Maigret e il pazzo di Bergerac
Le fou de Bergerac
(1932)

Compiuto a La Rochelle nel marzo del 1932 e pubblicato quello stesso anno, Il pazzo di Bergerac sembra mettere a dura prova la strategia d'indagine di Maigret, che d'abitudine tende a impregnarsi di un luogo, a coglierne l'atmosfera, a sentire piuttosto che a pensare, a perdersi nella vita degli altri per smascherarne la menzogna. Immobilizzato in una camera d'albergo da una grave ferita alla spalla, il commissario questa volta dovrà infatti rinunciare alle amate flàneries per accettare un punto di vista mediato ma solo in apparenza deviante, di cui è emblema la finestra-occhio sul mondo. Da questa finestra anche il lettore imparerà a osservare la piazza di Bergerac per vedere Bergerac.

"Lo sconosciuto, giunto in fondo al corridoio, ha aperto lo sportello. Non è un caso! In quel preciso momento il treno rallenta. Ai lati della strada ferrata si intravede una foresta. Una luna invisibile rischiara le rare nuvole.
"Stridore di freni. Da ottanta all'ora la velocità dev'essere scesa a trenta, forse meno. "E l'uomo salta giù, scomparendo al di là della scarpata dove probabilmente atterra rotoloni. Un attimo di riflessione, poi anche Maigret si lancia. Non rischia niente, il treno ha rallentato ancora. "Si getta nel vuoto. Cade su un fianco, ruzzola, fa tre giri su se stesso e si ferma davanti a uno sbarramento di filo spinato. "Un fanale rosso si allontana nello sferragliare del convoglio".