RADICALI LIBERI E PARADOSSO DELL'OSSIGENO.
La molecola del DNA nel nucleo di ogni cellula è così efficace nel riparare e sostituire i propri
componenti da sembrare quasi immortale, essendo passata per millenni da una generazione alla successiva. Inoltre ogni singola cellula del corpo umano è ben provvista di sistemi per riparare
e sostituire le parti che la costituiscono in un processo apparentemente infinito. Nonostante
questi meccanismi apparentemente non siano legati all'età, il corpo invecchia in modi piuttosto
evidenti. La pelle avvizzisce, i capelli incanutiscono, i muscoli si atrofizzano e i legamenti
perdono elasticità. Si manifestano malattie croniche e degenerative che peggiorano
progressivamente. Ma che cosa provoca questo progressivo diffondersi di disfunzioni?
In questo ultimo decennio lo studio sui radicali liberi ci ha aiutati a capire e almeno in parte, a
risolvere questo mistero della malattia e dell'invecchiamento. L'idea che sta alla base è che
l'ossigeno, la fonte atmosferica della vita, è anche fonte di degenerazione, malattia e, alla fine, morte. Viviamo circondati dall'ossigeno e ne siamo pervasi. Diamo per scontata la sua presenza, vi
camminiamo in mezzo senza nemmeno pensarci e lo respiriamo, a volte con avidità. Siamo riusciti a
comprendere che l'ossigeno è in grado di uccidere le cellule, i tessuti, e a lungo andare, il corpo umano. La duplice natura dell'ossigeno è nota come paradosso dell'ossigeno.
Da un lato l'ossigeno produce energia vitale. Senza ossigeno una cellula può ancora estrarre energia dalle molecole di glucosio attraverso il metabolismo anaerebico (senza aria o più precisamente, non in presenza di ossigeno), ma con l'ossigeno il corpo può estrarre sedici volte più energia dallo stesso
numero di molecole di glucosio.  Considerando le richieste di energia da parte del sistema umano, la differenza è tra la vita e la morte. I neuroni del cervello sono particolarmente sensibili all'energia e
persino qualche minuto di carenza di ossigeno al cervello porta ad una rapida morte dei neuroni.
Per contro, se ci pensiamo, l'ossigeno è estremamente corrosivo. Una bella automobile nuova lasciata
alla mercè dell'ossigeno, a lungo andare arruginisce trasformandosi in un cumulo di polvere.
L'ossigeno fa marcire gli alimenti, fa irrancidire il burro e corrode persino il granito delle nostre
montagne più maestose. Inoltre con una minima possibilità, l'ossigeno trasforma in cenere qualsiasi cosa infiammabile. L'idea essenziale che gravita intorno alla conoscenza sulla natura ed il
comportamento dei radicali liberi, è che l'ossigeno, se nè ha la possibilità, distrugge i componenti
molecolari del corpo allo stesso modo in cui fa arruginire i metalli e brucia gli edifici. Nella sua forma più distruttiva, l'ossigeno si combina con l'idrogeno formando varie molecole di radicali
liberi instabili e altamente reattive. In questa forme virulente, l'ossigeno distrugge sistematicamente
il DNA, gli enzimi, le proteine e le membrane cellulari. Questo è il lato più oscuro dell'ossigeno.
In effetti, al limite estremo, l'ossigeno è un gas velenoso.
Chiunque respiri ossigeno puro per 48 ore, muore vittima del danneggiamento dei tessuti ai
polmoni. Vivendo nell'atmosfera terrestre continuamo a sopravvivvere solo perchè l'azoto inerte
diluisce l'ossigeno fino al 20 % dell'aria che respiriamo, e il corpo è progettato con dei meccanismi di compensazione per contrastare gli effetti distruttivi dell'ossigeno a livelli così bassi.
Ma l'ossigeno che satura le nostre cellule è anche una minaccia costante per il nostro fisico, conduce
un attacco inesorabile che, a lungo andare, esaurisce le nostre difese e distrugge i nostri meccanismi
biologici. Perchè l'ossigeno è così necessario per la vita, ma anche così distruttivo?
L'idea centrale può essere espressa in termini semplici: l'ossigeno ha una fame elementare di
elettroni. Gli elettroni sono particelle con carica negativa che ruotano rapidamente attorno al nucleo di ogni atomo. Quando due o più atomi si legano formando una molecola, alcuni degli elettroni
divenuti comuni circumnavigano l'intera molecola. Certi atomi e molecole hanno gli elettroni ben
bilanciati e dimostrano una grande stabilità nella loro struttura. Non tendono a reagire con altri
atomi e molecole, ma se gli elettroni vengono configurati in un modo irregolare o non equilibrato
gli atomi o le molecole, sono instabili e tendono a sottrarre gli elettroni circostanti per
compensare i lori squilibri interni.  Ecco i radicali liberi.
A tutti i radicali manca un'elettrone e la loro tendenza a compensare questo squilibrio li porta ad attaccare freneticamente le molecole vicine.
Tali molecole possono diventari veri terroristi nel corpo. Possono attaccare il DNA provocando
disfunzioni, mutazioni e cancro. Possono attacare gli enzimi e le proteine sconvolgendo la normale
attività delle cellule. Possono attaccare la membrana cellulare producendo una reazione a catena
distruttiva. Il danneggiamento della membrana delle cellule che rivestono ad esempio i vasi
sanguigni può provocare un indurimento e un inspessimento delle arterie causando con il tempo
infarti e ictus. Gli attacchi dei radicali alla proteina del collagene può portare alla formazione di
legami incrociati delle molecole della proteina e un conseguente irrigidimento del corpo.

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