Lettera settimanale ai parrocchiani
anno ventiseiesimo
n. 7
4 dicembre 2016
 

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NON CALPESTAE
I GERMOGLI

Anche in questa seconda domenica di avvento la liturgia parla di novità. Isaia addirittura prospetta un mondo nuovo completamente pacificato per opera di un germoglio che spunta dall'antico albero, ormai privo di vigore, san Paolo nella lettera ai Romani parla di accoglienza e fraternità universale, mentre Giovanni il Battista annuncia una novità già presente di cui occorre accorgerci e prendere atto.
La conversione che il Battista chiede non è un invito a guardare indietro, ma a guardare avanti e ad essere pronti per la novità.
Mi sono chiesto che significato ha oggi questo annuncio nella nostra società che vede "il ritorno dell'uomo qualunque" secondo una felice definizione di un famoso giornalista. Per chi non sapesse chi sia, l'uomo qualunque è quello che sa perfettamente ciò che non vuole, ma non sa quello che vuole.
Un atteggiamento questo che coinvolge non solo la società in genere, ma anche la chiesa.
È terminato da due domeniche l'anno della misericordia con...

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don Paolo Aglietti





LE URLA
E...IL SILENZIO

L'Avvento ci invita all'attesa del Natale e di ogni venuta del Signore.
Anch'io vorrei gridare come il Battista, richiamare tutti coll'annuncio del profeta Isaia: "Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?".
Poi ripenso a tutti i messaggi e alle grida che si odono continuamente, alle becere risse televisive, agli slogan urlati in piazza, all'ossessione degli spot pubblicitari, agli scoop giornalistici che falsano la notizia, alle prediche del moralista che il giorno dopo finisce in carcere, alla furbizia dei carnefici che diventano vittime e alle vittime che, sebbene innocenti, vengono trattate da carnefici... 
E mi rendo conto che in questo baccano le grida che fanno risuonare la Parola di Dio non possono essere udite e, se ...

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M. S.




FIGURE DELL'AVVENTO

Nella liturgia dell'Avvento emergono alcune figure bibliche che danno una particolare tonalità a questo tempo: sono Maria, Giovanni Battista e Giuseppe. Essi incarnano con la loro vita il senso vero dell'attesa.

MARIA

La figura di Maria, domina il tempo dell'avvento: lei stessa è l'avvento perché in lei, nel suo corpo di donna, Iddio si fa uomo.
I verbi che descrivono l'agire di Maria, secondo il vangelo, sono: "meditare", "custodire", "osservare" la Parola.
Maria medita su tutto ciò che vede, su ciò che ascolta, su ciò che le accade. Impegna cioè tutta se stessa nella comprensione di ciò che a prima vista è indecifrabile e incomprensibile.
Si circonda di silenzio per poter meglio...

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Annamaria Fabri




Leggi e Stampa Castello_7 di questa settimana
in formato (PDF):


Castello_7 di domenica 27 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 20 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 13 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 6 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 30 ottobre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 23 ottobre 2016 (PDF)

Castello_7,
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dai numeri precedenti
27 novembre 2016




... E NON
SI ACCORSERO
DI NULLA

L'Avvento inizia con un forte invito ad aprire gli occhi sulla realtà ed a prendere coscienza delle cose e delle situazioni perché «la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti» (Rom. 13, 11b).
Non è un generico invito a prestare un po' più di attenzione a qualcosa che già abbiamo dinanzi agli occhi, ma il grido di chi ci avverte di un'urgenza che rischia di essere disattesa; la storia infatti procede verso un compimento che il profeta Isaia, nella prima lettura di questa domenica, descrive come l'andare verso il monte del Signore, monte della sua dimora dove tutti i popoli possono trovare pienezza di vita.
Quello, che la liturgia ci chiede di attendere e riconoscere, è il giorno dell'incontro, il giorno della manifestazione in pienezza del Signore.
E così una società divisa, impaurita, rancorosa e violenta è chiamata a vivere un tempo di attesa e di speranza.
Ci chiediamo: si tratta di discorsi ...

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don Paolo Aglietti





L'AVVENTO
METAFORA DELLA VITA

L'Avvento è ritenuto tradizionalmente il tempo di preparazione alla festa del Natale. Questo modo di pensare, sebbene in parte vero, può diventare fuorviante. La Chiesa infatti ha sempre pensato questo tempo liturgico con un respiro molto più ampio.
L'Avvento è l'inizio: inizio del tempo che scorre, il principio che contiene in sé, come un prologo, tutto il progetto del divenire.
Quando la donna si accorge di essere incinta e scopre il mistero della...

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Annamaria Fabri




QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO...

"E lodiamolo e preghiamolo giorno e notte dicendo: Padre nostro, che sei nei cieli, perché bisogna pregare sempre senza stancarsi" (S. Francesco d'Assisi).

"Tutti gli studiosi sono concordi nel dire che la preghiera del Padre nostro, che oggi nella nostra parrocchia consegniamo ai ragazzi, che si preparano ai sacramenti dell'iniziazione cristiana, sia sicuramente uscita dalla bocca stessa di Gesù e "consegnata" ai suoi discepoli, secondo il racconto degli evangelisti Matteo e Luca (Mat. 6,9-13; Luc. 11,2-4).
Proprio per questo, fin dai primi anni della chiesa, la preghiera del Signore...

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Marco S.




25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

116 femminicidi
dall'inizio dell'anno

La mamma di una figlia femmina non dovrà insegnarle a rispettare l'altro sesso. Ma avrà un altro compito purtroppo: insegnarle a rispettare se stessa, in una società che svilisce le femmine e che le strumentalizza ritenendole degli "oggetti" da possedere.

Centosedici donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari. Una ogni tre giorni. Sara, bruciata viva dal suo ex in una strada della periferia di Roma, Vania, l'infermiera massacrata dal suo uomo. E poi Fabiana, Rosaria, Rosamaria, Stefania, Giulia... L'ultima si chiamava Elizabeth, era peruviana. L'ha uccisa davanti ai due figli di lei: la sua colpa era sempre la stessa, voleva lasciarlo e lui non poteva accettare questo "affronto"....
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M.S.







dai numeri precedenti
20 novembre 2016




UNO STRANO MODO
DI ESSERE RE

Quest'ultima domenica del tempo ordinario, dedicata alla festa di Cristo re, richiama con il suo carico di storia e di valenze politiche al problema dell'annuncio cristiano del vangelo e ai rapporti tra fede e  potere.
Partiamo dalla storia. Questa festa fu istituita nel 1925 per rivendicare di fronte al potere degli stati liberali e laicisti e di quelli totalitari fascisti, nazisti e marxisti "la supremazia spirituale di Dio e della Chiesa sulla società civile e sugli stati" (Card. Schuster).
Questo della "supremazia", che la si chiami temporale o spirituale non fa...

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don Paolo Aglietti





IL REGNO CHE VERRÀ

L'espressione regno di Dio (con le sue varianti: regno dei cieli, regno del Padre, ...) è spesso sulla bocca di Gesù tanto che nell'uso dei cristiani dei primi secoli si adoperava la parola "regno" per indicare il realizzarsi delle promesse di Gesù Cristo e il suo ritorno nella gloria.
L'espressione regno di Dio era già usata dall'antico testamento per indicare la signoria di Jahvè su tutto il creato e sulla storia del mondo e degli uomini. Gesù non ha certamente negato questa signoria di Dio, ma ha dato di essa un'interpretazione tutta particolare liberandola dal suo rapporto con il potere, anzi...

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Annamaria Fabri










dai numeri precedenti
13 novembre 2016




IL TEMPO DELL'ATTESA

Nella storia del mondo ci sono sempre stati momenti di esaltazione e di ottimismo e momenti bui in cui tutto sembra crollare. Il passato diventa allora l'epoca d'oro quando "si stava meglio".
Sant'Agostino scriveva che, anche ai suoi tempi, erano molti quelli "che si lamentano del proprio tempo giudicando migliore quello dei nostri padri; ma se si potesse farli tornare a quel passato, anche di quello si lamenterebbero: in realtà uno giudica felice proprio il tempo passato perché, in quanto passato, non è ormai più suo" (Discorso 346/C).
Un atteggiamento di questo tipo è estremamente pericoloso perché la nostalgia del buon tempo passato è un sentimento triste che distrugge la speranza e toglie la capacità di progettare il futuro e di affrontare i momenti difficili.
È un fenomeno che, come si dice in gergo, "parla alla pancia" e non...

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don Paolo Aglietti





Caro don Paolo, ciao!

mando anche a voi l'invito (il testo è in francese) per la festa della comunità a Koumì in Thcad. Trent'anni  fa, il 1 novembre 1986, siamo arrivate noi tre: Imelda M. Graça ed io (v. foto).
Per l'occasione si festeggiano le altre ricorrenze: 40 anni di vita consacrata di suor Imelda, 25 anni di suor Sinea e primi voti di Suor Hélène.
Dato che anche voi avete contribuito in tante occasioni e ci avete aiutate in tanti progetti ecco il nostro più vivo ringraziamento!  Ciao a tutti. Preghiamo anche per il Cameroun che si faccia un po più chiaro l'orizzonte.
Visto che forse non potrete andare in Thcad io e le sorelle vi invitiamo a partecipare almeno spiritualmente il 4 dicembre.
Auguri! io sto meglio e aspetto l'ultima chemio il 30 novembre!

Rosalinda

... E CI SARANNO
TERREMOTI

La parola terremoto significa "movimento della terra"; infatti un terremoto, detto anche sisma, è proprio la conseguenza di un movimento che avviene all'interno della crosta terrestre.
E' l'effetto che si percepisce in superficie di qualcosa che si origina in profondità. Noi infatti poggiamo i piedi su quella che è una sottile "buccia" rigida, che riveste il nostro pianeta, la crosta terrestre appunto.
Tale crosta non è un involucro uniforme e intero, come appunto potremmo pensare osservando la buccia che riveste un frutto, bensì è costituita da numerosi "pezzi" incastrati tra loro come a formare un gigantesco puzzle.
Questi pezzi vengono chiamati, dai geologi, placche o zolle litosferiche. Ma a differenza di un puzzle, che una volta composto, se ne sta lì fermo a mostrare la sua immagine, le varie zolle sono in lento ma continuo movimento l'una rispetto all'altra.
Un movimento impercettibile per l'uomo, ma che sulla scala dei tempi lunghissimi, come sono i tempi geologici, produce effetti enormi, come lo spostamento dei continenti ...

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Irene Donnini




le tre sorelle che hanno aperto la missione di Koumi in Thcad

DIO E IL TERREMOTO

Che Dio mandi i terremoti per punire gli estensori di leggi che non piacciono "è una affermazione pagana, non cristiana" ha affermato il Vaticano per bocca di Mons. Becciu, il quale ha anche detto: "Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto". "Ai dotti e pii emittenti di Radio Maria - scrive il Professor Franco Cardini - chiediamo volentieri e umilmente la grazia di smetterla di bestemmiare. Sono convinto che Dio si diverta quando ascolta le fantasiose bestemmie degli scaricatori di porto livornese. Ma temo si annoi quando Gli pervengono quelle dei Bestemmiatori Devoti."







dai numeri precedenti
6 novembre 2016




GLI POSERO
UNA DOMANDA

Difficilmente, quando gli viene posta una domanda, Gesù risponde secondo le aspettative.
Di solito la questione che viene prospettata, in modo più o meno provocatorio, viene colta da Gesù in modo inatteso e diventa l'occasione per proporre un punto di vista diverso, impensato.
Il brano del vangelo di oggi è un esempio lampante di questa dinamica tra Gesù e i Sadducei che lo interrogano.
Gli viene posta una questione riguardante ciò che succede dei nostri rapporti interpersonali dopo la morte: «Maestro...

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Irene Donnini





CREDO
LA RISURREZIONE
DELLA CARNE

La parola risurrezione deriva dal verbo latino re-surgere = alzarsi di nuovo ed indica il ritorno dalla morte alla vita di una persona con riferimento specifico a Gesù di Nazaret.
Il cammino ed il significato per la fede cristiana di questa parola sono legati strettamente alla vicenda di Gesù. Infatti Risurrezione di Gesù e risurrezione dei morti sono due aspetti dell'unica realtà espressa così dalla Scrittura: «Non era possibile che il suo Santo vedesse la corruzione» (cfr. At.2,27). Si tratta di quella speranza umana di fronte alla morte che è fondata sulla...

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don Paolo A.

«Dio
non è Dio dei morti,
ma dei vivi;
perché tutti vivono per lui».
(Luca 20, 38)

La fede cristiana nella risurrezione si alimenta e si chiarisce alla luce di quella di Gesù Cristo, quindi ogni discorso su questo argomento deve partire dall'annuncio di questa, che è l'evento fondante del cristianesimo.
Al tempo di Gesù anche i giudei erano arrivati a credere alla risurrezione. Questa credenza si basava sulla fiducia nella fedeltà di Dio, il vivente e fonte della vita, che di fronte alla sofferenza del giusto perseguitato e ucciso non poteva restare indifferente. Il suo intervento non poteva essere altro che quello di ristabilire l'equità, compensando con un dono di vita il giusto che aveva dato la sua vita per la fedeltà all'Alleanza, come annuncia la prima lettura di oggi dal libro dei Maccabei.
Il brano del vangelo ci mostra poi quanto ...

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Marco S.




I MODERNI
SADDUCEI

Non si è ancora spenta l'eco della commemorazione dei defunti che la liturgia di questa domenica ci richiama al mistero della vita eterna e della risurrezione.
Non sono solo le statistiche a dirci che molti cristiani, anche praticanti, non credono più a questo annuncio fondamentale della nostra fede.
I più riescono ad ammettere la sopravvivenza dell'anima o dello spirito. Molti non ci pensano dicendo: «Ma tanto di là non è mai tornato nessuno!». E Cristo? Cosa vuol dire allora che Egli è il Risorto?  «Ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati». Così san Paolo in 1 Corinti 15.
Ogni opinione è rispettabile, ma se neghiamo la risurrezione non diciamo di essere cristiani e soprattutto non facciamo finta di esserlo.

I SADDUCEI

I Sadducei erano uno dei partiti politico-religiosi presenti in Giudea al tempo di Gesù. Essi provenivano quasi esclusivamente dall'aristocrazia sacerdotale ed erano i custodi del potere del Tempio di Gerusalemme. Sadducei erano allora i sommi sacerdoti Anna e Caifa che costituivano una vera propria dinastia familiare.
Dei Sadducei conosciamo poco perché non ci sono pervenuti loro scritti. Quello che di essi sappiamo è possibile ricavarlo dalle opere di Giuseppe Flavio, che però era un fariseo e dai vangeli.
Il nome li fa risalire a Zadoq (o Sadoc) sommo sacerdote, insieme ad Abiatar, al tempo di David e Salomone. Come aggregazione politica fecero...
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Annamaria Fabri







dai numeri precedenti
30 ottobre 2016




QUANDO UN INCONTRO
TI CAMBIA LA VITA

In quest'ultima domenica di ottobre, alla vigilia della festa di tutti i santi, la liturgia ci propone l'incontro di Gesù con Zaccheo, «capo dei pubblicani e ricco». Un incontro che coinvolge anche la folla dei presenti.
Non sappiamo, né il vangelo ce lo fa in qualche modo supporre, perché Zaccheo sia stato spinto dalla curiosità di «vedere chi fosse Gesù». Sappiamo però che questa è stata l'occasione per una chiamata che lo ha portato a cambiare la sua vita.
Mi ha sempre colpito la semplicità e il desiderio di conoscere di quest'uomo che...

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don Paolo Aglietti





OGNISSANTI E MORTI
DUE GIORNI
PER RICORDARE

L'idea di una commemorazione liturgica collettiva di tutti i santi martiri nacque in oriente. Si celebravano i martiri perché la loro morte, chiamata il dies natalis, cioè il giorno della nascita (al cielo) li rendeva simili a Cristo e sicuramente uniti a lui.
Fin da principio infatti si era soliti celebrare l'eucarestia sulle tombe di coloro che avevano testimoniato Gesù Cristo con il sacrificio della loro vita: martire infatti significa "testimone".
Questa festa si celebrava la prima domenica dopo Pentecoste per mostrare a tutti i fedeli ...

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Marco S.

Una storia che continuamente si ripete

DAGLI EVVIVA!
AL CRUCIFIGE!
ERANO IN TANTI...
...FORSE GLI STESSI

Il ruolo della folla nei vangeli e non solo

Secondo i vangeli Gesù ha avuto nella sua attività di rabbì itinerante la folla come presenza costante in quasi tutte le sue azioni e ad essa spesso si rivolge nel suo insegnamento.
Fin dall'inizio della sua vita pubblica Gesù è un personaggio ricercato sia come guaritore che come maestro. La folla si stringe spesso intorno a lui tanto che qualche volta sembra impedirgli i movimenti costringendolo a nascondersi, infastidito dalle loro richieste: «Se non vedete segni e prodigi...»...

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Annamaria Fabri




IL CIMITERO
LUOGO
DELLA MEMORIA

La visita alle tombe di coloro che ci hanno preceduto in questa vita affonda le radici nell'antichità più remota e manifesta il legame che ci unisce alle generazioni precedenti. 
Il cimitero è il luogo simbolico dove avvicinandoci fisicamente alle tombe di quelli che ci hanno preceduto possiamo riconoscere la nostra storia sia come singoli che come comunità.
Non c'è bisogno di scomodare il Foscolo ...

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A. C.




 



dai numeri precedenti
23 ottobre 2016




DUE UOMINI
DI FRONTE A DIO
NELLA LORO VERITÀ

«due uomini salirono al tempio a pregare:
uno era fariseo e l'altro pubblicano.»
(Luca 18,10)

Il brano del vangelo (Luca 18, 9-14) che parla del "fariseo e del pubblicano" e che la liturgia di oggi ci propone, è sicuramente conosciuto da tutti e, proprio per questo, rischia di essere messo da parte come cosa scontata, tanto più che, seguendo l'interpretazione tradizionale, ci si limita alla critica del fariseo e alla esaltazione del pubblicano. Poi ognuno di noi si identifica con quest'ultimo e si mette l'animo in pace: farisei sono gli altri e quindi ci sentiamo tutti a posto.
Questa è una falsa posizione perché, se leggiamo il testo con attenzione, ci accorgiamo che l'evangelista Luca utilizza questi due personaggi (il fariseo e il pubblicano) non solo per parlare alla sua comunità, ma anche ad «alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». Il fariseo diventa così...

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don Paolo Aglietti





MISSIONE E PREGHIERA

La missione nasce dal desiderio del Padre di volere che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità (1Tm2,4).
In Thailandia, dove i cristiani sono solo lo 0,6 % della popolazione, questo desiderio di Dio lo si tocca con mano, diventa sempre più proprio e si vorrebbe si realizzasse al più presto.
In contesto non cristiano ci si rende conto sempre di più che è la verità di Cristo che rende liberi, che dà alla vita il pieno significato e ci rende pienamente umani.
Questa missione di Dio, che diventa missione della Chiesa, Gesù la mette in preghiera: "La messe è molta ma;...

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Suor Valentina
Missionaria Saveriana

GIORNATA
MISSIONARIA MONDIALE

Chiesa missionaria, testimone di misericordia

Nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale papa Francesco ci invita a «guardare alla missione come una grande, immensa opera di misericordia sia spirituale che materiale...  siamo tutti invitati ad "uscire", come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all'intera famiglia umana». La prima "uscita" è la preghiera che facendoci chiamare Dio "Padre" ci colloca nella vera relazione con il mondo intero.




Mese Missionario
Missione e Misericordia

Caro Don Paolo e carissimi amici di Castello,
ciao a tutti, come state? Vi penso bene!

Eccomi a voi in questo mese missionario per augurarvi ogni bene nel Signore Gesù e ringraziarvi per la vostra amicizia, la vostra solidarietà e il vostro ricordo fraterno. Da tanti anni conosco la vostra comunità aperta, missionaria, accogliente.
Si !  Siamo tutti chiamati a vivere la missionarietà ovunque siamo e il messaggio di papa Francesco ce lo ricorda: "Nell'andare per le vie del mondo è richiesto ai discepoli di Gesù quell'amore che non misura, che è per tutti, che annuncia il dono più bello che Lui ci ha fatto: la sua vita e il suo Amore". Allora quale sarà la strada da seguire?
Ad Assisi il Papa
...

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Suor Rosalinda
Missionaria Saveriana




Castello_7,
compie 26 anni.
Un cammino lungo che ha accompagnato la storia della nostra parrocchia.
Un cammino che, ci auguriamo, sia stato di crescita, di consapevolezza e di conoscenza non solo della nostra fede, ma anche delle realtà in cui viviamo.