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Il ruolo della morale nella pratica buddhista Domanda: Qual’è il ruolo della morale nella pratica buddhista? Risposta: Nel senso più essenziale, moralità significa l’agire basato su intenzioni che riflettono l’amore e la compassione per noi stessi e per gli altri. Il filosofo George Santayana disse che la moralità è il desiderio di diminuire la sofferenza nel mondo. Dal punto di vista buddhista, la moralità si riferisce al vivere in armonia grazie alla comprensione ed alla saggezza che abbiamo realizzato attraverso il retto guardare in profondità. Diciamo che dalla comprensione dell’interdipendenza, abbiamo l’intuizione che le nostre azioni sono importanti ed hanno delle conseguenze. Attraverso la pratica buddhista, possiamo vedere che, quando agiamo basandoci su desiderio o rabbia, si sviluppa una vibrazione negativa che permea l’azione e le sue conseguenze, mentre quando agiamo con intenzioni basate su amore e compassione, il risultato è molto differente. Il codice etico buddhista, in particolare I cinque Precetti, 1) non uccidere; 2) non rubare; 3) non praticare una sessualità che porti sofferenza a sé o ad altri; 4) non usare un linguaggio che arreca dolore e non mentire; 5) non assumere intossicanti o sostanze che obnubilano la mente originando distrazione ed inconsapevolezza, non sono un insieme di comandamenti, bensì un insieme di addestramenti, veri strumenti per sviluppare la consapevolezza. Nel Buddismo la moralità è considerata la base del sentiero verso la liberazione. Se viviamo con più purezza, se conduciamo una vita trasparente, non saremo assediati dalla colpa e da recriminazione o pentimento per aver causato sofferenza. In tal senso, l’insegnamento etico è anche una linea guida per sviluppare una maggiore autostima. Molti si chiedono quale sia la relazione fra la moralità e la meditazione. Se praticate la moralità, ciò sarà un aiuto inestimabile nella pratica della meditazione. Non siamo esseri divisi. Siamo la stessa persona, sia sul cuscino di meditazione, sia al mercato. Non è possibile mentire tutto il giorno e poi sederci in meditazione e credere di seguire il sentiero della ricerca della verità. Vivere con i precetti rende possibile la creazione di un grande spazio interiore, dove non vi è la preoccupazione generata dalle azioni poco sagge. Allo stesso tempo, la meditazione aumenta immensamente la qualità morale delle nostre azioni. Ci aiuta ad entrare in contatto profondo con noi stessi e a porci dei limiti equilibrati senza sentirci repressi. Come disse il Buddha: “Se veramente amassi te stesso, non faresti mai male ad un altro”. La coppia “pratica della meditazione – pratica della moralità” è anche un grande atto di armonia e di amore per noi stessi. Alle volte suggerisco ai miei studenti di prendere uno qualunque dei cinque Precetti ed osservare come funziona, cosa infonde nella loro vita e se e come si rivela essere uno strumento per aumentare la consapevolezza. Sperimentate ed osservate cosa accade quando ignorate il precetto. Quali sono le conseguenze? Come vi sentite quando riconfermate il precetto? È un esercizio potente ed interessante. Se veramente osserviamo in profondità, possiamo vedere l’intenzione dietro le conseguenze delle nostre azioni. Non vivere secondo i Precetti è spezzare una lancia in favore dell’ignoranza. In questo modo suggeriamo erroneamente che ciò che facciamo non ha importanza o che non ha conseguenze, che non siamo interconnessi. Sharon Salzberg - Getting moral
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