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I bizantini sconfissero Villarduino nel 1259 e misero fine all'egemonia del Papato sul Peloponneso e sulle isole. Villarduino dovette cedere le fortezze di Maina a Mani, quella di Monemvàssia e infine quella di Mistras che nel frattempo aveva favorito la creazione di un insediamento a valle proprio per la protezione che garantiva dalle incursioni di predoni e malviventi. La preferenza di molti signori laici e ecclesiastici laconi verso Mistràs convinse col tempo la dinastia imperiale dei Katakouzini a investire su questo insediamento ampliando le mura verso la vallata, installando un presidio permanente e costruendo su uno degli altipiani un palazzo governativo.
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L'ultima dinastia bizantina storicamente conosciuta quella dei Paleologhi (originaria di queste parti) continuerà ad attribuire i più alti tributi alla comunità di Mistras e in modo particolare alla sua componente ecclessiastica. In quei tempi Mistras diventa un importante centro culturale greco-bizantino che in un certo senso si contrapponeva all'avanzata delle culture slave dal nord e dell'islam da est del paese. La costruzione di monasteri e basiliche sontuose nei limiti delle mura attrae oltre alle gerarchie ecclesiastiche della regione, grandi artisti di arte ecclesiastica (tra cui quelli della celebre scuola di Creta), letterari e filosofi laici tra cui Georghios Gemistòs noto come Plithon rimasto famoso per le sue divulgazioni sul pensiero classico.
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Nella parte alta del borgo le dinastie imperiali bizantine costruirono i loro palazzi: cinque in tutto sono stati costruiti in tempi diversi a partire da quello originario messo a punto dall'imperatore Emanuele Katakouzinòs oggi totalmente rovinato e fino a quello più recente e sontuoso alto di 4 piani, risalente al tempo dei Paleologhi. I turchi che qui favorirono una fiorente industria di seta costruirono a ridosso dei Palazzi una moschea e un hammam. Si vedono lungo il sentiero che porta alla parte bassa del borgo prima di raggiungere il passo di Monemvassia, l'uscita centrale di Kastro nota anche come Sideroporta. Vicino invece al passo di Anaplia (Nafplion) in corrispondenza dell'uscita nord di "Kastro" a pochi passi dai Palazzi, si scorge la basilica di Ayia Sofia una delle più storiche di Mistràs: consiste di due piccoli santuari eretti nelle vicinanze del mausoleo dei Katakouzinos. Conservano una delle più pregiate esposizioni di affreschi di fine XIV secolo. |
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Un sentiero lastricato molto scenico porta verso la parte bassa di Mistràs, la Cattedrale e l'uscita detta di Marmarà in corrispondenza delle fontane. A livello del passo di Monemvassià, la seconda delle tre uscite del Kastro il sentiero si biforca. Lo sguardo cade verso un monastero massiccio e un po' tettro, partcolarmente dimensionato e molto ricco di arcate e portici: è l'imponente convento di Pandanassa, il più recente di tutti (XV secolo) e l'unico ancora popolato da una decina di suore di clausura. Da Pandanassa a 425 metri di altezza si ha una visione globale del Kastro, probabilmente la più completa che si possa avere dal suo interno.
Spostandoci più in là lungo lo stesso sentiero si attraversano le dimorre dei Frangopoulos prima di arrivare nel monastero di Perivleptou nell'estremità sudorientale del Kastro. Madonna la Perivleptos è stata costruita nel XIV secolo a ridosso di un monolite di roccia cavernosa e all'interno di una piccola riserva naturale che lo rende invisibile da lontano. Conserva in stato decente una delle più belle collezioni di affreschi tra cui quello della Natività e del Battesimo di Cristo realizzati nella seconda metà del trecento. |
Sia da Perivleptos che dal passo di Monemvassia lungo il sentiero iniziale si può raggiungere Metropolis, la Cattedrale di Ayios Dimitrios, la più importante delle istituzioni ecclesiastiche di Mistràs e luogo dove l'ultimo imperatore bizantino, Costantino Paleologos venne proclamato imperatore nel 1449. Sulla strada tutta una serie di costruzioni aristocratiche e tante chiese minori: a livello di Palataki, una dipendenza del Palazzo nella parte bassa del borgo la vista si fissa verso l'alto e la fortezza crociata intervallata dal già citato austero convento di Pandanassa. Prima di arrivare alla Metropoli e attraversata l'uscita di Marmaràs ci si imbatte al Palazzo vescovile una costruzione di due piani, oggi museo di arte bizantina ricco di affreschi, icone, utensili, volumi e manoscritti assolutamente unici. Ayia Sofia, affresco |
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Non meno caratteristico rimane il complesso monastico di Vrontochion alla fine del sentiero nell'estremità nordorientale di Kastro. La basilica principale quella di Odigitria a tre capelle e 5 cupole. E' protetta da una torre di avvistamento e dispone nel suo interno di una serie di pilloni di sostegno assolutamente ciclopici. Anche qua molti gli affreschi famosi come lo Sposalizio di Kana'a, La guarigione del cieco, La danza dei testimoni e nel katholikon l'affresco dei santi martiri. Madonna Odigitria (la Conduttrice), costruita dall'ambizioso Metropolita Pachomios nel 1310 è sicuramente la più imperiale costruzione ecclesiastica di tutta Mistras e per questo viene anche chiamata "Afendikò", Padrona. | A poca distanza a sud di Mistras e in posizione Parori parte il sentiero che porta dopo una quindicina di minuti di marcia tra le vallate del monte Taigetos, al monastero cavernoso di Panayia la Langadiotissa, monumento assolutamente da non perdere per originalità, posizione e panoramiche. Costruito all'interno di un'immensa grotta nel XIII secolo fu il luogo dove giurò l'ultimo imperatore bizantino Paleologos.4 anni prima della caduta di Costantinopoli. Conserva discretamente tuttoggi alcuni affreschi di valore museale e permette l'accenzione di una candelina nel silenzio di una natura selvaggia e inospitale che soli gli ascetti più autentici potrebbero popolare. | |||
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