La prima inchiesta di Maigret
La première enquete de Maigret
(1949)

1913: sullo sfondo fastoso di una visita reale alla Ville Lumière Simenon ci presenta un Maigret inedito, giovane poco più che ventenne, agli inizi della carriera. E' sposato da cinque mesi, ma la moglie già rivela la tranquilla devozione e la dolce saggezza di cui gli darà prova per tutta la vita. Quanto a lui è già abbastanza massiccio e abbastanzo testardo, ma ancora "troppo idealista", come osserva un suo superiore; prende il caso di petto, vuole capire, giungere alla verità, una Verità con la V maiuscola.
Non ha ancora raggiunto quella matura saggezza che lo porterà a voler solo conoscere, senza necessariamente giuficare, le debolezze umane. Il Maigret giovane è battagliero, crede di poter modificare il destino altrui e tiene il broncio come un ragazzino allorchè, dopo aver scoperto un insospettato delitto e l'autore, vede l'opera della giustizia frustata dalla potenza finanziaria e politica delle persone che sarebbero coinvolte nello scandalo se la faccenda diventasse di dominio pubblico. A temperare un poco l'amarezza di Maigret giungerà una promozione: il passaggio da un commissariato di zona al Quai des Orfèvres.