All'estremo angolo sudorientale delle Cicladi a tre ore di aliscafo dal porto di Pireo, Milos è dopo Santorino, la più originale per paesaggi di mare tra le isole dell'arcipelago. Isola vulcanica ospita il secondo in ordine dei 6 vulcani del mar Egeo lungo l'arco che parte da Methana (al largo delle coste di Pireo) passa per Milos quindi Santorino, Columbo e Nissiros (unici vulcani ancora attivi) per concludersi a livello di Lesvos nell'Egeo settentrionale. La parte centrale dell'isola fù letteralmente sprofondata da una violenta esplosione che si verificò 1,5 milioni di anni addietro determinando uno dei golfi più estesi e profondi di tutto il mediterraneo, la Caldera di Adamas. A questa attività da millenni cessata è da associare un sottosuolo ricco di energia geotermica e di riserve minerarie tra cui perlite, manganite, gesso, zolfo, ossidiana, porcellana e pietre preziose.

Milos è la principale delle 4 isole dell'arcipelago e insieme a Kimolos, l'unica abitata. E' un'isola rocciosa estesa su una superficie di 150 km2 e conta all'incirca, 5 mila abitanti distribuiti principalmente tra il porticciolo di Adamas, il capoluogo Plaka e le sue tre frazioni arrampiccate sulle colline circostanti, l'insediamento di Polonia a nordest dell'isola di fronte a Kimolos e il vecchio capoluogo Zefiria nelle vicinanze dell'aeroprorto: notare che l'intero popolamento è concentrato sul versante nordorientale dell'isola mentre il resto rientra pienamente nella categoria della Hidden Greece e dei suoi paesaggi lunari.

Milos è nota nel mondo per la celebre Venere che apre il giro di Louvres a Parigi. Grazie alle proprie ricchezze minerarie e al suo porto naturale considerato uno dei più riparati di tutto il mediterraneo l'isola conosce la civiltà sedentaria dal 7 mila aC con manifestazioni superiori nell'era tardocicladica tra il 2300 e il 1800 aC allorchè si specializza nella produzione di armi e utensili in ossidiana, un minerale nero vetrato particolarmente resistente molto diffuso nella regione. Contemporanea alla civiltà minoica la civiltà che prospera nell'arcipelago grazie alla lavorazione dei metalli e dell'ossidiana in particolare introduce la storia europea all'età del bronzo. E' stata classificata dall'archeologia moderna in base ai ritrovamenti effettuati a Filakopi, un piccolo sito archeologico nel nordest dell'isola di origini imprecisate. Armi e utensili in ossidiana, ma anche vasi, anfore e figurine dai colori vivaci, fatti di pietra, ceramica e porcellana, molto simili per caratteristiche ai ritrovamenti realizzati nel resto delle Cicladi ma condizionati dal tipo di pietra lavica prevalente in loco. Di questa civiltà se ne sa pochissimo: un disastro naturale spazza via insieme a Milos tutti i suoi segreti. Quel che resta sarà lo scherno dei classici verso il "xoanon", figurina divina sgraziata e sproporzionata, di certo l'espressione scultorea più primitiva di tutto l'Egeo.

Nei tempi più propriamente storici Milos emerge grazie alle migrazioni di tribu doriche (XII secolo aC) che riprendono l'eredità dei cicladici nell'estrazione dei metalli: marmo, perlite, gesso e ossidiana, ma anche oro e pietre preziose alimentano un'industria destinata a perdurare lungo le tre tappe della civiltà ellenica, l'era geometrica, quella classica e quella ellenistica. Fiorisce allora la produzione di utensili e armi da esportare nelle città del continente ma anche nell'Asia minore e in Egitto e l'estrazione di gesso e marmo. Durante i tempi classici la notevole continuità storica dell'isola subirà una battuta d'arresto per effetto dell'invasione ateniese del V secolo (Milos era un'alleato di Sparta) e soprattutto dell'attività sismica rilevatasi particolarmente distruttiva. Nondimeno l'età classica lascia in eredità all'arte mondiale la statua della Venere del V secolo aC e quella imponente di Posidon (Nettuno) che decora il museo archeologico di Atene. Durante l'età ellenistica viene completata la costruzione del teatro ritoccato in seguito dai romani. Durante l'età romana Milos diventa uno dei primi luoghi ad accogliere il cristianesimo: lo provano le celebri in Grecia "catacombe" , una riproduzione in piccolo di quelle romane destinate a fare da necropoli e dare rifugio ai primi cristiani dalle persecuzioni tra il I e il IV secolo aC.

Il medioevo bizantino è segnato dallo stigma dei pirati che fissano nelle 100 grotte di quest'isola i loro rifugi. Da qui possono intentare i loro assalti verso le navi di passaggio nello stretto con il Peloponneso e il mare di Creta a sud dell'isola. Lo stesso capoluogo storico di Milos Zefiria è per lunghi periodi controllato dai banditi che da qui gestivano i loro loschi intralazzi. I veneziani cercarono di contrastare questo fenomeno spostando a Plaka il capoluogo nei dintorni di un forte bizantino che serviva per controllare gli ingressi nel golfo di Adamas. Il "Kastro" fu molto potenziato in seguito dai corsari franco-catalani che presero possesso dell'isola nel XV-XVI secolo: ai loro tempi Milos raggiunge il massimo della sua popolazione mentre viene ripreso su scala superiore lo sfruttamento minerario dell'isola. Questo ciclo sarà bruscamente interrotto per effetto di una serie di disastri naturali registratisi nel secolo successivo: l'eruzione del vulcano di Santorino ha generato, accanto una serie di terremoti che misero a dura prova i centri abitati, potenti esalazioni di zolfo che resero l'aria irrespirabile. La scure della peste nera darà il colpo finale all'isola a metà del XVIII in un periodo nel quale i pirati diventano signori dell'isola. Resisteranno fino a che le moderne imbarcazioni a vapore non superino di velocità e potenza le loro disastrate fregate. Dal XIX secolo chi risiede a Milos potrà tentare di insediarsi anche sulle coste.

Milos illustrata

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Adamas

Adamas

Plaka

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thalassitra

Plaka

Plaka

Thalassitra

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signora di Filakopi

Arkoudes

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Triovasalos

Tripiti

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catacombe

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Tripiti mulini

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teatro

Klima

Mandrakia

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Firapotamos

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glaronissia

roccia

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Papafrangas

Polonia

Plathenia

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Kimolos

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Kimolos

Milos è la più solare in assoluto delle isole greche e quella che d'estate raggiunge le temperature più alte. Il mare con i suoi paesaggi di roccia lunare rappresenta la principale attrazione di un'isola le cui coste sono state forgiate dall'attività vulcanica avviatasi 3 milioni di anni fà e da millenni ormai inesistente, dal moto sismico particolarmente presente nella regione e dall'erosione idrica e eolica. Roccia soffice di un bianco annabagliante, roccia lavica dalle geometrie più bizzare e dai colori forti, roccia tagliata a picco sul mare, scogliera, faraglioni e grotte si alternano con un'intensità tale da rendere la linea di costa una delle più spettacolari in assoluto di tutto il mar Egeo. Le stupende meteore marine di Kleftiko, il celebre covo dei pirati a Sarakinò, le incredibili per bellezza spiagge "rosse" della costa meridionale, i monoliti marini del capo di Vani e di Glaronissia e le straordinarie grotte marine di Papafragas e Sikià ne rappresentano i momenti migliori. Attorno attorno un'infinita successione di spiagge e callette nella loro maggioranza deserte o semideserte, sprovviste di acqua dolce, ombra e servizi, ma non meno sceniche inquadrate come sono in una cornice di roccia lavica, scogliera e dirupi mozzafiatto. Considerata la scarsa qualità dei collegamenti e l'inaccessibilità della massima parte dei suoi luoghi Milos diventa un privilegio dei soli possessori di yacht anche se non c'è da disperare. Chi ne possiede uno andrebbe avvisato dell'incostanza delle correnti nell'arcipelago specialmente nei mesi estivi e in Agosto in modo particolare.

Adamas, Plaka e dintorni

ADAMAS, porto commerciale costruito sulle sponde orientali dell'immenso golfo di Milos a una distanza di 4 km dall'aeroporto, fa da principale punto di smistamento del turismo durante l'estate. Da qui si aprono collegamenti sia via terra che via mare per tutte le restanti località dell'isola e gli isolotti circostanti. Non particolarmente attraente (colpa di una certa ipertrofia edilizia che sta ridimensionando il peraltro autentico colore cicladico dell'insediamento), è un centro vivace e un filo d'estate rumoroso ma ben equipaggiato sul lato dei servizi. A Adamas si può prendere visione di quella che è la vera ricchezza dell'isola e parallellamente la sua principale attrazione: i suoi minerali, campioni dei quali sono stati selezionati ed esposti nella locale galleria. Monumento principale in loco la cattedrale di Ayios Charalambos santo protettore dell'isola proclamato tale durante l'ondata di peste nera che sconvolse la popolazione.

Il mare è ottimo in tutta la regione sebbene le spiagge principali, Langada e Papakinou sono spesso, nei mesi di punta particolarmente affollate. Papakinou è l'unica spiaggia dell'isola a possedere la bandiera azzura più che per la sua bellezza, per la sua impeccabile organizzazione in servizi e per il suo mare incontaminato. Rimane tuttavia lontana per scenografia dal resto delle spettacolari spiagge insulari sparse soprattutto lungo le coste nordorientali e meridionali dell'isola.

A poca distanza sulle colline si estende il capoluogo Plaka, alternativa valida per un soggiorno dal tocco più tranquillo, elegante e romantico. Plaka è una borgata dal colore autenticamente cicladico e garantisce, dall'alto della fortezza veneziana il tramonto più sensazionale: lo sguardo si estende sul golfo la costa settentrionale, l'isola di Kimolos e gli isolotti dello stretto a nord, Arkudia e Antimilos. Il fortino è sprovvisto di mura e crea un avamposto difensivo sfruttando le facciate esterne delle case che si susseguono nei dintorni. Nel suo mezzo, una capella del XIII secolo dedicata alla Vergine (Panayia Thalassitra) compone un paesaggio di sicuro effetto.

Plaka

Nei paraggi tanto di taverne che offrono pesce a buon mercato in ambiente intimo e qualche divertimento notturno. Un piccolo museo archeologico riassume i passaggi storici dell'isola a partire dal periodo cicladico, l'età geometrica i tempi classici, ellenistici e romani: tra tutti gli esposti, una copia della famosa Venere che decora l'ingresso del Louvres, diversi utensili e armi del periodo cicladico, decine e decine di anfore delle più svariate età, rilievi e incisioni e una curiosa figurina arcaica nota come Signora di Filakopi e risalente al medio cicladico.

Attorno attorno a Plaka il paesaggio cicladico si ripete nelle frazioni cullinarie di Triosavalos, Tripitì, Pera Triosavalos e Plakes e in quelle marittime di Klima, Mandrakia e Firopotamos le ultime tre considerate per caratteristiche urbane il trade mark di tutta l'isola grazie soprattutto ai "sirmata" costruzioni cubiche vivacemente colorate di dimensioni minuscole incassate nella roccia e con la facciata esterna a ridosso della costa. Triovassalos è nota soprattutto per i suoi mercatini e per le osterie e dista poco da Plaka. Un posto assolutamente romantico è Tripitì specialmente in fase di tramointo con quella successione di mulini a vento che dominano il paesaggio urbano. Qua si trovano le migliori osterie dell'isola dove assaggiare specialità di pesce come lo stufato di polito, l'astakomakaronada, le gustose fritture di pesce e tutto quel che riassume la cucina locale e nazionale. Per i più esteti prendere in affitto uno di questi tre mulini proposti da www.milos-island.gr per alcuni giorni potrebbe essere la più elegante soluzione di permanenza.

Ai piedi di Tripitì sulla strada che da Adamas porta a Plaka si incrociano prima le catacombe e poi il teatro antico di Milos di cui si salvano tuttoggi le sole gradinate in marmo messe a punto dai romani. Le catacombe restano un segreto che l'isola ha nascosto almeno fino al 1840: un potente terremoto scoperchiò allora il tetto della stanza d'ingresso permettendo sembra a un gruppo di tombaroli di perlustrarle per primo. Questo sistema di grotte rimodellato dall'uomo è una riproduzione in piccolo delle catacombe di Roma e fu largamente usato come mausoleo e poi, in tempi di persecuzioni feroci, come rifugio dei primi cristiani. Raggiunge la massima frequentazione sia come tempio che come cimitero tra il I e il IV secolo dopo Cristo. Le facciate murarie sono di roccia vulcanica soffice mentre i corridoi interni si estendono lungo un sentiero di 185 metri fatto di cunicoli e circondato da camere mortuarie. Ottima la temperatura interna a queste grotte in stridente contrasto con la calura estiva che attanaglia Milos. Poco in là si trova il teatro antico, integralmente in marmo, splendido per acustica e posizione e risalente all'età ellenistica: rimane tuttora uno spazio di intrattenimento teatrale sull'isola durante i mesi estivi. Ha una capacità di all'incirca 2mila spettatori e ricorda in piccolo i più tipici teatri antichi sparsi per il continente e lungo le coste occidentali dell'Asia Minore.

Sulle due coste di Plaka portano sentieri brevi, incredibilmente fotografici e di non difficile percorribilità nonostante la strettezza generale delle strade e il loro continuo zigzagare. Una di queste porta dalla frazione a nord Plakes alla piccola spiaggia locale, nota come Plathiena di sicuro tra le spiagge più sceniche della regione ma anche tra le più frequentate durante i mesi di punta. La scogliera di Plathiena ha stregato non pochi visitatori tanto da meritare il titolo di una delle spiagge migliori dell'isola. Colpisce in modo particolare la posizione di questo luogo sull'estremità di un minuscolo promontorio e ovviamente il mare che specialmente nel pomeriggio assume sfumature di blu e verde molto suggestive. Poco più a sud, nelle vicinanze del teatro si trova Klima tra i villaggi costieri più caratteristici di Milos: si segnalano qui i curiosi "sirmata", "garages" scavati sulla roccia e costruiti per offrire riparo dal vento ai pescherecci. Una fila di casette a cubo strette tra la roccia (di cui spesso sfruttano la parete) e il mare completa il paesaggio segnato dal biancore della calce e dal rosso delle buccamviglie. Di certo una delle località più fotografate a Milos, Klima offre tranquillità e qualche taverna dove provare piatti di pesce appena pescato a buon mercato.

La parte turisticamente più battuta di Milos si conclude a Polonia o Polonia sullo stretto con Kimolos nell'estremità nordorientale dell'isola. E' un porticciolo tranquillo, ben organizzato sul fronte turistico e da quanto sopra molto promettente su quello del mare: una valida alternativa insomma che apre buone possibilità di escursine in barca verso l'isola di Kimolos e l'impervio sudest di Milos terra di nessuno il cui accesso non è coperto da alcuna assicurazione.

Tra Polonia e le grotte di Papafrangas in posizione Filakopì si trova l'area archeologica più interessante dell'isola, un insediamento neolitico la cui massima parte è stata sprofondata in seguito a un violento terremoto. Quel che meglio si salva in questo sito ricchissimo di ritrovamenti sono le mura ciclopiche che costruite in età micenaica ricordano in piccolo quelle di Micene. Le fondamenta di un palazzo e di un santuario testimoniano la sovrapposizione di 2000 anni di civiltà a partire dalle due ultime fasi dell'era cicladica fino all'arrivo dei dorici registrato nel 1100 aC.

Due porticcioli simili per caratteristiche troviamo anche sulla costa nord del comprensorio di Plaka e in occasione di Firopotamos e Mandrakia: il primo a 4km da Plaka è un minuscolo villaggio di pescatori costruito lungo un promontorio roccioso con vista sullo stretto con Kimolos dispone di una bella spiaggia a portata di bambino, riparata dal vento, ombreggiata e con buona offerta di servizi. Idem Mandrakia, con i suoi "sirmata", tra i paesaggi urbani più suggestivi di Milos offre ottimi scatti fotografici e diverse piccole spiagge a ghiaia bianca alcune ombreggiate e servite. Da qui i più sportivi potranno noleggiare dei kayak per una migliore perlustrazione della costa ricordiamo dominata dalla roccia bianca dalle forme assolutamente surreali. Sia da Firopotamos che da Mandrakia è raggiungibile in barca la più bella delle spiagge dell'isola, l'andro dei pirati Saraceni durante i tempi bui del medioevo, appunto Sarakiniko. Paesaggio lunare dominato da enormi blocchi di roccia bianca, dalle geometrie più svariate e da un numero infinito di caverne scavate dalla forza del mare e del vento, questa spiaggia dai contrasti meravigliosi è d'estate soggetta all'arrivo di grandi carovane di turisti.

Da Firopotamos parte la provinciale che collega le due sponde dell'esteso golfo a nordest di Milos concludendosi sullo stretto con Kimolos a livello del secondo insediamento più importante Polonia a meno di 30 minuti di strada in macchina. Lungo l'intero tratto di questa meravigliosa costa e a partire da Sarakinò si alternano una serie di spiagge di sublime bellezza che riproducono in toto le caratteristiche di questa: distese di spiaggia a ghiaia bianca e piccolo taglio inquadrate in ambienti di roccia bianca soffice e abbagliante, grotte, faraglioni e cavità erose dal vento dall'acqua marina. Al largo di queste coste un'infinità di scogli dalle geometrie più strane, torrioni di cobalto eretti a 20 e 30 metri di altezza dalla superficie del mare. Ambienti del genere se ne incontrano a Mitakas, Ayios Costantinos, una spiaggia di incredibile bellezza riparata da un blocco di roccia bianchissima scavata dal mare, Pachena, la minuscola ma bellissima Kapros e soprattutto Papafrangas la seconda più spettacolare delle spiagge della regione dopo Sarakinò: una successione di grotte scoperchiate sembra da un potente terremoto, la cui più grande è lunga un centinaio di metri e larga 4 e le cui due sponde sono collegate da un ponte naturale di incredibile bellezza. Praticamente una minuscola laguna circondata da dei blocchi di roccia con sullo sfondo un minuscolo fazzoletto di sabbia di non facile accesso che solo raramente viene valutata per le possibilità di balneazione quanto come monumento naturale tra i più originali di tutto l'Egeo. Come era prevedibile un posto simile non poteva che fungere da covo di pirati anche se il nome lo prende da un parocco sembra cattolico (franco) che usava attraccare qua le proprie barche.

Di fronte a Papafrangas visibili da tutte le località costiere succitate si estendono maestose le meteore marine di Glaronissia, torrioni enormi alti 30 e 40m sopra il mare di color nero o rosso intenso, formazioni geologiche in cobalto, lava, perlite e antracite. Da tutto il golfo sono organizzate gite in barca verso queste spettacolari isole granitiche e cavernose il cui momento più spettacolare è l'attraversamento in barca di un ponte naturale di incredibile effetto scenico. Più a est il paesaggio di Glaronissia (le isole dei gabbiani) si ripete a livello degli isolotti di Arkoudia, un'ulteriore combinazione roccia mare che lascerà il ricordo più vivo anche al più esigente dei visitatori.

Papafrangas

Kimolos

Polonia promette bene agli avventurieri del mare vista la vicinanza con due spiagge assolutamente off limits, il capo di Voudia a breve distanza da qui e la bellissima spiaggia termale di Kastanàs leggermente più a sud. Sempre a bordo di piccole imbarcazioni si possono raggiungere le curiose miniere di zolfo a Thiorichia, una spiaggia surreale trattata alla fine di questa pagina. Pesca e perlustrazione subacquea sono molto favorite nei fondali dell'isolotto disabitato di Poliegos molto frequentato da free campers e nudisti ma sprovvisto di acqua dolce e di accesso non particolarmente facile. Qui il progetto Natura 2000 ha classificato più di 72 speci di volatili, diverse categorie di rettili e una buona varietà di speci marine tra cui la foca monaca, più volte avvistata nelle grotte di quest'isola e i delfini. La pesca è molto favorita attorno alle coste rocciose di quest'isolotto anche se le condizioni del mare spesso vanificano l'impresa, causa vento.

Nella regione di Kimolos e Poliegos trova rifugio la più popolosa comunità di foche del Mediterraneo seconda solo a quella protetta delle isole Sporadi.

Sempre su piccole imbarcazioni da Polonia e attraversato lo stretto si passa a Kimolos in corrispondenza del porticciolo di Psathì che da Polonia dista giusto un miglio. Psathì è un minuscolo villaggio di pescatori sito ai piedi del capoluogo dell'isola Choriò o Kimolos, uno dei più autentici esemplari di urbanistica cicladica nel mar Egeo. Niente macchine si arriva a piedi lungo un lastricato di all'incirca 1,5km tutto in salita e con viste stupende verso il pelago e le isole circostanti. Choriò è suddivisa in due parti il borgo vecchio e quello nuovo comunicanti da quattro gallerie tracciate ai tempi della dominazione veneziana di cui oggi se ne salvano tre. La parte vecchia è oggi in via di rapida ristrutturazione e si estende attorno a una fortezza di origino bizantine sprovvista di mura. Una serie di casette basse a cubo dalle porte basse e dalle finestre strettissime si ammassano attorno in uno scenario molto cinematografico che ricorda scene d'assalto piratesche. L'isola fu infatti ripetutamente distrutta da pirati e corsari mentre la sua popolazione ha sempre cercato riparo sull'altipiano.

scogliera

Da 'kimolia' (gesso), Kimolos ha un diametro di appena 30km (superficie complessiva di 38km2) e può essere integralmente girata nel giro di una sola giornata. La morfologia del terreno è simile per caratteristiche a quella di Milos, pertanto anche qua si ripetono roccia vulcanica, diruppi maestosi, acque termali, grotte e scogliera e questo in modo speciale lungo le coste orientali dell'isola. La massima parte delle spiagge sono distribuite sullo stretto con Milos da ovest a est Dekas, Bonatsa e Alikì. Sono tutte spiagge a ghiaia fine e sono ben riparate dal "meltemi" durante il mese di agosto. La più scenica è senza dubbio la baia di Ellinikà con al largo delle coste una città arcaica sprofondata sembra nello stesso periodo in cui venne distrutta Filakopì. Sulla terraferma si distingue in ruderi una necropoli dell'età geometrica mentre molti segni di quel passato se ne trovano sull'isolotto di Daskaliò a 200m di distanza dalla costa.

La costa orientale di Kimolos è decisamente più spettacolare sebbene subisca molto le correnti che dal Bosforo invadono il mar egeo durante l'intero mese di agosto (meltemi). Le più battute sono quelle vicine a Psathì Livadaki, Klima e Goupas quest'ultima di origini laviche molto bella ricorda sotto molti aspetti ambienti subtropicali nel loro complesso da considerare spiagge deserte nel tradizionale senso della parola. La migliore di queste è decisamente Prassa un paesaggio surreale circondato da vecchie miniere di estrazione del gesso e da formazioni vulcaniche di un biancore strepitoso. L'area è ricca di sorgenti termali un tempo sfruttate da un complesso da tempo abbandonato. L'energia geotermica di Kimolos è stata intelligentemente sfruttata dai locali per desalinizzare l'acqua mentre sia qua che a Milos è in costruzione un impianto di produzione elettrica capace di sfruttare l'energia del sottosuolo. La loro temperatura raggiunge i 46-55 gradi centigradi e sono ricche in natrio, zolfo e ferro. A poca distanza da qui un sentiero in direzione nord porta fino alle grotte di Vromolimni di sicuro uno dei paesaggi migliori di Kimolos raggiungibile in barca da Psathì. I più temerari possessori di imbarcazione propria potranno spostarsi tempo permettendo fino alla baia di Soufi a nord di Vromolimni o ancora alla conquista delle spettacolari grotte di Consolina a nord dell'isola dove il console francese cercò rifugio in occasione di un incursione piratesca.

Soufi

Chi non teme il caldo dell'Egeo non deve perdere occasione di raggiungere Skiadi, un paesaggio lunare a 300m di altezza dal livello del mare dominato dalla più curiosa formazione rocciosa di tutto l'arecipelago. Un fungo enorme di granito capace di offrire la sua ombra a più di 40 persone contemporaneamente. Prima di arrivare da Chora a Skiadi il sentiero si biforca e un suo montante porta fino a Paleokastro il punto più alto dell'isola con vista sulle coste insulari. A Paleocastro si salvano ancora i ruderi della più arcaica fortificazione delle Cicladi le cui origini si perdono nella preistoria: le mura ciclopiche, blocchi di roccia dalle dimensioni impressionanti piazzati uno sopra l'altro per una distanza ragguardevole. Nei loro dintorni, i resti di un'altra rocca di origine bizantina doveva servire da rifugio della popolazione dalle incursioni piratesche.

Le coste meridionali

achivadolimni

provatas

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Achivadolimni

Provatas

Firiplaka

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Firiplaka

Tsigrado

Gerondas

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Kleftiko

Kleftiko

Kleftiko

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Kleftiko

Kleftiko

Sikia

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grotte

Vani

Ayios Ioannis

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Paliochori

Paliochori

Thiorichia

Se il nordest di Milos ha già regalato il pieno di emozioni non meno interessante rimane sul fronte del mare la costa meridionale accessibile tendendo conto sulla cartina (apri) di due punti chiave: il villaggio di Zefiria nel settore sudorientale di Milos vicino all'aeroporto e l'immensa spiaggia di Achivadolimni in fondo al golfo di Adamas laddove Milos raggiunge il suo punto più stretto. Da Achivadolimni i più temerari potranno imboccare le vie occidentali dell'isola, alla ricerca di paesaggi di mare totalmente vergini oltre ogni aspettativa.

Achivadolimni dista dal porto meno di 8km lungo una strada provinciale che costeggia il grande golfo di Adamas in direzione sud. E' sede dell'unico campeggio dell'isola e proprio per le occassioni di mare che offre uno dei posti più popolari di tutta Milos. Dispone di una spiaggia chilometrica a sabbia fine e nell'immediato entroterra dell'unico lago di tutte le Cicladi, d'estate in secca e che dà il nome al luogo (lago dei molluschi). Le sue dimensioni sono tali da rendere remota ogni possibilità di sovraffoillamento anche durante il ferragosto.

Da qui un breve tratto di strada asfaltata taglia l'istmo di Milos verso sud e in direzione Provatàs e Firiplaka due delle spiagge più rinnomate dell'isola collegate direttamente con Adamas con autobus di linea (6 corse al giorno durante i mesi estivi). Un'osservazione preliminare su queste spiagge riguarda le condizioni climatiche e la protezione al sole: se Achivadolimni permette in agosto un filo di vento gradevole le spiagge del sud sono le spiagge più torride di tutto l'Egeo e per giunta totalmente sprovviste di ombra per cui è necessario portarsi dietro tutte le protezioni possibili.

Provatàs è la più vicina delle spiagge rosse dell'isola una bella distesa di sabbia dorata con mare basso assolutamente incontaminato, a portata di bambino e discreta offerta di servizi al turismo. Segue Firiplaka una delle più tropicali delle spiagge di Milos, un sabbione bianchissimo sottrato dalla roccia molto scenico grazie soprattutto alla scogliera sparsa al largo della costa. Mare caldo, basso e cristallino a portata di bambino. Pochissima ombra, un bar, qualche ombrellone in paglia e un sole che spacca la pietra sono le caratteristiche di una delle spiagge più fotografate di tutta Milos. Poco più in là sulla punta di un minuscolo promontorio infine una delle spiagge più surreali di tutta Milos molto indicata ai più avventurieri ma difficile da raggiungere a causa dell'enorme duna di sabbia che la precede. Stretta tra due blocchi di granito, Tsigrado è una spiaggia di dimensioni piccole dal mare cristallino che ha sempre riscosso un enorme apprezzamento da parte di chi riesce ad accedervi. Tante le grotte sottomarine nelle immediate vicinanze si prestano bene alla perlustrazione subacquea.

Tsigrado

A est di Provatàs in posizione Kipi si trova un piccolo ormeggio di pescatori dal quale partire alla conquista del settore più impressionante dell'isola, quello sudoccidentale collegato anche via terra da strade in parte asfaltate in parte sterrate comunque non consigliabili. La regione è dominata dalla montagna più alta di Milos, il Profitis Ilias un massiccio arido e inospitale da sempre ostile all'uomo. Prima fermata la spiaggia di Psathì, un ormeggio di pescatori con bella spiaggia a ghiaia fine e qualche servizio elementare, quindi Gerontas, molto scenica, piccola spiaggia a sabbia nera circondata da pareti di roccia ripida sprovvista di servizi e acqua potabile.

Quindi le celebri meteore marine di Kleftiko, una serie di monoliti di origine vulcanica che spuntano maestosi dal mare in un'incredibile sinfonia di colori, mistero e fascino. Ormeggio di pirati il principale dei faraglioni prende il nome del "ladro", Kleftis, Kleftiko: tuttoggi sono visibili sulle pareti di questo blocco di granito alcuni agganci dove i pirati attraccavano le loro imbarcazioni. Tra queste grotte i pirati trovavano riparo dal vento e dai nemici e organizzavano assalti sullo stretto con il Peloponneso meridionale.

Il giro si chiude a poca distanza da Kleftiko tra le grotte di Sikià con le loro spettacolari sfumature di bianco blu e rosso, da sempre un must per gli amici del subacqueo e più di recente del kayak. La barca tenta sempre di passare sotto l'immensa entrata (larga una ventina di metri e alta 5) di questa spaventosa grotta che prende il nome da un albero di fico selvatico che è riuscito ad arrampiccarsi fin lassù. Parte della sua tettoia è stata scoperchiata acconsentendo ai raggi del sole di penetrare all'interno della grotta. Può essere raggiunta con i mezzi di terra puntando verso l'estremo monastero di Ayios Ioannis e lungo un tracciato molto tortuoso non coperto da normali assicurazioni. Dispone di una minuscola spiaggia a ghiaia fine di assoluta bellezza e panoramicità ma è totalmente sprovvista di servizi e riparo dal sole.

Sia Kleftiko che Sikià possono essere raggiunti in barca direttamente da Adamas dopo un lungo viaggio di mare che prevede una serie di fermate a partire dal porticciolo di Emboriòs esattamente di fronte al porto di Adamas. La gita in caicco lungo il settore occidentale di Milos è un'esperienza singolare: la linea di costa assolutamnte off limits con i mezzi di terra è nella sua massima parte rocciosa forgiata dall'intenso interscambio tra terra, lava e mare. Questo specialmente laddove la grande caldera di Adamas si conclude dando luogo a uno dei paesaggi più estremi in assoluto di Milos, il dantesco capo di Vani a nordovest dell'isola. Noto come capo del terrore, Vani sorprende per la verticalità, i colori e le incredibili geometrie delle sue torri alte in alcuni casi più di 100m dal livello del mare e separate tra loro da canali strettissimi. Da sempre fonte di dicerie e superstizioni questo bosco di roccia granitica è oggi frequentato da free climbers e cultori del subacqueo e rappresenta una delle esperienze più tremende di tutta l'isola.

Il capo di Vani

apri cartina

Superata Vani il paesaggio si addolcisce specialmente nella parte centrale della costa occidentale dove si alternano tre delle spiagge più remote dell'isola Triades, Ammoudaraki e la già citata spiaggia di Ayios Ioannis ai piedi di un monastero fortezza attivo giusto un giorno all'anno in occasione della celebrazione del santo. Tre spiagge a sabbia finissima tendente al rosso tuttoggi deserte, sprovviste di ombra e acqua dolce sono da sempre un ritrovo per naturisti e per chi ricerca soluzioni di solitudine estrema. Raggiunte finalmente Sikià e Kleftiko si ha davvero l'impressione di aver raggiunto il capo del mondo.

Triades

Abbiamo lasciato per ultima una delle destinazioni più popolari qua a Milos, Paliochori di sicuro la più cosmopolita e meglio servita località balneare dell'isola. Si trova nel distretto di Zefiria a pochi chilometri a sud dell'aeroporto sulle coste sudorientali dell'isola ed è collegata in pullman direttamente dal porto di Adamas. Dispone di tre spiagge parecchio estese la più popolare delle quali nota come spiaggia rossa essendo accerchiata da pareti di roccia lavica che regalano al paesaggio un colore rosso fuoco. La spiaggia è a sabbia grezza solitamente dorata intervallata da uno strato di ghiaia nera che ricorda le spiagge di Santorino. Il mare è subito profondo e nel settore occidentale della spiaggia di Paliochori ricco di sorgenti termali che in alcuni punti aumentano verticalmente la temperatura dell'acqua. La più battuta di tutte Ayia Paraskevì è ben organizzata, sports nautici e da spiaggia inclusi. Dispone di una buona rete di servizi di permanenza e ristorazione e proprio per i suoi collegamenti con le restanti spiagge della costa meridionale già rivisitate, riscuote notevole successo negli ultimi anni. Da Zefiria, il capoluogo tradizionale dell'isola, oggi semiabbandonato ma in via di rapida ripresa, si aprono due ulteriori vie di mare di primissimo interesse: la prima solo in parte asfaltata raggiunge sempre a sud e a poca distanza da Paliochori Ayia Kiriakì, spiaggia dalle caratteristiche simili a quelle di Paliochori ma decisamente meno battuta e servita di quella. Ayia Kiriakì è una delle poche spiagge dell'isola che offre un filo di ombra naturale grazie alla barriera di "almirikia" che la circonda. Almirikia è l'unica forma di vegetazione che può sopravvivere a ridosso della costa in questi ambienti aridi sprovvisti di acqua. E' un albero esile dalle foglie grasse che sopravvive in pratica di sola umidità, etimologicamente albero che si nutre di salsedine. A Ayia Kiriakì è molto favorita la raccolta di conchiglie mentre chi ha avuto modo di visitarla è rimasto sorpreso soprattutto per la sua tranquillità e per i colori del suo mare. Nelle vicinanze un'altro covo off limits aperto ai soli possessori di yacht è Gerakas, panorama selvaggio molto suggestivo ideale per chi pretende la solitudine nelle sue vacanze di mare.

Chi è animato da vero spirito di avventura non potrebbe mancare la terza alternativa a partire dal villaggio di Zefiria quella che dopo un tragitto lunare tremendamente faticoso tra cave abbandonate e miniere, porta a Thiorichia (Sulphur Mines) la più incredibile combinazione di paesaggio industriale (sono ancora visibili oltre alle cave e lo stabilimento, le rotaie del trenino che doveva trasportare i minerali estratti fino a Adamas) e marino mai riscontrata. Molte le sorgenti termali sottomarine in zona. Paesaggio estremo per definizione Thiorichia è più facilmente visitabile in barca da Polonia che da Zefiria in auto.

         
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