Siamo in Arizona
e il dibattito bonario e familiare, che si svolge in un'affollata e caldissima
aula del tribunale di Tucson, ci presenta un Maigret inedito, confuso tra
il pubblico chiassoso presente al processo, in mezzo a pistole a tambuto,
a spavaldi "rancheros" che lo chiamano confidenzialmente col nome di battesimo.
L'atmosfera è quella del film western con il caratteristico colore
locale.
Questo nuovo
Maigret si trova ad assistere dapprima con indifferenza, poi via via con
sempre maggiore interesse, alle fasi di un'inchiesta: cinque militari,
che prestano servizio all'aeroporto di Tucson, sono imputati dell'assassinio
di Bessy, la giovanissima ragazza ritrovata cadavere sui binari della ferrovia.
L'inchiesta procede lentamente; l'aula è sempre affollatissima e
il caldo insopportabile. Gli interrogatori procedono apparentemente senza
un particolare metodo psicologico, senza colpi di scena: insomma nella
massima semplicità, se vogliamo, quasi con "ingenuità": il
commissario ne rimane sconcertato. Nondimeno - ed è ciò che
conta - il colpevole sarà smascherato.
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