Maigret, ascoltando
la strana telefonata di un tipo esagitato che si dichiarava inseguito da
fantomatici assassini, non potè fare a meno di pensare: "Ci siamo...
Un altro pazzo... E' la giornata...".
Davanti a lui,
nel suo ufficio al Quais des Orfèvres, sedeva infatti una vecchia
signora fermamente decisa a fargli perdere molto tempo prezioso con un'assurda
storia di terribili parenti che, a suo dire, le propinavano veleni dalla
mattina alla sera. I fatti dovevano però dimostrare che almeno uno
dei due pazzi, quello della telefonata, non era poi del tutto tale. Infatti,
quel poveretto, venne rinvenuto quella stessa notte ucciso e abbandonato
in piena Place de la Concorde con il viso tanto sfigurato da impedirne
per giorni e giorni l'identificazione. Il commissario si dedicò
con la consueta passione al caso. Una particolare circostanza doveva infine
porre Maigret sulla pista diretta a scoprire non solo chi aveva ucciso
il "suo morto" ma anche un "qualcosa" che lo tormentava da tempo.
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