Costantino Paleologos, ultimo imperatore di Bisanzio
       

A una quarantina di chilometri a nord di Gythion e a soli 5 km da Sparta si trova una delle capitali storiche della Grecia bizantina, l'insediamento di Mistras, dal 1989 dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Un vero e proprio museo all'aperto intrinsecamente legato alle tradizioni greco-ortodosse e al loro sforzo eroico di sopravvivere all'invasore ottomano. La fondazione di questo insediamento avviene in seguito alla costruzione della fortezza che lo sovrasta sul colle ad opera del crociato francese Guglielmo Villarduino a metà del XIII secolo. Divenne la capitale amministrativa di Bisanzio nel Peloponneso tra il XIV e la metà del XV secolo, nella fase finale del suo ultramillenario cammino storico.

All'alba del 1200 l'esercito multinazionale dei crociati nel suo quarto tentativo di liberare le terre sante conquista Costantinopoli spingendosi fino al Peloponneso meridionale e le isole dell'Egeo centro-meridionale. Qua con l'aiuto dei veneziani questo esercito di avventurieri al servizio del papato conquista posizioni importanti sul versante orientale del Peloponneso, erigendo una serie di fortezze a difesa delle proprie truppe. Villarduino strappa dai Bizantini la città costiera di Monemvàssia e attorno al 1249 si dirige verso la vallata di Evrotas (Sparta): sulla cima di una collina protetta dal monte Parnone e dal massiccio di Taiyetos ritenuta ideale da un punto di vista strategico il crociato decide di costruirvi una fortezza destinata a diventare da qui a poco uno dei centri più importanti dell'impero.

I bizantini sconfissero Villarduino nel 1259 e misero fine all'egemonia del Papato sul Peloponneso e sulle isole. Villarduino dovette cedere le fortezze di Maina a Mani, quella di Monemvàssia e infine quella di Mistras che nel frattempo aveva favorito la creazione di un insediamento a valle proprio per la protezione che garantiva dalle incursioni di predoni e malviventi. La preferenza di molti signori laici e ecclesiastici laconi verso Mistràs convinse col tempo la dinastia imperiale dei Katakouzini a investire su questo insediamento ampliando le mura verso la vallata, installando un presidio permanente e costruendo su uno degli altipiani un palazzo governativo.

Col tempo a Mistras allora nota come Mizithras vennero conferiti grandi privilegi amministrativi e fiscali e si decise che il secondogenito di ogni famiglia imperiale venisse destinato alla carica del Metropolita della città. Fù così che nel 1308 Mistras fu procalamata Despotato (feudo, dominio) di Morea (Peloponneso).

L'ultima dinastia bizantina storicamente conosciuta quella dei Paleologhi (originaria di queste parti) continuerà ad attribuire i più alti tributi alla comunità di Mistras e in modo particolare alla sua componente ecclessiastica. In quei tempi Mistras diventa un importante centro culturale greco-bizantino che in un certo senso si contrapponeva all'avanzata delle culture slave dal nord e dell'islam da est del paese. La costruzione di monasteri e basiliche sontuose nei limiti delle mura attrae oltre alle gerarchie ecclesiastiche della regione, grandi artisti di arte ecclesiastica (tra cui quelli della celebre scuola di Creta), letterari e filosofi laici tra cui Georghios Gemistòs noto come Plithon rimasto famoso per le sue divulgazioni sul pensiero classico.

Ma la forza di Mistras non sarà sufficiente ad allentare la pressione militare ottomana sul Peloponneso: già all'alba del XV secolo gli imperatori di fede cristiana, rito orientale e lingua greca hanno ormai perso il controllo su sempre più vaste aree dei Balcani e dell'Asia Minore. La loro resa agli eserciti di Osman nel 1453 segnerà anche la caduta di Mistras precisamente 4 anni e per mano di Mehmet II. Con loro anche il pensatore leggendario Plithon abbandonerà la Laconia per Firenze dove tradurrà in latino Platone e Aristotele. 10 anni più tardi Sigismondo Malatesta a capo di una spedizione proveniente da Rimini tenterà in vano di liberare Mistras dagli ottomani: porterà con sè la salma di Plithon che da allora riposa nella città romagnola.

 
 

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kastro

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Mistras

il colle di Mistras

Mistras

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Ayia Sofia

Pandanassa

Pandanassa

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Perivleptos

Perivleptos

Perivleptos

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Ayios Dimitrios

Evangelistria

Evangelistria

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Ayios Theodoros

Odigitria

Odigitria

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Odigitria

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muraglia

palazzi

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palazzi

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parori

parori

Mistras è costruita su tre livelli di altitudine tutti quanti protetti da mura spesse bastioni e rocche di avvistamento: In cima al colle a 621 metri di altezza dal livello del mare domina la fortezza del Villarduino costruita nel 1249 e oggi in ruderi. E' stata più volte ritoccata sia dai bizantini che dai turchi e ha sempre ospitato le caserme del presidio, magazzini, un acquedotto e una capella tardobizantina. Subì diversi assalti nei secoli e fù largamente rimaneggiata dagli eserciti turco-albanesi nel 1770 e quindi distrutta da quelli egiziani 4 anni dopo lo scoppio della rivolta nazionale, nel 1825. Oggi niente più che resti sparsi qua e là e panoramiche meravigliose verso le imponenti montagne di Parnonas a est e Taiyetos e verso la vallata di Evrotas a Sparta.

Nella parte alta del borgo le dinastie imperiali bizantine costruirono i loro palazzi: cinque in tutto sono stati costruiti in tempi diversi a partire da quello originario messo a punto dall'imperatore Emanuele Katakouzinòs oggi totalmente rovinato e fino a quello più recente e sontuoso alto di 4 piani, risalente al tempo dei Paleologhi. I turchi che qui favorirono una fiorente industria di seta costruirono a ridosso dei Palazzi una moschea e un hammam. Si vedono lungo il sentiero che porta alla parte bassa del borgo prima di raggiungere il passo di Monemvassia, l'uscita centrale di Kastro nota anche come Sideroporta. Vicino invece al passo di Anaplia (Nafplion) in corrispondenza dell'uscita nord di "Kastro" a pochi passi dai Palazzi, si scorge la basilica di Ayia Sofia una delle più storiche di Mistràs: consiste di due piccoli santuari eretti nelle vicinanze del mausoleo dei Katakouzinos. Conservano una delle più pregiate esposizioni di affreschi di fine XIV secolo.

Un sentiero lastricato molto scenico porta verso la parte bassa di Mistràs, la Cattedrale e l'uscita detta di Marmarà in corrispondenza delle fontane. A livello del passo di Monemvassià, la seconda delle tre uscite del Kastro il sentiero si biforca. Lo sguardo cade verso un monastero massiccio e un po' tettro, partcolarmente dimensionato e molto ricco di arcate e portici: è l'imponente convento di Pandanassa, il più recente di tutti (XV secolo) e l'unico ancora popolato da una decina di suore di clausura. Da Pandanassa a 425 metri di altezza si ha una visione globale del Kastro, probabilmente la più completa che si possa avere dal suo interno.

Spostandoci più in là lungo lo stesso sentiero si attraversano le dimorre dei Frangopoulos prima di arrivare nel monastero di Perivleptou nell'estremità sudorientale del Kastro. Madonna la Perivleptos è stata costruita nel XIV secolo a ridosso di un monolite di roccia cavernosa e all'interno di una piccola riserva naturale che lo rende invisibile da lontano. Conserva in stato decente una delle più belle collezioni di affreschi tra cui quello della Natività e del Battesimo di Cristo realizzati nella seconda metà del trecento.

Sia da Perivleptos che dal passo di Monemvassia lungo il sentiero iniziale si può raggiungere Metropolis, la Cattedrale di Ayios Dimitrios, la più importante delle istituzioni ecclesiastiche di Mistràs e luogo dove l'ultimo imperatore bizantino, Costantino Paleologos venne proclamato imperatore nel 1449. Sulla strada tutta una serie di costruzioni aristocratiche e tante chiese minori: a livello di Palataki, una dipendenza del Palazzo nella parte bassa del borgo la vista si fissa verso l'alto e la fortezza crociata intervallata dal già citato austero convento di Pandanassa. Prima di arrivare alla Metropoli e attraversata l'uscita di Marmaràs ci si imbatte al Palazzo vescovile una costruzione di due piani, oggi museo di arte bizantina ricco di affreschi, icone, utensili, volumi e manoscritti assolutamente unici.

Ayia Sofia, affresco

Ayios Dimitrios sarebbe stata costruita secondo ciò che è riportato su una lapide all'ingresso nell'anno 6800 dalla creazione divina del mondo qualcosa che corrisponde al 1298 dC. Comprende al suo interno due ulteriori basiliche storiche di Mistràs, Evangelistria del XIV secolo e la più antica delle chiese di Mistràs quella di Ayios Theodoros costruita poco dopo la dipartita dei crociati integralmente in pietra. La grande ricchezza museale di questi luoghi offrirà grandi emozioni a chi sa apprezzare questo ritmo che qua si presenta nelle sue espressioni più storiche e più autentiche.

Non meno caratteristico rimane il complesso monastico di Vrontochion alla fine del sentiero nell'estremità nordorientale di Kastro. La basilica principale quella di Odigitria a tre capelle e 5 cupole. E' protetta da una torre di avvistamento e dispone nel suo interno di una serie di pilloni di sostegno assolutamente ciclopici. Anche qua molti gli affreschi famosi come lo Sposalizio di Kana'a, La guarigione del cieco, La danza dei testimoni e nel katholikon l'affresco dei santi martiri. Madonna Odigitria (la Conduttrice), costruita dall'ambizioso Metropolita Pachomios nel 1310 è sicuramente la più imperiale costruzione ecclesiastica di tutta Mistras e per questo viene anche chiamata "Afendikò", Padrona. A poca distanza a sud di Mistras e in posizione Parori parte il sentiero che porta dopo una quindicina di minuti di marcia tra le vallate del monte Taigetos, al monastero cavernoso di Panayia la Langadiotissa, monumento assolutamente da non perdere per originalità, posizione e panoramiche. Costruito all'interno di un'immensa grotta nel XIII secolo fu il luogo dove giurò l'ultimo imperatore bizantino Paleologos.4 anni prima della caduta di Costantinopoli. Conserva discretamente tuttoggi alcuni affreschi di valore museale e permette l'accenzione di una candelina nel silenzio di una natura selvaggia e inospitale che soli gli ascetti più autentici potrebbero popolare.
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