Non si riscontra facilmente una così elevata densità di coste balneabili quanto nel tratto di costa che da Paleokastritsa raggiunge Acharavi, nel settore nordoccidentale di Corfu. Il comprensorio di Esperia è bagnato da due mari, lo Ionio a ovest e l'Adriatico a nord e la morfologia del territorio è pianeggiata se non leggermente ondulata, anche se raramente a livello delle coste. Ne risultano lunghissime distese di sabbia - in diversi casi sopra i 4km - sempre protette da un'area boschiva più o meno fitta, corsi d'acqua dolce e abbondante scogliera al largo della costa. Roda, Aharavi e Astrakerì a nord, Ayios Gheorghios, Arillas, Ayios Stefanos e Peroulades sullo ionio sorprendono per gli spazi e l'arrendevolezza del mare. La costa è decisamente più frastagliata invece nella regione di Paleokastritsa generando nelle sue infinite insenature stupendi contrasti di mare e montagna. Un discorso a parte merita invece Sidari, paesaggio di mare originale forgiato dall'erosione idrica sulla roccia argillosa. E' in queste due ultime località che si concentra soprattutto il movimento turistico nella zona ache se Roda e Acharavi stanno velocemente emergendo offrendo per giunta servizi più economici e spazi decisamente superiori.

Paleokastritsa dista 25km dal capoluogo Kerkira a conclusione di un tratto di provinciale molto comodo da percorrere a partire da Gouvià. Consiste di una successione di 6 insenature dalle dimensioni variabili la cui principale ospita questo villaggio turistico meta di migliaia e migliaia di turisti in estate come anche a primavera. Suo punto di forza gli incredibili paesaggi roccia mare che se ne creano al largo della costa e che hanno nel tempo alimentato diverse leggende tra cui quella della nave pietrificata (Kolivrì), una torre di roccia che spunta dal mare e che secondo la leggenda raffigura il vessilo che portò Ulisse a Itaca. L'insediamento è recente e si estende ai piedi dell'unica struttura presente per secoli nel circondario il monastero di Panayia noto soprattutto per le sue panoramiche sul golfo e nei dintorni. Costruito nel XIII secolo, conserva una buona dotazione di cimeli religiosi, un frantoio museale e in stato fossile lo scheletro di un immenso elefante preistorico (o dinosauro). Le spiagge locali subiscono sempre la cogestione nei mesi di punta, mentre il mare non è particolarmente indicato ai non esperti. Si distingue per il colore turchese generato dal contrasto dell'acqua con l'intensa vegetazione che domina le colinette circostanti e per essere freddo come non mai in Grecia. A parte i fondali ricchissimi di vita molto interessanti sono le grotte marine di Paleokastritsa che da anni monopolizzano l'attenzione dei subacquei di tutta Europa. Sono organizzate escursioni in barca verso le grotte mentre un traghetto a carina trasparente consente la perlustrazione senza fatica delle bellezze subacque di questo littorale.

Galleria

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Paleokastritsa

Paleokastritsa

Paleokastritsa

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Paleokastritsa

Paleokastritsa

Liapades

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Anghelokastro

Anghelokastro

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Arilas

Peroulades

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Peroulades

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Sidari

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Sidari

Sidari

Sidari

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sidari

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Sidari

Sidari

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Astrakeri

Roda

Acharavi

Paleokastritsa, grotte

Paleokastritsa

Paleokastritsa garantisce servizi al turismo di altissimo livello tra ristoranti, rooms to let e alberghi di ogni categoria. Qua si può assaggiare l'intero insieme della cucina locale a partire dai classici "sofrito" e "burdeto", piatti che sotto alcuni aspetti ricordano il veneto, e tanta cucina internazionale da italiano a cinese e da fish & cheeps al messicano. Il posto predispone a una serie di escursioni molto romantiche in natura verso il villaggio di Lacones sull'altipiano, nella vicina fortezza di Anghelokastro a Krini e a Liapades, una riproduzione in poccolo di Paleokastritsa sul mare molto meno battuta di quest'ultima. Il forte degli Angeli è la più mozzafiatto delle attrazioni presenti sul posto: stando all'Odissea aveva qua sede ai tempi dei feaci la città di Sterchia mentre nel XII secolo l'imperatore bizantino Anghelos Komnenòs costruì un'impressionante fortezza su questa torre di granito alta 330m dalle pareti che si innalzano in verticale. Non facile da raggiungere ne resta - nonostante alcune recenti ristrutturazioni - poco da vedere sul fronte delle strutture se non l'incredibile panorama sulle diverse insenature di Paleokastritsa e Afionas che si ottengono da questo punto assolutamente impervio e perfettamente armonizzato con la roccia. Una parte delle mura, due capelle (quella degli arcangeli Michele e Gabriele nel punto più alto del torrione e quella di Ayia Kiriakì all'interno di una grotta), 7 tombe costruite sulla roccia, alcuni vani e magazzini e un aquedotto, restano ancora in piedi. Eppure da questo spazio la popolazione locale seppe organizzare le proprie difese vittoriosamente in occasione dell'assalto dei genovesi nei primi del XV secolo e dei turchi in due occasioni nel XVI (1537 e 1571). Resta storico l'assedio del forte da parte di Suleyman II che dopo aver distrutto l'intera isola fallì nell'obiettivo di espugnarlo. In quell'occasione 3 mila contadini trovarono riparo in questo spazio respingendo l'invasore. Il forte fù in seguito abbandonato a lungo per essere usato come punto di avvistamento dalle truppe napoleoniche.

Afionas e Karavi

Panoramiche avvincenti specie al calare del sole e con molta meno fatica se ne possono ottenere a partire dal villaggio di Lakones in posizione Bella Vista. Un vero balcone sullo Ionio, Lakones è raggiungibile anche a piedi da Paleokastritsa seguendo la provinciale oppure un sentiero di strada sterrata di non facile percorribilità. Villaggio sommerso nella pineta, i limoni, i cipressi e gli ulivi offre un assaggio di quel che è il ritmo architettonico dei villaggi di questo settore dell'isola e un rinfresco nei caratteristici caffè della piazza centrale.

Liapades

Da segnalare infine Liapades, villaggio rurale affacciato sullo Ionio inquadrato in un ambiente lussureggiante paragonabile su scala più modesta, a quello di Paleokastritsa. Costa frastagliata dominata da blocchi di roccia bianca ricoperti di un manto di vegetazione fittissimo che nella loro discesa a mare danno luogo a un paio di insenature molto sceniche, la prima ben organizzata, la seconda meno accesssibile e aperta a un pubblico più esperto. Anche qua mare calmo ma gelido fondali presto bassi (anche se non tanto da essere proibitiva ai più piccoli), acqua cristallino di un turchese alternato al blu notte, pineta che in alcuni punti dà l'impressione di ricercare l'acqua nel pelago. Nota stonata il massiccio albergo che interrompe con un impatto poco sostenibile, l'armonia tra la roccia e il mare. Fermarsi per un pranzo al paese non sarebbe una brutta idea, tentando magari di provare almeno uno dei tre prodotti locali: il miele di rosmarino, il bianco locale "Kakotrighis" e l'olio di oliva. A nord di Krini la pianura prende il sopravvento lasciando spazio all'imperiosa baia dei pini di Ayios Georghios detto dei Paghi (ghiacci) forse proprio in relazione al mare gelido. Spiaggia smisurata, un sabbione che si estende dal roccioso capo Timoni, al promontorio di Afionas per una distanza di all'incirca 4km conserva la minor densità di bagnanti per metro quadrato a Corfu. Il mare è calmo al mattino ma il maistro non manca di colpire nelle ore pomeridiane, favorendo la frequentazione dei surfisti. Segnalata tra le migliori spiagge dell'isola è stata premiata con la bandiera azzura e garantisce una buona e economica rete di servizi di ristorazione e permanenza. Tranquillità, risparmio, mare all'assoluta portata di bambini e bagni di sole indisturbati da folle di vacanzieri rendono Ayios Gheorghios una delle spiagge preferite delle famiglie con figli piccoli. Il golfo si conclude al capo di Afionas, con il suo minuscolo villaggio di pescatori arrampiccato sulla penisola. Impossibile mancare i tramonti e le panoramiche che da qui si ottengono rispettivamente sul golfo, sul porto Timoni (la sponda opposta) e sugli isolotti di fronte. Diversi angoli di mare nascosti da provare in solitudine circondano questo lembo di terra che si dimena per parecchio tra il golfo di Ayios Gheorghios e quello di Arilas a nord. Tra le isole al largo della costa una in particolare, Karavi è stata citata da Plinio nel suo racconto sulla reggina dei feaci Pamflagone. Secondo altre versioni si tratterebbe di una nave piratesca saracena in procinto di saccheggiare la capella di Ayios Nikolaos, pietrificata per punizione dal Santo stesso.

Sidari

Sabbia oro, grandi distese di spiaggia, mare a portata di bambino e bagni di sole senza rischio cogestione si verificano pure nei due successivi centri di villegiatura a nord di Afionas, a Ayios Stefanos come e soprattutto a Arilas. Niente di molto originale se non mare eccellente (per un ulteriore bandiera azzura) e qualche struttura turistica a misura di un pubblico soprattutto di famiglie. Al largo della costa un pulviscolo di isolotti di taglio vario tra cui unico abitato Mathraki dista da Ayios Stefanos 4 miglia marine ed è regolarmente collegato con quel porto tramite caicco o altre imbarcazioni che organizzano gite su base quotidiana. Mathraki conta all'incirca 150 abitanti stabili ed è nota per il suo immenso sabbione noto come Portelo, lungo 3km con a ridosso una barriera di pineta marittima e ulivi. Mare fortemente pescoso sia nei dintorni dell'isola che attorno agli infiniti scogli che si generano nello stretto con Corfu.

A nord di Ayios Stefanos la strada prosegue a stento per il villaggio rurale di Avliòtes per concludersi all'estremità nordoccidentale di Corfu nella regione di Peroulades. Nella frazione superiore del paese (Ano Peroulades) si estende una delle più reclamate località turistiche di Corfu, Sidari, la più a ovest delle spiagge della costa adriatica dell'isola: la conoscono gli innamorati per il suo Canal d'Amour, un'istmo di mare circondato da due tremendi torrioni di roccia argillosa che si schiudono a partire dalla costa. In un suo secondo settore la spiaggia di Sidari crea un seminato di scogli dello stesso materiale argilloso e friabile visto nel Canale: sculture naturali vere e proprie sono facilmente raggiungibili a nuoto, e restano indimenticabili per i loro cunicoli, le grotte e i terrazzamenti.

Sidari

Sidari è sicuramente la località più proiettata al turismo di tutta la regione e gli spazi sempre stretti in agosto più che un motivo di disagio diventano una forza di attrazione indiscutibile. Il piccolo centro balneare vibra 24 ore su 24 tra i cafè, le innumerevoli osterie, gli internet point e i disco bar. Tutte le tasche sono pienamente soddisfatte vista la coesistenza di lussuosi villaggi turistici, pensioni e campeggi. La ristorazione è internazionale e si confronta soprattutto sull'abbondanza in tipico stile british. Netta la prevalenza del turismo inglese a cui spetta anche il rilancio di Sidari come pure Paleokastritsa portandovi già nell'800 anche la strada ancor prima che questi due centri diventassero ainsediamenti stabili. Pertanto ci si deve adattare al fish & cheeps, alla birra che scorre a fiumi e ai soliti schiamazzi che spesso si generano durante le ore più piccole della notte (che qua non ha limiti).

Bella Sidari ma altrettanto emozionante la spiaggia che si estende ai piedi del principale villaggio della regione, Peroulades, segnalata dalle guide inglesi come Sunset Beach a causa del suo proverbiale tramonto. Due imperiosi blocchi di roccia bianca tagliati al punto da generale due lunghissimi tratti di sabbia oro, costretti a svilupparsi su spazi strettissimi e sotto il rischio delle frane. Laddove il mar Ionio incontra l'Adriatico il paesaggio assume un aspetto prettamente dantesco con il capo di Drastis a dominare con le sue appendici insulari che si susseguono a poco distanza e in parallelo. Drastis vuol dire criminale e la piccola baia è stata spesso nel medioevo rifugio di pirati e punto da dove intraprendere agguati sulla rotta adriatica. Non a caso nelle tradizioni è stato il Santo a pietrificare le loro imbarcazioni liberando il popolo dalle loro vessazioni.

il celebre Canal d'Amour

Peroulades

Peroulades non è facile da raggiungere, e comunque la faticosa scalinata tracciata sulla roccia non è alla portata di tutti, mentre non offre alcun servizio al turismo se non una taverna sopra la spiaggia. Sopra la spiaggia emerge una piccola pianura circondata da due colinnette sommerse nel verde (pineta, querce, ulivi e cipressi) sul fondo della quale appare il villaggio di Peroulades: è un abitato molto pittoresco nelle sue casette di pietra a tegola chiara vecchie 3 e 400 anni, intervallate da stradine lastricate e da qualche villa aristocratica di veneziana memoria. Momento migliore della giornata il tramonto con il sole che si perde nel mediterraneo. Sorprendenti le stellate notturne e le onnipresenti lucciole, testimonianza di un ambiente incontaminato.

Isole diapondie

Da Sidari, in traghetto o imbarcazione propria, sarà possibile raggiungere due isolottti noti come Diapondie in ordine alla loro posizione di confine nello spazio territoriiale ellenico. Per primo appare tutto rotondo l'isolotto di Erikoussa, una piccola oasi di incolto alle porte dell'Adriatico molto battuta dai yacht. Conta un centinaio di abitanti concentrati su un territorio il cui diametro non supera i 2km. Il porticciolo principale si chiama Porto mentre sono segnalate alcune spiagge interessanti in posizione Braghini e a Fiki. L'isola è intensamente coltivata dell'ulivo e l'antiquato frantoio resiste ancora alle sirene della modernità.

Idem Othoni, la più occidentale delle isole della Grecia distante da Sidari un'oretta di viaggio (14 miglia marine). Isola rocciosa un tempo teneva vivi ben 6 centri abitati, oggi ne resta uno solo al massimo due, il porticciolo Ammos e sull'altipiano nell'entroterra il vecchio capoluogo Choriò. E' stata identificata nell'Odissea come l'isola di Calypso: nella grotta omonima la musa avrebbe trattenuto Ulisse per 7 interi anni. Rimane tuttoggi questa la principale attrazione dell'isola insieme a un paio di spiagge dal mare assolutamente incontaminato e una passeggiata fino al faro ottocentesco.

Roda, Acharavi, A.Spyridon

A est di Sidari possiamo sostenere senza cadere nell'errore che per almeno una quindicina di chilometri la costa è perfettamente balneabile in ogni suo punto. Si susseguono qua in realtà tre delle più dimensionate spiagge di Corfu, a partire da Astrakeri il sabbione subtropicale che separa Sidari dall'omonimo promontorio, la sterminata Roda, e infine la vera golden beach di Corfu intera, Acharavi. A ridosso del villaggio di Karoussades al livello del secondo campeggio di Sidari si estende la parte meglio organizzata della spiaggia di Astrakeri: a quel punto infatti la spiaggia garantisce mare cristallino alla portata di bambini, protezione naturale dal sole e qualche taverna pronta ad offrire a prezzi logici un piatto di pesce appena pescato. Karoussades, è il più popoloso dei paesi della regione ed è terra natia di una delle famiglie politiche storiche della Grecia quella dei Theotokis. Al centro dell'abitato una torre bizantina raggiunge la punta più alta insieme al campanile, entrambi ben al di sopra le tettoie a tegola chiara dei caseggiati di questo villaggio. Villaggio che promette una bella passeggiata in un ambiente rigoglioso e buone occasioni di ristorazione notturna.

Roda

A Astrakeri il comprensorio di Esperia si conclude avviando quello più settentrionale di Thinalia con i suoi tre centri turistici importanti, Roda, Acharavi e Ayios Spyridon, tre sterminate distese di sabbia che con l'arrivo del turismo esteuropeo hanno conosciuto uno sviluppo turistico impensabile solo qualche anno fa. Roda è una spiaggia eccellente sotto tutti i punti di vista: acqua cristallina, mare alla portata di tutti, spazi interminabili (più di 7km di spiaggia), sabbia oro e tutto quel che serve per passare un gradevole soggiorno soprattutto in famiglia. Premiata della bandiera azzura delle comunità europee dispone di una rete completa di servizi e qualche curiosità archeologica in corrispondenza dei resti di un tempio di Apollo risalente al V secolo aC. Da Roda parte la strada che porta sul villaggio montano di Nimfes a una decina di km da qui a 200m di altezza dal livello del mare nel mezzo di una serie di colinette incredibilmente ricche di verde e corsi d'acqua: Il villaggio è noto per le sue cascate che secondo la mitologia darebbero rinfresco alle ninfe.

Proseguendo a est la statale incroccia da una certa distanza uno dei villaggi tradizionali più belli della regione, Doukades, insediamento costruito anfiteatricamente su una vallata montana con vista sul pelago. Interessato da un ciclo di ristrutturazioni, questo villaggio merita un breve stop sia per le panoramiche che per il carattere pittoresco delle sue costruzioni risalenti a non meno di 5 secoli addietro. Da qui un sentiero boschivo porta al monastero di Ayios Simeon, oggi abbandonato ma ancora interessante da esplorare.

Prosecuzione della spiaggia di Roda, quella di Anacharavi (o Acharavi), un villaggio costiero che ha contato un enorme successo turistico negli ultimi 10 anni principalmente fatto di esteuropei, tedeschi e degli immancabili inglesi (a Corfu, lo ripetiamo, si gioca a cricket e si mangia fish & cheeps). Acharavi ha un triste passato legato alla malaria e il suo nome stesso deriva da un'adolescenza (ivi) sgraziata (aharos). Per fortuna quei tempi son passati e oggi questo villaggio compete a Sidari in numero di accessi. Golden beach smisurata, luna park acquatici, watersports a bizzeffe, verde rigoglioso come non mai, divertimenti di ogni genere e molte molte famigliole sdraiate sulla sabbia a godersi il sole agostano. Segnaliamo che gli stessi romani presero atto della grandezza di questa spiaggia, lunga niente poco di meno che 8km e premiata con la bandiera azzura: difatti prima di arrivare al paese si distinguono le loro tracce nell'acquedotto e nei resti dei bagni pubblici.

Acharavi si conclude a livello di Almiròs villaggio costiero a ridosso del lago di Antiniotis una riserva naturale protetta soprattutto in ragione della viarietà di volatili che fissa il proprio habitat qua. Il lago ha una superficie di 40 ettari ed è bagnato di acqua sia dolce che salata. Bella la spiaggia a Almiròs con le sue dune di sabbia e il mare arrendevole come non mai a Corfu. Poco battuta e ben panoramica, con i monti dell'Albania a prendere i sopravvento sulla costa opposta offre poche servizi di permanenza e ristorazione. Oltre il lago il capo di Ayios Spyridon, a partire dal quale si estende un'ennesima spiaggia sovradimensionata a sabbia oro, purtroppo aggredita da alcune insrttallazioni alberghiere non in armonia con l'ambiente. Preferita dalle famiglie con figli piccoli (un autentico parco giochi acquatico) Ayios Spyridon chiude la regione di Thinalia a una distanza di 8km dal villaggio di Kassiopi sullo stretto con l'Albania.

Itinerari di Corfu

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Kassiopi e Butrint
Ayios Gordios, Messoghì e il sud di Corfu

Vancanze in Grecia

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Pagine locali

Roda: http://www.happyholidayscorfu.com
Paleokastritsa: http://www.paleokastritsa.biz/
itinerari di marcia: http://www.corfunorth.com/en/kerkyra.htm
Antinioti e Perithia (in greco): http://www.salvanos.gr/index.asp
Just Greece: http://www.justgreece.com/corfu/index.php, Roda
Othoni: http://www.omogenia.com/othoni/othonisl.htm
Esperia: http://www.politismos-esperion.gr/peroulades.htm
Arillas: http://www.arillas.com/page/
Othoni e le Diapondie: http://www.greeceyachting.gr
Acharavi: http://www.corfu-acharavi.com/
Ayios Georghios: http://www.agiosgeorgios.co.uk/index.html
Afionas: http://home.zonnet.nl/toussaint.hesselmans

Esperia sul youtube

tuffi a Sidari:
Sidari, Canal d'Amore:

Logas, PerouladesSunset beach

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