PETER JACKSON

 
di Francesco Cappa


Peter Jackson, neozelandese, gira il primo lungometraggio nel 1987, “BAD TASTE”, un film delirante ed eccessivo creato artigianalmente in quattro anni e con l’aiuto di amici. Il film parla di un gruppo di marziani che vengono sulla terra per prelevare carne umana per l’apertura di un fast-food intergalattico ed è un bel bagno di sangue. Il linguaggio del film è molto veloce, con carrelli e dolly coinvolgenti ed una musica d’atmosfera. Quel filmettino girato in 16 mm fa il giro del mondo e vince anche il Fantafestival di Roma, aprendo a Jackson le porte del successo.
Con i soldi guadagnati da “BAD TASTE”, Jackson rispolvera una sua vecchia sceneggiatura e la gira. Viene alla luce “MEET THE FEEBLES”, un film di pupazzi stile “THE MUPPET SHOW”, solo che questi pupazzi scopano, si drogano e uccidono. Il film non ha un gran successo e non viene distribuito regolarmente data la sua carica provocatoria.
Peter Jackson non si arrende e nel 1992 esce “SPLATTERS-GLI SCHIZZACERVELLI” (BRAINDEAD) un film eccezionale e irriverente, talmente ironico e divertente da essere digerito bene nonostante le scene iper-splatter. Nel film una mamma possessiva viene morsicata da un topo di un isola tropicale e si trasforma in uno zombie, ostacolando la relazione del figlio. Il film è una festa di sangue e pone fine a tutti i film splatter. Come in “BAD TASTE” i morti non si contano, ma qui gli effetti sono molto piu’ sofisticati e quando nella scena della festa il ragazzo impugna un tagliaerba e fa a pezzi decine di zombi, facendo saltare braccia e gambe in un fiume di sangue, è difficile non rimanere estasiati dall’accuratezza e dalla precisione della messa in scena. Anche in questa pellicola, come in tutti i film precedenti, Jackson porta all’estremo il linguaggio cinematografico, facendo fare alla cinepresa numeri da circo.
Di diversa pasta è invece “CREATURE DEL CIELO” del 1994, vincitore a Venezia. Nel film le carrellate sono sempre veloci e curate, la fotografia splendida, gli attori perfetti. Diversa pasta perché il film è apparentemente normale. La malvagita’ questa volta è molto piu’ sottile, strisciante, come la cattiveria umana. E’ la storia di due amiche, una carina e tisica, l’altra meno bella e perennemente imbronciata. La loro amicizia è fatta di sogni e viaggi fantastici, trip mentali adolescienziali, voglia di evadere al grigiore della societa’ che le circonda. Le due diventano amiche per la pelle ed è proprio questa amicizia fortissima e pura, unica loro salvezza, che viene ostacolata dalle famiglie (pensano che sia un’amicizia morbosa, ai limiti dell’omosessualita’). Ma il loro “amore” è talmente forte che le due amiche decidono di eliminare la fonte di questo ostacolarlo: la madre di una di loro. Il film, diverso dai precedenti perché meno eccessivo e gratuito nel mostrare il malessere del mondo, è forse il film della maturita’ per Jackson, che comunque mantiene il linguaggio ipervertiginoso (stupendi i piani sequenza della scena del mondo di argilla). “CREATURE DEL CIELO” apre a Peter Jackson le porte di Hollywood. Subito dopo viene contattato da Robert Zemeckis, produttore e regista di film fantastici (RITORNO AL FUTURO, LA MORTE TI FA’ BELLA), che gli propone uno script chiamato “THE FRIGHTENERS”. Durante la lavorazione di questo film, Jackson trova il tempo di girare “FORGOTTEN SILVER”, un documentario sulla vita di un personaggio totalmente inventato, un documento fittizio realizzato con spirito ironico e voglia di divertirsi a prendere in giro tutto il mondo del cinema. “FORGOTTEN SILVER” è la storia di un certo Colin Mc Kenzie, una specie di Orson Welles neozelandese, che per amore del cinema è arrivato anche a provocare la morte di sua moglie incinta (lei è un’ attrice del suo film “SALOME’”, che muore stremata dopo 72 ore di riprese consecutive). Ma Colin Mc Kenzie ha anche inventato il primo carrello della storia del cinema, Il primo piano, la pellicola a colori (sintetizzata con delle bacche di Haiti), la prima scenografia gigante da Kolossal (costruisce tutto solo una Gerusalemme tra le montagne della west-coast neozelandese). Insomma questo fantomatico personaggio, o meglio la scoperta delle sue pellicole nel capanno degli attrezzi della zia di Jackson, scombussola totalmente la storia del cinema scritta fino ad oggi (e non solo quella del cinema). Naturalmente è un film di pura fantasia, ma dimostra la voglia di divertirsi e di sdrammatizzare la seriosita’ dei grandi cinasti entrati nell’olimpo del cinema (o meglio la seriosita’ e l’arroganza dei critici e saggisti che ne hanno determinata l’entrata). Tralaltro, per questo filmetto, Jackson si serve dell’aiuto di altri grandi personaggi del cinema (i Miramax Brothers, Sam Neill, ecc…), che stanno allo scherzo compiaciuti e divertiti, facendo dichiarazioni e commenti inerenti a questa “grande scoperta”.
Nel 1996 esce “THE FRIGHTENERS”, in Italia “SOSPESI NEL TEMPO”, prodotto da Peter Jackson e Robert Zemeckis, con Michael J. Fox che torna al grande cinema dopo anni di silenzio. “SOSPESI NEL TEMPO”, pur essendo un film “americano”, molto meno sincero e visivamente impressionante dei precedenti, offre comunque un buon spettacolo fatto di movimenti di macchina veloci (ormai prerogativa del linguaggio di Jackson) e di effetti speciali ormai perfetti e digitali (peccato, meglio quelli arigianali di “BAD TASTE”). Quest ultimo film determina a tutti gli effetti l’entrata di Peter Jackson nel regno dello “star-system” hollywoodiano.  

Francesco Cappa
 


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