Maigret dal giudice
Maigret chez le coroner
(1949)

Siamo in Arizona e il dibattito bonario e familiare, che si svolge in un'affollata e caldissima aula del tribunale di Tucson, ci presenta un Maigret inedito, confuso tra il pubblico chiassoso presente al processo, in mezzo a pistole a tambuto, a spavaldi "rancheros" che lo chiamano confidenzialmente col nome di battesimo. L'atmosfera è quella del film western con il caratteristico colore locale.
Questo nuovo Maigret si trova ad assistere dapprima con indifferenza, poi via via con sempre maggiore interesse, alle fasi di un'inchiesta: cinque militari, che prestano servizio all'aeroporto di Tucson, sono imputati dell'assassinio di Bessy, la giovanissima ragazza ritrovata cadavere sui binari della ferrovia. L'inchiesta procede lentamente; l'aula è sempre affollatissima e il caldo insopportabile. Gli interrogatori procedono apparentemente senza un particolare metodo psicologico, senza colpi di scena: insomma nella massima semplicità, se vogliamo, quasi con "ingenuità": il commissario ne rimane sconcertato. Nondimeno - ed è ciò che conta - il colpevole sarà smascherato.