Isola staccata nell'Egeo centroorientale, Ikaria rimane tuttoggi al margine delle guide turistiche limitando gli arrivi a chi cerca sollievo tra le sue rinomate fonti termali tutte quante concentrate attorno al capoluogo di Ayios Kirikos. Il nome dell'isola non poteva che derivare dal celebre mito di Icaro eroe leggendario che sfugge in volo dalle prigioni di Minosse insieme al suo padre Dedalo indossando un paio di ali gigantesche di panno e canne attaccati con la cerra: un antennato immaginario si direbbe di Patrick de Gayardon oppure dei primi piloti avventurieri della fine dell'ottocento con i quali Icaro condivide la morte tragica. Icaro infatti volò alto sopra le montagne di Creta, talmente alto da sfiorare il sole: ma stregato da tanta emozione non fece bene i conti il calore sciolse la cerra e il povero Icaro si precipitò al mare che da quel momento prende il suo nome, Icarion Pelagos, mare di Icaro. Sconsolato Dedalo si ritirò a Kimi in Eubea donando le ali di suo figlio al tempio di Apollo. Al suo ingegno l'antichità classica accorderà il titolo del fondatore di tutte le scienze e delle tecniche mirate a agevolare il lavoro umano.

Estesa su una superficie di 270 km2, Icaria è una striscia di terra lunga un'ottantina di chilometri che si dirige in diagonale da nordest a sudovest. La lunghezza costiera è di 255km mentre l'intera superficie insulare, è con rare eccezioni, montagnosa: il monte Etheras la attraversa praticamente tutta superando per ben 4 volte i 900m di altezza nel settore sudoccidentale dell'isola e una volta i mille sopra il capoluogo nel settore nordorientale (terza vetta più alta del mar Egeo). L'irregolarità del territorio (e la povertà di mezzi) ha da sempre reso problematiche le comunicazioni tra le due coste dell'isola tanto che si possa addirittura parlare di due isole in una. Molto ricca per conseguenza la varietà di microambienti: il versante sudoccidentale di Etheras subisce gli effetti di una perdurata aridità che si estende a macchia d'olio grazie agli incendi spesso violenti degli ultimi anni su un raggio sempre più ampio. Molto più verdi le regioni umide a nordovest di Icaria e quella attorno al capoluogo graziate da innumerevoli corsi d'acqua in discesa dal monte verso il pelago. La macchia è qua ben conservata con diverse aree boschive tra pineta, castagni, cipressi e platani. Nella parte centrale dell'isola domina infine l'ulivo e le piante secche, l'ambiente si insecchisce notevolmente per preparare il terreno ai paesaggi lunari del sudovest.
L'isola conta in tutto 8 mila abitanti equamente divisi tra la regione del capoluogo Ayios Kirikos a sudest (attorno a cui sono concentrate le terme), quella di Evdilos al centro e quella infine di Raches e delle sue frazioni montane a nordovest. Il turismo è tradizionalmente rivolto nella regione del capoluogo e nel vicino villaggio di Thermà dove sono concentrate 4 delle 8 fonti termali dell'isola. Sta velocemende emergendo invece la linea di costa che dal porto di Evdilos a nord porta al villaggio di Armenistìs, dove sono distribuite le tre località balneari più valorizzate di Icaria, Yialiskàri, Messaktì e Livadi. Di fronte a Ayios Kyrikos a poche miglia di nave si trova l'argipelago di Fourni Korseòn, 12 isole sullo stretto tra Icaria e Samos di cui la principale, Fourni garantisce da sempre tranquillità e distacco dal mondo dell'automobile e della rete.

Evdilos e Ayios Kirikos sono collegati con Pireo e Rafina lungo le linee per Karlovassi e Pitagorio (Samos). Ayios Kirikos è collegata con alcune isole del Dodecanneso e delle Cicladi (tra cui Paros e Myconos). Icaria è da poco collegata pure in aereo una volta al giorno d'estate con Spata (Atene) e 2 volte alla settimana con l'aeroporto di Salonicco. Durata di viaggio da Pireo una decina di ore con la nave convenzionale, 4 ore con il superfast e 40' in aereo.

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Ayios Kirikos

Ayios Kirikos

Ayios Kirikos

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Faros

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Drepano

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Fourni

Thimena

Magaanitis

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Evdilos

Evdilos

Evdilos

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Evdilos mare

Kambos mare

Kambos

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Theoktisti

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Yialiskari

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Yialiskari

Armenistis

Armenistis

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Nas

Raches

Raches Chalaris

Storicamente Icaria è una colonia di Mileto e condivide le vicende storiche della vicina Ionia e soprattutto di Samos, passando sotto il suo controllo ai tempi del tiranno Policrate, nell'ultima parte del VI secolo aC. Esistevano principalmente allora quattro centri: Enoi, la città del vino a nord, Nas, dove l'oracolo (Tempio di Artemide) sempre a nord, Thermà a sudest già allora nota per le proprietà terapeutiche delle sue terme (fu distrutta da un terremoto nel 205 dC) e infine, sulla punta nordorientale Drepano, capitale militare e bastione difensivo di Icaria a partire dai tempi di Alessandro il Macedone. Niente di particolare se non per Thermà, le cui sorgenti termali sono citate da Erodoto e più avanti studiate nelle loro proprietà curative dal fondatore dela medicina Ippocrate.

il kastro di Nikarià nel centro di Ikaria è la più imponente struttura difensiva lasciata dai bizantini sull'isola

In tempi romani e lungo l'intero medioevo bizantino, Icaria rimane al margine delle vicende politico-culturali del tempo, sotto i romani come terra di esilio, nel medioevo come terra di pirati e di eremiti in agoniosa ricerca di solitudine esistenziale e contatto immediato con Dio. Quel che attorno all'anno 1000 sorprende il visitatore è l'assoluta povertà dell'isola, la sua dispersione nello spazio e una certa tendenza alla comunione dei beni e alla mancanza di classi sociali. Queste radici non saranno perse nel dopoguerra da quando Icaria diventa il "kokkinos vrachos", la roccia rossa, in ricordo delle azioni di furiosa resistenza al nazifascismo allora condotte dall'EAM (fronte partigiano molto legato ai sovietici) che per essersi trasformata in terra di deportazione soprattutto di comunisti e questo almeno fino alla restaurazione della Repubblica tra il 1973 e il '74. Il celebre compositore Mikis Teodorakis fù uno dei 13 mila deportati a Ikaria che comunque non disponeva di un vero e proprio campo di concentramento ma limitava la detenzione agli arresti domiciliari. Le prime moderne strutture civili su quest'isola saranno impiantate proprio da questi soggetti nella loro maggioranza in possesso di un'istruzione superiore e capaci delle più svariate professionalità.

deportati a Ikaria

Ayios Kirikos e le terme

Ayios Kirikos la moderna capitale dell'isola, accoglie il visitatore sulle ali di Ikaro, il monumento che ricorda il leggendario eroe noto come Ikariada che decora il porto. E' un centro piuttosto umile esteso su una superficie cullinare parecchio ampia nella cui parte settentrionale si concentrano i quartieri più "storici" (sette-ottocenteschi) e interessanti da vedere noti come Sevdali e Fleves. Non dispone di attrative particolari se non un piccolo museo archeologico e la cattedrale di Ayios Nikolaos, caratteristica nelle sue dimensioni e geometrie, ricorda bene quelle di Samos: da qui parte una galleria sotterranea che porta nelle omonime grotte, un tempo rifugio della popolazione ai pirati. Nei dintorni di Ayios Kirikos vi sono alcune buone spiagge ben riparate dal venti tutte quante a sorgenti termali, tra cui Lefkada a sud del capoluogo e soprattutto Thermà a 1,5km di strada in direzione nord che concentra anche la massima parte degli arrivi di pazienti sull'isola.

Le proprietà curative di queste sorgenti sono note fin dai tempi classici e vennero apprezzati dai macedoni, dai romani e molto più di recente dai conquistatori ottomani: sono altamente radioattive e raggiungono temperature che vanno dai 44 ai 59 gradi centigradi. Producono benefici contro reumatismi cronici (artriti), osteoporosi, nevralgie e dolori muscolari, problemi cardiocircolatori e respiratori, disturbi dermatologici e ginecologici. Alcune (Glifada, Moustafà) si trovano a mare in prossimità della costa (molto rilassante nuotare nei loro limiti) altre invece si sviluppano a terra in prossimità di appositi stabilimenti dotati di vasche e stanze vaporose che ricordano i hammam orientali. Ben frequentate sono quelle di Apollo, Artemide, Mustafà e quella delle grotte (Spileon) nel villaggio di Thermà, quella comunale di Ayios Kirikos, quella di Kliò a Lefkada e quella nota come Athanato Nerò (acqua immortale) nella regione di Xilosirtis, le cui acque hanno proprietà diueretiche molto spiccate. Xilosirtis leggermente più a sud della capitale, è nota per la sua cattedrale anch'essa segnalata per geometrie e dimensioni e per il fatto di disporre della spiaggia a ghiaia più estesa e tranquilla di tutta la regione. Sopra Lefkada e prima di arrivare a Xilosirtis, con vista sul pelago un monastero settecentesco tutto di pietra e dedicato alla Vergine (Evanghelistria), offre un'ottima occasione di passeggiata in natura.

Da Ayios Kirikos, si aprono occasioni di gita di buon livello da compiere in auto o via mare a bordo di piccole imbarcazioni (sea taxis): la più gettonata è quella diretta verso Fanari (Faros) sulla punta nordorientale dell'isola, spiaggia ultrachilometrica di ottimo livello con un piccolo sito archeologico nei dintorni:la torre di Drakano, una rocca circolare alta 12m di età ellenistica costruita nel IV secolo aC con tutto attorno i resti di mura risalenti in quel periodo. Tra i meglio conservati monumenti del periodo alessandrino, la torre di Drakano serviva per controllare lo stretto con Samos e venne per errore bombardata ai tempi della rivolta agli ottomani dallo stesso ammiraglio della flotta ellenica Sachtouris. Faros sta conoscendo un enorme boom di arrivi per la qualità delle sue acque, per la sua vicinanza all'aeroporto e per il buon stato del tratto asfaltato che la unisce a Ayios Kirikos. Per chi volesse scansare la cogestione (comunque poco probabile su Faros) da Drakano un sentiero conduce a due piccole spiagge deserte, quella di Ai Giorghis e quella molto segnalata di Ierò entrambe a sabbia, molto tranquille e aperte al free camping. Tra le innumerevoli grotte di Ierò avrebbe trovato stando al mito la morte, il Dio Dioniso.

Mare libero tutto da scoprire tra i capoluogo e Faros nei pressi dell'aeroporto: Keramè, ben selvaggia tra le dune di sabbia e la roccia ripida, quella molto scenica di Nealia dominata du un meaestoso monolite che incute soggezione già dal nome (Demonopetra, la pietra del demonio), Nifi e diverse altre ancora. Difficile da raggiungere ma meritevole di nota è Prioni nelle vicinanze di Thermà,

Non meno interessante la regione montana sotto la vetta più alta del monte Etheras cheda queste parti tocca i 1053m di altezza dal livello del mare. Frazioni piccole sparse per le vallate e i colli molto ospitali nelle loro osterie popolari (incredibili le porzioni a prezzi molto accessibili) e atmosferisci con tutto quel corredo di campanili, piazzette, umili casette di pietra e stradine lastricate. Grandi panoramiche e favolosi tramonti con sfondo l'arcipelago di Fourni e le isole del Dodecanneso: Katafiyì, Perdìki, Kioni sul litorale e soprattutto Ploumàri, valgono bene un giro pomeridiano-serale. Il tragitto incrocia non pochi fortini, impiantati in successione tra loro tanto da rendere facile la trasmissione di segnali in caso di pericolo. Le loro origini si perdono attorno all'anno 1000 mentre la meglio conservata è quella di Kapsalinò raggiungibile da un sentiero che parte dal villaggio di Mavrato risalendo fino alle vallate più alte del monte Etheras. Attenzione alle strade: non sempre asfaltate e di notte malilluminate nascondono non poche insidie e richiedono la massima attenzione.

Magganitis e Karkinagri

Il giro paesaggisticamente più interessante, sempre per mare porta da Ayios Kirikos a Playià e Magganitis e di là a Karkinagri, il "Wild West" di Ikaria, la più estrema, arida e disabitata contrada dell'isola. Oggi sono meglio collegate per traghetto ma fra poco il tratto di strada asfaltata da Magganitis a Karkinagri (la punta sudoccidentale di Ikaria) sarà completato. Il percorso garantirà un'esperienza assolutamente memorabile per grado di rischio e panoramiche mozzafiatto. Già l'ultimo tratto da Playià a Magganitis dà un ottimo assaggio di quel che si prevede con l'apertura della Magganitis - Karkinagri, strada strappata da un blocco di roccia mai solcata fino ora dall'uomo. Il villaggio di Magganitis appare improvvisamente al termine di una galleria che svela un umile villaggio di pescatori inerpicato sulla roccia granitica con al centro una maestosa cattedrale dallo stile simile di quelle viste a Samos. Sotto la galleria, "creata dalla galleria", la spiaggia più bella di tutta l'isola, di certo una delle più spettacolari spiagge di tutta la Grecia, Seychelles, blocchi di roccia a strapiombo che ogni tanto aprono minuscole insenature dalla sabbia bianchissima. Il colore dell'acqua rapportato al biancore annabbagliante della roccia ricordano ambienti tropicali da cui anche il nome di questa spiaggia ancora totalmente libera di servizi.

Seychelles

Chi decide di proseguire in barca fino a Karkinagri potrà ammirare le incredibili formazioni geologiche di questo tratto di costa, delle vere e proprie sculture naturali su roccia alcune molto spettacolari. Vengono chiamate dai locali con il nome di louros è sono il prodotto dell'erosione idrica e eolica. La durata di viaggio è all'incirca di un'ora e rappresenta il momento più emozionante del giro a Ikaria. Karkinagri, 200 abitanti per lo più pescatori non ha ancora conosciuto la civiltà dell'automobile e rimane uno dei paesaggi più rudi e isolati di tutto l'Egeo. Soli tre traghetti alla settimana la uniscono con Ayios Kirikos da cui dista un'ora e quaranta minuti di viaggio. A poca distanza da qui uno dei fari più spettacolari dell'Egeo, quello di Kavo Papàs segna con l'intensità della sua luce, l'estremità sudoccidentale dell'isola. Karkinagri ha un ottimo mare, molto pescoso che attrae d'estate molti amici del subacqueo e del campeggio libero. Ha capacità limitate di accoglienza considerate le carenze in servizi di base (corrente, acqua potabile). Ma la strada (che avanza) porterà la corrente e la corrente anche l'acqua strappando questo angolo della "Hidden Greece" dal suo splendido isolamento.

Fourni

Sempre dal porto di Ayios Kirikos a meno di mezz'ora di traghetto è raggiungibile l'isola di Fourni, la principale delle 12 isole dell'arcipelago di Korseòn posizionate nello stretto tra l'isola di Samos e Ikaria. Viste dall'alto queste isole sembrano un'estensione sul pelago del monte Kerketeas che rissucchiato dal pelago si rialza di continuo creando una successione infinita di isolotti e scogli. Fourni è tra le capitali della pesca nel mar Egeo e dispone di una delle flotte di pescherecci più avanzate spesso equipaggiate da abili pescatori egiziani. Conta due mila abitanti distribuiti tra l'isola principale e l'isolotto di Thimena esattamente di fronte. Non conosce ancora l'automobile mentre i collegamenti via mare con Ikaria, Samos e Patmos subiscono spesso delle interruzioni a causa del terribile "bugasi" corrente di vento che spesso si abbatte nello stretto. Principali punti di raccolta del turismo che comunque interessa solo marginalmente l'economia dell'isola, il piccolo centro balneare di Chrissomilià, leggermente a nord del porto di Fourni sullo stesso versante di costa e in misura minore Petrokopi. Il resto del territorio è un immenso pascolo: il bestiame è in genere trasportato su piccole imbarcazioni qua e là per l'arcipelago a seconda dello stato della vegetazione.

Fourni, è sicuramente più arida di Samos avvicinandosi per grado di aridità alle isole del dodecanneso settentrionale. Non ha aree boschive ma costituisce una vera riserva naturale per molte speci arbustive. Piante basse, secche e aromatiche (tra cui il rosmarino che dà il nome all'isola di Thimena), ideali per infusi e condimenti, popolano l'isola permettendo lo stazionamento di molti uccelli migratori. Grazie al divieto della caccia, Fourni assume un interesse ornitologico molto elevato che porta sull'isola diversi studiosi della materia. La sua costa frastagliata lunga nel complesso 126km, crea continue insenature riparate che ai tempi del tirrano di Samos Policrate offrirono riparo alla sua flotta militare, la terribile Sàmena. Nel medioevo furono i corsari a popolarle con le loro scalcagnate imbarcazioni mentre oggi fanno da ormeggio alla notevole flotta di pescherecci locale e sempre più spesso a yacht e imbarcazioni turistiche di trasporto.

Fourni hanno scarse potenzialità di attrazione del turismo. Appena 4 sono le pensioni segnalate mentre l'assenza di strade rende le spiagge difficilmente accessibili se non via mare dal porticciolo. A parte Chrissolmilià ormai capace di offrire anche servizi di permanenza tutte le altre sono ancora pressocchè deserte: Kambi, Petrokopio, Elidaki, Ag. Ioannis, Kasidi, Glyfada, Vitsilia e Poulos, sorprendono soprattutto per la loro verginità e ovviamente non sono consigliabili ai non esperti o a chi necessita di servizi. A Kamari va segnalata la presenza di un insediamento arcaico sprofondato nel mare che offrità buone emozioni agli amici del subacqueo. A Petrokopi invece sono ben visibili le antiche miniere insieme ad altri resti di un accampamento arcaico. Tante le chiesette sparse qua e là per i colli mentre un sentiero raggiunge le mura ciclopiche a livello del colle di Ayios Georghios con viste maestoso su questo groviglio di isole e promontori. Molto pescoso lo stretto tra l'isola principale e Ayios Minas l'isolotto a est dove ha sede una delle spiagge più belle dell'arcipelago. Il capoluogo è essenziale ma ben panoramico e sicuramente molto atmosferico specialmente di notte tra le taverne in riva al mare. Piccole osterie pronte ad offrirvi a costi contenuti una porzione dal pescato non mancano, anche se ridotti al limite sono tutti i restanti servizi di intrattenimento notturno.

Evdilos e Armenistis

E' soprattutto, nel tratto di costa che va dal porto di Evdilos a Armenistis che si concentra la massima parte delle attività turistiche di Icaria a ridosso delle grandi spiagge a sabbia di Jaliskàri, Kambos, Evdilos, Livàdi, Messaktì e la splendida Nas attorno al villaggio costiero di Armenistis. Evdilos è direttamnte collegata oltre che con Pireo con i porti di Samos Karlovassi e il capoluogo Vathì mentre Armenistis è lo sbocco sul mare del secondo centro più grande dell'isola, Christòs Raches, un borgo caratteristico costruito sull'altipiano nell'immediato entraterra. Questa è anche la parte più verde dell'isola, la più percorsa di corsi d'acqua e quella che meglio si presta a marce brevi verso i monasteri e le località di montagna. E' inoltre questa la culturalmente più autentica regione di Icaria, il posto che meglio rispecchia lo spirito particolare dei locali in confronto al tempo e in rapporto alle festività (panighiria).

il celebre tramonto di Nas

Evdilos

Evdilos (foto), in italiano "evidente", chiamata così per la posizione esposta al pelago aperto, dista 40km di strada asfalta da Ayios Kirikos. E' un centro di costituzione recente visto che il pericolo dei pirati nel medioevo rendeva improbabile la sopravvivenza di un centro abitato sul mare. Ha in tutto, due secoli di storia ed è stata capitale dell'isola durante il secolo di dominazione ottomana (1834-1912). Nonostante ciò conserva bene un proprio colore tradizionale anche sul piano architettonico: stradine lastricate in salita, casette di pietra sbiancate, il tutto in una cornice verde molto suggestiva che rende all'abitato il titolo dell'insediamento più pittoresco di tutta l'isola. Mare molto esposto al Meltemi specialmente in Agosto diventa una delle capitali del wind surfing a Ikaria. Vicino a Evdilos si trova il più fiorente insediamento arcaico dell'isola, Inoi (Enoe), da cui il sito archeologico di Kambos, nelle vicinanze. L'Odeon (conservatorio) di recente recuperato dal ministero dei beni culturali, è la costruzione meglio conservata del sito.

Nella frazione di Kambos troviamo una ricca esposizione museale di reperti rinvenuti nel sito archeologico di Inoi. La loro origine si estende con una certa continuità, dal periodo geometrico a quello romano, passando per i tempi classici e quegli ellenistici. Sempre sul colle di Ayia Irini, in località Palatia a tre chilometri a ovest di Kambos giace in ruderi un piccolo insediamento medievale risalente ai tempi bizantini. E' tuttora salva qua la chiesa di Ayia Irini dell'XI secolo, la cattedrale dei genovesi, costruita ai tempi del controllo franco-crociato che seguì i bizantini. Non facile da raggiungere nell'entroterra sulla punta di un colle il forte che dà il nome tradizionale a Ikaria, Nikarià, in posizione Kasikia, costruito dai bizantini poco dopo l'anno 1000. Fortemente panoramico con viste su entrambe le coste di Ikaria è noto anche come Avato, vale a dire "Inespugnabile", "Inaccessibile", e nasconde tra i suoi segreti la capella di Ayios Georghios di certo una delle più tradizionali dell'isola. Infine, vicino a Kambos in posizione Pighì si trova il monastero architettonicamente più interessante di tutta Icaria, Theoktisti la cui capella principale è stata letteralmente strappata dalla roccia cavernosa. Il suo nome tradotto richiama l'origine divina della sua costruzione ed è ricco di affreschi in stile atonita di grande valore storico. Molto pronunciato l'aspetto festaiolo dei locali sia a Evdilos sia nelle frazioni montane del borgo che soprattutto nella pittoresca Karavostamo, villaggio di pescatori tra i più belli di Ikaria con ben tre sagre popolari festeggiate al ritmo del sirtòs con tanto di cibarie a base di capretto e vino rosso rispettivamente il primo, il 26 luglio e il giorno di ferragosto.

Solitamente Evdilos diventa un punto di approdo a Ikaria mentre il turismo si rivolge nelle due località di più recente sviluppo Armenistis, Livadi e Jaliskàri che fondano il loro successo ai loro sabbioni caraibici: spiagge a sabbia impossibili da riempire, mare pulito e fondali bassi, peccato però che non sempre garantiscono le condizioni alla balneabilità durante i mesi estivi. Ricordiamo che le coste settentrionali dell'isola sono completamente scoperte alle fortissime correnti di vento (meltemia) che interessano il mar Egeo tra luglio e agosto cosa che rende queste spiagge difficilmente fruibili per i non esperti. Molti sono stati i casi di perimento per disattenzione o sopravalutazione delle proprie capacità in tutta la regione. In ogni modo in quasi tutte le spiagge attorno a Armenistis si riscontra uno scenario a pineta molto rigogliosa alimentata da innumerevoli corsi d'acqua che scendono dal monte. Questi creano un po' ovunque cascate e laghetti molto suggestivi habitat di tartarughe e pesci d'acqua dolce. Nei momenti di vento rappresentano una buona alternativa di rinfresco al mare agitato all'occasione addato ai soli amici del wind surfing.

Armenistis

Scoperte dagli amanti dell'avventura e del campeggio libero negli anni '80 le spiagge di Messaktì e Livadi sono in agosto quasi sempre disturbate dal "meltemi" che quando invece non spira svela due spiagge di assoluta bellezza dalla sabbia bianco annabbagliante e dal mare di un azzurro imparreggiabile. Messaktì è la meglio organizzata delle spiagge dell'isola sul fronte dei servizi e probabilmente la più a portata di bambini. Idem Yialiskàri, sabbione smisurato e segnato dalla chiesetta dal trullo azzurro che domina il promontorio: fù teatro di pesanti battaglie nella seconda guerra mondiale e soprattutto ai tempi della guerra civile che ne seguì. La più scenica e fotografata delle spiagge della regione rimane senza dubbio quella di Nas a ovest di Armenistis, piccola baia sabbiosa con annesso un corso d'acqua che sfoccia sul mare aperto: ricavata dalla roccia che la circonda, è purtroppo - causa vento - raramente aperta alla balneazione (ci si limita spesso a un bagnetto nelle acque dolci del fiume Chalaris e dei laghetti che quello crea lungo il suo corso) e rimane soprattutto rinomata per il suo tramonto, uno dei migliori in assoluto di tutto l'Egeo. La zona comincia timidamente a conoscere i primi servizi essenziali al turismo tra cui alcune taverne molto gustose. Conserva un buon interesse storico a causa del tempio di Artemide (Diana) dea protettrice dei marinai nell'antichità, fondato sembra, ai tempi dell'ingegnoso tiranno Policrate di Samos (VI secolo aC). Fu distrutto dalle comunità protocristiane in un gesto di rivincita alle persecuzioni animiste: sembra che la testa della Dea fu gettata nel Chalaris.

Christòs Raches

Christòs Raches a 500m dal livello del mare è decisamente il più rappresentativo dei paesi di Icaria e dista 8 km da Armenistis nell'entroterra. E' giustamente chiamata il balcone di Icaria proprio per le viste sul mare che rende possibili sia a nord che a sud e per i suoi straordinari tramonti. E' architettonicamente molto suggestiva ed è nota soprattutto per la proverbiale lentezza e l'indole festaiola dei suoi abitanti: quella si scatena in occasione delle due festività religiose delle prime due settimane di Agosto (di Cristo, il 6/8 e di Maria, il 15/8) con feste che si protraggono per tutta la notte. E' in quelle occasioni che si può provare il famoso capretto di Icaria fatto solitamente allo spiedo da accompagnare al brusco locale, un vino rosso molto intenso ricavato dalla varietà locale di vite Fokianòs. Dal paese è possibile intraprendere marce in natura verso le frazioni montane del sudovest: verso lo storico convento di Moundés del XIII secolo nelle immediate vicinanze, fortemente panoramico e sommerso nella più folta vegetazione; oppure ancora si potrà seguire la via del Chalaris, il fiumicciatolo che conclude il suo corso alla spiaggia già ricordata di Nas, fino ai laghetti di Profeta Elia e Pesi, due località di montagna, sommerse nella pineta, i castagni e l'abete; un'altro sentiero porta a Ammoudià, probabilmente la più panoramica delle località di Icaria ai piedi di un torrione imponente, e da lì verso la regione di Karkinagri; poco più a sud infine, Lagadas, regione montana ricca di acque, sede di un lago artificiale, habitat di uccelli migratori e ocche.

Per i più allenati infine un sentiero ben tracciato passante per il villaggio semiabbandonato di Vrakades porta dopo tre ore di marcia a Magganitis attraversando le vallate del settore meridionale di Etheras che in questa zona raggiunge quattro volte i 900m di altitudine.

Le osterie di Ikaria sono tra le più economiche delle isole dell'Egeo e si distinguono per l'abbondanza nelle porzioni. Pesce fresco e molto economico in tutti i villaggi costieri a Karavostamo, Kioni, Avlaki, Faros, Xilosirtis, Maganari, Karkinagri e sulle isole Fourni. Lo stretto tra Ikaria e Fourni garantisce il pescato più abbondante. Carne di capretto, allo spiedo, bollito oppure alla brace, tra i villaggi di collina e a Christòs Raches, Arethousa e Ploumari in modo particolare dove è molto sviluppata anche la produzione casearia (kathoura, copanisti, gruviere, ecc.). Polpette a base di carne e ceci, oppure carne e zucchine. o ancora gemistà pomodoti e peperoni ripieni di riso molto speziati. Tanti dolciumi a base di miele e un curioso gelato al latte di capra. Miele di rosmarino di ottimo livello.
Ikaria sul web

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la celebre spiaggia di Messakti

Theoktisti