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Aegina,
come ogni altra isola greca affonda le proprie origini nei meandri della
mitologia: Eaco, figlio di Giove e uno dei tre guardiani delle tenebre decide
di soggiornarvi dedicando al posto il nome di sua madre, appunto Aegina.
In seguito, sempre secondo il mito, trova riparo qua Afea, la Dea invisibile,
perseguitata da Minosse e divenuta appunto invisibile nel tentativo di sfuggire
alle sue ossessionanti avances. Di fatto ai tempi di Minosse, Aegina attraversa
un buon grado di civiltà e popolamento all'ombra del grande impero
cretese col quale intrattiene rapporti commerciali più o meno intensi.
Questa civiltà sarà destinata a seguire la traiettoria di
Creta per ricomparire solo dopo la guerra di Troia attorno al 1200aC con
l'arrivo di popolazioni doriche che da Epidauro attraversano lo stretto
con il Peloponneso aprendo sull'isola un nuovo ciclo di civiltà destinato
a perdurare per almeno 9 secoli fino appunto ai tempi di Alessandro. |
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Aegina
resterà infatti nella storia come la prima città Stato della
Grecia classica a battere moneta già 8 secoli prima della nascita
di Cristo. La sua richezza è ben documentata dal possesso di una
flotta importante che prese parte a fianco di Atene e Sparta alla gloriosa
battaglia di Salamina, dalle opere d'arte lasciate ai postumi da una schiera
di scultori illustri (Smilis, Glafkias e soprattutto Onatas, maestro di
Policleto e Fidia), dall'antichissima industria di lavorazione del bronzo
e della ceramica e per aver anticipato Atene nella costruzione della sua
Acropolis, costruita a Aegina una generazione prima nella regione di Ayia
Marina sull'altopiano. Da sottolineare che Aegina, proprio a causa delle
sue origini doriche e per i suoi legami con Sparta, descrive lo stesso rapporto
che gli USA hanno avuto negli ultimi decenni con Cuba, un rapporto conflittuale
che contrappone un'isola all'apparenza piccola di fronte a una grande potenza
come era ai tempi di Pericle, Atene. Tale rapporto si concluderà
con l'occupazione militare ateniese di Aegina e l'arrivo sull'isola di ateniesi
illustri tra cui Ariston e il padre della commedia classica, Aristofane. |
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Oggi
Aegina resta celebre agli ateniesi per l'one day trip che sposta sull'isola
12 mesi all'anno migliaia e migliaia di famiglie alla ricerca di un po'
di svago in natura, alle scolaresche (sempre ateniesi) per la fascinosa
salita sul tempio di Afea, a chi soffre di dolori reumatici per le terme
di Souvala e ai buongustai per il pistacchio più gustoso mai degustato,
l'Eghinis, trade mark assoluto dell'isola. E' da sempre un'isola molto romantica
e per la sua atmosfera rilassante è sempre stata scelta come dimorra
estiva dei più rinnomati esponenti della letteratura greca, ricordiamo
fra tutti i due nobelisti Elitis e Seferis, l'ateo Kazantzakis, il comunista
Sikelianòs e tanti altri ancora. Non bisogna infine dimenticare Aegina
come meta di un turismo religioso proveniente da tutta la Grecia ad onorem
dell'ultimo religioso santificato dalla Chiesa Ortodossa, l'arcivescovo
Nectarios, personaggio popolare molto discusso per le sue presunte qualità
sovranaturali che visse sull'isola nei primi decenni del '900 fondando nella
regione di Messagròs l'immenso monastero che prende oggi il suo nome. |
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Chi desiderasse sfuggire un po' al caos specialmente domenicale di Ayia Marina due soluzioni alternative sono da qui facilmente raggiungibili. La prima a nord è Vayìa, minuscolo villaggio di pescatori munito di due piccole spiagge a sabbia in loco e a Tourles si trova a poca distanza dal villaggio di Messagròs e a 12km di strada dal capoluogo. Vayìa è molto indicata agli amici del subacqueo per la ricchezza dei suoi fondali e per la pescosità del mare mentre sorprende per la vegetazione lussureggiante con la pineta pronta a tuffarsi a mare.
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La strada porta fino al promontorio di Kolona sede dell'omonimo sito archeologico chiamato così per l'unica colonna ancora rimasta in piedi, dopo secoli di abbandono, distruzioni e saccheggi. Il sito ha ormai compiuto 5 mila anni di storia e presenta una sovrapposizione di ruderi che vanno dall'età neolitica ai tempi dei ptolemei. Sulla costa si estende la più bella delle spiagge del luogo, Kolona, piccola ma superiore per la tranquillità e per le panoramiche sul tempio di Apollo. Sempre a Kolona si trova anche il museo archeologico della città. |
Il
turismo a Aegina ha sempre avuto una forte connotazione religiosa fondamentalmente
a causa della presenza del venerato monastero di San Nectario a cui se ne
aggiungono diverse altre chiese e monasteri dal valore storico indiscutibile
tutte quante concentrate attorno alla via Faneromenis, la via che collega
Ayia Marina al capoluogo. Il convento di San Nectario dedicato al suo fondatore
e ultimo santo dell'ortodossia ellenica (1961) è un'imponente costruzione
del primo novecento, di certo una delle chiese più dimensionate di
tutta la Grecia. Ayios Nectarios può essere paragonato per carisma,
popolarità, percorso di vita e qualità miracolanti a Padre
Pio, l'uomo che "sapeva trasformare i miscredenti in credenti, i persecutori
in difensori, gli inflessibili in generosi e i malati in sani". A 6km
dal capoluogo, la cattedrale si distingue per le altissime torri che sfiorano
i cieli, per i suoi infiniti piani e per le sue arcate rosse, molto appariscenti.
Festeggia il santo il 9/11 di ogni anno trascinando sull'isola migliaia
e migliaia di fedeli da tutta la Grecia e Cipro. Ospita oggi una quindicina
di suore e per la quantità di doni ricevuti è considerato
uno dei monasteri più sontuosi di tutta la Grecia. |
A
poca distanza da San Nectario troviamo due ulteriori monasteri storici di
Aegina, sulla strada per Souvala, il convento di Santa Caterina (Ayia Ecaterini),
un cascinale circondato da cipressi altissimi e distinguibile per la sua
cupola che svetta imperiosa. E l'interessantissimo monastero-fortezza della
Vergine la Chrissoleontissa, probabilmente il più interessante da
vedere su un piano architettonico, simile per caratteristiche ai monasteri
del Monte Athos. Costruito nel XVII secolo sulle rovine di un monastero
ancora più vecchio venne più volte distrutto e ricostruito
sulle colline a sud di Ayios Nectarios e a meno di 5km di distanza da quello.
Nascosto nella brughiera questo monastero che prende il nome dalla celebre
icona di Maria rinvenuta nelle vicinanze è stato per secoli la più
importante istituzione religiosa dell'isola e nei tempi di crisi belliche,
proprio per le sue caratteristiche difensive, un andro di combattenti partigiani.
Il monastero è perfettamente squadrato, circondato da mura spesse
e alte sulle quali sono state costruite diverse torri e bastioni. Le finestre
sono delle minuscole feritoie tutte quante posizionate in alto. In mezzo
un'estesa corte squadrata e la basilica della Vergine in ritmo tardobizantino
con tre cupole e tre ingressi. Sorprendente per le viste e il silenzio circostante
si anima il giorno di ferragosto innescando la seconda più importante
sagra popolare di Aegina. |
Il giro per le chiese di Aegina non può non passare per la basilica di Ayios Theodoros a Asomati, un quartiere del capoluogo a 2km di distanza da qui, una delle più belle immagini da portarsi dietro dall'isola. Costruita nel XIII secolo è una delle più antiche chiese dell'isola e anche una delle più pittoresche considerato che poi prende il nome di "Omorfi eklesia", chiesa bella. Una foto merita anche la più cicladica delle basiliche di Aegina (dopo quella del capoluogo), Faneromeni, che dà anche il nome alla via che collega Aegina a Ayia Marina. Del XIV secolo, l'Annunziata consiste di un complesso di due piccole basiliche una delle quali nasconde nelle sue strutture una piccola grotta. Da ammirare qui l'icona portata in pellegrinaggio il 25/3 di ogni anno. |
A 2km dal capoluogo Aegina sorge la basilica di Ayios Theodoros a Asomati, una delle più belle immagini da portarsi dietro dall'isola. Costruita nel XIII secolo è una delle più antiche chiese dell'isola e anche una delle più pittoresche considerato che poi prende il nome di "Omorfi eklesia", chiesa bella. Una foto merita anche la più cicladica delle basiliche di Aegina (dopo quella del capoluogo), Faneromeni, che dà anche il nome alla via che collega Aegina a Ayia Marina. Del XIV secolo, Vergine l'Annunziata consiste di un complesso di due piccole basiliche una delle quali nasconde nelle sue strutture una piccola grotta. Da ammirare qui l'icona portata in pellegrinaggio il 25/3 di ogni anno.
La chiesa storica di Faneromeni e a destra a sacra icona di Faneromeni, la Vergine nera |
Infine
non andrebbe tralasciato quel complesso di chiese e monasteri sconsacrati
che si arrampica sulle colline sopra Ayios Nectarios nei limiti della vecchia
capitale dell'isola Paleochora, abbandonata da due secoli e oggi purtroppo
in rovine nonostante alcuni timidi tentativi di restaurazione intraprese
di recente. Paleochora è una ghost town che sotto certi aspetti ricorda
la capitale dell'ortodossia Mistràs nel Peloponneso per il gran numero
di basiliche e cappelle ancora salve nei dintorni. Su questo colle era concentrata
una buona percentuale della popolazione dell'isola durante il medioevo quando
le frequentissime incursioni piratesche rendevano poco sensato vivere sulla
costa. Tra le venti e passa chiese ancora in piedi su questo sito e ai piedi
della cinquecentesca fortezza bizantina che le doveva proteggere in cima
al colle, vanno distinte per i loro affreschi e le loro strutture la chiesa
di San Dionisio, quella di Episkopì costruita dentro la roccia, il
monastero di Ayia Kiriakì del XVII secolo nel centro del paese con
la sua doppia basilica e la chiesa azzurra di San Giovanni l'evangelista,
detta azzurra per la cupola e il campanile azzurri. Molto indietro nel tempo
ci sposta la chiesa di Mavrikà del XIII secolo, ormai in ruderi. |
La
costa occidentale di Aegina promette bene sul fronte del mare in tre punti:
Fàros a nord a poca distanza dal capoluogo, Marathonas in centro
e soprattutto Perdilkas nell'estremo sud di Aegina, la più fascinosa
delle località di villeggiatura dell'intera isola. A Faros ha sede
un water park che potrebbe divertire molto i più picini mentre per
i più grandi ci sono una buona spiaggia, alcune buone taverne e un
tramonto meraviglioso che si ripete con ancora maggiore spettacolarità
nella spiaggia successiva di Marathonas, molto estesa a sabbia, alla portata
di bambini. La statale detta di Sfendouriou si conclude a Pèrdikas
via Aighinitissa e il viale degli eucalipti a meno di 10km da Aegina città,
villaggio di pescatori molto atmosferico costruito sulla punta di una penisola
con doppio accesso sul mare. |
Di
fronte l'attrazione più interessante del luogo è decisamente
l'isolotto disabitato di Monì da più di 30 anni dichiarato
riserva naturale in quanto habitat di faggiani, capre selvatiche, cerbiatti
e conigli. E' un'isola si direbbe double face con la facciata che guarda
verso Aegina totalmente denudata e quella invece che guarda a sud verso
Methana ricoperta di pineta e conifere molto rigogliose. Il mare da questa
parte non è particolarmente accogliente (divertirà di più
quelli che ricercano il subacqueo che gli altri) anche se il paesaggio è
molto avvincente, peccato per quella assurda costruzione mai terminata a
ridosso del porticciolo. Dispone di un campeggio e dista da Perdikas appena
10 minuti di barca. Sulla punta del colle una torretta abbandonata dai tedeschi
nella seconda guerra mondiale garantisce panoramiche spettacolari verso
le montagne di Aegina, l'isola di Aghistri, Perdikas e Methana. |
Un'ultima curiosità attorno a Perdikas è la cosiddetta Camera Oscura, uno stabile tutto rotondo provvisto di 12 feritoie che consente di riprendere il luogo a 360 gradi. |
Sopra
Marathonas invece e a partire dal villaggio montano di Pachia Rachi è
possibile intraprendere la scalata fino alla vetta del monte più
alto di Aegina, Oros (Montagna) o Elanio Oros a 530m di altezza dal livello
del mare. Il posto è incredibilmente suggestivo sia per i suoi riferimenti
storici - in posizione Sfyrichtres si trovava il tempio di Zeus l'Elanio,
di cui oggi restano alcune fondamenta, una porzione della muraglia ellenistica
e la bellissima chiesetta dei Taxiarchi costruita nel primo medioevo a partire
dai materiali ricavati dal tempio - che soprattutto per le panoramiche.
In giornate di scarsa umidità è possibile ammirare da qui
l'intero arcipelago della Saronide, le coste orientali del Peloponneso,
l'Argolide e le coste dell'Attica. |
L'isola di Aghistri
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Tutte
le spiagge possono essere raggiunte a piedi a poca distanza dal porticciolo:
Dragonera a poca distanza da Milos, consiste di due spiagge a sabbia di
piccola dimensione; Aponissos, roccia e pineta con un mare favoloso color
turchese e scogliera è una delle spiagge più belle dell'isola
insieme a Limenaria, una sinfonia del verde che finisce nel blu, piccolo
attracco, poche casette di pietra qua e là e una chiesa storica,
quella di Ayia Kyriakì. Bella la spiaggia anche a Skala, la golden
beach dell'isola, la più indicata a chi accompagna bambini, sabbiosa
e poco fonda. Infine per i più temprati, due spiagge molto sceniche
a ciottoli troviamo a Sklirì (Dura) e con vista sull'isola di Monì
la bellissima Chalikiada, entrambe declamate dai naturisti ostiche da raggiungere,
ideali per lo snorkelling. Una sagra religiosa è segnalata il giorno
di ferragosto nel cortile della chiesa di Panayia nel villaggio di Metòchi. |
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