Lettera settimanale ai parrocchiani
anno ventiseiesimo
n. 30
21 maggio 2017
 

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FARE LA VERITÀ

Il brano del vangelo di Giovanni che abbiamo ascoltato domenica scorsa (14,1-12) terminava con l'invito a compiere le opere del Padre, che non sono quelle che noi chiamiamo miracoli né sono le grandi realizzazioni, ma il vivere seguendo il cammino che Gesù ha compiuto e che ha affidato ai suoi discepoli perché lo portino avanti.
Parole chiave di questo affidamento sono: verità, amore e conoscenza. Tre parole che tornano anche nel brano della messa di oggi, perché sono la continuazione del discorso di addio, quasi un testamento di Gesù, prima degli avvenimenti del suo arresto e della sua crocifissione.
Per i discepoli sarà un cammino difficile di fronte al quale non dovranno temere, né essere turbati perché Gesù annuncia una nuova presenza accanto a loro: un Paraclito cioè un avvocato difensore che li accompagni e che sarà per essi fonte di conoscenza e di amore. Una conoscenza e un amore che stabiliranno un legame unico e duraturo che si tradurrà in esperienza di vita.
I discepoli saranno così introdotti alla "verità tutta intera" che li porrà...

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don Paolo Aglietti





«Per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità»
(Giov. 18,37)

La parola "verità" (dal greco a-létheia) significa "senza nulla di nascosto" e di conseguenza indica una cosa così com'è.
Come molte parole antiche anche la parola verità ha subito grossi cambiamenti secondo l'uso che se ne fa e se ne è fatto. Per i greci la verità era un dato constatabile e immutabile, ciò che una cosa è senza niente nascondere. In questo senso i filosofi l'hanno usata e la usano per parlare del problema della conoscenza cioè se ciò che appare agli occhi e ai sensi è realtà o solo immagine e apparenza.
Nella traduzione greca della bibbia, detta dei LXX, con la parola verità-alétheia si traduce anche la parola ebraica 'emet, che più propriamente vuol dire "fedeltà", "sicurezza", "verità" riferendosi, non all'esperienza dell'uomo, ma alla sicurezza che proviene dalla fedeltà di Dio.
Il vero è quindi per l'antico testamento ciò che proviene da Dio ed è da lui certificato. In questo senso la verità non si dice, ma si fa: «le opere ...

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Annamaria Fabri




Leggi e Stampa Castello_7 di questa settimana
in formato (PDF):


Castello_7 di domenica 14 maggio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 7 maggio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 30 aprile 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 23 aprile 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 16 aprile 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 9 aprile 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 2 aprile 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 26 marzo 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 19 marzo 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 12 marzo 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 5 marzo 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 26 febbraio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 19 febbraio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 12 febbraio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 5 febbraio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 29 gennaio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 22 gennaio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 15 gennaio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 8 gennaio 2017 (PDF)

Castello_7 di domenica 25 dicembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 18 dicembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 11 dicembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 4 dicembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 27 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 20 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 13 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 6 novembre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 30 ottobre 2016 (PDF)

Castello_7 di domenica 23 ottobre 2016 (PDF)





Castello_7,
Lettera settimanale ai parrocchiani, è un foglio di comunicazione interno, non in commercio.
Lo trovi ogni settimana in fondo di chiesa.
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dai numeri precedenti
14 maggio 2017




NON SIA TURBATO
IL VOSTRO CUORE

Il brano del vangelo di questa domenica è forse uno dei più equivocati del vangelo di Giovanni.
Per comprenderlo bisogna tener presente che si tratta una parte di quello che viene chiamato il "discorso di addio" di Gesù che l'evangelista riporta come fatto al termine della cena pasquale, subito prima di avviarsi verso il monte degli Olivi (Giov. 13,31-14,31).
Lo scopo evidente delle parole di Gesù è quello di preparare i discepoli agli eventi che stanno per accadere perché siano pronti ad un cambiamento molto difficile del loro rapporto con lui: la sua morte e il suo allontanamento definitivo.
I discepoli dovranno affrontare la crisi della sua mancanza...

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don Paolo Aglietti





RICEVI IL SIGILLO
DELLO SPIRITO SANTO
CHE TI È DATO IN DONO

Il Vescovo, o il suo rappresentante, dice queste parole mentre unge con il crisma la fronte del cresimando. Il sigillo di cui si parla è un dono che conferma una presenza: quella dello Spirito Santo secondo la promessa che Gesù ha fatto ai discepoli prima di lasciarli (Giov.14,15.17).
Si chiama sigillo perché segna per sempre chi lo riceve affidandogli il compito di mostrare con la vita la sua fede in Gesù Cristo (Atti 1,8). Nel "credo" diciamo che lo Spirito dà la vita perché possiamo essere accompagnati dalla sua forza. Per questo viene, nel linguaggio della liturgia, chiamato "paraclito", una parola greca che significa "avvocato difensore".
La tradizione ci ha tramandato parole che risultano difficili da capire perché la loro traduzione in italiano è facilmente equivocabile. ...

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Annamaria Fabri




TEMPO DI FAKE NEWS:
PERCHÉ TANTI ABBOCCANO?

Si ha l'impressione di assistere ad una gara a chi le spara più grosse, con buona pace del rispetto che si deve alle persone, alla loro intelligenza e alla loro dignità.
È sempre più evidente lo scollamento tra la cosiddetta classe dirigente, una burocrazia, spesso incompetente, che mira solo a conservare se stessa e i cittadini che si vedono complicare la vita per opera degli apparati, che invece dovrebbero aiutarli.
La ricerca dei responsabili di questo stato di cose crea una confusione tale che ormai è difficile raccapezzarsi. Un terreno questo che favorisce la sfiducia verso tutto e tutti, la paura, il ricatto e la violenza che rendono sempre più difficile distinguere il vero dal falso.
Anche in politica viviamo ormai in una perpetua campagna elettorale fatta di colpi bassi, volgari insinuazioni e offese reciproche e...

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dai numeri precedenti
7 maggio 2017




IO SONO LA PORTA DELLE PECORE

Dopo il "segno" della guarigione del cieco nato, descritta con abbondanza di particolari nel capitolo nono, l'evangelista Giovanni ci narra di Gesù che sottolinea la divisione tra chi comprende i segni (colui che era cieco) e chi ostinatamente rifiuta anche l'evidenza (il gruppo dei farisei).
Subito dopo, con il brano che leggiamo oggi nella messa, Giovanni introduce in maniera repentina, ma solenne una affermazione di Gesù che solo apparentemente sposta l'attenzione di chi ascolta: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte è un ladro e un brigante, chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore».
Una frase che a noi oggi dice poco o niente, ma che sicuramente a quelli, che a Gerusalemme lo stavano ascoltando, diceva tantissimo. La porta delle pecore...

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don Paolo Aglietti





CARO PIPETTA

Papa Francesco si recherà a Barbiana per pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani, ma prima si fermerà a Bozzolo (Mantova) per pregare sulla tomba di un altro grande prete, don Primo Mazzolari, che come don Milani fu osteggiato e perseguitato. Di don Lorenzo Milani pubblichiamo la famosa lettera a Pipetta (1950) citata e letta dal Papa.
Caro Pipetta,
ogni volta che ci incontriamo tu mi dici che se tutti i preti fossero come me, allora...
Lo dici perché tra noi due ci siamo sempre intesi anche se te della scomunica1 te ne freghi e se dei miei fratelli preti ne faresti volentieri polpette. Tu dici che ci siamo intesi perché t'ho dato ragione mille volte in mille tue ragioni.
Ma dimmi Pipetta, m'hai inteso davvero?
È un caso, sai, che tu mi trovi a lottare con te contro i signori. San Paolo non faceva così.
E quel caso è stato quel...

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... E DI PECORE E DI PASTORI...

Per comprendere oggi l'importanza del re pastore è necessario rifarsi all'esperienza dell'antico oriente, quando il possesso di un gregge stabiliva la ricchezza e il potere del re-pastore non solo sugli animali, ma anche sugli uomini e le donne che costituivano allo stesso tempo la sua tribù e il suo esercito.
Per molti secoli infatti la ricchezza e il potere erano dati dal possesso di un gregge numeroso e dalla capacità del pastore di esserne la saggia guida per farlo crescere e sfruttarne le potenzialità.
Un regime economico di questo tipo sta infatti alla base dello sviluppo delle civiltà antiche ancor prima ...

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Annamaria Fabri




METTERE MANO ALL'ARATRO
E POI VOLTARSI INDIETRO
(cfr. Luca 9,62)

I giorni dopo la Pasqua sono i giorni più indicati per celebrare il Battesimo, la Cresima e per l'ammissione alla Comunione perché la pasqua celebra la morte e la resurrezione del Signore Gesù, che è il fondamento della nostra fede. 
Questi tre sacramenti sono detti anche sacramenti dell'iniziazione cristiana.
In questi ultimi anni tutti si sono accorti che coesistono diversità di scelte riguardo ai tempi della loro celebrazione.
Cerchiamo di fare chiarezza per evitare di parlarne a vanvera, come spesso succede, partendo dall'inizio.
Nelle chiese di rito ...

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dai numeri precedenti
30 aprile 2017




ABBIAMO VISTO
IL SIGNORE!

Le sette settimane dopo la Pasqua si presentano come un unico giorno, quasi un'unica domenica, un unico giorno del Signore, da vivere, come raccontano i vangeli, nella ricerca del Risorto.

«Come vedere il Risorto?»

E' questa la domanda che i protagonisti del "giorno pasquale" si fanno e fanno secondo il racconto degli evangelisti. Le risposte sono univoche nonostante una diversità di accenti e di racconto. Il Signore è in cammino sulla nostra stessa strada in maniera misteriosa e nascosta.
Rimeditando le parole e i gesti compiuti dal Signore Gesù è possibile comprendere il significato del sepolcro vuoto.
Scrutando le scritture che parlano di lui è possibile penetrare il mistero. Ma è soprattutto, stando riuniti nel suo nome, che i nostri occhi si aprono...

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don Paolo Aglietti





PACE A VOI!

Papa Francesco si recherà a Barbiana per pregare sulla tomba di don Lorenzo Milani, ma prima si fermerà a Bozzolo (Mantova) per pregare sulla tomba di un altro grande prete, don Primo Mazzolari, che come don Milani fu osteggiato e perseguitato. Di don Primo Mazzolari pubblichiamo parte di una predica pasquale (1 aprile 1952).
Chi non è disposto a rifiutare la guerra come può ricevere il dono del Risorto?
A noi non importa sapere se ci furono guerre giuste nel passato: ci basta sapere che oggi nessuna guerra può dirsi giusta.
Se il nostro tempo non ha conosciuto né può conoscere guerre giuste...
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Marco S.




SI VIS PACEM,
PARA BELLUM!
Se vuoi la pace, prepara la guerra!

Questa massima latina ha guidato e guida tutt'oggi il comune modo di pensare ed è alla base del concetto di "difesa" all'interno degli Stati e delle Alleanze.
A questa affermazione tutti danno un valore di verità assoluta, primo fra tutti il nuovo presidente USA. Una mentalità di questo tipo porta necessariamente a dividere il mondo e gli uomini in due parti: gli amici, veri o potenziali, e i nemici, anch'essi veri o potenziali.
Affermare la necessità della guerra per conservare la pace contiene in sé la dichiarazione di impotenza dell'uomo di fronte al male ...

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dai numeri precedenti
23 aprile 2017




IL PRIMO GIORNO
DOPO IL SABATO

In questa seconda domenica di Pasqua l'attenzione sull'apostolo Tommaso che riconosce il Signore risorto solo nella fede senza vedere e toccare, come aveva in un primo momento preteso, rischia di far passare sotto silenzio un altro aspetto di questo racconto e che è altrettanto importante tanto da essere uno dei temi principali del vangelo di Giovanni.
L'evangelista annuncia infatti l'inizio di un'epoca nuova per opera del Risorto, quasi una nuova creazione, e parla di un nuovo giorno, l'"ottavo" che segna il rinnovamento di tutte le cose.
Il Signore Gesù ripetendo il gesto del...

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don Paolo Aglietti





RESURREZIONE

Oggi si fa spesso una gran confusione quando si parla di "vita dopo la morte". La parola della bibbia "resurrezione" non si può paragonare all'idea che aveva il mondo greco dell'immortalità, Né a quella delle religioni orientali (reincarnazione, karma, ecc.). Secondo i greci l'anima dell'uomo, spirituale e incorruttibile per natura, non appena fosse stata liberata dai legami della materialità del corpo, entrava nella dimensione dell'immortalità divina, a cui apparteneva.
Secondo la Bibbia invece è l'uomo nella sua interezza a cadere in...

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Marco S.




CONFUSIONE,
RECRIMINAZIONE
E RABBIA

La confusione, la recriminazione e la rabbia contraddistinguono, in questo difficilissimo momento, sia pure in modi e con qualità e caratteristiche diverse, i soggetti politici italiani ai quali sono affidate le sorti del Paese.
È questa una considerazione che fotografa bene la situazione nella quale il nostro paese si sta impaludando.
Assistiamo infatti allo spettacolo di tutti contro tutti nella mancanza assoluta di ascolto delle ragioni vere o presunte l'uno dell'altro.
Generalmente la colpa di questa situazione viene scaricata sui ...

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IL VESTITO DELLA FESTA

I cristiani non si distinguono per vesti o per costumi strani dagli altri uomini e donne del loro tempo. È questa l'affermazione che fin dalle origini ha contraddistinto i credenti in Cristo secondo la testimonianza della "Lettera a Diogneto", un documento del II secolo, che dichiara che solo il loro modo di vivere, non quello di vestire, deve far riconoscere i cristiani dagli altri uomini.
Fu questo il modo di pensare che costantemente la Chiesa ritenne valido nel suo principio, tanto da non utilizzare vesti particolari nemmeno per la celebrazione dei riti.

Nel 428 Papa Innocenzo I scriveva ad alcuni Vescovi della Gallia che, a quanto pare, si vestivano in maniera da essere riconosciuti, che il clero ...

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Annamaria Fabri







dai numeri precedenti
16 aprile 2017




NON ABBIATE PAURA, VOI

«Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui!». (Matteo 28,5-7).
Parigi, Tunisi, Berlino, Nizza, Rouen, Bruxelles, Londra, San Pietroburgo, Stoccolma, Egitto … sembra un programma di agenzie di viaggio per passare una settimana in posti famosi per le bellezze paesaggistiche e artistiche e invece sono solo alcuni dei "nomi della paura".
È la grande paura che domina il nostro mondo occidentale e che si traduce in tante piccole paure e fobie. Le nostre piccole paure, piccole solo perché riguardano individui e non tutta la società, tanto che è ormai un dato di fatto che la paura è in qualche modo la nostra compagna di vita.
Di fronte alla paura si può essere presi dal panico ed ecco la tristezza del pessimista, si può negarla ed ecco la sicumera dell'incosciente, oppure...

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don Paolo Aglietti





LA MADRE
DI TUTTE LE VEGLIE

La liturgia, con un modo di esprimersi tutto orientale, chiama la celebrazione della notte di Pasqua "la madre di tutte le veglie". Questo modo di dire è altamente significativo perché ricorda non solo che la celebrazione della Pasqua è di gran lunga la più importante di tutto l'anno, ma anche che dal "ricordo" pasquale nascono tutti i sacramenti della fede.
La veglia di Pasqua è il "luogo" del Battesimo, e della Eucarestia: è infatti dal Cristo risorto, nuovo tempio della Presenza di Dio, che scaturisce, come una volta dal tempio di Gerusalemme, la fonte dell'acqua viva che alimenta la fede e ...

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IL CERO PASQUALE
E IL RITO DELLA LUCE

La simbologia più evidente della veglia pasquale è certamente il rito della luce.
Un rito antichissimo che oggi riusciamo con fatica ad apprezzare pienamente perché siamo abituati alla luce artificiale.
Nonostante questo la luce è un simbolo che parla ancora ai nostri occhi. Il passaggio dal buio ai bagliori del fuoco, dal fuoco al cero che si innalza e alla luce che si diffonde all'interno della chiesa bene simboleggia il passare dalla morte alla vita ed è quindi un riferimento diretto alla risurrezione del Cristo.
Le origini di questo rito sono abbastanza incerte e sembrano essere collegate ai riti sinagogali dell'accensione delle luci all'inizio della festa, la sera precedente, secondo il computo ebraico.
E' certo che fin dai primi secoli anche i cristiani celebravano le...

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Annamaria Fabri




CREDERE
LA RESURREZIONE

La parola resurrezione deriva dal verbo latino re-surgere = alzarsi di nuovo ed indica il ritorno dalla morte alla vita di una persona con riferimento specifico a  Gesù di Nazaret.
Il cammino nella storia di questa parola è infatti legato strettamente alla vicenda di Gesù e a quelle della fede cristiana. Resurrezione di Gesù e resurrezione dei morti sono due aspetti dell'unica realtà espressa così nel discorso riportato negli Atti degli Apostoli (2,27):  «Non era possibile che il suo Santo vedesse la corruzione» dice Pietro citando il salmo 16,10.
La resurrezione diventa così la concretizzazione di quella speranza umana di fronte alla morte che ...

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DALLE MISSIONI

Riassumiamo in questa pagina gli auguri che abbiamo ricevuto dalle Missionarie Saveriane sparse nei vari continenti. In particolare da:

VALENTINA

Carissimi,
eccomi finalmente... come al solito mi riprometto di scrivere e la settimana passa. Il mese di febbraio che in genere è tranquillo per il lavoro, quest'anno, visto che era più tranquillo abbiamo aggiunto due nuove attività. Il 9 febbraio abbiamo celebrato la giornata del malato per i nostri malati buddisti è stato un bel momento, pensato e dove hanno partecipato anche dei parrocchiani. Abbiamo poi organizzato per la prima volta un campo per le mamme di diverse baraccopoli.
Il tema andava dai diritti umani, con una testimonianza di Malala, la ragazza pakistana che ha vinto il Premio Nobel della pace per il suo sostegno al diritto all'istruzione, ad altri temi come quello di come la vita può avere delle svolte positive anche quando sembra di essere arrivati al fondo...
Abbiamo letto con successo il libro di Tobia, che a mo' di racconto ha suscitato molto interesse e non è apparso lontano dalle loro vite, dove non manca lo scoraggiamento e il sentirsi tanti mali addosso…
Vi ho raccontato il bello, il resto meglio dirlo di persona... i ragazzi che fanno cocktail di farmaci vari e coca cola, tipo 7 pastiglie insieme e diventano aggressivi e violenti e minacciano... Poveretti!
Sabato prossimo mi preparo per il Myanmar, ho ancora tante cose in sospeso, che spero di arrivare a fare tutto... Questa volta vado al nord, da Mandalay devo proseguire per Pyin Oo Lwin. Rientrerò in comunità martedì santo, giusta giusta per la settimana santa.
Ecco a tutti auguro buona Pasqua.
Un forte abbraccio,
Valentina

ROSALINDA

Caro don Paolo e voi cari amici di Castello , ciao a tutti come state? 
Vi spero bene, anche da parte mia per ora tutto OK.  Negli auguri per una Santa PASQUA, voglio farvi partecipi della gioia di Delphine la più anziana Catecumena di Nouldayna.
Dopo essere stata rimandata più volte a causa della Parola di Dio che non sapeva e soprattutto non viveva, un giorno, prima della Quaresima, con gli occhi lucidi si presenta davanti ai catechisti per essere interrogata sulla parola di Gesù. Diceva di essere pronta: "L'ho imparata e ho cercato di viverla nel mio villaggio in questi anni: domandatelo ai miei vicini".
Delphine aveva accolto nella sua capanna 4 orfani, ricevuti in consegna da una mamma morente, per loro andava a cercare qua e là qualche cosa da mangiare, perché lei, non avendo la terra non aveva neanche il granaio!
Ecco la sua sintesi per ricevere il Battesimo: "Gesù è un "DONO di LAUWNA" (cioè Dio) per noi, Lui ha amato tutti anche i nemici, è per tutti noi il "Ma'SUNA (il Salvatore). Lui ci ha lasciato in DONO la sua Parola, perché anche noi imparassimo ad amare i nostri fratelli come ha fatto Lui…".
Grazie Delphine per la tua sintesi semplice e chiara!
Dopo il Battesimo si è alzata e si è messa a danzare e a cantare di gioia e la comunità subito l'ha seguita gridando "Gan' debè Lauwna" (grazie Signore). 
Facendo memoria di Delphine e della sua gioia, riprendo il cammino con tutti gli alti e bassi del vivere quotidiano. Lo auguro anche a tutti voi. Un saluto a tutti  e un caro augurio di una Santa Pasqua con i più cari ringraziamenti .
Con affetto vi abbraccio vostra

Rosalinda




dai numeri precedenti
9 aprile 2017




PRENDERE POSIZIONE

La domenica delle Palme e della Passione del Signore segna l'inizio dei giorni che ci introducono alla Pasqua. Per questo quella che inizia oggi è chiamata "settimana santa". Attraverso i riti e le consuetudini siamo chiamati a rivivere la memoria di quello che è il nocciolo centrale della nostra fede e cioè la morte, la sepoltura e la risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo.
La liturgia di questa domenica intende farci rivivere in un'unica celebrazione due momenti in forte contrasto fra loro. Il primo, quello della processione dei rami, con il ricordo storico dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme accompagnato dall'esultanza del popolo. Il secondo, quello della Liturgia della parola della Messa, tutto centrato sul racconto della Passione e morte di Cristo. Un evento che, nel racconto di Matteo, evidenzia il consegnarsi consapevole e volontario di Gesù, in obbedienza al Padre, nelle mani dei suoi nemici.
Matteo vede così nella croce di Cristo compiersi il tragico destino del popolo dell'antica alleanza, che non ha saputo riconoscere il tempo della visita di Dio, descritto da queste parole di Gesù: «Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!» (23,37).
Lo scontro tra il profeta che richiama alla fedeltà all'alleanza e chi detiene il potere è una situazione che il popolo di Israele ha conosciuto bene fin dai primi tempi. I profeti non hanno mai avuto vita facile, come del resto succede tuttora nella società e nella chiesa.
Il potere è sempre più favorevole per chi ce l'ha, potremmo dire ...

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don Paolo Aglietti





L'OLIVO BENEDETTO

La folla che assiste ad un avvenimento importante ha sempre bisogno di esprimere con movimenti e gesti la propria presenza e partecipazione. Si tratta di creare e comunicare, attraverso segni, un unico atteggiamento e un'unica emozione.
L'agitare dei rami per far festa è uso antico, oggi sostituito spesso da altri oggetti come bandierine colorate, sciarpe, palloncini, ecc.. Quando Gesù entrò in Gerusalemme, ci raccontano i vangeli, la folla agitava rami e mantelli per far festa.
I cristiani di Gerusalemme fin dai primi secoli usarono ritrovarsi nella domenica prima di Pasqua sul Monte degli Olivi per ricordare l'ingresso del Signore nella sua città. Racconta Egeria, una pellegrina della fine del quarto secolo (anni 384-389 circa) che in quel giorno «si legge il brano del vangelo in cui i bambini con rami e con palme vanno incontro al Signore dicendo: Benedetto colui che viene nel nome del Signore… Poi dall'alto del monte degli Ulivi si fa a piedi l'intero cammino… Tutti i bambini del luogo, anche quelli che non sanno ancora camminare, perché troppo piccoli e che sono portati a cavalcioni dai genitori, tutti hanno dei rami chi di palma e chi di ulivo; così la folla accompagna il vescovo nello stesso modo in cui quel giorno venne accompagnato il Signore».
Da Gerusalemme l'uso si è poi esteso a tutta la...

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Annamaria Fabri




LA LAVANDA DEI PIEDI

La lavanda dei piedi è il gesto che ogni anno si ripete il Giovedì santo con il titolo latino di "mandatum", cioè di "comandamento", comandamento nuovo secondo le parole di Gesù nel racconto dell'evangelista Giovanni: «Se io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato un esempio perché anche voi facciate come io ho fatto a voi» (13,14-15). 
Sulla scorta del testo evangelico questo gesto, assai diffuso nell'uso dei popoli antichi, è raccomandato come segno di accoglienza e di ospitalità anche nel Nuovo Testamento (cfr. 1 Tim. 5,10). Lavare i piedi al pellegrino e all'ospite era tuttavia un gesto di sottomissione e per questo riservato ai servi. Gesù lava i piedi ai discepoli capovolgendo, secondo il suo solito, l'uso rabbinico che imponeva al discepolo di portare l'acqua per i piedi del proprio "maestro".
Il contrasto che ne deriva è evidente e cozza direttamente contro le attese dei discepoli che si si immaginavano di vedere non l'umiliazione, ma il trionfo del loro maestro e la sua manifestazione come Messia capace di mettersi a capo della nazione e liberarla dall'oppressione straniera.
«Gesù al culmine della maturità e della missione fa il gesto di abbassarsi ...

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dai numeri precedenti
2 aprile 2017




LA RISURREZIONE
E LA VITA

Scorrendo il vangelo di Giovanni si ha l'impressione di trovarci di fronte a delle illuminazioni inattese, a dei quadri che si aprono improvvisamente davanti agli occhi del lettore e lo riempiono di stupore e di luce.
La trama del racconto, ricca di particolari e di dialoghi, si presenta come una sequenza cinematografica a sé stante dove la figura del protagonista, Gesù, muove tutta la macchina della sceneggiatura, dominandola con la sua personalità.
E' così anche in questo brano in cui, con il pretesto di narrare la risurrezione di Lazzaro, Giovanni apre un quadro grandioso con cui ...

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don Paolo Aglietti





LA VITA
E LA MORTE

L'acqua, la luce e la vita sono gli elementi che individuano e narrano l'esperienza umana.
Nella bibbia la vita si identifica col movimento e la capacità di operare. La vita dell'uomo pur nella sua grandezza, perché l'uomo somiglia a Dio, è limitata dalla sua fragilità e si interrompe bruscamente con l'esperienza della morte. Solo Dio può a pieno titolo essere chiamato "il vivente", colui che vive di una sua capacità assoluta e totale.
È così che Dio dà...

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Annamaria Fabri




SAN GIUSEPPE
UN UOMO GIUSTO
CAPACE DI SOGNARE

Quest'anno la liturgia della terza domenica di quaresima ha impedito la celebrazione della festa di san Giuseppe il 19 marzo spostandola a lunedì 20.
La figura di san Giuseppe è una figura cara alla tradizione cristiana. Basti pensare a quanti "Giuseppe" portano questo nome. Eppure Giuseppe è un santo silenzioso. Ne ha parlato il Papa nella Messa a S. Marta.
In lui papa Francesco ha indicato il modello di «uomo giusto», di «uomo capace di sognare», di «custodire» e «portare avanti» il «sogno di Dio» sull'uomo. Per questo lo ha proposto come esempio per tutti e in particolar modo per i giovani, ai quali Giuseppe insegna a non perdere mai «la capacità di sognare, di rischiare» e di assumersi «compiti difficili».
La meditazione di Francesco ha preso spunto dalla ...

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da l'Osservatore Romano del 21/03/2017







dai numeri precedenti
26 marzo 2017




GLI UOMINI
DEL SABATO

"E di ciechi che vedono e di vedenti che non riescono a vedere...".
È il tema del brano di Vangelo di questa domenica. Leggendolo siamo portati a interpretarlo, e in parte questa è sicuramente l'intenzione dell'evangelista Giovanni, come la condanna di un certo modo di intendere la verità su Dio, il modo di intendere caratteristico dell'apparato e dell'istituzione, che non tiene conto della novità della profezia e dell'imprevisto di Dio che è sempre "oltre".
La verità così intesa richiede non solo un Dio immutabile, ma, e soprattutto, una conoscenza di Lui che non cambi mai, e che dia per scontato che anche l'uomo sia immutabile.
Nessuno, né nella chiesa, né fuori, potrà mai possedere in pienezza la verità di ...

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don Paolo Aglietti





LA LUCE
E LE TENEBRE

Fin dalla più remota antichità la parola "luce" ha avuto in tutti i popoli un significato simbolico oltre a quello ovvio di luce del sole e del giorno, di luce del fuoco o della fiaccola.
Venire alla luce, per l'uomo antico, significava, e lo si dice tuttora, entrare nella vita. Al contrario, abitare nelle tenebre era ritenuta la condizione dei defunti tanto che tutte le mitologie descrivevano il "regno dei morti" come il regno delle ombre.
La contrapposizione luce-tenebra è stata da sempre usata con significato religioso e morale. Alla luce è legato...

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Annamaria Fabri




UNA GIORNATA
PER ASCOLTARE

Fra le tante giornate speciali che si celebrano per i più svariati motivi, sarebbe utile dedicare una «giornata per ascoltare». Immersi come siamo nella «confusione», nelle parole, nella fretta, nel nostro egoismo, nella «mondanità», rischiamo infatti di rimanere «sordi alla parola di Dio», di far «indurire» il nostro cuore, e di «perdere la fedeltà» al Signore. Occorre «fermarsi» e «ascoltare».
Lo ha suggerito Papa Francesco: «Proprio a metà del tempo di quaresima, in questo cammino verso la Pasqua, il messaggio della Chiesa è molto semplice: "Fermatevi. Fermatevi un attimo"». Ma «perché -- si è chiesto -- dobbiamo fermarci?». La risposta è giunta dal ritornello del salmo 94: «Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore». Quindi: «Fermatevi per ascoltare».
Da qui è partita la riflessione del Pontefice, che ha preso poi in esame la lettura del profeta Geremia (7,23-28) nella quale si racconta, tramite le parole di Dio stesso, «il dramma di quel popolo che non ha voluto, non ha saputo ascoltare. "Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo"».
L'invito del Signore è chiaro: «Camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché ...

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da l'Osservatore Romano del 24/03/2017







dai numeri precedenti
19 marzo 2017




RICONOSCERE
IL DONO DI DIO

Il cammino della quaresima ci guida alla riscoperta della fede battesimale nel Signore Gesù Cristo.
Essere cristiani non è infatti aderire ad un'ideologia, o osservare delle regole, né tantomeno credere in una divinità dagli attributi incerti e generici, come le divinità o le forze superiori, di cui parlano maghi e fattucchieri e santoni, che, stando alle cronache, riscuotono di questi tempi un successo sempre maggiore di seguaci e di fatturato.
La fede cristiana nasce da un incontro con una persona che scopriamo essere decisiva per dare senso alla nostra esistenza. Questa persona è Gesù Cristo.
Si giunge alla fede attraverso una ricerca che si concretizza in questo incontro che è anche «rivelazione», come ci mostra ...

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don Paolo Aglietti





L'OROLOGIO E LA MASCHERA
I FALSI DI UN FALSO

L'orologio, col suo eterno ritornare su se stesso, segna il nostro tempo e scandisce le nostre stagioni.
Inconsapevolmente anche noi pensiamo di vivere la sequenza dell'orologio ora dopo ora, minuto dopo minuto, anno dopo anno, in un susseguirsi infinito che continuerà anche dopo di noi, lasciando inalterati il mondo che ci circonda e i rapporti con le persone.
In questo vivere al presente dimentichiamo che...
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L'ACQUA DELLA VITA

L'acqua è un elemento così importante nella vita dell'uomo e del mondo tanto che essa è divenuta un "segno sacro" presso tutte le culture e le religioni.
Senza uscire dal filone ebraico-cristiano l'acqua è ritenuta segno di purificazione e di rinnovamento sia nell'antico che nel nuovo testamento.
Nel racconto biblico l'acqua rappresenta quasi un seno materno, da cui Dio estrae il mondo per ordinarlo stabilmente e renderlo capace di vita, sia nel racconto della creazione (Gen. 1) che in quello dell'alleanza con Noè dopo il diluvio (Gen. 6-9).
L'attraversamento dell'acqua è poi uno dei temi più ricorrenti della storia del popolo ebraico a partire dall'uscita dall'Egitto (Es.14; Gios 3).
Con i riti dell'acqua (immersioni e lavacri) si indica perciò un ritornare alle ...

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Annamaria Fabri




24 MARZO 2017
GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO
IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI

Gesù Cristo è il primo Martire, «il primo che dà la vita per noi. E da questo mistero di Cristo incomincia tutta la storia del martirio cristiano, dai primi secoli fino a oggi»

(Papa Francesco)

Nell'anno 2016 sono stati uccisi nel mondo 28 operatori pastorali cattolici. Per l'ottavo anno consecutivo il numero più elevato si registra in America, mentre è drammaticamente cresciuto il numero delle religiose uccise, che quest'anno sono 9, più del doppio rispetto al 2015.
Nel 2016 sono morti in modo violento 14 sacerdoti, 9 religiose, 1 seminarista, 4 laici. Per quanto riguarda la ripartizione continentale, in America sono stati uccisi 12 operatori pastorali (9 sacerdoti e 3 suore); in Africa sono stati uccisi 8 operatori pastorali (3 sacerdoti, 2 suore, 1 seminarista, 2 laici); in Asia sono stati uccisi 7 operatori pastorali (1 sacerdote, 4 suore, 2 laici); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote.
I sacerdoti, le religiose e i laici uccisi, erano tra coloro che denunciavano a voce alta le ingiustizie, le discriminazioni, la corruzione, la povertà, nel nome del Vangelo.
Come ha ricordato Papa Francesco nella festa del protomartire Santo Stefano, «il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvage» (Angelus del 26/12/2016).
Tutti vivevano la loro testimonianza di fede nella normalità della vita quotidiana ...

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(fonte: Agenzia Fides)







dai numeri precedenti
12 marzo 2017




VEDERE OLTRE

Il racconto della Trasfigurazione del Signore segna la celebrazione liturgica di questa domenica.
Questo episodio, è da considerare il cuore del Vangelo di Matteo e si situa alla metà della narrazione della vicenda di Gesù, annunciandone in maniera inequivocabile e definitiva la conclusione.
Gesù nel deserto aveva scelto la strada del "non potere" per realizzare la missione che il Padre gli aveva affidato.
L'annuncio (Mat. 16,21) che questa scelta avrebbe provocato uno scontro violento con il potere ...

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don Paolo Aglietti





IN MARGINE ALL'8 MARZO

le madri di Israele

Nell'antico testamento il ruolo della donna era soprattutto quello di sposa e di madre. Ruolo che le affidava il grave e onorevole compito della soprintendenza della casa e dell'educazione dei figli in tenera età. E sebbene fosse considerata "ornamento del marito", tuttavia le erano riconosciuti, a differenza dei popoli circonvicini, una certa indipendenza e i diritti della persona. Ed anche se non aveva alcun ruolo sacro nel culto del tempio e della sinagoga, tuttavia emergono nella storia figure gigantesche di donne sia per la statura personale sia per la fede nel Dio di Israele sia per le gesta compiute, come Rut, Debora, Giuditta, Ester, Ulda...
Con l'andare del tempo però specialmente nel tardo giudaismo la figura femminile perse sempre di più di importanza tanto che nella preghiera quotidiana del buon israelita si dice: "Benedetto sii tu, Dio nostro, per non avermi fatto né pagano, né donna, né ignorante" e la donna dice: "Lodato sii tu, o Signore, che mi hai creata secondo la tua volontà".

Gesù e le donne

Nel nuovo testamento si nota, specialmente negli scritti più vicini alla vicenda di Gesù un cambiamento ...
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NUVOLA
«... una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra ...» (Mt. 17,5)

Questo fenomeno atmosferico ha sempre ispirato la fantasia dei poeti e dei contemplativi. Le figure che le nuvole disegnano nel cielo si prestano a questo con il loro variare di colore e di forma. Dalle nuvole cade la pioggia, la grandine, la neve. Con le nuvole si annunciano gli uragani e i fenomeni atmosferici che incutono paura.
Nell'Antico Testamento le nuvole hanno acquistato una valenza teologica ...

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Annamaria Fabri










dai numeri precedenti
5 marzo 2017




MA GESÙ
NEL DESERTO

Tra l'indifferenza generale ritorna la Quaresima.
Nelle chiese sentiremo dire che è un tempo particolare, un periodo forte... Abbiamo già (forse) ascoltato inviti alla conversione il giorno delle Ceneri... Ma, usciti di chiesa, tutto continua come prima.
La Quaresima viene chiamata dalla liturgia "tempo favorevole" e "tempo di grazia", ma per il cosiddetto cristiano-medio oggi il tempo non ha più un significato, non è più "il tempo della grazia", ma è ridotto a "cosa da consumare", come del resto a "cosa da consumare" è ridotta la nostra vita. Siamo indotti da tutto il contesto a trascorrere il tempo, o meglio ad essere attraversati dal tempo, senza viverlo, come del resto siamo portati a usare la vita senza viverla.
E' una contraddizione continua per la quale ...

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don Paolo Aglietti





QUARESIMA

(Dall'omelia di papa Francesco nel giorno delle Ceneri)

... La Quaresima è una via: ci conduce alla vittoria della misericordia su tutto ciò che cerca di schiacciarci o ridurci a qualunque cosa che non sia secondo la dignità di figli di Dio.
La Quaresima è la strada
dalla schiavitù alla libertà, dalla sofferenza alla gioia, dalla morte alla vita ... [Dio]vuole continuare a darci quel soffio di vita che ci salva da altri tipi di soffio: l'asfissia soffocante provocata dai nostri egoismi, asfissia soffocante generata da meschine ambizioni e silenziose indifferenze; asfissia che soffoca lo spirito, restringe l'orizzonte e anestetizza il palpito del cuore...
Il soffio della vita di Dio ci libera da quella asfissia di cui tante volte non siamo consapevoli e che, perfino, ci siamo abituati a ...

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QUARANTA

Il numero quaranta è un numero pieno di significati per l'uomo biblico.
Quando designa un tempo si tratta sempre di un periodo che segna una situazione provvisoria e di attesa.
E' il tempo del castigo e della penitenza, ma anche il tempo della misericordia e del perdono. E' il tempo dell'intimità con Dio e del colloquio con lui. E' il tempo in cui l'uomo prende coscienza di sé e si prepara ad accogliere i doni di Dio. E' il tempo dell'Alleanza e della rivelazione.
Per rendersi conto di tutti questi significati...

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POLEMICHE STRUMENTALI
Dj Fabo è morto il 27 febbraio scorso. Fabiano Antoniani, 39 anni, cieco e tetraplegico dall'estate del 2014 in seguito a un gravissimo incidente stradale, ha fatto ricorso al suicidio assistito in Svizzera.
Una notizia che non sarà sfuggita a nessuno perché è subito rimbalzata su tutti i media. Come succede spesso nel nostro paese, le notizie non servono per far pensare, ma solo per schierarsi nel partito dei pro o nel partito dei contro.
La stupidità di cui i media abbondano non ha tardato ad alimentare queste polemiche ...

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dai numeri precedenti
26 febbraio 2017




NON POTETE SERVIRE DUE PADRONI

"Venga il tuo regno" è la richiesta che è al centro della preghiera del Padre nostro affidata ai discepoli. Un regno, quello di Dio, che nella visione di Matteo si costruisce nel tempo, ma che troverà la sua conclusione completa al ritorno del Signore, quando, come dice san Paolo, "Dio sarà tutto in tutti" (1Cor. 15,28).
In questa logica si deve muovere tutta l'attività dei discepoli del Signore e dell'intera comunità che è chiamata ad anteporre ogni altro interesse alla costruzione di questa umanità nuova. È questo il vero tesoro da ricercare, come la perla preziosa e il tesoro nascosto, per i quali vale la pena di sacrificare ogni avere (Mat. 13, 44-46).
Si tratta di una scelta con una alternativa secca che ...

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don Paolo Aglietti





SCHIAVI DELL'OGGI

Che viviamo un tempo di crisi è diventato ormai un ritornello "virale" che si diffonde in maniera veloce e inarrestabile. È sulla bocca di tutti e ognuno interpreta a modo suo questo ritornello. Si parla di crisi economica, di crisi dei valori, di crisi della famiglia, di crisi della politica della religione e via discorrendo. Si va così di crisi in crisi.
Si cercano le cause, si fanno analisi, ma vale la pena di risalire indietro (anche negli anni) per trovare un punto di svolta, da dove è partita la crisi, perché crisi vuol dire "svolta", punto di cambiamento.
Dopo la fine dei grandi ideali del novecento gli anni duemila si sono presentati privi di alternative valide. Non c'è più un'ideale condiviso che spinga ad una...

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LE CENERI

Ceneri (dal latino cineres) indica il residuo della combustione di un materiale organico. Al plurale indica anche ciò che rimane di un corpo umano dopo che sia stato consumato dal tempo o dal fuoco. La cenere evoca quindi la polvere del suolo a cui le ceneri umane assomigliano sotto tutti i punti di vista: è per questo che fin dall'antichità si è individuato nella "polvere del suolo" (cfr. Gen. 2,7) il "materiale" con cui l'uomo è stato costruito.
Con queste premesse è facile comprendere perché in moltissime culture la cenere sia stata usata come segno di annientamento con significato civile e religioso.
Coprirsi di cenere è dunque un gesto di umiliazione davanti ad un essere superiore...

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CHI DIMENTICA
LA STORIA
È CONDANNATO
A RIVIVERLA

Fu Joseph Paul Goebbels (1897 -1945), Ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945, Herr Doktor (Signor Dottore), come lo chiamava Hitler, ad elaborare le regole della comunicazione che gli permisero di trascinare il popolo tedesco nell'avventura del Nazismo.
"La propaganda è un'arte, non importa se, poi, racconti la verità", sosteneva, e di essa enunciò 11 principi che, nel loro complesso, rimangono attualissimi. Dalle beghe politiche alle polemiche sui social network.
1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E' necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l'avversario in un nemico, nell'unico responsabile di tutti i mali.
2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari ...

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dai numeri precedenti
19 febbraio 2017




NON FANNO COSÌ
ANCHE I PAGANI?

Il "discorso della montagna", con il brano che leggiamo questa domenica, si avvia verso il suo centro che è la consegna ai discepoli da parte di Gesù della preghiera del "Padre nostro". Preghiera che per l'evangelista Matteo è il programma di vita per tutta la sua comunità, chiamata ad essere segno di contraddizione e contrapposizione nei confronti del resto della società a lei contemporanea.
Nel brano che leggiamo oggi ai discepoli è chiesto di non essere come i pagani, ma di essere simili al Padre dei cieli che "fa piovere sui giusti e sugli ingiusti". È chiesto di non essere attaccati a ciò che si possiede, ma di farne parte a quelli che ne hanno bisogno. È chiesto di non reagire con la violenza alla violenza, ma addirittura di "amare i nemici" e "pregare per quelli che ci odiano".
La comunità di Matteo è invitata così ad essere segno visibile ...

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don Paolo Aglietti





GIOVANNI XXIII
UN PAPA CRISTIANO

Il grande discorso della montagna che troviamo nel vangelo di Matteo non va liquidato come roba vecchia, ma va accolto e seguito nel suo profondo significato.
In un suo saggio intitolato "Il papa cristiano. Umanità e fede in Giovanni XXIII", che è uscito in italiano nel 2013, la filosofa e scrittrice ebrea Hannah Arendt (1906 - 1975 ha tratteggiato la figura di quest'uomo, Angelo Roncalli, che emerge davvero come un "diverso" nel contesto delle gerarchie della stessa chiesa. Diverso perché...

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Annamaria Fabri




QUANDO PREGATE DITE:
PADRE NOSTRO..-

Il Padre nostro è considerato dai cristiani la preghiera per eccellenza. Si chiama anche Preghiera del Signore perché, secondo il racconto degli evangelisti (Mat.6,9-13 e Luc.11,2-4), è stato insegnato direttamente da Gesù ai suoi discepoli.
Per gli antichi cristiani il Padre nostro è un compendio di tutto il vangelo; in esso infatti è ricapitolato tutto il messaggio di Gesù Cristo ed è sicuramente per questo motivo che questa preghiera è entrata fin da principio nell'uso liturgico della Chiesa.
Nel Padre nostro...

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NOTIZIE DALLE MISSIONI

UN BEL POMERIGGIO
A BUKAVU!

Mercoledì pomeriggio, 1° febbraio 2017, a Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, nella casa di formazione delle Missionarie di Maria Saveriane, c'era festa.
Aimée Nzigire e Agnès Kasimbira hanno fatto la loro entrata in Noviziato. Aimée, di venticinque anni, e Agnès, di ventuno, sono originarie della provincia del Sud-Kivu e hanno già vissuto due anni nella Comunità di formazione, come postulanti.
Nella cappella della comunità, circondate da...

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Teresina Caffi







dai numeri precedenti
12 febbraio 2017




AVETE UDITO...
MA IO VI DICO

«Avete udito, ma io vi dico…». Quando leggiamo le affermazioni categoriche nel discorso della montagna nella versione che ce ne dà il vangelo di Matteo (5,1-7,29) si rischia di rimanere disorientati dalla drasticità delle affermazioni e dalle richieste che emergono dal testo.
La lettura liturgica che ne viene fatta all'interno della celebrazione della messa, essendo spezzettata, molto spesso interrotta dalla quaresima, e per di più mancante del brano che ne è il centro e cioè il "Padre nostro" (Matteo 6,9-13), non ne favorisce la comprensione e rischia di fare intendere tutto il brano come un insieme di regole, che schiacciano la libertà dell'uomo e che appaiono del tutto improponibili nel nostro contesto.
Eppure per l'evangelista ...

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don Paolo Aglietti





LA LEGGE e I PROFETI

LEGGE E PROFETI: due parole che troviamo spesso nel vangelo di Matteo, a volte unite a volte separate. È difficile per noi entrare in questo modo di parlare tipico del linguaggio religioso del tempo di Matteo.
Con questa espressione "legge e profeti" al tempo di Gesù si intendeva tutto quell'insieme di regole e di prescrizioni che si erano via via codificate nel tempo fino a creare una lunga lista di norme per guidare la vita di ogni buon israelita. Si era arrivati a questo partendo dalla...

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Annamaria Fabri




IL CALCIO
Una passione collettiva

"Per la prima volta nella storia dell'umanità, a intervalli regolari e a orari fissi, milioni di individui si siedono davanti al loro altare domestico per assistere e, nel vero senso della parola, partecipare alla celebrazione di un medesimo rituale".
Così si esprime il famoso antropologo francese, Marc Augé in un suo libretto intitolato "Football, il calcio come fenomeno religioso" (EDB). L'altare domestico è il televisore che non a caso riempie sempre più le pareti della casa e ne costituisce quasi...

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PAROLE COME PIETRE
La spada uccide tante persone,
ma ne uccide più la lingua che la spada.

(Siracide 28,18)

l 1° luglio del 2016, Italo D'Elisa, 21 anni, operaio, esce a fine turno e si mette alla guida di una vecchia Fiat Punto. Ad un incrocio passa con il semaforo rosso e provoca un incidente nel quale muore Roberta Smargiassi, una giovane sposa: una notizia di cronaca stradale, come purtroppo tante altre.
Il fatto ha una grande eco nella cittadina di Vasto, poco più di quarantamila abitanti. La cittadinanza si mobilita. Nasce una campagna promossa da chi chiede giustizia, pronta, immediata, esemplare. Fiaccolate, striscioni, post sui social… e la richiesta diventa sempre più pressante e violenta. Dalle parole che invocano giustizia si passa ad espressioni che invocano apertamente vendetta. Una vendetta ingigantita...

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dai numeri precedenti
5 febbraio 2017




SALE DELLA TERRA
E LUCE DEL MONDO

Realizzare il programma delle beatitudini, condividendo e ripetendo le scelte del Signore Gesù, è l'impegno di ogni discepolo e dell'intera comunità cristiana, che si pone come punto di riferimento e annuncio di quel regno che non è altro che la pace e la giustizia per tutti, nell'accoglienza operosa del dono di Dio.
I discepoli sono chiamati ad essere così «sale della terra e luce del mondo» (5,13-14) non perché incaricati di assumere un potere sugli altri uomini, come talvolta purtroppo è stato inteso e ancora oggi una larga parte dei battezzati intende, ma, come diremmo con un linguaggio contemporaneo, diventando coscienza critica e operosa contro ogni forma di potere, di oppressione e di sfruttamento.
Il giudeo-cristiano Matteo non vive dissociato, come spesso fa l'uomo contemporaneo, tra la teoria e la pratica, ma ...

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don Paolo Aglietti





SE IL SALE
DIVENTA STOLTO
(Mt. 5,2-12)

È questa la traduzione alla lettera della frase che in italiano è stata resa con "se il sale perde il sapore".
Che il sale fra le sue carateristiche non abbia quella di diventare "stolto" lo sapeva certo anche l'autore del vangelo. Se questo è vero c'è da chiederci perché usa questo vocabolo che viene da un verbo (moráino) che in greco significa essere stolto? Del resto anche in italiano diciamo che una persona è "sciocca" cioè senza sale nel cervello. Una persona che non riesce a dare sapore alla sua vita, né a quella degli altri. Il verbo moráino indica così incapacità di giudizio e mancanza di conoscenza.
Nel Nuovo Testamento fanno uso dei vocaboli che derivano dalla radice "mor-" soprattutto l'evangelista Matteo e san Paolo, dando a questi vocaboli un significato prevalentemente religioso. Lo stolto non è colui che è portatore di una tara fisica o mentale, ma chi rifiuta ciò che Dio gli propone. Lo stolto respinge la proposta di Dio e non sa "leggere i tempi".
Il paradosso del sale che diventa stolto...

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Annamaria Fabri








dai numeri precedenti
29 gennaio 2017




GESÙ INSEGNAVA LORO

Siamo da sempre abituati ad usare frasi brevi e concise e facilmente memorizzabili in modo che possano rimanere nella memoria ed essere subito ripetute, come certi tormentoni della pubblicità.
Matteo sembra servirsi di questo modo di parlare per introdurre un lungo discorso che contiene quello che, per l'evangelista, è il centro del messaggio di Gesù: quello che, nel corso dei secoli, è stato chiamato il "discorso della montagna" che si prolunga dal capitolo 5 fino a tutto il capitolo 7.
Si tratta di un lungo discorso che inizia con una serie di annunci brevi e ritmati (le beatitudini), costruiti in modo che le parole e i concetti si richiamino l'uno con l'altro. Matteo di certo voleva che questo brano fosse facilmente imparato a mente e ripetuto da chi ne ascoltava la lettura.
L'attesa e la crescita del regno dei...

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don Paolo Aglietti





MAKÁRIOS - BEATO

«li ammaestrava dicendo: Beati ...» (Mt. 5,2-12)

Makários, parola, che nei vangeli viene quasi sempre tradotto con beato, nel greco antico significava l'essere "liberi dalle cure e dalle preoccupazioni quotidiane". Era la condizione degli dei e di tutti quelli che partecipavano alla loro felice esistenza.
Nell'uso comune, makários acquistò il significato generico di felice. Felice era quindi, presso i greci, la situazione di chi vive, come si direbbe oggi, come un dio.
L'augurio di essere beato si faceva ai genitori per la nascita di un figlio, ai benestanti per le ricchezze, ai...

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Annamaria Fabri




2 febbraio
LA CANDELORA
Le trasformazioni di una festa una volta molto sentita

La parola Candelora, cioè giorno delle candele, viene direttamente dal latino dies candelarum. Con questa dizione popolare si indicava e si indica ancora la festa della "Presentazione al Tempio del Signore".
Questa festa, molto sentita fino a pochi anni fa, è di origine orientale. Essa ricorda l'incontro del Signore con i due vecchi, Simeone ed Anna, nel tempio di Gerusalemme, secondo quanto ci racconta il Vangelo di Luca (2, 22 ss.); si celebra cioè l'incontro tra il Cristo bambino e l'umanità in attesa, impersonata dai due vecchi. È per questo che la Candelora si chiamò in origine Ypapantè parola greca che significa Incontro.
L'Ypapantè veniva celebrato a Gerusalemme fin dal IV secolo quaranta giorni dopo il Natale orientale (=Epifania) e quindi il 14 febbraio. Quando la festa fu trasferita a Roma si prese a celebrarla quaranta giorni dopo il 25 dicembre, cioè il 2 febbraio.
Non fu l'unico spostamento che
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CONSACRATI CIOÈ UNITI A DIO:
UNA PAROLA EQUIVOCA

Per troppi di noi il battesimo è un avvenimento passato, senza alcuna conseguenza per il presente, tanto che nella mentalità comune battezzare un figlio fa parte dei "pensieri da levarsi".
Una volta battezzato il bambino è automaticamente cristiano. La cosa è in parte vera, ma solo in parte, perché il battesimo è un inizio che richiede un proseguimento e una crescita.
La festa della Presentazione del Signore ci mette dinanzi un Gesù che «cresceva e si fortificava, pieno di ...

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dai numeri precedenti
22 gennaio 2017




CRISTIANI IN FRIGO

La liturgia di questo mese ci ha fatto rivivere i "misteri" della manifestazione del Signore Gesù al mondo. Egli è davvero «colui che battezza in Spirito Santo», cioè colui che "immerge" il mondo nella novità vitale dello Spirito.
In questo bagno, di cui il battesimo è figura e inizio, tutto si rinnova. Davvero «le cose vecchie sono passate, ne sono nate di nuove». La novità, ci dice il brano del vangelo di oggi, è luce di vita anche dinanzi alla morte (coloro che dimoravano in terra e ombra di morte).
Tutto questo si concentra in un'unica affermazione: «il regno dei cieli è giunto!», è ormai realtà divenuta, non solo vicina, come erroneamente lascia pensare la traduzione, ma una presenza ormai stabile.
Di fronte a questa novità il tempo diventa sempre più breve ed è necessario rendersi conto di ciò che ci è offerto e misurarsi con il nuovo: «convertitevi!».
Quando la luce si manifesta chiede che...

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don Paolo Aglietti





ICHTHÚS - PESCE

Nei dintorni di Cafarnao, luogo scelto da Gesù come base per i suoi viaggi missionari (Mat. 4,13), molti vivevano di pesca, e fra i pescatori Gesù chiamerà i primi discepoli.
In Matteo 4,18-19 e nei racconti paralleli di Marco, 1,16-17 e di Luca 5,2 si narra di Gesù che passeggia in riva al "mare di Galilea", cioè il lago di Genesareth detto anche di Tiberiade, e incontra quelli che saranno i primi quattro discepoli, che di mestiere facevano i pescatori, li chiama alla sua sequela con autorità e urgenza: «Orsù, venite dietro a me!».
In questo modo il Signore conferisce loro una nuova missione e li trasforma da pescatori di pesci in pescatori di uomini usando ...

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Annamaria Fabri




LA CASA MADRE DELLE SAVERIANE
PUNTO DI ARRIVI E DI PARTENZE

Suor Rosalinda, a causa della sua malattia è da diverso tempo a Parma in quella che le missionarie chiamano "Casa Madre". In parrocchia sono pochi quelli che conoscono questa grande casa e la sua funzione, che è quella di essre una specie di base logistica e operativa. A quella casa si arriva e da quella casa si parte!

Mi chiamo Felicitas, sono una missionaria - saveriana messicana. Per 10 anni sono stata in Brasile e adesso sono in Italia a vivere la mia vocazione missionaria.
Mi trovo in Casa Madre a Parma e mi è stato chiesto di condividere con voi qualche notizia della nostra vita quotidiana.
Parlare della nostra grande comunità è come pensare a quello spazio materno che accoglie, nutre e aiuta a
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da xaverianas.com




L'ALTRO:
UN NEMICO DA ABBATTERE

In questo ultimo ventennio, complice la povertà delle idee e delle proposte unita alla sempre più evidente ignoranza del significato delle parole si è imposto un modo di parlare povero e grezzo. È come se piano piano avessimo assunto del veleno in piccole dosi tanto da essere ormai assuefatti e insensibili ai suoi effetti.
Pochissimi sono coloro che sanno argomentare ed esporre in maniera razionale, possibilmente pacata e comprensibile le proprie posizioni e le proprie idee, e questo in tutti i campi specialmente in quello della comunicazione di massa, compresi i "nuovi" twitter e facebook.
Alla povertà delle argomentazioni, del linguaggio e delle idee fa però da contrasto la violenza ...

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dai numeri precedenti
15 gennaio 2017




ECCO L'AGNELLO DI DIO

«Ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».(Giov. 1,34)
Giovanni Battista, il testimone fedele che annuncia la salvezza di Dio, torna anche in questa domenica ad indicarci in Gesù Cristo colui che questa salvezza realizza.
Oggi dimentichiamo spesso che la salvezza di Dio supera le nostre attese e ci chiama a vivere e agire su un piano "diverso" da quello con il quale normalmente facciamo i nostri conti.
Siamo alla ricerca del senso della vita, ma questo non può essere trovato se la nostra esperienza rimane racchiusa nei parametri ristretti che ci limitano lasciandoci nella nostra solitudine di individui che non sanno più comunicare tra loro.
Abbiamo tutti contribuito, se non in teoria almeno in pratica, a cancellare...

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don Paolo Aglietti





GENTE O PERSONE?

La mentalità comune è quella di lamentarsi di tutto, di compatirsi, di definirsi delle vittime di una situazione impossibile da cambiare. La voglia di capire, le domande di fronte alla novità e l'entusiasmo di chi, avendo un progetto, cerca di attuarlo, pur percorrendo una strada che non conosce, lasciano spazio alla paura della diversità, alle verità "assolute" che rassicurano e non mettono in discussione, all'indifferenza per tutto ciò che non si conosce.
D'altra parte basta guardare al passato per rendersi conto che nella storia, come del resto anche nella nostra vita...

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Serena Franceschini





AGNELLO

Siamo abituati ad associare la parola agnello alla persona di Gesù così come viene annunciato nella messa al momento della comunione.
Cerchiamo di capire come si è giunti a questa identificazione.
Per la tradizione biblica, l'agnello di circa un anno (il testo spesso lo specifica) era la vittima preferita per le offerte dei sacrifici e quella prescritta per il sacrificio della Pasqua...

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Annamaria Fabri




UN CAMMINO DI SPERANZA E DI LIBERAZIONE

La speranza che nasce dal Natale è una speranza concreta, come concreto è il bambino che è nato.
Quella nascita segna l'inizio di una nuova modalità di incontro tra Dio e l'umanità, che passa attraverso la condivisione piena da parte di Dio della nostra realtà. Abbiamo talmente fatto l'abitudine a questo annuncio che ci è difficile coglierne la portata sconvolgente: un Dio che sceglie di mescolarsi con l'uomo diventando Lui stesso uno di noi. Una condivisione piena e totale perché passa attraverso la morte: in Cristo niente di ciò che ci appartiene è estraneo a Dio.
Nei vangeli leggiamo di un Gesù che compie il suo cammino di vita nella normalità: nasce, cresce
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Irene Donnini




STONATURE

"Sei stonata!". Questo giudizio proferito in terza elementare nei miei confronti, col tono di chi emette una sentenza inappellabile, dalla maestra che cercava di ottenere una marziale esecuzione dell'Inno a Roma, non mi turbò più che tanto. Sapevo di non avere talento per il canto; mi limitai a seguire il testo a voce molto bassa, praticamente tacendo, per non richiamare l'attenzione dell'insegnante.
In seguito tutto ciò non mi ha impedito di unirmi ai cori nei ritorni dalle gite in montagna - la soddisfazione per la camminata e la stanchezza creano un clima di rilassata cordialità in cui "stecche" perdono d'importanza - e a partecipare in chiesa ai canti dei fedeli, sforzandomi di tenere conto delle mie limitate capacità.
Nella vita, però, può capitare di ...

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Lea Frosini







dai numeri precedenti
8 gennaio 2017




SEGNO DI CONTRADDIZIONE

Finite le feste natalizie con tutte le loro consuetudini millenarie, il vangelo di Matteo che quest'anno ci accompagna nella riflessione liturgica, ci impone una verifica sul vero significato della nascita del Signore Gesù, che nel corso dei secoli è stato nascosto e contraddetto dal perdurare delle usanze e manifestazioni precristiane che celebravano in questi giorni il dio Saturno.
Era questa nell'antica Roma la festa più popolare e più cara alle persone di ogni condizione sociale anche perché si imbandivano mense sontuose per i poveri e gli schiavi.  Erano giorni durante i quali si scambiavano doni e si festeggiava con conviti e banchetti che spesso finivano in orge e giochi d'azzardo. I saturnali terminavano il 25 dicembre con la festa del "sole invitto" (dies solis invicti) che riprende il sopravvento sulle tenebre dopo il solstizio di inverno.
Nel mondo diventato cristiano si introdusse in questa data il ricordo della nascita del Signore, sostituendolo a quello...

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don Paolo Aglietti





GIUSTIZIA

Non è facile per noi oggi comprendere la parola giustizia quando la troviamo scritta nella Bibbia perché siamo legati ad un concetto antico che deriva direttamente dalla cultura greco-romana.
La giustizia era intesa ed è così ancora oggi, come una regola che guida l'agire fornendo una norma a cui gli uomini si devono attenere: giusto è così chi osserva la legge, tanto che nel linguaggio comune noi ancora oggi intendiamo la giustizia in rapporto all'osservanza della legge e la associamo a ciò di cui si occupano i tribunali.
Nella bibbia invece...

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Annamaria Fabri




NOTIZIE DALLE MISSIONI

Carissimo don Paolo e carissimi amici di Castello,
quest'anno arrivo a farvi gli auguri in ritardissimo... sono arrivata qui da meno di due mesi ma mi sembra sia passato un secolo da quando ci siamo visti.
Nelle baraccopoli abbiamo già portato il Gesù Bambino e dal 3 dicembre, ogni sabato abbiamo festeggiato in parrocchia il Natale, l'ultimo giovedì 22 con le mamme, sempre delle baraccopoli, per la maggior parte buddiste e con un buon numero di musulmane. È stato davvero un bel momento.
Vi racconto di questo ultimo Natale.
All'inizio abbiamo ascoltato la canzone "Prayers of mothers" (preghiera delle madri)di quelle quattromila donne ebree e palestinesi che nell'ottobre scorso hanno fatto una marcia di 14 giorni da nord a sud della Palestina per chiedere al governo israeliano un impegno maggiore per la pace.
Era per noi la fratellanza che Gesù ci insegna al di là di ogni nostra differenza ed è anche un segno di quanto l'unione nell'amore
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LETTERA DAL CONGO

Giovani congolesi di Bukavu hanno scritto una "lettera ai popoli del mondo". Eccone degli stralci.
Buongiorno, popoli del mondo!
Vi auguro pace, gioia, saggezza per vivere nell'intimità con Dio, con voi stessi e con gli altri.
Vorrei che sapeste che l'Africa è un continente vasto e meraviglioso, che è diventato un campo di battaglia. È dall'epoca coloniale che noi, Africani subsahariani, subiamo guerre e violenze di ogni tipo, con conseguenti fame e fuga di popolazioni. Ancora in questi decenni, viviamo guerre causate dai nostri fratelli, dai nostri politici e anche da stranieri.
Ci addolora il pensiero dei nostri fratelli e sorelle morti per guerre che non li riguardavano e ci dispiace vedere...

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dai numeri precedenti
25 dicembre 2016




I BAMBINI DI NATALE

In questi giorni le immagini che ci vengono proposte dai media abbondano di bambini. Bambini in fuga dall'inferno della guerra, in cammino in cerca di una salvezza incerta dopo che le loro case sono state distrutte, le famiglie disperse e divise dalla paura o dalla morte. Bambini e bambine divenuti all'improvviso adulti a dieci anni e che si fanno carico della salvezza dei fratellini e delle sorelline più piccoli di loro e che non si rendono ancora conto di quello che sta succedendo. Bambini che nel caos della guerra trovano la forza per stare insieme e inventarsi un modo per sorridere anche in quelle condizioni.
Un sorriso che è speranza, fiducia nella vita che nonostante tutto cresce con loro con le loroi...

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don Paolo Aglietti





UN PRANZO SPECIALE

Il Sindaco Nardella suona il violino
per le detenute di Sollicciano:
e il pranzo viene preparato dall'Atletica Castello

E' stato un pranzo di Natale speciale, quello andato in scena mercoledì 21 dicembre, per circa ottanta detenute del carcere di Sollicciano.
Organizzato dal Cappellano don Vincenzo Russo, dall'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa e dai parroci di San Pio X al Sodo, S. Antonio al Romito e San Michele a Castello che hanno organizzato il servizio con i loro volontari.
I volontari, oltre a svolgere il servizio alle tavole, hanno anche consegnato un piccolo regalo molto apprezzato dalle detenute.
Determinante la partecipazione della società Atletica Castello, che ha preparato un ottimo pranzo grazie allo chef Dino e a tutti i volontari della società bianco verde.

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LE LACRIME DI DIO

"Tu non avevi lacrime,
a noi era dato piangere
forse questo
ti ha spinto fra noi."

(David Maria Turoldo)


Così la Vita è venuta fra noi
è diventata noi
e ci viene donata in abbondanza.
Dio ci dona la vita
e noi gli doniamo le lacrime:
come ogni bambino,
si apre alla vita piangendo.
Il Verbo eterno,
che è nel seno del Padre,
si è fatto piccolo:
un bambino avvolto in fasce
e messo in una mangiatoia...
Dio ci insegna la gioia
e noi gli insegniamo il dolore,
l'amore, l'amicizia
ma anche il tradimento.
Fra noi assapora la calda estate,
il calore della sabbia sotto i piedi,
e il gelo dell'inverno.
Conosce Dio l'amore di una Madre,
ma deve gustare
l'invidia dei potenti... 
Dell'uomo assapora la vita,
noi... gli insegniamo il morire.
Gli insegniamo ad essere uomo
e lui ci insegna ad essere Dio.
Questo è il dono del Natale!

Annamaria Fabri




DALLE MISSIONI

Carissimi tutti di Castello...

In questi giorni sono giunti i ringraziamenti e gli auguri delle Sorelle Saveriane che nel corso degli anni si sono incontrate con noi e sono in corrispondenza con la Parrocchia e in particolare quelli da Parma, da  Koumi e quelli di Valentina dalla Thailandia e ...

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Antonella Del Grosso
Missionaria saveriana








dai numeri precedenti
18 dicembre 2016




CAPORALI E GENERALI

A conclusione dell'avvento, seguendo il vangelo di Matteo, possiamo anche noi ricapitolare le tappe del cammino e vedere e riconoscere, attraverso il debole segno dell'Emmanuele, la presenza di Dio in questo nostro mondo segnato dal crollo delle sicurezze che finora ci hanno sostenuto.
Abbiamo a che fare con lo sfaldarsi dell'Europa, che fino a poco tempo fa ritenevamo una specie di santo protettore e che ora chiamiamo, non sappiamo se a torto o a ragione, causa di tutti i nostri mali.
In Italia la personalizzazione della politica prima con Berlusconi e poi con Renzi sembra aver deluso tutti anche se si continuano a cercare figure di riferimento. Siamo arrivati a sperare che siano i nuovi salvatori personaggi che, fino a pochi anni fa, abbiamo conosciuto al più come simpatici teatranti.
Stiamo ancora pensando che basti...

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don Paolo Aglietti





PAROLE DELL'AVVENTO

NASCITA - GHÉNESIS

«Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo...»(Mt 1,18)

Ghénesis nella lingua greca significa nascita nel senso di origine, inizio di un processo vitale in contrapposizione alla dissoluzione e alla rovina. In questo senso la parola Genesi è il titolo del primo libro della bibbia che in ebraico viene chiamato bereshit (=in principio), o libro delle origini.
Il vocabolo genesi viene usato anche...

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M. S.




FIGURE DELL'AVVENTO

Nella liturgia dell'Avvento emergono alcune figure bibliche che danno una particolare tonalità a questo tempo: sono Maria, Giovanni Battista e Giuseppe. Essi incarnano con la loro vita il senso vero dell'attesa.

GIUSEPPE

"Lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo" (Matteo 1,16). Con queste scarne parole Matteo introduce la figura di Giuseppe. Poco sappiamo di lui. I vangeli lo rammentano 14 volte, ma di lui non ci viene riportata alcuna parola tanto da apparire un personaggio totalmente silenzioso.
L'intervento improvviso di Dio nella sua vita con la gravidanza della sua sposa "prima del loro stare insieme" mette Giuseppe di fronte ad un problema certamente più grande di lui e lo lascia pensieroso sul da farsi (Matteo 1,20).
L'alternativa è drastica e...

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Annamaria Fabri




QUANDO SI AVVICINA NATALE

Tutti gli anni, quando si avvicina il Natale, mi chiedo se questa festa ha un significato per la mia vita e per la vita di tutti gli uomini, oppure è solo un giorno fatto di usanze e di abitudini, di cui fanno parte anche i "buoni sentimenti", un giorno di vacanza un po' "favoloso" che passa senza lasciare niente, senza cambiare niente.
Se osservo il mondo in cui vivo dove la pace tra i popoli è sempre più lontana, dove si pensa sempre più a noi stessi, dove si ritiene più importante apparire che essere, dove si comunica e si ascolta sempre meno, dove il possedere, anche a...

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Antonella Del Grosso
Missionaria saveriana









dai numeri precedenti
11 dicembre 2016




SE LE PAROLE CADONO A TERRA

Ci sono dei momenti della storia in cui è facile guardare innanzi e intravedere i segni del cambiamento della società e dei rapporti tra gli uomini. Accade così al termine dell'inverno quando già la luce e i venti annunciano, nonostante il freddo e la pioggia, l'arrivo della nuova stagione e dappertutto occhieggiano i segni della vita che rifiorisce. Ci sono invece altri tempi in cui niente fa presagire un cambiamento, anzi tutto parla della fine di ogni speranza.
Questo, probabilmente, era il dubbio che tormentava Giovanni il Battista in prigione.
La "voce" era stata costretta a tacere; e colui che era sembrato doverne raccogliere l'eredità, colui che era stato annunciato come l'atteso, l'artefice dei tempi nuovi, il Messia, si stava incamminando con le sue scelte verso la medesima sconfitta di fronte al potere.
Anche oggi il medesimo dubbio assale il credente. Dove? Quando? E come...

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don Paolo Aglietti





LUCI D'AVVENTO


Antonella, da undici anni in Thailandia, vive attualmente a Naan, nel nord del Paese. Ricorda qui un episodio vissuto, nella periferia di Bangkok.
...ho conosciuto Bob, un giovane di 36 anni, molto intelligente, buddista, che da quando ne aveva 18 è paralizzato a letto per un incidente di moto, avvenuto cinque giorni dopo il suo matrimonio. Come potevo interagire con lui, come arrivare al suo cuore senza ascoltare anche il suo corpo immobilizzato, ferito da così lungo tempo? Come farmi vicina, senza mancare di rispetto o suscitare diffidenza, essendo una donna, occidentale, cristiana, e per di più "religiosa"? Così spesso non osavo neanche toccarlo.
Per molto tempo il nostro...

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Antonella Del Grosso
Missionaria saveriana

Questo scritto è parte di un articolo ripreso dalle pagine web delle Missionarie saveriane che ringraziamo.
Qui trovi l'articolo intero



PAROLE DELL'AVVENTO

CONVERSIONE

Io vi battezzo con acqua per la conversione...» (Mt 3,11)

La parola "conversione" traduce il termine greco metánoia, che proviene dal verbo meta-noéo che significa "cambiare-mente", cambiare opinione e idee. Da qui deriva il significato di sentire rimorso, rammaricarsi, pentirsi.
Nel mondo greco con
metánoia, si indicava il cambiamento di mentalità, cioè un nuovo orientamento nella vita, una svolta tanto verso il bene che verso il male.
Se leggiamo l'Antico Testamento nella versione greca, detta dei Settanta, ci accorgiamo che
metánoia viene usata per tradurre il termine nakam, che significa rimpiangere qualcosa, rammaricarsi, detto sia dell'uomo che di Dio.
In ebraico quella che noi chiamiamo "conversione"...

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M. S.




FIGURE DELL'AVVENTO

Nella liturgia dell'Avvento emergono alcune figure bibliche che danno una particolare tonalità a questo tempo: sono Maria, Giovanni Battista e Giuseppe. Essi incarnano con la loro vita il senso vero dell'attesa.

GIOVANNI BATTISTA

Giovanni, detto il Battista, è una figura importante del mondo palestinese al tempo di Gesù. Egli è il profeta che segna il passaggio dal vecchio al nuovo testamento. Profondamente legato alla fede del popolo di Israele, per la sua ansia di rinnovamento può essere considerato un testimone privilegiato della religiosità e dei fermenti che agitavano la società giudaica negli anni dell'inizio dell'era cristiana.
Le informazioni su di lui ci provengono dai Vangeli, dagli Atti degli Apostoli e dagli scritti dello storico Giuseppe Flavio. I singoli evangelisti tratteggiano la figura e l'attività del Battista adattandola all'impianto e agli scopi della loro narrazione catechetica, sottolineando la sua funzione di annunciatore di Gesù.
Secondo il vangelo di Luca era nato in Giudea da anziani genitori (Zaccaria ed Elisabetta) di discendenza sacerdotale ed era contemporaneo di Gesù e suo lontano parente.
Ritroviamo Giovanni intorno all'anno 28 d. C. nella valle del Giordano a predicare la penitenza e la necessità di una conversione in vista...

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Annamaria Fabri







dai numeri precedenti
4 dicembre 2016




NON CALPESTATE
I GERMOGLI

Anche in questa seconda domenica di avvento la liturgia parla di novità. Isaia addirittura prospetta un mondo nuovo completamente pacificato per opera di un germoglio che spunta dall'antico albero, ormai privo di vigore, san Paolo nella lettera ai Romani parla di accoglienza e fraternità universale, mentre Giovanni il Battista annuncia una novità già presente di cui occorre accorgerci e prendere atto.
La conversione che il Battista chiede non è un invito a guardare indietro, ma a guardare avanti e ad essere pronti per la novità.
Mi sono chiesto che significato ha oggi questo annuncio nella nostra società che vede "il ritorno dell'uomo qualunque" secondo una felice definizione di un famoso giornalista. Per chi non sapesse chi sia, l'uomo qualunque è quello che sa perfettamente ciò che non vuole, ma non sa quello che vuole.
Un atteggiamento questo che coinvolge non solo la società in genere, ma anche la chiesa.
È terminato da due domeniche l'anno della misericordia con...

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don Paolo Aglietti





LE URLA
E...IL SILENZIO

L'Avvento ci invita all'attesa del Natale e di ogni venuta del Signore.
Anch'io vorrei gridare come il Battista, richiamare tutti coll'annuncio del profeta Isaia: "Ecco io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?".
Poi ripenso a tutti i messaggi e alle grida che si odono continuamente, alle becere risse televisive, agli slogan urlati in piazza, all'ossessione degli spot pubblicitari, agli scoop giornalistici che falsano la notizia, alle prediche del moralista che il giorno dopo finisce in carcere, alla furbizia dei carnefici che diventano vittime e alle vittime che, sebbene innocenti, vengono trattate da carnefici... 
E mi rendo conto che in questo baccano le grida che fanno risuonare la Parola di Dio non possono essere udite e, se ...

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M. S.




FIGURE DELL'AVVENTO

Nella liturgia dell'Avvento emergono alcune figure bibliche che danno una particolare tonalità a questo tempo: sono Maria, Giovanni Battista e Giuseppe. Essi incarnano con la loro vita il senso vero dell'attesa.

MARIA

La figura di Maria, domina il tempo dell'avvento: lei stessa è l'avvento perché in lei, nel suo corpo di donna, Iddio si fa uomo.
I verbi che descrivono l'agire di Maria, secondo il vangelo, sono: "meditare", "custodire", "osservare" la Parola.
Maria medita su tutto ciò che vede, su ciò che ascolta, su ciò che le accade. Impegna cioè tutta se stessa nella comprensione di ciò che a prima vista è indecifrabile e incomprensibile.
Si circonda di silenzio per poter meglio...

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Annamaria Fabri




Castello_7,
Lettera settimanale ai parrocchiani, è un foglio di comunicazione interno, non in commercio.
Lo trovi ogni settimana in fondo di chiesa.
Se lo vuoi ricevere per e-mail, basta chiederlo, (se lo vuoi per posta ordinaria, ti chiediamo il rimborso delle spese postali).
Se vuoi usare i nostri testi fallo pure. Ti chiediamo però di citare la fonte.










dai numeri precedenti
27 novembre 2016




... E NON
SI ACCORSERO
DI NULLA

L'Avvento inizia con un forte invito ad aprire gli occhi sulla realtà ed a prendere coscienza delle cose e delle situazioni perché «la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti» (Rom. 13, 11b).
Non è un generico invito a prestare un po' più di attenzione a qualcosa che già abbiamo dinanzi agli occhi, ma il grido di chi ci avverte di un'urgenza che rischia di essere disattesa; la storia infatti procede verso un compimento che il profeta Isaia, nella prima lettura di questa domenica, descrive come l'andare verso il monte del Signore, monte della sua dimora dove tutti i popoli possono trovare pienezza di vita.
Quello, che la liturgia ci chiede di attendere e riconoscere, è il giorno dell'incontro, il giorno della manifestazione in pienezza del Signore.
E così una società divisa, impaurita, rancorosa e violenta è chiamata a vivere un tempo di attesa e di speranza.
Ci chiediamo: si tratta di discorsi ...

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don Paolo Aglietti





L'AVVENTO
METAFORA DELLA VITA

L'Avvento è ritenuto tradizionalmente il tempo di preparazione alla festa del Natale. Questo modo di pensare, sebbene in parte vero, può diventare fuorviante. La Chiesa infatti ha sempre pensato questo tempo liturgico con un respiro molto più ampio.
L'Avvento è l'inizio: inizio del tempo che scorre, il principio che contiene in sé, come un prologo, tutto il progetto del divenire.
Quando la donna si accorge di essere incinta e scopre il mistero della...

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Annamaria Fabri




QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO...

"E lodiamolo e preghiamolo giorno e notte dicendo: Padre nostro, che sei nei cieli, perché bisogna pregare sempre senza stancarsi" (S. Francesco d'Assisi).

"Tutti gli studiosi sono concordi nel dire che la preghiera del Padre nostro, che oggi nella nostra parrocchia consegniamo ai ragazzi, che si preparano ai sacramenti dell'iniziazione cristiana, sia sicuramente uscita dalla bocca stessa di Gesù e "consegnata" ai suoi discepoli, secondo il racconto degli evangelisti Matteo e Luca (Mat. 6,9-13; Luc. 11,2-4).
Proprio per questo, fin dai primi anni della chiesa, la preghiera del Signore...

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Marco S.




25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

116 femminicidi
dall'inizio dell'anno

La mamma di una figlia femmina non dovrà insegnarle a rispettare l'altro sesso. Ma avrà un altro compito purtroppo: insegnarle a rispettare se stessa, in una società che svilisce le femmine e che le strumentalizza ritenendole degli "oggetti" da possedere.

Centosedici donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari. Una ogni tre giorni. Sara, bruciata viva dal suo ex in una strada della periferia di Roma, Vania, l'infermiera massacrata dal suo uomo. E poi Fabiana, Rosaria, Rosamaria, Stefania, Giulia... L'ultima si chiamava Elizabeth, era peruviana. L'ha uccisa davanti ai due figli di lei: la sua colpa era sempre la stessa, voleva lasciarlo e lui non poteva accettare questo "affronto"....
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M.S.







dai numeri precedenti
20 novembre 2016




UNO STRANO MODO
DI ESSERE RE

Quest'ultima domenica del tempo ordinario, dedicata alla festa di Cristo re, richiama con il suo carico di storia e di valenze politiche al problema dell'annuncio cristiano del vangelo e ai rapporti tra fede e  potere.
Partiamo dalla storia. Questa festa fu istituita nel 1925 per rivendicare di fronte al potere degli stati liberali e laicisti e di quelli totalitari fascisti, nazisti e marxisti "la supremazia spirituale di Dio e della Chiesa sulla società civile e sugli stati" (Card. Schuster).
Questo della "supremazia", che la si chiami temporale o spirituale non fa...

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don Paolo Aglietti





IL REGNO CHE VERRÀ

L'espressione regno di Dio (con le sue varianti: regno dei cieli, regno del Padre, ...) è spesso sulla bocca di Gesù tanto che nell'uso dei cristiani dei primi secoli si adoperava la parola "regno" per indicare il realizzarsi delle promesse di Gesù Cristo e il suo ritorno nella gloria.
L'espressione regno di Dio era già usata dall'antico testamento per indicare la signoria di Jahvè su tutto il creato e sulla storia del mondo e degli uomini. Gesù non ha certamente negato questa signoria di Dio, ma ha dato di essa un'interpretazione tutta particolare liberandola dal suo rapporto con il potere, anzi...

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Annamaria Fabri










dai numeri precedenti
13 novembre 2016




IL TEMPO DELL'ATTESA

Nella storia del mondo ci sono sempre stati momenti di esaltazione e di ottimismo e momenti bui in cui tutto sembra crollare. Il passato diventa allora l'epoca d'oro quando "si stava meglio".
Sant'Agostino scriveva che, anche ai suoi tempi, erano molti quelli "che si lamentano del proprio tempo giudicando migliore quello dei nostri padri; ma se si potesse farli tornare a quel passato, anche di quello si lamenterebbero: in realtà uno giudica felice proprio il tempo passato perché, in quanto passato, non è ormai più suo" (Discorso 346/C).
Un atteggiamento di questo tipo è estremamente pericoloso perché la nostalgia del buon tempo passato è un sentimento triste che distrugge la speranza e toglie la capacità di progettare il futuro e di affrontare i momenti difficili.
È un fenomeno che, come si dice in gergo, "parla alla pancia" e non...

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don Paolo Aglietti





Caro don Paolo, ciao!

mando anche a voi l'invito (il testo è in francese) per la festa della comunità a Koumì in Thcad. Trent'anni  fa, il 1 novembre 1986, siamo arrivate noi tre: Imelda M. Graça ed io (v. foto).
Per l'occasione si festeggiano le altre ricorrenze: 40 anni di vita consacrata di suor Imelda, 25 anni di suor Sinea e primi voti di Suor Hélène.
Dato che anche voi avete contribuito in tante occasioni e ci avete aiutate in tanti progetti ecco il nostro più vivo ringraziamento!  Ciao a tutti. Preghiamo anche per il Cameroun che si faccia un po più chiaro l'orizzonte.
Visto che forse non potrete andare in Thcad io e le sorelle vi invitiamo a partecipare almeno spiritualmente il 4 dicembre.
Auguri! io sto meglio e aspetto l'ultima chemio il 30 novembre!

Rosalinda

... E CI SARANNO
TERREMOTI

La parola terremoto significa "movimento della terra"; infatti un terremoto, detto anche sisma, è proprio la conseguenza di un movimento che avviene all'interno della crosta terrestre.
E' l'effetto che si percepisce in superficie di qualcosa che si origina in profondità. Noi infatti poggiamo i piedi su quella che è una sottile "buccia" rigida, che riveste il nostro pianeta, la crosta terrestre appunto.
Tale crosta non è un involucro uniforme e intero, come appunto potremmo pensare osservando la buccia che riveste un frutto, bensì è costituita da numerosi "pezzi" incastrati tra loro come a formare un gigantesco puzzle.
Questi pezzi vengono chiamati, dai geologi, placche o zolle litosferiche. Ma a differenza di un puzzle, che una volta composto, se ne sta lì fermo a mostrare la sua immagine, le varie zolle sono in lento ma continuo movimento l'una rispetto all'altra.
Un movimento impercettibile per l'uomo, ma che sulla scala dei tempi lunghissimi, come sono i tempi geologici, produce effetti enormi, come lo spostamento dei continenti ...

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Irene Donnini




le tre sorelle che hanno aperto la missione di Koumi in Thcad

DIO E IL TERREMOTO

Che Dio mandi i terremoti per punire gli estensori di leggi che non piacciono "è una affermazione pagana, non cristiana" ha affermato il Vaticano per bocca di Mons. Becciu, il quale ha anche detto: "Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto". "Ai dotti e pii emittenti di Radio Maria - scrive il Professor Franco Cardini - chiediamo volentieri e umilmente la grazia di smetterla di bestemmiare. Sono convinto che Dio si diverta quando ascolta le fantasiose bestemmie degli scaricatori di porto livornese. Ma temo si annoi quando Gli pervengono quelle dei Bestemmiatori Devoti."







dai numeri precedenti
6 novembre 2016




GLI POSERO
UNA DOMANDA

Difficilmente, quando gli viene posta una domanda, Gesù risponde secondo le aspettative.
Di solito la questione che viene prospettata, in modo più o meno provocatorio, viene colta da Gesù in modo inatteso e diventa l'occasione per proporre un punto di vista diverso, impensato.
Il brano del vangelo di oggi è un esempio lampante di questa dinamica tra Gesù e i Sadducei che lo interrogano.
Gli viene posta una questione riguardante ciò che succede dei nostri rapporti interpersonali dopo la morte: «Maestro...

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Irene Donnini





CREDO
LA RISURREZIONE
DELLA CARNE

La parola risurrezione deriva dal verbo latino re-surgere = alzarsi di nuovo ed indica il ritorno dalla morte alla vita di una persona con riferimento specifico a Gesù di Nazaret.
Il cammino ed il significato per la fede cristiana di questa parola sono legati strettamente alla vicenda di Gesù. Infatti Risurrezione di Gesù e risurrezione dei morti sono due aspetti dell'unica realtà espressa così dalla Scrittura: «Non era possibile che il suo Santo vedesse la corruzione» (cfr. At.2,27). Si tratta di quella speranza umana di fronte alla morte che è fondata sulla...

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don Paolo A.

«Dio
non è Dio dei morti,
ma dei vivi;
perché tutti vivono per lui».
(Luca 20, 38)

La fede cristiana nella risurrezione si alimenta e si chiarisce alla luce di quella di Gesù Cristo, quindi ogni discorso su questo argomento deve partire dall'annuncio di questa, che è l'evento fondante del cristianesimo.
Al tempo di Gesù anche i giudei erano arrivati a credere alla risurrezione. Questa credenza si basava sulla fiducia nella fedeltà di Dio, il vivente e fonte della vita, che di fronte alla sofferenza del giusto perseguitato e ucciso non poteva restare indifferente. Il suo intervento non poteva essere altro che quello di ristabilire l'equità, compensando con un dono di vita il giusto che aveva dato la sua vita per la fedeltà all'Alleanza, come annuncia la prima lettura di oggi dal libro dei Maccabei.
Il brano del vangelo ci mostra poi quanto ...

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Marco S.




I MODERNI
SADDUCEI

Non si è ancora spenta l'eco della commemorazione dei defunti che la liturgia di questa domenica ci richiama al mistero della vita eterna e della risurrezione.
Non sono solo le statistiche a dirci che molti cristiani, anche praticanti, non credono più a questo annuncio fondamentale della nostra fede.
I più riescono ad ammettere la sopravvivenza dell'anima o dello spirito. Molti non ci pensano dicendo: «Ma tanto di là non è mai tornato nessuno!». E Cristo? Cosa vuol dire allora che Egli è il Risorto?  «Ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati». Così san Paolo in 1 Corinti 15.
Ogni opinione è rispettabile, ma se neghiamo la risurrezione non diciamo di essere cristiani e soprattutto non facciamo finta di esserlo.

I SADDUCEI

I Sadducei erano uno dei partiti politico-religiosi presenti in Giudea al tempo di Gesù. Essi provenivano quasi esclusivamente dall'aristocrazia sacerdotale ed erano i custodi del potere del Tempio di Gerusalemme. Sadducei erano allora i sommi sacerdoti Anna e Caifa che costituivano una vera propria dinastia familiare.
Dei Sadducei conosciamo poco perché non ci sono pervenuti loro scritti. Quello che di essi sappiamo è possibile ricavarlo dalle opere di Giuseppe Flavio, che però era un fariseo e dai vangeli.
Il nome li fa risalire a Zadoq (o Sadoc) sommo sacerdote, insieme ad Abiatar, al tempo di David e Salomone. Come aggregazione politica fecero...
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Annamaria Fabri







dai numeri precedenti
30 ottobre 2016




QUANDO UN INCONTRO
TI CAMBIA LA VITA

In quest'ultima domenica di ottobre, alla vigilia della festa di tutti i santi, la liturgia ci propone l'incontro di Gesù con Zaccheo, «capo dei pubblicani e ricco». Un incontro che coinvolge anche la folla dei presenti.
Non sappiamo, né il vangelo ce lo fa in qualche modo supporre, perché Zaccheo sia stato spinto dalla curiosità di «vedere chi fosse Gesù». Sappiamo però che questa è stata l'occasione per una chiamata che lo ha portato a cambiare la sua vita.
Mi ha sempre colpito la semplicità e il desiderio di conoscere di quest'uomo che...

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don Paolo Aglietti





OGNISSANTI E MORTI
DUE GIORNI
PER RICORDARE

L'idea di una commemorazione liturgica collettiva di tutti i santi martiri nacque in oriente. Si celebravano i martiri perché la loro morte, chiamata il dies natalis, cioè il giorno della nascita (al cielo) li rendeva simili a Cristo e sicuramente uniti a lui.
Fin da principio infatti si era soliti celebrare l'eucarestia sulle tombe di coloro che avevano testimoniato Gesù Cristo con il sacrificio della loro vita: martire infatti significa "testimone".
Questa festa si celebrava la prima domenica dopo Pentecoste per mostrare a tutti i fedeli ...

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Marco S.

Una storia che continuamente si ripete

DAGLI EVVIVA!
AL CRUCIFIGE!
ERANO IN TANTI...
...FORSE GLI STESSI

Il ruolo della folla nei vangeli e non solo

Secondo i vangeli Gesù ha avuto nella sua attività di rabbì itinerante la folla come presenza costante in quasi tutte le sue azioni e ad essa spesso si rivolge nel suo insegnamento.
Fin dall'inizio della sua vita pubblica Gesù è un personaggio ricercato sia come guaritore che come maestro. La folla si stringe spesso intorno a lui tanto che qualche volta sembra impedirgli i movimenti costringendolo a nascondersi, infastidito dalle loro richieste: «Se non vedete segni e prodigi...»...

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Annamaria Fabri




IL CIMITERO
LUOGO
DELLA MEMORIA

La visita alle tombe di coloro che ci hanno preceduto in questa vita affonda le radici nell'antichità più remota e manifesta il legame che ci unisce alle generazioni precedenti. 
Il cimitero è il luogo simbolico dove avvicinandoci fisicamente alle tombe di quelli che ci hanno preceduto possiamo riconoscere la nostra storia sia come singoli che come comunità.
Non c'è bisogno di scomodare il Foscolo ...

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A. C.




 



dai numeri precedenti
23 ottobre 2016




DUE UOMINI
DI FRONTE A DIO
NELLA LORO VERITÀ

«due uomini salirono al tempio a pregare:
uno era fariseo e l'altro pubblicano.»
(Luca 18,10)

Il brano del vangelo (Luca 18, 9-14) che parla del "fariseo e del pubblicano" e che la liturgia di oggi ci propone, è sicuramente conosciuto da tutti e, proprio per questo, rischia di essere messo da parte come cosa scontata, tanto più che, seguendo l'interpretazione tradizionale, ci si limita alla critica del fariseo e alla esaltazione del pubblicano. Poi ognuno di noi si identifica con quest'ultimo e si mette l'animo in pace: farisei sono gli altri e quindi ci sentiamo tutti a posto.
Questa è una falsa posizione perché, se leggiamo il testo con attenzione, ci accorgiamo che l'evangelista Luca utilizza questi due personaggi (il fariseo e il pubblicano) non solo per parlare alla sua comunità, ma anche ad «alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». Il fariseo diventa così...

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don Paolo Aglietti





MISSIONE E PREGHIERA

La missione nasce dal desiderio del Padre di volere che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità (1Tm2,4).
In Thailandia, dove i cristiani sono solo lo 0,6 % della popolazione, questo desiderio di Dio lo si tocca con mano, diventa sempre più proprio e si vorrebbe si realizzasse al più presto.
In contesto non cristiano ci si rende conto sempre di più che è la verità di Cristo che rende liberi, che dà alla vita il pieno significato e ci rende pienamente umani.
Questa missione di Dio, che diventa missione della Chiesa, Gesù la mette in preghiera: "La messe è molta ma;...

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Suor Valentina
Missionaria Saveriana

GIORNATA
MISSIONARIA MONDIALE

Chiesa missionaria, testimone di misericordia

Nel suo messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale papa Francesco ci invita a «guardare alla missione come una grande, immensa opera di misericordia sia spirituale che materiale...  siamo tutti invitati ad "uscire", come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all'intera famiglia umana». La prima "uscita" è la preghiera che facendoci chiamare Dio "Padre" ci colloca nella vera relazione con il mondo intero.




Mese Missionario
Missione e Misericordia

Caro Don Paolo e carissimi amici di Castello,
ciao a tutti, come state? Vi penso bene!

Eccomi a voi in questo mese missionario per augurarvi ogni bene nel Signore Gesù e ringraziarvi per la vostra amicizia, la vostra solidarietà e il vostro ricordo fraterno. Da tanti anni conosco la vostra comunità aperta, missionaria, accogliente.
Si !  Siamo tutti chiamati a vivere la missionarietà ovunque siamo e il messaggio di papa Francesco ce lo ricorda: "Nell'andare per le vie del mondo è richiesto ai discepoli di Gesù quell'amore che non misura, che è per tutti, che annuncia il dono più bello che Lui ci ha fatto: la sua vita e il suo Amore". Allora quale sarà la strada da seguire?
Ad Assisi il Papa
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Suor Rosalinda
Missionaria Saveriana




Castello_7,
compie 26 anni.
Un cammino lungo che ha accompagnato la storia della nostra parrocchia.
Un cammino che, ci auguriamo, sia stato di crescita, di consapevolezza e di conoscenza non solo della nostra fede, ma anche delle realtà in cui viviamo.