
Si
arriva a Chios in aereo da Atene, d'estate vi sono 4 voli al giorno
e due d'inverno dall'aeroporto di Spata. In nave si viaggia dai porti
di Pireo (147 miglia marine, 10 ore di viaggio all'incirca), Rafina
e dai porti di Salonicco e Cavala in Macedonia. Chio è collegata
quotidianamente d'estate con Samos, Limnos, Cesmé, il Dodecanneso
e Lesvos (Mitilini).
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Tra
le ultime a entrare nel giro del turismo, Chios è la quarta in
ordine di grandezza isola della Grecia ed è nota per la sua storia
marittima, i suoi villaggi storici e per l'estesa coltivazione del lentisco
albero che solo nel sud di Chios procuce una resina nota come mastice,
molto usata nella produzione dolciaria sia turca che nazionale. I greci
dell'Asia minore hanno una forte tradizione nell'uso di questo profumo
tipico dell'egeo, un tempo molto apprezzato anche in occidente tanto da
innescare forti commerci con le città marittime italiane, Venezia
prima e poi per quasi 3 secoli, Genova.

il
"paese del mastice"
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L'isola,
rappresenta, per una serie di ragioni un'ottima alternativa di vacanza estiva:
anzittutto per il mare, garantito al 100% nei suoi punti più frequentati
come nelle sue infinite spiagge "libere", da raggiungere in yacht
o dopo aver sfidato in marcia il sole estivo. Trovarsi in condizioni di
quasi solitudine sulle spiagge di Chios è spesso la regola. In secondo
luogo, Chios, proprio in quanto "microcosmo" abituato a vivere
in regime di relativa autarchia, conserva un'originalità architettonica
che ha pochi simili nel resto della Grecia e del Mediterraneo. Il ritmo
locale è fortemente radicato alla tradizione e a quell'esigenza più
sentita nei secoli di mezzo: la sicurezza. Il recente recupero delle aree
storiche (alcune delle quali riconosciute a livello mondiale) ha messo in
evidenza una civiltà locale dalle grandi risorse che mescola nel
modo più originale aspetti d'oriente e occidente. Il terzo aspetto
che rende Chio famosa è storico e si lega al primo olocausto conosciuto
nel mediterraneo perpetrato dagli eserciti ottomani sulla popolazione locale
insorta: la strage di Chio deplorata da Victo Hugo e da tutta l'intellighentsia
occidentale del tempo e immortalata nelle tele di Delacroix costituisce
la più triste delle pagine della storia greca e l'inizio della fine
della dominazione turca sui Balcani. |

Chio
si estende su una superficie di 850km2, con una lunghezza di coste superiore
ai 250km su cui sono distribuiti un po' meno di 50 mila abitanti, per
più della metà insediati nell'omonimo capoluogo. Sita
a 8 miglia marine dalla penisola turca di Cesmè e a 140 dal porto
di Pireo è amministrativamente unita ai due isolotti sattelite,
Inousses (sullo stretto con la Turchia) e Psarà (al largo delle
coste nordoccidentali). Punti di riferimento fondamentali sull'isola
sono a parte il capoluogo, le località balneari di Karfàs,
Megas Limniònas e Komi a sud dell'aeroporto, le due località
costiere Vrondados e Langada a nord del capoluogo, i 4 villaggi storici
di Masticochora, (Kalamotì, Olimbì, Pyrghì e Mesta)
e i centri di Kardamila e Volissòs nel versante settentrionale
dell'isola. Il nord di Chio è dominato da due montagne, il massiccio
di Pelineo con due vette sopra i 1000m di altezza e la sua appendice
occidentale, l'Amanì, fortemente inaridito dall'erosione eolica
e dal sovrappascolo e spopolato. Nel sud il terreno è irregolare
ma dominatto da colinette dolci nelle cui vallate sono da secoli selezionate
culture adatte alle ristrettezze naturali e ai capricci del clima. La
rete stradale ancora non all'altezza in diverse parti dell'isola rimane
fitta a sud ma elementare, incompleta e poco sicura nel nord.
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Percorsi
storici
Chio non
ha una particolare presenza nell'antichità se non come presunta
terra natia di Omero che morì pure a Chio a metà del
IX secolo aC. L'isola è citata da Tucidide per la base militare
tenuta qua da Atene in occasione delle guerre del Peloponneso, da
Alessandro Magno in occasione di un suo invito a ripristinare il
regime democratico sull'isola ed è sicuro che seguì
da vicino le sorti delle città ioniche dell'Asia, allora
magnifiche.

Nel medioevo
bizantino l'isola assume una crescente importanza che si riflette
nelle estese opere di fortificazione intraprese attorno al XII secolo
dall'impero e nell'incredibile numero di comunità monastiche
che si installano sul territorio. Sono di quel periodo i magnifici
monasteri fortificati sparsi per l'isola a partire da Nea Monì,
Ayios Minàs, Ayia Markela e Moundon (San Giovanni l'evangelista).
Il commercio del mastice fa emergere in quel periodo la piccola
comunità di Masticochora dedita alla coltivazione del lentisco
e in seconda misura in quello dell'ulivo e degli agrumi. 26 villaggi
destinati ad assumere un'ulteriore spinta sotto i genovesi che favorirono
molto la monocultura in tutto il settore meridionale, proteggendole
da un sistema di fortini molto razionale ed efficiente. |
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L'arrivo
di Genova su Chio è stato acconsentito dai bizantini nel nome della
difesa delle terre cristiane dal pericolo di islamizzazione allora alle
porte con l'avanzata degli eserciti di Osman nell'Asia Minore e verso
l'Egeo. Bisanzio non è più in grado di rispondere alle esigenze
di sicurezza in questa parte dell'Egeo e appalta il compito a un presidio
prima veneto-crociato e poi a partire dal XIII secolo, genovese. Questo
col tempo approfitta dell'assenteismo del governo centrale per estendere
la propria influenza sull'isola tramite la Compagna Commerciale di Maona
attenta a favorire le produzioni di mastice, olio, agrumi e seta a fini
commerciali. Chios resterà protettorato genovese fino alla seconda
metà del XVI secolo, un secolo dopo la caduta ottomana di Costantinopoli.
Un ciclo positivo sia per i commerci che per la sicurezza dell'isola visto
che Genova riesce a respingere a lungo gli ottomani e ripulire il mare
dai pirati. Diverse famiglie nobili genovesi si installano qua in modo
permanente sfruttando le concessioni feudali. Molte di queste subiranno
col tempo un processo di integrazione tale da adattare i loro nomi nella
lingua greca.

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I
turchi riescono ad avere finalmente la meglio sui genovesi solo nel 1566
e questo anche grazie alla connivenza della popolazione locale insofferente
alle pressioni fiscali al limite dell'esosità di Genova. Di fatto
gli ottomani non solo ritirarono le pesanti gabelle dei loro predecessori
ma smentirono chi pensava fossero determinati a imporre il proprio credo
sulla gente. Lasciarono parecchie autonomie e questo almeno fino ai primi
del XVIII secolo limitandosi a occupare l'attuale centro storico di Chio
città nei limiti della fortezza bizantina che cercano di ricostruire.
Al loro fianco un piccolo quartiere ebraico mette radici nello stesso
spazio e allàombra delle attività promosse dagli ottomani.
I rapporti tra locali
e turchi si raffreddano solo dopo l'annessione di Chios alla Porta decisa
con decreto del Sultano a metà del '700. Stando alla leggenda il
profumo del lentisco avrebbe stregato la figlia del Sultano Medjit il
quale decise di concedergliela come feudo: a metà del 700 la coltivazione
della pianta assume aspetti di vera e propria monocultura ma nello stesso
tempo Chio comincia a subire una forte perdita delle sue precedenti prerogative.
Alle prime reazioni delle popolazioni cristiane a questo rinnovato equilibrio
i turchi accentuano le loro misure poliziesche mentre un editto del Sultano
finì per assegnare ai locali l'infelice condizione di "rajà"
(suddito) a cui era costretta allora l'intera Grecia continentale, la
Serbia e la Bulgaria dalla caduta del Bisanzio ai primi del XIX secolo.
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La
situazione precipita con l'arrivo sull'isola di un gruppo di partigiani
rivoltosi dalle vicine isole di Samos e Lesbo pronti a diffondere il verbo
della rivolta ai locali che intanto grazie a Adamantios Koraìs
(il primo presidente della Repubblica della Grecia Libera) ebbero un ruolo
importante nel movimento rinascimentale della fine del '700. Intanto l'isolotto
di Psarà a nordovest di Chio diventa un punto di incontro importante
di patrioti da tutta la Grecia che raccolti sotto lo slogan Eleftheria
i Thanatos (Libertà o Morte) organizzano azioni di disturbo continuo
alla flotta e all'esercito ottomano. L'eco delle rivolte nel Peloponneso
e nel resto della Grecia meridionale arriva a Chios ma l'insurrezione
del 1823-24, viene repressa nel sangue dal feroce governatore locale Kapudan
Kara Alì: il "massacro di Chios" (più di 25mila
morti e devastazioni lungo e largo l'intero territorio insulare), non
solo rimane uno dei momenti più cupi della storia contemporanea
della Grecia ma sarà destinato a scuotere le coscienze delle nazioni
civili di quel periodo. Quando Delacroix realizza l'omonimo capolavoro,
la legittimità del regime dei sultani sull'isola è ormai
fortemente incrinata. Sotto la pressione di artisti e intellettuali, le
cancellerie delle principali potenze, Inghilterra, Francia e Russia, decidono
di mettersi in moto avviando così, la fase conclusiva del processo
di liberazione nazionale firmato nel trattato di Adrianopoli del 1827.
Gli eroi locali, Kanaris, Pipinos e Papanikolìs resteranno per
sempre nella coscienza storica della Grecia moderna.
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Le
testimonianze dell'olocausto di Chio sono tuttoggi salve nei due borghi
monumentali dell'isola Anavatos e Avgonima, nei Monasteri eroici di
Nea Monì, e Ayios Minàs e nelle decine e decine di torri,
rocche e fortini sparsi per l'isola. Molto materiale sia bibliografico
che iconografico è conservato nel museo di Korais a Chora e nella
collezione di Argenti. Kapudan Kara Alì venne invece ucciso da
un attentato organizzato da Kanaris nel 1823 che distrusse l'ammiraglia
ottomana al largo del porto di Chios. Le sue spoglie sono custodite
nel cimitero islamico interno alla fortezza del capoluogo.

libertà
o morte
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| Chios |
Chios
tramonto |
minaretto |
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Ayios
Georghios |
Kambos,
villa |
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| Kambos |
Kambos |
Kambos,
corte |
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| Kambos
corte |
kambos,
Argentis |
Vrodados |
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| Daskalopetra |
karfas |
Limnionas |
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| Nea
Moni |
Nea
Moni |
Nea
Moni |
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| Nea
Moni |
Nea
Moni |
Anavatos |
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| Anavatos |
Anavatos |
Avgonima |
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| Avgonima |
Avgonima |
Elinda |
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Chios
e dintorni
II
porto di Chios o Chora fa da capitale dell'isola, ed è un centro
moderno di 25 mila all'incirca interamente ricostruito dopo il devastante
terremoto del 1881. La vita in città si svolge nei dintorni della
piazza principale, Place Vounakiou sede del capolinea degli autobus
e di numerosi caffè e ristoranti all'aperto. Seguono per frequentazione,
il lungomare, il rione di Aplotaria sede del mercato cittadino e all'interno
del forte i vicoli che circondano Place Frouriou, sede del Palazzo dei
Giustiniani (il palazzo del governo genovese) oggi ristrutturato e adibito
a museo di arte bizantina. La muraglia esterna al borgo vecchio è
una costruzione macedone ritoccata e potenziata ripetutamente nel tempo
da bizantini (X secolo), veneziani (XII), genovesi (XIV) e infine turchi.
Il suo aspetto attuale risale ai lavori della famiglia feudale genovese
dei Giustiniani e ai ritocchi fatti in occasione dell'apertura del porto
di Chios nei primi del '900. Lo stemma delle varie famiglie feudali
che si susseguirono nell'amministrazione dell'isola è tuttoggi
battuto sulla muraglia. E' ancora salvo l'ingresso principale noto come
"Porta Maggiore", opera monumentale con inciso sopra lo stemma
del drago nero, alcuni bastioni importanti, il mausoleo di Kara Alì,
le fontane turche e la prigione dove furono rinchiusi 70 tra i responsabili
della rivolta del 1822. Sono stati di recente recuperati inoltre nei
limiti del "Kastro" la chiesetta storica di Ayios Georghios,
i bagni turchi (Hamam) e la torre ottomana (Koulè), una massiccia
torre militare del XVII secolo messa a punto dai turchi e distrutta
dal terremoto del 1881.

Giustiniani
Il
Palazzo dei Giustiniani espone una rara collezione di affreschi dei
profeti dell'ultimo periodo bizantino (XIV secolo) tratti dalla chiesa
storica di Panayia Krena, molte icone e tanti documenti sia manoscritti
che stampati. Molto interessante a ridosso del Kastro in Place Vounakiou,
la collezione di arte etnica ospitata nella moschea da poco recuperata
di Medjit Pascià. In questa sede sono ospitati i famosi a Chio
affreschi di Chomatzas del XVIII secolo tratti sempre dalla chiesa di
Panayia la Krina e il celebre bassorilievo di epoca medievale raffigurante
San Giorgio che uccide il mostro. Molti i ricordi di età ottomana,
tra cui armi, incisioni in arabo inneggianti alla vittoria degli Osman,
oggetti d'arte. Nelle vicinanze la biblioteca di Koraìs da sempre
una delle biblioteche più importanti di tutta la Grecia. Nella
pinacoteca interna detta di Argenti cono custodite alcune riproduzioni
dei quadri di Delacroix sull'olocausto, più una litografia originale
e alcune opere raffiguranti la battaglia rossoturca di Cesmè.
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Altrettanto
interessanti
il museo marittimo ricco di documentazione storica sulla flotta dell'isola
dal primo ottocento a oggi e quello archeologico di via Mihalon che espone
una delle più vaste collezioni numismatiche di tutta la Grecia.
E' qua ottimamente conservata la famosa lastra di marmo che Alessandro
spedì ai locali per richiedere il ripristino del sistema democratico
e una serie di colonne in stile ionico. Trattasi soprattutto di ritrovamenti
realizzati nei due principali siti archeologici dell'isola, Emboriòs,
Kato Fanà e Delfini dalla Scuola Argheologica inglese nei primi
del secolo precedente. La maggior parte di questi si collocano in età
arcaica (IX-VIII secolo aC) e ptolemaica (IV-III secolo aC) sebbene non
manchino riferimenti che vanno molto addietro nel tempo addirittura fino
al IV-V millenio aC.

Per
vedere qualcosa di esteticamente migliore rispetto alla monotonia architettonica
di Chios città bisogna spingersi fino a Kambos quartiere storico,
esteso su una fertile vallata coltivata di agrumi e ulivi. Qua in mezzo
a un ambiente ricco di corsi d'acqua di superficie decise di installarsi
nel XIV secolo la nobiltà genovese seguita da ricchi commercianti
di Costantinopoli e nobili della vicina Ionia.Sita su una vallata fertile
coltivata di agrumi e ulivi, Kambos dista poco più di 5 km dal
centro città in direzione sud (Thimianà). E' un agglomerato
di ville di campagna estese su una superficie media di una decina di ettari,
costruite in argilla e pietra rossa, quasi sempre dotate di mura alte,
portoni e corti monumentali, ampie aree di incolto e tanti frutetti alimentati
dal tradizionale a Chios Manganos, un mulino a acqua azionato dagli animali
che badava a innafiarli. Rase al suolo dal terribile terremoto del 1881
se ne salvano purtroppo poche, Le più ampie e sfarzosetra quelle
recuperate sono Argentiko, il più rappresntativo con il mulino
a ruota e la corte pavimentata di ciottoli in bianco e nero, il portone
monumentale e il muretto rosso; Mitarakiko,
castello di campagna con annesso un enorme orto, dalle caratteristiche
simili; Perivoli,
il castello rosso, villa a due piani con cortile monumentale e come dice
anche il nome un orto coltivato di agrumi; Zigomalà
costruito da una famiglia nobile di Costantinopoli nei primi del XVII
secolo e Tetterico,
un capolavoro dell'architettura un po' creole di Chios. Molte ville sono
posteriori al terremoto (dei Casanova, dei Kaloutà, il Mavrokordatico
ecc.) ma conservano pienamento lo stile autentico sempre basato sulla
pietra rossa di Thimianà e lo sposalizio di temi sia occidentali
che orientali. Sono adibite a pensionati di lusso l'essenziale ma elegantissimo
Perleas e lo sfarzoso Mavrokordatico.

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Tante
le alternative di mare lungo il tratto di costa a nord e a sud del capoluogo
e entro i 10-15km di distanza. La spiaggia più vicina al centro
di Chio assume il nome di Bella Vista e dispone
di tutto quel che serve per un bagno comodo, a portata di bambino e senza
particolari impegni. La meglio organizzata sul piano dei servizi è
senza dubbio Karfàs, la più
"cicladica" delle spiagge di Chios e anche la più battuta.
Gran turismo tra le dune di sabbia oro con tanto di divertimenti acquatici
e bagni di sole. Ambiente simile anche se meno "cogestionato"
d'estate, è Megas Limnionas, leggermente
più a sud di Karfàs sul litorale di Thimianà, spiaggia
ampia con larghi settori in sabbia.

Facile
l'accesso in pullman anche oltre Limnionas in corrispondenza delle tre
spiagge a sabbia che seguono, Ayia Ermioni,
Ayios Emilianòs e Ayia
Fotia, ben spaziose, poco frequentate e pertanto mai sottoposte
a rischio di cogestione. Ayia Fotia dista 11km da Chios in direzione sud
ed è prossima al villaggio di Neochori. E' una spiaggia a ciottoli
con pochi tratti di sabbia, fondali profondi e mare pulito anche se piuttosto
freddo. Alla pari di Megas Limnionas e Karfàs può essere
prescelta come punto di partenza per la scoperta di Chios sia per la quantità
di servizi al turismo di taglio economico di cui dispone che per la vicinanza
ai villaggi medievali del paese del Masrice.
A nord
del capoluogo sulla provinciale per Vrondados e Langada sono segnalate
diverse spiagge ben servite, con annesse piccole località turistiche.
Le principali sono Ayia Paraskevì
subito dopo il capoluogo, Daskalopetra e
Vrondados il villaggio dei mulini a vento
in pietra. Villaggio di sole donne (gli uomini seguono tradizionalmente
il mare) Vrondados è una delle più pittoresche località
costiere dell'isola e merita la visita anche in ragione della sua enorme
spiaggia a ghiaia sita nella baia di Lò citata da Omero. E' preceduta
da Daskalopetra un piccolo villaggio di pescatori ritenuta patria di Omero:
infatti Daskalopetra si chiama anche Omeroupoli mentre Daskalos sta per
maestro e petra per pietra. La pietra del maestro è tuttoggi visibile
nelle vicinanze in corrispondenza dei resti di un santuario arcaico di
origini orientali.

Glari
dista 9km dal capoluogo e può essere considerata la più
scenica delle spiagge della zona. Si trova nelle vicinanze del monastero
di Mersinidi, monastero settecentesco a cui le navi usano suonare al loro
passaggio in segno di riconoscimento. Si distingue per i suoi due trulli
blu in stile cicladico e per la sua posizione mozzafiatto arrampiccata
su un torrione a picco sul mare. |
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Nea
Monì, Anavatos, Elinda
| Fanno parte
del comprensorio di Vrodados i tre villaggi eroici di Chios, Kariès
con a capo il Monastero di Nea Monì, Anavatos e Avgonima,
teatro di battaglie feroci tra insorti e gianizzari ai tempi della
repressione di Kara Alì. Si susseguono lungo la provinciale
che unisce le due coste dell'isola partendo dal capoluogo e concludendosi
a Elinda. Un giro che merita più di una vostra gionata puntando
per il pernottamento sul borgo di Avgonima. |
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A
6kmdi distanza da Chios città, il borgo di Kariés nasconde
la più monumentale delle costruzioni bizantine di Chio, il monastero
di Nea Monì. Tutta in salita la strada fino a Kariès garantisce
panoramiche eccezionali sul monte Aetòs che sovrasta il paese,
sul golfo di Chios e sulle coste turche. Il villaggio sull'altipiano è
sede di diverse capelle in pietra e monasteri abbandonati tra cui quello
di San Marco, un fortino costruito dai frati domenicani ai tempi del dominio
genovese, sito panoramico per eccellenza nella regione di Kariès.

Nella
piccola vallata che si crea subito dopo Kariès in mezzo a una selva
di cipressi e recintato da una muraglia irregolare appare in tutta la
sua sacralità il Monastero di Nea Moni, considerato un autentico
monumento della cristianità orientale. Il monastero e' stato fondato
nel X secolo dC da tre eremiti, Nikita, Giovanni e Iossif dopo il ritrovamento
in zona di un'icona della Vergine considerata miracolosa. Dedicato all'Assunzione
della Vergine l'opera venne sostenuta dall'imperatore bizantino Costantino
il Monomachos (Gladiatore) con ampi finanziamenti e privilegi. Nel momento
di massimo prestigio, durante l'ultima fase del dominio bizantino di Chio,
il monastero arriva a ospitare fino a 800 monaci tra cui alcuni esponenti
di teologia e arte ecclesiastica di primissimo livello. Il suo cammino
storico si interrompe nel modo più tragico in occasione della strage
del 1822 i cui ricordi custoditi nella piccola area museale del Monastero
non sono un buon spettacolo.
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La
basilica principale assume una rara forma ottogonaleraramente riscontrata
nel resto della Grecia se non a Cipro. Ha una ricchissima collezione di
mosaici dell'XI secolo e rivestimenti in marmo e legni preziosi. Nei limiti
della fortezza coesistono due ulteriori santuari, la chiesetta di Ayios
Pandeleimon e quella più recente di Santa Croce (Timios Stavròs),
una cisterna sotterranea (probabilmente la struttura più antica
tra quelle presenti nel monastero), il Refrettorio, una torre militare
e un colleggio destinato ad ospitare i monaci. Il complesso è parecchio
rimaneggiato da una successione di razzie, battaglie e terremoti: quello
del 1881 rase al suolo il trullo della basilica e diverse altre strutture
e avvia un lungo ciclo di abbandono. Oggi è in stato di ristrutturazione
permanente specie da quando è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio
mondiale dell'umanità. E' popolato da una piccola comunità
di suore che dividono il loro tempo tra la preghiera e la cura dell'enorme
corredo storico in possesso a questo monastero.

Avgonima
All Seasons Hotel
Avgonima è
uno dei più bei paesaggi di Chios e dista da Kariès 6 soli
km. E' un villaggio museale oggi in via di veloce recupero costruito sull'altipiano
ai limiti della più estesa foresta di pini presente sull'isola.
La bellezza del paesaggio e la vicinanza alle coste di Elinda rende il
posto molto attraente e si presta bene a una breve permanenza. Casette
a cubo di pietra e argilla, finestre piccolissime, facciate esterne che
fanno da muraglia, vicoli lastricati, gallerie e piazzali dalle panoramiche
maestose verso l'isola di Psarà e il mar Egeo. Per i più
romantici, impareggiabile il tramonto da qui con il sole che si tuffa
nel pelago. Molto elegante.
|
A
pochi chilometri da qui arrampiccato sulla vetta di una roccia a forma
di cono giace in ruderi il principale monumento chiota alla resistenza,
il villaggio di Anavatos (l'inaccessibile), un nido d'acquila avvolto
nel griggiore e riparato dalle valli circostanti da burroni impervi ed
insespugnabili. Roccaforte della lotta alla liberazione del primo ottocento
e teatro dei più sanguinosi assedi mai registrati nella storia
della Grecia, Anavatos rappresenta il più estremo e carico di leggende
tra i paesaggi dell'isola.

La sua fondazione
risale al Medioevo periodo nel quale la popolazione locale trovava tra
queste ripide pareti di granito disperato rifugio contro le incursioni
piratesche e gli assalti dei saraceni. Perfettamente mimetizzato all'ambiente
circostante è un conglomerato di rocche e torri a cui fanno contorno
capelle del IX e X secolo aC, più che un insediamento vero e proprio
un rifugio. Il villaggio aveva un solo ingresso ed era circondato da una
barriera di pietra griggia alta più di 3 metri. Accresce molto
di dimensioni solo alla fine del settecento allorquando si moltiplicano
le sue strutture difensive ad opera di partigiani locali respinti dalle
vallate. Alla fine viene distrutto dagli eserciti di Kara Alì nel
1822 e dato completamente alle fiamme. Pur di non arrendersi al conquistatore
molti patrioti decisero di saltare nel precipizio, gesto eroico destinato
ad essere ricordato dai libri di storia. Dei 400 caseggiati di pietra
presenti nell'area molti sono ancora salvi, molti riportano tuttoggi tracce
dell'eccidio, mentre molti altri come quel complesso residenziale a tre
piani all'ingresso del borgo sono in via di recupero. |

la
rocca di Anavatos
Da
Avgonima la strada prosegue fino al porticciolo naturale di Elinda, con
la sua interminabile catena di piccole spiagge a ghiaia assolutamente
fuori da ogni rischio di cogestione anche nei mesi più caldi. Questa
parte della costa riserverà moltissime sorprese agli amanti del
mare "al naturale" purchè però siano attrezzati
ad affrontare una rete stradale a terra battuta, l'assenza di servizi
e un ambiente poco riparato dai venti e dal sole. Lungo la cosiddetta
baia di Trachili a parte Elinda si alternano le spiagge di Metochi a nord
in corrispondenza del villaggio costiero di Sidirounda, Tigani e soprattutto
Lithì in direzione sud sul confine con i paesi del mastice. Parlando
dei fondali di Elinda si parla sempre di una nave romana affondata, non
si sa esattamente a quale punto, da sempre una scomessa per tombaroli
e subacquei.
Elinda
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su Chios. Paesaggi, mare, servizi. divertimenti. Molto gradito il materiale
fotografico. Lo pubblicheremo: haris@iol.it

La più pratica
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Karfas
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Sunrooms
Kambos, Perleas,
Mavrokordatico
Avgonima, Elinda:
All Seasons,
Spitakia, Pyrgos
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