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Prostrarsi

Maestro Thich Nhat Hanh - Da "Lo splendore del loto"



Con tutto il cuore

Prostrandomi ed arrendendomi

Con entusiasmo io prendo rifugio

Nel Buddha, nel Dharma e nel Sangha

Che dimorano nelle dieci direzioni

E anche in me stesso,

In coloro che sono in tutti i reami del Dharma

Trascendendo il passato, il presente e il futuro.



Pioveva a dirotto la mattina durante la quale presentammo per la prima volta questi versi al Plum Village. Prima di iniziare la pratica, sedemmo di fronte a un'ampia vetrata, proprio all'ingresso della sala di meditazione, e osservammo la pioggia che inondava la terra. I versi possono anche aiutarvi a meditare mentre vi prostrate. Come le gocce di pioggia, tutti noi dobbiamo prostrarci. Ognuno di noi è una goccia d'acqua, e la nostra terra ha bisogno della pioggia.

È consigliabile preparare un panno pulito, da usare per le prostrazioni. Il viso sarà in contatto col pavimento per un periodo di tempo più lungo del solito, e se dovessimo respirare nella polvere saremmo distratti dal disagio.

Prostrarsi vuol dire chinarsi fino a toccare il suolo. Vi muovete in avanti e verso il basso contemporaneamente. Per prima cosa unite il palmo delle mani di fronte a voi. Quindi un membro del Sangha (della Comunità) può leggere o cantare la poesia. Se praticate da soli, fatelo voi stessi. Inspirate durante il primo, terzo, quinto e settimo verso. Espirate durante il secondo, quarto, sesto e ottavo verso. Dopo aver recitato la poesia, chinatevi verso il pavimento con un movimento lento e aggraziato. Prima di posare le ginocchia a terra, ponete le mani ai due lati del punto nel quale poserete la fronte. Infine, chinate il capo sino a toccare il suolo. La parte posteriore delle cosce si appoggia sui polpacci, cosicché tutto il corpo è vicino a terra. Rimanete in questa posizione per tutto il tempo che volete, seguendo il respiro e mantenendo la consapevolezza delle parole della gatha (poesia). Non c'è bisogno che siate consapevoli di ogni verso, se ciò richiede troppa concentrazione. Per la vostra meditazione uno o due versi possono essere sufficienti.

Le dieci direzioni sono le otto direzioni della bussola, più il sopra e il sotto. Diciamo che contengono il Buddha perché il Buddha non è altro che l'aspetto risvegliato della nostra mente, e questo può manifestarsi ovunque. Non c'è bisogno di andare a Bodhgaya, in India, per trovare il Buddha. Il Dharma è l'insegnamento sulla natura dei fenomeni. Se è presente l'aspetto risvegliato della mente, allora ogni oggetto può essere usato per insegnarci qualcosa: un fiore, una roccia, persino una parola dura. Il Sangha è una combinazione di elementi umani e non-umani, che ci è di aiuto nella pratica. Sia l'erba soffice su cui ci sediamo per meditare sia gli amici che siedono con noi sono elementi del Sangha.

Anche dentro di noi, in ogni cellula, possiamo vedere il Buddha, il Dharma e il Sangha. Ogni cellula del corpo contiene l'elemento terra, e noi ci prostriamo alla terra. Non potremmo essere più vicini alla terra, né siamo realmente diversi dalla terra sulla quale ci prostriamo. Potrete sperimentare una straordinaria felicità, restando semplicemente in questa posizione. Potrebbero persino venirvi le lacrime agli occhi, e forse scoprirete che tutt'intorno a voi, innaffiati dalla pioggia, sono spuntati molti fiori profumati. Persino quando sembra completamente priva di vita, la terra contiene semi che hanno la potenzialità di fiorire. E quando morirete, come avete già fatto migliaia di volte; un fiore sboccerà per darvi il bentornato a casa. Prostrarsi vuol dire morire, morire ed essere felici. Se desiderate la morte, per scrollarvi la polvere rossa di questo pianeta dai piedi, ebbene non c'è bisogno che aspettiate che la morte vi chiami. Potete arrendervi subito, proprio adesso.

I reami del Dharma sono oggetti della mente. Ogni elemento può divenire un oggetto mentale e quindi essere denominato un reame del Dharma. Un reame del Dharma ha in sé qualità miracolose perché, sebbene sia fenomenico, può esprimere la natura ultima della realtà. Il Buddha, il Dharma e il Sangha possono essere trovati in qualsiasi oggetto della nostra cognizione.

Possiamo trascendere il passato, il presente e il futuro. Il Buddha non esiste solo nel passato, tra il quinto e il sesto secolo avanti Cristo. Il Buddha è qui con noi, ora, non appena sappiamo essere consapevoli. Che cosa eravate prima di nascere come esseri umani? Eravate una nuvola? Il Buddha era in quella nuvola. Forse eravate una zanzara, e il Buddha era in quella zanzara. Cosa diverrete in futuro? Magari una goccia di pioggia? Il Buddha, il Dharma e il Sangha saranno presenti in quella goccia di pioggia. Non dovremmo pensare che abbiamo la capacità di incontrare il Buddha solo in questa vita. In passato abbiamo avuto diverse occasioni per essere il Buddha, il Dharma e il Sangha, e ne avremo molte di più in futuro.

Nel prostrarci, andiamo verso il basso perché andiamo alla ricerca dell'umiltà, e ci spostiamo in avanti perché diventiamo qualcosa di grande. In realtà non siamo niente, ma nello stesso tempo siamo in armonia con tutti gli elementi dell'universo. Praticando la meditazione nella posizione della prostrazione dovreste sentirvi proprio comodi. È importante che vi arrendiate e vi godiate la respirazione consapevole. La posizione in cui vi trovate facilita il lasciar andare tutti i pensieri. Potete abbandonare voi stessi e ogni pensiero circa voi stessi. Abbandonate tutto fino a non essere più niente. In questo modo non ci sarà più spazio per l'orgoglio. Non perderete più tempo a pensare quanto siete o non siete intelligenti e meritevoli. L'orgoglio è il fardello che riusciamo finalmente a posare grazie alla pratica della prostrazione.

 

© Thich Nhat Hanh
Per informazioni sul Progetto Trascrizioni e sulla possibilitą di effettuare donazioni, per favore visitate il sito: http://www.plumvillage.org

 

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