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| Il turismo su Itaca assume spesso l'aspetto del day trip da Cefalonia e raramente ha l'isola come suo esclusivo obiettivo. E' molto centrato attorno ai yacht che d'estate popolano lo stretto con destinazione Kioni, un formidabile villaggio costiero a nordest di Itaca o Vathì il capoluogo sulla stessa linea di costa. E non poteva essere altrimenti visto che la maggior parte delle spiagge è accessibile per sola imbarcazione propria, considerata la superba rocciosità del terreno e la povertà di vie terrestri. Deluso resta di solito chi pensa di trovare sull'isola traccia dei clamorosi fasti del racconto omerico: Itaca ha sì avuto una storia che tocca i 5 mila anni, ma il suo splendore sta più nella sfera del mito che in quello della realtà. Rimane soprattutto una metafora, la meta da raggiungere anche a costo delle più terribili sofferenze e sopportazioni. L'utopia della terra promessa a cui Ulisse destina tutte le sue fatiche, l'ultima destinazione di Costantino Kavafis, quella veramente desiderata. Il simbolismo di Itaca non poteva lasciare indifferente il mondo dell'arte che puntualmente, alla fine dell'estate si ritrova qua per dar vita a manifestazioni teatrali e musicali. | |||||
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Il museo archeologico è piuttosto povero se non per un'anfora di età geometrica e un'incisione che menziona due divinità femminili Athena e Hera rinvenuta a nord dell'isola. Molti dei ritrovamenti provengono dalle vicine grotte delle Ninfe dove secondo il racconto Omerico Ulisse avrebbe nascosto i doni portati dall'isola dei Feaci. Vathì by www.airphotos.gr |
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Kaminia |
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Il nord di Itaca Chi intende visitare Itaca a partire da Fiscardo potrebbe scegliere il porticciolo di Stavròs come punto di approdo dimenandosi per le curiose contrade settentrionali dell'isola molto simili per caratteristiche a quelle di Fiscardo anche se decisamente meno battute. Qua e similmente alle spiagge di Fiscardo, il mare è più profondo, le spiagge sono quasi sempre a ciottoli bianchi e grossi, la vegetazione è ancor più intensa e l'acqua fredda come non mai nello Jonio. Sono spiagge di piccola e piccolissima dimensione spesso schiacciate da pareti di roccia altissime, di difficile accesso e non alla portata di tutti. Le uniche che vantano un'elementare livello di organizzazione sono quelle attorno al porticciolo di Stavròs (Polis) sullo stretto con Cefalonia. Le più spettacolari sono quelle site lungo il golfo di Afalès nell'estremo nord dell'isola, un misto di tropicale e tirrenico con alle spalle ambienti di roccia di assoluta bellezza e drammaticità. Afalès e Marmakas alternano un'infinità di calette bianchissime schiacciate dalla montagna e raramente comunicanti tra loro. Sono accessibili solo per imbarcazione propria o lungo sentieri in discesa di difficile percorribilità. Raggiungerle richiede pertanto un dispendio di energie che non tutti si possono permettere. Ci si limita a guardarle dall'alto dei villaggi di Exoghì e Platrithiàs da dove la vista sul golfo e sui tre mari è qualcosa di indimenticabile. |
Le spiagge più popolari della zona si trovano a sudest di Stavròs nelle due estese insenature che si alternano in corrispondenza di Frikes e Kioni. Qui la combinazione mare-montagna è meno biblica rispetto a Afalès ma le spiagge sono più accessibili, ben ombreggiate e con qualche tratto di ghiaia fine per lo sdraio. Pinetta, eucalipti ma anche cipressi e ulivi invadono le spiagge offrendo all'acqua sfumature di verde molto suggestive. Questo ambiente cambia poco passando dalle 4 spiagge di Kourvoulia nel golfo di Frikes al golfo detto di Mavronàs e alla spiaggia di Skinari a 20 minuti di strada da Kioni. Mare pescoso ovunque e ottime possibilità di perlustrazione subacquea (informarsi sulle correnti). Servizi inesistenti bisognerà premunirsi di acqua e di tutto l'occorrente. |
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Itaca sul web Ithaki.gr:
il sito comunale Sagre popolari e religiose a Itaca 24/6 a Kioni
festa di San Giovanni |
Stavròs è il paese più popolato della regione e dista dal capoluogo 16 km di strada litoranea passante per il porticciolo di mezzo, Lefki con la sua ottima spiaggia (Ayios Ioannis). Situata sull'altipiano guarda verso la totalità delle coste settentrionali dell'isola in direzione Cefalonia, Lefkada e Acarnania. Qua nel mezzo a tre massicci e con vista sui tre mari dovrebbe secondo gli scavi essere sita l'antica città di Pilicata, sede del Palazzo di Ulisse. Da Stavròs parte una serie di stradine secondarie che ci permettono di scoprire la parte più tradizionale dell'isola, a partire dai villaggi costieri di Frikes e Kioni, il secondo in fase oggi di rapido recupero, non a torto considerato il borgo più pittoresco di tutta l'isola. Kioni raccoglie anche la massima parte del turismo nella regione e grazie alla sua marina un numero considerevole di yacht. Dispone di piccole pensioni per il pernotamento e buone osterie ove provare le specialità del posto a base soprattutto di pesce. Altrettanto dicasi per la sua frazione Frikes sita a pochi chilometri a nord di Kioni, un paese largamente rimaneggiato dal terremoto del '53 (e da quelli che ne seguirono) arrampiccato sulla roccia e con gloriosi ricordi di resistenza agli invasori nazifascisti. | Sempre
partendo da Stavròs è possibile perscrutare i due villaggi
montani di Itaca, la super panoramica Exoghì
che domina il pelago dall'alto dei suoi 350m di altezza e a sud il villaggio
semiabbandonato di Anoghì costruito
a 550m dal livello del mare su una vallata del monte Niriton. Exoghì
fù, grazie alla sua posizione molto privilegiata dai Veneziani e
divenne il centro più importante dell'isola durante i due secoli
della loro dominazione. Anoghì conta appena una settantina di abitanti
anziani ed è ormai in via di costante declino. E' dotata di una curiosità
geologica, i celebri a Itaca Menir citati da Omero nell'Odissea come Korakos
Petra (la pietra del corvo): trattasi di una serie di monoliti alti anche
più di 40m di roccia granitica che spuntano qua e là per il
circondario e a cui i locali hanno dato diverse denominazioni (Araklìs,
Kavalieris, ecc.). A Anoghì si trova il monumento ecclesiastico più
venerato di Itaca la Cattedrale dedicata a Vergine Maria del XII secolo
ristrutturata grazie al supporto di ricchi armatori locali negli anni '60.
La sagra locale raccoglie il maggior numero di visitatori e non solo da
Itaca. |
A sud di Anoghì sulla strada che ci riporta a valle incrocciandosi con quella principale Vathì - Stavròs si trova infine l'unico monastero ancora attivo di Itaca, la Madonna di Katharà secondo alcune fonti fondato da una seta eretica diffusa ai tempi protocristiani (Kathariotes). Abitato da un solo monaco rimane fortemente caratteristico oltre che ultrapanoramico e celebra l'icona miracolosa di Maria oggi custodita nella cattedrale di Vathì ogni anno l'8 settembre.
Exoghì |
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rendez vous a Kioni |
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