tanto che si chiudono in casa, come ci racconta il brano del vangelo della messa di oggi.
Una chiusura che è rotta dal "venire" di Gesù che è un vero e proprio irrompere nella paura dei discepoli, che non avevano creduto all'annuncio di Maria.
Un "venire" che segna l'inizio di una nuova creazione perché Gesù "soffia" sui discepoli lo "Spirito Santo", quel "Consolatore" di cui aveva parlato e che li accompagnerà, perché siano capaci di portare nel mondo quella pace, che nasce dalla sua morte e resurrezione e che è capace di cambiare i rapporti fra tutti gli uomini.
Il linguaggio dell'evangelista Giovanni è pieno di allusioni e richiami, che per noi oggi sono difficili da ...

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don Paolo Aglietti




RISURREZIONE

Il concetto biblico di risurrezione non si può paragonare all'idea che aveva il mondo greco dell'immortalità. Secondo i greci l'anima dell'uomo, incorruttibile per natura, non appena fosse stata liberata dai legami della materialità del corpo, entrava nella dimensione dell'immortalità divina, a cui apparteneva.
Secondo la Bibbia invece è l'uomo nella sua interezza a cadere in potere della morte, la risurrezione, che avverrà per grazia divina, è descritta già in alcuni testi tardivi del Vecchio Testamento come uno svegliarsi, un sorgere dalla terra (2 Maccabei. 7,9-11).
Fu solo dopo l'esilio e in concomitanza con il diffondersi della letteratura apocalittica (p.e. il libro di Daniele) che si cominciò a credere alla risurrezione dei morti, dapprima solo ...

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Annamaria Fabri





DOPO L'EMOZIONE ... IL VUOTO

Il periodo pasquale è particolarmente adatto per celebrare i sacramenti dell'iniziazione cristiana, che sono il Battesimo e la Cresima, e per accogliere chi per la prima volta partecipa all'Eucarestia. Questi tre sacramenti sono chiamati così perché segnano l'inizio di un cammino.
Iniziare un cammino senza proseguirlo è palesemente inutile ed è un controsenso. Eppure questo sta diventando ai giorni nostri quasi una regola, nonostante che la fede cristiana abbia come sua caratteristica particolare quella di non essere una "dottrina", ma una esperienza fondata sulla memoria di Gesù Cristo che ha detto che la fede in lui consiste nel seguirlo.
Memoria (nella liturgia si parla di memoriale) di un cammino che affonda le radici nella storia più che millenaria dell'umanità e del popolo di Dio, che trova il suo centro nella morte e risurrezione di Gesù, e diventa la base per sperare e costruire un avvenire di pace e salvezza per noi e le prossime generazioni.
C'è però un problema che, avvertito da molti già alla fine del millenovecento, sta diventando sempre più evidente (a proposito siamo sicuri di esserci accorti che il nuovo millennio è già cominciato da ben 18 anni?). Si tratta della perdita della memoria collettiva e peggio della storia passata e recente del nostro popolo, della nostra nazione, della nostra civiltà. Una dimenticanza che porta inevitabilmente alla perdita anche della memoria delle fede, infatti perdere la memoria storica produce la perdita della propria identità.
Senza memoria un popolo non sa più chi è, da dovei ...

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DALLE MISSIONI

"Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura" (Marco 16,15). Questa è la missione che Gesù risorto affida a tutti i suoi discepoli. Questo è quello che fanno quotidianamente in paesi diversi quelli che noi chiamiamo "missionari". L'annuncio richiede una vicinanza ed una conoscenza  dei popoli e delle situazioni. Per essere vicini a questi nostri fratelli e sorelle occorre che ci rendiamo conto delle situazioni in cui essi operano e dei problemi con cui vengono a contatto. Nasce un quadro del mondo che non corrisponde ai depliant turistici e a quanto i media in genere ci raccontano.

L'ALTRA FACCIA DELL'AMERICA

Laura Canali, missionaria saveriana a Worcester, Stati Uniti, scrive in occasione della Pasqua per raccontarci la vita dei poveri e la speranza che si fa visibile nei piccoli gesti di ogni giorno.

In questi giorni siamo in attesa di un grosso ciclone che porterà vento, pioggia, neve e immensi disastri. Nonostante tutto, gli uccellini che al mattino cinguettano invisibili sui rami, i germogli che iniziano a gonfiarsi, la temperatura che finalmente sale sopra lo zero ci dicono che la vita rifiorisce e che, nonostante le apparenze, è tempo di sintonizzarci con la liturgia in cammino verso la Pasqua del Signore.
A volte guardando vicino e lontano sembra che niente lasci spazio alla speranza e ci troviamo come le donne al sepolcro con una pietra impossibile da rimuovere.
È proprio lì, nel momento in cui non abbiamo più risorse umane, che il Signore attraverso qualche angelo si fa presente e ci dice: "Non abbiate timore!
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da: Saveriane.it, Rivista on-line delle Missionarie di Maria, (Saveriane)




dal numero precedente
1 aprile 2018




NON ABBIATE PAURA VOI

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui» (Mc. 16,6).
Questo annuncio, che ai discepoli sembrò come un vaneggiamento (Mc 16,6), è in verità il centro di tutto il cristianesimo. Già san Paolo afferma che se Cristo non è risorto vana sarebbe la nostra fede e noi saremmo da compiangere più di tutti gli uomini (1 Cor. 15,17-19). Ciò nonostante questo annuncio risuona troppo poco sulla bocca, e probabilmente anche nel cuore, di coloro che si dicono cristiani.
Affermare che Cristo è risorto significa credere che ...

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don Paolo Aglietti




LA PASQUA SETTIMANALE

«Il giorno del Signore, il giorno della risurrezione, il giorno dei cristiani: questo è il nostro giorno. Perciò viene detto anche domenica, perché in esso il Signore vittorioso salì al Padre. Se è chiamato dai pagani "giorno del sole", anche noi siamo subito d'accordo, poiché oggi è sorta la luce del mondo, il sole della giustizia, e nelle sue ali è nascosta la salvezza.» (S. Girolamo).
Il giorno dopo il sabato, cioè il primo della settimana è un giorno speciale negli scritti del Nuovo Testamento. E' infatti il giorno della risurrezione del Signore Gesù.
Questo modo di chiamarlo, il giorno dopo il sabato, non è un modo come un altro per indicare il primo giorno della settimana, ma ha un suo importante significato.
Il sabato è infatti ...

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IL SEPOLCRO VUOTO

«Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui» (Mc. 16,6).
C'è una grande paura che domina il mondo e che si traduce in tante piccole paure e fobie tanto che è stato detto che la paura è in qualche modo la nostra madre e tutti ...

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Annamaria Fabri





DALLE MISSIONI
"ERO MALATO E MI AVETE VISITATO"

Valentina ci ha inviato una lunga lettera, che riportiamo in parte, nella quale ci racconta un aspetto importante della sua vita in Thailandia: quella della vicinanza ai malati. Si tratta di un aspetto importante della sua attività perché nella mentalità thailandese la malattia viene vissuta con una sorta di rassegnazione di fronte ad un destino contro il quale è inutile lottare per non averne altro danno. Manca a questi malati non solo la solidarietà dei parenti e dei conoscenti, ma la speranza di un Dio che si fa vicino.

Il 5 marzo scorso abbiamo invitato in parrocchia alcuni anziani e malati buddisti, che seguiamo, per una giornata insieme. È il secondo anno che la organizziamo e le persone rispondono volentieri, anche se per la maggior parte di loro è difficile uscire di casa...
Sono arrivati alla spicciolata, alcuni volontari della parrocchia sono andati a prenderli da diverse zone, … Dopo una presentazione tra di loro li abbiamo portati in cappellina. Abbiamo mostrato loro dei video di testimonianza di alcune persone, tra cui una, che in modo speciale ha affrontato la vita con tenacia, sviluppando delle competenze lavorative, pur avendo una disabilità gravissima che sembrava non le lasciasse nessuna possibilità.
Padre Paolo, missionario del Pime, ha poi letto

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Valentina Gessa,
Missionaria in Thailandia




dal numero precedente
25 marzo 2018




DOMANDE SU DIO

«E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare» (Mc. 8,31).
Possiamo considerare questo annuncio la chiave di tutto il vangelo di Marco. Una chiave che ci permette di penetrare il mistero che la persona di Gesù incarna e che capovolge profondamente le nostre opinioni su Dio.
Partendo dall'affermazione biblica che Dio ha fatto l'uomo "a sua immagine e somiglianza" di fatto noi proiettiamo su Dio la ...

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don Paolo Aglietti




I GIORNI DELLA MEMORIA

La settimana nella quale stiamo entrando, che fin dall'antichità è stata chiamata "santa", si presenta come un grande sacramento che ci permette di rivivere attraverso la memoria il mistero pasquale ripercorrendo in compagnia del Signore e di tutto il popolo dei battezzati il nucleo centrale dell'esperienza umana di Gesù Cristo.
La settimana inizia, secondo la narrazione dei vangeli, con l'ingresso trionfale in Gerusalemme, e culmina con la terribile esperienza della croce e termina con l'annuncio gioioso della ...

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Annamaria Fabri





INCAPACI DI AMARE

Diciotto donne  uccise in meno di tre mesi è un numero impressionante che non può essere addebitato al cosiddetto "raptus" di follia, ma che nasce da una impostazione della società, della famiglia, dei rapporti in genere basati sul potere e sul ricatto. Più che fare fiaccolate e dimostrazioni, occorre una presa di coscienza di tutti, uomini e donne, per impostare i rapporti su basi diverse da quello che la società in tutte le sue espressioni racconta. Riportiamo qui una parte di un articolo di Chiara Saraceno in "La Repubblica" del 21 marzo scorso, intitolato: "l'uomo senza educazione sentimentale".
... Per amare occorre essere capaci di autonomia e di ...
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dal numero precedente
18 marzo 2018




FATTI DI SANGUE

In questi giorni il calendario e la cronaca ci propongono una serie di avvenimenti che, sebbene slegati fra loro, hanno tutti un impatto particolare agli occhi e alla mente di chi vive attento a ciò che lo circonda.
Per quanto riguarda la cronaca, sono sotto gli occhi di tutti le purtroppo consuete immagini, alle quali siamo assuefatti, e che abbiamo visto e stiamo ancora vedendo su giornali e televisioni.
Avvenimenti che riportano in primo piano, semmai ce ne fossimo scordati, il sangue che riempie le cronache delle nostre città e quello che viene sparso in ogni parte del mondo, da quello ...

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don Paolo Aglietti




SONO PASSATI CINQUE ANNI

da quando papa Francesco disse il suo "buonasera" dal terrazzo delle benedizioni in piazza san Pietro.
Di lui si è detto tutto il bene possibile per le sue "aperture" e contro di lui si sono lanciati rimproveri e accuse. In mezzo al popolo dei laudatori a tutti i costi e dei nemici a tutti i costi, a Francesco dobbiamo riconoscere un solo punto di forza, nudo, secco, perfino unilaterale: quello di un papato che porta avanti un unico annuncio, il vangelo di Gesù di Nazaret. ...

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IL PERDONO DI DIO

Un'alleanza nuova è quella che il profeta Geremia annuncia e ripropone al popolo di Dio. È l'invito a "ritornare" e a "convertirsi" per ristabilire l'alleanza infranta. È offerta di perdono e di comunione che trova nel Cristo "innalzato", di cui ci parla oggi il vangelo di Giovanni, la sua piena realizzazione.
Già nell'Antico Testamento si affermava con chiarezza che è dall'iniziativa di Dio che parte il perdono. Leggiamo infatti nel libro del profeta Geremia: «fammi ritornare e io ritornerò, perché tu sei il Signore mio Dio» (31,18).
Secondo la tradizione biblica infatti il perdono non nasce da un atto giudiziale, ma dall'opera di Dio, da una nuova creazione: «Vi darò un cuore nuovo», annuncia il profeta Ezechiele (36,26).
È quindi alla luce del perdono di Dio che l'uomo si scopre peccatore, non tanto e non solo perché colpevole di trasgressioni, ma ...

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Annamaria Fabri





Riesce difficile per noi entrare nella mentalità religiosa dell'oriente dove, seppure con notevoli differenze, si pensa che il karma sia quasi un destino che determina la vita e le situazioni dell'uomo nel susseguirsi delle varie forme di reincarnazione. Tutto questo porta, specie nei poveri, ad una sorta di fatalismo e senso di abbandono. La Bibbia, affermando con forza che Dio è Padre è un annuncio capace di rivoluzionare l'esistenza di chi a questo annuncio si avvicina. È quello che Valentina constata ogni giorno e diventa per noi, che dall'infanzia abbiamo sentito dire "Padre nostro", un dato fondamentale da riscoprire nella nostra società che pare di volerlo dimenticare.

IL "PADRE NOSTRO",
RADICE DELLA MISSIONE

Un amore che invia
La missione nasce dal desiderio del Padre che tutti gli uomini e le donne siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità (1Tm 2,4).
In Thailandia, dove i cristiani sono solo lo 0,6 % della popolazione, si tocca con mano questo desiderio di Dio, diventa
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di Valentina Gessa
Missionaria in Thailandia




dal numero precedente
11 marzo 2018




LE INUTILI SICUREZZE

«Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce» (Giov. 3,19). Così il vangelo di Giovanni di questa quarta domenica di quaresima.
Quando udiamo la parola "giudizio" la mente ci riporta, per antica abitudine, a considerare i comportamenti dandone un giudizio morale. Si dice che è male o bene misurandoci con formule convenzionali e non con il "perché" dell'agire.
Nella bibbia, ma anche nella realtà di tutti i giorni il giudizio invece è sugli scopi e cioè se le scelte che facciamo ci portano verso la libertà o la schiavitù, come dicevamo domenica scorsa a proposito delle "dieci parole".
Vedere la luce o non vederla è riconoscere la realtà della vita o non riconoscerla. Si tratta di un criterio di verità: la luce di cui parla il vangelo consiste nel ...

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don Paolo Aglietti




A MARGINE DELL'8 MARZO

A margine della festa della donna che si è celebrata giovedì scorso, 8 marzo, al di là della ritualità scontata della mimosa e delle cene fra donne, vogliamo ricordare qui alcuni articoli pubblicati il 1 marzo 2018 su L'Osservatore Romano, nell'inserto tutto dedicato alle donne che il giornale vaticano pubblica ogni mese con particolare attenzione al loro rapporto con la Chiesa.

In questo mese nell'inserto troviamo un "articolo denuncia", a firma di Lucetta Scaraffia, sullo sfruttamento delle Suore nella chiesa. Articolo che ha avuto forte risonanza sui media di tutto il mondo. L'Huffington Post ha titolato: "Suore ridotte a domestiche nelle case dei cardinali".
Interessante per comprendere la visione che nella chiesa si è avuta e si ha tuttora delle donne anche ...

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Annamaria Fabri





CONGO

C'è una Guerra di cui non si parla mai, una Guerra che il mondo ha completamente dimenticato. Si tratta del conflitto che ha fatto più vittime dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, più del Vietnam, più della Corea, più della Siria e dell'Iraq. Si tratta della Guerra civile che a intermittenza devasta la Repubblica Democratica del Congo dal 1998 e che si stima abbia fatto forse cinque milioni di vittime, molte delle quali civili. Questa tragica guerra nel cuore dell'Africa sta purtroppo da alcuni mesi vivendo una fase di recrudescenza.

ESSERE MISSIONARI IN CONGO

La missione come cura delle ferite sanguinanti dell'umanità.
febbraio 2018
di Delia Guadagnini, Missionaria Saveriana

Buongiorno carissimi fratelli e sorelle, come state?
Oggi fa un gran caldo ma c'è una brezza leggera che sposta le tendine della veranda dove sono seduta e mi dà un po' di sollievo.
Penso a ciascuno di voi che tra qualche giorno mi leggerete e vi apro il  cuore in quest'ora pomeridiana, sulla compassione, sulla tenerezza. Discreta, attiva, di poche parole, la compassione
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dal numero precedente
4 marzo 2018




LE DIECI PAROLE

«Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto... ».
Così nel brano del libro dell'Esodo che leggiamo in questa domenica viene spiegato il perché di quelli che ci sono stati tramandati come i "dieci comandamenti", ma che molto più giustamente gli ebrei chiamano "le dieci parole".
Dieci parole che parlano della grandezza di Dio e del suo dono: la liberazione dalla "casa di schiavitù" e soprattutto dall'asservimento agli dei falsi e malvagi che non liberano, ma rendono schiavi. Liberazione dagl'idoli che oggi, come allora, rappresentavano e rappresentano tutto ciò che rende schiavo l'uomo dell'altro uomo o peggio, ed è caso frequente, delle cose di cui "non si può fare a meno". Una schiavitù che opprime e mortifica la grandezza dell'uomo e uccide in lui l'immagine del suo creatore.
Il legame con Dio, che le dieci parole descrivono, costituisce il patto di alleanza...

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don Paolo Aglietti




DALLE MISSIONI


Dopo la morte di suor Rosalinda, non vogliamo che si interrompa l'attenzione verso le sorelle missionarie Saveriane. La missione, come il  resto del mondo, è sempre in trasformazione e cambiamento, soprattutto in Africa a causa delle guerre e del terrorismo. Già tempo fa abbiamo accennato alla chiusura della missione in Cameroun. Naira Machado, saveriana brasiliana, che abbiamo conosciuto molti anni fa, racconta in una lettera il suo nuovo servizio a Koumi, Ciad. Ricordiamo che a Koumi ha passato molti anni anche suor Rosalinda.

Koumi febbraio 2018
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QUALE SEGNO
CI MOSTRI?

Nella liturgia di questa domenica troviamo la parola "segno" sia nella lettera ai Corinti, sia nel vangelo di Giovanni.
Segno è una parola che si presta a molti usi: può indicare, come dice il vocabolario, un oggetto, un fatto, un fenomeno dal quale si possa ricavare un significato. Si dice che un avvenimento è un segno quando, da ciò che accade, si può conoscere in maniera più chiara la persona che lo ha prodotto.
Nella bibbia si parla di segni soprattutto quando attraverso di essi si riconosce un intervento di Dio o un messaggio particolare da parte sua attraverso ...

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Annamaria Fabri





SCHIAVI O AMICI?

Molti anni fa, nel pieno degli anni '70, ero sul piazzale del S. Cuore a Parigi e stavo parlando con altri turisti incontrati per caso.
Sulle scalinate di Montmartre c'era il solito raduno di giovani che, accompagnandosi con le chitarre, intonavano le canzoni della contestazione. Ad un tratto arrivò un gruppo della Police che voleva sgomberarli. Ne nacque un parapiglia e uno scontro piuttosto violento.
Uno di noi si avvicinò ad un poliziotto e domandò? "Perché li cacciate in questo modo?" La risposta dell'agente fu lapidaria e ci dette modo di discuterne per tutta la serata: "Rispondere è disubbidire!". Poi continuò il suo "lavoro" guardandoci torto.
Ho raccontato questo episodio di tanti anni fa perché ho il sospetto, anzi la convinzione, che per tantissimi cristiani questo ...

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dal numero precedente
25 febbraioaio 2018




IL SOGNO DI UN FUTURO DIVERSO

I brani che leggiamo nella liturgia della messa di questa domenica sono oggi per noi di difficile comprensione perché annunciano realtà che non rientrano nelle attese della nostra società.
Se è vero che il cuore dell'uomo è il luogo dei desideri e che questi desideri appaiono a tutti come la via per raggiungere il traguardo della felicità, è altrettanto certo che non sempre la via che scegliamo è quella vera. Qualche anno fa fece rumore un libretto che parlava di una società capace solo di trasmettere e insegnare "passioni tristi" alle nuove generazioni.
La crisi nella quale ci troviamo, e non parlo solo di crisi economica, ci ha fatto perdere tutti gli spazi della speranza e dei grandi ideali. Ha aumentato la paura e quindi ha ucciso, come ha scritto qualcuno, la capacità di desiderare e quindi di osare vie nuove, mai percorse nella storia.
Secondo l'analisi di esperti, forse per la prima volta, abbiamo una generazione giovanile che non sa contestare il mondo degli adulti. Ma semplicemente lo ignora.
In questo modo si è interrotta la tradizione, cioè la trasmissione della storia, che non è solo
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don Paolo Aglietti




SERVIZIO CIVILE REGIONALE

NOVE POSTI ALL'OPERA MADONNINA DEL GRAPPA (leggi tutto)




NEPHÉLE - NUVOLA

«... venne una nube che li coprì con la sua ombra ...»(Mc. 9,7)

Nephéle, è la nuvola. Questo fenomeno atmosferico ha sempre ispirato la fantasia dei poeti e dei contemplativi. Le figure che le nubi disegnano nel cielo si prestano a questo con il loro variare di colore e di forma.
Nell'Antico Testamento le nubi hanno acquistato una valenza teologica che del resto avevano anche nell'antichità greca. La nube ...

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Annamaria Fabri





LA BENEDIZIONE

Benedire, da cui benedizione, deriva dal latino bene dicere che significa "dir bene" ed il cui significato immediato è parlare bene di qualcuno, ringraziarlo, lodarlo, esaltarlo.
Nella Bibbia è Dio che benedice e con la sua benedizione dona vita e fecondità (cfr. Gen. 1). La benedizione di Dio è legata alla consegna di un destino particolare e alla nascita di una discendenza che diventerà fonte di vita per tutti i popoli della terra (Gen. 12,1-3).
La benedizione è affidata in modo particolare agli uomini e si compie per mezzo di essi. Abramo è il prototipo dell'uomo benedetto ...

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dal numero precedente
18 febbraioaio 2018




QUARESIMA, TEMPO DI CONVERSIONE

«Convertitevi e credete al vangelo» sono le prime parole che Gesù pronunzia nel vangelo di Marco (1,15) e che la Chiesa ci ripete il giorno delle Ceneri.
Convertirsi per credere implica un cammino che va vissuto in due momenti. Il primo come presa di coscienza di una situazione di peccato, il secondo come itinerario di liberazione.
Il peccato è per l'evangelista Marco equiparabile alla malattia e in particolar modo alla lebbra e alla paralisi, malattie che, impedendo i rapporti (1,40-45) e l'agire (2,1-12), distruggono l'uomo disgregandolo. Per molti cristiani, invece, il peccato è una parola incomprensibile, soprattutto perché ritengono di sapere che cosa sia.
Non è facile avere una chiara conoscenza del peccato perché esso è in realtà un ...

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don Paolo Aglietti




OPERATORI DI PACE?

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.  (Costituzione Italiana, art. 11)

Alcuni importanti paesi dell'Unione Europea hanno già da tempo deciso di sospendere l'invio di armamenti all'Arabia Saudita.
Tre paesi dell'Unione europea (Germania, Svezia e Paesi Bassi) hanno deciso di sospendere le esportazioni di bombe all'Arabia Saudita perché potrebbero venire utilizzate dall'aeronautica saudita nei bombardamenti indiscriminati in Yemen.
L'Italia invece non solo non ha sospeso le consegne di armamenti, ma ...

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CONVERSIONE OGGI:
ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ

In questi giorni di inizio quaresima ho cercato di riflettere sulla parola "conversione" non tanto per conoscere il significato di una parola, che sentiamo risuonare spesso nella liturgia, ma per chiedermi quali scelte richieda nel concreto della vita di tutti i giorni.
L'esperienza di tutti e di ciascuno dice che quando si parla di conversione si pensa, nella migliore delle ipotesi, alla propria situazione personale.
Non è che questo ragionamento sia sbagliato, ma rimane il fatto che le scelte personali, se non sono messe in relazione con le scelte dei gruppi sociali a cui apparteniamo, non sono in grado di portare quei cambiamenti che tutti oggi invocano sia nella chiesa che nella società.
Nella nostra società, come nella chiesa, sono nati e si sono sviluppati una serie di comportamenti che hanno deteriorato, e in buona parte distrutto, quello che ...

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CAPPELLANI, SÍ,
MILITARI, NO!

Nei miei ricordi delle elementari c'è una lavagna sulla quale veniva tracciata col gessetto una riga che la divideva in due metà. Il capoclasse o il "coccolino della maestra", come lo chiamavano tutti gli altri, scriveva i nomi dei "buoni" da una parte e dall'altra i nomi dei "cattivi". Naturalmente era facilissimo passare, magari anche solo per la simpatia o l'antipatia, per un piacere fatto o per un dispetto, da una parte all'altra degli "opposti schieramenti".
ise e più che sono condivise dal "gruppo di appartenenza" più sembrano vere. Quando poi qualcuno ci ...

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dal numero precedente
11 febbraioaio 2018




NEMICI PER PRINCIPIO

"Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!» … Se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento."
Il libro del Levitico evidenzia così la condizione di impurità del malato di lebbra facendolo diventare il simbolo vivente dell'uomo emarginato e peccatore, incapace di relazione, isolato da tutto e da tutti, Quasi un morto vivente che non può più comunicare con la sua comunità, abbandonato da Dio e dagli altri uomini.
Oggi la lebbra è stata ricondotta ad una malattia facilmente curabile ed ha perso, almeno da noi, il suo significato di simbolo dell'uomo solo e rifiutato.
Solitudine e rifiuto non sono però scomparsi dal nostro mondo. Esiste una nuova forma di "lebbra", che non deriva da batteri, ma ...

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don Paolo Aglietti




LA CENERE

I popoli dell'antico oriente sapevano bene che cenere e polvere erano ciò che restava del passaggio dell'uomo sulla terra. Cenere e polvere sono infatti ciò che rimane dal consumarsi delle cose e delle persone.
Cospargersi il capo di polvere o di cenere è da sempre un gesto antico di penitenza e di umiliazione di fronte alla divinità e significa il riconoscimento della propria miseria. Del resto la parola "umiltà" deriva dal latino humus, cioè terra.
Il vecchio testamento è pieno di episodi che ci riportano questa usanza e la fanno intravedere come consueta nella vita del credente.
Nelle celebrazioni della chiesa questo gesto è stato ripreso quando iniziò l'uso della penitenza cosiddetta pubblica per la rico ...

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Annamaria Fabri





BUONI E CATTIVI

Nei miei ricordi delle elementari c'è una lavagna sulla quale veniva tracciata col gessetto una riga che la divideva in due metà. Il capoclasse o il "coccolino della maestra", come lo chiamavano tutti gli altri, scriveva i nomi dei "buoni" da una parte e dall'altra i nomi dei "cattivi". Naturalmente era facilissimo passare, magari anche solo per la simpatia o l'antipatia, per un piacere fatto o per un dispetto, da una parte all'altra degli "opposti schieramenti".
Cose d'altri tempi, della metà del secolo passato, cose morte e sepolte, ricordi da raccontare a nipotini increduli... Tuttavia, forse per i corsi e i ricorsi della storia, mi pare che la divisione in due campi e il passaggio da uno schieramento all'altro siano un fenomeno, che in tutt'altre situazioni e con esiti molto più gravi di un'antipatia di ragazzi, si stiano riproponendo nella società odierna.
La crisi delle ideologie (l'ideologia è la degenerazione di un'idea) non ha fatto spazio ad idee nuove, ma ha lasciato scoperto un terribile vuoto.
E quando le idee non ci sono, hanno la meglio gli umori, cioè la degenerazione dei sentimenti. Sentimenti che sono il piatto forte che le televisioni e i media ci ammanniscono con l'aria di informare, ma in realtà con lo scopo di formare quella che si chiama "opinione pubblica", che altro non è se non la reazione alle notizie che vengono raccontate e a "come" vengono raccontate.
Dagli umori si passa così alle certezze perché dalle voci nascono le certezze condivise e più che sono condivise dal "gruppo di appartenenza" più sembrano vere. Quando poi qualcuno ci ...

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8 FEBBRAIO:
GIORNATA CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI

La tratta di esseri umani è una delle peggiori schiavitù del nostro secolo. Secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro e l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine sono circa 21 milioni le persone, spesso povere e vulnerabili, vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimonio forzato, adozione illegale e altre forme di sfruttamento.
Si pensi poi che ogni anno, circa due milioni e mezzo di persone si aggiungono alle file delle vittime di traffico di esseri umani: il sessanta per cento sono donne e minori. Quasi sempre subiscono abusi e violenze inaudite.
D'altro canto, per i trafficanti e gli sfruttatori, la tratta di esseri umani è una delle attività illegali più redditizie al mondo: fa guadagnare complessivamente 32 miliardi di dollari all'anno ed è il terzo "business" per volume di affari dopo il traffico di droga e di armi.
Ricordiamo qui la testimonianza che Blessing Okoedion ha reso alla Camera dei Deputati il 17 novembre in occasione della ...

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dal numero precedente
4 febbraioaio 2018




LA LOGICA CHE NASCE DAL VANGELO

Gesù, pieno di Spirito Santo, inizia, dopo il battesimo al Giordano, il suo cammino e la sua battaglia contro il male nelle sue forme più opprimenti, prima superando egli stesso la tentazione nel deserto e poi compiendo i gesti che mostrano all'uomo la presenza del regno di Dio.
Il suo pellegrinare per la Galilea, zona chiamata non a caso "Galilea delle genti" è un cammino di liberazione che spande intorno a sé la vita.
L'autorità che Gesù manifesta con le sue parole e con la sua presenza è la forza vitale del Padre che scioglie i legami che tengono gli uomini prigionieri. Come dice l'uomo della sinagoga di Cafarnao, non c'è niente in ...

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don Paolo Aglietti




DIO È MORTO?

Non c'è più fede! È questa una affermazione che si esce spesso dalla bocca di molte persone. Per certi versi si tratta di una affermazione che contiene un fondo di verità, ma al contempo è anche una affermazione miope e priva di speranza evangelica.
Fino a diversi anni fa si poteva sostenere che il mondo fosse diviso in due parti nettamente contrapposte: i credenti e i non credenti. Ambedue queste categorie si fondavano su principi dottrinali filosofici e teologici, a cui si rifacevano anche quelli che si professavano agnostici.
Oggi la situazione è profondamente cambiata. Salvo rare eccezioni gli atei sembrano o spariti o silenziati, dall'altra i credenti, anche ...

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Annamaria Fabri





MEMORIA, IDENTITÀ, CAMBIAMENTO

La festa onomastica del "Padre"
Memoria, identità, cambiamento.
Sono queste le parole guida che hanno visto riuniti, come ogni anno, sabato 27 gennaio, i preti, gli operatori, i volontari e gli amici dell'Opera Madonnina del Grappa nel "giorno onomastico del Padre".
Un avvenimento "di famiglia" che nella memoria di don Giulio Facibeni (la festa liturgica di san Giulio cade il 31 gennaio), vuole rendere tutti consapevoli e partecipi del cammino che, nell'anno ormai passato, l'Opera ha portato avanti e realizzato.
È stata anche l'occasione per dare uno sguardo al futuro nella consapevolezza che la Provvidenza ...

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dal numero precedente
28 gennaio 2018




IL PARADOSSO DI CAFARNAO

L'ingresso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao è, per l'evangelista Marco, come una ventata impetuosa che sconvolge una mentalità assuefatta alle spiegazioni a cui i suoi frequentatori erano abituati; non si tratta infatti della solita dissertazione sulla Legge di Mosè e su come interpretarla.
Gesù, con la sua presenza, mostra di possedere una forza inaspettata. Non predica una dottrina, ma con la sua parola è capace di liberare quell'uomo che era tenuto schiavo da forze malvagie e impure che riconoscono subito in lui un avversario.
Nel linguaggio di Marco l'essere posseduto da uno spirito impuro significa trovarsi nella incapacità di accettare la proposta di conversione che Gesù stava facendo a tutti quelli che incontrava sulla sua strada. Alcuni infatti accoglievano la sua chiamata, ma altri, e proprio all'interno di coloro che sono nella sinagoga per la preghiera del sabato, diremmo tra gli osservanti della Legge, sanno solo stupirsi e non lo riconoscono come il "santo di Dio".
Lo stupore che manifestano i presenti sta proprio nel constatare che Gesù ...

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don Paolo Aglietti




SPIRITI E DÉMONI

Il vangelo di Marco parla spesso di "spiriti impuri" e di "démoni". Parole che, nella nostra mentalità contemporanea, richiamano possessioni demoniache e annessi riti di esorcismo. Nulla a che vedere quindi con quello che il nuovo testamento chiama Satana o Diavolo o Principe di questo mondo.
Le parole demonio e spiriti impuri ricorrono spesso nei vangeli all'interno dei racconti di guarigione. Non vi è affermata però alcuna credenza negli "spiriti dei defunti" o nei fantasmi. Manca inoltre qualsiasi speculazione sui démoni, né vi è traccia di timore nei loro confronti perché la fede in Cristo vince ogni paura e ogni spirito malvagio perché tutte le potenze del cielo e della terra sono a lui sottomesse (Matteo 28,18).
Gesù nella sua vita terrena ha agito anche come ...

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Annamaria Fabri







80 ANNI FA
LE LEGGI RAZZIALI

In occasione della "giornata della memoria" Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato un discorso del quale riportiamo alcuni brani che riteniamo molto importanti per poter riflettere su vicende del recente passato delle quali, come sottolinea il Presidente, in Italia non ci siamo assunti la responsabilità, come risulta da recenti fatti e prese di posizione da parte di alcune persone e gruppi sociali.

Il 27 gennaio del 1945 le truppe russe varcavano i cancelli di Auschwitz, spalancando, davanti al mondo attonito, le porte dell'abisso…
Un virus letale - quello del razzismo omicida - era esploso al centro dell'Europa, contagiando nazioni e popoli fino a pochi anni prima emblema della civiltà, del progresso, dell'arte. Auschwitz era il frutto più emblematico di questa perversione…
Il cammino dell'umanità è purtroppo costellato di stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell'odio sono ...

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dal numero precedente
21 gennaio 2018




CREDERE AL VANGELO

La prima lettura di questa terza domenica del tempo ordinario parla ancora di "conversione" e si richiama all'esperienza di un personaggio biblico: Giona.
Il libro di Giona rispecchia un periodo della storia in cui il popolo d'Israele viveva compiaciuto della sua ritrovata fede (era tornato dall'esilio e stava ricostruendo il tempio) e si preoccupava di sé e del suo assetto interno, di mantenere la purezza della razza e della religione, credendo di sapere ormai tutto del suo Dio e considerando un pericolo mortale qualsiasi apertura alla novità.
L'ira di chi, credendosi giusto ed osservante, gode della rovina anche di sé stesso pur di danneggiare l'avversario, mascherandosi dietro l'invocazione di una giustizia, che è in realtà richiesta di vendetta e di rivalsa, è, come si vede, cosa vecchia e il libro di Giona mette bene a fuoco questa mentalità, che non è affatto scomparsa.
Il personaggio biblico di Giona è talmente centrato su sé stesso e sulle sue sicurezze che ...

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don Paolo Aglietti




IL "REGNO DI DIO"

Leggendo la bibbia troviamo tante volte la parola regno e il verbo regnare riferito a Dio che regna sull'universo. Si tratta, come è facilmente comprensibile, di un linguaggio simbolico per esprimere realtà che si riferiscono a Dio prendendo lo spunto dall'organizzazione delle società del tempo passato.
Dire che Dio regna significa perciò riconoscere in lui il creatore dell'universo e colui che si pone come punto di inizio e di arrivo di ogni esperienza umana fino alla fine dei tempi. Dire che Dio è re significa anche riconoscere l'esistenza di un progetto di salvezza e di felicità per tutti gli uomini quando il male sarà definitivamente vinto.
Per l'antico testamento il regno di Dio si manifesta soprattutto nel rapporto privilegiato (alleanza) fra Jhavè e il suo popolo dal quale nasce l'attesa di interventi soprattutto politici a favore del popolo stesso.
Nel corso della storia ...

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Annamaria Fabri










dal numero precedente
14 gennaio 2018




PAROLE CHE CADONO IN TERRA

"Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta". >

Dall'ascolto di Dio che gli parla inizia l'esperienza del giovane Samuele, che non lasciò "andare a vuoto nessuna delle sue (di Dio) Parole".
Così termina il brano della prima lettura della Messa di oggi (1 Sam. 3,19). Dall'ascolto, dirà san Paolo, nasce la fede (Rom.10,17). "Maestro dove abiti" chiedono i discepoli di Giovanni Battista a Gesù che passa e che hanno seguito, dopo aver sentito dire dal loro maestro: "Ecco l'Agnello di Dio".
Se per noi oggi è più importante "vedere", non per nulla si dice di essere nella società dell'immagine, per la tradizione biblica è invece più importante "ascoltare", tanto che la preghiera quotidiana del pio Israelita, tratta dal libro del Deuteronomio (6,4), invita prima di tutto all'ascolto: "Shemà Israel", Ascolta Israele.
Protagonista di tutta la storia biblica da Abramo a Gesù e da Gesù ai discepoli di tutti i tempi è l'ascolto della Parola.
Se dal "vedere" può nascere la meraviglia e l'emozione, che sono sentimenti passeggeri, dall' "ascoltare" nasce, anzi ne è il presupposto, un interesse verso l'altro che parla e non solo alle sue parole. È infatti dall'ascolto che nasce il dialogo e il confronto.

Ascoltare è quindi entrare in un rapporto che continuamente si alimenta e si rinnova.
Quando il vangelo di Giovanni dice che ...

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don Paolo Aglietti




ASCOLTA, ISRAELE!

Ascolta! è l'imperativo del verbo ascoltare. Mentre nel mondo greco classico la ricerca religiosa desiderava "vedere" la divinità, la fede di Israele si basa sull'ascolto perché Dio si manifesta all'uomo soprattutto come "parola" che l'uomo è chiamato ad ascoltare e a mettere in pratica.
La tradizione deuteronomistica ha condensato, proprio come inizio e compendio della Legge, l'ascolto della parola di Dio introducendo il decalogo (le dieci parole) con il solenne: «Ascolta, Israele!» (Dt. 5,1), che nella versione del Deuteronomio 6,4 è diventata una formula di fede che viene recitata ancora oggi dal buon Israelita e ne accompagna le tappe della vita.
Testimonianza che si fa preghiera come il canto di quelli che andavano a morire nelle camere a gas dei campi nazisti: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo».
Il verbo ascoltare e la parola ascolto ...

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Annamaria Fabri





NOTIZIE DALLA THAILANDIA

Valentina ci ha inviato queste riflessioni e notizie sul Natale in Thailandia. La Thailandia come molti paesi asiatici è un paese di religione buddista e vive il Natale nella sua versione consumistica importata dall'occidente.
Carissimo Don Paolo e parrocchiani di Castello,
festeggiamo di nuovo il Natale.
Qui in Thailandia già da fine novembre i centri commerciali e le strade in centro si sono riempite di alberi di Natale, Santa Claus e addobbi.
Come in Italia c'è la corsa al regalo che qui diventa di fine anno in occasione del "bonus" che si riceve dal lavoro e come scambio di auguri per il nuovo anno (occidentale), quello thailandese è dal 13 al 15 di Aprile.
Con i ragazzi delle baraccopoli quest'anno abbiamo proposto la ...

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Suor Valentina Gessa
Missionaria Saveriana






dal numero precedente
7 gennaio 2018




TRA MAGIA E SICUREZZA

Capodanno 2018: tutto si è svolto con moderazione, tutto controllato, senza che nessuno disturbasse troppo.
Quest'anno, o meglio in questa fine anno, i riti, sia quelli sacri che quelli profani, si sono svolti tutti con la solita puntualità, la solita ripetitività e con una sempre più evidente stanchezza.
Nelle piazze si è cantato e ballato come al solito, nelle chiese si è celebrato come al solito e gli auguri sono stati ancora più stanchi del solito.
Le parole più gettonate sono state sui media "magia" e "sicurezza". Due parole che di per sé dovrebbero essere in opposizione fra loro, ma che in questo nostro contesto ...

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don Paolo Aglietti




gesti e parole della Liturgia

OSANNA

Il grido "osanna"= "salvaci" indirizzato a Jahvé (Sal. 128, 25) è invocazione a Dio perché conceda aiuto e successo nelle imprese del suo popolo
Una preghiera che troviamo ripetuta più volte e in vari contesti nell'Antico Testamento, specialmente nei salmi. Il grido "osanna" entrò in un secondo tempo nell'uso liturgico del tempio di Gerusalemme come invocazione ripetuta più volte nella festa di sukkot, o festa delle capanne, per invocare da Dio il dono della pioggia.
Il grido "osanna" era poi accompagnato, dato il contesto della festa, dall'agitare festoso dei rami. Fu così che "osanna" diventò anche un grido di gioia e di lode a Dio. Una invocazione che chiedeva l'intervento di Jahvé per un cambiamento radicale della situazione e la richiesta di un "messia", un unto del Signore, che, come David, guidasse il suo popolo verso una speranza lunga nel corso del tempo.
Dalla radice del verbo da cui deriva osanna derivano anche una serie di parole ...

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Annamaria Fabri





NEL MISTERO DEL NATALE
IL DOLORE DEI BAMBINI DEL MONDO

Il giorno di Natale, prima della benedizione "Urbi et Orbi", papa Francesco ha invitato a riconoscere il Bambino Gesù nei volti dei bambini sofferenti di tutto il mondo. Il Papa ne ha fatto un lungo elenco che non ha trovato spazio sui media che hanno preferito scegliere secondo una logica di convenienza politica e di parte le situazioni da ricordare. Crediamo doveroso per un cristiano avere presente tutto il panorama del dolore che esiste nel mondo.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Sulla prima pagina del calendario del nuovo anno che il Signore ci dona, la Chiesa pone, come una stupenda miniatura, la solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio. In questo primo giorno dell'anno solare, fissiamo lo sguardo su di lei, per riprendere, sotto la sua materna protezione, il cammino lungo i sentieri del tempo.
Il Vangelo di oggi (cfr Lc 2,16-21) ci riconduce alla stalla di Betlemme. I pastori arrivano in fretta e trovano Maria, Giuseppe e il Bambino; e riferiscono l'annuncio dato loro dagli angeli, cioè che quel Neonato è il Salvatore. Tutti si stupiscono, mentre «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (v. 19). La Vergine ci fa capire come va accolto l'evento del Natale: non superficialmente ma nel cuore. Ci indica il ...

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UNA SCEMENZA CHE VALE UN PERÙ

Si consiglia la lettura di questo commento alla notizia di una maestra che ha cambiato la parola "Gesù" della canzoncina di Natale con "Perù.
Come si suol dire la cosa non è seria, ma è gravissima.
Leggi da CORRIERE DELLA SERA




dal numero precedente
24 dicembre 2017




E IL VERBO
SI FECE CARNE

E così siamo giunti ancora una volta al Natale, o meglio alle feste di fine anno. Il Natale cristiano, è ormai ridotto a folklore e spettacolo, come certe cavalcate dei magi, come i presepi più o meno viventi... La stessa parola "Natale" è quasi sparita anche dai biglietti di auguri, sostituita dal più politicamente corretto "buone feste".
Ma non voglio in una giornata come questa dare spazio alle polemiche, che pure avrebbero la loro ragione in una società, che predica i cosiddetti valori universali: pace, solidarietà e tutto quanto offre lo "spettacolo natalizio", guardandosi bene dal metterli in pratica. Questo è tanto vero che quelli che vengono definiti "valori" sono diventati armi per colpire i nemici, per squalificare gli...

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don Paolo Aglietti




IL PERCHÉ DI UNA FESTA

Come ormai molti sanno, la festa del Natale e quella dell'Epifania hanno origini che si perdono nei secoli e si intrecciano tra loro: sono infatti due facce della stessa festa e non pare fuori luogo affermare che ambedue siano nate con l'intento di celebrare il Cristo, sole dell'umanità, contrastando così i riti, molto diffusi e partecipati, che ruotavano intorno alla rinascita della luce dopo il solstizio d'inverno.
Il Natale e l'Epifania sono nate anche e soprattutto come celebrazione dell'altra faccia della Pasqua e per affermare l'umanità del Verbo fatto carne ...

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Annamaria Fabri





NATALE A SOLLICCIANO

Il "pranzo di Natale in carcere" ha visto anche quest'anno la partecipazione di circa 90 detenute della casa circondariale di Sollicciano.
Una esperienza gioiosa per le detenute che hanno apprezzato la possibilità di passare tutte insieme una parte della giornata non solo per un pranzo speciale, ma soprattutto per la possibilità di passarla in compagnia dei numerosi volontari delle parrocchie di san Pio X al Sodo e di S. Michele a Castello e, per la prima volta quest'anno, dei fratelli e sorelle della Misericordia di Rifredi insieme al loro Governatore.
Il "pranzo di Natale in carcere" è una iniziativa dell'Opera Madonnina del Grappa e del Cappellano del Carcere, don Vincenzo.
Questo tipo di incontri stavano molto a cuore a don Giulio Facibeni, che aveva sempre ...

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dal numero precedente
17 dicembre 2017




AVVENTO:
TEMPO DI ATTESA

L'avvento, con le parole del profeta Isaia, rilancia la speranza del regno per i poveri, gli oppressi e i derelitti della terra quasi a rafforzare nei credenti l'attesa del cambiamento annunciato e iniziato da Gesù Cristo con la proclamazione delle "beatitudini".
La tradizione porta spesso a pensare il tempo dell'avvento come un tempo di preparazione alla festa di Natale. In questo senso ci spingono anche certe espressioni della liturgia di questi giorni. Tuttavia l'avvento, come tempo di inizio e di speranza, va molto oltre l'attesa non solo di un anniversario convenzionale, come ormai tutti sanno, qual è il 25 dicembre, ma spinge...

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don Paolo Aglietti




gesti e parole della Liturgia

ALLELUJA

Il canto "Alleluja" è una formula che deriva direttamente dall'ebraico e significa "Lodate Jahvè".
Nella bibbia la troviamo all'inizio e alla fine di molti salmi, detti appunto Allelujatici. Si ritengono tali i salmi dal 146 al 150. Un posto particolare lo merita anche il salmo 135 detto anche il "grande Hallel(uja)" che conclude la celebrazione della Pasqua ebraica.
L'Alleluja passò nell'uso cristiano fino dal secondo secolo, come testimonia una raccolta di Inni intitolata "le odi di Salomone", in cui ...

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Annamaria Fabri





AVVENTO - NATALE

C'è un luogo che in qualche modo caratterizza la liturgia di questa domenica: il deserto.
Di deserto parla il profeta Isaia che annuncia la costruzione di una strada per la venuta del Signore, di deserto parla il vangelo di Marco mettendo sulla bocca di Giovanni il Battista le parole del profeta.
Ma perché il deserto? Il deserto indica un luogo separato. Un luogo solitario e di silenzio dove mancano punti di riferimento e la vita si fa difficile e ...

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TEMPO E
PASSA-TEMPO

In questo tempo di avvento, può essere utile fermarsi un attimo e tentare di riconciliarci con il tempo. Diciamo un po' tutti di "non avere tempo", ma abbiamo ugualmente tutti i nostri "passatempo".
E' facile osservare come la principale attività della nostra epoca sia quella di vendere dei passatempo e convincerci che questo sia un tempo indispensabile, di cui non si può fare a meno.
Se poi tutto questo viene amplificato dai "mass-media" si finisce per credere che questi passatempo siano davvero importanti.
Non serve molto per capire che ...

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Claudio Santi




 



dal numero precedente
10 dicembre 2017




NEL DESERTO PREPARATE LA VIA

L'Avvento ci invita all'attesa del Natale e di ogni venuta del Signore.
È risuonato il grido di Giovanni Battista: "Preparate la via del Signore".
La liturgia della Chiesa chiama ogni uomo, tutti noi, a convertirci, cioè a cambiare mentalità per poter vedere e riconoscere la presenza di Dio e la venuta del Cristo nel mondo.
Anch'io vorrei gridare come il Battista, richiamare tutti coll'annuncio del profeta Isaia: "Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?".
Vorrei poter annunciare agli uomini e alle donne del nostro tempo che è possibile un...

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don Paolo Aglietti




gesti e parole della Liturgia

AMEN

Ci sono parole e gesti che esprimono coralmente lode, fiducia e consenso, e che si usano in molte occasioni fino dai tempi più antichi e presso tutti i popoli.
Si acclamavano e si acclamano personaggi importanti, campioni dello sport, leader politici e religiosi... Le acclamazioni di gioia o anche di riprovazione o di dolore sono entrate anche nei rituali delle religioni.
L'acclamazione più frequente nella liturgia e nella preghiera cristiana è sicuramente "Amen".
Amen è infatti una piccola parola che ...

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IL DESERTO

C'è un luogo che in qualche modo caratterizza la liturgia di questa domenica: il deserto.
Di deserto parla il profeta Isaia che annuncia la costruzione di una strada per la venuta del Signore, di deserto parla il vangelo di Marco mettendo sulla bocca di Giovanni il Battista le parole del profeta.
Ma perché il deserto? Il deserto indica un luogo separato. Un luogo solitario e di silenzio dove mancano punti di riferimento e la vita si fa difficile e ...

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Annamaria Fabri



CRISI DELLA DEMOCRAZIA?

Nel numero 4 di Castello_7 del 12 novembre scorso avevamo riportato un brano di Platone. Il grande filosofo greco dell'antichità descriveva come anticamera della dittatura l'eccesso di libertà.
Il discorso forse si prestava ad essere male inteso per chi non ha familiarità con la filosofia greca. Lo riprendiamo in mano oggi perché è uscita un'intervista al prof. Giovanni Orsina, che insegna alla università Luiss di Roma che dice che la democrazia, come la intendiamo oggi, porta in sé i germi della propria autodistruzione, perché crea delle attese impossibili da soddisfare.
La politica ha promesso per lungo tempo e continua a promettere tutto e il contrario di tutto. Ha convinto che ...

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dal numero precedente
3 dicembre 2017




DICO A VOI, VEGLIATE!

«Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!» (Marco 13,37).).

Non lasciarsi cogliere dal sonno e mantenere una costante attenzione. Questo l'invito del vangelo di oggi che in pochi versetti ripete per ben quattro volte questo comando.
Vegliare e stare attenti non significa passare notti insonni, ma avere la coscienza della situazione in cui viviamo per saper valutare tempi e momenti.
Ci siamo chiesti più volte in questi giorni cosa significhi parlare agli uomini d'oggi di avvento, parlare di attesa e soprattutto di cosa o chi si attende.
L'attesa che ci viene propagandata da...

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don Paolo Aglietti




gesti e parole della chiesa

LA LITURGIA

In questo nostro percorso dovremo usare spesso la parola liturgia. Una parola antica che non è nata in un contesto religioso, ma che è diventata nel tempo un vocabolo tecnico per indicare i riti delle chiese cristiane.
Liturgia è un termine greco (composto da laos = popolo e da ergon = opera) e significa "pubblico servizio".
Presso i greci i cittadini più facoltosi, si accollavano o per scelta propria o per incarico dello stato le spese e l'organizzazione di ...

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Annamaria Fabri





FESTA DELL'IMMACOLATA

Venerdì prossimo è la festa dell'Immacolata Concezione di Maria. Si celebra il concepimento della Madonna riconoscendole un dono di grazia fin dal principio della sua esistenza. Tutta la tradizione antica lo afferma e con essa anche l'Islam che dice: "Ogni umana creatura è toccata alla nascita dal Satan, eccetto Maria e suo figlio." (Un Hadith di Maometto; cfr. Joseph Huby, Christus. Manuel d'histoire des Religions, Paris 1916, p. 775, n. 1).
Nel corso della storia fu in vario modo e in varie nazioni celebrata una festa simile a quella attuale. Pio IX nel 1854 la estese con grande solennità a tutta la chiesa cattolica a seguito della definizione del dogma dell'Immacolata Concezione. Questa festa ha avuto maggiore risonanza dopo le apparizioni di Luordes.

La figura di Maria, domina il tempo dell'avvento: lei stessa è l'avvento perché ...
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SAN NICOLA, OVVERO SANTA CLAUS,
OVVERO BABBO NATALE

Di San Nicola, Vescovo di Mira, una città della Licia, una regione a sud della Turchia, e vissuto intorno al 341, si sa poco, ma nel Medioevo fu uno dei santi più famosi e venerati sia in oriente che in occidente.Il suo corpo fu rubato da alcuni mercanti nel 1087 e fu portato a Bari (la leggenda dice che la nave approdò da sola) dove fu eretta la basilica che ancora oggi porta il suo nome.
Intorno a San Nicola fiorirono numerosi racconti di miracoli e prodigi. È venerato come patrono dei naviganti, delle fanciulle, degli scolari, dei fornai, e anche dei carcerati. La ...

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dal numero precedente
26 novembre 2017




QUANDO TI ABBIAMO VISTO?

«Signore, quando mai ti abbiamo visto?» (Matteo 25, 37).

In quest'ultima domenica dell'anno liturgico, con lo sguardo puntato al destino finale di ciascun uomo e di tutto il mondo, la parola che risuona è "giudizio".
Questa parola nel linguaggio della bibbia non presuppone una legge e un tribunale, ma evidenzia una separazione. Separazione tra la vita e la morte, tra l'appartenere a Cristo, perché lo si è conosciuto e riconosciuto, e il non appartenergli, perché non lo si è mai riconosciuto e non lo si conosce.
Non è certo questo un problema di tessere o di distintivi, ma di esperienza ...

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don Paolo Aglietti




IL FIGLIO DELL'UOMO

«Quando il Figlio dell'uomo verrà...» (Matteo  25,31)

L'espressione figlio d(ell)'uomo è un modo di dire semitico che indica l'appartenenza alla razza umana e traduce spesso ben 'âdâm, tenendo presente che âdâm (=il fatto di terra) è un concetto collettivo. Per questo l'uomo singolo è chiamato figlio di uomo.
Questo modo di dire vale certamente per l'antico testamento; per quanto riguarda il nuovo, i vangeli usano questa espressione per ...

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Annamaria Fabri





LA FESTA DI CRISTO RE

Quest'ultima domenica del tempo ordinario, dedicata alla festa di Cristo re, richiama con il suo carico di storia e di valenze politiche al problema dell'annuncio cristiano del vangelo e ai rapporti tra fede e potere.
Partiamo dalla storia. Questa festa fu istituita nel 1925 per rivendicare di fronte al laicismo degli stati liberali e laicisti e di quelli totalitari fascisti, nazisti e marxisti "la supremazia spirituale di Dio e della Chiesa sulla società civile e sugli stati" (Cardinale I. Schuster).
Questo della "supremazia", che la si chiami temporale o spirituale non fa una grande differenza, è sempre stato nella storia il punto debole del rapporto fra religione e potere, tanto che questa festa, che dopo il Concilio apparve a tutti ingombrante, è sopravvissuta collocata al termine dell'anno liturgico e ritoccata nel suo significato anche se in maniera un po' equivoca.
Sì perché il desiderio del potere, del mostrarsi, dell'essere riconosciuto, magari con l'illusione di rendere più facile il cammino della verità, è un ...

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Castello7 ha compiuto 27 anni e fin da principio ha cercato di rendere comprensibili i gesti e le parole della liturgia (=i riti della chiesa) che non sempre sono conosciuti da tutti. Si tratta anche di spiegare gli usi particolari della nostra parrocchia. Crediamo utile ora ritornare su argomenti trattati molti anni fa.

IL SEGNO DELLA CROCE

Quando si entra in una chiesa c'è l'usanza di fare su se stessi quello che chiamiamo il segno della croce.
E' questo il primo segno affidato al credente ed è anche uno dei più antichi della fede cristiana.Infatti il catecumeno (=colui che viene da fuori della chiesa) che chiede il battesimo viene accolto con queste parole: «Ricevi la croce sulla fronte: Cristo stesso ti protegge con il segno del suo amore, perché tu possa imparare a conoscerlo e seguirlo».
Segnare con la croce è un gesto molto antico testimoniato Infatti il ...

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25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

114 femminicidi
dall'inizio dell'anno

Nei primi 10 mesi del 2017 sono state114 le donne vittime di omicidio volontario, un triste consuntivo che conferma l'andamento registrato nel 2016. Lo evidenzia il quarto rapporto di Eures sul femminicidio in Italia, diffuso in occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne che si celebra il 25 novembre.
Il problema nasce spesso all'interno delle famiglie perché è legato all'educazione che i genitori danno ai loro figli sia con le parole che con i comportamenti.
C'è infine il dramma degli orfani, i figli che hanno perso la madre per colpa del padre (o del compagno) assassino. Negli ultimi 15 anni il numero è salito fino a quota 1628, di loro si parla poco. Adesso c'è una proposta di legge per tutelarli. Sono dei ragazzi che perdono in un solo momento madre e padre.




dal numero precedente
19 novembre 2017




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IL MURO D'INCENSO

Nel corso della storia la cosiddetta "parabola dei talenti" (Mat. 25,14-30) ha creato diversi equivoci nei suoi commentatori ed ha anche dato origine a letture, che definire imbarazzanti è dir poco. Tanto per fare un esempio: in alcuni periodi della storia se ne è fatta addirittura il manifesto dell'imprenditoria e una lode del successo economico. Tanto è vero che per "talento" nel linguaggio comune si è sempre inteso e si intende qualcosa di rapportabile al valore economico e alla capacità di successo nel gruppo sociale.
Perché allora questa parabola e perché l'evangelista ce la riporta in questi termini così equivoci? Cos'è che ha spinto Matteo ad usare parole così diverse dal resto del vangelo?
Si ha l'impressione che l'evangelista dubiti della capacità della sua comunità di rispondere in maniera piena all'incarico di testimoniare il vangelo e di saper attendere nell'operosità il ritorno del Signore che sembra sempre più lontano.
Il ricordo della distruzione di Gerusalemme e le varie persecuzioni proiettano una luce sinistra sul ...

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don Paolo Aglietti




TÁLANTON - TALENTO

Il vocabolo greco tálanton significa innanzitutto bilancia/pesa; è significativo che in greco ci sia anche la parola tálan = colui che sopporta, che soffre, che ci rimanda alla pesantezza delle situazioni della vita.
Nel vocabolo è sottinteso il movimento delle bilance che si piegano sotto qualcosa di pesante. Per questo il vocabolo è passato a significare anche il pesato cioè il peso
Dal peso al valore di ciò che si è pesato il passo è breve. Il talento passò così ad indicare il carico ...

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Annamaria Fabri





 



dal numero precedente
12 novembre 2017




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CONOSCERE IL GIORNO E L'ORA

Dopo la polemica tra Gesù e gli scribi e i farisei, riportata nel capitolo 23 del suo vangelo, Matteo affronta il dramma che la sua comunità sta vivendo con le note vicende storiche dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme da parte delle truppe romane.
Per gli ebrei di quel tempo fu una catastrofe che a molti fece pensare alla fine del mondo. E in effetti si trattò della dispersione di un popolo e della fine di una speranza. In questa tragedia furono accomunati sia la comunità ebraica che quella dei seguaci di Gesù provenienti dall'ebraismo, come erano i componenti della comunità a cui Matteo si rivolge.
Sofferenza, distruzioni e smarrimento sono le esperienza vissute dalla comunità cristiana che rischia di vedere crollare la propria fede nelle promesse di un futuro migliore.
Il vangelo però invita alla speranza perché tutto ciò che può succedere sarà il preludio della novità di ...

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don Paolo Aglietti




LIBERTÀ

Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni.
E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi, per non parere troppo severi, danno sempre ragione ai giovani.
In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia.

Platone, filosofo greco, 428/427 a.C. - 348/347 a.C.
da: La Repubblica, libro VIII





 

GLI ULTIMI CENTO METRI

Il 1 novembre il quotidiano "la Repubblica" ha pubblicato questa lettera aperta che Michele Gesualdi, ex allievo di don Milani, da tempo malato di Sla, ha inviato il 13 marzo scorso al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato e ai Capi gruppi  parlamentari; un appello per affrettare la legge sul testamento biologico. La proponiamo alla riflessione di tutti perché ci pare un tema su cui riflettere al di là delle posizioni ideologiche spesso contrapposte.
Mi chiamo Michele Gesualdi, qualcuno di voi probabilmente ha sentito parlare di me perché sono stato presidente della provincia di Firenze per due legislature e allo scadere dei mandati sono stato sostituito da Matteo Renzi.
Oggi vi scrivo per implorarvi di accelerare l'approvazione  della legge sul testamento biologico, con la dichiarazione anticipata di volontà del malato, perché da tre anni sono stato colpito dalla malattia degenerativa Sla e ...
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Michele Gesualdi

LA DIGNITÀ
DEL FINE VITA

..Quando si ascolta "la gente", si constata una paura sorda e muta nell'affrontare questo argomento. C'è sì rimozione della morte, ma soprattutto timore grande per ciò che potrà accadere, per mancanza di fiducia nei medici e nelle strutture sanitarie: i più temono un'estensione abusiva del diritto all'eutanasia, una sorta di pratica della morte procurata per ragioni economiche, cioè contro le persone anziane a carico della collettività; ma fa paura anche ...
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fra Enzo Bianchi








dal numero precedente
5 novembre 2017




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IL SOGNO DI MATTEO

Il brano del Vangelo, che leggiamo in questa domenica (Matteo 23,1-12) è per certi versi un testo strano. Strano perché chi conosce tutto il vangelo di Matteo si rende subito conto di alcune contraddizioni nelle parole di Gesù così come le riporta l'evangelista.
Il linguaggio di Gesù in questo brano, e ancora di più nel resto del capitolo, diventa sempre più duro e accusatorio nei confronti dei farisei. Sembra che il Signore, rivolgendosi alle folle e ai suoi discepoli, dia sfogo alla sua amarezza e delusione per non essere stato capito da coloro che avevano in mano gli strumenti per comprendere la sua missione e che invece lo hanno rifiutato.
Essere ancorati alle proprie convinzioni e non riuscire a cogliere la novità del...

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don Paolo Aglietti




LA CATTEDRA DI MOSÈ


«Sulla Cattedra di Mosè
si sono seduti gli scribi e i farisei…»

La parola greca "kathedra", indica un sedile elevato. Un sedile da cui il «rabbì» insegnava ai suoi discepoli che, non dobbiamo dimenticare, stavano tutti seduti in terra intorno a lui (vedi Matteo 5,1ss). 
Rabbì, viene in genere tradotto con "maestro", ma
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Annamaria Fabri





 

FARE DEL MONDO UNA SOLA FAMIGLIA

Carissimo don Paolo e parrocchiani tutti,
un breve saluto e grazie a tutti voi per il ricordo, le preghiere e il vostro sostegno.
La giornata missionaria qui è passata sotto tono, se non fosse per i campi che abbiamo fatto con i ragazzi delle baraccopoli, di cui l'ultimo aveva come tema: "fare del mondo una sola famiglia!" motto del nostro San Guido Maria Conforti, arcivescovo di Parma e Ravenna e fondatore dei missionari saveriani.
I ragazzi hanno risposto bene, hanno fatto un ripasso di geografia e abbiamo cercato di far loro aprire gli occhi al mondo.
Il rischio è sempre quello di chiudersi nel proprio angolino, lavorare solo lì o peggio lamentarsi e non guardare oltre.
Juanita e Dora, sorelle saveriane rispettivamente del Messico e del Brasile hanno fatto una presentazione del continente americano e dei rispettivi paesi e aiuta a pensare che il mondo è bello e lo è nella sua varietà, ma anche non è uguale nei diritti ed opportunità.
È stato interessante che la signora della parrocchia incaricata di spiegare le diverse forme di governo del mondo ...

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Valentina Gessa
Missionaria Saveriana




dal numero precedente
29 ottobre 2017




IL GRANDE COMANDAMENTO

Nel vangelo di questa domenica (Mat. 22, 34-40) si parla di "comandamenti".
Secondo i farisei dalla Legge di Mosè derivavano 248 comandamenti e 365 precetti e si discuteva quali fossero i più importanti. Non era dunque facile stabilire una gerarchia fra tutte queste prescrizioni che a volte sembravano perfino in contrasto fra loro.
Domanda quindi maliziosa quella del "dottore della Legge" che chiedeva a Gesù: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gesù elude il tranello e risponde non in base...

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don Paolo Aglietti




RICORDANDO
SUOR ROSALINDA

L'impronta che suor Rosalinda ha lasciato nel cuore di molti di noi è forte. Lo testimoniano anche i "ricordi" che ci sono arrivati in questi giorni e che riportiamo in questo nuovo numero di Castello_7.

Non saprei dire quando. Non saprei dire dove.
La prima volta che ho incontrato Rosalinda si perde tra i ricordi. Come dire… la sensazione è quella di averla conosciuta da sempre.
Una presenza, la sua, che non si colloca facilmente in un luogo e in un tempo precisi. Piuttosto il suo volto, la sua immagine, i suoi gesti abitano la dimensione della familiarità.
Il vedersi raramente, talvolta a Parma, più spesso qui a Firenze dove veniva ...

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Irene Donnini





CARA KITTY




Cara Kitty,
… È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili.
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QUANDO VENIVA
A CASTELLO

Ricordando Suor Rosalinda ci vengono in mente quelle che sono state le sue caratteristiche: semplicità, serenità, altruismo, gioia per la sua missione, caratteristiche che pur nelle sue brevi visite abbiamo potuto sperimentare.
Quando veniva a Castello nella nostra parrocchia non mancava mai di venirci a trovare al Centro Anziani ed ha ...

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Elda Di Battista




LE RISATE CON SUOR ROSALINDA

Quante risate assieme a lei.
Un giorno siamo andate insieme con il Gruppo anziani della nostra parrocchia in pellegrinaggio al Santuario di Caravaggio.
Siamo entrate assieme e, dopo aver fatto il rituale segno della croce, mi dice: "Io da qui non mi posso muovere fino a stanotte" e io le chiedo: "Perché?", visto che alle 18.00 era previsto il rientro a casa.
Mi risponde: "È una settimana che le persone che mi incontrano mi chiedono di dire un'Ave Maria per loro o per i loro cari o per le persone ammalate, non so quanti rosari devo dire per accontentarli tutti".
Dopo un po' che, pensierosa, rifletteva mi dice: "Sai cosa faccio? Dico un'Ave Maria e chi la ciapa la ciapa ...

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Patrizia Muraro
abitante al Quartiere Gallaratese di Milano ai tempi di Suor Rosalinda







dal numero precedente
22 ottobre 2017




L'IMMAGINE E L'ISCRIZIONE

"Rendete a Cesare quello che è di Cesare
e a Dio quel che è di Dio"

Il brano del vangelo che leggiamo questa domenica è forse uno dei più famosi e citati tanto da essere diventato quasi un proverbio. Infatti fino dall'antichità, partendo dalla frase di Gesù «rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio», si sono versati fiumi di inchiostro e di parole e così, nel corso dei secoli, il rapporto tra la fede e il potere è diventato l'argomento principale di cui si è parlato riguardo a questo brano del vangelo.
Ci si è domandati se e come fosse un dovere dei credenti pagare le tasse, se e come i credenti si debbano porre dinanzi alla stato e ai vari regimi.
Un tema questo che ha influenzato in maniera spesso decisiva i rapporti delle chiese con gli stati....

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don Paolo Aglietti

 

DIO E LA STORIA

Nel brano del libro di Isaia, che leggiamo oggi come prima lettura della messa, il profeta, rivolto all'imperatore persiano Ciro, lo chiama "Messia" (cioè "Unto", anche se nella traduzione italiana è reso con "eletto").
In questo modo questo re straniero viene assimilato ai re di discendenza davidica nonostante che venga detto esplicitamente che egli "non conosce" Iddio di Israele.
Ciro il Grande, fondatore dell'impero persiano, è colui che al termine della dominazione babilonese permetterà a tutti i popoli,...

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Annamaria Fabri

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
RICORDANDO SUOR ROSALINDA

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