I Precetti

 

I Precetti morali sono una porta fondamentale che conduce alla liberazione dalla sofferenza. Proposti dal Buddha 2500 anni fa, hanno origine dalla profonda consapevolezza che ogni cosa è interconnessa con tutte le altre, per cui qualunque nostro comportamento ha effetti sulla vita di tutti gli esseri che condividono con noi l'esistenza in questo universo.

L'ottuplice sentiero illustra le tre pratiche dell'Etica, esse sono:

Retta azione

Retta parola

Retti mezzi di sussistenza

Tra le Paramita (virtù) che ci traghettano sulla sponda del Nirvana la Generosità (Dana) e l'Etica (Sila) sono strettamente connesse con i Precetti.

I Precetti, espressi in forma chiara e sintetica, sono:

 

  1. Non uccidere alcun essere senziente.
  2. Non prendere ciò che non ci è dato.
  3. Non praticare sesso irresponsabilmente.
  4. Non mentire.
  5. Non assumere intossicanti.

 

Queste semplici regole ci consentono di essere liberi da incertezze sul nostro comportamento in molte situazioni della vita. Esse sono un riferimento sicuro e solido anche nei momenti di debolezza che potrebbero disorientare il praticante.

Da ciascun Precetto traspare chiaramente il rispetto per la vita e la compassione per tutti gli esseri, nonché la decisione di mantenere sani, nel corpo e nella mente, noi stessi, la nostra Comunità Spirituale, la nostra famiglia e la nostra società.

 

Ogni Precetto include tre aspetti:

  • la consapevolezza della sofferenza generata da un comportamento erroneo
  • la determinazione ad astenersi da quel comportamento
  • il voto di fare qualcosa in positivo come rimedio alla sofferenza:

 

  1. Proteggere la vita.
  2. Essere generosi.
  3. Avere una vita sessuale sana e coltivare rapporti sinceri.
  4. Parlare con schiettezza e con gentilezza.
  5. Mantenere la chiarezza mentale.

 

Il fulcro dei Precetti è una profonda domanda: cos'è la sofferenza, come si genera e soprattutto, chi è che soffre?

Se uccido, rubo o sfrutto altri esseri, sono solo loro a soffrire o questa sofferenza mi riguarda?

Chiedetevi:

"C'è veramente differenza fra la sofferenza degli altri e la mia sofferenza?"

Se riusciremo a far luce sulla natura della sofferenza realizzeremo il vero significato dei Precetti.

 


I precetti riformulati dal Maestro Thich Nhat Hanh


 


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