CMP E DOLORE


Il dolore è il prodotto finale di un evento meccanico e di uno infiammatorio. A livello tissutale interessa distretti più o meno vasti e il fatto provoca reazioni enzimatiche e di difesa da parte dell'organismo.
Le principali:

SEROTONINA

ISTAMINA

Queste si oppongono alle cause dell'infiammazione, come processi di recupero di tessuti lesionati o traumatizzati. Hanno principalmente il compito di richiamare un'enorme quantità di sangue provocando una notevole vasodilatazione sensitivamente apprezzabile come enorme calore seguito da dolore, talvolta sino a provocare svenimento.


La cura delle cause è diventato negli ultimi anni, un fenomeno secondario, in quanto le principali tecniche farmacologiche terapeutiche e talvolta chirurgiche, mirano al controllo del fenomeno dolorifico.

La soglia di sopportabilità della difesa organica alle cause, è notevolmente ridotta secondo l'intensità dolorifica e compromessa per la comparsa di lesioni psico-sensitive.


La terapia elettiva sintomatica può giovare all'equilibrio psico-somatico del paziente. Nelle sindromi post-traumatiche, "divinum est sedare dolorem"; questo consente la ripresa della normale attività rallentata da sensazioni di logorio psichico e fisico, derivante dal perdurare della sintomatologia.

La manifestazione dolorosa, ha sempre un punto di maggiore intensità (TRIGGER POINT). E' una piccola zona muscolare antalgicamente contratta, dolorosissima, nella zona d'innervazione.


La magnetoterapia ha lo scopo, in questa evenienza, di trasferire energia non solo con scopo esclusivamente antidolorifico, ma antidolorifico per azione riflessa, favorendo l'intervento della struttura adibita.

Ovviamente la reazione psicologica elettiva, sull'azione diretta nel punto di massima sensibilità alla magnetoterapia, consente ottimismo nel proseguire la terapia.

Non si tratta in questo caso di modificare l'eccitabilità delle fibre nervose, o diminuendola o aumentandola. Occorre soltanto riequilibrare il segnale d'allarme al sistema nervoso centrale, per favorire l'intervento di produzione enzimatica, con conseguente stabilizzazione sintomatico-clinica.


Le frequenze devono essere basse, ed in "loco", per attività antidolorifica.

La magnetoterapia può inoltre favorire l'assimilazione di farmaci antinfiammatori ed antidolorifici e nello stadio acuto anche antibiotici, accelerando le reazioni di interscambio cellulare; aiuta inoltre la permeabilità e l'azione degli organi emuntori, nell'eliminazione delle sostanze di scarico organiche a seguito di terapia farmacologica prolungata, con le alte frequenze.


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