
Melina
Merkouri, la Sophia Loren del noir greco in Never on Sunday |
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Chanià
è il secondo per importanza centro di Creta dopo Iraklion con all'incirca
60 mila abitanti. E' il secondo più probabile punto di approdo
a Creta essendo collegata via aerea con Atene e Salonicco, 4 e 1 volte
al giorno, e con diversi scali internazionali durante l'estate. Via nave,
è collegata direttamente con Pireo dal porto di Souda e con i porti
di Patrasso, Ancona e Bari.

Nota
dai tempi della Serenissima come Canea è per bellezze storico-architettoniche
e secondo tutte le testimonianze la più caratteristica delle città
di Creta. Domina uno spiccato sincretismo culturale che si manifesta nelle
infinite sovvrapposizioni di ritmi e stili impressi nel borgo vecchio:
un incontro tra oriente e occidente assolutamente originale che sintetizza
nella sua pianta urbanistica l'apporto di bizantini, genovesi e franco
- veneziani ma anche arabi, turchi, armeni e ebrei. Gli uni accanto o
sopra gli altri in un puzzle di civiltà apparentemente in convivenza
ma molto spesso in competizione tra loro. Tra i vicoli di questo borgo
per decenni dopo la guerra abbandonato e popolato di night e locali di
piacere fu girato un classico della cinematografia greca stile noir, il
Never on Sunday (Jamais le dimanche con Melina Merkouri) vincitore di
parecchi premi Oscar nell'ormai lontano 1960.
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L'insediamento
stabile a Chanià risale ai tempi preminoici come testimoniano gli
scavi di Kasteli il quartiere a est del porto. Qua le ruspe portano alla
luce un'incredibile sovrapposizione di strati di resti che testimonia
una grande continuità storica a favore dell'insediamento: dal cosidetto
periodo "pre-palazzo" (i primordi della civiltà minoica
2300-1700 aC) si attraversa la civiltà micenea, l'era geometrica
(il medioevo arcaico), l'età classica, ellenistica e romana. Nell'antichità
classica Chanià era chiamata Kidonia (nome oggi portato dalla provincia)
e conservava una discreta importanza.
Nacque qui il più celebre degli scultori, Fidias, autore del tempio
interno al Partenone.

Il
nome Kidonia fu conservato lungo i tempi romani e durante la prima parte
dell'amministrazione bizantina che si concluse nei primi decenni del IX
secolo. A quel punto esso entra in disuso lasciando spazio libero a quello
corrente, Chanià, dall'arabo Al Hanim: gli arabi strapparono ai
bizantini la città e nonostante non mantennero a lungo l'amministrazione
si fissarono stabilmente nel territorio, ospiti di questi ultimi. Laddove
oggi sorge Aktì Miaouli il viale che costeggia il quartiere a ovest
del porto, allora si estendeva la borgata di Koum Kapì, il ghetto
beduino, tuttoggi caratteristico per colori e atmosfera.
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I
bizantini che riprendono il controllo della regione nel XII secolo affrontano
un periodo buio in cui il ricatto di pirati e forze ostili mette più
volte a ferro e a fuoco la città. Alla fine Bisanzio cede la difesa
della città alla Serenissima che ai primi del XIII secolo fa di
questa provincia l'avamposto del suo dominio nel Mediterraneo orientale.
Venezia, investe tantissimo su questo fronte piantando fortini un po'
ovunque nella regione, a Chanià come nel golfo di Souda, a Kissamos
e sull'isolotto di Gramvoussa nell'estremità nordoccidentale di
Creta sulla punta della penisola di Korikou. In città, imponente
l'infrastruttura militare impiantata dai veneziani tra mura, bastioni,
arsenali e torri di avvistamento sia nella frazione occidentale del vecchio
porto (Firkas) di fronte al faro di San Salvatore.

Nikiforos
Fokàs il generale bizantino che respinse gli arabi da Creta |
Ai
militari fanno seguito i commercianti, gli architetti e i religiosi veneziani
che contribuiscono alla rinascita della città sia economica che
urbanistica urbanistica: emerge allora tra le mura veneziane quel labirintico
insediamento suddiviso nei quartieri attorno al porto Topanàs,
Kasteli, Ovriakì, il ghetto ebraico, e Splanzia la parte tuttoggi
più pittoresca della città. Non mancheranno gli ordini religiosi
che tra Dominicani e Francescani. lasciano in eredità diverse basiliche
romaniche tra cui la più monumentale nel cuore di Ovriakì,
il monastero francescano oggi sede del museo archeologico. Sempre lascito
dei veneziani il formidabile per bellezza faro, e fuori borgo alcuni palazzi
importanti di età barrocca tra cui la Loggia, la Porta Renieri
e la sede della prefettura.

il faro di San Salvatore |
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Galleria
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| Chania,
faro |
Chania |
Chania |
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| Chania |
cattedrale |
museo |
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| mercato |
moschea |
vicolo |
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| Kidonia |
Ayii
Apostoli |
Ayia
Marina |
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| Platanias |
Platanias |
Maleme |
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| Stavros |
Ayia
Triada |
Ayia
Triada |
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| Ayia
Triada |
Gouverneto |
Gouverneto |
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| katholiko |
katholiko |
Marathi |
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| Aptera |
intzedin |
intzedin |
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| Georgioupoli |
Georgioupoli |
Georgioupoli |
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Subentrano
ai veneti gli ottomani con il loro piano regolatore e i loro costumi urbanistici.
I turchi installarono qua un importante comunità sia sul piano
numerico che su quello della presenza di amministratori di un certo livello:
tra questi Mustapha Nili Pasha, Ministro della Porta e il terribile Mohammed
Ali, nato a Creta e destinato a diventare governatore della provincia
d'Egitto. Insieme al figliastro Imbrahim diventerà una vera spina
al fianco per il regime dei sultani che più volte costrinse alla
resa.

Mohammed
Ali
Gli ottomani non
sono mai riusciti a riscuotere il consenso e la simpatia popolare nonostante
concessero a Chanià tantissimi privilegi (la città divenne
allora capitale del feudo di Creta). Col tempo le incomprensioni interetniche
e soprattutto inter-religiose si acuiscono a svantaggio delle popolazioni
cristiane dalla città. Turchi e ebrei prendono il sopravvento nel
vecchio porto come anche nell'atmosferico quartiere staccato di Tambakaria,
limite orientale della città di Hanià sul litorale. Il centro
viene allora fissato nella piazza di Sandrivani nel quartiere di Splanza
interamente abitato da turchi, piazza stupenda nota anche come il muro
del turco con la caratteristica fontana in stile arabesque in bella vista
e la moschea di Hassan Pascià. Attorno attorno i "sokak",
i vicoli lastricati con le loro casette integolate dai balconi in legno
colorati, i hammam (i bagni comunali), le tre moschee (da quella più
fotografata di Kiucuk
Djamassi a ridosso del porto a quella di Splanza un'irripetibile sovrapposizione
di chiesa e moschea) il suk e gli inmancabili "tekè"
le fumerie luoghi nebbiosi banditi solo alla fine degli anni '60 dal regime
dei colonnelli.
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Ayios Nikolaos
(Splanza), caso unico nel Mediterraneo di chiesa e moschea insieme
Chanià
fu liberata dopo un secolo di ebolizione continua che nel suo momento
cruciale finisce per coinvolgere militarmente le grandi potenze del
tempo, Inghilterra, Francia e Russia. Nel 1897 venne proclamata l'indipendenza
dell'isola ma la sovranità viene affidata al principe Giorgio,
membro della dinastia reale danese allora regnante anche sulla Grecia.
La cosa non piacque ai ribelli che desiderosi di raggiungere al più
presto l'unificazione alla Grecia organizzarono la celebre marcia su
Therissòs, un atto di disobbedienza al Re piuttosto restio a
contrariare le grandi potenze. Emerge in quell'occasione in opposizione
all'attendismo delle potenze protettici la figura carismatica di Venizelos
che 15 anni più tardi assicuratosi l'appoggio dei generali porta
Creta sotto il governo di Atene (1913). Grazie a quel successo sul Re
Venizelos ottenne la presidenza del partito dei liberali, la sinistra
del tempo, vinse le elezioni e divenne primo ministro della Grecia.
Ebbe un ruolo di punta nelle facende che portarono il paese alle vittoriose
guerre balcaniche accanto a Serbia e Bulgaria mentre più avanti
strappò da Kemal Ataturk un trattato di pace che mise fine alla
crisi greco-turca seguita ai dolorosi per i greci dell'Asia Minore fatti
di Smirne (1923)..
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Ai
tempi di Veniselos risale lo stabile più imponente della città
vecchia, il mercato che riprende da vicino progetti architettonici realizzati
nel periodo della Belle Epoque in Francia e Italia. In quel periodo l'aristocrazia
locale si sposta verso Chalepas il quartiere a est del borgo vecchio,
sede del palazzo reale e residenza di Veniselos. L'area offre spazi più
ampi, una buona varietà di giardini tipici e tante costruzioni
caratteristiche del primo novecento. Qua si trova la Casa di Venizelos
tra i migliori esemplari neoclassici di Chanià oggi adibito a museo.

Venizelos
L'abbandono
del centro storico di Chanià segue le vicende della guerra a partire
dai bombardamenti tedeschi e dalla distruzione del ghetto ebraico portata
avanti dal nazismo. I turchi lasceranno Chanià negli anni '50 nel
quadro degli scambi di popolazione allora in vigore tra la Grecia e la
Turchia. Svuotato dei suoi originari residenti il centro storico entra
così in una fase di declino destinato a toccare punte inquiettanti
almeno fino alla metà degli anni '60 quando diventa rifugio della
malavita. Sarà interrotto solo dall'arrivo del turismo che nei
primi anni '80 contribuisce a mettere in moto il recupero di un borgo
unico in Grecia per colore e originalità.

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Chania
è oggi una città accogliente che negli ultimi anni ha saputo
attirare grazie alla sua natura, il suo clima e si suoi servizi una buona
quantità di residenti nordeuropei che preferiscono trascorrere
gli anni della pensione nell'inverno mite di questa città. E' una
città portuale dai collegamenti fittissimi cosa che la rende punto
di smercio importante di beni e servizi. E' collegata via autobus con
il resto dei 4 capoluoghi di provincia, Rethimno, Iraklio e Ayios Nikolaos
e con le turisticamente promettenti località della regione a partire
dai paesi della riviera, Kissamos, Georghioupolis e a sud Paleochora e
Sfakià. Il turismo è perfettamente sistemato in alberghi
piccoli ma di buona qualità, nei "galderìm" del
borgo come nella città nuova.

Molto
variegata la cucina locale basata sulla carne di capra, sul pesce, i formaggi,
le focacce e le verdure a partire dalla celebre kakavià il piatto
più popolare di Creta a base di pesce. Tra quelle più segnalate
i chochlì a base di lumache, i kaltsouni, foccacia ripiena di ricotta,
la staca a base di panna e cereali, il bureki, tipica cucina orientale
a base di patate, zucchine e ricotta, la celebre torta di Sfakià
(ripena di ricotta e carne di capra), lo stufato di coniglio, il daco
una specie di bruschetta locale, il vino e le grappe locali: ricordiamo
che tutta la zona è tra i maggiori produttori di vite da tavolo
e da taglio di tutta Europa.
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Sei
i musei in città a partire da quello archeologico ospitato nel
vecchio monastero dei francescani con reperti che spaziano dai tempi
minoici al mondo arcaico, classico, ellenistico e romano. Tra le mura
barocche di questo museo diverse collezioni di anfore, gioielleria,
lastre incise in lineare A e B, mosaici e una collezione di conio che
ci riporta ai tempi di Alessandro. Di sicuro interesse il museo navale
interno al forte di Firkas con esposta la celebre riproduzione del battello
minoico; il museo storico che ricorda accanto alle vicende del Venizelos
la grandiosa azione di resistenza antinazista portata avanti dai locali;
il museo di arte popolare che con le sue collezioni mette in risalto
le originalità etnologiche della regione, la Pinacoteca e il
Museo della Chimica. Infine notevole per bellezza il vecchio arsenale
veneziano di cui se ne salvano tuttoggi 9 delle 13 arcate originali.

l'arsenale
veneziano
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Lungo
tutta la costa e per una quindicina di chilometri a ovest di Hanià
si estendono centri balneari ad alta frequentazione e dalle strutture
turistiche imponenti: a partire dalla preferita dai locali spiaggia di
Ayii Apostoli, troviamo prima Galatas,
poi la spiaggia rossa di Kato Stalòs,
le smisurate spiagge a sabbia e ciottoli di Plataniàs
e Ayia Marina (9km), quindi Gerani,
e la storica dalla seconda guerra mondiale, Maleme,
nel loro complesso centri ad altissimo sviluppo turistico e ottimo mare
(anche se spesso colpito in Agosto dal meltemi il terribile vento dell'Egeo).
Sabbioni maestosi si alternano lungo l'intera parte della costa un tempo
teatro di sbarchi e offensive militari, oggi di certo nel top delle classifiche
per afflusso di visitatori. Per
chi viaggia in tenda, due campeggi, il primo a Dragatso, subito dopo Chanià
(tel 28210-31138) il secondo a Ayia Marina (Tel 28210-68555-6). Da non
perdere al largo di Ayia Marina sull’isolotto di Thodorou, oggi
parco naturale, la spettacolare grotta marina di Neropsilià ben
decorata in satalagmiti e stalactiti la cui entrata ricorda la bocca di
una bestia feroce e che ha ispirato la mitologia.

Gerani
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La
penisola di Akrotiri


l'incredibile
sabbione di Stavròs
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Ottimo
mare e soprattutto grandi appuntamenti culturali con i più gloriosi
monasteri di Creta nella regione di Akrotiri attorno all’aeroporto,
nella parte superiore del golfo di Souda. Tre spiagge si alternano dopo
l’incroccio di Kounoupidiana a partire dalla bellissima spiaggia di
Kalathàs la più vicina a Chanià e la più battuta
della zona, quindi la baia di Tarsanàs e infine l’immensa Stavròs
la più bella e estesa tra le spiagge della regione sopra il villaggio
di Choreftikò sulla punta settentrionale della penisola. E’
qua che il demonio Zorbas interpretato da uno scatenato Anthony Queen tenta
in modo roccambolesco di mettere in moto il suo ingegnoso marchingegno tramite
cui traspostare a valle i minerali estratti dalle gallerie circostanti.
Di sicuro uno dei paesaggi più celebrati di Creta, Stavròs
merita sicuramente la fatica sia per il mare che per il paesaggio di roccia
lunare affacciato sul mare di Creta. Sul tratto di costa a sud dell'aeroporto
invece Marathi chiude il giro per le spiagge di Akrotiri con viste eccellenti
sullo stretto e sull'isolotto fortificato di Souda che da qui è facilmente
raggiungibile.
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Akrotiri
è la sede di tre importanti monasteri storici di Creta uno solo dei
quali tuttora in funzione: quello di Ayia Triada, costruito da un monaco
benedettino nel '600, Lorenzo Zagarolli (noto anche come Tzagarolon) si
trova ai pressi del villaggio Koumarés sul colle di Profeta Elia
a 15km di strada asfaltata da Chanià. Si distingue per la facciata
monumentale e la curvilinea basilica dedicata alla Santa Trinità.
Quindi a poca distanza da qui in direzione nord, il monastero caserma di
Gouverneto, costruzione barocca del XV secolo tra le più caratteristiche
nelle sue geometrie che ci riportano in tempi di scorribande e incursioni
selvagge. Sembra più un rifugio che un luogo di preghiera inquadrato
nel mezzo di un'area cosparsa di grotte e passaggi di roccia inaccessibili.
Forti le "correzioni" in ritmo bizantino realizzate sulla struttura
originale tra il sette e l'ottocento. All'interno del monastero una piccola
area museale con diversi richiami ai tempi della Serenissima, tra cui all'ingresso
le curiose teste scolpite su pietra che richiamano soggetti della mitologia.
Ricordiamo che Gouverneto ospita oggi una scuola superiore di Teologia. |

Ayia Triada

Gouverneto
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Un
sentiero tortuoso e mal conservato ci porterà da Gouverneto ai ruderi
dell'antico monastero di San Giovanni l'eremita (VII secolo?) abbandonato
dopo una serie di incursioni piratesche sembra attorno il XVIII secolo.
E' probabilmente il monastero più antico di Creta ed è oggi
totalmente abbandonato. Sembra abbia ospitato per qualche tempo il fondatore
della vita ascettica di rito orientale; sant'Antonio proveniente dall'Egitto.
Il monastero, incassato nella grotta con una sola facciata costruita in
pietra fu in seguito ritoccato dai Veneziani ai quali deve gran parte del
proprio aspetto attuale. Impressiona qua, oltre la facciata barocco - rinascimentale
dell'edificio la Tavola Sacra costruita a partire dagli stalagmiti estratti
dalle impervie e oscure caverne che si estendono nelle immediate vicinanze.
In una di quelle, chiamata dell'orso (per lo stalagmita a forma di orso
che domina lo stanzone centrale), visse il Santo a cui è dedicato
la basilica interna a Ayia Triada. E' aperta al pubblico e include nei suoi
limiti la minuscola capella detta della Madonna degli orsi. |
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Sulla
via per Retimno
Chi
è arrivato in nave da Pireo avrà certamente notato
l'isolotto fortificato sospeso nell'immenso golfo di Souda di
fronte alla penisola di Akrotiri: la fortezza che qua emerge ha
per secoli fatto da avvamposto delle difese veneziane contro gli
eserciti di Osman tanto da meritarsi il titolo dell'inespugnabile.
Non è tenuta in buono stato e si raggiunge sia dal porto
di Souda che dal suo quartiere Aptèra a poca distanza a
est sulla statale per Rethimno. La regione è fortemente
militarizzata a causa della base NATO qua ospitata qualcosa che
rende la "riconquista" di Souda non poco problematica.

A
Aptera gli scavi sul colle hanno rinvenuto una delle più
importanti città arcaiche di Creta successiva per fondazione
alle città minoiche ma ugualmente rasa al suolo da un volento
tereremoto sembra del XII secolo aC. Il suo corso storico è
ripreso dopo il VII secolo aC raggiungendo l'apogeo in tempi ellenistici
e romani per andare in declino solo sotto i bizantini: il sito
verrà integralmente distrutto nel 823 dC dagli algerini
e mai più ricostruito. Di quel che si salva oggi, oltre
le mura ciclopiche (4km di diametro) si distinguono, una serie
di incisioni ptolemaiche, l'acquedotto romano, la cisterna, il
forum, resti di un teatro e tanto di colonne e fondamenta sparse
per l'area. Di massima importanza le incisioni su pietra in lineare
A e B rinvenute qua e custodite nel museo del capoluogo.
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galeria
di età romana a Apterà
A
poca distanza dal sito in posizione di assoluta panoramicità
verso le coste di Akrotiri, Souda e le pareti settentrionali del massicio
Bianco giganteggia il forte di Intzedin, costruito dai bizantini sulle
fondamenta di un teatro musicale arcaico pesantemente rimaneggiato dal
Barbarossa nel XVI secolo e dagli eserciti del sultano Selim due secoli
dopo. Prende il nome da un emiro egiziano Aziz Intzedin che lo ricostruì
nel XVIII secolo nelle sue linee originali rettangolari e massicce.
Il forte ha a lungo ospitato le carceri di Canea prima di assumere la
sua attuale funzione turistica.

Intzedin
A
poca distanza da Aptera la statale si biforca, un suo montante si dirige
verso sud e in direzione Sfakià via
Vrisses e Imvros mentre quello principale continua in direzione Rethimno.
La scelta da compiere non è facile anche se noi in questa sede
abbiamo collegato Sfakià a Ayia Roumeli e all'uscita del tracciato
di Samarià. La decisione può
essere presa dopo aver fatto un bel bagno e provato un piatto di ottima
kakavià a Kaliviès, località balneare dotata di
buon mare e di tanti rivoli in discesa dal monte verso il mare.
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Georgioupoli
a 38 km di
distanza da Chanià sulla strada per Rethimno
è una delle
più vivaci capitali turistiche di Creta, con alberghi di ogni categoria,
campeggio e tanti divertimenti. E' una delle mete preferite dei tour operators
soprattutto per la sua posizione tra i due centri di Chanià e Rethymno,
per i suoi spazi immensi e per il mare a portata di bambino. A sud di
Georghioupoli si trova l'unico lago di Creta noto come di Kournas ricco
di grotte, gran parte delle quali di buon interesse naturalistico, speleologico
e archeologico.

il
lago di Kournàs |
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Itinerari
nella provincia
Canea
contende in Grecia il titolo di Paradiso dei camminatori in ragione
delle innumerevoli possibilità di marcia rese possibili dal massiccio
di Lefkà Ori che domina l'intero reparto sudorientale della regione.
L'attraversamento delle impressionanti gole di Samarià
è il momento più sensazionale di questo giro e decisamente
uno dei paesaggi più celebrati di tutta la Grecia. Diverse generazioni
di vacanzieri hanno ormai compiuto questa esperienza che non ha alcun
pari in Europa ma che richiede non poca fatica per portarla a termine
a partire dal villaggio di Omalòs sulle vallate settentrionali
del monte Bianco (Lefka Ori, 2453 m) e fino a Ayia Roumeli sul mar Libico
per una distanza complessiva di all'incirca 18km da percorrere sul letto
di un fiume d'estate in secca.
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Il
sudest della provincia schiacciato dalle aride pareti meridionali dell'immenso
monte Bianco (Lefkà Ori) dà una forte impressione di distacco
dal resto dell'isola sia in senso geografico che etnico-culturale: al
centro di questa realtà etnologica ben distinta per costumi e dialetto
in Grecia la leggendaria Sfakià quanto
di più rude si possa vedere in Grecia, appena mitigato dall'arrivo
delle prime installazioni alberghiere e dal turismo. Loutrò, Sfakià
e Frangokastelo saranno raggiunte in traghetto da Ayia Roumeli in ammirazione
delle bibliche pareti meridionali di Lefkà Ori e a seguito del
nostro giro per le gole di Samarià. Da Sfakià, chi vuole
sentirsi in totale solitudine, l'isola di Gavdos è considerata
la più staccata e primitiva delle isole della Grecia. Nell'estremità
più meridionale del nostro continente.
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Un
ultimo giro
attraversa le località balneari del golfo principale a ovest del
capoluogo Dragatsos, Plataniàs, Gerani, Maleme, Kolimbari, con
punto di arrivo Kissamos (Kasteli), il secondo
centro più importante della regione e porto collegato con Pireo
e il Peloponneso. Punti importanti della regione la formidabile spiaggia
di Falassarna a ovest, il sito archeologico di Polirinia a sud e la straordinaria
per bellezza penisola di Korikou raggiungibile via traghetto o ancora
in fuoristrada. Da Kasteli la conquista del mar Libico richiede un viaggio
di all'incirca un'oretta e mezza di auto con destinazione Paleochora da
dove partire alla scoperta delle subtropicali spiagge "hippy"
di Elafonissos e Suyia. Da Paleochora è possibile programmare il
giro breve per le gole di Samarià da Ayia Roumeli a "StenìPorta".
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| Chanià
sul web |
Prossime
tappe
le
gole di Samaria
Sfakia e Fragokastelo
Kissamos e Paleochora
Rethimnon
|
Una
copia stampata del contenuto di questo sito su Creta dal titolo
Itinerari di Creta è ora disponibile a 15,00 euro spese di
spedizione incluse. Per ordinarla inviate i vostri dati per e-mail
a haris@iol.it.
Per la fattura inviare codice fiscale o p.IVA |
|
Scriveteci
le vostre impressioni su Chanià e la sua provincia. Paesaggi,
mare, servizi. divertimenti. Molto gradito il materiale fotografico.
Lo pubblicheremo: haris@iol.it |

Aptera |
Guide
Mappe
La penisola di Akrotiri
Alberghi
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Ayia Triada

Akrotiri, Kalathas

Akrotiri, Marathi

Kournàs
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