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Si chiama " To Blues or not to Blues", questo esordio ufficiale dei Lone Wolf, ma in verità l'allusione shakespeariana, ci pare, non va presa troppo alla lettera. Perchè francamente, non è un problema, quando si tratta di buona musica, se si parla il linguaggio del blues, del rock,  o di altro ancora. L'elemento fondamentale, un po' per qualsiasi creazione artistica, è che trasmetta emozioni sottoforma di tensioni e rilassamenti, accensioni e ripiegamenti. E che, naturalmente,  sia ben suonata. "To Blues or not to Blues" cattura al primo scolto per le sue sonorità brillanti, vive, fresche. 9 brani che si "bevono" tutti d'un fiato, come quei "bicchierini",  negli USA li chiamano shots,  da trangugiare così,   senza troppi cerimoniali. Lone Wolf significa musica vera, tesa, solare. Sembra persino riduttivo riportare la chitarra di Marco Gasparini o il drumming di Lele Zamperini alla lezione del Texas Blues.  In questo lavoro c'è di più. Sono canzoni che brillano di luce propria,
                                         
                       Beppe Montresor

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