Una parte consistente del movimento turistico insulare si concentra lungo i 15km di provinciale che uniscono il capoluogo alla cosiddetta "Kianì Aktì", la "Costa azzurra" di Corfu con i suoi innumerevoli centri balneari turisticamente sovradimensionati, a partire da Alikès, Kondokali e Gouvià, quindi Kommeno, Dassià, Dafnila, Ipsos e Pyrghì, sedi dei migliori villaggi turistici dell'intero Ionio. Al centro dell'attenzione dei tour operators, la zona di riferimento si conclude laddove incomincia il distretto di Kassiopi, il più montagnoso e spettacolare per paesaggi distretto dell'isola sullo stretto con l'Albania, distretto dominato dal monte Pantokrator noto a Corfu come Oros che a poca distanza dalla coste raggiunge la sua vetta massima poco sopra i 900m di altezza dal livello del mare. La provinciale da Kerkyra incrocia un'infinità di piccole insenature sommerse nella pineta, i cipressi e gli ulivi, un'autentica giungla nel mediterraneo, intervallata da piccoli villaggi costieri molto caratteristici fino al villaggio principale della regione, la storica Kassiopi, sulla costa Adriatica. Di fronte uno dei paradisi ancora imbattuti nel mediterraneo, il villaggio di Butrint in Albania, l'ex Vouthrotòs arcaica, sito di assoluto interesse archeologico e naturalistico di recente passato sotto la protezione dell'Unesco quale patrimonio culturale mondiale.

Kondòkali e Gouvià a una decina di km dal capoluogo, sono quanto di più hollywoodiano si possa trovare a Corfu e in effetti l'impatto umano su questi ambienti è significativamente superiore che altrove. 27 grandi unità alberghiere sono concentrate in questa regione che dispone pure, a Gouvià, la marina più estesa dell'isola. Il mare ricorda più Rimini che la Grecia, file di ombrelloni perfettamente ordinati nello spazio, bar e locali ovunque, cucina internazionale con un accento alle preferenze anglosassoni, considerato che sono gli inglesi i primi fruitori del posto. Inutile ricordare che in zona la notte non si ferma quasi mai, come anche il traffico, piuttosto fastidioso specialmente a Gouvià, importante crocevia di Corfu visto che da qui passano le strade per Kassiopi e Paleokastritsa. In posizione Komèno, sulla punta dell'omonima penisola va segnalata la presenza del più lussuoso villaggio turistico dello Jonio, il Corfu Imperial a Kondòkali, il portentoso Kontokali Beach, mentre sia a Kondòkali che a Gouvià abbondano soluzioni di pernottamento per ogni tasca, campeggio incluso.

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Butrinto

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Dassià

Komeno

Ipsos, Chrisso Mili

Mare a portata di bambini sia a Alikès (4km a nord di Kerkira città) che nelle restanti tre località ricordate, spiagge sufficientemente estese tranne che a Komeno dove invece dominano spiagge piccole che danno un senso di privacy lungo la penisola. Nonostante le dimensioni i rischi di congestionamento non sono affatto nulli durante il mese di punta (20/7-20/8), mentre durante quel periodo il rapporto prezzo/qualità è il peggiore che si possa aspettare. Da Alikès Potamou una strada secondaria porta al cosiddetto Choriò, villaggio storico del periodo veneziano sede a tarda estate della festa del vino, con assaggi delle principali varietà insulari, cibo e molta musica. Sia da Kondòkali che da Gouvià in barca si può fare un salto verso la seconda oasi di verde sospesa nello Jonio, l'isolotto di Lazaretto da Nazaretum, il sanatorio veneziano e più tardi, sotto l'occupazione fascista di Corfu, campo di prigionia rivolto ai partigiani. Vale bene la visita questa minuscola riserva boschiva di appena 7km2 bagnata dal mare che può essere girata tutta intera in meno di 2 ore. Molto panoramico il giro per la penisola di Komeno con viste da una parte sulla città di Corfu e sulla marina di Gouvià e dall'altra sul verdissimo golfo di Dassià e sull'immenso monte Pantokrator che lo sovrasta da nord. A Gouvià sono segnalate le migliori taverne di pesce della zona e i vecchi cantieri navali veneziani costruiti alla fine del '700 pesantemente rimaneggiati dal tempo e dall'abbandono. Ricordiamo che a Gouvià avvenne lo sbarco degli ottomani in occasione della battaglia del 1737 vinta dai veneziani dopo un assedio durato due settimane. Da qui e in poi la presenza della montagna si fa sempre più sentire senza con ciò interrompere l'infinita successione di alberghi di lusso e villaggi turistici che dai tempi del Club Mediterranèe (anni '60) qualificano la regione di Dafnila, Dassià, Ipsos e Pyrghì come la vera cote d'Azur di Kerkyra. Dassià a 13km dal capoluogo è l'antennato più vecchio dell'industria turistica insulare, industria che ha malauguratamente ridimensionato quella che è la caratteristica che dà il nome a questo distretto litoraneo, la presenza di una fittissima boscaglia di conifere, ulivi e cipressi. Dassià è attraversata da diversi corsi d'acqua di superficie e resta nota a Corfu come il posto dove l'agronomo inglese Merlin trapiantò i suoi agrumi portati dall'estremo oriente unici nel Mediterraneo, il tarocco che prende il suo nome e l'esotico koum kouat, arrancino minuscolo che fà da base al celebre liquore locale. Sia qua che a Ipsos e Pyrghì, troviamo spiagge ultrachilometriche di sabbia e ciottoli fini delimitate da una statale d'estate perennemente sovratrafficata lungo la quale si alternano strutture pronte a servire in modo piuttosto economico il turismo: alberghi (bel 31 alberghi tra cui a Dassià il celebre Corfu Chandris), studios, mangiatoi e ristoranti, discoteche e 6 dei 19 campeggi dell'isola. Mare arrendevole, certamente alla portata di tutti nella Golden Mile (Chrissò Mili supera il km) a Ipsos, servizi alla portata di tutti e disponibilità di sports acquatici restituiscono a questi luoghi un'enorme popolarità sebbene il paesaggio difficilmente lascia al visitatore un ricordo particolare.

Un tempo, quando ancora il pericolo delle piraterie era sempre presente gli abitanti di questa regione che oggi prende il nome di Katomeri (luogo di sotto) vivevano sulle colinette circostanti o ancora sulle vallate meridionali del monte Pantokrator per poi spostarsi sulla riva con il miglioramento delle condizioni di sicurezza e l'avvio dell'industria turistica. L'entroterra venne bruscamente abbandonato per risvegliarsi solo negli ultimi due decenni con il congestionamento della costa e la ricerca di ambienti più tranquilli da parte di un turismo che tendeva a mettere radici a Corfu. Questo è il caso di due villaggi molto atmosferici a pochissima distanza da Pyrghì, Ayios Markos e Ano Korakianà sull'altopiano, insediamenti nascosti nella boscaglia con panoramiche strepitose sulle coste di Corfu, su quelle dell'Epiro e dell'Albania meridionale e sull'imponente "Oros", la montagna che domina il comprensorio nordorientale dell'isola.

La piccola Svizzera come i locali chiamano la regione ha come centro principale la "Piccola Venezia", il villaggio di Ano Korakianà anfiteatricamente costruito sopra il golfo di Dassià in contesto lussureggiante. Il borgo ricorda i paesi montani del sud Italia un mucchio di casette di pietra colorate di ocra, giallo e rosa a tegola con attorno luoghi di culto di origini medievali: le più antiche sono quelle di Ayios Iakovos e Ayios Athanasios del XV secolo dagli affreschi oggi custoditi nel museo bizantino della capitale. La più ricca in affreschi e icone di un certo spessore storico-artistico è senza dubbio la cappella di Ayios Gheorghios (con opere di Georges Samartzìs del XIX secolo) mentre la meglio conservata è quella dedicata all'Arcangelo Michele. Nella "tana del corvo" (Korakianà) non mancate il pane cotto nel forno a legna e il museo di arte popolare aperto dallo scultore Metallinòs. Kato Korakianà, la frazione litoranea del villaggio, è segnalata oltre che per il Club Mediteranèe e per i suoi ottimi ristoranti - alcuni dei quali nella top ten delle classifiche gastronomiche locali - per il "Kastelo", villa rinascimentale un tempo frequentata dalla nobiltà veneziana che oggi ospita una piccola pinacoteca che completa quella principale del capoluogo. Prima di arrivarci e a 5km di distanza da Pyrghì segnaliamo Ayios Markos, il villaggio meglio restaurato della zona grazie all'arrivo di molti inglesi che qua hanno fissato la loro dimorra estiva mettendo a posto le vecchie costruzioni medievali abbandonate. Borgata molto pittoresca conserva la basilica più antica della regione, quella di Ayios Merkurios dell'XI secolo con affreschi che rimandano al medio impero bizantino e quella più recente di Pantokrator risalente al XVI. Molte le costruzioni aristocratiche ancora in piedi, quella di Laskaris è la più sfarzosa e ricordata per i suoi giardini di palme, bucamvilee e agrumi. La provinciale montana per Korakianà ad un certo punto si biforca e un suo ramo porta verso est passando per gli ultrapanoramici villaggi montani di Spartila e Strinila, quest'ultimo costruito a 650m di altezza dal livello del mare è il paese più alto dell'isola. Da qui la strada prosegue fino alla vetta più alta del monte Pantokrator a 931m di altezza dal livello del mare, accesso impedito dalle antenne della TV. A poca distanza sotto si trova ormai abbandonato il monastero dell'Onnipotente che dà il nome al monte, punto più panoramico in assoluto di tutta l'isola con viste che raggiungono durante le giornate più limpide gli isolotti di Mathraki e Erikoussa a nord e Paxì a sud. Tutta la sagoma di Corfu è visibile da questo punto battuto una volta all'anno in occasione della sagra religiosa che si tiene qua il 6 di agosto di ogni anno.Sotto il monastero si distingue chiaramente la linea di costa di questo settore dell'isola, un continuum di piccolissime insenature letteralmente soffocate dalla pineta con a livello della costa una successione di minuscoli insediamenti affacciati sullo stretto con l'Albania.

Nissaki, Barbati e Kalami

Il tratto di provinciale che circonda la vetta più alta del monte si ricongiunge con la costa a livello di Nissaki, luogo dominato da due dei più lussuosi alberghi di Corfu e sede di una delle spiagge più belle dell'isola. A 23km di strada dal capoluogo, Nissaki consiste di una serie di piccolissime insenature a partire da quella principale minuscola ma assolutamente magica per i contrasti offerti tra il mare, la roccia e la vegetazione intensa. Peccato per le dimensioni minuscole che la rendono "esclusiva" nei mesi di punta. Nissaki è vicinissima alle coste dell'Albania e dall'imboccatura della laguna di Butrint che da qui dista meno di 2 miglia marine. Mare sempre calmo, fondali bassi molto invitanti agli amici del subacqueo, pineta arrampiccata sulla roccia e due ristorantini compongono uno dei paesaggi di mare di sicuro effetto. Molte le occasioni di passeggiata in montagna tra le vallate orientali del Pantokrator nelle vicine località di Vigla e Paliò Choriò, villaggi che un tempo concentravano la massima parte della popolazione di queste contrade.

 

Nissaki è sempre a rischio congestione, molto meglio Barbati a 19km di strada da Corfu città, una striscia di sabbia e ciottoli lunga quasi un chilometro dal mare incredibilmente bello, senza dubbio meritevole della bandiera azzurra di cui dispone sia per la pulizia della spiaggia che per i servizi (guarda). Schiacciata dal monte, Barbati è una delle spiagge più sceniche di Corfu e sicuramente una delle più battute anche per effetto dei continui arrivi da Dassià e dalle località circostanti. Frequentata soprattutto da un pubblico di famiglie, la spiaggia è alla portata di bambini nella misura in cui siano dotati di scarpette anticiottoli. Principale attività qua la raccolta di ciottoli e conchiglie un passatempo per grandi e piccini. Qualcun'altro preferisce camminarci sui ciottoli bianchi fino alla cappella medievale che conclude il golfo. Per sua fortuna Barbati è stata (finora) risparmiata dagli eccessi ricordati nelle spiagge della "Cote d'Azur" in quanto a collate di cemento, rumorosità e asfalto, ma non dal sovraffollamento. Situazioni veramente tranquille riscontriamo a Kaminaki, tra Barbati e Nissaki, villaggio costiero di dimensioni minuscole nascosto nella boscaglia che lo circonda da un estremo all'altro. Simile a Nissaki, la baia di Kaminaki è quanto di più romantico e atmosferico si possa trovare a Corfu: molta natura, contrasti roccia e mare indimenticabili e passeggiate per i sentieri che si aprono sul monte garantiti a partire dall'inizio della primavera.

A nord di Nissaki la successione di piccole insenature sommerse nel verde continua ininterrotta a Agnì, Kalami e Koulouras fino alla splendida baia di Ayios Stefanos che ci introduce nella regione di Kassiopi, estremo angolo nordorientale di Corfu e sede di uno dei principali centri di villeggiatura dell'isola. Agni a poca distanza da Nissaki è un porticciolo simpaticissimo da poco collegato con la strada provinciale litoranea e tuttoggi raggiunta soprattutto per yacht o imbarcazioni di linea visto che la strada per arrivarci è talmente ripida che spesso scoraggia il visitatore. Spiaggia minuscola a ciottoli, circondata da una barriera di pini e da tre taverne pronte ad offrirvi a prezzi amichevoli un buon pasto di pesce appena pescato. Dispone di soluzioni di pernotamento economiche, campeggio incluso.

Agni

Barbati

Agni è seguita da Kalami, un'ennesima baia dei pini dove il nobelista Laurence Durell usava passare le proprie vacanze negli anni '20. La sua casa, nota anche come White House, è il principale sightseeing del luogo e oggi fà da ostello prenotato sopratttutto dagli inglesi che tradizionalmente battono questo posto da maggio a ottobre. A 25km dalla città di Corfu Kalami dispone di due piccole spiagge a sabbia e ciottoli dal mare assolutamente cristallino e a portata di bambini in diversi suoi punti. Mare molto pescoso, infatti Kalami è nota per le sue taverne di pesce e ai subacquei per le occassioni di immersione che si aprono nei dintorni. Un km prima di arrivare a Kalami, il più fotografato in assoluto dei paesaggi di mare a Corfu resterà sempre Koulouras, porticciolo circolare di straordinaria bellezza da immortalare dall'alto della statale o lungo la discesa che porta al sito. Koulouras rimane un posto piuttosto esclusivo, un attracco per lussuosi yacht e un punto di incontro di VIP specialmente italiani.

Ayios Stefanos è la più a nord delle insenature che si formano ai piedi del Pantokrator ed è raggiungibile lungo la strada asfaltata che unisce il vecchio borgo di Siniès (Eleourghia) con il litorale. Vederla dall'alto è un'incredibile sinfonia di colori, un contrasto di verde, blu e azzuro senza pari. A questo punto Corfu sfiora l'Albania meridionale e lo stretto d'estate, si riempie di imbarcazioni di ogni genere. La spiaggia locale è sempre sovraffollata d'estate e a causa delle profondità elevate del mare la meno indicata a chi accompagna bambini. Molto impressionante in zona la spiaggia di Kerasiès che dal nome riporta in mente le ciliegie ma che si distingue per la pineta che sfiora il pelago, la roccia e gli ulivi, la principale delle colture possibili in questo settore dell'isola. Lunga all'incirca 300m dista da qui 1,5km direzione Kassiopi ed è più facilmente raggiungibile da Kassiopi che non dal porticciolo di Ayios Stefanos. Molto indicata a chi accompagna bambini, un vero divertimento per loro è la ricerca delle conchiglie, coloratissime che se ne possono raccogliere qua come in tutte le spiagge di questa regione.

Ayios Stefanos

Kassiopi

Kassiopi è la capitale turistica del comprensorio che prende lo stesso nome e il villaggio più esteso di tutti. Si divide tra lo stretto con l'Albania e l'Adriatico e consiste di un piccolissimo porticciolo attracco di yacht lussuosi e imbarcazioni di piacere e di una serie di piccolissime insenature lussureggianti che si estendono a nordovest e a sud del sito. Dispone della più estesa infrastruttura turistica della zona e del più ampio numero di locali di intrattenimento. Dista 37km dal capoluogo e ogni estate attrae oltre che il turismo inglese molti italiani e esteuropei tutti quanti sistemati negli alberghi del centro e in quelli costruiti in prossimità delle spiagge circostanti a Avlaki, Pipitos, Kerasià, Votana e Ayios Stefanos. Il centro, di recente costruzione, è dominato da un forte medievale costruito ai tempi degli angioini nel XIV secolo che poi fù restaurato e ampliato dai veneziani che da qui controllavano lo stretto con l'Albania. ..

Pipitos, Kassiopi.info

Kassiopi ha origini antichissime visto che qua si trovava un tempio importante dedicato a Giove il kassiopeo, costruito probabilmente dal celebre Piros, re dell'Epiro e visitato da Alessandro Magno, dal Ptolemeo e in età romana da Nerone e Cicero. Al suo posto durante l'impero bizantino fu costruita la cappella più venerata e antica del borgo, Panayia la Kassiopitra, dopo il forte la principale delle cose da vedere sul posto. Distrutta nell'assedio ottomano del 1537 festeggia a ferragosto con tanto di musiche, balli e vino a fiumi

La spiaggia principale di Kassiopi, Kalamionas soffre pesantemente il sovraffollamento nei mesi di punta ma è probabilmente questa la ragione per la quale è anche sempre la preferita dal turismo. Le più belle sono decisamente quella minuscola di Pipitos, protetta da una fittissima barriera di pini; la splendida spiaggia di Avlàki, un sabbione lungo un po' meno di un chilometro battuto soprattutto dai locali, indicatissimo soprattutto a chi accompagna bambini o persone con scarsa dimestichezza col mare, dall'acqua calma, limpida e poco fonda. Avlaki, collegata anche in barca da Kassiopi - è sicuramente la prossima meta del turismo corfiata e in effetti le ruspe attorno sono in piena attività.

In piena attività sono le escavatrici anche a Kalamaki che è senza dubbio la più dolce e a portata di bambini delle spiagge di tutta la regione. Un autentico luna park acquatico tutto sabbia fine e acque basse, spazi enormi e viste sull'Adriatico da raggiungere dopo la solita discesa che scivola ai piedi delle vallate superiori del Pantokrator. Meno scenica delle spiagge dello stretto Kalamaki darà la più ampia soddisfazione a chi viaggia in famiglia accompagnato da bimbi piccoli e/o anziani, sia dal punto di vista del mare che da quello dei servizi, completi ed economici. Strano che una spiaggia simile non abbia ancora la bandiera azzurra delle Comunità Europee, così generosamente distribuita invece tra le rumorose spiagge della Costa azzurra, a Pyrghì o Dassià.

Avlaki

Prima di arrivare a Kalamaki da Kassiopi la provinciale incrocia il villaggio di Nea Perithia da cui parte la strada per un borgo tra i più storici di questo settore dell'isola Paleà Perithia, a 8km di distanza dalla costa ai piedi del monte Pantokrator, nel continente. Parola composta che significa "attorno al divino", Perithia è il più segnalato dei villaggi dell'entroterra ed è raggiungibile anche da sud dal villaggio di Ano Korakianà e Spartilas. L'insediamento si mimetizza perfettamente al proprio ambiente circostante grazie alla pietra che ha sempre costituito la materia prima per la costruzione dei caseggiati e delle innumerevoli chiesette. Se ne contano all'incirca 150 edifici a cubo tutti quanti risalenti alla prima metà del XIV secolo ai tempi in cui la costa era da evitare assolutamente a causa delle piraterie.

Borgata museale dunque Palià Perithia si distingue per il colore dei caseggiati - in via di rapida ristrutturazione grazie a un piano di recupero comunale - per la vecchia scuola che giace nell'abbandono attaccata dall'erbacia, per l'originale campanile di San Giacomo detto il Persiano che asseconda l'omonima chiesa elegante nella sua semplicità stilistica, per ,la piazza centrale nota come Foro circondata da minuscoli cortili fioriti, per la casa del poeta Skordilis, e per la vegetazione che specialmente a primavera raggiunge la crescita più straordinaria. Da poco due osterie e un ostello allestito dal comune di Thinalia garantiscono sia la ristorazione che il pernottamento. Per un giorno all'anno e più precisamente in occasione dell'ultima Domenica di luglio il villaggio si risveglia in occasione della festosa sagra popolare che si tiene qua: quella segue la processione religiosa in ricordo della Vergine che salva i paesi della montagna dalla peste e che si conclude nell'omonima cappella . Chi possiede un 4x4 potrà da qui raggiungere il villaggio di Louki sull'altopiano a 6km di distanza lungo una strada sterrata di non facile percorribilità. La vista da qui su Perithia e sulle vette spoglie del monte Pantokrator è quanto di più avvincente Corfu possa offrire specialmente a primavera. Infine sempre da Perithia è possibile raggiungere il monastero dell'Onnipotente questa volta dalle vallate settentrionali del monte prendendo vista della linea di costa di tutto il settore settentrionale di Corfu e degli isolotti sparsi al largo di questa..

Butrint

Lo stretto di Kassiopi rende invitante il passaggio verso le ancora imbattute coste meridionali dell'Albania dove primeggia un paesaggio che sicuramente fà impressione guardato da questo settore di Corfu: parliamo della laguna di Butrint, estremo "paradiso" nel mediterraneo che proprio per le eredità archeologiche e le bellezze naturali venne insignito nel 1992 col titolo del patrimonio culturale mondiale dall'UNESCO. Trattasi del parco naturale che si forma tra il promontorio di Butrint, il canale di Vivari e la regione di Saranda nell'entroterra albanese, riserva in parte terrestre in parte acquatica. Nel settore principale della penisola si trova l'acropolis di Vouthrotòs, la Vouthrotum romana, centro importante dello Ionio per almeno 15 secoli a partire almeno dal IX secolo aC e fino al basso impero bizantino e i tempi degli imperatori Giuliano e Giustiniano. Circondata da una spettacolare muraglia, l'acropolis di Butrint viene strappata dall'obblio solo dopo la caduta del muro di Berlino e questo grazie ai contributi finanziari della fondazione Rotchield e la sponsorizzazione della Hewlett Packard, che resero possibile il sostanziale recupero del sito.

Stando all'Eneide Vouthrotòs, sarebbe fondata dagli esuli troiani Elleno e Andromaca che nel loro tentativo di raggiungere l'Italia scoprirono sulla loro strada questi luoghi, se ne innamorarono e fissarono qua la loro dimorra. Stando agli storici Vouthrotòs, venne fondata dai Corinzi nello stesso periodo in cui fu fondata Kerkyra e nel quadro di un progetto più esteso che comprendeva le città storiche dell'Apollonia e Durazzo (Epidamno), nell'Albania meridionale. Da quel momento e per 23 secoli questa fascinosa ghost town esposta sullo Jonio seguirà con poche interruzioni le vicende storiche di Corfu con eccezione il periodo in cui farà parte del regno epirota allora guidato dal mitico Pirro. Il cammino storico tornerà comune sotto i romani che a partire dal II secolo aC fisseranno qua un'importante colonia con chiare connotazioni militari estendendo il borgo nella parte opposta della penisola. E per il quasi intero millennio bizantino nei primi secoli del quale Vouthrotòs si converte al Cristianesimo (V, VI secolo dC) in modo un po' tardivo e in contemporanea a Corfu.

L'immensa muraglia che cinge questo blocco di roccia dall'aspetto lussureggiante ha origini dunque corinzie venne ampliata dai ptolemei, dal Regno di Pirro (III secolo aC) quindi dai romani e in modo determinante dall'intervento di Giustiniano che nel VI secolo dC riporta un importante presidio bisantino sul posto. Parimenti a Corfu, Vouthrotòs cade nel medioevo in una fase di profondo declino segnato dalla continua minaccia di pirati e malviventi finchè non appaiono sulla scena prima i normanni di Guiscargo e più avanti gli Angiovini che nel XIII secolo ripristinano una qualche forma di legalità. Sia Butrint che Corfu saranno quindi vendute alla Serenissima che le difenderà fino al trattato di Campoformio e lo scoglimento delle colonie venete sullo Ionio al volgere del '700 per ben 4 secoli, 11 anni e 11 mesi.

Ali il Tepenlì aspira il narghilè nelle acque di Butrint

Con l'espansione ottomana nell'Epiro e in Albania meridionale Vouthrotòs diventa progressivamente un'enclave veneziana sempre più isolata dal suo naturale entroterra. Il trattato di Passarovic (1718) confermò la sovranità della Serenissima sulla laguna ma i turchi diventano sempre più minacciosi e riescono più volte a strappare il sito dal controllo dela Repubblica di San Marco: da Butrint gli eserciti turcoalbanesi sferrano due portentosi attacchi a Corfu risolti con la vittoria dei veneti nelle due memorabili battaglie navali del 1737 e del 1757. Ma alla fine i turchi avranno la meglio e da quel momento le strade di Corfu e Vouthrotòs si separano, Vuthrotum diventa Butrint e passa sotto il controllo del terribile pascià di Ioannina Alì il Tepenlì guerriero astuto e potente destinato a contendere il trono dal sultano di Istanbul. Questi era sicuramente un amante della natura con una predilezione per le escursioni in barca. L'immagine che si ha di lui è sempre stata quella di un uomo obeso e totalmente pelato comodamente sdraiato su un'imbarcazione a godere il paesaggio del lago di Ioannina e appunto la laguna di Butrint: detto in turco, rahat.

La separazione tra Corfu e Butrint diventa divisione drastica (inconcepibile considerate le distanze) ai tempi della cortina di ferro che sancisce la chiusura rigida e armata dell'Albania e la rottura di ogni scambio. In quel tempo e più precisamente alla fine degli anni '50 Butrint rischia una sciagura irreparabile: l'installazione di sottomarini nucleari sovietici che il regime di Hoxza avrebbe accettato di ospitare dopo un accordo con l'allora presidente sovietico Nikita Cruscev. La strada che unisce il porto di Saranda con Butrint fu costruita in occasione della visita del leader russo ma l'accordo non andò mai in porto: all'improvviso l'Albania si sposta sotto la sfera di influenza cinese e quel progetto nefasto cadde nel dimenticatoio.

I primi scavi vennero effettuati ai tempi del fascismo sotto l'egida del archeologo Mario Ugolini, maestro della disciplina negli anni '20. Seguì un ciclo di scoperte messe in atto da archeologi locali nei primi anni '70 e più di recente con maggiore intensità il lavoro congiunto delle università di Norwich e Durazzo. Lo stato di conservazione dei reperti balza subito nell'occhio specialmente nel settore romano e bizantino del borgo. I resti principali nella regione dell'Acropolis sono del periodo ellenistico e romano (dal IV secolo aC al II dC) mentre un numero considerevole di reperti riguardano il basso impero bizantino fino al VI-VIII secolo dC. Del periodo ellenistico sono il santuario di Asklepiòs (Esculapio), le cui dimensioni monumentali ne testimoniano l'importanza che primo si scorge sulla strada per l'Acropoli. Quindi, lo straordinario teatro classico ritoccato e ampliato dai romani fino a raggiungere una capienza di 2000 spettatori, ottimamente conservato sia nelle sue parti originali del IV secolo aC che in quelle ricostruite dopo Cristo. Fondamenta di un quartiere ellenistico e romano sono visibili in seguito tra cui il gymnasio, il foro, frammenti dell'acquedotto e un settore della muraglia decorato di iscrizioni in greco antico. Sulla costa una grande villa romana fortificata di origini antiche ma destinata a raggiungere dimensioni di una certa entità dopo il IV secolo dC.

Nella parte meridionale dell'Akropolis la parte più interessante del sito, il Battistero e la grande basilica del VI secolo dC, risalenti dai tempi di Giustiniano ai tempi dell'evangelizzazione di Butrint. Ricostruita da Ugolini nel 1928 è un colonnato di bellezza unica, tra i meglio conservati del mondo ellenico e protocristiano. Sorprendenti per l'eleganza le pavimentazioni decorate da affreschi di una complessità grafica impareggiabile. Più in là e verso la costa, pezzi di muraglia dei più svariati periodi e la Porta Torre, del periodo ellenistico, ingresso principale del borgo sopra il canale di Vivari. Più a est la sede dell'Arcivescovado cristiano istituito sempre da Giustiniano con viste straordinarie sul canale, sulla laguna, su Corfu e sui monti dell'Albania.

lo straordinario teatro greco-romano di Vouthrotòs

Da qui il sentiero volge verso la porta del Leone tra le più arcaiche testimonianze della Vouthrotòs corinzia del VI secolo aC con diverse iscrizioni in greco ben leggibili. Da qui partono due linee di fortificazioni una verso la laguna, sempre dello stesso periodo e una invece più recente risalente al basso Bisanzio che si conclude a livello del museo di Butrint, elegantissimo e ricco di ritrovamenti di tutti i periodi storici attraversati da questo centro. Molti i busti tra cui quelli di Apollo, Dioniso e Esculapio ricordano l'attaccamento della città a questi tre semidei, altri raffiguranti imperatori romani (Cesare che visitò il luogo nel 44dC, Augusto che prese lezioni di retorica a Butrint), l'arcaica statua del guerriero e la formidabile statua di Athena del I secolo aC, ultimo ritrovamento realizzato a Butrint da un archeologo locale nel 2002, sorprendente per l'altezza (2,16m) e l'aspetto stilistico.

Butrint, l'acquedotto

In condizioni meno felici giaciono sulle due sponde del canale di Vivari il fortino veneziano e una torre sempre di quel periodo mentre all'entrata del canale fà da guardia la villa del pascià, costruzione settecentesca che segue il ritmo architettonico originale dei villaggi montani dell'Albania meridionale. La si distingue facendo il giro in barca per la laguna, giro straordinario per paesaggi e di grande interesse per gli appassionati della natura: su questo lago salato fissano il loro habitat le più diverse categorie di uccelli migratori oltre che la careta careta che qua raggiunge dimensioni superiori rispetto a quelli che si riscontrano nello Ionio meridionale.

Rome art Lover

Raggiungere Butrint da Corfu non dovrebbe essere difficile se si decide di partire dal porto internazionale di Kerkyra con destinazione quello di Saranda in Albania. Da qui un pulman porta nel giro di una mezz'oretta al sito. In alternativa sono organizzate escursioni in barca da tutti i centri di villeggiatura corfiati dello stretto, da Dassià, Ipsos, Nissaki e forse Ayios Stefanos e Kassiopi. Ricordiamo che Butrint è esattamente di fronte a Nissaki a meno di due miglia marine di distanza e il sito archeologico si trova nel settore occidentale della penisola prima dell'imboccatura del canale.

Butrint sul web

.butrint.org
The Butrint Foundation
Wikipedia
Archart.it
Rome art Lover
inklink.it
il lago di Butrinto
Albanian Tourism
BBC
butrinti.com
coopfirenze.it
northepirus.com
neb.gr
galenfrysinger.com

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Vancanze in Grecia

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Itinerari di Corfu

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La splendida baia di Kaminaki

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