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| Terza
grande Mecca turistica di Rodi, Lindos dista
dal capoluogo 56km in direzione sudest ed è una delle più
privilegiate gite scolastiche in assoluto nel mediterraneo. Lindos è
bellissima a settembre quanto le folle cominciano un po' a dare il via
e il paese torna a una più accettabile normalità: è
un villaggio di all'incirca un migliaio di abitanti chiuso al traffico
e dichiarato area protetta dal ministero dei beni culturali. E' sede di
una delle aree archeologiche più clamorose dell'Egeo ed è
stata il punto di approdo dell'Apostolo Paolo sull'isola di Rodi avvenuta
57 anni dopo la morte di Cristo. Associata ai villaggi turistici Kalathos,
Lardos e Charaki a nord, Pefki, Gennadi e Kiotari a sud rappresenta una
delle migliori soluzioni turistiche che la Grecia offre nei mesi estivi.
Da qui si potranno intraprendere escursioni verso il meno sviluppato turisticamente
sud dell'isola fino alla punta meridionale in corrispondenza di Prassonissi,
la miglior palestra di surfing conosciuta in Grecia dopo Paros.
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Potenza
marittima durante l'antichità classica Lindos fece a partire dal
XII secolo aC parte della confederazione delle tre città doriche
dell'isola insieme a Kamiros e Ialissòs, alleanza che si estenderà
più tardi in una confederazione più ampia l'Exapolis comprendente
anche Alicarnasso, Knidos e Coo. Lindo assume una posizione di leadership
a partire dal VI secolo aC ai tempi del tiranno Cleovoulo fondatore del
santuario di Athena e della colonia sicula di Gela. In quel periodo eccelle
nei commerci, nell'arte e nelle scienze: la sua moneta lo statere diventa
una delle principali monete di scambio nel mediterraneo, le tecniche di
costruzione navale progrediscono in modo deciso (il trireme di Lindo è
citato da tutti i manuali di navigazione) mentre il suo codice marittimo
sarà destinato a costituire la prima legge di navigazione conosciuta
nei tempi antichi. L'arte scultorea locale sarà nota soprattutto
per il suo gigantismo (il colosso sarebbe ideato da uno scultore locale,
Haris) sebbene un'opera di estetica e senso della misura imparreggiabili
è oggi esposta nel museo archeologico del capoluogo: la Venere
dai capelli sciolti in attesa di avere il bagno. |
La storia di Lindo
è insetricabilmente legata a quella della sua Akropolis dorica
costruita in età geometrica (IX secolo aC) su un monolite di
granito a 120 metri di altezza a picco sul mare. La fondazione del Tempio
di Athena Lindia che domina la parte orientale del forte risale invece
al VI secolo aC ed è associata a Cleovoulo uno dei 7 saggi dell'antichità.
Questo fù distrutto nel 342 aC probabilmente da un terremoto
per essere ricostruito seguendo la stessa pianta dell'originale a 4
colonne per facciata su scala altrettanto monumentale e nella stessa
posizione in cui appare oggi a pochi passi dal precipizio. Su quel santuario
salirono i re di Lidia, i tirrani della Sicilia, Alessandro magno, i
magnati di età ellenistica, da Alessandro Magno a Antigono. Fu
profondamente venerato dal mondo arcaico o destinatario di magnifiche
donazioni.

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Il
santuario è oggi retto da una facciata in cemento reinventata
dagli archeologi danesi nei primi anni '50 e da quelli italiani ai tempi
dell'occupazione coloniale. Nel suo interno si salvano la tavola delle
offerte e la base del tempio dedicato alla Dea. Un suo settore fatto
di tre colonne ad angolo è leggermente staccato verso il burrone
dando luogo a una delle più impressive "rovine" greche
(l'archetipo secondo qualcuno della rovina greca) seconda solo per effetto
scenico a quella di Delfi e il Partenone.
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| Lindos
By Rino |
Chora
e Kastro |
Ayios
Pavlos |
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| aereofotografia |
aereofotografia |
trireme |
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| Lindos
forte |
stoa |
stoa |
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| Athena
Lindia |
Athena
Lindia |
Athena
Lindia |
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| golfo |
Chora |
casato |
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| casato |
Ayios
Pavlos |
Vlicha |
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| Pefki |
Kiotari |
Kiotari |
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| Glistra |
Prassonissi |
Prassonissi |
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L'approdo
al tempio avviene una volta attraversati i propiliei e raggiunta la
stoa, un corridoio monumentale lungo 87cm circondato da 42 colonne (parecchie
delle quali oggi artificialmente in piedi) che si conclude su un'altrettanto
monumentale scalinata che porta al santuario: sia la stoa che il Propylaion
risalgono all'età ellenistica e cioè al III aC e danno
luogo a una p greca a 5 uscite. Dei magnifici kouroi giganteschi che
si estendevano lungo i due lati della stoa se ne salvano solo le fondamenta
e alcune iscrizioni probabilmente rivolte alla Dea. Altri resti riguardano
costruzioni ellenistiche del II secolo aC e di età romana: si
slava qualcosa del muro ciclopico che allora cingeva la roccia, a sudest
il teatro salvo nel suo settore centrale, una costruzione annessa al
palcoscenico in rovine e in posizione Viglì un tempio dove si
tenevano sacrifici.
L'aspetto
fortificato dell'intera area va attribuito ai bizantini e soprattutto
più tardi ai cavalieri giovaniti che riconobbero a Lindo un'importante
ruolo difensivo installando qua un loro presidio. La faticosa scalinata
che conduce al governatorato crociato e di là all'area archeologica
vera e propria è stata costruita proprio da loro nel XIV secolo
e costeggia quella ellenistica oggi in ruderi. Prima di intraprendere
la lunga salita sotto il sole cocente una foto merita la celebre trireme
di Lindo scolpita sulla roccia ai piedi della scala che ci ricorda la
posizione di potenza navale rivestita da Lindo nell'antichità
classica, ellenistica e romana.

vicolo
con sfondo Kastro
Inutile
parlare delle panoramiche che si ottengono da qui suelle coste di Rodi
a nord e a sud di Lindo, sulla bellissima baia di Ayios Pavlos (San
Paolo) che si estende ai piedi del tempio, sulle coste della Turchia
e infine sulla pianta cicladica dell'attuale insediamento. Sono oggetto
delle migliori cartoline in commercio e producono da un anno all'altro
migliaia se non milioni di scatti fotografici. Il tramonto con sullo
sfondo le montagne della Turchia è la miglior esperienza da provare
dopo una giornata passata al mare sotto il sole non poco faticoso dell'
egeo meridionale.
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L'insediamento
a valle costruito anfiteatricamente sulla baia di Ayios Pavlos conserva
integra la propria caratterizzazione cicladico-medievale: un'ammucchiata
di casette a cubo bianco annabagliante intervallate dalle dimorre dell'aristocrazia
locale in stile barocco o neoclassico fatte in pietra a partire da materiali
locali. Tanti i cortili interni lastricati di ciottoli coloratissimi e
decorati di piante inerpicanti di infinita bellezza. Il tutto solcato
da una iperlabirintica rete di stradine lastricate tutte in salita assolutamente
caratteristiche e di larghezza minima tanto che neanche due muli possono
attraversarle contemporaneamente. Qua e là sparse per il territorio
urbano un elevato numero di basiliche bizantine a partire dalla cattedrale
dedicata a Maria ritoccata nel suo campanile dal Magister D'Aubusson nel
XV secolo in un senso cattolico-romano.
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Il
centro di Lindo nonostante le evidenti strettezze urbanistiche vibra
di vita 24 ore su 24. Taverne, ristoranti di ogni genere e tipo (dall'eggs
& bacon ai panzerotti e dal sushi al doner kebbap), bar, caffè,
bistrot e pubs, discoteche e rooms to let creano un ambiente talmente
insonorizzato che ravvicina il posto alle più blasonate località
turistiche del mediterraneo. Gran rumore e gran caldo in agosto, sicuramente
molto meglio seguire i tempi delle scolaresche (maggio, giugno) oppure
la fine della stagione turistica (a Rodi come a Creta e a Cipro l'estate
regge almeno fino a novembre). Lindos mare ha ottenuto il premio della
bandiera azzura da parte delle autorità comunitarie dopo i lavori
di fognatura e depurazione biologica realizzati a metà degli
anni '90: il mare è bello di sicuro, ma nei mesi di punta ormai,
"non c'è posto".
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Considerate
le dimensioni e il carattere protetto della borgata l'accoglienza del
turismo avviene nel circondario e a partire dalle località di
Kalathos e Vlicha
a nord di Lindo, Pefki, Lardos, Kiotari
e Yennadi a sud, tutte quante dotate di
villaggi turistici di primo livello. Le spiagge associate sono una continuazione
della baia di Charaki su cui ci siamo soffermati parlando del circondario
rodhense. Sono solitamente a sabbia grezza e sono riparate da una barriera
di pineta che addolcisce il loro aspetto garantendo buoni spazi ombreggiati.
Il mare è caldo e solitamente calmo a portata di bambino. Una
sola parte di questi sabbioni in alcuni casi plurichilometrici è
servita di ombrelloni, molti sono gli spazi liberi specialmente a Vlicha
e a Gennadi. Presentano momenti di forte cogestione nei soli mesi centrali
della stagione turistica e sono come era prevedibile aperti a tutti
gli sports nautici. L'unico vero villaggio (non insediamento estivo)
della zona è Kalathos porticciolo di pescatori nei pressi dello
storico aeroporto militare di Rodi sabotato ripetutamente dai locali
durante il nazifascismo e bombardato poi dall'aviazione inglese. Un
campeggio e tanti alberghi eccellenti si trovano a Vlicha, mentre Glistra
esattamente dopo Lardos ha la fama della spiaggia migliore della regione.
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Proseguendo
a sud la cogestione diminuisce sensibilmente in corrispondenza delle sterminate
baie di Kiotari e Gennadi,
la spiaggia più estesa di tutta Rodi. Entrambe sono località
turistiche dell'ultima ora che hanno visto crescere verticalmente l'offerta
turistica di pacchetti all including a partire dalla seconda metà
degli anni '90. Kiotari combina mare a un ambiente di montagna noto per
i suoi corsi d'acqua dolce. Spiaggia smisurata con mare a portata di bambino
segnalato per le temperature più alte che altrove nella regione.
Da qui sono organizzate gite verso la Turchia e il celebre covo storico
turistico di Marmari. Kiotari fa da porticciolo a uno dei più caratteristici
villaggi di Rodi, Asklipiò noto nell'antichità per aver
ospitato un centro ospedaliero simile a quello rinvenuto a Cos. Il paese
costruito sul colle è dominato da una delle più antiche
fortezze crociate oggi piuttosto gravemente rimaneggiata ma dalle panoramiche
stupende verso la costa di Rodi e lo stretto con la Turchia. In paese
giace una delle basiliche più storiche di Rodi quella dedicata
a Panayia (Madonna) con affreschi dell'XI secolo e accanto a questa nei
limiti del vecchio frantoio un piccolo museo forcloristico con tanto di
artefatti del rinnomato artigianato locale: mobilia tradizionale, ricami,
utensileria ecc. ecc.
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Il
meridione di Rodi
A sud di
Gennadi il popolamento si dirada, le strade perdono di larghezza
e il miracolo alberghiero svanisce nel nulla (o quasi). La montagna
prende il sopravvento determinando paesaggi inospitali di difficile
percorribilità. A Gennadi la statale si biforca: un suo settore
prosegue verso sud in direzione Lachaniàs, Chochlakas e Katavia,
fino alla punta meridionale di Prassonissi. Un'altra vira a est
raggiungendo il villaggio crociato di Monolithos sulle coste orientali
di Rodi via Vati e Apolakkià. Da qui si può decidere
di imboccare la statale di Ialyssos, attraversare la montuosa regione
di Ayaviros, il sito archeologico dell'antica Kamiros e raggiungere
da ovest la regione dell'aeroporto.

Lachaniàs
Nel settore
meridionale del golfo di Gennadi a 10km di distanza da quel paese
troviamo la spiaggia di Lachaniàs simile per caratteristiche
a quella di Gennadi ma meno organizzata e più tranquilla.
Lachaniàs a poca distanza nell'entroterra è un villaggio
molto decantato dalle guide turistiche per il suo stile, il suo
attaccamento alle tradizioni e la sua tranquillità. Un misto
di cicladico e neoclassico con diversi tocchi orientaleggianti,
vivacemente colorato è un paese oggi in via di rapido recupero.
E' ben panoramico e di notte promette un filo di fresco maggiore
che non la sempre tiepida costa sullo stretto. Curiosità:
nel 1986 furono girate qua alcune scene del cult "Le vacanze
di una quarantene con protagonista la diva francese Jacqueline Bichet |
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Sempre
lungo la statale e dopo una ventina di minuti di strada da qui si trovano
le spiagge preferite da Captain,
Plimiri sul litorale del comune di Chochlakas e più giù
ancora nelle vicinanze della punta di Prassonissi, Ayios Gheorghios. Due
spiagge chilometriche, la prima un po' più battuta e servita della
seconda nota per quelle sue dune di sabbia che ricordano paesaggi nel
deserto. Il
mare è in entrambi i casi caldo a portata di bambino anche se meno
calmo rispetto a Gennadi e Kiotari.

Poco prima di Plimiri
in corrispondenza di Chochlakas la statale vira verso il continente puntando
in direzione Katavìa il più
meridionale dei villaggi dell'isola noto per il suo artigianato tessile
svolto soprattutto dalle donne del paese. Da qui una strada da poco asfaltata
conduce fino alla spiaggia di Prassonissi,
uno dei paesaggi di mare più estremi di tutta Rodi piazzato come
è tra due mari l'Egeo e il mediterraneo orientale. Trattasi in
realtà di un isolotto che d'inverno si stacca dalla terraferma
per riunirsi con questa durante l'estate attraverso un sottilissimo istmo
naturale. La parte orientale dell'istmo è ben riparata dalla forza
del vento e continua i paesaggi a mare calmo visti a Plimiri. Per contro
la parte occidentale subisce fortissime correnti di vento che rendono
il posto una delle principali palestre di wind surfing di tutta la Grecia.
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Prassonissi
dista 7km
da Kattavia lungo un tracciato asfaltato ed è dotata di un piccolo
ma crescente numero di servizi. Chi decide di farsi trovare da queste
parti in fase di tramonto sarà appagato da uno degli spettacoli
naturali più clamorosi di tutto l'Egeo. Difficile da raggiungere
anche se molto scenico è il faro sulla sponda opposta dell'isolotto.

il faro di Prassonissi
La parte di costa
che dà sull'Egeo fino alle coste di Apolakià (Ayios Georghios)
è un interminabile distesa di sabbia e può essere definita,
vento permettendo, un paradiso per free campers e naturisti. Apolakkià
è raggiungibile da Katavìa lungo un tracciato asfaltato
molto tortuoso passante per il villaggio di Messanagròs. E' un
villaggio rurale di pochi abitanti solo marginalmente sfiorato dal turismo.
La spiaggia locale è poco frequentata e sebbene abbiano fatto anche
qui la loro presenza gli ombrelloni, la loro incidenza è assolutamente
marginale rispetto alla superficie libera. E' un posto esaltato soprattutto
per la luminosità e l'azzuro intenso del suo mare. .
Su un altipiano
desolato nella regione tra Apolakkià e Messanagròs si trova
semiabbandonato un monastero del XVIII noto come Panayia Skiadeni, Maria
di Skiadi dal nome del colle che sovrasta il monastero. Spostato verso
la costa questo luogo sorprende per il silenzio e il senso di solitudine
che emana. La sua posizione rispetto alla costa garantisce buone panoramiche.
Chi apprezza l'arte ecclesiastica bizantina la basilica interna colleziona
alcuni affreschi storici purtroppo malconservati tra cui un'icona ritenuta
miracolosa nella tradizione locale quella della Vergine.
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Monolithos
dista pochi chilometri da Apolakià ed è probabilmente il
villaggio più interessante da vedere nella zona. Questo in ragione
del magnifico monolite che domina la vallata ai piedi del monte Akramitis
e dal quale come chiunque può intuire prende anche il nome. Sulla
vetta di questo gigantesco meteoro alto 236 metri e segnalato per i suoi
maestosi diruppi i cavalieri giovaniti costruirono la loro estrema postazione
difensiva sull'isola di Rodi. La posizione della locale fortezza costruita
nel XV secolo dal Gran Maestro di Rodi d'Aubusson porta immediatamente
in mente scene d'assalto e fiabe piratesche. Grandiose le panoramiche
verso il monte Akramitis le coste adicenti e gli isolotti dell'arcipelago
a partire da Chalki e Alimià. Nei limiti del forte una capella
bizantina Ayios Pandeleimon mitiga il predominante colore franco-crociato
del sito.

La
fortezza di Monolithosè la più a sud delle 4 fortezze impiantate
nel comprensonrio montano di Ataviros dai Cavalieri giovaniti tra il XIV
e il XV secolo. Due di queste stanno sulle isole dell'arcipelago che si
estende a ovest di Rodi, Chalki e Alimià mentre una parecchio septtacolare
si trova a una ventina di chilometri a nord in posizione Kritinia. |
L'insediamento
a valle conserva bene il suo colore e si presta bene per un pernottamento.
A poca distanza da qui si estende la spiaggia a ghiaia fine di Fourni
molto spaziosa, poco battuta dal turismo e tollerante verso il naturismo
e il free camping. Suo grande limite il vento spesso furioso che spira
durante i mesi estivi da nordovest e che rende la balneabilità
non adatta a chi non ha dimestichezza col mare mosso.
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| Monolithos |
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| Monolithos |
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| Fourni |
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| Fourni,
grotte |
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| Apolakia |
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La provincia
di Ataviros
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| kastelos |
kastelos |
kastelos |
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| kastelos |
kritinia
chalki |
Skala
Kamiros |
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| Chalki
arrivo |
Emborios |
Emborios |
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| Chalki
forte |
Chalki
forte |
Chalki
roccia mare |
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| Jiali |
Alimia |
Kamiros |
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| Kamiros |
Kamiros
Athena |
Kamiros
Athena |
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Da
Monolithos parte la via detta di Ialissòs che taglia l'intero tratto
di costa orientale di Rodi per congiungersi con la regione del aeroporto
e più in là con Ialissòs, Ixià e la città
di Rodi dalla quale dista 74km. Monolithos ci introduce nella regione
più montagnosa di Rodi quella di Ataviros che prende il nome dal
massiccio che domina la parte centrale dell'isola. In questa regione dal
popolamento esiguo si concentrano le poche comunità montane rimaste
sull'isola (Siana a sud, Embonas e Salakos a nord) e un piccolo numero
di villaggi di pescatori considerato che qua il mare è molto pescoso.
Il lunghissimo tratto di costa che si estende nello stretto di Chalki
a nord di Monolithos e Siana è totalmente disabitato per almeno
15-20km di strada. Due
spiagge molto tranquille e assolutamente sceniche a Glifada (in posizione
Lakkì) e più a nord a Paleochora a poca distanza da Kritinia.
Il paesaggio marino è qua strepitoso: una barriera di scogli e
isole a poca distanza al largo della costa, appendici marine del monte
Ataviros che va sotto per riemergere di continuo sopra la superficie del
mare.

Kastelos
A est di Paleochora
nel continente montagnoso si trova Embonas, la capitale del vino a Rodi
villaggio tradizionale costruito a 400 metri dal livello del mare su un
burrone dalle panoramiche mozzafiatto. L'artigianato domestico, qualche
basilica storica e le sue taverne sono la sua principale attrazione. Conserva
bene il suo colore tradizionale (domina un dialetto che si avicina all'idioma
greco-cipriota e non è raro vedere qua qualche anziano vestito
alla maniera tradizionale). Da Embonas (Ayios
Isidoros) sono organizzate escursioni verso la vetta più alta del
monte Ataviros a 1216 metri dal livello del mare. 2 ore di sentiero non
impegnativo e fortemente panoramico conducono ai resti di un arcaico tempio
dedicato a Giove. |
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| Kritinia
sulla costa è il principale villaggio della regione ed è
famosa per il cuo "Kastelos", la fortezza crociata lasciata
qua dai magister De Carretto e d'Amboisse nel 15o secolo. Dalle dimensioni
e dalla panoramicità si può dedurre che doveva ospitare
un presidio militare nutrito. E' costruito in asse con le fortezze di
Chalki a sud e Alimià che dovevano invece presidiare Rodi dal mare.
Ne resta poco da vedere ma la ricostruzione tentata in carta da alcuni
archeologi sembra convincere dell'incredibile bellezza del castello: una
muraglia sorprendente circonda il forte che in alcuni suoi punti è
costruita a picco sullae pareti ripide del torrione. Viste strepitose
verso il pelago e gli isolotti circostanti costituiscono un motivo assolutamente
valido per salire fin qua.
Per
il resto Kritinia e il suo porticiolo Skala Kamirou non offrono molto.
La regione è la più povera in assoluto di Rodi e raramente
qua fà la sua presenza qualche turista attratto soprattutto dalla
verginitò di Chalki. Il circondario è dominato dall'ulivo
ed è fondamentalmente rurale. Miele e vitte sono le principali
colture dopo l'ulivo mentre in tutto il tratto di costa si mangia pesce
appena pescato. Bella la spiaggia di Koprià, molto scenica e tranquilla
fatta a ciottoli con pochi tratti di sabbia grezza mentre più appartata
e selvaggia è quella di Amartou.
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Chalki
Chi
volesse completare il giro delle fortezze crociate nella regione non potrebbe
fare a meno dal visitare i due aridi isolotti che si estendono al largo
del porticciolo di Skala a Kritinia, Chalki e l'isola desertica di Alimià.
28km2 di roccia arida, Chalki conta appena 250 abitanti tutti concentrati
nell'unico insediamento dell'isola il porticiolo di Emboriòs.Sorprende
soprattutto per la sua assoluta semplicità e il suo distacco dal
mondo. Il turismo ha poco considerato questo posto colpito d'estate da
un vento implacabile e sprovvisto di spiagge di facile accesso e balneabilità.
Pertanto gli arrivi sull'isola si limitano nel solo mese di agosto e riguardano
eclusivamente i puristi dell'Egeo costoro cioè che cercano situazioni
di libertà in ambiente vergine e che sono disposti ad affrontare
l'asprezza del paesaggio e l'assenza di servizi in cambio di una vacanza
nel segno della tranquillità e del distacco.

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| Il
porticciolo di Emboriòs è uno dei più autentici
paesaggi urbani del Dodecanneso e può essere considerata
una riedizione in arte povera del vicino porto di Simi.
E' un villaggio fine-ottocentesco che si crea con l'abbandono
della vecchia capitale Choriò e lo spostamento della popolazione
dalle radure montane dell'isola alla costa. Il vecchio borgo era
costruito sull'altipiano e in posizione impervia a ridosso della
massiccia fortezza crociata che doveva difendere Rodi dagli assalti
provenienti dall'Egeo. La fortezza di origini molto probabilmente
bizantine fù ricostruita dalla famiglia feudale degli Assanti
di Ischia affiliata ai Cavalieri nel XV secolo. E' fortemente
panoramica e garantisce uno dei tramonti più romantici
mai visti nel mar Egeo con sfondo gli isolotti dello stretto,
le coste di Rodi e l'imponente Ataviros.

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Grazie
alla pesca e alla raccolta della spugna il piccolo oggi centro di emboriòs
arrivò a contare fino a 4 mila abitanti nei primi decenni del secolo
scorso. Le dimensioni e la ricchezza dell'abitato tradiscono tempi sicuramente
migliori di oggi. Il declino comincia attorno agli anni '30 con la massicia
emigrazione oltreoceano dei suoi abitanti che si verifica ai tempi dell'amministrazione
coloniale del Dodecanneso. I segni di questo indiscusso ciclo di benessere
sono ben visibili nella "archontikà" le case dell'aristocrazia
marittima del posto tuttoggi ben conservate attorno al Palazzo del governo
di memoria fascista.
Solitamente il giro
comprende un tuffo nellle acque della vicina spiaggia di Pontamos l'unica
veramente balneabile e provvista di alcuni elementari servizi spiaggia
dell'isola. Dal porticciolo alcuni pescherecci fanno il giro per le restanti
spiagge assolutamente vergini e sprovviste di acqua potabile: Trachia
(spiaggia a ghia sul lembo di un promontorio), Ftenagia (da poco dotata
di una taverna e di alcuni servizi), Sarri, la bellissima Kania e l'incredibile
Dyo Yialia spiaggia che può essere visitata anche a piedi lungo
un sentiero ostico che rivela in pieno la rudezza e la nudità del
posto. Queste spiagge non sono nè alla portata di bambini nè
a quella di chi non ha una buona dimestichezza con il nuoto. Sono spesso
colpite da correnti e raggiungono subito fondali bassi. Sono invece ben
consigliate agli amanti del subacqueo e della pesca considerato che nello
stretto il mare è molto pescoso. |

Pandamos
Sempre
per caicco sarà possibile spostarsi fino al faraglione e le grotte
marine di Kelià, roccia scolpita dal mare e scogliera di sicuro
effetto scenico. Oppure verso l'isolotto di Alimià con la sua
bellissima spiaggia ripatata e i resti della fortezza crociata costruita
da D'Aubusson alla fine del XV secolo. Offre buone occasioni di esplorazione
subacquea e mare molto pescoso. Completano il breve soggiorno a Chalki,
una passeggiata per il colorito insediamento in larga parte oggi abbandonato,
un giro per i vicoli lastricati della triste Choriò, un bicchiere
di birra gelata e un piatto di pesce alla griglia in una delle taverne
del pittoresco porticciolo.

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Kamiros
Tornati
a Rodi a una ventina di chilometri a nord di Scala e con il monte Ataviros
alle spalle si estende il secondo per importanza sito archeologico di
Rodi dopo Lindos, l'immensa città di Kamiros, una delle più
distese aree archeologiche della Grecia intera. Centro dorico importante
a partire dal XII secolo aC venne scoperto nel solo 1928 da archeologi
prima inglesi e poi italiani. Nonostante le sue notevoli dimensioni è
poco conservata essendo ripetutamente saccheggiata da "fedeli"
e "infedeli". Costruita in modo anfiteatrico sulla base di un
piano regolatore ideato dal più famoso urbanista dei tempi classici,
Ippodamo, fu prima abbandonata dai suoi abitanti (che nel IV secolo aC
si spostano nei limiti dell'attuale capoluogo) e poi distrutta da un terremoto
nel 229 aC e da un secondo all'incirca un secolo dopo. Probabilmente in
quel periodo fu distrutto anche il tempio di Athena e la famosa stoa.
Oltre che nel museo archeologico interno all'area archeologica, reperti
di Kamiros sono esposti a Rodi e in diversi musei esteri. |
L'area
archeologica di Kamiros sorprende soprattutto per le sue dimensioni. Dai
resti è dimostrato che la città era costruita su tre livelli
senza alcuna forma di fortificazione (manca infatti, l'Acropolis). Su un
livello più elevato troviamo il tempio dorico di Atena di cui si
salvano alcune colonne, il peribolo e le fondazioni. L'acquedotto datato
tra il 6o e il 5o secolo aC, è la costruzione meglio conservata sul
luogo con le sue tubazioni in terracotta. La stoa di età ellenistica
(3o secolo aC), con l'altare e le sue due file di colonne doriche che supportano
un'arcitrave scolpita di iscrizioni ci introduce nel secondo livello. Sotto
la pavimentazione si scorge la rete di rifornimento idrico del sito. Conduceva
all'Agorà (Forum) di fronte alla piazza delle fontane, e doveva rappresentare
un punto nevralgico della vita civile e religiosa ai tempi. Infine nel terzo
livello nella parte nordorientale del sito una serie di altari dedicati
a diverse divinità (Agathos Daemon, Artemis, Zeus, Poseidon ecc.).
Dietro le fondazioni del tempio di Athena Camiriade si trovano delle catacombe
protocristiane e un piccolo monastero bizantino oggi abbandonato. |
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| Lindos
sul web |


Scriveteci le vostre impressioni
su Rodi. Paesaggi, mare, servizi,divertimenti. Molto gradito il materiale
fotografico. Lo pubblicheremo: haris@iol.it

Klotari

ALPHA GUIDE, Rodos,
Desmi Ekdotiki, Athens, anche in italiano
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Lindos

Kamiros, Kastelos

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