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Stando
alla Teogonia di Esiodo, Cronos (il Tempo) castrò Uranòs
(il Cielo) e gettò i suoi genitali nel mare di Creta: i loro resti
furono custoditi in una grande conchiglia che in movimento verso l'isola
Citera diedero la luce alla dea della bellezza Afrodite, la Venere latina.
Da qui la Dea si sposta a Cipro dove viene venerata come Afrodite Urania
di Cirenia diventando la dea protettrice dell'isola. Questa leggenda è
stata immortalata in una delle opere pittoriche più importanti
del rinascimento, la Venere di Botticelli comissionata da Lorenzo di Pier
Francesco de' Medici per la sua Villa di Castello, nella campagna fiorentina,
attorno al 1484.

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La
posizione remota di quest'isola, il suo significativo isolamento rispetto
al resto della Grecia restano oggi uno dei motivi del suo fascino ma non
è sempre stato così. Un tempo, prima che aprissero l'istmo
di Corinto, quando ancora le navi facevano il giro del Peloponneso per raggiungere
l'Egeo dallo Jonio, Citera era un passaggio obbligato e pertanto un punto
strategico importante. La cosa garantì una certa prosperità
sull'isola e parallellamente una notevole continuità storica che
va dal paleolitico ai tempi minoici toccando l'antichità classica
e quella romana. Sorprendente la successione di conquistatori in un lasso
di tempo lungo almeno 8 secoli dai tempi dei franco-crociati a quelli del
colonialismo brittanico, passando dai bizantini, dai veneziani e dagli ottomani
(senza dimenticare i saraceni che per lunghi tratti fecero da padroni dello
stretto e il breve intervallo napoleonico che precedette l'impero brittanico).
L'apertura dell'istmo
(1883) ha deviato tutto il traffico per lo stretto di Corinto e Citera è
caduta in seria disgrazia. Aggiunto poi che il posto soffre parecchio dell'incubo
dei terremoti - alcuni dei quali molto violenti - niente poteva più
prevenire le massicce migrazioni che si verificarono verso l'Australia e
il Canada tra la fine dell '800 e i primi del '900. |
Citera,
non ha partecipato agli sviluppi dell'industria turistica greca degli
anni '70 -80 e ha continuato a veder ridursi la propria popolazione per
altri due decenni. L'impatto del turismo avviene solo negli anni '90 periodo
nel quale l'isola viene dotata di aeroporto, la rete stradale viene ritoccata
e il porto spostato da Ayia Pelayia a Diakoftì rendendo i collegamenti
con Pireo un po' meno "aleatori" di quanto non fossero prima.
Anche la popolazione, dopo decenni di ribassi, ha cominciato a stabilizzarsi
specialmente grazie all'arrivo di immigrati che tuttora affluiscono numerosi
spesso a bordo di barche di sventura, in modo simile a quel che si vede
a Lampedusa. D'inverno i residenti stranieri superano ormai i greci qualcosa
che ha acconsentito a molti villaggi prima in via di abbandono, di riprendersi
e tornare in vita. I greci "rientrano" soprattutto d'estate
dalle loro residenze oltreoceano - chi di loro si ricorda ancora di essere
originario- oppure in prospettiva del turismo che comunque su Citera difficilmente
ancora raggiunge livelli soddisfacenti. Per quanto i collegamenti con
Pireo siano d'estate nettamente migliorati negli ultimi anni grazie ai
catamarani, l'isola rimane ancora isolata e staccata sia dalle rotte turistiche
che dal suo contesto amministrativo (la Prefettura di Pireo) restando
sostanzialmente niente più che un'estensione della Laconia e dei
porti di Neapoli, Githio e Kalamata.
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La
durata di viaggio dal porto di Pireo resta tuttoggi infatti molto lunga
- 7 ore con l'aliscafo e più di 10 a bordo dell'anacronistica quanto
romantica navetta di Mirtidiotissa che la unisce un po' con Pireo. un
po' con i porticcioli della Laconia (Githio, Neapoli, Kiparissi e Monenvassia)
e un pò con Creta (Kasteli). La linea - "arida" per definizione
in quanto costretta a viaggiare a vuoto per 10 mesi all'anno e sopravvissuta
grazie alle (insufficienti) sovvenzioni pubbliche è spesso soggetta
a ritardi e subitanee interruzioni a causa sia delle non eccellenti condizioni
dello scafo che soprattutto per la sua tenuta in presenza di condizioni
climatiche avverse: le correnti di vento che spirano sul mar Mirtoo e
in particolar modo sullo stretto del Maleas rendono la navigazione proibitiva
molti giorni all'anno inverno ed estate. Per fortuna Citera è collegata
una volta al giorno d'estate con Atene (e da 2 a 3 d'inverno) anche per
via aerea.

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Il celebre efebo
di Anticitera rinvenuto in un naufragio nel mare aperto tra Citera e
Anticitera è oggi custodito nel Museo Archeologico Nazionale
di Atene

Sotto
i veneziani per 4 secoli interi Citera venne ribattezzata Cerigo, nome
tuttoggi impiegato specie al riguardo del capoluogo, Tsirigo. Da non
perdere il racconto degli emissari della Serenissima citato da Rome
Art Lover nella sua pagina relativa a Cerigo.
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Citera
conta oggi all'incirca 3000 abitanti distribuiti tra una sessantina di
paesi su una superficie rocciosa di 284 km2 bagnata da est dal mar Egeo,
da ovest dallo Jonio e da sud dal mare di Creta. Ha una lunghezza di coste
di poco superiore ai 50 km ed è nella sua massima parte (specie
a sudest) arida e colpita dall'erosione eolica. Si risparmia un po' il
settore occidentale, che però, a causa della sua spiccata rocciosità
non ha quasi mai conosciuto una qualche forma di popolamento stabile.
Insufficiente e poco sicura rimane tuttora l'ingarbugliata tra le colline
rete stradale mentre limitati e discontinui sono i servizi pubblici di
collegamento. Il mare, vento permettendo, rimane ancora la via principale
di collegamento tra i principali centri turistici e le eccellenti spiagge
della costa sudorientale che sono poi le principali attrazioni turistiche
insulari insieme a Cerigo, il capoluogo con le sua facciata cicladica,
il forte e le panoramiche sul golfo di Kapsali.
L'isola è
coinvolta insieme al suo sattelite lontano l'isolotto di Antikythira nei
progetti comunitari Natura 2000 soprattutto per effetto di essere uno
dei più straordinari crocevia di volatili nel Mediterraneo. Tolto
questo, la natura non è mai stata generosa con Citera continuando
a dispensare terremoti a tutta intensità per tutto il '900: l'ultimo
sisma verificatosi a gennaio del 2006 di magnitudo 6,5 richter ebbe come
epicentro lo stretto di Anticitera e diede un colpo significativo alle
poco curate bellezze architettoniche dell'isola. Il ponte inglese di Marvel
a Livadi ha retto, molti nuovi paesaggi "incredibili" sono stati
generati, ma la gente ha penato parecchio per ritornare alla normalità. |
Il
primo approccio con Citera si materializza a Diakoftì
il nuovo porto dell'isola riparato dal vento da un'isolotto separato dalla
terraferma da un breve istmo che è stato agganciato da un ponte.
E' stata di recente teatro di un incidente, un mercantile ucraino si è
arenato su uno scoglio al largo del porto segnandone (fino a quando?)
il paesaggio. Diakoftì dispone di una bellissima spiaggia - sicuramente
la meno colpita dal vento estivo che picchia la costa orientale per tutto
l'anno - ben servita e a portata di bambino. Protetta da una piccola foresta
di palme la spiaggia locale porta in mente, per la sabbia bianca e i fondali
bassissimi, ambienti di mare subtropicali.
Da
qui si deve decidere se rimanere in zona spostandosi verso il villaggio
turistico più vicino, Avlemonas, oppure se prendere la strada del
sud in direzione Chora e Kapsali dove è concentrato il massimo
dei servizi turistici sull'isola. Un'ultima alternativa legata alla prima
punta su Potamòs, l'insediamento più importante di Citera
per poi mirare verso la regione di Karavàs a nord e il vecchio
porto di Ayia Pelayia sul litorale a est. La regione è collegata
in traghetto con Neapoli e Elafonissos, . Le anime più irrequiete
possono infine intentare il passaggio sull'isolotto estremo di Antikythira
terra di grandi scoperte archeologiche permanentemente battuta d'estate
da forti correnti di vento che ne rendono spesso problematica l'accessibilità.
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Tsirigo e Kapsali
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| peschereccio |
Watteau |
Tsirigo |
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| Tsirigo |
Tsirigo |
Tsirigo |
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| kapsali |
kapsali |
kapsali |
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| myrtidiotissa |
myrtidiotissa_icona |
kalamos |
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| halkos |
avgo |
Fokospilia |
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| Melidoni |
kalamos |
ayia
sofia |
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Tsirigo
e Kapsali
La
destinazione più probabile rimane da sempre quella di Kapsali
nell’estremo sud del’isola, villaggio di pescatori molto caratteristico
situato ai piedi del capoluogo tradizionale di Citera, Chora
o Tsirigo. Consiste di due bellissime insenature gemelle entrambe dotate
di spiaggia, marina, rooms to let, ristoranti e possibilità di
vita notturna. Promette ottime sorprese di mare nei dintorni, e uno dei
paesaggi più fascinosi del mar Egeo, appunto il capoluogo, borgata
anfiteatricamente costruita su un colle arido e riparato dalla costa.
E’ un tipico paese cicladico arricchito di costruzioni risalenti
al periodo veneziano e poi coloniale: casette bianche a cubo abbracciate
tra di loro dai balconi colorati e dai cortili fioriti, intervallate da
una labirintica rete stradale tutta in salita all’ombra dell’imponente
anche se un po’ massificata fortezza. Questa è stata costruita
dai bizantini nell’XI secolo ma poi fu espansa e ristrutturata dai
veneziani nel 1503 nell’obiettivo di garantire protezione alla popolazione
durante gli assalti pirateschi. Fece grande fatica a parare i colpi del
terribile Barbarossa che distrusse il borgo (kastropolitia) nel 1537 costringendo
il presidio veneziano alla resa.
Punto
panoramico per eccellenza del vecchio borgo, la fortezza riserva forti
emozioni in fase di tramonto con il sole che si spegne nel pelago: la
vista si estende sulla costa frastagliata di Kapsali e quando il tempo
lo permette oltre il pelago fino a Antikythira e il capo di Gramvoussa
a Creta. Tra le mura sono conservate in buon stato le dimorre dell’amministratore
della Serenissima, il governatorato e tre basiliche bizantine. Furono
messe a punto da Venieri (stranamente noto anche come Venus) e oggi ospitano
documentazione sul passato medievale di Citera. Il museo comunale espone
invece una collezione di reperti minoici, classici (tra cui il celebre
leone di marmo, del 550 aC) e romani rinvenuti soprattutto nella zona
di Paleopolis.
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Attorno
a Kapsali si estende un numero ragguardevole di spiagge eccellenti tutte
facilmente raggiungibili a piedi, in barca o ancora in moto. Le meglio
organizzate sono quelle di Melidoni e Sparagariò a ovest, Kiriakolou,
Chalkòs, Vroulea, Kalamos e Firì Ammos a est del porticciolo.
Tutte spiagge solitamente a ciottoli, di dimensioni ristrette, dai fondali
subito bassi, arricchite da paesaggi di roccia molto suggestivi spesso
forgiati dall’azione di terremoti violenti. Vrouleas si presta bene
al subacqueo e insieme al golfo di Melidoni dispone dei fondali più
belli di Citera meridionale. Assolutamente da primato sono le acque a
Chalkòs e Firì Ammos, spiagge libere raggiungibili da Kapsali
in barca (peschereccio) sempre dominate da strapiombi maestosi, mentre
una dimensione intima si può realizzare nella spiaggia di Kalamos
ai piedi dell’omonimo villaggio.

Kalamos
e Chytra
L’isolotto
di Chytra visibile da Kapsali come da tutte le spiagge di Citera meridionale
è una delle attrazioni di mare principali da raggiungere dal porticciolo.
Molto scenico - un enorme roccia gettata nel pelago - è noto anche
come Avgò (uovo) per le sue forme ovali e secondo una versione
mitologica sarebbe il luogo di nascita della stessa Venere. Punto di forza
dell’isola le spettacolari grotte marine di Fokospilià chiamate
così perchè un tempo frequentate dalla foca monaca. Grazie
al Glassboat in partenza da Kapsali si possono perscrutare i suoi magnifici
fondali altamente considerati dagli esperti del settore.
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Isola
a forte impronta religiosa Citera conserva nella regione di Chora e Kapsali
diversi monasteri storici, il più suggestivo dei quali resta nei
pressi di Kapsali il monastero di Ayios Ioannis Engremòn (San Giovanni
del dirupo), formidabile per posizione e panoramiche mazzafiatto. Il monastero,
costruito nel XVI secolo è dedicato all’Evangelista Ioannis
che secondo la tradizione avrebbe fatto sosta qui durante la prima fase
della stesura dell’Apocalisse (realizzata poi sull’isola di
Patmos). Arrampiccato sulla roccia granitica è stato costruito
secondo la tradizione locale all’ingresso di una grotta dal cui
soffitto scorre acqua considerata sacra.

Maria
la Mirtidiotissa
Due ulteriori monasteri
storici più vicini a Chora sono quello di Santa Elessa (monaca
eremita che ai tempi protocristiani raggiunse Citera dal Peloponneso)
costruito sulla cima di un colle in posizione fortemente panoramica. Celebra
la festa di questa pioniera del cristianesimo ogni anno il primo di agosto.
E il monastero più venerato dai locali noto come Mirtidiotissa
per la boscaglia di mirto che lo circonda. Sito in posizione Limnaria
vicino a Livadi custodisce l‘icona della Madonna nera sembra di
origine palestinese rinvenuta per caso da un pastore nei primi del novecento
e ritenuta miracolosa dalle tradizioni locali. E' celebrata ogni anno
il 24 settembre con una processione lunga 16km che si conclude a Chora
dando avvio alla più importante sagra popolare dell'isola fatta
di musica e danze ispirate al sirtos cretese, porchetta allo spiedo e
altre pietanze locali. |
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L'oasi
di Milopotamos

cascate a Citera! |
Un
po' più a nord si trova il villaggio tradizionale di Milopotamos
una delle poche oasi di verde a Citera spostata verso le coste sudoccidentali
dell'isola. Qui le correnti più fredde e umide dello Jonio hanno
plasmato una piccola oasi di verde ricca di acqua che contrasta nettamente
con la siccità circostante. Il borgo ormai semiabbandonato (appena
100 abitanti sembra solo d'estate) è costruito su due piani, la
parte bassa sul mare, un aggregato in pietra che ricorda i villaggi di
Mani, e quella alta sul colle. Suo punto di forza la cascata di Fonissa
(assassina) a due chilometri di sentiero da qui nel cuore di una minuscola
foresta di pini. Sparsi per i corsi d'acqua in ruderi alcuni mulini ad
acqua costruiti, 23 in tutto sono oggi rimaneggiati dai terremoti e costretti
all'abbandono. Il loro possesso garantiva potere a un piccolo numero di
famiglie che costituì allora l'aristocrazia dell'isola. |
La
parte alta del villaggio è dominata da una piccola fortezza veneziana
costruita a picco sul dirupo e con il leone di Venezia bene in vista.Sembra
dal numero delle capelle costruite nel suo interno che questo luogo fosse
dopo la dipartita dei Veneziani popolato da monaci in ritiro. Le panoramiche
sul pelago da qui restano di primissimo livello. Sulla costa in posizione
Limnionas si estende una graziosa spiaggia a ghiaia circondata dalla roccia,
molto tranquilla. Non è alla portata di tutti ma dispone di fondali
che si prestano bene all'esplorazione subacquea. A Milopotamos non mancano
i servizi di ristorazione e permanenza limitatamente nella parte alta del
paese. Curiose sono al posto alcune costruzioni risalenti al colonialismo
britanico tra cui la scuola comunale dove gli isolani di una certa nobiltà
erano tenuti a portare le proprie figlie nella rpima metà dell'800. |
Non
vanno mancate, a 40 minuti di camminata da qui, le grotte lacustri di Ayia
Sofia, non ancora del tutto esplorate ma ricche di decorazioni in stalagmiti,
stalattiti e incisioni murarie a sfondo religioso. Il tracciato interno
è lungo all'incirca 300 metri per una superfice visitabile di all'incirca
due mila metri quadrati. Riserva temperature off limits nella calura estiva:
16 gradi centigradi e si sviluppa su due livelli: uno sopra il livello del
mare e l'altro sotto. La sua formazione prende l'avvio in età quaternaria
4 milioni e si estende lungo tre distinti stanzoni che sia pensa siano uniti
tra loro per vie sotterranee. Il suo ingresso è sbarrato da una chiesetta
storica dedicata a Ayia (Santa) Sofia che stando alle tradizioni avrebbe
soggiornato durante un suo pelegrinaggio nei limiti della grotta. Molto
gradevole la panoramica che si estende dall'ingresso delle grotte sullo
Jonio. |

stalagmita a Ayia
Sofia
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La
costa orientale


il
leone di Paleopolis

la
spiaggia di Diakoftì
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Una
valida alternativa a Kapsali è data da Avlemonas
a poca distanza dal porto di Diakofti. E' un piccolo villaggio di pescatori
sito sulla
frastagliata costa di Paleopolis e protetto da due isolotti noti come
Dragonares e famosi per le scoperte archeologiche realizzate nei loro
fondali. Ha avuto un discreto successo turistico specialmente da quando
il porto è stato spostato a Diakofti e ormai dispone di una ben
organizzata infrastruttura turistica tra cui anche un campeggio. Un piccolo
fortino veneziano si distingue in uno dei settori del porticciolo con
l'inmancabile incisione del leone di San Marco scolpita sulla facciata.
Très romantique.

La
spiaggia di Kaladì rimane la più fotografata di tutta Citera
Attrazione
principale di Avlemonas le spiagge che si succedono sul tratto di costa
a sud del porto. La più estesa è quella di Paleopoli
a poca distanza da Avlemonas, spiaggia a sabbia a portata di bambino e
ben servita. Più a sud ancora l'incredibile spiaggia di Kaladi
tuttoggi libera tra le più sceniche in assoluto dell'Egeo e sicuramente
la più fotografata di tutta Citera. Quindi l'altrettanto deserta
Kombonada, spiaggia a ghiaia dai fondali bassi che si presta molto bene
al subacqueo per concludere ancora più a sud con una delle più
frequentate spiagge di Citera, l'esteso sabbione di Firì Ammos.
Nel loro complesso queste spiagge sono soggette a forti correnti durante
certi periodi dell'estate cosa che può condizionare il loro raggiungimento
via mare.
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Non
poco caratteristico è il mare a Avlemonas tra i "laghetti"
che si formano tra un'insenatura e l'altra. Ma la spiaggia migliore della
regione rimane sempre quella già citata di Diakofti, meno soggetta
al vento e riparata da una piccola area boschiva molto suggestiva. A Diakofti,
in posizione Choustì si trova uno delle più importanti grotte
dell'isola, un tempo usata come santuario e nella quale sono stati rinvenuti
reperti che risalgono al 3800 aC. Per chi ama il subacqueo un sito italiano
segnala gli spettacolari fondali attormo alle isole Dragonares al largo
di Avlemonas.

i
tholoi di Paleopoli erano delle tombe ricavate dalla roccia molto in uso
a Creta all'età del bronzo
Paleopoli
significa città vecchia e infatti nella locale area archeologica
nota come Loutrò tis Afroditis (il Bagno di Venere) sono esposti
in ruderi i primi segni di una civiltà sedentaria sull'isola: la
città portuale di Scandia era contemporanea all'impero di Minosse.
Gli amici del subacqueo potranno perscrutare i fondali di Paleopolis con
i resti dell'antico porto ancora in piedi apoca distanza dal litorale.
Tutti gli altri invece potranno godere di una spiaggia a sabbia chilometrica
che quando non è colpita dal vento è alla portata anche
dei più inesperti.
Sagre
popolari a Citera
17/7 Avlemonas, Ayia
Marina
24/7 Avlemonas, Ayios Pandeleimon
1/8 Chora, Ayia Elessa
6/8 Diakoftì, Ayia Moni
15/8 e 24/9 Livadi, Panayia Mirtidiotissa
16,17 e 18/8, Antikythira, Ayios Miron
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Diakofti,
Avlemonas, Ayia Pelayia
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| Diakofti |
Diakofti |
Avlemmonas |
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| Avlemmonas |
Paleopoli |
Kaladi |
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| Kaladi |
Kombonades |
Firi
Ammos |
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| Paleochora |
Paleochora |
Paleochora |
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| Ayia
Pelayia |
Ayia
Pelayia |
Ayia
Pelayia |
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| Amir
Ali |
Platia
Ammos |
lorenzos |
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Potamòs
e Ayia Pelayia
Da
Avlemonas è possibile intraprendere alcune tratte continentali
molto promettenti. Se è Domenica e si vuole conoscere un
po' il posto ci si sposti fino a Potamòs
dove ogni settimana si tiene il mercato all'aperto, ricchissimo
di prodotti locali tra cui l'ottimo miele, i formaggi di capra,
i mandorlati, il bianco locale e il liquore rakì (fatourada),
i fiori secchi, l'artigianato domestico e tutto quel che fa tradizione
sull'isola. Si arriva a Potamòs seguendo la strada che passa
per l'aeroporto passando per il villaggio di Arodianika. Potamòs
è il villaggio più popoloso dell'isola, dispone di
ufficio postale, banca e ospedale mentre hanno qua sede gli uffici
della Compagnia aerea. Qua è raccolto un buon numero di trattorie
e panetterie che riassumono eggreggiamente le tradizioni cullinarie
dell'isola. |
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A
Potamos si potranno degustare il pesce al forno con le patate, l'incredibile
striftì focaccia a base di formaggio di capra che ha conquistato
la Grecia, il veneziano pasticcio (piatto a base di maccheroni), le polpette
di carne e zucchine (kolokithokeftedes), la vrachosalata a base di pesce
e legumi e tanti tanti dolciumi fatti di miele e mandorle simili a quelle
in uso nel Sud Italia. Le "semprevive" fiori secchi che non
apassiscono mai (e a cui si è dato un nome italiano) possono essere
acquistate come ricordo di questo villaggio che è quanto di più
autentico dispone l'isola di Citera.

Ayia
Pelayia
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Ayia
Pelayia è
il vecchio porto di Citera e il principale punto di collegamento dell'isola
con la Laconia meridionale, (il porticciolo di Neapoli) e l'isola di Elafonissi.
E' situata a nord est dell'isola e dispone di una discreta struttura turistica
fatta di pensioni eleganti in buona armonia con un ambiente esterno piuttosto
aspro e colpito dalla siccità. La spiaggia locale è molto
bella ma rimane tra le più colpite dal vento durante l'estate.
Straordinario da qui il tramonto con vista su Elafonissos e le montagne
del Maleas. Da Ayia Pelayia parte una delle più belle escursioni
sull'isola quella che porta a pochi km di auto fino alle gole di Kakià
Lagada, un corso d'acqua che perfora il canyon creando lungo la costa
una spiaggia onirica. Poco prima di arrivare, appare rude ma non meno
spettacolare la spiaggetta di Limni, a ghiaia fine e acque profonde, ideale
per chi pratica il subacqueo oltre che per le anime solitarie.
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Vicino
a Ayia Pelayia, nell'immediato continente, troviamo Karavàs,
villaggio dove si celebra per due giorni a fine agosto, la festa del vino.
Karavàs e il suo circondario sorprendono per la vegetazione e le
aree boschive una di quelle molto segnalata, nota
come il passo di Amer Alì con i suoi sentieri sommersi nel verde
dei platani e della pineta. Da Karavàs, la provinciale porta direttamente
sulla punta settentrionale di Citera e lo stretto con Elafonissos a livello
di Platià Ammos, piccola località turistica sviluppata di
recente attorno alla sua spiaggia a sabbia, ben dimensionata e riparata
dal vento. Una delle spiagge più a portata di bambino di tutta
Citera fornita di servizi di ristorazione e soggiorno. Tutto attorno due
spiagge particolarmente sceniche, raggiungibili in barca o a piedi, Fournì
a sud, spiaggia nota per il fiumicciatolo che conclude il proprio corso
su questa costa e la rude Lorenzos a nord, un'ottima combinazione mare
montagna, aperta al naturismo e al free camping,.
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Sopra
Langada a conclusione del sentiero che si estende tra le gole (solo d'estate
asciutto) giace nell'abbandono a 200m di altezza dal livello del mare
la capitale medioevale di Citera, Paliochora, ghost town abbandonata solo
quando le condizioni di sicurezza nelle coste divennero accettabili. Per
secoli non lo erano sicuramente da queste parti, specie quando gli imperi
dominanti cadevano in declino e il mare di Creta finiva nelle mani di
pirati e predoni locali e stranieri. Paliochora, nonostante le pesanti
fortificazioni fu ripetutamente distrutta e data a fuoco dai saraceni
ma la popolazione poteva trovare sempre riparo tra i cuniculi e le gallerie
interne alle gole. Quel che qua si salva al giorno d'oggi sono alcune
cappelle in pietra molto suggestive e poche strutture difensive in ruderi:
più che le motivazioni storiche quel che attrae qua sono soprattutto
le panoramiche che si ottengono sulla penisola di Maleas e l'isola di
Elafonissos.
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Antikythira e
i suoi misteri
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| antikythera |
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| potamos |
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| antikythera_kastro |
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| meccanismo2 |
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Antikythira
è un isolotto esteso su 27km2 di superficie rocciosa, staccato
3 ore di traghetto da Citera e 5 dal porto di Kastelli a Creta. La nave
fa la sua apparizione una sola volta alla settimana e questa spesso con
grandi ritardi dovuti a guasti o alle avverse condizioni metereologiche
con mare a forza 7+.

l'eroica Mirtidiotissa raggiunge anche Antikythira
Antikythira
non poteva che stare al di fuori dalle rotte turistiche e questo nonostante
alcuni sforzi recenti. In base al censimento del 2001 conterebbe appena
45 abitanti concentrati nell'insediamento di Potamos mentre tutti gli
altri insediamenti sparsi per l'isola sono del tutto abbandonati. Manca
la posta e la banca, la scuola si è spenta, resistono ancora, per
i pochi turisti, un café, un ristorante e una pensione comunale.
L'infrastruttura turistica è assolutamente rudimentale e chi si
decide di visitare il posto deve essere ben armato di tenda, sacco a pelo
e tutto quello che serve per il free camping.
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La
natura rocciosa dell'isola e la sua esposizione a forti correnti di vento
rendono rare le occasioni di balneabilità Eccezione è fatta
per il covo di Xeropotamos nel settore nordorientale della baia di Potamòs,
raggiungibile in barca o a piedi a una mezzoretta di sentiero. E' una
spiaggia piccola a ciotoli dal mare cristallino e dai fondali che invitano
al subacqueo. Molto scenica rimane la spiaggetta di Kamarela che emerge
nella roccia a poca distanza a sud di Potamòs sulla costa occidentale,
dopo l'elicodromio.
Sopra
Xeropotamos in posizione Kastro un arcaico covo di pirati in ruderi è
stato rinvenuto dagli scavi archeologici. Erano in agguato sulle navi
mercantili di passaggio dallo stretto a nord di Antikythira e tra l'isola
e il capo di Gramvoussa a Creta, che per secoli fu infestato dai predoni
rendendo quel tratto tra i più pericolosi in assoluto in tutto
il medioevo. Sono visibili su un'area di all'incirca 30 ettari alcuni
caseggiati e una serie di piccoli arsenali, rocche e fortini che denotano
un ambiente fortemente militarizzato. L'insediamento fu distrutto dai
romani nel primo secolo dC per riprendere il suo corso in modo intermittente
durante il medioevo. Lungo questo periodo l'isola rimane per lo più
disabitata anche se esistono tre insediamenti in ruderi che testimoniano
un certo popolamento durante il medio periodo bizantino (tra il VII e
il XI secolo dC): conoscerà un popolamento stabile solo a partire
dell'800 con l'arrivo di un gruppo di pescatori e eremiti cretesi.
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Tornati
a Potamos un secondo tracciato in parte asfaltato porta alla basilica
di Ayios Myron e di là in direzione sud fino al vecchio faro detto
di Apolytara sull'estremità meridionale dell'isola. Ayios Myron
è attorno al ferragosto un punto di ritrovo per centinaia di pellegrini
giunti da Citera e Creta per festeggiare alla locale sagra religiosa (17/8).
E' costruito al centro dell'isola su un altipiano che raggiunge poco meno
di 400 metri dal livello del mare e offre maestose panoramiche sia verso
l'Egeo che verso lo Jonio. Si arriva al faro dopo una lunga camminata
che passa per il borgo spettrale di Karavostassi: il faro è alto
23 metri ed è oggi sotto la protezione dalla marina militare. Al
largo di questo faro si incrociano i tre mari della Grecia, l'Egeo, lo
Jonio e il mare di Creta.

Xeropotamos
www.antikythira.gr
www.antikythera.8m.com |
Tornati
ad Atene ricordatevi di visitare il Museo
Archeologico Nazionale di via Patission alla ricerca del più grande
enigma lasciato dal mare di Citera ai posteri: il meccanismo di Antikythira,
per più di 2 milleni nascosto nella carina di una nave mercantile
naufragata al largo di quest'isolotto a sud di Citera. E' un elaboratore
analogico fatto di tanti dischi e cilindri sembra allora usato per misurazioni
di calendario ma che in realtà nessuno sia ancora riuscito a spiegarne
il funzionamento. Colpito irrimediabilmente dalla ruggine questo meccanismo
non ha per complessità alcun simile nel mondo preindustriale in
Europa almeno fino al XVII secolo. E' di età ellenistica, ed è
certo che provenisse dall'isola di Rodi.

Altre scoperte archeologiche
di primissimo interesse realizzate al largo di Antikythira sono il celebre
Efebo e il filosofo di Antikythira statue di bronzo esposte sempre nel
museo archeologico di Atene e stampate su tutti i manuali di storia delle
scuole elementari e medie. |
Citera sul web |

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copia stampata delle pagine dedicate alla Laconia, a Elafonissos e Citera
in formato tascabile inviateci per e-mail a haris@iol.it
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noi ve lo spediamo in c/assegno postale a € 11,00 spese di spedizione
incluse.
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Le pubblicheremo: haris@iol.it
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Kaladi

Il
distacco di Citera ha ispirato la letteratura ottocentesca sia nell'
Embarquement pour l'ile de Kythere di Antoine Watteau (ingrandisci)
che in alcuni racconti di Beaudelair.
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Guide
Album
Sul meccanismo di
Anticitera
- Nature, ultime
rivelazioni: http://www.nature.com/../444534a.html
- Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Antikythera_mechanism
- An Ancient Greek
Computer, http://www.giant.net.au/users/rupert/kythera/kythera3.htm
- Antikythera Mechanism
Thumbnail, http://www.giant.net.au/users/rupert/kythera/kythera4.htm
- Antikythera-animation,
http://www.ams.org/new-in-math/cover/kyth5.html
- History of Computer
Science, http://www.math.uwaterloo.ca/~shallit/Courses/134/history.html
- Il Computer di
Antikythera, http://digilander.iol.it/setiufo/setiufo/oopart/computer_di_antikythera.htm
- Il meccanismo di
Antikythera, http://web.genie.it/utenti/z/z3d3ff/Domus/OOPArt/Html/
- meccantichitera.html,
http://www.angelfire.com/ab/Regno/meccantichitera.html
- Rob S. Rice USNA
Eleventh Naval, http://ccat.sas.upenn.edu/rrice/usna_pap.html
- Simulation of the
Antikythera Mechanism, http://etl.uom.gr/mr/Antikythera/
- The Antikythera
Mechanism, http://ccat.sas.upenn.edu/rrice/apagadgt.html
- The Antikythera
Mechanism, http://homepage.mac.com/casewright/essays/antikythera.html
- Wrecks greece antikythera,
http://www.sportesport.it/wrecksGR002.htm
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il ponte brittanico
a Livadi

Prodromos

Sparagario
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