Due colli uniti da un istmo, l'isola di Ulisse, è collegata con Cefalonia (Sami, Ayia Efimia, Poros e Fiscardo), con Lefkada (Nydrì) e con la regione dell'Akarnania (Astakòs) nel continente. E', nonostante il suo simbolismo intenso poco toccata dal turismo ed è poco sviluppata in questo senso: offre molta tranquillità, mare cristallino anche se non molto "facile", buone occasioni di camminata in natura aperta e buone possibilità di esplorazione subacquea. Riproduce per bellezze paesaggistiche la penisola di Erissos (Fiscardo) anche se qua manca quel clamore che ha fatto di Fiscardo uno dei luoghi estivi più frequentati della Grecia. Ha una superficie di 103km2 prevalentemente rocciosa (punta massima in corrispondenza del monte omerico Niriton 803m dal livello del mare) sulla quale si distribuiscono una decina di insediamenti tra cui Vathì, il capoluogo nella settore meridionale dell'isola, Lefki, Stavròs, Kioni e Platrithiàs in quello settentrionale. Il turismo su Itaca assume spesso l'aspetto del day trip da Cefalonia e raramente ha l'isola come suo esclusivo obiettivo. E' molto centrato attorno ai yacht che d'estate popolano lo stretto con destinazione Kioni, un formidabile villaggio costiero a nordest di Itaca o Vathì il capoluogo sulla stessa linea di costa. E non poteva essere altrimenti visto che la maggior parte delle spiagge è accessibile per sola imbarcazione propria, considerata la superba rocciosità del terreno e la povertà di vie terrestri. Deluso resta di solito chi pensa di trovare sull'isola traccia dei clamorosi fasti del racconto omerico: Itaca ha sì avuto una storia che tocca i 5 mila anni, ma il suo splendore sta più nella sfera del mito che in quello della realtà. Rimane soprattutto una metafora, la meta da raggiungere anche a costo delle più terribili sofferenze e sopportazioni. L'utopia della terra promessa a cui Ulisse destina tutte le sue fatiche, l'ultima destinazione di Costantino Kavafis, quella veramente desiderata. Il simbolismo di Itaca non poteva lasciare indifferente il mondo dell'arte che puntualmente, alla fine dell'estate si ritrova qua per dar vita a manifestazioni teatrali e musicali.

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Ulisse

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Kourvoulia

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Kathara

   

Vathì il capoluogo è costruita su una delle sponde dell'omonimo golfo chiamato così per la sua considerevole ampiezza e profondità. La posizione di questa pittoresca borgata di all'incirca 2000 abitanti è senza dubbio molto panoramica e lascia sempre un ottimo ricordo al visitatore. Uno continuum di collinette dolci e insenature minuscole sommerse nella più fitta vegetazione, rendono il primo impatto estremamente fotografico. Vathì non è stata risparmiata dal terremoto del '53 pertanto ha un aspetto moderno, più o meno in linea con lo stile eptanesiaco ma senza particolari attrattive architettoniche. Promette soprattutto romantiche promenades tardopomeridiane lungo la linea di costa, buone panoramiche verso le due sponde del golfo e i canali che si creano dall'incredibile gioco della roccia, tramonti straordinari a partire dai quartieri alti del borgo e qualche osteria buona per la cena.

Il museo archeologico è piuttosto povero se non per un'anfora di età geometrica e un'incisione che menziona due divinità femminili Athena e Hera rinvenuta a nord dell'isola. Molti dei ritrovamenti provengono dalle vicine grotte delle Ninfe dove secondo il racconto Omerico Ulisse avrebbe nascosto i doni portati dall'isola dei Feaci.

Vathì by www.airphotos.gr

Molto favorevole a chi porta con sè bambini o persone meno giovani è il mare nei limiti del golfo: quella locale, Loutsa è una delle poche spiagge a sabbia di Itaca. La meglio organizzata rimane Dexià di recente dotata anche di bandiera azzura (la sesta bandiera azzura della prefettura di Cefalonia dopo Xi, Makris Yalòs, Petanì, Antisamos, Skala e Mirtos) per l'ottimo mare e le buone misure di sicurezza. Seguono a poca distanza a nordest del golfo la verdissima baia di Skinos con quattro spiagge, Skinos, Mnimata, Gidaki e Filiatrò. Gidaki è decisamente la più scenica per l'ambiente di roccia nel quale è inquadrata le altre sono piatte, sempre a ciottoli e protette da una barriera di pinetta molto fitta che in alcuni tratti si tuffa letteralmente nel mare. Un'altra baia di pini molto battuta è Sarakinò un vecchio ormeggio di pirati, raggiungibile sia in barca, che a piedi dopo un breve sentiero da Vathì. La moderata profondità del mare, il riparo dal sole e la presenza di servizi e acqua potabile hanno reso molto popolari queste spiagge negli ultimi anni. Più staccate, sono sempre sullo stesso tratto di costa Kaminia, spiaggia favolosa con nei pressi un'infinità di calette private particolarmente sceniche che però premieranno i soli possessori di imbarcazione propria.

Lo sbarco a Itaca avviene solitamente dal porticciolo di Aetòs a poca distanza a sud di Vathì sito nel punto più stretto dell'isola (un istmo largo meno di 300m) e sulla strada per Stavròs e il settore settentrionale. A Mesa Aetos nella parte opposta dell'istmo si trova una bella spiaggia ben riparata, che riscuote un discreto successo d'estate. Sopra Aetòs si trova l'antica Akropolis di Alalkomenès attorno alla quale si estendeva l'antica capitale dell'isola. I resti di questo sito che i locali attribuiscono al Palazzo reale di Ulisse dovrebbero corrispondere con la capitale aristotelica di Itaca visto che la loro origine non va oltre l'VIII secolo aC. Il sito fù portato alla luce nei primi del '900 dagli scavi di Erico Schlieman e i migliori ritrovamenti decorano ormai da decenni i musei archeologici di Londra e soprattutto Berlino.

Kaminia

Il comprensorio meridionale di Itaca è ormai quasi del tutto spopolato. Molto roccioso in realtà non ha mai conosciuto un popolamento costante se non in corrispondenza di Perachori a pochi chilometri da Vathì sull'altipiano di Petalaikòn la seconda montagna più alta dell'isola. La panoramicità di questo borgo rende particolarmente gradevole la visita specialmente con il calare del sole. Da qui un sentiero porta verso Paleochora la capitale medievale dell'isola distrutta da un potente terremoto nel XVII secolo, un borgo spettrale oggi in fase di recupero sul quale resistono in ruderi alcune interessanti capelle tardobizantine. Sempre nelle vicinanze di Perachori sull'altipiano di Marathià si trova la celebre dal racconto omerico fontana di Arethoussa (Krini Arethoussis) con una piccola area archeologica attribuita alle stalle di Evmeos, l'allevatore di maiali che doveva servire il Palazzo di Ulisse. A ovest di Paleochora si estende una piccola riserva forestale nota come Afentikòs Loggos e popolata di una quercia molto originale la Quercus Ilex. Infine a due ore di marcia da qui in direzione l'estremità sudoccidentale di Itaca il posto più estremo dell'isola è decisamente lo storico monastero di Taxiarchis distrutto dal terremoto e da allora abbandonato in balia delle forze del pelago. In posizione Vounì garantisce dall'alto dei suoi 500m dal livello del mare le migliori panoramiche che si possono ottenere dall'isola di Itaca.

Il nord di Itaca

Chi intende visitare Itaca a partire da Fiscardo potrebbe scegliere il porticciolo di Stavròs come punto di approdo dimenandosi per le curiose contrade settentrionali dell'isola molto simili per caratteristiche a quelle di Fiscardo anche se decisamente meno battute. Qua e similmente alle spiagge di Fiscardo, il mare è più profondo, le spiagge sono quasi sempre a ciottoli bianchi e grossi, la vegetazione è ancor più intensa e l'acqua fredda come non mai nello Jonio. Sono spiagge di piccola e piccolissima dimensione spesso schiacciate da pareti di roccia altissime, di difficile accesso e non alla portata di tutti. Le uniche che vantano un'elementare livello di organizzazione sono quelle attorno al porticciolo di Stavròs (Polis) sullo stretto con Cefalonia. Le più spettacolari sono quelle site lungo il golfo di Afalès nell'estremo nord dell'isola, un misto di tropicale e tirrenico con alle spalle ambienti di roccia di assoluta bellezza e drammaticità. Afalès e Marmakas alternano un'infinità di calette bianchissime schiacciate dalla montagna e raramente comunicanti tra loro. Sono accessibili solo per imbarcazione propria o lungo sentieri in discesa di difficile percorribilità. Raggiungerle richiede pertanto un dispendio di energie che non tutti si possono permettere. Ci si limita a guardarle dall'alto dei villaggi di Exoghì e Platrithiàs da dove la vista sul golfo e sui tre mari è qualcosa di indimenticabile.

Le spiagge più popolari della zona si trovano a sudest di Stavròs nelle due estese insenature che si alternano in corrispondenza di Frikes e Kioni. Qui la combinazione mare-montagna è meno biblica rispetto a Afalès ma le spiagge sono più accessibili, ben ombreggiate e con qualche tratto di ghiaia fine per lo sdraio. Pinetta, eucalipti ma anche cipressi e ulivi invadono le spiagge offrendo all'acqua sfumature di verde molto suggestive. Questo ambiente cambia poco passando dalle 4 spiagge di Kourvoulia nel golfo di Frikes al golfo detto di Mavronàs e alla spiaggia di Skinari a 20 minuti di strada da Kioni. Mare pescoso ovunque e ottime possibilità di perlustrazione subacquea (informarsi sulle correnti). Servizi inesistenti bisognerà premunirsi di acqua e di tutto l'occorrente.

         

Itaca sul web

Ithaki.gr: il sito comunale
foi.org, Friends of Ithaca
ithaki.org
Villa Eleni
l'album di gtp
Vacation-Ionian.com
Ithaki holidays
Greek Island Postcard
holiday.gr
Ithaca Greece
rossholidays.nl
vacation-greece.com
nyloo.com
greek myth
A tribute to Costa Kavafis
in.gr, a Frikes
airphotos.gr
sunvil.co.uk a Kioni
L'album di Sophie
travel-greece.org
igougo.com

Sagre popolari e religiose a Itaca

24/6 a Kioni festa di San Giovanni
30/6 a Frikes festa dei Santi Apostoli
17/7 a Exoghì festa di Ayia Marina
14/8 a Anoghì sagra popolare
15/8 a Platrithià festa dell'assunzione
8/9 festa della Vergine a Katharà

Stavròs è il paese più popolato della regione e dista dal capoluogo 16 km di strada litoranea passante per il porticciolo di mezzo, Lefki con la sua ottima spiaggia (Ayios Ioannis). Situata sull'altipiano guarda verso la totalità delle coste settentrionali dell'isola in direzione Cefalonia, Lefkada e Acarnania. Qua nel mezzo a tre massicci e con vista sui tre mari dovrebbe secondo gli scavi essere sita l'antica città di Pilicata, sede del Palazzo di Ulisse. Da Stavròs parte una serie di stradine secondarie che ci permettono di scoprire la parte più tradizionale dell'isola, a partire dai villaggi costieri di Frikes e Kioni, il secondo in fase oggi di rapido recupero, non a torto considerato il borgo più pittoresco di tutta l'isola. Kioni raccoglie anche la massima parte del turismo nella regione e grazie alla sua marina un numero considerevole di yacht. Dispone di piccole pensioni per il pernotamento e buone osterie ove provare le specialità del posto a base soprattutto di pesce. Altrettanto dicasi per la sua frazione Frikes sita a pochi chilometri a nord di Kioni, un paese largamente rimaneggiato dal terremoto del '53 (e da quelli che ne seguirono) arrampiccato sulla roccia e con gloriosi ricordi di resistenza agli invasori nazifascisti. Sempre partendo da Stavròs è possibile perscrutare i due villaggi montani di Itaca, la super panoramica Exoghì che domina il pelago dall'alto dei suoi 350m di altezza e a sud il villaggio semiabbandonato di Anoghì costruito a 550m dal livello del mare su una vallata del monte Niriton. Exoghì fù, grazie alla sua posizione molto privilegiata dai Veneziani e divenne il centro più importante dell'isola durante i due secoli della loro dominazione. Anoghì conta appena una settantina di abitanti anziani ed è ormai in via di costante declino. E' dotata di una curiosità geologica, i celebri a Itaca Menir citati da Omero nell'Odissea come Korakos Petra (la pietra del corvo): trattasi di una serie di monoliti alti anche più di 40m di roccia granitica che spuntano qua e là per il circondario e a cui i locali hanno dato diverse denominazioni (Araklìs, Kavalieris, ecc.). A Anoghì si trova il monumento ecclesiastico più venerato di Itaca la Cattedrale dedicata a Vergine Maria del XII secolo ristrutturata grazie al supporto di ricchi armatori locali negli anni '60. La sagra locale raccoglie il maggior numero di visitatori e non solo da Itaca.

A sud di Anoghì sulla strada che ci riporta a valle incrocciandosi con quella principale Vathì - Stavròs si trova infine l'unico monastero ancora attivo di Itaca, la Madonna di Katharà secondo alcune fonti fondato da una seta eretica diffusa ai tempi protocristiani (Kathariotes). Abitato da un solo monaco rimane fortemente caratteristico oltre che ultrapanoramico e celebra l'icona miracolosa di Maria oggi custodita nella cattedrale di Vathì ogni anno l'8 settembre.

Exoghì

E' possibile tornare a Cefalonia dal porticiolo di Lefki che dispone di frequenti collegamenti con Fiscardo. E' un borgo molto pittoresco che ha rischiato l'abbandono ma che si è risvegliato di recente grazie al successo della spiaggia locale e di quella vicina di Ayios Ioannis. Schiacciate dalle pareti più alte del Niriton sono due spiagge rocciose a ciottoli grossi dalla temperatura più gradevole (grazie alle correnti di bonanza che spirano nello stretto) e panoramiche uniche verso la penisola di Erissos in Cefalonia. Nelle grotte circostanti di questo tratto di costa ha fissato la sua dimorra in piccoli gruppi la foca monaca.

         

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