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Nei primi anni '80, quando visitai quest'isola, gli abitanti giovani si contavano sulle ditta delle mani. Tre di questi ricordo, arrivavano da fuori ed erano lì temporaneamente per motivi di lavoro: il responsabile della piccola centrale elettrica, il medico che faceva l'"Agrotikon" (servizio civile) e l'agente di polizia nel capoluogo. Li ho conosciuti all'unico allora, café del posto dove nel pomeriggio si intrattenevano giocando il tradizionale "tavli" (backgammon). Di certo erano di passaggio e probabilmente contavano le giornate di servizio che gli restavano prima di essere spostati. Non è stato difficile cogliere la noia profonda a cui queste persone erano costrette in un posto tanto sperduto, malcollegato e privo si servizi e stimoli come Anafi.
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Anafi, terra di deportazione
L'Antifascista |
Con
la chiusura definitiva dei centri di isolamento che segue la caduta del
regime dei colonelli, Anafi è entrata in una fase di letargo. Un
progressivo spopolamento poteva essere prevedibile visto l'impoverimento
di funzioni e servizi prodotti sul loco. La stessa scuola sarà costretta
a chiudere causa assenza di alluni e i pochi bambini residenti dovevano
spostarsi fino a Santorino per studiare. Niente poteva fermare il declino
se non il turismo che dopo la costruzione del porto a metà anni '80
ha cominciato ad affluirne. Col porto sono arrivare le auto, il pullmino
e una strada asfaltata destinata a assecondare il vecchio lastricato che
portava dopo 40 minuti di salita dal porto di Ayios Nikolaos a Anafi paese.
L'asfalto ha invaso addirittura le coste raggiungendo le due spiagge da
sempre più battute, Klissidi e Roukounas. Ai tempi totalmente deserte
queste due spiagge sono arrivate al punto di poter intrattenere i bagnanti
con rooms to let e taverne. La popolazione stabile a Chora è oggi
la stessa di quella di allora ma il numero di stabili abitativi è
più che raddoppiato. Il turismo ha col tempo gonfiato un po' tutto
sull'isola anche se niente va esagerato. Per quanto Anafi sia riuscita ad
accoglierlo negli ultima anni difficilmente va oltre quella compagnia giovanile
alla ricerca di una piccola avventura estiva in piena natura e lontano dal
mondo. |
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| Chora, Klissidi Roukounas
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Il
mare non è per niente male in diverse località a est del porticciolo
di Ayios Nikolaos: la più vicina è Klissidi seguono Katsouni
(oggi frequentata da naturisti), Mikros e Megalos Roukunas - la più
ampia e riparata delle spiagge di Anafi, sede dell'unico campeggio dell'isola.
Quindi , Katelimatsa (l'antico porto dell'isola tuttoggi sede di una piccola
area archeologica) e infine Kalamos. Site una dopo l'altra lungo la costa
meridionale sono tutte quante a sabbia dorata protette da una barriera di
almirikia (l'unica pianta che sopravvive in questo settore dell'Egeo) e
raggiungibili in barca o a piedi lungo un sentiero che parte da Ayios Nikolaos
e si conclude nel monastero di Panayia Kalamiotissa, una dei più
estremi luoghi di culto di tutto l'Egeo arrampiccata sul monolite di Kalamos
a 400m di altezza dal livello del mare. Fondato nell'800 sulle fondamenta
di un arcaico tempio dedicato a Apollo probabilmente da un gruppo di eremiti
offriva rifugio alla popolazione ai tempi dei pirati. |
Abbandonato da secoli offre oggi un tetto sotto le stelle agli avventurieri che decidono di sfidare il caldo per raggiungerlo e delle panoramiche sull'Egeo che non hanno pari. Nelle vicinanze le grotte del Dragone (Drokontospilià) possono essere raggiunti a piedi da qui o in barca da Ayios Nikolaos. Erano molto usate come riparo ai pirati ma anche come rifugio di pirati. Sono decorate di uno strato di stalagmiti e stalattiti non più in evoluzione. |
Un altro sentiero incrocciato a questo ma con destinazione l'entroterra si dirige verso il colle di Castelli sulla cima del quale è sita l'antica capitale dorica dell'isola, oggi area archeologica libera costituita di un cimitero, le rovine di una fortezza e qua e là i resti di qualche statua. L'area è delimitata da una bellissima capella nota come Panagia Drokari. A ovest invece del capoluogo si trova un monastero costruito nel primo 800, il monastero di Zoodochos Pighì: non ci sono stato ma sono curioso di sapere se sia ancora abitato. Si dice poi, che nella costa occidentale, impervia e raggiungibile solo via mare, sono presenti acque termali oggi abbandonate allo stato di natura.
Klissidi |
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| Anafi sul web | |||||
impossibile non strappare a costo di farsi del male un succoso frutto come questo fico d'India che a Anafi cresce quasi ovunque |
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foto
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