Situata nella parte meridionale delle Cicladi a 2 ore di nave da Santorini e a 10 da Pireo (104 miglia), la piccola Folegandros, è l'archetipo dell'isola arida e rocciosa, colpita dal vento e da un'inesorabile degrado dei suoli. Il paesaggio è quello delle Cicladi meridionali, rude e inospitale (qualcuno ha usato il termine "lunare"), quasi mai pianeggiato e in larghissima parte privo di vegetazione. Fatta eccezione per le zone terrazzate della parte settentrionale dove si pratica l'agricoltura su scala piccola, il resto è del tutto desertifcato. Sembra lo fosse già tempi addietro visto che il suo nome proviene probabilmente dalla parola fenicia Felekgundari, "secco", "asciutto".

Un'isola così piccola, staccata e arida non poteva essere stata popolata che in modo discontinuo: il più antico insediamento rinvenuto risale ai tempi minoici 1600 anni prima della nascita di Cristo. Da annotare che uno dei figli di Minosse era chiamato Folegandros, Tracce di popolamento sia arcaici che medievali sono state ritrovate qua e là per il territorio insulare ma diffcilmente provano la presenza di una comunità stabile nel tempo. L'attuale insediamento ha origini settecentesche e non raggiunse mai dimensioni importanti. Nel 900 Folegandros diventa terra di deportazione destinata a permanere tale addirittura fino ai primi anni '70. Oggi conta poco più di 500 abitanti su un territorio di 32km2, distribuiti fra il capoluogo Chora e le sue due frazioni, Karavostassi, il porticciolo, Ano Merià, un piccolo insediamento continentale a nordest. Un terzo insediamento estivo è stato creato negli ultimi anni in posizione Angali sul golfo di Vathy.

L'arrivo del turismo ha tirato fuori l'isola dalla sua primitività originale: fu messo a punto il porto, fu completato il tratto asfaltato a nord di Chora e fino a Merià, il borgo medievale fu restaurato e ridipinto. In agosto, l'isola riscuote parecchio successo specialmente tra i giovanissimi, disposti a sfidare la luce violenta dell'egeo meridionale e la più assoluta assenza di ombra in cambio della sua verginità e del suo mare assolutamente incontaminato. Una delle spiagge dell'isola, Livadaki, è stata di recente inserita nel top ten delle classifiche sul mare greco, mentre una menzione particolare merita il capoluogo Chora di sicuro una delle piu eleganti cittadine cicladiche. La presenza di località impervie, le occasioni di free camping, pesca subacquea e naturismo completano il quadro delle attrattive dell'isola.

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mare e roccia

Karavostasis

Folegandro

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Panayia

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Panayia

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Panayia

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Livadi

Livadi

katergo

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Katergo

grotte

Ayios Nikolaos

angali

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Angali

grotte

grotte

Arrivo dunque a Karavostassi un porticciolo, da pochi anni capace di ospitare i battelli di linea, giusto 2 volte alla settimana d'inverno e 5 d'estate. Niente di particolare, a parte qualche taverna, i soliti rooms to let e i pescherecci che d'estate fanno per i turisti, il giro dell'isola. Da qui è possibile raggiungere a piedi o su piccole imbarcazioni, la quasi totalità delle spiagge dell'isola e le rinomate grotte di Chrisospilià, poco esplorate finora ma ricche di stalagmiti, stalattiti e incisioni arcaiche (è certo che nell'antichità il luogo fu frequentato come santuario). A 15' da Karavostassi la prima spiaggia ad essere tradizionalmente battuta a Folegandros è Livadi, con la sua spiaggia a sabbia, la sua vegetazione caratteristica, le sue taverne e il suo campeggio.

Nel panorama paesaggistico delle Cicladi, il borgo di Folegandros Chora è davvero una sorpresa molto gradevole. E' un villaggio in stile autenticamente cicladico, esteso su una minuscola vallata a 250m dal livello del mare con le spalle su un burrone impressionante. Estremamente panoramico, è dominato da una fortezza veneziana del XIII secolo costruita sull'orlo del precipizio e tutto in salita, dal monastero di Panayia Paraportianì fondato da alcune monache sembra nel XVII secolo sulle fondazioni di un santuario arcaico. Le viste da qui verso l'Egeo, le isole circostanti, Chora e le coste dell'isola sono qualcosa di straordinario specialmente in fase di tramonto.

Ai piedi del monastero, un piccolo labirinto di stradine convergenti in piazze molto pittoresche, delinea la pianta del capoluogo, con le sue casette bianche a cubo abbracciate tra di loro e le sue infinite chiesette. Essenziale ma di sicuro molto elegante, si pone in perfetta sintonia coll'ambiente circostante sommerso nel griggiore della roccia brula e nella luce intensa dell'Egeo. E' riuscita a strappare l'attenzione di artisti e intellettuali che negli ultimi decenni si sono prodigati al recupero di una borgata altrimenti destinata all'abbandono.

A Chora si trova un limitato numero di stanze in albergo, alcuni ristoranti e qualche locale notturno. La circolazione in auto è tuttoggi vietata, esiste appena appena un ufficio postale mentre del tutto assenti sono ancora le banche. Chora dista 4 chilometri dal porticciolo ed è collegata con un autobus di linea. Quello termina a Ano Merià, località agropastorale tra i pochi esempi di agricoltura sulle piccole Cicladi ambienti limite su un piano geo-idro-climatico.

Il mare

Il mare per quanto eccellente a Folegandros, non è sempre facile da raggiungere e difficilmente si presta a soggetti diversi ai giovanissimi e a costoro che fanno della fatica fisica un momento importante della propria vacanza estiva: mancano i conforti essenziali (pochissima ombra, niente acqua, tracciati non facilmente percorribili) e per raggiungere una spiaggia spesso si devono fare alcuni chilometri a piedi sotto il sole più spietato. Per fortuna molte spiagge, sono d'estate collegate dal porticciolo tramite pescherecci che d'estate per qualche euro organizzano gli spostamenti da una spiaggia all'altra.

Vardia

 

Chrisospilià grotta ancora non facile da visitare

La maggior parte delle spiagge si trova nelle vicinanze del porticciolo Karavostassi: per chi non vuole spostarsi quella locale in posizione Chochlidia, è una spiaggia a sabbia a misura di bambino provvista di una buona rete di servizi. Idem Vardia, spiaggia molto scenica spostata leggermente a nord del golfo provvista di alcuni servizi di permanenza e ristorazione. Seguono a una trentina di minuti sempre a piedi dal porto e in direzione sud prima Vintsentsou aperta al naturismo e poi il covo più celebre di tutta Folegandros, Livadi spiaggia vibrante, ricca di servizi, campeggio incluso.

 

A qualche oretta di sentiero di là si raggiunge l'isolata Katergo probabilmente la più estrema delle spiagge locali, aperta al nudismo e indicata agli amanti del subacqueo: ricoperta di ghiaia non garantisce servizi di alcun genere mentre l'ombra è prevista nelle sole ore pomeridiane.

A 50' a piedi da Chora a livello dell'ormeggio di Vathì (un porticciolo naturale adatto a imbarcazioni di piccolo taglio) troviamo prima la deserta spiaggia a sabbia di Ayios Nikolaos - tuttoggi aperta al free camping e al naturismo - e quindi quella di Angàli sabbione lunghissimo dotato di alcuni servizi essenziali tra cui collegamento con Chora e il porto tramite autobus di linea. Angali è un minuscolo insediamento di pescatori tuttoggi sprovvisto di corrente elettrica ma capace di offrire alcuni servizi elementari di ristorazione e permanenza sotto l'incredibile cielo stellato di Folegandros. Molti covi isolati nelle vicinanze sono da decenni ormai frequentati quasi esclusivamente da naturisti nordeuropei.

 

Angali

Moltre le spiagge anche nel comprensorio di Ano Merià a nordovest dell'isola. A soli 10 minuti di sentiero dal paese si trova in posizione Ambeli una spiaggia molto decantata da Turisti per Caso soprattutto per i suoi colori in fase di tramonto. Un po' più staccata è Ayios Georghios, spiaggia isolata, tuttoggi totalmente deserta, un covo lunare dal mare pescoso molto raccomandato ai subacquei. Infine nelle vicinanze del faro in posizione Livadaki,si trova una spiaggia a ghiaia in cui l'impatto umano è rimasto nel tempo nullo: rude ma molto autentica (mare, terra e sole, niente acqua dolce, niente ombra, niente servizi) Livadaki è stata eletta nel 2000 tra le dieci migliori spiagge di tutto l'Egeo. Per raggiungerla bisogna fare un'ora di fatica lungo una mulattiera che parte da Ano Merià e raggiunge le coste noroccidentali dell'isola,

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