Sikinos segue Folegandros lungo la rotta meridionale della linea arida offrendo un panorama chiaramente molto simile anche se più montagnoso: dimensioni minuscole, aspetto lunare, un tempo nota per aver dato ormeggio alla flotta sanguinaria di Nestreddin Barbarossa e in tempi più recenti per aver ospitato quelli che i vari regimi despotici del novecento usavano appartare: anche qua lo sviluppo turistico degli ultimi hanni ha frenato l'emigrazione fissando i 300 abitanti su quel fazzoletto di terra di appena 41km2 con un tracciato di strade lungo appena 8km. Come a Folegandros c'è il porticciolo, Pronia (o Alopronia), che fa da minuscolo centro turistico e sulla sponda opposta, è invece sito il capoluogo, una macchia bianca elegantemente arrampiccata sulla più tremenda delle scarpate. Sikinos promette soprattutto relax sulla spiaggia, una cenetta serale (notturna) e una passeggiata sotto il cielo stellato attorno al porticiolo. Dopodicchè una o anche due volte nel tardo pomeriggio si potrà risalire verso il capoluogo con il mezzo di linea (operazione avvincente sì ma non priva di "suspence"), per le panoramiche straordinarie che il luogo offre e per il paesaggio urbano, quanto di più "autentico" si possa immaginare nel mar Egeo.

Sikinos ha avuto un buon successo turistico negli ultimi anni in equilibrio con le sue dimensioni e le sue potenzialità umane e naturali. Pensioni di piccolo taglio alcune anche molto eleganti sono pronte ad offrire la permanenza, assolutamente mimetizzate al loro circondario, essenziale ma nell'insieme molto elegante. L'isola è estremamente povera di mezzi e nonostante la moontuosità (due vette sopra i 400m di altezza dal livello del mare) non riesce a recuperare l'acqua dolce rimanendo in perenne difficoltà specialmente d'estate. Si immagini la fatica delle autobotti e dei camions che ogni giorno salgono fino al Kastro per dissettare la gente con l'acqua dell'Epiro. A parte un po' di bestiame, i soliti gatti delle Cicladi, la specie che domina questa brughiera ingrata è la lucertola, la cui variante nota come "krokodilaki" (piccolo cocodrillo) è molto diffusa a Mikonos, Delos a Yiaros e sulle coste dell'Asia Minore senza danno per l'uomo.

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Allopronia Beach

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Ayios Nikolaos

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Zoodochos Pighi

Episkopi

Kastro, il capoluogo, assomiglia a Folegandros in quanto a panoramiche suicide e a caratteristiche architettoniche. E' costruita a picco sul mare sulla costa nordoccidentale dell'isola a 350 metri di altezza dominando il pelago in perfetta solitudine. Il "borgo dei due burroni" (nel medioevo i più forti scendevano sulla costa usando la corda) è circondato da una serie di terrazzamenti pronti a accogliere nei mesi di clima moderato l'orticoltura locale. Consiste di due frazioni, il borgo vecchio (Kastro) e quello più recente entrambi poco abitati (meno di 300 abitanti) e in attesa di animarsi un po' dall'arrivo di qualche gruppo di giovani tra il luglio e l'agosto.

Un groviglio straordinario di stradine strette imbiancate scrupolosamente di calce che terminano in un elegante piazzale tipico con al centro la più bella delle cattedrali dell'Egeo, quella di Pandanassa. Attorno attorno file infinite di casette a cubo dai tetti piatti, stretti stretti, a sfruttare nel modo più razionale l'irregolare superficie su cui sono costruite, nella loro maggioranza essenziali anche se non mancano alcune ristrutturazioni estrose appparse con frequenza sempre maggiore negli ultimi anni.

Entrate a Pandanassa a perscrutare alcuni affreschi postbizantini attribuiti alla Scuola di Creta, molto apprezzata nell'arte ecclesiastica orientale affermatasi tra il XVII e il XVIII secolo. A Pandanassa è tenuta il giorno di ferragosto la Sagra della Vergine con le donne del paese pronte a offrire le loro piettanze in sovrabbondanza con sottofondo le giocose anche se un po' monotone sonorità locali.

Il monastero fortezza di Zoodochos, sul colle oltre Kastro è la principale delle attrazioni offerte dal posto e il punto più panoramico in assoluto: risalente al XVII secolo, l'aspetto massiccio, pieno di punti di avvistamento e cripte tradisce il ruolo di rifugio per i locali investito da questo luogo durante le incursioni piratesche. Fece brutta fine nell'assalto del 1770 ma comunque ebbe un ruolo importante in occasione. E' staccato da Kastro una ventina di minuti a piedi, lungo un sentiero tutto in salita, sprovvisto di ombra. E' da secoli abbandonato, non dispone di corrente ma è ben tenuto e aperto al pubblico. Ogni tanto viene tenuta qua la liturgia a voce viva in un ambiente che riporta il calendario in altri tempi. Nelle vicinanze una serie di mulini a vento oggi abbandonati, un tempo sembra fungessero da rocche di avvistamento visto che da qui (come dal monastero) si ha una visione globale di tutte le coste dell'isola e delle isole circostanti.

Il mare è più facile nella zona del porticciolo, sia per quel che concerne l'accesso che in quanto a comodità. E' sicuramente la spiaggia più vasta e a portata di bambino presente sull'isola. Il resto è tutto da scoprire ma promette momenti di solitudine: a Ayios Pandeleimon spiaggia a ghiaia di piccole dimensioni, a Ayios Nikolaos, Ayios Georgios che garantisce ombra (grazie alla barriera di "almirikia", l'albero secco dell'Egeo, che lo circonda) e un po' di rinfresco nel ristorante itinerante annesso e Malta tre bei sabbioni desertici a nord di Pronia. Si arriva in barca dopo un breve viaggio che offre panoramiche non indifferenti anche se monotone nel loro griggiore. Nella zona delle grotte, si arriva sempre in caicco: un sistema di stalagmiti e stalattiti decora quelle di Mavri Spilia sulle coste settentrionali di Sikinos e Drakontospilo.

Una piccola area archeologica si trova a Episkopì con ancora in piedi alcune strutture malidentificate (tempio dedicato ad Apollo? Mausoleo romano?) sulla base delle quali venne costruito nel XVII secolo un monastero oggi abbandonato dedicato al riposo della Vergine (Kimisis tis Theotokou). La si raggiunge a piedi dopo un oretta di marcia lungo un sentiero non difficile da percorrere ma che richiede buona resistenza al sole. Sopra Malta invece, sulla punta nordorientale dell'isola un insediamento spettrale, una sovrapposizione di resti a livello di Paliochora con grandi panoramiche sullo stretto con Ios. Anche qua l'unico modo di arrivarci è a piedi alla fine di un paio d'ore di marcia. Paliochora affascina per la sua fama di un luogo maledetto, a lungo infestato dai pirati che assaltavano Naxos nel medioevo.

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Provate l'insalata locale con i capperi, il capretto al forno con i fagioli, il xinogalon latte acido simile allo yogurt e il miele locale. La pesca è limitata nella zona del porto ed è soprattutto ricca di calamari. Mare non tanto pescoso e soprattutto colpite in diverse zone da correnti che possono rivelarsi pericolose.

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