Lettera settimanale ai parrocchiani
anno venticinquesimo
 
 
 

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annata 2015-2016
15 maggio 2016




APPARVERO LORO LINGUE COME DI FUOCO

«Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro...» (At.2,1-3).
Queste parole che annunciano la gioia della Pentecoste e la "venuta" dello Spirito Santo, continuano a risuonarmi stranamente nella testa dopo averle rilette in questi giorni.
Come non andare col pensiero a quanto avviene in terre vicinissime a noi? ...

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don Paolo Aglietti





PENTECOSTE FESTA DELLE SETTIMANE

Pentecoste, che in ebraico si chiama Šavu'ot, o «festa delle settimane», in origine era la festa cananea della mietitura, come si dice in Es. 34,22. Durante questa festa si compiva il pellegrinaggio a Gerusalemme e si offrivano le primizie (Es. 23,16; 34,22); più tardi s'aggiunse un'offerta di due pani lievitati, fatti con la nuova farina (Lev. 23,16s.; Num. 28,26). Con questo gesto si voleva riconoscere che la terra e i campi appartenevano a Dio, al quale dovevano essere offerte le primizie del raccolto a garanzia dei raccolti futuri.
Era una festa, piena di gioia e di allegria, anche se sembra che durante il periodo dei re non abbia avuto grande risonanza religiosa non essendo legata a un qualche determinato evento o azione di Dio nella storia d'Israele. Più tardi in epoca post-esilica, fu stabilito il legame tra questa festa e la rivelazione del Sinai (cfr. Es.19,1). Solo dopo che ...

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Annamaria Fabri

IO
L'UNICO POSSESSORE DELLA VERITÀ

«Non ci si capisce più niente!»
È una delle frasi che sono sulla bocca di tutti e che, essendo diventate luoghi comuni, tutti ripetono senza impossessarsene e senza prenderne coscienza. L'espressione rende l'idea della situazione attuale di smarrimento e di incertezza. 
Come abbiamo detto altre volte, non esistono più ideali capaci di coagulare energie e risorse per il conseguimento di obiettivi in cui riconoscersi e pertanto dal non capire nasce un senso di impotenza e da essa la rabbia e la voglia di "sfasciare tutto".
Nella generale mancanza di idee, e guidati dalla paura, gli istinti aggressivi hanno la precedenza e il sopravvento e ...

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Marco S.




L'AUTONOMIA DEI LAICI NELLE SCELTE POLITICHE

Il Concilio Vaticano II, nel secondo capitolo della Lumen Gentium, parla della Chiesa come popolo di Dio di cui fanno parte tutti i battezzati, e sottolinea il legame diretto che i laici hanno nella Chiesa con Cristo Gesù che è il capo di questo popolo, il cui statuto «è la dignità e la libertà dei figli di Dio» e «la sua legge è quella dell'amore». Il Concilio afferma la pari dignità fra gerarchia e laicato, per cui l'identità di quest'ultimo non si stabilisce a partire da una sua subalternità alla gerarchia, ma si fonda sulla dignità comune a tutto il popolo di Dio costituito come «regno di sacerdoti»: si appartiene a Dio in virtù della mediazione di Cristo Gesù, nel quale tutti trovano il loro vero posto nella comunione con Dio Padre.
Il battesimo consacra tutti coloro che lo ricevono nella Chiesa in un sacerdozio comune che partecipa del sacerdozio di Cristo non meno di quanto vi partecipi il cosiddetto sacerdozio ministeriale, anche se «differente per essenza e per grado».
Il sacerdozio di Cristo infatti ...

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Castello_7 di domenica 15 maggio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 8 maggio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 1 maggio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 24 aprile 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 17 aprile 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 10 aprile 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 3 aprile 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 27 marzo 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 20 marzo 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 13 marzo 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 6 marzo 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 28 febbraio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 21 febbraio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 14 febbraio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 7 febbraio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 31 gennaio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 24 gennaio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 17 gennaio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 10 gennaio 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 20 dicembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 13 dicembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 6 dicembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 29 novembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 22 novembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 15 novembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 8 novembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 1 novembre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 25 ottobre 2015 (PDF)

Castello_7 di domenica 18 ottobre 2015 (PDF)



Castello_7,
Lettera settimanale ai parrocchiani, è un foglio di comunicazione interno, non in commercio.
Lo trovi ogni settimana in fondo di chiesa.
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Se vuoi usare i nostri testi fallo pure. Ti chiediamo però di citare la fonte.




dai numeri precedenti
8 maggio 2016




GUARDARE IL CIELO?

La festa dell'Ascensione, che anticamente non era distinta dalla celebrazione della Pentecoste, si presenta oggi come cerniera tra la memoria della risurrezione di Gesù e la continuazione della sua presenza nel "corpo vivo" della chiesa.
Nel grande disegno, tratteggiato dall'evangelista Luca nel libro degli Atti degli Apostoli, l'Ascensione al cielo del Signore segna l'inizio dei tempi nuovi. Un periodo di esplosione della Parola che, portata dai discepoli o meglio portando essa i discepoli, fa giungere la buona notizia in ogni angolo della terra e soprattutto nel cuore stesso dell'impero romano.
Si apre così il tempo della Chiesa che è tempo di testimonianza e di esperienza...

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don Paolo Aglietti





MARIA
MADRE DI CRISTO E DELLA CHIESA

Maria, la madre del Signore, è ricordata poche volte nei vangeli e mai nel resto del nuovo testamento se non in questi due versetti degli Atti degli Apostoli: «Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui» (Atti 1,13-14). Si tratta della prima riunione dei discepoli dopo che Gesù fu "elevato" in cielo: è l'inizio del cammino della Parola di Dio.
Per questo il Concilio Vaticano II parlando di Maria dice che «La santa Chiesa venera con particolare amore la beata Maria, madre di Dio, ... in Maria ammira ed esalta il frutto più eccelso della redenzione, ed in lei contempla con gioia, come in una immagine purissima, ciò che essa desidera e spera di essere nella sua interezza» (SC 103).
Maria infatti ha per la Chiesa un'importanza tutta particolare perché ...

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Annamaria Fabri

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE
E POI CIASCUNO PER SÉ

Cinquecentomila al concerto del primo maggio, quasi un milione al family day, migliaia in corteo con il sindacato, giubileo dei ragazzi: la carica dei 70mila… e questo per non parlare del raduni dei concerti e degli stadi.
A prima vista sembra che il mondo sia in mobilitazione continua, che masse di persone spinte dai più diversi ideali premano per il cambiamento del pianeta e che domani ti svegli e… non riconosci più la società in cui vivi.
Sarebbe bello, ma dopo tutte queste mobilitazioni, come dopo la tempesta, per dirla con il poeta, ognuno torna al travaglio usato, al consueto tran-tran, lasciando ...

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Marco S.




MIO FIGLIO
HA SEMPRE RAGIONE!

Ha fatto rumore nei giorni scorsi la "rivolta" delle famiglie contro una preside che pretendeva la puntualità dell'ingresso a scuola dei ragazzi di un liceo di Roma.
Non molto tempo fa le cronache parlavano di un genitore che aveva preso a botte l'insegnante del figlio perché lo aveva rimproverato. Viene in mente quel padre che disse alla polizia che aveva beccato il figlio a sfregiare le auto in sosta: "sono ragazzate" e meno male che ha sfregiato solo un'utilitaria e non una Ferrari, o quei genitori che dissero al maresciallo dei carabinieri, che li avvertiva di comportamenti al limite del penale dei figli: "lei si faccia i c... suoi!".
Le famiglie italiane stanno diventando sempre più spesso i difensori d'ufficio e a tutti i costi dei propri figli.
Tempo fa ...

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Cristina F.







dai numeri precedenti
1 maggio 2016




PAROLE DI SPERANZA

Parole di speranza e di fiducia sono quelle che la liturgia di questo tempo di Pasqua ci ripete continuamente, tanto che alla fine il ripeterlo sembra il ritornello di una filastrocca. Una filastrocca, tra l'altro abbastanza fuori moda e dai più ritenuta impossibile, visti i tempi che corrono.
Il pessimismo e la paura per il futuro sono diventati un ritornello sulla bocca e nella testa della stragrande maggioranza degli italiani. I motivi non mancano: le voci che si rincorrono e si accavallano nelle piazze mediatiche, cercando di prevalere l'una sull'altra, mirano ...

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don Paolo Aglietti





"TUTTI COLORO CHE DIMENTICANO IL LORO PASSATO SONO CONDANNATI A RIVIVERLO"(Primo Levi)

"Stavano rovinando il mondo, quei capi…" così, con il candore dell'infanzia, una bambina illustrava, nel TGR delle 14.00 del 25 aprile, un suo disegno sulla Resistenza. Nello stesso giorno in una trasmissione della sera si parlava di episodi della guerra d'Africa e la si definiva la "guerra dei nazifascisti".
Sono questi due fra i tanti esempi che si potrebbero fare per evidenziare che da noi i fatti relativi all'ultima guerra e alla Resistenza sono seppelliti sotto la nebbia fitta della retorica. Cosa questa che ha impedito una onesta valutazione dei fatti e dei perché. È per molti versi comodo addebitare tutte le responsabilità ai "capi", quali essi siano stati, e dimenticare che se "è ladro chi ruba, lo è anche chi para il sacco".
E poi: chi glielo dirà agli italiani che l'ultima guerra ...

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Marco S.







dai numeri precedenti
24 aprile 2016




AMORIS LAETITIA

«Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (Giov. 13,34-35).
Su questo "comandamento nuovo" che Gesù Cristo consegna ai suoi come testamento si sono versati fiumi di inchiostro e di chiacchiere. Niente di più facile che riempirsi la bocca con la parola "amore" e fare del lirismo di bassa lega sulla "testimonianza dell'amore"!
L'amore è invece parola da maneggiare con cautela, specialmente oggi che è sulla bocca di tutti e

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don Paolo Aglietti





ABBOCCANO!

In questi giorni di perpetua campagna elettorale, la "caccia" al voto sembra non conoscere né limiti, né rispetto sia dei candidati tra loro, sia degli elettori, ridotti al rango di potenziali acquirenti di uno slogan dietro al quale non è dato sapere che cosa in realtà si nasconde.
Si ha l'impressione di assistere ad una gara a chi le spara più grosse, con buona pace del rispetto che si deve al cittadino-elettore, alla sua intelligenza e alla sua dignità di persona che deve affrontare quotidianamente le difficoltà della vita.
Va di moda soprattutto il mercato delle mezze verità, che sono in realtà intere bugie, e degli slogan che accarezzano la pancia ...

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Marco S.




GIUBILEO
UN PO' DI STORIA

La Parola Giubileo traduce il termine l'ebraico yobel, che significa corno di montone perché l'annuncio del Giubileo era dato dai sacerdoti con il suono di questa arcaica tromba.
Al termine di sette settimane di anni, cioè ogni cinquant'anni, cadeva il Giubileo; iniziava dal decimo giorno del settimo mese (settembre-ottobre), cioè dal "giorno dell'espiazione": «dichiarerete sacro il cinquantesimo anno e proclamerete nel paese la libertà per ogni suo abitante... ognuno tornerà nei suoi possedimenti, ognuno tornerà nella sua famiglia» (Lev. 25,10).
Le terre restavano ...

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dai numeri precedenti
17 aprile 2016




ASCOLTARE, CONOSCERE, SEGUIRE

Ascoltare, conoscere e seguire sono tre verbi che danno il senso del piccolo brano del vangelo di Giovanni che leggiamo nella messa di oggi.
Questi tre verbi sono, sembra ovvio dirlo, alla base di qualsiasi relazione fra le persone e, quando la relazione diventa reciproca introducono ad un rapporto di amore e di amicizia.
Come spesso accade le parole che sembrano più ovvie sono in realtà le più sconosciute e delle quali si rischia di perdere il significato. È quello che oggi accade a questi tre verbi che sono entrati...

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don Paolo Aglietti





L'EUROPA
PERDE SE STESSA

La crisi in cui si dibatte l'intera Europa si rende evidente attraverso l'incapacità di accoglienza dei profughi e l'impotenza con cui tutto il mondo occidentale sta affrontando la crisi economica e politica che contraddistingue il nostro tempo .
Come ha scritto papa Francesco, si tratta di un cambiamento di epoca: un mondo nuovo sta nascendo, anche se pochi se ne rendono conto. Le vecchie risposte non sono più attuali, non perché non erano vere, ma perché nel frattempo sono cambiate le domande.
La mancanza di lucidità dell'intera classe dirigente non solo politica e della stragrande maggioranza del mondo occidentale costringe ...

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Marco S.




SEGNALI INQUIETANTI

«Stiamo mostrando il volto di un'Europa dal cuore duro». Il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, commenta così le notizie che arrivano dal Brennero e la decisione di creare controlli serrati per evitare il passaggio incontrollato di immigrati dall'Italia verso l'Austria. L'opposto della misericordia, alla quale ci richiama in continuazione Papa Francesco. È l'indurimento del cuore. «In Europa stiamo vivendo una situazione di questo tipo: invece di accogliere pensiamo ad innalzare nuove barriere»
E in Italia si passa alla mobilitazione e anche a qualcosa di più grave, anche se non se ne parla molto.
Ecco una notizia che a livello nazionale non ha avuto alcun rilievo. La riprendiamo da "Avvenire" di giovedì 14 aprile.
«Un avvertimento». La definizione non è degli investigatori, ma di don Vinicio Albanesi, destinatario dell'ordigno artigianale che, per la terza volta in meno di tre mesi ...

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dai numeri precedenti
10 aprile 2016




VENITE A MANGIARE

Il capitolo ventunesimo del vangelo di Giovanni, che ascoltiamo nella messa di oggi, è stato aggiunto in un secondo tempo dopo quella che era la sua naturale conclusione nel capitolo 20.
Il capitolo 21 sembra infatti riprendere in modo creativo un racconto dei vangeli sinottici, adattandolo alla nuova situazione in cui si trovava la comunità giovannea diverso tempo dopo gli avvenimenti pasquali.
Dopo il primo annuncio della risurrezione di Gesù Cristo per opera degli apostoli e degli altri discepoli ...

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don Paolo Aglietti





L'EUROPA
SI FERMA A LESBOS

Papa Francesco andrà nell'isola greca di Lesbos il 16 aprile, insieme al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, per incontrare i profughi.
Lo rende noto il portavoce vaticano padre Lombardi. "Lì c'è un'emergenza importante" che chiama alla "solidarietà e alla responsabilità tutti credenti", spiega.
La visita era stata annunciata nei giorni scorsi. Ci sarà anche ...

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Marco S.




Tempo di Pasqua, tempo di sacramenti dell'Iniziazione cristiana.

BATTEZZATI IN CRISTO

La parola Battesimo dal verbo greco baptízo, significa immersione, affondamento. L'uso religioso dell'acqua oltre che essere conosciuto da quasi tutte le culture per esprimere vita e purificazione (tutti nasciamo dall'acqua) è testimoniato in ogni parte del Vecchio Testamento.
Basti pensare all'acqua primordiale e caotica dalla quale Dio "trae fuori" il mondo ordinato (Gen. 1), l'acqua del diluvio ...

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SCOOP
AD OGNI COSTO

Complice una discreta dose di insonnia postoperatoria, ieri sera, baloccandomi con il telecomando, sono capitato in tarda serata nel cosiddetto salotto di Porta a Porta. Quasi non credevo ai miei occhi visto che sullo sfondo campeggiava proprio Totò Riina e, in studio, colloquiava il figlio Salvo con un Bruno Vespa che, a forza di piegarsi verso i suoi ospiti è finito per rimanere gobbo davvero.
Confesso che il programma non mi è mai piaciuto per quel suo lisciare per il pelo i potenti di turno e, poi, disinvoltamente ...

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Antonio Cammelli







dai numeri precedenti
3 aprile 2016




SOFFIÒ SU DI LORO
E DISSE...

L'evangelista Giovanni ha un modo tutto suo di raccontare la giornata di pasqua. All'inizio del racconto (cap. 20) svetta la figura di Maria di Magdala alla ricerca del "suo Signore", ricerca coronata da successo mentre i discepoli restano attoniti e impauriti tanto che si chiudono in casa, come ci racconta il brano del vangelo di oggi. Una chiusura che è rotta dal "venire" di Gesù che è un vero e proprio irrompere nella paura dei discepoli, che non avevano creduto all'annuncio di Maria.
Il dono dello Spirito Santo , che Gesù "soffia" sui discepoli, rimanda infatti a quel ...

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don Paolo Aglietti





TRA IMPOTENZA E CINISMO

A tutto ci si abitua! Una massima che sta in bilico tra la dichiarazione di impotenza e la disillusione del cinico. Si rimpiange il buon tempo antico, quando si potevano tenere le porte aperte ed era sicuro che il "mondo di fuori" sarebbe rimasto, appunto, fuori.
Il coinvolgimento nella situazione e la presa di coscienza della propria posizione sono realtà scomode da affrontare, perché, per ...

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Marco S.




PARLIAMO DI CRESIMA

Ogni volta che si parla di Cresima si ripropone in tutta la sua crudezza la contraddizione in cui la cristianità italiana e anche le nostre comunità Parrocchiali si trovano.
Per prepararsi a ricevere questo sacramento, che costituisce il battezzato cristiano a pieno titolo, proponiamo ai ragazzi un cammino che alcuni giudicano lungo e per certi versi anche impegnativo altri invece troppo breve.
Al di là delle formule e dai modi, che dipendono dal tempo e dalla cultura e dal contesto in cui siamo inseriti, la Cresima è, e ...

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LO SPIRITO SANTO

Spirito è la traduzione italiana della parola greca "pneuma".
Nel greco antico pneuma indica genericamente il soffio caratteristico dell'aria in movimento e quindi del vento (=pneuma anémon).
Dal soffio del vento che porta la pioggia o l'aridità del deserto dipendono la fecondità dei campi e dei pascoli, le tempeste o la calma del mare e, in ultima analisi, la vita stessa dell'uomo, il quale è lui stesso regolato dal soffio del respiro, tanto che rimanere senza il soffio (=spirare) significa morire. Per questo in tutte le mitologie antiche il vento è ritenuto una "forza" che nasce dalla bocca di un dio che dona o toglie la vita.
In tal modo lo spirito diventava il segno della vita stessa e di ciò ...

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Annamaria Fabri







dai numeri precedenti
27 marzo 2016




IL SIGNORE
È RISORTO!

"Davvero il Signore è risorto!" è l'annuncio gioioso che la Pasqua porta con sé. Annuncio di novità, annuncio di vita e di speranza.
Il grido che la Chiesa ripete ogni Pasqua, ogni volta che nei sacramenti celebra il Signore risorto, si perde nel vuoto e nel silenzio, come se fosse una cosa scontata e lontana che nulla ha a che fare con la realtà del presente.
L'annuncio pasquale è infatti così sconvolgente e nuovo che richiede, per essere compreso, una disponibilità all'ascolto che può nascere solo dalla consapevolezza della nostra povertà di fronte alla grandezza di Dio, consapevolezza che in questa...

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don Paolo Aglietti





UN PAPA
CRISTIANO

Tre anni fa e precisamente il 13 marzo del 2013 Jorge Mario Bergoglio fu eletto vescovo di Roma. Non sono mancati sulla stampa articoli di commemorazione di questo avvenimento, definito da tanti davvero straordinario. Straordinario per la figura di un papa venuto dalla fine del mondo, ma soprattutto per la svolta che lui vuol dare alla chiesa. Di lui Benigni disse che si era prefisso una cosa ormai dimenticata da secoli, quella di portare la chiesa verso il cristianesimo.
E di un papa cristiano ha parlato in ...

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Marco S.




NOTIZIE DALLE MISSIONI

Carissimo don Paolo,
eccomi qua da Bangkok.
Ti scrivo bloccata a casa da una settimana con febbre, oggi però è il secondo giorno senza... c'è in giro un'infezione alle vie respiratorie e non ha risparmiato neanche casa nostra, prima Antonella, però senza febbre, e adesso me. Comunque stiamo bene.
Prima di tutto volevo ringraziare te e la comunità per l'offerta per l'Avvento che avete mandato, grazie davvero di tutto cuore a nome di tutte noi. Siete sempre generosi verso di noi nonostante tutte le necessità che avete. Grazie tante.
Ti racconto un po' di qua. ...

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da Valentina e Rosalinda
Missionarie Saveriane

NON ABBIATE PAURA VOI!

I fatti di Bruxelles gettano quest'anno un'ombra pesante sulla pasqua che stiamo vivendo. Ma proprio la pasqua del Signore Gesù ci libera dalla paura e ci apre alla speranza. Non la speranza sciocca di chi non si rende conto della realtà, ma la speranza di chi sa distinguere nei fatti la necessità di ricerca nella storia dell'occidente cristiano le tappe di un cammino lunghissimo e faticoso dei nostri popoli e nello stesso tempo la capacità di aiutare la grande tradizione musulmana dalla quale i popoli europei fin dall'antichità sono debitori per il pensiero e per la scienza a ritrovare il senso del loro sapere e delle loro grandi tradizioni.
Un Europa che si preoccupa solo del suo quieto vivere e dell'accumulare ricchezza non è certo aperta a questa speranza e costruisce la propria sconfitta.
La paura ci impedirà di vedere che la pace non ha bisogno di astratte formule o di discriminazioni, ma di vero studio e vero sapere.
Questo il nostro augurio pasquale.







dai numeri precedenti
20 marzo 2016




SPETTACOLO,
TRAGEDIA E SOLITUDINE

La passione secondo il vangelo di Luca che viene proclamata quest'anno nella domenica delle Palme è un testo che si presta anche ad una attenta quanto stimolante analisi letteraria: è un affresco complesso con diversi piani di scrittura e di azione che ruotano attorno alla vicenda di Cristo, con particolari interessanti, con notazioni ed affermazioni che intrecciano, apparentemente senza un motivo, ed accompagnano l'azione centrale, la trama principale che va dalla cena alla condanna e crocifissione del Cristo.
Il testo pare congegnato proprio per una sua rappresentazione teatrale: uno spettacolo a cui assiste un pubblico vero, un popolo, un grande spettacolo (23,47) che ha tutte le caratteristiche delle grandi tragedie classiche con una folla che diventa docile strumento dei potenti che hanno già deciso, si direbbe oggi, con un processo farsa, la crocifissione di Gesù, crocifissione che viene chiesta dal popolo urlante e prontamente accordata anche da Pilato a costo di liberare un vero delinquente come Barabba. Un popolo amante degli spettacoli forti che Luca (23,35) dice esplicitamente che stava a vedere, quasi a gustarsi lo spettacolo emotivamente forte di una esecuzione.
/E qui si potrebbe trovare un facile aggancio con l'oggi, con la nostra ansia di spettacolarizzare tutto quanto avviene, anche e soprattutto, di tragico intorno a noi, nel villaggio globale...

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Antonio Cammelli





I GIORNI
DELLA MEMORIA

La settimana nella quale stiamo entrando, che fin dall'antichità è stata chiamata "santa", si presenta come un grande sacramento che ci permette di rivivere attraverso la memoria il mistero pasquale ripercorrendo in compagnia del Signore e di tutto il popolo dei battezzati il nucleo centrale dell'esperienza umana di Gesù Cristo, iniziata, secondo la narrazione dei vangeli, con l'ingresso trionfale in Gerusalemme, culminata con la terribile esperienza della croce e terminata con l'annuncio gioioso della ...
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TEMPI MALVAGI

Sono tempi malvagi, quelli in cui il mondo tace l'ingiustizia, quelli in cui l'oppressione dei poveri e dei miseri provoca un forte grido rivolto al cielo che lascia indifferenti i giudici e i potenti; quando le comunità perseguitate ...
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Dietrich Bonhoeffer




dai numeri precedenti
13 marzo 2016




E GESÙ
SCRIVEVA PER TERRA

Esistono due modi di guardare al passato. L'uno, fecondo, che orienta il pensiero al futuro e lo illumina dandogli significato, l'altro, sterile, che si ferma agli avvenimenti del passato e nasconde una situazione di impotenza e di incapacità di guardare avanti. Ed è proprio il guardare avanti l'atteggiamento a cui ci invita la liturgia di oggi.
Il profeta Isaia dice che il ricordo di ciò che Dio ha già fatto è piccola cosa rispetto a ciò che ancora farà per il suo popolo.
Guardare avanti è l'atteggiamento della vita che...

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don Paolo Aglietti





SE UN MARTIRIO
NON FA NOTIZIA

Papa Francesco domenica scorsa, dopo la preghiera dell'Angelus, ha espresso la sua vicinanza alle Missionarie della Carità di Madre Teresa per il grave lutto che le aveva colpite due giorni prima con l'uccisione di quattro religiose ad Aden, nello Yemen, dove assistevano gli anziani. "Prego per loro e per le altre persone uccise nell'attacco, e per i familiari. Questi sono i martiri di oggi! Non sono copertine dei giornali, non sono notizie: questi danno il loro sangue per la Chiesa. Queste persone sono vittime dell'attacco di quelli che li hanno uccisi e anche dell'indifferenza, di questa globalizzazione dell'indifferenza".
Dopo queste parole anche i giornali si sono accorti di questo grave fatto di sangue ed è tornata alla ribalta, che ...

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Annamaria Fabri




RICORDO
DEI MISSIONARI MARTIRI
E DI TUTTI I CRISTIANI UCCISI PER LA FEDE

Ogni anno il 24 marzo, anniversario del martirio di Mons. Oscar Romero si celebra la memoria dei missionari martiri. Quest'anno il 24 marzo è il giovedì santo e la  nostra diocesi ha anticipato il ricordo a giovedì 17 e invita tutti a unirsi nella preghiera.
Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, nell'anno 2015 sono stati uccisi nel mondo 22 operatori pastorali. Nel 2015 sono morti in modo violento 13 sacerdoti, 4 religiose, 5 laici. Secondo la ripartizione continentale, in America ...
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IN MARGINE ALL'8 MARZO

L'8 marzo, la cosiddetta "festa della donna", ci ha ricordato che non ci si può contentare di un rametto di mimosa o di un discorsetto fatto una volta l'anno, quasi a sgravare la coscienza di un mondo ancora segnato da pregiudizi atavici che si tramandano nelle nostre famiglie e nella nostra società
È un retaggio antico, nato spesso per ...

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Cristina P.




dai numeri precedenti
6 marzo 2016




IL PADRE
CON DUE FIGLI

Quella del Padre con due figli è forse la più famosa delle parabole del vangelo di Luca.
È sicuramente anche la più articolata e di difficile comprensione, nonostante la sua apparente semplicità, perché, come per tutte le parabole, maggiori sono i particolari, maggiori sono le possibilità di interpretazione.
La storia ne documenta così spiegazioni e letture diverse a seconda dei luoghi e dei tempi.
Volta a volta si è posta l'attenzione principale sul figlio maggiore o sul figlio minore...

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don Paolo Aglietti





LA FORESTA DEI GIUSTI

In genere tutti coloro che davanti a certe ingiustizie della vita non hanno il coraggio di rivoltarsi contro gli uomini non hanno neanche il diritto di rivoltarsi contro Dio: perché oggi è così facile mettere sotto giudizio Dio e farne l'accusato di tutto quello che non sappiamo prendere sia sulla nostra personale responsabilità e anche su quello che ogni uomo onesto, in certi momenti, prima di incolpare qualcheduno, dovrebbe guardare per riconoscere fin dove arriva la propria colpa. 
Una delle situazioni spirituali più dolorose del momento è questa: che ci palleggiamo le responsabilità...
Ognuno di noi non vuole assumersi le colpe che ...

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PER NON PERDERE
L'ANIMA

La situazione mondiale di questi giorni si mostra sempre di più carica di pericoli.
Le previsioni a breve e a media scadenza non fanno sperare niente di buono. La globalizzazione, che la tecnica ha reso possibile, si mostra uno strumento privo in sé di governance e di indirizzo e facile da manovrare da chi, avendone la possibilità e le capacità, lo usa per il proprio interesse. Cosa questa che hanno fatto e stanno facendo coloro che guidano la finanza mondiale e che riescono a condizionare anche i grandi stati nazionali e gli organismi internazionali.
La situazione attuale mostra una incapacità della politica a tutti i livelli di elaborare un progetto che sia in grado di guidare le vicende globali e di conseguenza anche quelle locali. Né si vedono all'orizzonte neppure a livello mondiale uomini del calibro di quelli che avevamo conosciuto nell'immediato dopoguerra del secolo scorso. Tanto per fare dei nomi a livello europeo bisogna pensare a De Gasperi, Schumann, Adenauer, che accompagnati da altri grandi pensatori e uomini politici, hanno gettato le basi e resa possibile quell'Unione Europea, che ha portato allo sviluppo del nostro continente e alla conservazione della pace per quasi un secolo. 
A detta di molti osservatori, l'unico che riesce ad indicare mete e orizzonti di rinnovamento è papa Francesco, che ...

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Marco S.




RICEVI
LA PREGHIERA
DEL SIGNORE

Oggi la nostra Parrocchia consegna il "Padre nostro" ai bambini che sono in cammino verso la pienezza dell'iniziazione cristiana, cioè la cresima e la comunione.
Questo gesto antico del "consegnare" non è un rito che riguarda solo i bambini, ma è un richiamo a tutta la comunità cristiana, e ...
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dai numeri precedenti
28 febbraio 2016




PORTARE FRUTTO
PER LA VITA

Le letture di questa terza domenica di quaresima sono difficili da inquadrare per la mentalità di oggi.
A chi legge e ascolta appaiono due messaggi che almeno in apparenza sono contraddittori. Da una parte la misericordia di Dio che va incontro al suo popolo per liberarlo dalla schiavitù dell'Egitto e dall'altra la necessità di rispondere alla sua voce che chiama a conversione. Nel mezzo la nostra vita e gli avvenimenti che ci coinvolgono.
Il vangelo di Luca ci avverte così della necessità di...

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don Paolo Aglietti





SAPER DISCERNERE
SAPER MEDIARE
LA VERA POLITICA

È terminata al Senato la prima tappa per l'approvazione della legge sulle "unioni civili", anche se non sappiamo se questo sarà l'esito finale, perché c'è ancora almeno un passaggio parlamentare, quello della Camera, che se cambia anche solo una virgola costringerà il testo a tornare al Senato.
Sul Corriere della sera di qualche giorno fa Ernesto Galli della Loggia ha definito il dibattito sulle unioni civili nel nostro paese "non all'altezza della complessità" del problema. Tra i motivi di questo giudizio l'editorialista dice che hanno parlato troppo i politici. Galli della Loggia dà per scontato che il popolo italiano sia diviso nettamente in due parti. I laici sostenitori delle cosiddette idee avanzate e quelli che lui chiama i "religiosi", che sarebbero "i cattolici" che, a suo avviso, sono tutti omologabili al pensiero delle gerarchie, ammesso e non concesso che anche le gerarchie siano su questi argomenti unite e compatte. Basti pensare che fa eccezione anche il Papa che ha esplicitamente detto che le decisioni religiose sono una cosa e quelle politiche un'altra. Ha infatti affermato che la questione non è di sua competenza ed ha anche accennato alle soluzioni che tanti altre nazioni a maggioranza cattolica h anno adottato.
Galli della Loggia seguendo questo suo punto di partenza afferma che si sono sentiti solo ...

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DI CHI LA COLPA?

Guerre, eventi tragici, disgrazie, ingiustizie e tutto ciò che normalmente chiamiamo male è stato ed è spesso riferito alla volontà di Dio che viene incolpato di non provvedere al bene dei suoi figli.
Su questo argomento che ricorre spesso sulla bocca di tanti proponiamo questo piccolo brano di un discorso di don Primo Mazzolari, prete noto per le sue forti prese di posizione contro ogni forma di ingiustizia e di potere.

In genere tutti coloro che davanti a certe ingiustizie della vita non hanno il coraggio di rivoltarsi contro gli uomini non hanno neanche il diritto di rivoltarsi contro Dio: perché oggi è così facile mettere sotto giudizio Dio e farne l'accusato di tutto quello che non sappiamo prendere sia sulla nostra personale responsabilità e anche su quello che ogni uomo onesto, in certi momenti, prima di incolpare qualcheduno, dovrebbe guardare per riconoscere fin dove arriva la propria colpa. 
Una delle situazioni spirituali più dolorose del momento è questa: che ci palleggiamo le responsabilità...
Ognuno di noi non vuole assumersi le colpe che ...

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dai numeri precedenti
21 febbraio 2016




VERSO
GERUSALEMME

Aprire gli occhi e contemplare quello che ancora non si vede, ma che si può intuire. Riconoscere ciò che non è visibile, ma che in qualche modo si può sperimentare. Essere coinvolti nella vera dimensione di gloria del Signore Gesù. Questo sembra essere l'invito che l'evangelista Luca ci fa attraverso il racconto della "trasfigurazione".
Un avvenimento che noi riusciamo a comprendere solo con grande difficoltà perché siamo abituati a notare solo il...

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don Paolo Aglietti





PERCHÉ LORO
E NON IO?

In questi ultimi tempi sulla stampa cittadina si è parlato di carcere, soprattutto per le pessime condizioni del carcere di Sollicciano e sul fatto che non si riesce a sbloccare l'inizio dei lavori per la costruzione del carcere a regime speciale per le madri con bambini piccoli (ICAM). Nello stesso tempo cresce nel nostro paese il desiderio di vedere "i delinquenti" o quelli ritenuti tali chiusi in carcere dopo averne "buttata via la chiave", dando per scontato che delinquenti siano solo quelli che finiscono in carcere.
Due situazioni collegate insieme da una pericolosa mentalità: quella di pensare che nel mondo esistano i buoni e i cattivi per definizione e che occorre separare e scartare condannando ad un morte civile quelli che la nostra società rifiuta.
Reprimere, dividere, colpire sembra la via più sicura e semplice per togliere il male dal mondo. Ma è davvero questo il criterio non solo cristiano, ma anche più efficace? Secondo papa Francesco esiste un'altra strada molto più bella, ma anche difficile: quella di cambiare tutti mentalità e passare da un atteggiamento violento a quello della misericordia, che non vuol dire subire e scusare tutto, ma al contrario cambiare tutto cominciando da noi stessi. Per questo ci sembra particolarmente importante il discorso fatto dal papa in Messico ai carcerati di Ciudad Juárez.

Celebrare il Giubileo della misericordia con voi è ricordare il cammino urgente che dobbiamo intraprendere per rompere i giri viziosi della violenza e della delinquenza. Già abbiamo perso diversi decenni pensando e credendo che tutto si risolve isolando, separando, incarcerando, togliendosi i problemi di torno, credendo che questi mezzi risolvano veramente i problemi. Ci siamo dimenticati di ...
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+ Francesco




SAPERE E PENSARE
CHI SI VA A RICEVERE

Mangiare il pane e bere il vino facendo memoria del Signore Gesù è prendere parte alla sua morte e alla sua risurrezione costituendo con lui un solo corpo, come insegna l'apostolo Paolo (1 Cor. 10,17).
Il celebrante annuncia questa realtà: «Ecco l'agnello di Dio ...

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d. P.







dai numeri precedenti
14 febbraio 2016




MA GESÙ NEL DESERTO

Tra l'indifferenza generale ritorna la Quaresima. Dai pulpiti, sentiremo dire che è un tempo particolare, un periodo forte... Abbiamo già (forse) sentito inviti alla conversione il giorno delle Ceneri... Ma, usciti di chiesa, tutto continua come prima tra Champions League, settimane bianche, crisi delle banche e della borsa, gossip politico-giudiziari, Sanremo....
La Quaresima viene chiamata dalla liturgia "tempo favorevole" e "tempo di grazia", ma per il cosiddetto cristiano-medio oggi il tempo non ha più un significato, non è più...

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don Paolo Aglietti





PERCHÉ
QUARANTA

Le antiche civiltà semitiche non si preoccupavano molto dell'esattezza matematica dei numeri, come invece facciamo noi, in compenso moltiplicavano gli usi convenzionali e simbolici dei numeri stessi.
Dobbiamo anche tener conto che nelle scritture antiche i numeri venivano espressi con le lettere dell'alfabeto e pertanto, attraverso i numeri (o meglio le lettere che servivano per indicare un numero), si potevano esprimere concetti che niente avevano a che vedere col loro valore numerico.
Il numero 40 è importante ...

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Annamaria Fabri




ASCOLTARE E USCIRE
I VERBI DELLA QUARESIMA

Ascoltare e uscire sono due verbi che caratterizzano la Quaresima: ascoltare per comprendere e per accogliere una chiamata; uscire per andare incontro a qualcosa e a qualcuno.
Ascoltare e uscire sono i verbi di Abramo, sono i verbi dell'Esodo, sono i verbi dei profeti, sono i verbi di Maria, sono i verbi degli Apostoli e di tutti coloro che come Gesù fanno della Parola di Dio il loro pane.
Anche il tempo e la storia sono ...

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Marco S.




QUARESIMA:
RICHIAMO ALLA CONDIVISIONE

La Quaresima, riproponendo a tutti i battezzati la conversione, che è cambiamento di mentalità, di modo di pensare, un rovesciamento totale di vedere la vita e le cose, secondo l'invito di Cristo, ripresenta a tutti noi la necessità di avere occhi fraterni, pieni di attenzione, soprattutto per quelli che mancano dell'essenziale a causa delle ingiustizie della nostra società e, tutto sommato, anche nostre che di questa società facciamo parte e siamo corresponsabili.
La crisi che viviamo ha fatto aumentare i bisogni dei più poveri. Anche in mezzo a noi ...

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dai numeri precedenti
7 febbraio 2016




LA BARCA DI PIETRO

Dopo aver presentato la figura di Gesù, il suo programma, il suo insegnamento e la sua missione di annunciatore con fatti e parole della venuta del regno di Dio, l'evangelista Luca introduce la figura di Simon Pietro e il compito della comunità cristiana con il racconto della "pesca miracolosa".
Attraverso questo episodio, che richiama alla mente un analogo racconto del vangelo di Giovanni, che Marco e Matteo non riportano, Luca tratteggia il nascere della prima comunità dei discepoli di Gesù, di quelli che da ora in poi lo accompagneranno nel suo cammino e continueranno la sua missione.
Si tratta di una narrazione altamente simbolica e...

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don Paolo Aglietti





QUANDO DICIAMO FAMIGLIA

Come succede spesso in Italia, su quelli che vengono giustamente chiamati i grandi temi etici, si riesce ad alzare un grande polverone dove di tutto si parla fuorché dell'argomento di cui si dovrebbe trattare.
La stessa sorte è toccata alla proposta di legge sulle "unioni civili". Da mesi tutti ne parlano, ma nessuno cerca di spiegare all'opinione pubblica lo stato della questione. È diventata una guerra di parole d'ordine e di scambi di accuse che spesso non hanno nulla a che fare con la legge che si discute in Parlamento.
La parola famiglia è un'espressione il cui ...

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Marco S.




SE LA FEDE DIVENTA SPETTACOLO

In questi giorni la scena televisiva è occupata, oltre che dalle solite cronache di uccisioni e disastri, anche dalle immagini delle folle che accorrono all'ostensione delle reliquie di Padre Leopoldo Mandic e di Padre Pio da Pietralcina.
Lo scopo dichiarato di queste celebrazioni nell'anno della misericordia è quello di sottolineare l'importanza del sacramento della Confessione come mezzo privilegiato per ricevere il dono della misericordia di Dio.
Che questo sacramento sia in una crisi ...
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Guido V.




LE CENERI
IL PERCHÉ DI UN RITO

Ceneri (dal latino cineres) indica il residuo della combustione di un materiale organico. Al plurale indica anche ciò che rimane di un corpo umano dopo che sia stato consumato dal tempo o dal fuoco.
La cenere evoca quindi la polvere del suolo a cui le ceneri umane assomigliano sotto tutti i punti di vista: è per questo che fin dall'antichità si è individuato nella ...

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BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
ACCOGLIERE UN DONO DI DIO

Benedire, da cui benedizione, deriva dal latino bene dicere che significa "dir bene" ed il cui significato immediato è parlare bene di qualcuno, ringraziarlo, lodarlo, esaltarlo.
Nella Bibbia Dio con la sua benedizione dona vita e fecondità (cfr. Gen. 1).
Alla benedizione di Dio l'uomo risponde con la ...

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dai numeri precedenti
31 gennaio 2016




ATTESE DELUSE

Trarre vantaggio dal "sacro" è sempre stata una attività che nel corso della storia antica e recente, sotto tutti i cieli e in tutte le religioni ha sempre funzionato. Intorno ai santuari e ai "santoni" di turno sono fioriti e fioriscono tuttora gli affari molto meno santi di chi cerca di trasformare veri o presunti favori del cielo in molto più terreni guadagni. Erano forse queste alcune delle attese dei compaesani di Gesù a Nazaret.
Il figlio di Maria e di Giuseppe, che improvvisamente aveva lasciato il suo paese, vi stava ritornando con alle spalle una fama che già lo accreditava come...

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don Paolo Aglietti





ANCHE LA LINGUA
PUÒ UCCIDERE

"La collera e l’insulto al fratello possono uccidere". Lo ha ricordato Papa Francesco nella messa di giovedì 13 giugno 2015, nella cappella della Domus Sanctae Marthae
In questo ultimo ventennio, complice la povertà delle idee e delle proposte, unita alla sempre più evidente ignoranza del significato delle parole e alla facilità con cui si dimentica la storia, si è imposto un modo di parlare sempre più povero di contenuti, grezzo e volgare. 
È come se piano piano avessimo assunto del veleno in piccole dosi tanto da essere ormai assuefatti e insensibili ai suoi effetti. Pochissimi sono coloro che sanno argomentare ed esporre in maniera razionale e possibilmente pacata e comprensibile le proprie posizioni e le proprie idee.
Sempre più spesso si spacciano per verità assolute opinioni personali ...

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Marco S.




COINCIDENZE

C'è qualcosa di beffardo e tragico nella cronaca degli ultimi giorni.
Mentre in tutta Europa vengono ricordate le vittime della Shoah con la Giornata della memoria, a 71 anni dall'ingresso delle truppe sovietiche nel campo di Auschwitz, un Paese additato spesso a modello di civiltà, la Danimarca, ha da poco una nuova legge per la confisca ...
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Paolo Cappelli




27 GENNAIO

Riportiamo in questa pagina una parte del discorso che il Presidente della Repubblica ha fatto in occasione del giorno della memoria della shoah. Un testo che interroga non solo la coscienza civile, ma anche quella religiosa di tutti. C'è da domandarsi con Mattarella, come abbiano fatto popoli che si dichiaravano cristiani e civili ad assistere a tanto orrore e spesso a rendersene complici. L'Italia non ha ancora fatto i conti con questo. Molto spesso tutto è stato rimosso e addebitato alla responsabilità di pochi.

Il 27 gennaio di 71 anni fa l'esercito russo abbatteva i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. Non era, ancora, la fine della guerra. E nemmeno la fine delle persecuzioni, delle sofferenze, delle uccisioni di massa. (...)
In questo giorno ricordiamo anche la vergogna delle leggi razziali, volute dal fascismo in Italia nel 1938; ricordiamo la persecuzione degli ebrei italiani, nonché tutti i nostri connazionali deportati nei campi della morte. Ricordiamo anche quei Giusti che, a rischio della propria vita, salvarono quella di altri. (…)
Auschwitz, con i suoi reticolati, le camere a gas, le baracche, i forni crematori non ci abbandona. Al contrario, ci interpella costantemente, ci ...

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Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana




dai numeri precedenti
24 gennaio 2016




IERI
OGGI
DOMANI

I brani biblici di questa domenica richiedono un salto indietro nella storia. Gli avvenimenti che il libro di Neemia, la prima lettura, descrive ci riportano all'epoca del ritorno in patria degli esiliati da Babilonia nella seconda metà del quinto secolo avanti Cristo.
Gli ebrei che tornano a Gerusalemme si trovano davanti una città devastata e in rovina, gli abitanti dispersi e ormai senza identità, tanto che hanno dimenticato lingua e tradizioni dei padri.
Neemia, il governatore, e Esdra, il sacerdote, che guidano il popolo, ricostruiscono materialmente la città, ma si rendono conto che

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don Paolo Aglietti





UN MONDO
PER L'1%.

Come privilegi e potere in campo economico generano estrema disuguaglianza, e come è possibile spezzare questa spirale.

Un rapporto di Oxfam, l'organizzazione non governativa che combatte la povertà, dice che oggi i 62 miliardari più ricchi della Terra controllano una ricchezza equivalente a quella della metà più povera del mondo, ovvero 3,6 miliardi di persone.
Sei anni fa, per equilibrare il piatto della bilancia, servivano i primi 388 super ricchi: la concentrazione, dunque, è in aumento. ...

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Paolo Cappelli




DIO,
L'UOMO,
LA FAMIGLIA,
LA DONNA
NELLA SOCIETÀ
ISLAMICA

Ancora una volta ringraziamo il Prof. Silvio Calzolari che ci ha fornito il materiale per la trattazione di questo argomento.

Dio
Per l'Islam Dio (Allah) è l'unico e il più grande, il più solo e il più imperscrutabile. La rivelazione coranica infatti non riguarda la realtà di Dio, non dice chi egli sia, ma è comunicazione dei suoi voleri e della sua legge. L'attività del fedele quindi non è rivolta alla "conoscenza" di Dio, ma è completa dedizione alla sua imperscrutabile volontà ed adesione senza riserve ai suoi precetti. 
Qualsiasi cosa accada è la volontà di Dio! Sarà quello che Dio vorrà e che Allah soltanto conosce: in sha' Allah! Si tratta quindi di una sottomissione totale che ...

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 .

AMEN

È già stato scritto più volte su queste pagine che la parola Amen esprime non un semplice auspicio (il così sia della traduzione italiana), ma la certezza della fede di chi la pronuncia. Questa fede si basa sulla parola di Dio, che non è un'opinione tra le tante, ma una certezza fondata sulla sua fedeltà alle promesse e sul particolare rapporto che lega ogni credente a colui che chiamiamo Padre.
L'Amen è parola che coinvolge tanto che ...

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 .




dai numeri precedenti
17 gennaio 2016




IL VINO BELLO

Quando tre anni fa papa Francesco pubblicò la sua esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", la gioia del Vangelo, molti si stupirono, altri rimasero perplessi domandandosi che cosa ci fosse da gioire nella situazione mondiale, che già era alle prese con la crisi economica e con quella che poi lo stesso papa ha chiamato più volte "guerra mondiale a pezzi".
Sembrava una scelta al di fuori della realtà. Molti vescovi avevano poco tempo prima fatto previsioni catastrofiche e il Vaticano era stato scosso dai primi scandali interni.
In questo contesto papa Francesco annuncia "La gioia del Vangelo" che "riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù" e dichiara di voler indicare le vie per il cammino della Chiesa verso una gioia, che deve diventare la caratteristica del credente in Cristo.
"Perché non entrare in questo

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don Paolo Aglietti





SETTIMANA DI PREGHIERA
PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

Chiunque abbia, anche distrattamente, preso in mano il Nuovo Testamento si sarà accorto che uno dei motivi ricorrenti, e non certo il meno sottolineato, è quello della unità dei discepoli di Gesù. Secondo il Vangelo di Giovanni questa unità è addirittura il segno che indica a quelli che non credono che Gesù Cristo è il Figlio di Dio (cfr. Giov. 17, 20-26).
Ci si aspetterebbe allora che la ricerca dell'unità fosse stata e sia per coloro che sono uniti da un unico Spirito e da un solo battesimo la preoccupazione maggiore.
La storia smentisce clamorosamente questa aspettativa. Non solo ci sono divisioni nel popolo dei cristiani per i motivi più vari, ma il modo stesso di intendere la fede è stato ed è fonte di divisione.
Dall'unica "Buona Notizia" annunciata dai Discepoli, siamo passati a tante "Buone notizie" che ...

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I CINQUE PILASTRI
DELL'ISLAM

1. La professione di fede:
La fede nell'unico Dio, è il fondamento principale dell'Islam. Si diventa musulmani recitando con sincerità di cuore e davanti a testimoni la formula della fede, la shahada, che recita: "Non c'è altro Dio se non Allah; Muhammed è l'inviato di Allah".
Si tratta di una fede semplice e evidente per chi crede. L'Islam non conosce riti di iniziazione, come per esempio il Battesimo per i cristiani: è sufficiente l'attestazione della fede davanti a testimoni. Anche la circoncisione, sebbene praticata quasi universalmente, non è obbligatoria.
2. La preghiera
La fede musulmana è fortemente impregnata del senso della grandiosità di Dio e della necessità per l'uomo di lodare il suo ...

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I recenti attentati di Istambul e Giacarta, i fatti di Colonia hanno riacceso le luci dei media sul rapporto tra mondo islamico e occidente.
Un dato che sembra sfuggire a molti è proprio il fatto che le polemiche e le divisioni da ambo le parti non vertono sui veri contenuti della fede islamica né sui veri contenuti della cosiddetta civiltà europea, ma sulla interpretazione che volta a volta, secondo precisi interessi politici, economici e culturali se ne dà e se ne vuol dare.
Il risultato è che vince sempre non la ricerca della verità, ma l'affermazione della propria interpretazione, quale che sia la parte dalla quale ognuno si pone.
La descrizione, che in questi numeri del nostro foglio settimanale stiamo dando dell'Islam, seguendo le indicazioni del prof. Calzolari, vuole essere un piccolo aiuto alla conoscenza dell'origine e dei fondamenti della fede islamica, perché ci si possa raccapezzare tra le tante interpretazioni, spesso interessate, che provengono, sia dal variegato mondo islamico, sia dai nostri più o meno improvvisati esperti.

IL CORANO

è il libro sacro dell'Islam. Esso contiene in 114 capitoli, chiamati Sura, la predicazione di Muhammed scritta dai suoi discepoli.
Corano (Kuran!), significa: annuncia! testimonia! È il verbo usato da Allah per spingere Muhammed a proclamare l'annuncio divino.
Il Corano è scritto in arabo antico e, sebbene sia stato tradotto in quasi tutte le lingue, i musulmani utilizzano tali traduzioni solo come strumenti ausiliari per lo studio e la comprensione dell'originale in arabo; la recitazione liturgica da parte del fedele musulmano deve avvenire sempre e comunque in arabo antico, essendo il Corano "Parola di Dio" (kalimat Allah) e, pertanto, non facilmente 'interpretabile'. L'Islam professa infatti che è in questa lingua che la rivelazione divina è stata trasmessa al profeta Mohamed tramite l'angelo Gabriele.
Il Corano si apre con una preghiera che è la più solenne dell'Islam, usata anche come invocazione augurale e benedizione. In essa possiamo dire che è contenuto tutto l'atteggiamento del credente musulmano nei confronti di Allah.




dai numeri precedenti
10 gennaio 2016




LE TRE
SCIMMIETTE

Le celebrazioni del Natale ci hanno fatto rivivere la nascita di Gesù, e la sua presenza nel mondo, come centro dell'intervento salvifico di Dio per l'umanità intera. È da questo "centro" che il vangelo di Luca, che ci accompagna quest'anno nel cammino della liturgia, parte per annunciare la grande apertura al mondo intero che Gesù ha rivelato a tutti i popoli senza differenze di appartenenza, di razza e neppure di religione.
Conversione e perdono sono così offerti a tutti coloro che "sono in attesa" a partire dalla loro condizione, quale essa sia, come profetizzava già il cantico di Simeone (Luca 2,29-32).
La domenica del Battesimo di Gesù si apre con la

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Paolo Aglietti





ISLAM

La cronaca di questi ultimi tempi ha portato alla ribalta i rapporti tra il mondo cosiddetto occidentale e l'Islam. Se ne sente sempre più parlare a proposito e soprattutto a sproposito dai nostri politicanti che approfittano dell'ignoranza loro e della presunta ignoranza di chi li ascolta per cavalcare e alimentare paure, sospetti e divisioni.
Già nel lontano 1996 avevamo cercato di dare qualche indicazione per far conoscere ai nostri parrocchiani le linee fondamentali di questa religione che coinvolge ormai più di un miliardo e mezzo di fedeli.
Con l'aiuto del professor Silvio Calzolari avevamo dedicato alcuni numeri di Castello_7 a questo argomento. Ci sembra il caso di riportarli con qualche aggiustamento perché ci si possa raccapezzare fra sigle, nomi e argomenti che non ci sono troppo familiari.
Si tratta di un mondo molto complesso, che sembra lontano da noi e tuttavia ci è vicinissimo sia per storia, sia per cultura.
I musulmani,
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I SEGUACI
DI MUHAMMED

Islâm (in arabo significa: dedizione assoluta a Dio) è la denominazione scelta da Muhammed per la religione da lui predicata. Gli aderenti a questa religione furono chiamati musulmani (dall'arabo muslim: colui che si sottomette a Dio, ossia credente).
Muhammed (Maometto) nacque alla Mecca verso il 570 d.C.. Rimasto orfano in tenera età, fu educato dal nonno e messo a lavorare come cammelliere presso una ricca vedova di nome Khadigia, più vecchia di lui e che egli, all'età di 25 anni, sposò.
A un certo punto della sua vita, alcune visioni lo convinsero di essere «l'eletto di Dio» per il suo popolo: gli arabi.
Muhammed ...

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dai numeri precedenti
20 dicembre 2015




LA GRANDEZZA
DEL NATALE

Secoli di letteratura e di leggende narrate e tramandate hanno creato intorno al Natale del Signore Gesù un'atmosfera che alla fine, più che illuminare, ha nascosto il mistero che questa festa celebra e chiede di rinnovare continuamente.
Il messaggio inaudito e sconvolgente del Natale di Cristo si ritrova oggi nascosto, affogato e seppellito sotto quintali di rassicurazioni vacanziere, di affetti familiari e di vaghi sentimenti di solidarietà, di buonismo religioso, tutte cose che vanno di pari passo con la progressiva scomparsa dei segni cristiani.
Un fenomeno questo favorito dal dominio del consumismo e da una falsa attenzione alle altre religioni che, sotto l'apparenza della tolleranza, nasconde una povertà culturale che rifiuta ogni ricerca di senso dell'esistenza e della storia.
Non siamo di fronte soltanto ad una crisi della fede cristiana, ma ad una crisi generale più distruttiva di quella economica.
Vivere di un continuo presente determina il predominio della cronaca, che

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Paolo Aglietti








IL PAPA,
IL DIAVOLO
E L'APOCALISSE

In una sua recente intervista lo storico Franco Cardini ha dato questa definizione di papa Francesco: Francesco è un papa apocalittico.
Questa definizione mi ha dato molto da pensare. La parola apocalisse nel suo significato originario significa "rivelazione, svelamento". Svelamento del senso misterioso della vita degli uomini e del mondo. Ma siccome questo modo di parlare è diventato un genere letterario cioè una forma di racconto fatto di immagini forti di descrizioni, spesso tragiche (si parla di cieli che si sconvolgono, di terremoti e di guerre di disastri in genere), la parola ha cambiato significato e viene usata nel senso di "distruzione e morte".
Non credo che Cardini intendesse dire che papa Bergoglio sia un annunciatore di disastri e di sventure perché le apocalissi, che conosciamo, tramandateci dai libri biblici e antichi, sono racconti che annunciano non la paura, ma la speranza. La vittoria del bene sul male.
Una speranza forte ...

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Marco S.

RICORDI
DI NATALE

Ai nostri tempi non esisteva lo scambio dei regali per Natale, neppure la settimana bianca e nemmeno l'albero. Ricordo con nostalgia la Veglia intorno al focolare con il ceppo scoppiettante insieme alla mia famiglia e a volte anche la famiglia dei vicini.
Più tardi al richiamo delle campane grandi e piccini ci avviavamo tutti imbacuccati ed a piedi verso la chiesa per la Messa di notte e lì davvero ...

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dai numeri precedenti
13 dicembre 2015




IL SIGNORE
È VICINO!

L'attesa è iniziata, la speranza è stata annunciata. Adesso è il momento della gioia. Gioia che nasce, non perché l'attesa è finita, ma dallo stesso essere in attesa e dalla speranza in quello che verrà.
È questo il messaggio della liturgia di oggi. Tutte le letture richiamano, infatti, alla gioia perché il Signore è vicino, è qui in mezzo a noi.
«Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia Israele!» è l'invito che il profeta Sofonia, nella prima lettura, rivolge al popolo di Israele perché «Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura».
Lo stesso canto di gioia prorompe nel salmo responsoriale (Isaia 12) «Canta ed esulta, perché ...

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Serena Franceschini





LA SOLITA DISPUTA
SUL "NATALE"

In questi giorni la solita disputa sul "Natale religioso o festa laica?" ha raggiunto livelli insopportabili. La mania del "politicamente corretto" è ormai sprofondata nel ridicolo e nella stupidità. Ridicolo e stupidità da spartire equamente tra chi pensa che per non irritare gli "altri" si debbano nascondere le nostre origini e la nostra cultura millenaria e tra chi pensa che con un presepio in mano e un canto natalizio si riesca a prendere voti per le prossime elezioni.
Due gruppi questi che speculano sulla stupidità e l'ignoranza della gran massa delle persone
.
Nessuno sostiene che si debba per forza festeggiare la nascita di Cristo e che lo debbano fare anche i non cristiani, tuttavia ...

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d. P.




In questa terza domenica di Avvento anche nella nostra Diocesi verrà aperta la "porta santa" del Duomo. Sui giornali e sui media si parla molto dell'anno santo, ma quasi esclusivamente dei suoi aspetti esteriori.
Papa Francesco nella sua udienza del mercoledì ha chiarito in maniera precisa il senso e lo scopo di questo giubileo della misericordia
.

PERCHÈ
UN GIUBILEO
DELLA MISERICORDIA

Ieri ho aperto qui, nella Basilica di San Pietro, la Porta Santa del Giubileo della Misericordia, dopo averla aperta già nella Cattedrale di Bangui, in Centrafrica. Oggi vorrei riflettere insieme a voi sul significato di questo Anno Santo, rispondendo alla domanda: perché un Giubileo della Misericordia? Cosa significa questo?
La Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Non dico: è buono per la Chiesa questo momento straordinario. Dico: la Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Nella nostra epoca di profondi cambiamenti, la Chiesa è chiamata ad offrire il suo contributo peculiare, rendendo visibili i segni della presenza e della vicinanza di Dio. E il Giubileo è un tempo favorevole per tutti noi, perché contemplando la Divina Misericordia, che supera ogni limite umano e risplende sull'oscurità del peccato, possiamo diventare testimoni più convinti ed efficaci.
Volgere lo sguardo a Dio, Padre misericordioso, e ai fratelli bisognosi di misericordia, significa puntare l'attenzione sul contenuto essenziale del Vangelo: Gesù, la Misericordia fatta carne, che rende visibile ai nostri occhi il grande mistero dell'Amore trinitario di Dio. Celebrare un Giubileo della Misericordia equivale a mettere di nuovo al centro della nostra vita personale e delle nostre comunità lo specifico della fede cristiana, cioè Gesù Cristo, il Dio misericordioso.
Un Anno Santo, dunque, per vivere la misericordia. Sì, cari fratelli e sorelle, questo Anno Santo ci è offerto per sperimentare nella nostra vita il tocco dolce e soave del perdono di Dio, la sua presenza accanto a noi e la sua vicinanza soprattutto nei momenti di maggiore bisogno.
Questo Giubileo, insomma, è un momento privilegiato perché la Chiesa ...

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Francesco




dai numeri precedenti
6 dicembre 2015




LA VIA
DEL SIGNORE

La liturgia di questa domenica ci propone una visione della storia, che sembra ai nostri occhi un discorso senza senso in questi giorni pieni di notizie di guerra, di terrorismo, di paure, di previsioni catastrofiche e gesti disperati, che contrastano con un clima, che si vorrebbe di festa, ma che sempre più lascia trasparire l'incertezza e lo sconcerto.
E così sembra fuori dal mondo l'invito di Baruc (prima lettura) a deporre le vesti di lutto rivolto ad una città, Gerusalemme, che ogni giorno anche oggi è alla ribalta della cronaca per morti e distruzioni.
Il profeta parla di una strada che conduce, anzi riconduce continuamente lungo il cammino della storia il popolo di Israele, disperso fra le nazioni, a Gerusalemme.
Il cammino verso Gerusalemme, per la bibbia e per il popolo ebraico, è sempre stato una metafora della vita, che ...

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don paolo Agliettii





(5. continua).

LA PRIMA LETTERA
DI PIETRO

Un popolo di sacerdoti


Cristo e la discesa agli inferi

La prima lettera si Pietro parla in maniera alquanto misteriosa di quello che poi la tradizione ha trasformato in una formula del Credo e che ha conosciuto durante i secoli diverse interpretazioni.
Particolarmente suggestiva è la tradizione medievale che vuole che Gesù Cristo nel suo passaggio dalla morte alla risurrezione sia sceso ...

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d. P.




LA PORTA
DELLA
MISERICORDIA

Martedì 8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione di Maria, inizia l'anno giubilare della misericordia.
/B>Nell'intenzione del papa questo anno deve diventare un periodo di gioia, perché "la misericordia è l'atto supremo con il quale Dio ci viene incontro" e ci unisce a lui aprendoci alla speranza di una vita nuova, capace di superare il nostro peccato e le nostre divisioni. Anno quindi di riconciliazione e di rinnovamento per tutti i cristiani e anche per tutti gli uomini di buona volontà.
La data scelta dal papa è particolarmente significativa per due ragioni. La prima perché la nascita di Maria segna il primo intervento di salvezz ...

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"Bangui diviene la capitale spirituale del mondo. L'Anno Santo della Misericordia viene in anticipo in questa Terra.
Una terra che soffre  da diversi anni la guerra e l'odio, l'incomprensione, la mancanza di pace. In questa terra sofferente ci sono anche tutti i Paesi che stanno passando attraverso la croce della guerra.
Bangui diviene la capitale spirituale della preghiera per la misericordia del Padre.
Tutti noi chiediamo  pace, misericordia, riconciliazione, perdono, amore."

MISERIA
E NOBILTÀ

Prendo spunto dalla commedia di Eduardo Scarpetta per alcune considerazione, gonfie di fastidio e rabbia, sulla famosa vicenda Vatileaks2.
Ieri ultima domenica di novembre, nonché prima di avvento, nobiltà e miseria si sono affrontate a viso aperto: da una parte il papa ha dato un altro esempio concreto di cosa intende per una chiesa sobria andando ad aprire la porta santa della cattedrale di Bangui, anticipo significativo del giubileo della misericordia che, ufficialmente, avrà inizio il prossimo 8 di dicembre.
Sui giornali campeggia la figura del Papa che apre la semplice, povera porta della cattedrale della capitale del Centrafrica.
Poco sotto i giornali si occupano dello scandalo Vatileaks dando notizia di un altro memoriale offerto alla stampa da monsignor (?) Lucio Vallejo Balda imputato insieme alla ineffabile Francesca Immacolata (?) Chaouqui di aver sottratto, e passato alla stampa, documenti riservati nell'espletare la loro funzione, credo del tutto vana, di rimettere ordine e chiarezza in quel covo di vipere che è la finanza vaticana.
Ebbene il povero monsignore ora dice che la disinvolta collega lo teneva sotto ricatto sessuale, perché il meschino ...

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Antonio Cammelli







dai numeri precedenti
29 novembre 2015




PER VINCERE
LA PAURA

Il filosofo Vattimo in un articolo apparso in questi giorni, si pone una domanda provocatoria, ma non del tutto fuori luogo, a proposito dei terroristi che stanno impaurendo non solo la Francia, ma un po' tutto il mondo occidentale e non solo. La domanda è questa: E se lo facessero solo per noia?
È questa una domanda davvero provocatoria, ma tuttavia ha una sua parte di verità perché la noia e l'insoddisfazione per la propria vita cioè la mancanza di scopi e di ideali portano all'isolamento e l'isolamento alla rabbia e alla violenza.
Non erano forse queste le motivazioni che spingevano gruppi di sconsiderati, non tanto tempo fa, a ...

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don paolo Agliettii





(4. continua).

LA PRIMA LETTERA
DI PIETRO

Un popolo di sacerdoti


La situazione in cui vivono i cristiani a cui la lettera si rivolge è una condizione di "diaspora" cioè di dispersione all'interno di una società prevalentemente pagana, che non capisce il senso della fede cristiana e tende ad emarginare, se non a perseguitare, i discepoli di Cristo. Infatti di persecuzione parla la nostra lettera.
Essere e sentirsi diversi non è una sensazione piacevole e c'è il rischio di tornare a desiderare e a fare la vita di tutti gli altri.
Una tentazione sempre presente nelle ...

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d. P.




25 NOVEMBRE
NON BASTA
UNA DATA

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Ogni 25 novembre le iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti della violenza contro le donne sono moltissime. Incontri, convegni, concerti ed eventi di ogni sorta, almeno per un giorno.
Tutti sembrano unanimi nel condannare questo fenomeno che in vario modo, secondo le statistiche, interessa una donna su tre.
Ma non basta manifestare e fare proclami una volta l'anno. Quello che occorre è un cambiamento culturale per smettere di guardare alle donne come cittadine di seconda classe o peggio come oggetti di cui disporre a piacimento.
Bisognerà partire dal proporre modelli diversi ...

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Una rosa per ogni donna uccisa

LA SCHEDA

Sono state ben 152 le donne che nel 2014 sono state uccise in Italia; un numero importante, drammatico, visto che rappresenta il 32% delle uccisioni totali.
Di queste uccisioni, 117 sono avvenute in ambito familiare, numero molto simile ai 122 casi del 2013.
Gli assassini sono prevalentemente dei maschi (94% dei casi) e tra questi il 77% sono familiari delle vittime.
Il quadro descritto dall'Eures per il 2014 ...

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Anna F.







dai numeri precedenti
22 novembre 2015




TU DUNQUE
SEI RE?

Quest'ultima domenica del tempo ordinario, dedicata alla festa di Cristo re, richiama con il suo carico di storia e di valenze politiche al problema dell'annuncio cristiano del vangelo e ai rapporti tra fede e potere.
Partiamo dalla storia. Questa festa fu istituita nel 1925 per rivendicare di fronte al laicismo degli stati liberali e laicisti e di quelli totalitari fascisti, nazisti e marxisti "la supremazia spirituale di Dio e della Chiesa sulla società civile e sugli stati" (Cardinale I. Schuster).
Questo della "supremazia", che la si chiami temporale o spirituale non fa una grande differenza, è sempre stato nella storia il punto debole del rapporto fra fede e potere, come abbiamo già scritto nell'articolo di domenica scorsa.
Sì perché il desiderio del potere, del ...

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don paolo Agliettii




NON AVRETE
IL MIO ODIO

La sera di Venerdì 13 novembre, in quella che tutti hanno chiamato la "strage di Parigi", è stata uccisa all'interno della sala del Bataclan anche una giovane donna, Hélène Muyal-Leiris.
Dopo tre giorni di ricerca, suo marito Antoine l'ha ritrovata tra le vittime della strage. Ha allora postato questo scritto su facebook rivolgendosi ai terroristi.
Lo riportiamo, nella traduzione che ne ha dato Massimo Gramellini su La Stampa del 17 novembre, sicuri che sia la risposta più giusta e concreta rispetto a tutti i proclami che abbiamo sentito in questi giorni.

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio.
Non so chi siete e non voglio ...

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(2. continua).

LA PRIMA LETTERA
DI PIETRO

Nelle nostre bibbie questa lettera si trova dopo quella di Giacomo e, come quest'ultima, non è molto conosciuta.


L'autore

Come per la lettera di Giacomo è difficile identificare chi ne sia l'autore.
Il buon greco con cui è scritta fa dubitare dell'interpretazione tradizionale che la lega al primo degli apostoli. Resta poi difficile immaginare che Simone di Giovanni si presenti con quello che non era il suo nome, ma il soprannome, datogli da Gesù, di Kephàs, che poi in greco diventò un nome proprio: Pietro (Petros).
Nella lettera si dice che nello scritto ha messo le mani un discepolo, Silvano, che potrebbe essere quel Sila, amico e compagno di san Paolo e vicino a Marco (l'evangelista?), che, secondo la tradizione, dopo essere stato con Paolo e Barnaba, divenne una specie di segretario di Pietro a Roma.
In ogni caso si può affermare con sicurezza che questa lettera è stata scritta da ...

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d. P.




I MOLTIPLICATORI
DELLA PAURA

Gli attentati di Parigi hanno reso universale il senso di smarrimento e di paura che già da tempo era presente nella nostra società.
Parlare di morti ammazzati è cosa ben diversa e molto più grave di un allarme nei confronti di fenomeni, che potremmo anche chiamare normali e a cui abbiamo fatto l'abitudine (inquinamento, crisi economica, emigranti, ecc.).
In questi giorni sembra di essere caduti in un incubo. Una città occidentale multietnica e multiculturale, Parigi, piombata in un clima di guerra. Le minacce riguarderebbero anche l'Italia e si parla di attacchi chimici o batteriologici.
Si allarga la paura, una paura nuova per quasi tutti noi, gente cresciuta nella pace.
Aggiungiamo a questo il pessimo servizio che fanno i media, ...

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Marco S.







dai numeri precedenti
15 novembre 2015




DAL FICO IMPARATE

Si è aperto lunedì 9 novembre a Firenze il quinto convegno della chiesa italiana che si tiene con una cadenza decennale.
Questa volta, a differenza delle altre, il papa è intervenuto all'inizio dei lavori portando, come hanno detto e scritto in molti, un vento nuovo, una vera e propria rivoluzione, un arrovesciamento di prospettiva.
Anche se è solo una coincidenza, le parole del papa sembrano commentare e infondere nuovi significati alla liturgia di questa domenica.
Il convegno si era aperto con un lungo elenco di cose da fare, di sfide da affrontare, puntualmente descritte nel discorso di introduzione fatto dall'arcivescovo di Torino, Mons. Nosiglia, presidente del comitato organizzatore.
Si ha l'impressione, rileggendo il testo del suo discorso...

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don paolo Agliettii




IL FATTO È
CHE IN ITALIA
CI SI SPOSA
SEMPRE MENO

A leggere gli ultimi dati Istat, usciti proprio in questi giorni su matrimoni e convivenze in Italia, ci accorgiamo che tanti discorsi e affermazioni sulla famiglia debbono essere ripensati non solo dallo Stato, ma anche dalla Chiesa.
Da quanto emerge la prospettiva è che la famiglia fondata sul matrimonio oggi da noi è una realtà che non solo si trasforma, ma tende piano piano a sparire. Come ha detto tempo fa un vescovo, le coppie di fatto si chiamano così perché sono a tutti gli effetti "un fatto". E dei fatti non si può dire che non esistono.
Non vogliamo qui dare giudizi morali, né affrontare questioni di carattere teologico. Vogliamo solo sottolineare un dato che ...

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Marco S.



(2. continua).

LA LETTERA
DI GIACOMO

Attenzione all'altro

È dall'ascolto e non dal parlare in continuazione che nascono e si sviluppano i rapporti con tutti gli altri uomini.
L'ascolto di cui parla la lettera di Giacomo è infatti attenzione all'altro senza far differenza di persone e privilegiando, come ha fatto Gesù, il povero e l'oppresso con quel farsi prossimo di cui parla il vangelo di Luca quando narra la parabola del Samaritano. In questo modo il cristiano eviterà di essere uomo dai giudizi perversi e potrà costruire quella comunità che Luca descrive negli Atti, ma che è ancora un'utopia, come dice papa Francesco nella sua lettera "Laudato si'".

Tra il dire  e il fare

Viviamo, oggi come al tempo di Giacomo, in un mondo dove sono sempre più evidenti gli squilibri e le ingiustizie, dove la parola  ...
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d. P.




MALESSERE
DELLA SOCIETÀ

In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere» (Marco 12, 43-44).
Queste parole inducono ad una riflessione che va al di là di una considerazione di carattere economico.
I fatti di cronaca di cui si parla in televisione e nei giornali anche in questi ultimi giorni ci fanno capire che il malessere che ha investito tutta la società non è solo dovuto a problemi economici.
I ragazzi che non trovano altra soluzione che uccidere i ...

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Lea Frosini







dai numeri precedenti
8 novembre 2015




TENDIAMO INSIDIE
AL GIUSTO

Su La Repubblica on-line del 4 novembre leggiamo: «…offerte per la beneficenza che non vengono spese per i più poveri ma ammucchiate in conti e investimenti, o per esigenze dei monsignori di curia. E ancora: fondazioni vaticane dedicate ai bambini malati che investono centinaia di migliaia di euro per ristrutturare la casa di cardinali importanti…».
Niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire leggendo il vangelo di Marco di questa domenica. Una rappresentazione talmente viva ed efficace che sembra proprio fatta apposta per commentare i fatti di questi giorni. Il tutto davanti ad un Papa che, come ha detto, ha deciso di continuare ad offrire alla chiesa e della chiesa un'immagine opposta a quella di cui oggi parlano i giornali.
Fatti che rischiano di diventare sempre più pietra di inciampo alla fede di molti. Anche oggi infatti...

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don paolo Agliettii




I CORVI TORNANO
A SVOLAZZARE

Una volta si diceva che le rondini tornano puntuali ad ogni primavera, anche se sembrano scantonare l'aria malsana delle nostre città, ma vi assicuro che in campagna si vedono ancora.
I corvi invece tornano spesso nelle nostre città, a Roma poi sembra che ci sia un clima particolarmente adatto alla loro diffusione. Sono sgraziati quando aprono il becco, neri, brutti e, secondo una tradizione classica, proprio uccelli del mal augurio.
In questi giorni i corvi sono tornati a svolazzare, anzi sembra che abbiano nidificato ...

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Antonio Cammelli




Abbiamo scelto, per la catechesi degli adulti di questo anno, di approfondire il pensiero di papa Francesco leggendo la "Evangelii gaudium" e la "Laudato si'". Si è pensato anche di accostare questi scritti del papa a due testi del Nuovo testamento: la lettera di Giacomo e la prima lettera di Pietro che riteniamo particolarmente adatti alla situazione in cui viviamo e di cui parla il papa.
Per facilitarne la lettura iniziamo una piccola presentazione in questo e nei prossimi numeri di Castello_7
.

LA LETTERA
DI GIACOMO

La lettera di Giacomo è un piccolo testo da molti trascurato del Nuovo Testamento e ritenuto per troppo tempo uno scritto secondario e privo di grandi concetti teologici.
I suoi contenuti più profondi sfuggono ad una prima lettura. Un po' come le parole di papa Francesco, che fanno talvolta storcere il naso a certi intellettuali amanti ...

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(1. continua) d.P.




PAURE
IN VENDITA

Una mattina di questi giorni un tizio qualsiasi, in vena di trovate, scrive su uno, anzi su diversi, fra i tanti "social", che guardarsi allo specchio cento volte al giorno facendo le boccacce è particolarmente indicato per evitare le crisi da stress. Si è anche scoperto, così afferma il nostro venditore di panzane, che il "tal dei tali", sconosciuto psicologo americano aveva affermato proprio esattamente la stessa cosa.
Messa in rete una notizia di questo genere appare credibile e vi spiego il meccanismo.
La nostra società è dominata dalla paura ...

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dai numeri precedenti
1 novembre 2015




I GIORNI
DEL RICORDO

Potremmo chiamare queste giornate di inizio novembre "giornate del ricordo". Le due celebrazioni, che in qualche modo vanno insieme e si accavallano l'una sull'altra e cioè la festa di tutti i Santi e il ricordo dei fedeli defunti, vogliono richiamare la nostra attenzione ad una realtà che oggi tende a sfuggire a molti.
Non riusciamo a comprendere che se abbiamo un "oggi" quest'oggi non è eterno perché domani sarà già ieri. Un'affermazione questa, che sembra ovvia e, come tutte le cose ovvie, non viene più percepita.
Qual è allora il messaggio ovvio, ma non percepito, che questi ...

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don paolo Agliettii




IL SINODO
SULLA FAMIGLIA
TRA LUCI E OMBRE

Si è concluso domenica scorsa il Sinodo sulla famiglia. Ne hanno parlato a lungo i giornali che, come al solito, si sono limitati a ciò che attira la curiosità: la comunione ai divorziati e la questione dei gay e, anche se il Sinodo non ha dato vere e proprie indicazioni su questi argomenti, i giornali hanno parlato di grande successo di papa Francesco.
Allora qual è la notizia? La notizia è che nel Sinodo non hanno prevalso i conservatori e di conseguenza l'autorevolezza di papa Francesco è stata accresciuta, nonostante che ...

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V CONVEGNO NAZIONALE DELLA CHIESA ITALIANA

Durante il convegno nel pomeriggio del 12 novembre in varie sedi cittadine saranno presentati alcuni protagonisti e alcune istituzioni che hanno segnato e segnano la vita religiosa della nostra diocesi. Fra questi don Giulio Facibeni e l'Opera Madonnina del Grappa.
Don Facibeni ...

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dai numeri precedenti
25 ottobre 2015




E LO SEGUIVA
LUNGO
LA STRADA

Sugli opuscoli religiosi spesso incontriamo questo slogan declinato in vario modo: "Incontrare Gesù".
Quando ero piccolo mi chiedevo che diamine volesse dire una frase come questa. Come possiamo incontrare Gesù se non cammina per le nostre strade, se nessuno di noi lo ha visto?
Anche Bartimeo di cui abbiamo parlato in Castello_7 di domenica scorsa non lo aveva mai visto, ma quando sentì dire che passava Gesù di Nazareth, di cui aveva sentito parlare, tanto gridò che Gesù stesso lo chiamò a sé.
E così Bartimeo "vide, riconobbe" e rimase talmente colpito che si mise a seguirlo lungo la strada verso Gerusalemme.
Anche papa Francesco ci invita ad aprire gli occhi...

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don paolo Agliettii




RIFORMA
E CONTRORIFORMA

Fin dai tempi del Concilio Vaticano II, e sono passati più di cinquant'anni, è risuonata, e ogni tanto risuona, nella chiesa una parola che non si udiva più dai tempi del Concilio di Trento.
La parola è "riforma". E questo è tanto vero che si era instaurata la forte convinzione che la chiesa, come diceva il Codice di Diritto Canonico, fosse ormai "perfetta", cioè immodificabile.
Quando papa Giovanni XXIII indisse il concilio disse: "noi non dobbiamo soltanto custodire questo prezioso tesoro, come se ci preoccupassimo della sola antichità, ma ...

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OTTOBRE MISSIONARIO

Carissimo don Paolo
e amici di Castello
,
eccomi qua dopo un po' di tempo che non mi faccio viva. Il caldo caldissimo sembra essere passato e siamo in piena stagione delle piogge, con acquazzoni e temporali da paura. Un temporale di questi ha buttato giù la grondaia della nostra casa, e per fortuna nessuna di noi era sotto!
Il sabato 8 agosto ho ripreso le attività con i ragazzi delle baraccopoli e ho avuto un piccolo incidente. Ne porto ancora le conseguenze: così da più di un mese ho un supporto in gesso, e ne ho ancora per 2 settimane... a parte l'esercizio di pazienza, il guaio è che sono appiedata... non mi fido di usare neanche la bici, perché avendo il pollice bloccato la presa non è sicura.
Le attività continuano tutti i sabati con i ragazzi. L'obiettivo di quest'anno è quello di far conoscere la storia di Gesù e attraverso questa far passare dei contenuti sulla vita, il perdono, la dignità della persona, l'amore.
È impressionante vedere come questi ragazzie volentieri si aprono raccontando della loro vita: l'uso di droghe, situazioni a casa o nella loro baraccopoli. Scopri che in genere anche se hanno i genitori a casa, e non in carcere per droga, le relazioni con i genitori non funzionano più. Alcuni di questi ragazzi dormono qua e là ...

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Valentina,
missionaria saveriana




dai numeri precedenti
18 ottobre 2015




Castello_7
compie 25 anni.

Un cammino lungo che ha accompagnato la storia della nostra parrocchia.
Un cammino che, ci auguriamo, sia stato di crescita, di consapevolezza e di conoscenza non solo della nostra fede, ma anche delle realtà in cui viviamo.

BARTIMEO,
BALZÒ IN PIEDI

Il racconto della guarigione del cieco Bartimeo, che leggiamo nel vangelo della messa di oggi, segna l'inizio dell'ultima parte della vita di Gesù, che da Gerico sta per salire a Gerusalemme dove lo attende lo scontro finale con i suoi nemici.
Bartimeo, il cieco che torna a vedere, rappresenta tutti quelli che sono diventati ciechi perché rimasti fermi alla vecchia alleanza e possono tornare a vedere quando, incontrandosi con Gesù, lo riconoscono come colui che era atteso per salvare il popolo di Israele, il "figlio di Davide".
E così il cieco che "torna a vedere" diventa il discepolo entusiasta, che;...

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don paolo Agliettii




INTIFADA

L'hanno chiamata "intifada dei coltelli" la rivolta degli arabi palestinesi e israeliani che abbiamo tutti sotto gli occhi in questi giorni.
Intifada è una parola che in arabo significa "scuotersi" e che ritorna ogni qualvolta il popolo palestinese si rivolta in maniera violenta per quello che è una subdola condizione di oppressione da parte dello stato Israeliano, i cui governanti perseguono in maniera sistematica l'occupazione degli spazi, dei territori e delle case dei palestinesi, sia quelli nei cosiddetti territori occupati sia anche di quelli che vivono con passaporto e cittadinanza israeliana all'interno dello stato di Israele.
Si stanno avverando le previsioni fatte dall'Abuna Giulio, parroco melchita ...

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GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Carissimo don Paolo e tutta la comunità di S. Michele a Castello, ciao a tutti!
Come state? Vi penso bene e di questo ringrazio il Signore. 
Con il mese missionario, non posso non ricordare il tema generale che è stato dato per quest'anno: "Dalla parte dei poveri". Come ...

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Suor Rosalinda,
missionaria saveriana