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L’individualità è illusoria?
Riflessione
L’individualità è illusoria?
Se è illusoria vorrebbe dire che esiste solo
Buddha o non esiste niente, o non si vive più.
Penso che il nostro sia un nome convenzionale che
si riferisce alla identità sociale
( detta : persona ), scritta nei documenti !!
Penso che questa identità sia riferita dalle
persone comuni anche al corpo, e la chiamo
FACCIA .
Questa faccia è intanto identificata con il corpo
perché si vede,
e poi soprattutto con l'atteggiamento
conforme alle
convenzioni sociali limitate,
spontaneo o indotto.
Ma questa FACCIA è sovrapposta alla
vera natura o se vi piace, “Buddha”,
che per me è QUELLO CHE SIAMO, che non è illusoria perché lo siamo sempre stati prima
della nascita e dopo la morte.
Alla nascita non c'e faccia, la faccia
nasce dal momento successivo fino a quando
persiste la vita tranne ..... che si verifichi un
evento CLAMOROSO !!!
GIU' IL CAPPELLO !!
GIU' LA MASCHERA !!
Cioè... scegliamo una Via Spirituale
Retta !!
E SI INIZIA A PERDERE LA FACCIA !!
Questa FACCIA è L'IO EGOISTA da mandare a quel
paese !!
Già superare il Triplice Mondo è una grande
conquista !!
Quindi in conclusione:
L'individualità é una parola che si riferisce
seppur male a
quello che siamo VERAMENTE !!
E' LA FACCIA SOCIALE che bisogna gradualmente
lasciar perdere !!
Primo Percorso:
L'illusione non esiste, altrimenti non sarebbe illusione. l'individualità è ineffabile è un mistero come lo è il Buddha.
Io non capisco nulla. È tutto un Mistero, e più medito e più il mistero si infittisce, solo quando vedrò un’assoluta tenebra, quando io stesso sarò talmente un mistero a me stesso, totalmente dimentico, senza tempo, allora vedrò Buddha.
il Sincero Sforzo sta nello spingersi il più onestamente possibile, verso la propria individuale Intimità SE l'individualità fosse semplicemente illusoria, anche i suoi detti o non detti lo sarebbero, inclusa la medesima affermazione "l'individualità è illusoria". (IO consiglio a tutti di lasciar perdere le dissertazioni a meno che non si abbia la pazienza, e la fermezza logica di affrontarle fino in fondo alle loro logiche conseguenze.)
fare un po’ i bravi, senza 'ambire' (nel senso di dualizzare anche...) grazie per l'attenzione.
Secondo Percorso:
La vita è misteriosa perché è qualcosa di molto profondo.
La bellezza della vita è proprio questa sua grande profondità.
Credo di aver citato Osho.
Terzo Percorso:
Trovo che non sia molto utile dire che l'illusione non esiste.
Non dobbiamo confondere l'illusione col non essere.
Se possiamo, è meglio evitare i discorsi metafisici e rimanere nel campo della pratica.
Illusione è percezione erronea, ed è la condizione di gran parte del nostro vivere che produce sofferenza.
Nella nostra dimensione storica, la sofferenza è una realtà.
Quarto Percorso:
Ti dico che non esiste, proprio perché nasce da interpretazioni dotte della realtà. Il punto è che bisogna uscire dalla dualità chiaramente una volta per tutte.
La sofferenza è certo una realtà e non certo illusione, ma la sofferenza è un potente Guru.
Come sai bene la storia del buddhismo, e non solo, è strapiena di commentari, considerazioni, scuole sottoscuole, visioni della vacuità in un modo, nell'altro, e anche oggi maestri dicono una cosa, un'altra, non saremo certo noi a far smettere questo processo di speculazioni, è parte della natura umana. ma trovo veramente dannosa se non pericolosa la questione dell'identità illusoria (da cui partiva il mio intervento) mi spiego?
Quando parli di percezione erronea, perdonami, di cosa parli? come fai a distinguere le percezioni?
Io non vedo alcuna percezione erronea, vedo un oceano di azioni, di cose, di eventi, e tutto è ideale, oppure è un sogno, non vedo differenza alcuna.
L'unica cosa a cui presto attenzione è di non ferirmi e non ferire altri, difficile compito, tutto il resto è marginale, per me. Queste idee, catalogate nell'abhidharma, di percezioni erronee, aggregati, e schemi vari sono assolutamente vaghi, in realtà compilazioni dotte, il Buddha non ha mai disquisito filosoficamente scrivendo tabelle, e cose simili, perché dovremmo farlo noi? In India c'erano già centinaia di classificazioni simili, Shakyamuni poteva aderire a qualunque di essi, ma non era quello il punto! Cosi, ti dico, veramente col cuore sulla testa, non do nessun credito a certe classificazione fiorite anche in seno al Dharma dei Buddha.
Se non lo avessi letto in qualche libro, parlerei di skanda, vijnana, livelli di dhyana ?
No. Dobbiamo riscoprire tutto, perché è un tutto vivo. La contemplazione è troppo intima per aderire a schemi.
Spero di essermi spiegato bene.
Quinto Percorso:
Si può tuttavia dare qualche chiarimento su termini quali percezione erronea anche in questa sede.
Erronee sono le percezioni che non riconoscono l’interconnessione, l’impermanenza e il Nirvana.
Da un punto di vista psicologico, perciò tutte le percezioni o nozioni o cognizioni sono erronee, perché nessuna percezione ci dice cos’è la realtà, ma ce ne dà solo una rappresentazione mentale separata e frazionata.
Le percezioni, o cognizioni, sono sempre nella nostra mente e non sono categorie che possano applicarsi alla realtà. Percezioni quali, inizio, fine, individuo, essere, non essere ecc. sono astrazioni mentali e non si applicano alle cose così come sono.
Le principali percezioni erronee sono elencate nel sutra del diamante e sono, se ricordo bene:
nozione di un individuo, di una persona umana, di essere vivente e della durata di una vita.
Inoltre, una delle comuni percezioni erronee che rappresenta un grande problema è la nozione stessa di felicità e di cosa dobbiamo fare per ottenerla. Gran parte della nostra sofferenza origina proprio dalla nostra nozione errata di felicità.
Pensiamo a come ci rapportiamo continuamente con questa nozione: sarò felice solo se le cose andranno così o così e quindi devo fare questo enorme sforzo per essere felice in un futuro più o meno lontano ecc.
Quanto spreco di energia che ci porta lontano dalle condizioni molto più vicine e semplici della vera felicità.
Il Maestro dice che la felicità è sempre disponibile, il vero problema è la nostra capacità di gustarla.
per favore togliete il mio intervento
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