D'estate Naxos fà impazzire i più piccoli ma chi sà a febbraio quanta soddisfazione potrebbe offrire a chi ricerca il suo calore |
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Ayios Prokopis la preferita dai bambini, (Naxos Sunset) |
Naxos
è la più grande delle Cicladi estendendosi su una superficie
di 428km2 prevalentemente montagnosa e con una linea di costa lunga all'incirca
150km: l'isola è attraversata da sud a nord da un massiccio che supera
più volte nello spazio gli 800m di altezza raggiungendo nel settore
meridionale la sua vetta massima, Zeas, alta 1004m, a Koronòs la
seconda più alta (997m) e a nord di Apiranthos la terza (Fanari,
887m). A sud di Zeas il popolamento scompare del tutto e l'isola è
colpita da un'aridità irreversibile. All'opposto il nord è
graziato di vallate montane dolci, buone riserve di acqua e buone possibilità
di industria, qualcosa che ha da sempre permesso un popolamento intenso.
La popolazione residente conta 15000 abitanti ed è distribuita tra
una quarantina di insediamenti, tra cui ricordare Chora, il porto e centro
di smistamento del turismo sull'isola, Filoti, Aperathos e Koronòs
nell'entroterra e Apollon sulla costa settentrionale dell'isola. A questi
vanno aggiunte le due località turistiche più importanti di
Naxos, gli insediamenti estivi di Ayios Prokopis e Ayia Anna, entrambe vicine
a Chora e sedi delle principali unità alberghieri di tutta l'isola.
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Sita
tra Mikonos e Paros, Naxos è collegata in aereo da Atene con l'Olympic
Airways (prenotare con largo anticipo se si intede andare in agosto) e in
nave o aliscafo dai porti di Pireo e Rafina. L'isola è collegata
con la totalità delle Cicladi, con Rodi, Creta e Salonicco (servizio,
attorno a ferragosto non sempre all'altezza causa eccessiva domanda). Da
Pireo si è a Naxos in 3 ore e mezza di aliscafo e in 6 ore di nave.
Porto principale dell'isola è Chora Naxos a cui aggiungere due porti
di secondaria importanza il primo a livello di Apollon nel nord dell'isola,
il secondo nella baia di Moutsounas sulle coste orientali di Naxos. Da questi
tre porti parte la leggendaria in Grecia "Linea Arida", la navetta
per Amorgòs e Astipalea chiamata così proprio per le fatiche
che si facevano (e che si fanno tuttora sull'eroico Skopelitis) per trasportare
da un'isola all'altra i pochi residenti di queste isole. E le cui tracce
tenterà di seguire nel giro di una quindicina di giorni il nostro
viaggio tra le Cicladi orientali. |
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La prima fase di questa civiltà (destinata a durare almeno fino al disastro di Santorini del XVI secolo e in parallello con quella minoica), prende il nome di Grota (scientificamente Grota-Pelos) dai ritrovamenti in ceramiche, oggettistica funeraria in pietra e marmo e utensileria di bronzo e stagno realizzati in diverse necropoli sparse per l'isola e a Grota nei pressi del capoluogo in modo particolare. Anfore, vasi, oggettistica, tanti contenitori e un'infinito di figurine sproporzionate, i celebri "xoanon" sono oggi custoditi nei due musei archeologici dell'isola, nel Museo Archeologico Nazionale e nella galleria d'arte cicladica di Goulandris ad Atene e in diverse gallerie di Parigi. Quel che si vede in questi musei è anche l'unica informazione che possiamo avere su una civiltà a noi ignota visto che non ha lasciato neppure una parola scritta. E' certo che sviluppò la pesca e la navigazione, la lavorazione del bronzo e dell'ossidiana e che ebbe notevoli progressi nell'agricoltura ma in quale misura è molto difficile immaginare. |
Naxos continua il suo percorso storico con sorprendente continuità lungo tutto il millenio dei greci, dai tempi di Micene a quelli ellenistici passando per l'età geometrica (il medioevo antico) e quella classica. Grazie al commercio del marmo e dello smeriglio Naxos intensifica presto i contatti con le fiorenti città dell'Asia minore e più avanti con quelle della Grecia continentale, Atene e Sparta in modo privilegiato. L'alleanza con la città di Calcide porterà fin dai primi del VII secolo aC alla fondazione della colonia siciliana di Naxos.Ai tempi in cui Delos diventa un protagonista dei flussi commerciali nel mar Egeo oltre che centro politico e religioso di primissima importanza, Naxos ottiene una spinta straordinaria. Diverse costruzioni tra cui la celebre Casa di Naxos, la galleria dei Leoni e la celebre Sfinge di Dilos ricordano il contributo di Naxos nella fondazione di questo splendido centro arcaico e testimoniano una condizione di progresso civile sostenuto.
La scultura fa un notevole salto di qualità a partire soprattutto dalla seconda metà del VII secolo aC. eliminando certi aspetti di gigantismo riscontrati nelle rappresentazioni anteriori: la statua di Minerva (Artemis) del 650 aC esposta nel Museo archeologico di Atene, le diverse statue in stile ionico di personaggi femminili e maschili vestiti, il sontuoso tempio di marmo dedicato alla Minerva a Sangrì sono le migliori rappresentazioni artistiche lasciate ai posteri di una civiltà arcaica che passa da una gestione della cosa pubblica retta dall'aristocrazia a una che invece riesce ai tempi del tiranno Ligdamis a includere gli strati più popolari della popolazione. |
Le fortificazioni più antiche dell'isola risalgono ai tempi ellenistici e avevano la funzione di proteggere le miniere di marmo e di smeriglio sparse per l'isola. Durante il medioevo bizantino Naxos deve fare i conti con il crescente banditismo che infesta l'Egeo e che costringe la popolazione a ritirarsi dalle coste diventate insostenibili. L'isola viene allora dotata di un sistema a tre fortezze dislocate su tre punti strategici dell'isola, Apaliros nel sud, Apano Kastro nella regione centrale di Traghea (dove attorno all'anno 1000 è concentrato anche il massimo della popolazione) e Ipsilotera sulle coste nordoccidentali di Naxos. La fortezza di Apaliros ospiterà a lungo nel medioevo l'amministrazione bizantina di Naxos
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Quella nella realtà si concretizza all'alba del XIII secolo con la conquista veneziana delle Cicladi che trasforma Naxos in capitale del feudo fondato da un parente del Doge di Venezia Marco Sanudo. L'amministrazione veneziana bada molto al rafforzamento delle difese dell'isola contribuendo a garantire un ciclo di pace e benessere. I pirati vengono a lungo respinti e l'espansionismo dei banditi saraceni sull'Egeo arginato grazie alla costruzione di fortezze, fortini, rocche di avvistamento e rifugi lungo l'intero territorio insulare. Il capoluogo viene riposizionato sulla costa nell'attuale borgo di Chora mentre commercio e industrie ottengono una spinta significativa. Al governo della Serenissima toccherà offrire accoglienza a Naxos agli eserciti dei Cavalieri di San Giovanni alla ricerca di scali nell'Egeo al servizio delle loro spedizioni nel vicino oriente. Col tempo i crociati prenderanno il sopravvento sui veneti avviando un ciclo noto come "francocrazia" destinato a durare fino alla seconda metà del seicento e che si rifletterà nella riconversione cattolico-romana di una parte della popolazione insulare. Ma la loro conduzione non sarà sempre gradita dalla popolazione che più volte tra il XVI e il XVII secolo si ribella offrendo ai turchi la possibilità di intervenire. Questi ultimi, molto favoriti dalla consistente comunità ebraica di Naxos alla fine hanno la meglio concedendo in cambio alla riscossione di una prebenda non particolarmente onerosa la sostanziale autonomia dell'isola dal potere centrale. Naxos entra a far parte del neonato Stato ellenico solo dopo la cacciata degli ottomani dall'Egeo, in data 1827. |
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Naxos città d'estate è un centro cosmopolita a forte caratterizzazione turistica. Possiede purtroppo un'antiquata infrastruttura portuale che fatica a far fronte all'intenso via vai delle navi durante l'estate. Partenze, arrivi e transiti rendono il borgo molto frenetico e nella sua parte bassa anche un po' stressante. Le vibrazioni notturne sono poi tali che il posto non è assolutamente indicato a chi ricerca situazioni di relax. Ricordiamo che la movida locale è tra le più rinomate dell'Egeo, seconda solo a quelle di Mikonos e Santorini. Grande anche se insufficiente l'offerta di stanze e posti letto, sempre meno economici col passare del tempo e l'aumento degli arrivi. Può sicuramente ritenersi fortunato chi riesce a visitarla a giugno o a settembre, mesi caldi ma tranquilli che restituiscono in pieno il fascino di questo centro di 4 mila all'incirca abitanti che nel mese di agosto, senza esagerazione, decuplica la propria popolazione.
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Il tratto di costa più celebrato di Naxos è senza dubbio alcuno quello compreso nel comprensorio di Ayios Arsenios a pochi chilometri a sud del capoluogo: consiste delle spiagge di Ayios Prokopis, Ayia Anna, Plaka e Orkos (cartina), 4 distese di sabbia smisurate dal mare che sembra letteralmente una piscina naturale fatta apposta per i più piccini. In queste quattro spiagge da anni premiate con la bandiera azzura delle Comunità europee non manca niente sul fronte dei servizi al turismo mentre le loro dimensioni sono tali da scongiurare ogni rischio di cogestione anche nel giorno di ferragosto. Sports nautici, locali di intrattenimento, ristoranti, alberghi, villaggi turistici, campeggi, pensioni e stanze da affittare, tutto perfettamente predisposto ad accogliere in modo economico grandi carovane di turisti provenienti da tutta Europa. Questo è il tratto di costa balneabile meglio riparato dalle correnti di vento che spirano da nord, il famoso "Meltemi" e quello meglio organizzato e più battuto turisticamente. Tuttavia la "costa dei Santi" non finisce qui ma si prolunga per almeno altri 15km di spiagge a sabbia in successione che si estendono dal promontorio di Vigla alla baia di Ayiassòs nel sud dell'isola. Per raggiungerle bisogna prendere la strada che da Chora scende via Glinados e Tripodes (Vivlos) fino alla baia di Kastraki uno dei più estesi e spettacolari sabbioni di tutta la Grecia. Ad un certo punto la provinciale si biforca e una sua montante raggiunge a nord il promontorio di Vigla rinnomato tra i surfers per le gare che si tengono nelle due spiagge della zona, Parthena e l'incredibile, vento permettendo, per le dune di sabbia, Sahara che ci introduce in un ambiente subtropicale destinato a ripetersi lungo tutto il restante tratto di costa a sud di questa. Laddove Sahara si conclude prende la staffetta la più dimensionata spiaggia a sabbia delle Cicladi, Kastraki, 7km di sabbia bianca annabbagliante molto tranquilla e servita di una piccola fila di ombrelloni, qualche albergo e due-tre taverne. Segue Kastraki la più tropicale delle spiagge di Naxos, Alikò - secondo molti la migliore in assoluto - mentre la provinciale si conclude a Pirgaki a 21km da Chora sede di uno dei più rinnomati villaggi turistici dell'isola il Pirgaki beach. Una spiaggia immensa dal mare assolutamente cristallino, a portata di bambino e sufficientemente servita in rapporto alla domanda. Caratteristica qua la barriera di cedri e alberi a mastice che offrono al paesaggio un tocco di originalità particolare. Vigla, Kastraki, Alikò e Pirgaki sono ben collegate con Naxos città grazie a una fitta rete di mezzi pubblici che fanno la spola dal primo mattino fino a tarda sera. |
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Galanados, Sangrì, Ayiassòs
Belogna |
Segue sulla strada il più importante sito archeologico di Naxos di recente riscoperto, quello di Giroulas in posizione Sangrì. E' un tempio dedicato a Demetra, la Minerva romana del 530aC, in larga parte costruito in marmo e uno dei pochi monumenti antichi in Grecia che conserva più della metà delle sue parti originali. La parte più in vista ricorda Portara, l'ingresso del tempio di Apollo all'entrata del porto. Entrambi sono stati costruiti nello stesso periodo quando il governo della città fu strappato dal tiranno Ligdamis che sopresse il regime aristocratico anteriore. Molti ritrovamenti realizzati nei limiti di questo santuario farebbero presagire l'esercizio di riti di iniziazione simili a quelli tenuti a Elefsina. In stile ionico presenta molto analogie con il tempio di Afea in Egina ed è sicuramente ispirato dalle concezioni architettoniche allora dominanti ad Atene. |
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Kalandos Concluso il nostro giro per le smisurate spiagge a sabbia oro della costa sudoccidentale da Chora si aprono almeno due vie interessanti da battere prima di abbandonare l'isola. La prima di queste si dimena per il continente mettendo il mare in un secondo piano mentre la seconda pone come obiettivo la scoperta della rocciosa costa nordoccidentale dell'isola concludendosi a livello di Apollon, la più recente scoperta turistica di Naxos. La prima focalizza invece la vallata montana di Trageas con i suoi villaggi rurali tradizionali, le sue reminiscenze franco-crociate e le sue coste selvagge e inaccessibili: da Chora a Moutsounas sulle coste orientali di Naxos passando per Chalki, Filoti e il secondo insediamento più importante sul piano storico e demografico dell'isola, il comune di Apiranto (Apirathos), noto come il villaggio del marmo. Ritorno deviato a Chalkì passa per Monì e Melanès terre di torri medievali, monasteri storici e curiosità archeologiche molto originali. |
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La regione del Tragheas
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Chalkì è uno dei 20 comuni di Naxos monitorato dal Ministero dei Beni Culturali che da più di 10 anni incentiva il suo recupero. E' un villaggio rurale famoso a Naxos per l'olio e le olive (l'ulivo è la principale coltivazione di tutta la regione di Traghea) e per le distillerie del "kitron" che sfornano qua una variante del limoncello a base di pompelmo, molto gustoso.
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Per chi non teme le camminate da Filoti si aprono diverse strade sul monte Zeas una delle quali quella più breve porta fino alla torre ellenistica di Chimaros la cui fondazione è fissata nel III secolo aC. Alta all'incirca 15m era una costruzione circolare estesa su 4 piani che aveva la funzione di presidiare la vallata e le miniere di smeriglio e marmo che si estendono nelle vicinanze. Il suo recupero è stato ultimato negli ultimi anni cosa che ha reso possibile l'ingresso sulla torre e la presa in visione di panoramiche immense. Un altro sentiero non poco faticoso conduce alle grotte di Arià, grotte ricche di decorazioni stalagmitiche e sede di diversi ritrovamenti preistorici tra contenitori e utensili in ossidiana. Da quel che si sa nei tempi storici fu usata come tempio di Zeus. Molto panoramico garantisce viste stupende verso le coste sudorientali di Naxos e la remota baia di Panormos. Infine per chi decide di restarci ma non può fare a meno del mare sempre da Filoti una strada montana adatta ai soli 4x4 porta fino alla spiaggia deserta di Kalandos nell'estremo sud di Naxos, spiaggia a sabbia dalle dimensioni spettacolari, ombreggiata, sempre tranquilla ma ancora sprovvista di servizi al turismo. Sulla strada da Filoti per Apiranto e prima di arrivare a Danakòs si nota un incroccio sterrato che dopo un sentiero di all'incirca 1km porta a un altro monastero fortificato, quello di Gesu il Lucifero (Iissous Fotodotis), il secondo più antico dei monasteri di Naxos del VIII secolo dC. Monastero oggi spettrale riporta facilmente in mente scene d'assalto ad alto effetto cinematografico. E' l'ennesimo esempio a Naxos di una comunità monastica che si barrica per parare agli attacchi esterni offrendo riparo ai fedeli contro le razzie e le sopraffazioni. Da visitare tra maggio e giugno quando l'estate non ha ancora fatto in tempo a brucciare la natura circostante inaridendola. |
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Apiranthos
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Zevgolis |
Molto interessante il museo archeologico locale piccolo ma ricco di reperti preistorici rinvenuti in una necropoli protocicladica in posizione Korfì a sudest di Naxos. Nei limiti delle scuole elementari invece opera un piccolo museo geologico-paleontologico, che mette in mostra pietre rarissime, fossili e formazioni pietrose realizzate con il marmo e lo smeriglio. Ricordiano che da qui al villaggio di Koronòs si concentra la stragrande maggioranza delle miniere di smeriglio ancora in attività a Naxos (stando a una stima tale industria impiegherebbe non meno di 1000 operai estraendo una quantità superiore ai 100 milioni di tonnellate di minerale). Tra i fossili esposti in questo museo, la testa di un elefante nano di milioni di anni fa. |
Apiranthos dispone di un'elementare organizzazione turistica (è da sempre stata oggetto di un day trip da Naxos e quasi mai cone un punto di partenza del turismo sull'isola): questo soprattutto a causa del mare piuttosto lontano e non comparabile alle imparreggiabili spiagge sel sudovest. La spiaggia più battuta da qui è nota come Moutsouna e dista 12km da qui lungo un zigzag asfaltato piuttosto da capogiro (attenzione alle scarpate, alle curve chiuse e allo stato della carreggiata non certo confrontabile a quello abitualmente praticato). Moutsouna è praticamente il porto da cui le navi cargo esportano lo smeriglio estratto nel villaggio di Koronòs a nord di Apiranthos e con il quale è collegato con binari speciali. E' collegata con alcune isole della Linea Arida, Donoussa nello stretto, Iraklià e Koufonissi a sud di Naxos. E' in genere tranquilla, ben riparata dai venti ma dai fondali più bassi in confronto a quel che si è visto finora.
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Moutsounas
apre diverse
vie verso le coste sudorientali di Naxos a est dello Zeas coste totalmente
disabitate ma ricche di spiagge capaci di incantare gli irriducibili del
mare cicladico. La più bella di tutte è sicuramente Psili
Ammos, una distesa di sabbia finissima, smisurata e dalle acque incontaminate
come non mai a Naxos. Dune di sabbia e l'unica pianta che può sopravvivere
in questo deserto, il cedro completano un paesaggio di mare ancora non valorizzato.
La strada asfaltata è arrivata ormai fino alla baia di Panormos nell'estremo
sud dell'isola risvegliando d'estate le altrettanto ultrachilometriche spiagge
di Ai Giannis, Lefkoni, Kanaki e Klidos tutte quante totalmente deserte
(mancanza d'acqua potabile) e frequentate dagli appassionati del mare libero,
del subacqueo, del free camping (risolti i problemi dell'acqua) e del naturismo.
Nella baia di Panormos, in posizione Korfì, sono stati rinvenuti
reperti di una necropoli preistorica (2400-2300 aC): ritrovarla è
una vera scommessa per chi ovviamente ha già familiarizzato con la
rudezza di queste contrade e il caldo torrido. Si trova vicino a Klidos
esattamente di fronte al piccolo Koufonissi. |
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La costa nord di Naxos
Theotokaki |
Ipsilotera
Tanti tipi di formaggio sono prodotti sull'isola tra cui le gruviere (pecorini), la ricotta locale e il tradizionale Xinotiri. Abbonda la cucina a base di carne: ancor più della pesca gli abitanti di Naxos si dedicano all'allevamento. Tra i piatti locali, provate la lepre (selvaggina), il kalogeros a base di melanzane, "kefalopodia" a Apiranthos (una specie di tripa), il vino dolce e il kitron, liquore di pompelmo di Chalkì. |
L'ultimo dei monasteri fortezza della regione è quella sulla strada per Ayià, un villaggio di confine oggi semiabbandonato sulla punta settentrionale di Naxos. Ospitava il convento della Vergine che similmente agli altri sembra più una torre che un monastero: mura spesse, bastioni e rocche di avvistamento dalle viste sensazionali che circondano una basilica ben mimetizzata. Oggi è attivo soprattutto a ferragosto in occasione della festività dell'Assunzione e della relativa sagra popolare. Mare buono (anzi ottimo) in tutta la baia anche se spesso colpito dall'inmancabile meltemi. |
Poco dopo la punta di Stavròs e dopo alcuni zigzag da indigestione si raggiunge Apollon, un piccolo porto di pescatori molto vivace turisticamente negli ultimi anni grazie soprattutto alla sua spiaggia eccellente per acqua, spazio e servizi tanto da meritare la quarta bandiera azzura a Naxos. Paesaggio cicladico per eccellenza Apollon ha origini antiche e si consolida grazie all'estrazione, la lavorazione e il commercio del marmo. Un resto di quel periodo è il mastodontico e sgraziato Kouros alto all'incirca 11 metri e mai completato, che doveva raffigurare Dio Dioniso. Le tracce di questo insediamento si perdono a lungo nel tempo per riapparire nel medioevo quando i bizantini vi costruirono, vicino alle miniere, la fortezza oggi semidistrutta di Kalogeros. Lionas
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| Naxos sul web |
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Scriveteci le vostre impressioni sull'isola di Naxos. Paesaggi, sentieri, servizi, divertimenti. Molto gradito il materiale fotografico. Lo pubblicheremo: haris@iol.it Chora, il borgo vecchio
Chora di notte
Ayios Mamas by Eva
Alikò, la più esotica delle spiagge di Naxos Ayios Prokopis, il trade mark delle Cicladi |
Guide
In Italiano
Storia, archeologia
Photo Album
Alberghi:
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Il giro per le piccole Cicladi ha sempre appassionato i più giovani e chi cerca nelle vacanze avventura e solitudine. Koufonissi, Skinoussa, Donoussa, Iraklià e Amorgòs, estrema frontiera del turismo nelle Cicladi non sono ancora e probabilmente non lo saranno mai aperte a tutti Poca l'acqua, servizi ridotti all'essenziale, collegamenti difficili, ombra zero e isolamento hanno reso le isole della cosiddetta "Linea arida" un privilegio per soli appassionati alla sola portata di chi prova una particolare attrazione per le tre cose da loro offerte: mare incontaminato, sole 9 mesi all'anno e un piatto di pesce appena pescato.
la torre di Ayià il glorioso sabbione di Plaka
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