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La storia

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I dati e le notizie di questa sezione sono stati tratti da: "La storia della Triestina" scritta dal giornalista del Piccolo Dante Di Ragogna (Claudio Luglio Editore, 1997).

Sommario



L'inizio

La storia della Triestina comincia il 18 dicembre 1918, quando si trovarono al Caffè Battisti (oggi Bistrot Rossetti) i vertici delle due società che giocavano sul campo della piazza d'armi della caserma Oberdan: Trieste e Ponziana. Il Commando militare decise che su quel campo poteva giocare una sola squadra, quindi si giunse alla decisione di unire le due squadre, facendo nascere così l'Unione Sportiva Triestina. Ed è proprio così che nacque il grido "U-nio-ne" ancora oggi l'incitamento più usato dai tifosi. Tornando al caffè Battisti, troviamo seduti al tavolo Silvio Tranquillini, Silvio Stritzel, Giulio Zigoi (del Trieste) e Gianni Godina, Zack e Flaider (del Ponziana). Il primo nucleo dirigenziale era composto da Gianni Godina, Silvio Tranquillini, Franco Covi, Abramo Salonicco e Vittorio Issai. Gli ultimi due erano di nazionalità greca, e per questo i giocatori rosso-alabardati venivano soprannominati "i greghi". Il primo presidente venne nominato Doimo Ivanissevich.
La prima divisa era composta da una maglia rossa con alabarda e stella bianche, calzoncini neri, poi bianchi, calzettoni neri, poi rossi.

Le prime partite

Le prime partite disputate sul campo della piazza d'armi della Caserma Oberdan erano contro rappresentative delle varie unità delle Forze armate. Ecco l'elenco dei giocatori che costituirono la prima rosa rosso-alabardata: Suppancich, Blenio, Stritzel, Paron, Flaider, Comelli, Rebuffo, Grippi, Manni, Antonelli, Grassi, Monti, Muttoni. Il portiere Stritzel aveva anche il compito di vendere i biglietti all'ingresso del campo.
Subito arrivarono successi importanti: nel 1919 vinse il suo primo trofeo, la coppa Virgola; arrivò in finale della coppa Appiani. Vinse anche contro la Spal, una delle squadre più forti sul territorio nazionale in quel periodo. Sempre nel 1919 si posizionò seconda nel campionato della Venezia Giulia.

Il primo stadio e la scalata verso la serie A

Grazie a tanti successi, il pubblico diventava sempre più numeroso, quindi bisognava trovare un campo con tribune più capienti. Si decise (stagione 1921-22) di costruirne uno nuovo in zona Montebello, tra Via Rosetti e Via Settefontane. La partita inaugurale si disputò contro l'equipaggio del piroscafo Pannonia. La partita finì 4 a 0 per la squadra giuliana. In quella stagione la Triestina partecipa al campionato di III divisione. Nelle stagioni 21-22 e 22-23 termina terza. Nel 23-24 la federazione allarga la seconda divisione; la Triestina vince il torneo eliminatorio. Così nella stagione 24-25 disputa il campionato di II divisione, senza grossi risultati. Ma subito dopo, stagione 25-26 termina quarta e quindi partecipa alla Divisione nazionale a 24 squadre, terminando terza, l'anno successivo invece si piazza al quarto posto.
Nel 1928 la Divisione nazionale viene allargata in due gironi a 16 squadre. Le prime otto di ogni girone formeranno l'anno successivo il primo campionato a girone unico. La Triestina si posiziona nona. Quindi teoricamente non avrebbe dovuto qualificarsi, ma nell'altro girone Lazio e Napoli si sono posizionate pari all'ottavo posto e la Federazione decide di promuoverle entrambe. Ovviamente, siccome le squadre del girone unico sarebbero state in numero dispari, viene promossa anche la nona squadra del girone settentrionale, proprio la Triestina. Nel 1929 viene quindi creato il girone unico, la Serie A, al quale la Triestina farà parte ininterrottamente fino al 1957.

La serie A

6 ottobre 1929 - l'esordio della Triestina in Serie A contro il Torino con questa formazione: Benetti; Gazzarri, Righetti; Rigotti, Villini, Capitanio; Castellani, De Manzano, Ostroman, Pitacco, Rocco; allenata da Soutscheck. Alla fine del campionato risultò 15.a con 28 punti. Poi una serie di campionati da metà classifica fino al 1943. Le stagioni 43-44 e 44-45 vennero sospese a causa della guerra. Nel 45-46 termina all'8° posto del campionato Alta Italia. L'anno successivo riprende il campionato a girone unico. La Triestina ha grossi problemi con le partite in casa a causa del Governo Militare Alleato, che ha vietato le partite della Triestina. Perciò giocò alcune partite casalinghe a Udine, oppure si optò per l'inversione dei campi, sperando in un ripensamento del GMA. Alla fine del campionato la Triestina si ritrovò ultima con 18 punti. Avrebbe dovuto retrocedere, ma il 29 luglio 1947 a Perugia la federazione decise all'unanimità di non retrocederla "in considerazione delle particolari difficoltà che aveva dovuto superare la Triestina per cause indipendenti dalla propria volontà e soprattutto tenendo conto del valore morale e simbolico che la squadra di Trieste ha per tutti gli sportivi italiani". L'allenatore della stagione 1947-46 è l'indimenticabile Nereo Rocco, già giocatore alabardato. E la Triestina dimostrò di aver meritato la riamissione in Serie A, perchè questo fu il miglior campionato della sua storia: finì al secondo posto insieme a Juventus e Milan con 49 punti, dietro soltanto al Grande Torino. Questa la rosa di qella stagione indimenticabile: Blason I.(40 presenze, 2 reti), Radio (40), Sessa (40), Striuli (40), Ispiro B. (38,9), Zorzin (38), Begni (37,11), Rossetti (37,6), Tosolini (36,9), Trevisan G. (33,7), Presca (23), Giannini (17), Bernard (11), Gordini (5,3), Mlacher (5,1).



LA STORIA CONTINUA...
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