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Vittorio Grondona-Bologna

Indice delle news

 

 

ANNO 2008

Interventi pubblicati sul Blog del giornalista Claudio Sabelli Fioretti

Per i riferimenti e altri particolari consultare il sito di Claudio Sabelli Fioretti

IL "LIBRUCCIO" SUL BLOG

 

 

GENNAIO 2008

 

  1. 1/1/2008

SCHIFEZZE ILLEGALI / 2

da Vittorio Grondona – Bologna

Gentile signor Paolo Beretta, il suo discorso è invece condivisibile e la prospettiva di essere spiato continuamente o addirittura sottoposto alla tortura proprio non mi alletta minimamente. Il discorso fatto sul Blog mi sembra però diverso nella sostanza. Io ritengo che qualsiasi notizia di interesse generale che in qualsiasi modo emergesse dal segreto anche privato, debba essere obbligatoriamente pubblicata. Spetta poi alla magistratura stabilire le varie responsabilità in caso di illegalità. Il sistema di informazione, venuto lecitamente a conoscenza di un avvenimento, pubblicandolo fa solo il suo dovere. Personalmente mi aspetto democraticamente che lo faccia.

 

RIFERIMENTO 30/12/2007

SCHIFEZZE ILLEGALI

da Paolo Beretta

Claudio, è un discorso vecchio: Coppola ha ragione. Se passa il principio secondo il quale una intercettazione illegale vale comunque come prova, ci saranno sempre meno scrupoli nelle attività di indagine. Diciamocelo francamente, tu credi davvero che eventuali sanzioni contro intercettazioni non autorizzate (che peraltro già esistono) possano fermare gente con pochi scrupoli ? Quanti si sentiranno in diritto di penetrare nella tua vita privata, nella tua corrispondenza, nelle tue telefonate e nel tuo computer? Un qualsiasi tribunale non può utilizzare prove ottenute illegalmente, proprio perché il tribunale stesso deve essere espressione di giustizia. Non credere: se passa un principio come questo, non ci vorrà molto ad arrivare, ad esempio, a tecniche più "persuasive" di  interrogatorio, nel nome della legalità. E stai tranquillo che succederà.

 

  1. 1/1/2008

PARAGONI INADATTI / 2

da Vittorio Grondona - Bologna

Il discorso del signor Luca Serpieri è chiarissimo, ma scarsamente condivisibile. Se l’intercettazione è stata eseguita illegalmente il colpevole va sicuramente punito secondo la legge. Nel caso specifico, telefonata Berlusconi/Saccà, ammesso che l’intercettazione non fosse stata autorizzata, ci troviamo di fronte a due cose illegali da perseguire entrambe, secondo il mio punto di vista. Non tenere conto di un delitto venuto alla luce da un fatto illegale, sarebbe veramente da manicomio collettivo. Non si può investire impunemente chi circola in direzione vietata.

 

RIFERIMENTO 30/12/2007

PARAGONI INADATTI

da Luca Serpieri

A proposito della telefonata tra Berlusconi e Saccà vedo che su questo sito, per giustificarla, circolano paragoni inadatti. Per esempio il signor Pedrazzoli immagina che passeggiando sul marciapiede, sbirciando tra le persiane, si accorge di un omicidio. Potrebbe essere anche un caso di violazione della privacy, ma non si tratta di una violazione della legge, come nel caso dell'intercettazione della telefonata. Scusate c'è una bella differenza.

 

RIFERIMENTO 3/1/2008

PARAGONI INADATTI /3

da Livio Pedrazzoli

Forse circolano paragoni inadatti, ma anche bufale che l'info-réclame rende verosimili. La conversazione ballerine-senatori deriva dall'intercettazione legalmente autorizzata delle utenze di un normale cittadino, dirigente rai, depositate e quindi rese note in una fase processuale. Quanto alla bella differenza che passerebbe tra violazione della privacy e violazione della legge, semplicemente non esiste, essendo la protezione della privacy regolata per legge. Non si possono violare indipendentemente. Ma tralasciando gli aspetti formali, quella conversazione riguarda due personaggi pubblici, che trattano di un'azienda pubblica e di un'istituzione dello stato. Se la sostanza dei fatti non deve sempre evaporare, qualcuno mi vuole spiegare cosa c’entra la privacy? (Tutela delle informazioni sensibili attinenti alla sfera privata personale). Non sarà invece che tanta indignazione riguarda solo la violazione di una vecchia regola della politica? Tutti vedono quel che tu pari, pochi sentono quello che sei. (Machiavelli)

 

RIFERIMENTO 3/1/2008

PARAGONI INADATTI /4

da Luca Serpieri

Sono perfettamente d'accordo con il signor Grondona. Quando si scopre un reato attraverso un'intercettazione illegale la condotta che lo stato deve tenere è semplice e ovvia. Perseguire entrambi i reati. A pensarci bene è strano che ci sia il bisogno di dirlo. Perseguendo anche il reato di intercettazione illegale ovviamente si otterrà lo scopo di evitare appunto abusi in questo campo. L'eventuale poliziotto o magistrato un po' troppo "curioso" ci penserà due volte prima di compiere una simile azione.

 

  1. 4/1/2008

(S) CONSIDERAZIONI

da Vittorio Grondona - Bologna

I politici dell’ultima generazione, provenienti direttamente dai banchi di scuola o da cordate amiche, ormai hanno privatizzato tutto il bene accumulato con sacrifici dal popolo italiano in tanti anni. E’ sotto gli occhi di tutti che la svendita a privati, praticamente in bolletta, delle Ferrovie, dei telefoni, dell’energia, delle autostrade e di tante altre significative ricchezze abbia provocato un peggioramento sia economico che tecnico ai cittadini, colpendo di più fra loro gli utilizzatori meno abbienti. Non contenta dei palpabili disastri derivati dalle suddette privatizzazioni dei beni comuni e di avere creato di fatto nuovi impenetrabili lucrosi monopoli privati, negli ultimi 15 anni, la stessa poltica sta trattando in questi giorni, dopo averla gestita nel peggiore dei modi, anche la svedita dell’Alitalia, non a privati questa volta, ma addirittura ad uno stato straniero.

 

RIFERIMENTO 2/1/2008

ITALIA IN DECLINO

da Giorgio Goldoni

Il Prodi le spara grosse, come :"abbiamo risanato i conti": e quando è successo? E chi se ne è accorto? Il Prodi sensale di aziende decotte aveva già lasciato la sua impronta sull'Alfa Romeo, venduta ignominiosamente a Fiat nonostante le più vantaggiose offerte americane ,e da Fiat subito ridimensionata al livello odierno.
Il Prodi artefice del passaggio di Alitalia ad Airfrance è un altro record italiano: saremo il primo paese europeo privo di compagnia di bandiera e per volare dalla Valle Padana su rotte intercontinentali dovremo fare scalo a Parigi: grazie Prodi. Il Prodi "distratto" che non vede una regione malgovernata dai suoi compagnoni Bassolino e Jervolino, sommersa dai rifiuti e non li obbliga a mollare le poltrone.

 

RIFERIMENTO 2/1/2008

DECLINO ATTO SECONDO

da Massimo Mai

Caro Goldoni, di certo c'è che il debito pubblico ha ripreso a scendere come faceva con il passato governo del centro sinistra. Mentre cresceva con il governo Berlusconi. Il risanamento passa forzatamente dall'eliminazione del debito ( o dalla sua riduzione a un livello governabile). Sulla vendita Alitalia lasciamo stare, mi domando solo come mai nei cinque anni precedenti il gruppo di padani non ha proposto ne attuato nulla, contribuendo alla spesa.
Vorrei poi ricordare che Berlusconi ha lasciato un paese a crescita zero. Se persino l'accolita di soggetti che ci governa oggi riesce a fare meglio quelli prima dovevano o essere proprio incapaci o avere altri obiettivi.

 

RIFERIMENTO 3/1/2008

ALITALIA

da Bruno Stucchi

Pensata mefistofelic per salvare Alitalia: affidare la compagnia al Mago Otelma Delle Ristrutturazioni Industriali, in arte l'Ing. Visto i brillanti risultati conseguiti in Olivetti, Sasib, ecc. ecc. saremmo di sicuro in buone mani.

 

RIFERIMENTO 3/1/2008

DECLINO ?

da Paolo Beretta

Intanto nel settore statale siamo passati da 34,6 miliardi del 2006 a soli 27 miliardi di fabbisogno e con la finanziaria hanno cominciato a restituire un po' di soldi. Il problema, a questo punto, non è Prodi ma Dini. Nella questione Alitalia il peggior colpevole è proprio Alitalia, e credo che né io né lei, Goldoni, abbiamo abbastanza informazioni per commentare i motivi della scelta. La storia Alfa Romeo, poi, è decisamente stantìa, e non mi venga a dire che se la comprava la Ford sarebbe rimasta aperta: avrebbero chiuso dopo qualche anno, visto come erano conciati. Per la questione rifiuti, invece, sto con Goldoni: mi risulta impossibile capire come si possa trascinare una situazione del genere per tutto questo tempo senza trovare risposte nell'incapacità di chi dirige.

 

RIFERIMENTO 4/1/2008

QUEL BIRBANTE DI PRODI SECONDO GOLDONI

da Pier Franco Schiavone

Prodi sbaglia quando sostiene la scelta dell’Alitalia di accettare l’offerta Francese, ma sembra che a farne le spese, in caso di cessione per esempio ad AirOne, sarebbero stati i dipendenti a causa di un piano di tagli molto pesante. Tra l’altro, a detta dei piloti, gli standard di qualità di Air France sono infinitamente superiori. Faremo, ma non è detto, uno scalo a Parigi per andare a New York? Se questo significa volare in piena sicurezza salvaguardando il posto di lavoro dei dipendenti, va bene. Perdiamo la compagnia di bandiera? Casomai il problema è Malpensa. È solo una perdita in più, dopo la chimica e la siderurgia. La grande distribuzione e il settore alimentare sono, in gran parte, in mani straniere. Il settore auto è un nano e nell’alta tecnologia arranchiamo. Stiamo perdendo pezzi del comparto moda perché stiamo svendendo pure quello; nel calzaturiero siamo surclassati dai cinesi che stanno anche comprando decine di mobilifici nel nord. Goldoni, sursum corda, non sei alleato con un partito che esalta i celti? E allora, voilat, vive la France!

 

  1. 5/1/2008

SCHIFEZZE ILLEGALI /4

da Vittorio Grondona - Bologna

La pubblicazione di un fatto venuto comunque alla luce è sempre legale. Il principio di poter utilizzare tecniche illegali per acquisire prove non potrà mai “passare” in un paese veramente democratico. Ovviamente ci sarà sempre chi compierà una tale nefandezza, ma in quel caso la mannaia della giustizia dovrà colpire i responsabili senza pietà. Secretare gli atti non è compito dell’informazione, la quale invece ha il dovere opposto.

 

RIFERIMENTO 3/1/2008

SCHIFEZZE ILLEGALI / 3

da Paolo Beretta

Grondona, in generale sono d'accordo con lei. Ovviamente, se un quotidiano viene a conoscenza di una informazione trapelata da una intercettazione deve pubblicarla, purché sia legale sia l'intercettazione che la pubblicazione. Vale a dire che in fase istruttoria, a mio parere, le cose devono restare secretate, salvo poi in dibattimento (quando sia pubblico) renderle note. Resta il fatto che se passa il principio di poter utilizzare tecniche illegali per acquisire prove, poi non ci si ferma più. Il primo a rispettare le regole deve essere l'arbitro, altrimenti tutto è permesso. E finiamo male.

 

  1. 7/1/2008

ABORTO

da Vittorio Grondona Bologna

L’aborto è uscito di nuovo dal letargo per opportunità economico/politica del Vaticano e dei suoi accoliti giornalisti/politici che nella loro grossolana propaganda opportunistica vorrebbero farci credere che fra due mali, aborto medico e aborto clandestino, sia migliore il peggiore, cioè quello clandestino. Quando gli argomenti che “tirano”, come le uscite stravaganti del Cavaliere, cominciano a scarseggiare, anche un giornale come “Il Foglio” deve trovare il modo per tirare a campare. Ecco allora che il furbone di turno ha pensato di rispolverare vecchie teorie bigotte che pur essendo per fortuna già da tempo definitivamente sradicate dalla maturità mentale preminente nel nostro Paese, sono purtroppo ancora di facile presa sull’ingenuità popolare rimasta nel profondo dell’intimo di molti cattolici. L’aborto non è mai stato un divertimento per alcuno, donna o uomo che sia. I soliti opportunisti, che fra l’altro non disdegnano di osannare le guerre preventive, fanno finta di non averlo ancora capito portando a giustificazione del loro falso orrore rarissime eccezioni. Nel contempo minacciano i deboli di spirito che osino sgarrare sull’argomento di una sicura condanna divina, anticipando così, d’arbitrio, anche il “Dies irae” del Giudizio universale.

 

RIFERIMENTO 3/1/2008

ABORTO

da Alessandro Ceratti

Visti i progressi della scienza, io mi domando in base a quale contorto ragionamento nell'anno 2008 qualcuno riesce ancora a ritenere che quando si sopprime un feto nel ventre di una donna non si sopprime un essere umano. Perché, prima di ogni altra considerazione di qualunque genere, il punto è quello.

 

RIFERIMENTO 4/1/2008

ABORTO

da Paolo Bonavia Paradiso

Caro signor Ceratti, nel 2008 è noto anche che il problema è sapere o decidere da quale momento un feto è un essere umano. C’è chi si fa una sega in un preservativo, lo butta in aria e gli spara. Poi dice di avere un figlio morto in aviazione.

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

VOILAT ???!!!!

da Alessandro Ceratti

Ma come "voilat"? Diamo i numeri? Voilà, voilà, voilà

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

ABORTO /3

da Silvia Palombi

Caspita Ceratti dopo aver letto il tuo intervento sull’aborto volevo dirti a brutto muso RICOMINCI? Ma vedo che il Paradiso mi ha preceduto, non ha atteso.

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

ABORTO: ANCORA ?

da Paolo Beretta

Visti i progressi della scienza, io mi domando in base a quale contorto ragionamento nell'anno 2008 ci sia ancora chi ritiene che una morula sia un essere vivente. Ceratti, il suo è un ossimoro: non può invocare la scienza su una questione di fede che, in quanto tale, non può essere oggetto di una legge dello stato. Lei pensa che il feto sia un essere vivente, io penso che sia una baggianata. E voglio che quelli che la pensano come me non debbano lasciarci la pelle per questo.
PS: quella del figlio morto in aviazione è bellissima, mi mancava...

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

VOILAT

da Gianni Guasto

Schiavone, io ti voglio tanto bene, ma "voilat" non me lo dovevi dire. Dimmi che é stata la tastiera oppure il correttore di word. Con il correttore di word ci si salva sempre.

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

FIGLI MORTI IN AVIAZIONE

da Pino Granata

Il post di Paolo Bonavia Paradiso mi ha strappato una sonora risata. Ma stiamo attenti da qualche parte d'Italia qualcuno potrebbe prendere sul serio l'idea e poi chiedere la pensione per i "figli" deceduti nell'adempimento del proprio dovere di difendere la Patria.

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

HA BRUCIATO TUTTI (ABORTO/2)

da Emilio Pierini

Sì è vero, siamo solo agli inizi di Gennaio, il primo mese dell’anno. Ma dubito che pur sforzandoci di brutto ed andando a prelevare dai cassetti più reconditi della nostra immensa creatività un qualsiasi blogger di questa comunità possa raggiungere il fantastico livello del post scritto da Paolo Bonavia Paradiso. Se ci fosse l’Oscar per il miglior post dell’anno, per il 2008 potremmo già arrenderci e celebrare la scontata vittoria di Paolo Bonaria con il suo “Aborto”. Semplicemente sublime.

 

RIFERIMENTO 5/1/2008

VOILA E ALTRE BAGATELLE

da Barbara Melotti

Caro Alessandro, non è voilat, ma certo nemmeno voilà. Più semplicemente voila. Venendo a questioni di minor momento, e cioè all'aborto: mi duole ripetermi, ma in ogni discussione in merito, qui e altrove, continua a sfuggire il nocciolo, e cioè che il problema non è quando nasca la vita (questione assimilabile al sesso degli angeli, in quanto a certezze), ma la gerarchia dei diritti. Che non può essere a favore del feto rispetto alla donna, e nemmeno paritaria, altrimenti non sarebbe, appunto, "gerarchia". E se tale gerarchia, come è legale, giusto e persino "naturale" nella stessa accezione del termine che ne da la chiesa cattolica, vede in primo luogo la madre, essa è la sola ed unica deputata a decidere. Come secoli, o meglio millenni, hanno ampiamente dimostrato, indipendentemente da persecuzioni e condanne all'inferno in cielo, in terra e in ogni luogo.

 

RIFERIMENTO 6/1/2008

ET VOILA (FATE FINTA CHE SIA ACCENTATA)

da Pier Franco Schiavone

Boh, ho scritto come mi è venuto e il correttore (bastardo!) me l'ha avallato. Questa è la dimostrazioine che gli Italiani citano a sproposito. Non parlo una parola di francese, anche se da bambino, stando oltre un anno in Francia, lo parlavo, poi l'ho dimenticato, ahimé! Però me la cavicchio con l'inglese e parlo bene il Portoghese. Quanto a Carla Bergamo, non intendevo riprenderla, quel midia è stato solo uno spunto per un post ironico. Sono contento che non abbia niente contro i nomi stranieri e strani, nemmeno io, sarei scemo. Semplicemente affibbiare un Christian invece di Cristiano, o Tobias invece di Tobia, mi sembra un po' patetico; magari i nomi inglesi o francesi tra 100 anni entreranno di diritto nella nostra anagrafe senza nemmeno italianizzarli, come si è fatto per i nomi di origine ebraica o greca, un giorno sarà normale chiamare i figli John o Jasmine. Solo mi chiedo perchè in Inghilterra o in Francia, Inglesi e Francesi non chiamano i loro figli Francesca o Claudia o Fabio. L'unico nome alla moda è Rocco. Quanto alle stranezze, mi risulta che un americano appassionato d'opera, voleva chiamare la figlia Condolcezza, ma sbagliarono all'anagrafe ed è venuta fuori Condoleeza, che poi sarebbe diventata amica di D'Alema.

 

RIFERIMENTO 6/1/2008

VOILà

da Alessandro Ceratti

Cara Barbara, la corretta grafia do "voilà" è questa. Correggere una correzione è terribile (per la persona corretta). Correggere una correzione e sbagliarsi è quasi imperdonabile. Non farlo più! voilà [vwala], prep. 1. Ecco (là) Fonte: Dizionario Garzanti Francese-Italiano, Italiano-Francese.

 

RIFERIMENTO 6/1/2008

GERARCHIE

da Alessandro Ceratti

Benissimo, Barbara Melotti imposta bene il problema affermando che è questione di gerarchie. Io faccio allora questa semplice domanda: perché la gerarchia deve essere a favore della donna e a scapito del feto e invece a favore del neonato e a scapito della neomamma? Perché l'aborto sì e l'infanticidio no? Prego chi volesse rispondermi di prendermi sul serio. Questa non è (solo) una provocazione. E' una domanda che merita risposta.

 

RIFERIMENTO 7/1/2008

VOILÀ: SCUSA CERATTI

da Barbara Melotti

Caro Alessandro, hai ragione: i miei ricordi scolastici (molto lontani) mi hanno evidentemente tradito. E' veramente imperdonabile. Veniale, invece, è credere che nella nostra legislazione la gerarchia dei diritti sia "a favore del neonato e a scapito della neomamma", come affermi tu. Immagino tu ti riferisca a "neonato" e "neomamma" nel momento, preciso, del parto, in quanto dopo tale momento, non esistendo più conflitto di interessi possibile, ogni discorso sulla gerarchia dei diritti necessariamente decade. Ebbene, caro Alessandro, mi duole assai infliggerti un tale colpo, ma ormai da alcuni decenni (sempre pochi, rispetto alla civiltà del diritto), la gerarchia anche in questo paese, clericale quanto ipocrita, è a favore della "neomamma" rispetto al "neonato". E infine, volendoti tutto sommato bene, mi guarderò dal prendere sul serio, come tu chiedi, il tuo quesito: se davvero tu non vedessi la differenza fra un bambino e un feto, fra una donna e un feto, sarei davvero preoccupata per te.

 

RIFERIMENTO 8/1/2008

DIFFERENZE

da Alessandro Ceratti

La cara Barbara auspica che io riesca a vedere la differenza tra un bambino e un feto. Ovviamente io noto differenze. Noto differenze anche tra un neonato e un bambino di sei anni. Tra un bambino e un ragazzo, e tra un adulto e un vecchio. Non riesco bene invece ad avere chiaro che cosa accomuna neonato, bambino, adulto, vecchio e li distingue in maniera inequivoca da un feto. Per esempio a me sembra che un neonato assomigli molto di più a un feto che a un vecchio rugoso. Sarò manchevole, ma così, a buon senso, mi verrebbe da pensare che si tratta per tutti i casi di diverse età della vita.

 

RIFERIMENTO 8/1/2008

GERARCHIE /2

da Paolo Beretta

A domanda rispondo. Dal Codice Civile, Libro I, Titolo I, Art. 1: "Capacità giuridica. La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita". In particolare, con il primo respiro. Per inciso, l'Art. 578 c.p. che regola l'infanticidio definisce, nei fatti, una circostanza attenuate per l'art. 575 c.p.

 

RIFERIMENTO 8/1/2008

LEGGI DIVINE E LEGGI UMANE

da Carla Bergamo

Ma perché i "pastori" cattolici non si limitano a minacciare l'inferno alle loro pecorelle, che approfittano di leggi umane come aborto o divorzo, e non lasciano in pace gli altri, che non fanno parte del gregge? Decisamente, non c'è più religione!

 

RIFERIMENTO 8/1/2008

CERATTI, VOGLIAMO CREARE UN ALTRO BUSINESS PER LE MAFIE?

da Pier Franco Schiavone

L’aborto è doloroso per la donna e anche per il maschio, quando c’è, ed è una sconfitta per la società ma sull’aborto bisogna essere pragmatici. La 194 è una legge per la vita, è una legge che ha permesso di evitare innumerevoli aborti clandestini e non solo, anche a recuperare una grande quantità di nascite che altrimenti non ci sarebbero state; una ventina di anni fa, una mia amica non abortì, cambiò idea, grazie alla persona che incontrò nel consultorio, pensi che una mammana clandestina l’avrebbe informata? Gli aborti, Ceratti, ci sarebbero ugualmente, come ci sono stati prima della legge, con l’aggravante della mancata informazione e del pericolo di vita per la donna. Dirò di più, oggi, senza una norma chiara, il rischio di un’infiltrazione delle mafie, anche quelle che si occupano di traffico di organi, sarebbe ancora più alto. Ma come si fa a non capire cose tanto elementari?

 

  1. 8/1/2008

PER IL BLOG (…NON BASTA)

da Vittorio Grondona – Bologna

Per motivi di archiviazione penso che indicare in oggetto genericamente “per il blog” non sia agevole per una eventuale rapida e precisa ricerca. Pertanto suggerisco, ovviamente solo a coloro che avessero come me questa necessità, di integrare le prime due paroline chiave con il titolo del post inserito di seguito. Grazie

 

RIFERIMENTO 6/1/2008

FACCIAMO UN PO' D'ORDINE

Molte delle vostre mail arrivano senza nessuna indicazione nell'oggetto. Queste finiscono direttamente fra le Spam. E scompaiono. Altre arrivano con il titolo del post come oggetto. Queste mi costringono ad un lavoro che potrebbe essere evitato, prendere il titolo e spostarlo nel post. Insomma, per favore, d'ora in poi mettete nell'oggetto della mail semplicemente la frase "PER IL BLOG" e prima del testo del post quello che pensate sia il titolo. Grazie, eternamente grato. (csf)

 

RIFERIMENTO 7/1/2008

PROVA

da Isabella Guarini

A CSF per la Befana, con affetto.

Così va bene: PER IL BLOG nell'oggetto, TITOLO, autore e testo, esattamente come sopra, nel corpo della mail.

  1. 11/1/2008

ORDINE DI SCUDERIA: COSTRUIRE INCENERITORI

da Vittorio Grondona - Bologna

Se voglio svendere l’Alitalia, la riduco a un cesso e così tutti sono contenti della sua svendita. Così è successo anche con le altre svendite delle nostre ricchezze socialmente accumulate. Se voglio quindi costruire costosissimi inceneritori e darli in pasto alle speculazioni dei privati, in un momento in cui molte province italiane hanno saggiamente deciso di non costruirne più in quanto le relative emissioni di nanopolveri killer da Pm 2.5 a Pm 0.1, che nessun filtro può fermare, e le inevitabili fuoruscite di diossine sono universalmente riconosciute dannose per la salute pubblica, devo solo creare un’emergenza talmente devastante da provocare spontaneamente l’invocazione popolare per loro costruzione, accettata a quel punto come scelta obbligata del danno minore. Per completare la baldoria in una danza vertiginosa di quattrini, li spaccio anche come “fonti d'energia rinnovabile” facendoli legalmente pagare a tutti gli italiani con le già carissime bollette Enel. Accidenti, sono proprio un furbone matricolato!...

 

RIFERIMENTO 6/1/2008

SOS NAPOLI

da Isabella Guarini

Caro CSF, rinuncio a polemizzare sui politici e invio un sos per risolvere l'emergenza dei rifiuti a Napoli. Ho pensato, mentre vedo crescere pericolosamente il cumulo di monnezza nella piazza in cui abito, che, vista l'emergenza, basterebbe invitare la popolazione a non buttare il sacchetto tutti i giorni in istrada quando non viene prelevata. Già se il sacchetto nero venisse buttato un giorno sì e un'altro no, si avrebbe una riduzione del cumulo e dei pericoli. Inoltre, i materiali della differenziata, carta, plastica, vetro, potrebbero essere conservati in casa in attesa di tempi migliori, in quanto non deteriorabili. Purtroppo si pensa a far polemiche e feste, invece di approfittare dell'emergenza per indurre i cittadini ad assumere comportamenti virtuosi.

 

RIFERIMENTO 6/1/2008

IMMONDIZIA A NAPOLI

da Luca Serpieri

La situazione la conosciamo tutti. Io credo che in questa circostanza ci troviamo di fronte alla peggiore delle amministrazioni possibili. La gravità del fenomeno, la responsabilità pluriennale dei politici locali, la mancanza di reali prospettive di soluzione del problema, tutto depone in maniera incontrovertibile contro Bassolino e la sua gang. Essi hanno fatto alla regione che amministrano un danno probabilmente irreversibile. Se il centrosinistra non fosse quel sistema di potere che invece è da ogni parte al suo interno dovrebbero salire delle voci che gridano: DIMISSIONI. Subito.

 

RIFERIMENTO 7/1/2008

MONNEZZA A NEW YORK

da Silvia Palombi

Nelle case c'e' un foglio con i giorni in cui la municipalita' ritira il pattume, un giorno l'umido un giorno carta e cartone un giorno metallo un giorno vetro eccetera. Il tutto deve essere confezionato secondo norme molto precise. Se si sbaglia giorno o tipo di rifiuto scattano multe salate. Avendo fatto casino davanti all'ufficio di Charta, la mia casa editrice, a Tribeca, parlo con cognizione di causa. Come fanno a sapere che quel pattume e' proprio tuo? Primo, l'americano non fa il furbo andando a piazzare il sacco davanti al portone di altri e poi 'gli altri' vigilano e talvolta aiutano la municipalita' (cioe' fanno la spia) perche' ne va dell'incolumita' e della salute di tutti. E a forza di multe si impara, altroche' se si impara.

 

RIFERIMENTO 8/1/2008

MONNEZZA A LONDRA

da Gian Paolo De Tomasi

Mi hanno regalato sabato sera degli ottimi biscotti con scaglie di cioccolato di Marks & Spencer. Sono finiti all’istante. Mentre li mangiavo avidamente, ho dato un occhio alla confezione. Erano indicati chiaramente e a prova di deficiente le indicazioni su come smaltire la confezione, pezzo per pezzo: involucro nella plastica, contenitore nella plastica. Sono certo che la perfida Albione obblighi che sia chiaramente indicato anche sugli altri prodotti le modalità di riciclo. Poi guardo i servizi da Napoli, con tutto mischiato nel cassonetto, e mi incazzo. Che ci facciamo noi nell’UE?

 

RIFERIMENTO 8/1/2008

L'ENERGIA DEI NAPOLETANI

da Pino Granata

C'è stata ed ancora c'è guerriglia a Napoli. Autobus e cassonetti dati alle fiamme con danni di milioni di euro per la cosa pubblica. Ma non sarebbe meglio che i Napoletani usassero tutta questa energia per combattere la camorra e la delinquenza comune e fare attività più costruttive? Non è che vogliono dare ragione a Calderoli quando dice che Napoli non è più Italia?

 

RIFERIMENTO 9/1/2008

COMMISSARI

da Biagio Coppola

Apprendo che De Gennaro è stato nominato, da quella volpe di Prodi, a Commissario (l’ennesimo) per l’emergenza rifiuti in Campania. Avrà pensato il premier che di sicuro non si ripeterà la macelleria argentina del G8!

 

RIFERIMENTO 11/1/2008

EDUARDO AI TEMPI DEL COLERA

da Biagio Coppola

Ecco il testo della poesia di Eduardo, che Tony Servillo ha recitato l’altra sera al Teatro Mercadante, e che si intitola «L'imputata»:

«Cara còzzeca, tu staie nguaiata», dicette 'o magistrato. «'O fatto è chisto, ccà nun te salva manco Giesù Cristo: o l'ergastolo, o muore fucilata. Qua ci sono le prove, figlia mia... Tu hai portato il bacillo del colera: la tua presenza è una presenza nera, 'a ggente more all'erta mmiez' 'a via. Che dici a tua discolpa?»

«Ecco, vedete... Affunn' 'o mare 'a còzzeca s'arrangia», dicette l'imputata, «e lo sapete...
Là sotto, Presidè, pare l'inferno! Chello c'arriva, 'a cozzeca se mangia: si arriva mmerda, arriva dall'esterno».

 

RIFERIMENTO 11/1/2008

NAPULE E’...

da Emilio Pierini

Lo so che forse la mia è una affermazione fuori luogo; ma vorrei capire per quale motivo in ogni servizio dei Telegiornali di questi giorni relativo alla problematica “monnezza” a Napoli, si vedono immagini di ragazzi che girano in due in motorino senza casco. Perchè quella parte d’Italia si crogiola beatamente nelle eccezioni palesemente tollerate delle leggi dello Stato Italiano ? A prescindere dal fatto che dalle mie parti passano a ritirare l’immondizia, io, tutti i giorni, con la massima scrupolosa attenzione, divido l’umido, la carta, la plastica ed il vetro dal resto dei rifiuti domestici. A Napoli se imponessimo un comportamento del genere sulla problematica rifiuti, quanti lo rispetterebbero ?

 

RIFERIMENTO 11/1/2008

MA COSA SI DEVE FARE IN ITALIA PER FAR DIMETTERE UN POLITICO?

da Pier Franco Schiavone

C’è chi dice che se Bassolino e Jervolino si dimettessero, consegnerebbero la Campania e Napoli in mano alla destra; e allora? A parte il fatto che i Campani hanno il diritto di eleggere chi pare loro, c’è qualcuno in questo momento che farebbe più danno di loro (e di Pecoraro Scanio)? Quando visitai Napoli ai tempi del cosiddetto rinascimento, fui colpito dal clima nuovo. Bambini che adottavano monumenti e facevano allegramente da guida, giovani e garbati volontari che ti venivano incontro nei musei e persino in strada per offrire gratuita collaborazione, una ritrovata serenità tra la gente e molto altro. Un mio amico poliziotto, vincitore di un concorso, rinunciò allora a trasferirsi a Milano. Poi cos’è accaduto? Forse sono subentrati in Bassolino un senso di potenza e impunità dovuti a tutta quella gratitudine, non so, so solo che Napoli solo per risollevarsi dal disastro d’immagine impiegherà decenni, se finisse oggi.

 

  1. 11/1/2008

AMARE LA VITA E’ IL SENSO DELLA VITA

da Vittorio Grondona - Bologna

Mi spieghi il signor Ceratti in quale modo possa essere “alienato” il diritto delle donne al ricorso della pratica dell’aborto. Chi se lo prende quel diritto? Lo stato? Il maschio?
L’aborto poi non è la soppressione di un essere umano, ma nella realtà è l’interruzione della primissima parte del ciclo di formazione dell’essere umano, il quale è completo ed ufficialmente riconosciuto tale solo quando nasce nel vero termine della parola. Infine sarei pure io felicissimo se si riuscisse a formare una società mondiale in cui il rispetto della vita, del suo iter preparatorio e successivo, della sua completa e felice accettazione come dono prezioso all’umanità, sia riconosciuto ed agevolato da tutti e non solo a parole. Purtroppo non è ancora così. Spero che fra i miracoli dei nuovi santi sia in programma anche quello che ci renda finalmente migliori con il nostro prossimo. Potremmo amare di più la vita nostra e degli altri e di conseguenza desiderare tutti di abolire definitivamente le guerre e gli aborti.

 

RIFERIMENTO 9/1/2008

ABORTO E PRAGMATISMO

da Alessandro Ceratti

Recepisco appieno l'invito di Schiavone al pragmatismo. Il pragmatismo è una necessità ineludibile e il suo contrario (l'idealismo?) è spesso causa di problemi gravissimi. Per questo voglio dire che, anche se posso aver dato l'impressione opposta, non sono affatto per l'abolizione della legge 194 tout court, non sono affatto per la proibizione assoluta della pratica dell'aborto. Il problema è troppo complesso e un simile provvedimento rischierebbe di essere molto controproducente. Sinceramente non ho in tasca una soluzione per questo problema. Con le mie lettere volevo solo indicare alcune cose: 1) la pratica dell'aborto non è un diritto inalienabile delle donne. 2) Le donne hanno viceversa il diritto di disporre della loro vita, ma solo della loro 3) L'aborto è la soppressione di un essere umano. Io, in questa fase storica, sarei contento se si riuscissero a diffondere universalmente queste idee. Se queste idee, largamente condivisibili, fossero largamente condivise già il mondo andrebbe molto meglio.

 

RIFERIMENTO 11/1/2008

ABORTO E CONDIVISIONI

da Paolo Beretta

Caro Ceratti, che le tue idee espresse nei punti 1, 2 e 3 ti suonino corrette mi sta benissimo. Che siano "largamente condivisibili" assolutamente no, è solo una tua pia illusione. Io non le condivido per niente, anzi. E mi ritrovo in buona (e folta) compagnia.

 

RIFERIMENTO 11/1/2008

UN'OTTIMA RISPOSTA A FERRARA

da Barbara Melotti

Qui . E non aggiungo una parola.

 

ECCO IL TESTO PRELEVATO DAL SEGUENTE SITO INDICATO DALLA SIGNORA BARBARA MELOTTI

 

http://www.imille.org/2008/01/caro_giuliano_ferrara.html

 

Caro Giuliano Ferrara

di Cristiana Alicata

Caro Giuliano Ferrara,
mi permetto di provocarti un po’.

Meraviglia, non poco, questo dibattito sulla moratoria dell’aborto tutto di una generazione maschile alle soglie della nonnità.
Un’organizzazione religiosa fondata sulla gerarchia maschile che lancia una legittima richiesta in uno dei paesi dove la presenza femminile nelle università (quanti rettori?), nella politica (quante ministre e di cosa?), nelle aziende (quante dirigenti?) è bassissima. Terreno fertile.

Meraviglia e non poco che a rispondere alle richieste della Chiesa siano stati, in queste settimane due ex sessantottini (D’Alema sui matrimonio gay e la famiglia e Ferrara sull’aborto), ventenni rivoluzionari 40 anni fa, che all’epoca, forse si riempivano le tasche del parka con libertà sessuale e parità di genere. Ma d’altronde molte donne ricordano allora di avere fatto più le ancelle del ciclostile che le capopopolo.

Ad uno sguardo attento (uno sguardo non filtrato dai vetri scuri delle autoblu e della vita agiata da intellettuale arrivato) in questi 40 anni le donne sono cambiate molto. Dopo gli anni 70 c’è stato un certamente un crollo delle nascite, lo scotto da pagare per fare un minino di carriera che comunque non è arrivata. Oggi, nel XXI secolo, invece di fare una battaglia retrograda sulla moratoria dell’aborto, mi piacerebbe vedere ex sessantottini e intellettuali, intenti a capire come mai le donne della mia generazione (30 anni), le vostre figlie da cui forse desiderate divenire nonni, tardino così tanto a fare figli rispetto agli altri paesi europei. Come mai nessuno si chiede come mai in Francia, in Danimarca le donne siano ad alti livelli della gerarchia socio-politica e facciano più figli di noi? Perché un’operaia o una centralinista, magari precarie, non dovrebbero pensare all’aborto? Molte di loro, insieme ai loro mariti, con estremo coraggio affrontano comunque una vita di disagio economico e sociale pur di non rinunciare alla maternità, in un paese, tra l’altro, in cui se dovessero separarsi dal marito potrebbero non ricevere nemmeno gli alimenti dall’ex marito che se ne frega delle decisioni del tribunale. Ma la donna non è una fabbrica di vita. La donna può essere madre e scegliere di esserlo. Se se la sente. Voi mi sembrate la regina Maria Antonietta affacciata al balcone con il suo cesto di brioche.

Pasolini, quando la protesta studentesca dell’epoca, si scontrava con la polizia, strabiliò tutti ricordando che i veri figli del popolo erano i poliziotti. Oggi vi direbbe che il centro della vita è la donna, non il feto, e che ancora una volta, state guardando il problema da una prospettiva errata.

C’è certamente da fare un’altra considerazione: la vita di ogni essere umano non è soltanto fatta di respiro, di pane e di sonno. E’ fatta di qualità e non mi riferisco agli agi materiali. Mi riferisco all’affetto genitoriale, alla serenità dell’ambiente familiare. Mi chiedo quanti problemi psichici, quanti omicidi in famiglia, e quanti altri disagi, pongono le radici nel malessere di vite non desiderate.

Certamente la diffusione della contraccezione negli ultimi anni ha fatto sì che ci siano meno figli, ma forse ha fatto sì, anche, che ci siano figli più desiderati, per questo più amati.

Caro Ferrara, mi chiederei, se fossi in te come mai tanti giovani se ne vanno dall’Italia, abortendo, questi sì, un sogno di vita nel proprio Paese, vicino ai propri affetti. Non è più una fuga di cervelli. E’ una devastante emorragia generazionale. Ragazzi e ragazze che piangono nel lasciare le famiglie, che ritardano convivenze, matrimoni, figli, che rinunciano a fare ricerca in Italia, che alimentano il PIL di Irlanda, Olanda, USA, Canada, Francia, Svizzera. Che sognano la moderna Spagna.

Mi chiederei come mai in questo paese non c’è ricambio generazionale e di genere, questo sì. Siete vecchi, Ferrara. Lasciate che la vostra età da “nonni” in cui vi addolcite e cercate a vostro buon diritto, la fede o qualcosa di spirituale che avete trascurato in passato, passi lontano dai luoghi del potere. Lasciateci, tu e D’Alema, l’Italia (vi prendo a simbolo, beninteso).

La vera battaglia, caro Ferrara, ma non so se la Chiesa sarebbe d’accordo, è una campagna forte nelle scuole per l’uso responsabile della contraccezione per fermare le malattie e garantire una genitorialità responsabile ed evitare il trauma dell’aborto. Questa sì sarebbe roba da ’68 e da intellettuali. Il resto no.

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  1. 12/1/2008

NOME IN CODICE: PIPPO (*)

da Vittorio Grondona - Bologna

Caro Claudio Urbani, avevo preparato una diversa risposta perché una certa idea per contribuire ad una risoluzione più funzionale ed ecologica dei problemi di smaltimento dei rifiuti ce l’avrei pure io, (...) Allora ho pensato di cavarmela con un esempio. Quando vado in un ristorante e mangio bene, pago con soddisfazione e non penso nemmeno lontanamente al lavoro del cuoco. Mi è piaciuto e in quel ristorante ci ritornerò. Viceversa, se mangio male penso subito che il lavoro del cuoco è da schifo ed in quel ristorante non ci tornerò mai più. Non posso mica prendere il posto del cuoco, io!... Vede signor Urbani, la politica è fatta di sottigliezze che bisognerebbe raccogliere per tirarle fuori al momento del voto. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

(*) NB = L’arcano del titolo del post “Nome in codice: Pippo” era svelato nel testo non pubblicato “oltre le 500 battute”. In sostanza nella seconda parte del mio intervento citavo una frase della famosa canzonetta “Pippo non lo sa”, antico successo musicale interpretato da Silvana Fioresi e dal Trio Lescano, per significare che certe sottigliezze politiche non sono sempre bene individuate dall’elettore disinformato (Pippo) che, abituato a votare con la testa nel sacco, non sente determinante il bisogno di sviscerare la sfaccettatura delle cose prima di dare la sua fiducia a qualcuno che lo rappresenti. In definitiva “Pippo” crede ciecamente alle bugie della politica, non accorgendosi quasi mai quando le stesse siano state opportunamente mascherate ad arte fra le righe dei relativi provvedimenti.

 

RIFERIMENTO 11/1/2008

COSTRUIRE INCENERITORI

da Claudio Urbani

Caro amico Grondona, il suo intervento sugli inceneritori è particolareggiato e con acute osservazioni politiche. Ma nel suo intervento di critica , come spesso accade in interventi su gravi e seri problemi, esiste una costante grave lacuna: quale è la soluzione alternativa proposta e valida per la soluzione del problema?

 

  1. 14/1/2008

NOME IN CODICE: PIPPO /3

da Vittorio Grondona - Bologna

Proprio così, caro Urbani, il mio discorso è stato praticamente scorticato, ma la colpa è sicuramente mia. Io non m’intendo di giornalismo… Peccato, perché altrimenti si sarebbe capito il significato del titolo del mio post. Informare è difficile, tanto è vero che il mondo dell’informazione fa acqua da tutte le parti ed è arrivato al punto in cui potrebbe essere benissimo gestito da un Pinocchio qualsiasi visto che riporta solo la voce del padrone. Accetto, quindi (con puntigliosa frustrazione) le forbici del nostro ospite CSF. Ieri l’ho visto in TV in Effetto Sabato. Lui non vota per Rutelli, ma in compenso apprezza moltissimo la signora Palombelli. In fatto di galanteria devo dire che ci sa proprio fare… La galanteria, si sa, è da sempre stata per i furbi la più grande forza della convenienza. Credo proprio che comunque ci siamo capiti: in sostanza chi non conta nulla può solo criticare e al momento del voto, nuova legge elettorale permettendo, può solo cercare di cambiare “cuoco”, tanto per restare nel tema dell’esempio.

 

RIFERIMENTO 13/1/2008

NOME IN CODICE: PIPPO /2

da Claudio Urbani

Caro Grondona, CSF, il nostro magnifico cerbero del blog, ha troncato alle 500 battute. Non posso giudicare quindi pienamente la tua risposta e mi debbo limitare al cuoco. Se ordino una gustosa carbonara e lo chef la massacra con la sua incapacità, non mi limito a dire che fa schifo, ma che sarebbe dovuta essere mantecata con maggior cura e attenzione, ma soprattutto per il tempo giusto... ma penso che ci siamo capiti.

 

  1. 15/1/2008

VANESIO

da Vittorio Grondona – Bologna

“Agg. di persona sciocca che si compiace stoltamente di sé” (Diz. It. Sabatini/Coletti). Complimenti al signor Emilio Sottocorno che afferma di non essere abbastanza vanesio. Stia attento però: gironzolando attorno ai blog alla fine è facile cascarci dentro… E’ sufficiente un raptus improvviso che fa prendere la penna in mano ed il gioco è fatto. Si entra così, proprio di colpo, nella schiera numerosissima dei narcisi, stimolati dalla sciocca convinzione di avere qualcosa di utile da comunicare agli altri.

 

RIFERIMENTO 14/1/2008

CARACCIOLO/8

da Emilio Sottocorno

Stimatissimo Claudio, è con grandissima soddisfazione che leggo oggi la sua intervista a Caracciolo su La Stampa. Frequento assiduamente il suo blog pur non scrivendovi mai (non sono abbastanza vanesio), ma apprezzo moltissimo le stilettate che riserva talvolta a chi piscia fuori (mi perdoni il francesismo). Bene, bene. Niente, non ho niente da dirle. Solo che sono contento che l'anno sabbatico sia finito!

 

RIFERIMENTO 16/1/2008

FEGATO E VANITA’

da Silvia Palombi

Se sostituiamo alla parola vanesio la parola coraggioso ecco che il post del signor Sottocorno si trasforma e diventa sincero. Perche’ ci vuole fegato a esporsi sulla pubblica piazza, si raccolgono ovazioni ma si rischiano fischi e rimbrotti. Noialtri rasentiamo la gogna e talvolta incassiamo le stilettate di csf (sempre piu’ rare in verita’, io mi sento quasi orfana) con leggerezza e un sano narcisismo mentre lui invece sotto sotto magari...

 

RIFERIMENTO 16/1/2008

VANESIO /2

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Assolutamente d'accordo con il signor Grondona. Aggiungerei che scrivere è un piacere in sè, come ballare, correre, come guardare dal finestrino di un treno o incontrare lo sguardo complice di un di uno sconosciuto per strada. Che il folklore di comunicare il proprio comizio interiore rende più sopportabile un certo isolamento; insomma… e se ti droghi dicono che ti fa male, se vedi i reality show rimbecillisci, se voti a sinistra diventi due volte coglione… ora pure la mistica di chi partecipa ai blog. E cazzo… lasciateci dileggiare il suino in santa pace.

 

  1. 17/1/2008

BAVAGLIO AL PAPA?... MA PER PIACERE, NON SCHERZIAMO!

da Vittorio Grondona - Bologna

Il Rettore dell’Università La Sapienza invita il Papa a fare il discorso inaugurale dell’anno accademico. Alcuni professori non sono d’accordo. Alcuni studenti non sono d’accordo. All’orizzonte si intravede l’eventualità di pesanti inopportune contestazioni. Il Papa decide autonomamente di rinunciare al suo intervento. Cosa c’è di antidemocratico in tutto questo? Nessuno ha impedito con la forza al Papa di esprimere il suo pensiero, che del resto ha occasione di esprimere ogni giorno amplificato a dismisura dai media, ma in questa circostanza è stato lui a convenire, con saggezza di gran lunga superiore a quella di molti nostri politici bla bla bla, che in un tale clima di contestazione a prescindere fosse più etico rinunciare all’invito dell’Università romana. In democrazia succede anche che qualcuno non sia d’accordo col predicatore, ma di solito il disaccordo si esprime successivamente alla predica. Per questo motivo io avrei ascoltato volentieri il discorso del Papa, degno sempre di seria meditazione per chiunque, al di là delle convinzioni religiose personali.

 

RIFERIMENTO 16/1/2008

RATZINGER SUL PIEDE DI GUERRA

da Pino Granata

I giudizi di Papa Ratzinger su Roma sono stati una vera dichiarazione di guerra contro Veltroni, contro il PD e contro il Centrosinistra. Ha fatto male , malissimo. Roma può essere criticata, ma prima di criticare Roma e l'operato di Veltroni, Ratzinger avrebbe dovuto criticare e prendere in esame altre città cattolicissime, per esempio Città del Messico, Rio de Janiero, etc. Non l'ha fatto e di fatto ha dichiarato guerra a Veltroni ed alla città di Roma. Tra l'altro il papa ha dimostrato anche ingratitudine nei confronti del nostro Paese che ha accolto e sta accogliendo milioni di diseredati e si sa cosa comporta questo esodo in termini di accoglienza. Noi Italiani stiamo pagando un caro prezzo a causa della nostra disponibilità ad accogliere gli extracomunitari. Papa Ratzinger dovrebbe ringraziarci invece di criticarci perchè è proprio anche a causa di questa immigrazione che le nostre città sono sovrappopolate con tutto quello che ciò comporta.

 

RIFERIMENTO 16/1/2008

LA SAPIENZA

di Sebino Dispenza

 

 

 

RIFERIMENTO 16/1/2008

CHE FURBI

da Bruno Stucchi

Alla Sapienza ha vinto Benedetto XVI. Che furbi, questi "scienziati".

 

RIFERIMENTO 17/1/2008

IL PAPA NELLA SAPIENZA, E PERCHÉ MAI?

da Pier Franco Schiavone

Non sono credente, ritengo che le religioni siano superstizione, penso che se ce ne liberassimo l’umanità sarebbe più felice. Non abbiamo bisogno di dio né del suo progetto intelligente, ci basta l’evoluzione. Penso che un papa non abbia nulla a che fare con la scienza e che nei luoghi dove non c’è posto per le superstizioni, ma solo per il sapere, sia fuori luogo, a meno che accetti un confronto. Ieri sera Tremonti ha detto che in Italia ha più diritto di parlare un mussulmano del papa! È una vergogna che Floris non l’abbia cacciato a pedate dallo studio; il papa parla, sempre, ovunque; pretende di imporci, con la scusa della democrazia, ignota in Vaticano, la visone del mondo dei cattolici; qualunque cosa affermi si dice che abbia diritto di parola e che dunque dobbiamo prenderne atto. Contestarlo? Mai! Se la prende con Roma lui (secondo me per fini politici) un Capo di Stato straniero, come si permette? Chi rappresenta? I cattolici? Ma i cattolici sono cittadini rappresentati nelle amministrazioni e in Parlamento. È definito santo padre, ma io di padre ne ho avuto uno solo e ne sono fiero.

 

RIFERIMENTO 17/1/2008

IL PASTORE TEDESCO

da Carla Bergamo

Mi continuo a chiedere perché hanno eletto un papa tedesco, forse per farci sentire ancora più inadeguati? Infatti abbiamo la garanzia del rimbrotto teutonico a ogni pié sospinto. Come non ci bastasse la stampa estera. Dopo le varie filippiche sulla moralità degli Italiani, eccolo che si rivolge direttamente a Veltroni per bacchettarlo sulla gestione della città eterna, che, per chi non lo sapesse, non appartiene allo stato del Vaticano. Libera chiesa in libero stato, e viceversa. Non sono d'accordo con i cori di scandalo per le contestazioni di professori e studenti de La Sapienza. Io l'ho colto come un segnale per il pastore delle anime cattoliche: basta intromissioni! Qualcuno, prima o poi, lo doveva avvisare. Quanto ai cori degli scandalizzati, mi sembrano episodi tipici di paraculaggio italico; molti di loro probabilmente sono gli stessi che oggi solidarizzano con Mastella.

 

RIFERIMENTO 17/1/2008

LE CONDIZIONI DEL DIALOGO

da Paola Altrui

Caro Stucchi, se oggi si può parlare di una "vittoria di Benedetto XVI" lo si deve solo alla condizione di asservimento in cui versa l'informazione italiana, prodigatasi nel nobile intento di spacciare la civile e motivata protesta di alcuni esponenti della comunità scientifica per una pretestuosa contestazione ad opera di quattro scalmanati. Attribuire al Pontefice una ricerca di dialogo con il mondo dell'università denota una mancanza di senso della realtà: il dogma dell'infallibilità papale e la non negoziabilità dei valori cattolici precludono difatti quella posizione di sostanziale parità fra gli interlocutori che caratterizza il dibattito scientifico, e che promuove un confronto dialettico nel quale non è possibile invocare il principio di autorità né sottrarsi alla critica o alla confutazione delle proprie tesi. Non a caso, il previsto intervento del Pontefice contemplava lettura di un discorso, risolvendosi pertanto in un monologo privo di contraddittorio. Non posso che concordare con quanti hanno riconosciuto maggiore saggezza al Pontefice nel rinunciare all'invito che al Rettore della Sapienza nel formularlo.

 

RIFERIMENTO 17/1/2008

DUBBIO

da Bruno Stucchi

E se invece di Benedetto XVI alla Sapienza avessero invitato un muftì, un ayatollah, un ulema, un marabù o qualsiasi altro esponente della chiesa maomettana?

 

RIFERIMENTO 17/1/2008

ADOTTA UN PAPA

da Egidio Morretti

Una volta i papi fondavano Università, lanciavano scomuniche, irrogavano roghi. Erano rappresentanti dell'Onnipotente, mica di un Berlusconi qualunque. Ed ecco, dopo un carismatico polacco, un tedesco che parla come l'equivalente Bavarese di Oliver Hardy. Dice cose giuste, ma deve badare troppo al politically correct. Predica moralità, ma non ha potere di veto su chi decide di fare come gli pare. Non commina "fatwe", non minaccia sanzioni post-mortem. E', volente o nolente, un mite. A me Benedetto, quando non pretende di insegnarci cosa fare dei nostri genitali, è simpatico. Bisognava proprio intimargli di tacere?

 

RIFERIMENTO 17/1/2008

Hanno arrestato l'UDEUR!

di Marco Travaglio - dal blog di Beppe Grillo

"Caro Beppe,
siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?."

Marco Travaglio

RIFERIMENTO 18/1/2008

IL GRAN RIFIUTO

da Isabella Guarini

Caro CSF, nel caso delle dimissioni del Ministro di Grazia e Giustizia, proprio perché gli affetti familiari prevalgono sugli interessi pubblici, sarebbe stato opportuno da parte del Presidente della Giunta Regionale non inserire nel suo listino di premio elettorale la moglie di un Ministro, eletta poi Presidente del Consiglio Regionale. Mutatis mutandis è lo stesso conflitto d'interessi che si attribuisce a Berlusconi. In queste ore, tra Rifiuti-monnezza, Rifiuti-Sapienti al Papa, Rifiuti del Ministro di Grazia e Giustizia, sembra quasi il film della caduta dell'impero (di) Romano!

 

RIFERIMENTO 18/1/2008

DUBBI RISOLTI

da Paolo Beretta

Se alla Sapienza fosse arrivato un mullah le manifestazione le avrebbe fatte Calderoli con i suini. Se non altro, però, il discorso del mullah sarebbe stato più interessante visto che dei mussulmani sappiamo poco, mentre Ratzinger e i suoi tirapiedi ci elargiscono la loro saggezza quantomeno tutte le settimane. Quello che dice e vuole la Chiesa lo conosco, ormai, quello che dicono e vogliono i musulmani (e la ghenga di Bin Laden non rientra nella categoria, checché ne dicano loro) mi piacerebbe saperlo. Eccola la differenza.

 

RIFERIMENTO 18/1/2008

IL PAPA E LA SAPIENZA

da Alessandro Ceratti

La mia opinione sulla questione è questa: ha fatto bene il rettore ad invitare il Papa (e avrebbe fatto altrettanto bene a non invitarlo). Fanno bene (nel senso che è assolutamente legittimo) i professori e gli studenti a contestare la circostanza (ma anche non farlo sarebbe stato giusto). Fa bene il Papa a decidere, visto il clima generale, di non andare più all'incontro (ma anche se avesse deciso di andare comunque nulla di male). Su quanto dice invece Paola Altrui avrei delle forti obiezioni. Il dogma dell'infallibilità papale e la non negoziabilità dei valori cattolici riguardano appunto questioni religiose. Non credo che i professori, laici, abbiano neppure interesse ad affrontare quel genere di tema. (il Papa è infallibile se e quando decidesse di esprimersi su temi come la consustanzialità o la transunstazialità dell'Eucaristia). Ratzinger è abbastanza istruito per sapere benissimo che in un dibattito scientifico non si può far ricorso al principio di autorità.

 

RIFERIMENTO 18/1/2008

DUBBIO /2

da Silvia Palombi

E se invece di Benedetto XVI alla Sapienza avessero invitato un muftì, un ayatollah, un ulema, un marabù o qualsiasi altro esponente della chiesa maomettana magari chissà lo avrebbero fatto parlare, perché noi qua in Italia saremmo un libero stato con una libera chiesa all’interno e invece la coabitazione, sempre poco rispettosa nevero, da quando sul soglio di Pietro c’è il pastore tedesco è una figura astrusa e lui si impiccia instancabile nei fatti nostri con teutonicissima cocciutaggine.

 

RIFERIMENTO 18/1/2008

LE CONDIZIONI DEL DIALOGO/2

da Bruno Stucchi

Cara Altrui, la disputa sulla visita papale alla Sapienza non mi interessa piu', ma vorrei proporre una mia interpretazione. La chiesa cattolica e' come un tennis club: quando ci si iscrive si accettano le regole, di solito illustrate in uno statuto. Se vuoi essere socio, le accetti senza discuterle. Se non le accetti non puoi diventare socio. Ecco, io sono laico e non accetto le regole del tennis club cattolico apostolico romano. Faccio parte di un altro club. Ma non posso impedire ad altri di giocare a tennis, anche se con modalita' diverse da quelle da me accettate.

 

RIFERIMENTO 18/1/2008

SOLIDARIETA' E PARTECIPAZIONE ALLA VEGLIA DI FERRARA

da "Comitato di solidarietà e mutuo soccorso per i sogetti deboli"

Apprendendo con estrema gioia dell' iniziativa di Giuliano Ferrara, che ha già suscitato un ventaglio di consensi da destra a sinistra nel mondo politico, di fare una veglia di solidarietà per il Santo Padre, ci siamo spontaneamente fatti promotori dell' iniziativa; ci hanno già assicurato la loro presenza i metalmeccanici con il contratto scaduto, i pensionati con la minima, gli abitanti delle zone di Napoli piene d' immondizia, i famigliari delle vittime di mafia. Buone possibilità, se si riesce ad organizzare un adeguata logistica, anche per la presenza dei terremotati in baracca. Vi aspettiamo numerosi.

 

RIFERIMENTO 18/1/2008

DIO C'È O CI FA?

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Caro Schiavone, non ho una fede religiosa ma non mi sognerei mai di dire che l'umanità ne sarebbe più felice senza. La superstizione è ben altra cosa. Non confonderei l'istituzione religiosa con la possibile religiosità della vita, intesa come "maniera soggettiva di sentire i rapporti col divino, non necessariamente legata a una particolare religione storica". Che la chiesa sia fuori orario, credo, è sotto gli occhi di tutti. Quanti cattolici arrivano illibati al matrimonio? E quanti ne restano uniti fino alla fine amandosi veramente? Sono anticlericale, ma come si fa a non amare una persona come Don Ciotti? Non credo che professi il suo credo agitando una croce nell'aria contro satana. Il sapere contempla anche la spiritualità. Non credo che l'evoluzione abbia fatto a meno di popoli come i Greci: mi pare che non fossero tutti atei, o no? E per concludere, se devo dirla tutta, questo Papa rappresenta un paradosso: a me sembra molto effeminato, potrebbe essere un papa gay per buona pace di molti… altro che santo padre. Giovanni Paolo II si, che aveva la tempra di un padre, pur con tutti i suoi "limiti" e difetti.

 

RIFERIMENTO 20/1/2008

NEGOZIATI E TENNISTI

da Paola Altrui

Caro Ceratti, se ben ricordo la "non negoziabilità" dei valori cattolici è stata categoricamente ribadita dal Vaticano in relazione al disegno di legge sui DICO (e già precedentemente, in occasione del referendum in materia di procreazione assistita). Dubito che fossero in gioco questioni religiose: si è trattato di un vero e proprio "richiamo all'ordine" dei parlamentari cattolici - o sedicenti tali -, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti.
Caro Stucchi, concordo pienamente: chi vuole iscriversi al club del tennis lo faccia pure e giochi liberamente; purché non pretenda di annoverarmi fra i soci, non mi imponga di sottostare alle regole del circolo o di pagare la quota di iscrizione, non pretenda di parlare a nome di tutti i tennisti (e, soprattutto, di chi non ama il tennis o lo sport in generale).

 

RIFERIMENTO 20/1/2008

ROMA SENZA PAPA

da Spartaco Guerrieri

Io una volta ho letto uno strano libro di uno strano scrittore che portava il titolo di questo post (era Guido Morselli, quello di Dissipatio H.G.) però poi ho sviluppato un altro pensiero: il papa non dovrebbe essere cacciato da Roma, basterebbe che tutti i popoli che si professano a maggioranza (?) cristiani lo ospitassero a turno per un paio d'anni, come i nonni vedovi che vengono accuditi dai numerosi figli/nipoti sparsi un po' qua un po' la'. Oggi in Irlanda, domani in Polonia, poi un paio d'anni in Messico etc. così dopo tutti ci si rispetta di più e si evitano brutte scenate dovute alla stanchezza e al nervosismo. Senza bisogno di scomodare Voltaire o Che Guevara.

 

RIFERIMENTO 20/1/2008

DIO C’È O CI FA /2

da Pier Franco Schiavone

Caro Falvo D’Urso, resto dell’opinione che senza le religioni, in futuro l’umanità starebbe meglio, un primo risultato sarebbe, per esempio, la scomparsa dell’integralismo islamico, ma il discorso, come vedi, si fa già complesso. La superstizione è altro? La superstizione è l’assoggettamento irrazionale al sovrannaturale perché non si è in grado di dare una risposta ad eventi inspiegabili, per ignoranza. Perché ricorriamo a dio? Perché non abbiamo risposte a molte domande, in questo senso uso il termine ignoranza e per questo approssimo la religione alla superstizione; dio resta una scorciatoia. Per quanto mi riguarda la spiritualità la ricerco nell’amore per le persone care, nell’arte, nella letteratura, nella natura; non che io sia un letterato, ma cerco di nutrirmi di cose belle, per quanto la mia intelligenza mi permetta. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

RIFERIMENTO 20/1/2008

20.1.08

Il papa ce l'ha con Del Piero

Satira Preventiva di Michele Serra

Dopo la dura reprimenda del papa agli amministratori romani, accusati di non provvedere adeguatamente all'ordine pubblico e al decoro dei quartieri, la Santa Sede ha reso noto i prossimi incontri di Benedetto XVI.

Bankitalia
Il papa non condivide la pressione sui bond e giudica insufficienti le misure antispeculative su Cct e pacchetti immobiliari. Lo farà presente ai vertici di Bankitalia, che riceverà anche allo scopo di chiarire che i 'collar' sui mutui a 15 e 20 anni non sono adeguati alla stretta del mercato. Il governatore di Bankitalia, per ringraziarlo dell'interessamento, gli farà dono del prezioso Borsalino color avorio indossato da Rockefeller all'inaugurazione di Wall Street nel 1922.

Forze Armate
Gli Stati maggiori delle diverse armi saranno ricevuti dal pontefice nella Sala Nervi, appositamente guarnita di mappe militari sulle quali Sua Santità traccerà, con stringati tratti di pennarello, le principali linee strategiche sui fronti caldi del Pianeta. Il Vaticano è infatti profondamente scontento della linea di condotta della Marina e dell'Esercito. L'uso della fanteria, senza adeguato appoggio dell'artiglieria leggera, e stanti le attuali lacune di fureria e di vettovagliamento, è sconsigliabile. Meglio reintrodurre la cariche di cavalleria, che è nel cuore del Santo Padre anche per la grande suggestione dei costumi. A questo proposito il papa suggerirà di ripristinare il pennacchio e la fodera piumata per la sciabola. Consigliabile anche l'istituzione di un corpo nazionale di ussari. Benino l'aviazione, ma inaccettabile la condotta della Marina: lo scarso uso dei cacciatorpediniere e la manutenzione carente dei sommergibili verrà rimproverata dal Papa agli ammiragli presenti. Nell'occasione, gli verrà regalato il tipico copricapo da Gran Commodoro con calamari e polipi intarsiati sulla falda.

Made in Italy
Il papa consegnerà agli stilisti italiani una serie di suoi schizzi nei quali corregge alcune tendenze gravemente errate. Perché, per esempio, insistere sugli spezzati e non puntare sul ritorno della tinta unita? Bene lo chiffon, basta con il principe di Galles, sempre attuale il tweed a patto che sia accostato a scarpe sportive, assolutamente no al ritorno del loden. Grati dell'interessamento, gli stilisti regaleranno al papa una riedizione del maestoso cappello 'a carrozza', con rotelle funzionanti e visiera di cristallo di Boemia, già indossato da Giulio II durante la Quaresima.

Sport
In un incontro privato, Benedetto XVI riceverà il ct della Nazionale Donadoni per suggerirgli un inedito 3-4-3 da schierare nelle finali degli Europei. La convocazione di Cassano e l'allontanamento di Del Piero saranno oggetto della seconda parte del colloquio. Non facile l'incontro con gli azzurri di sci: il papa giudica molto carente l'allenamento in slalom gigante. Per rabbonirlo, la Federsci intende regalargli un sontuoso berretto con triplo pon-pon e paraorecchie di renna da indossare nei prossimi viaggi nei paesi freddi.

Cucina
I grandi chef italiani attendono con ansia l'imminente incontro con il papa. Corre voce che l'eccessivo utilizzo dei crostacei e l'abuso delle creme sifonate incontri la decisa contrarietà del pontefice, preoccupato anche dalla contaminazione delle ricette regionali. Si spera che la severa disposizione d'animo di Benedetto XVI venga ammorbidita dall'omaggio del cappello 'Grand Soufflé' indossato dal cuoco di corte di Re Sole: è alto 60 centimetri e ripieno di besciamella.

Tappezzieri
Atteso con particolare curiosità l'incontro del papa con la Federtappezzieri. Si spera che le dure critiche sui tessuti a losanghe siano compensate dalla benevole attitudine della Santa Sede nei confronti del ritorno del fiocco per decorare i braccioli. In segno di gratitudine, i tappezzieri regaleranno al papa cento metri di prezioso broccato per il suo nuovo cappello a strascico.

 

RIFERIMENTO 22/1/2008

QUANTO SEI BBELLA ROMA

da Silvia Palombi

Il post di Falvo d’Urso mi ha fatto tornare alla mente una cosa, a conferma che a Roma è sempre vivo lo spirito dissacrante di Pasquino e che nessuno, ma proprio nessuno, rimane su un piedistallo per più di un minuto. Anni fa su parecchi muri di varie città campeggiava la scritta ‘dio c’è’. Nelle nebbie milanesi non ho mai trovato risposte mentre a Roma immediatamente fu scritto ‘o ce fa’. Così come sui manifesti di una campagna elettorale del passato che dichiaravano ‘la democrazia cristiana ha vent’anni’ apparve a raffica, senza pietà, ‘è ora di fotterla’. Insomma a me qua al nord Roma manca tanto anche per questo.

 

  1. 18/1/2008

QUANDO IN PARLAMENTO SI TIRA LA CATENA

da Vittorio Grondona – Bologna

Dopo gli interventi insipienti di Lega Nord (Maroni) e di UDC (Casini) tenuti fra gli altri in occasione della seduta pomeridiana odierna in cui si dovevano discutere seriamente le dimissoni dell’ex Ministro della Giustizia Mastella, è stato il momento in cui il Parlamento ha tirato la catena ed in un vortice scandaloso di via vai sono spariti tutti i parlamentari dei maggiori partiti che avevano già parlato, sostanzialmente con la stessa qualità di argomenti. Ho avuto perfino l’impressione che l’On. La Russa avesse dietro di sé addirittura il suggeritore. Qua e là rare carrellate panoramiche facevano notare che erano rimasti solo sparuti gruppetti di pettegoli dalla risata mossa che dei discorsi dei prossimi interventi palesemente se ne fregavano altamente. Per fortuna è rimasto il governo, apparentemente attento. Ma questo è davvero il nostro Parlamento, dove si dovrebbero discutere i nostri problemi? (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

  1. 20/1/2008

“RAGLI DI ASINI NON SALGONO IN CIELO”

(citazione di Giuliano Ferrara collegato a Porta a Porta con l’On. Buttiglione)
da Vittorio Grondona - Bologna

In Paradiso, dove ancora inspiegabilmente non ci sono tracce delle suppliche della veglia antibavaglio al Papa organizzata dal Direttore del Foglio, sono invece ormai esauriti i biglietti per assistere al raduno organizzato a San Pietro dal Cardinale Ruini in solidarietà al Santo Padre per (o contro?) la sua autonoma rinuncia a partecipare di persona alla Sapienza di Roma nel giorno di inaugurazione dell’anno accademico. Non è stato tanto lo specifico avvenimento che ha interessato tutte le anime pie lassù nei cieli, peraltro ormai di ordinaria amministrazione ogni domenica, ma è stata la curiosità destata dalla comica notizia che l’On.Gasparri vi parteciperà al grido di “libertà”.

 

  1. 22/1/2008

PRIMI PASSI DEL NUOVO PARTITO DEMOCRATICO

da Vittorio Grondona - Bologna

In questi giorni anche il neo PD ha aperto, si fa per dire, i suoi “circoli”. Nei vari gazebo predisposti qua e là, a tutti coloro che hanno votato alle primarie del 14 ottobre 2007 (nel territorio bolognese ben 107.257 persone) viene consegnato l’attestato di fondatore. Per mantenere il carattere di autofinanziamento dell’attività di partito è richiesto un contributo minimo di 5 euro.

 

  1. 22/1/2008

LIBERALIZZARE E PRIVATIZZARE ALL’ACQUA DI ROSA

da Vittorio Grondona - Bologna

Noto che nella sostanza i miei post sono abbastanza in linea col pensiero di CSF. Così almeno mi sembra di avere capito leggendo l‘ultimo suo comunicato ufficilale CSF/1 SANDRA, CLEMENTE E JOSEPH. Per sentito dire da fonti attendibili sono perfino convinto della bontà dei torroncini “Mastella”. Mi viene allora spontaneo il dubbio che non siano di suo gradimento alcuni altri aspetti che cerco invano di trattare nel blog. come, per esempio, la dissennata e costosissima liberalizzazione delle ferrovie per ora, per fortuna, solo nella mente profonda dell’On. Bersani, il quale, anche nel caso prevedibile di flop tremendo per le nostre tasche, non rischierebbe assolutamente nulla. Come nulla hanno rischiato coloro che hanno privatizzato gli enti pubblici di nostra proprietà regalandoli ai vampiri del pessimo capitalismo italiano. Privatizzazioni di cui soprattutto gli italiani meno abbienti soffrono da tempo le tremente conseguenze negative. Cercare di guadagnare sui servizi di interesse pubblico è per me la più grande manifestazione di idiozia politica.

 

RIFERIMENTO 20/1/2008

CSF/1 SANDRA, CLEMENTE E JOSEPH

Sandra Mastella è una signora afffascinante ed intelligente. Clemente Mastella è un signore molto simpatico e un politico abile. Sandra l'ho intervistata qualche anno fa. Clemente, se ben ricordo, l'anno dopo. Tutti gli anni, da allora, a Natale, nonostante nelle mie interviste Clemente venga spesso bistrattato, mi arrivano dei buonissimi torroncini, detti i torroncini di Mastella, che io sgranocchio con voluttà. Il papa è un essere umano è in quanto tale ha diritto alla parola. Lui, non l'ho mai intervistato. Da lui, a Natale, non mi arriva niente. Ma non è per questo che non mi piace. Non mi piace per quello che dice, che pensa e che fa. Ma Sandra, Clemente e il papa sono persone con diritti come tutti gli altri. Come diceva continuamente un mio vecchio amico, l'editore di Abc Francesco Cardella, su questo non ci piove. Premesso questo, ognuno ha le sue battaglie gradite ed io non riesco ad appassionarmi più di tanto alla battaglia sul diritto di parola del papa. Lottare perché il papa possa parlare è come lottare perché Berlusconi si possa arricchire. E' giusto, ma dobbiamo veramente impegnarci? Il papa parla parla parla ed i media amplificano amplificano amplificano. Tutti i giorni, a tutte le ore. Il papa non sta mai zitto e tutti gli italiani sanno perfettamente quello che pensa. Dire che il papa è stato zittito è come dire che Barlusconi è povero. Cioè: non è vero. Il papa parla più di Pannella. Nessuno si lamenta se ogni tanto qualcuno strappa il microfono di mano a Pannella. Il Dalai Lama è venuto in Italia e nessuno (o quasi) ha voluto riceverlo, dandogli uno straccio di visibilità, che avrebbe utilizzato per far capire agli italiani chi egli sia e quali lotte porti avanti. Nemmeno il papa, sì, proprio quello silenziato, ha ricevuto il Dalai Lama. Nemmeno il papa l'ha fatto parlare. Non ricordo molte voci di protesta, molti riferimenti a Voltaire, da parte di quel mondo che oggi si lamenta perché il papa non ha potuto parlare alla Sapienza. Insomma, mi dispiace che il papa sia risultato sgradito, ma contemporaneamente non me ne frega niente. Io sono perché tutti possano parlare, è il sale della democrazia. Ma sono anche perché tutti possano esprimere il dissenso. E in fondo solo di dissenso si è trattato. Niente di più anche se Buttiglione, a Porta a Porta, si è permesso di chiamare terroristi i dissidenti e di sostenere che i professori firmatari della famigerata lettera sono la parte più ignorante del mondo accademico. Se poi il papa non ha voluto affrontare la contestazione è solo un problema suo.
E veniamo a Clemente e Sandra. Io trovo pena per quello che sta succedendo ai coniugi Mastella. Ma essi appartengono a quella casta dei politici che ci ha abituato a scoprire troppo spesso che ne fanno di tutti i colori. Quindi aspettiamo di vedere che cosa c'è nelle indagini dei giudici napoletani. E nel frattempo forza Sandra, forza Clemente. Dimostrate che siete puri come degli angeli. Ma non fate come ha fatto Clemente, discorsi al Parlamento, non fate, come ha fatto Clemente, ricatti al Governo, non dite, come ha detto Sandra, che ce l'hanno con voi perché siete cattolici. Non ci sono catacombe in Italia.

 

RIFERIMENTO 22/1/2008

SANDRA, CLEMENTE E JOSEPH

dall'edicolante pazzo

Caro Sabelli, se qualcuno ti manda dei torroncini a Natale diventa subito “affascinante, intelligente, simpatico e abile”. E se Cuffaro ti mandasse i Cannoli ? E se Provenzano ti mandasse le ricottine ? E se Berlusconi ti mandasse un ‘orologio ?
Ciao, ledicolantepazzo

E se tu mandassi i post coraggiosamente firmati? (csf)

 

RIFERIMENTO 22/1/2008

TRE PERSONAGGI CON AUTORE CSF

da Isabella Guarini

Caro CSF, i tre personaggi, Sandra, Clemente e Joseph, messi a confronto sublimine da CSF, sembrano un gruppo di famiglia in un interno dell'Italia del terzo millennio. Metterli insieme è una vera provocazione satirica, imbarazzante per chi la riceve. Se , dunque, siamo tutti d'accordo che la libertà di parola è di tutti, allora è anche la mia che mi trovo nella sfortunata congiuntura di vivere a Napoli e in Campania. Il fatto che il Papa abbia rinunciato a partecipare alla inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza è un fatto rilevante per la sostanza stessa dei veri cristiani che credono nel vittima sacrificale per il bene comune. Non ne farei un dramma e i politici non sanno quello che dicono. Un consiglio per i torroncini: attenzione ai denti perché i più famosi sono quelli duri della Strega di Benevento!

 

  1. 23/1/2008

CARA SINISTRA, SU COL MORALE!...

da Vittorio Grondona - Bologna

Non tiriamoci giù. Personalmente non vedevo l’ora che Mastella ritornasse all’ovile di appartenenza. Che Dini rimanesse da solo ad occuparsi dei suoi fatti di famiglia e non di politica. Poi avrei preferito che le primarie del PD si fossero fatte alla fine della legislatura e non all’inizio. In quell’ipotesi, a seguito dell’esperienza dei vari voltafaccia cui abbiamo assistito da parte di alcuni componenti di quel partito in merito alla negazione di diritti civili fondamentali delle persone, si sarebbe potuto avverare il mio vecchio sogno che vedeva l’ex Margherita al di là del Tevere a giocare a carte con le guardie svizzere. Poi ancora desideravo capire meglio il pensiero democratico di Di Pietro, perché ancora non ci sono riuscito… Spero che Ceratti mi dia una mano indicandomi quale effettivamente sia il suo posto politico... Vorrei ricordare a Pino Granata che a sinistra ci sono altri partiti che resistono ancora alla forte calamita clericale. Infine, gentile signora Rita Rosati, non sia così pessimista. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

RIFERIMENTO 22/1/2008

NON E' PIU' TEMPO DI CHIACCHERE

da Pino Granata

Tratteniamo il vomito e prepariamoci alla lotta. La situazione è gravissima e gli sviluppi imprevedibili. A questo punto senza ulteriori ripensamenti voterò PD e lotterò con il PD. Non ho più parole per descrivere quello che sento ma lo schifo è tanto. Il Centrodestra non deve passare!

 

RIFERIMENTO 22/1/2008

MASTELLA TI ODIO

da Rita Rosati - Roma

Ti odio perché trovi normale raccomandare tuo figlio e tutti quelli che ti votano, perché non provi mai vergogna, ti odio perché fai ricatti, ti odio perché ti professi cattolico e predichi bene ma razzoli male, ti odio perché sono mesi che ci tieni sulle spine, che rompi, che fai il padrone di tutto, che chiedi pretendi e soprattutto che non lavori. Ti odio perché anche chi non è come te dovrebbe difenderti, e, infine ti odio perché probabilmente per rivedere un governo di centro sinistra dovrò aspettare vent'anni.

 

RIFERIMENTO 23/1/2008

GRAZIE RITA

da Pino Granata

Ringrazio Rita Rosati per aver avuto il coraggio di scrivere quello che pensa e le assicuro che anch'io odio Mastella come è più di lei. Spero che non siederà più in Parlamento , luogo che lui , e tanti altri come lui, non è degno di frequentare.

 

RIFERIMENTO 23/1/2008

MASTELLA TI ODIO /2

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Grazie, Rita Rosati. Mi hai tolto l'odio dal cuore. Solo che dobbiamo stare attenti. Perché se è odio sano… non c'è odio senza amore e viceversa. Quindi, sotto sotto c'è qualcosa di Mastella in noi! Aiuto.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

NON SI ODIA

da Corrado Vigo

Brutto sentimento l'odio, anzi pessimo. L'odio ingenera liti, incomprensioni, cattiverie, malvagità, ed in alcuni paesi anche guerre.
Non si odia. Ma per questo non si deve per forza amare.
Non si è d'accordo. Questo sì. Si combatte per le proprie ragioni, ma l'odio è davvero eccessivo.
Forse l'odio dovremmo riservarlo solo a chi fa del male ai nostri familiari, ma del male serio, come privarli della vita senza motivo.
Non si odia, lo ribadisco, fa male a tutti. E principalmente al nostro cuore.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

PERCHE' TUTTO QUESTO ODIO?

da Tiberio Faedi - Brescia

L'odio non insegna nulla. E' cieco, sordo e annulla la ragione. Rimango molto perplesso nel leggere messagi di partecipanti a questo blog che altro nome, fa lo stesso). Non so, trovo qualcosa di malato in tutto questo, una brutta sensazione. Forse è meglio l'antica formula: una risata vi seppellirà.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

PD o DC?

da Walter Vanini, Carona (Bergamo)

La servile parata di politici a piazza S.Pietro pochi giorni fa per ossequiare il Papa è quanto di più triste e avvilente possa mostrare uno Stato che per definizione dovrebbe essere laico e che invece, per inettitudine od opportunità politica, non riesce a liberarsi degli inaccettabili condizionamenti del portere ecclesiastico. Tra i numerosi politici presenti spiccava per corposità il gruppo del Pd, il nuovo partito ormai più cristiano della vecchia Democrazia Cristiana, e per l'assenza il leader del centrodestra Silvio Berlusconi. Come si sa, la vanità del Cavaliere non gli permette di essere secondo a nessuno. Avrebbe partecipato solo se Benedetto XVI l'avesse invitato al balcone e avesse condiviso con lui la recita dell'Angelus. Mi è doloroso ammetterlo, ma stavolta ci ha fatto una miglior figura Berlusconi.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

MASTELLA SEI L’ODIO!

da Biagio Coppola

Non rappresenti, l’ex ministro da Ceppaloni, un momento catartico per mondare le nostre coscienze, io lo odio, forse più di voi, però non voglio nemmeno additarlo come l’unico responsabile dei malesseri della politica italiana. A cominciare, per esempio, dalla crisi di governo che ha avuto il “la” dalla dichiarazione di Walter che ha detto che il PD correrà da solo qualunque sarà la legge elettorale (...)

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

PESTE&CORNA

da Dan Galvano, Basilea

Mezzo pomeriggio. Apro la pagina del Corriere online. E trovo la foto di uno svenuto e di uno che fa le corna. Non leggo il titolo, ma capisco già cos'è successo. Nello stesso istante due miei colleghi - un polacco e uno svizzero - mi passano alle spalle e osservano lo schermo. Mi domandano che roba è. Mi volto. Spiego che sono in corso le discussioni per la fiducia al governo. "E' cosi' che discutono al Parlamento italiano?", chiedono. Illustro brevemente il "fattore Mastella". "Percio' questo qua sta facendo cadere il governo senza alcun motivo? E ora che fa? Passa dall'altra parte?". Maybe, rispondo io. "E se si vota che succede? Fate tornare Berlusconi?" Chiudo la pagina, mi alzo e torno a lavorare.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

MASTELLA MEGLIO DI KAFKA

da Mirco Pirini

Udeur espelle Cusumano per aver tradito!

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

NON MI RESTA CHE PIANGERE

da Carla Bergamo

Lo so che più di tanto non mi compete, ma che ci volete fare, tutto il giorno ho sbirciato i giornali italiani online per vedere se Prodi ce l'aveva fatta. Non ce l'ha fatta. Con quei personaggi che sono sempre più simili alla feccia del "coronelismo" nordestino brasileiro, con diritto a spettacolo con sputo e svenimento, per l'ennesima volta mi sono sentita umiliata. E ho preso una decisione: in caso di elezioni anticipate, non voterò. E penso che non sarò sola. La destra ha brindato a champagne, alla faccia del popolo italiano. Un naso finto, di quelli rossi di plastica, ci starebbe bene, sulle facce di noi elettori.

 

  1. 25/1/2008

POLITICA CREATIVA

da Vittorio Grondona - Bologna

E così ne abbiamo la certezza: i diniani sono il “lego” politico, si possono scomporre a piacere.

 

RIFERIMENTO 23/1/2008

CSF/3 I DINIANI SONO DIVISI

Che esistano i diniani a me pare già una cosa eccezionale, ma che i diniani si dividano in diniani che votano per Prodi e diniani che votano contro Prodi è veramente un mistero glorioso. Ma dobbiamo ancora meravigliarci di qualche cosa in questi giorni? Sono i giorni in cui un ministro cerca di far cadere il suo governo per motivi di famiglia. E dice anche: “Ho dato una lezione di stile”. E dice anche che prendersela con un segretario di partito equivale ad un attentato alla Costituzione. E nel frattempo il senatore Turigliatto, comunista, dice che lo mettono sotto torchio perché è di sinistra e conferma di essere una persona coerente e voterà per far cadere il governo Prodi. Per riprendermi dalla depressione causata dal rimbombo delle notizie che arrivano dal Palazzo me ne vado a fare una decina di km di fondo (alternato? pattinato? ah il grande dilemma!). Ma prima passo dal giornalaio e scopro che è uscito il quotidiano Liberal, se ne sentiva veramente l’esigenza, pieno zeppo di firme di gente che ieri era di sinistra ed oggi sta con la destra, da Ferdinando Adornato (INTERVISTA), a Renzo Foa (INTERVISTA), a Stefania Craxi (INTERVISTA) e penso che nel mio piccolo ho dato un piccolo contributo all’approfondimento del tema dei voltagabbana ma non è servito veramente a niente. Di ritorno dal fondo leggo giornali, di oggi e dei giorni scorsi. Mi piace l’idea che Carla Bruni (INTERVISTA), la prossima signora Sarkozy, abbia già firmato il suo primo servizio fotografico da spogliata. E mi piace anche leggere che Miccicché (INTERVISTA)e Prestigiacomo (INTERVISTA)se la prendono con i cannoli di Cuffaro (INTERVISTA)perché “la primavera della legalità si sta risvegliando in Sicilia”, bella frase che però non chiarisce dove stessero i due esponenti di Forza Italia quando la legalità in Sicilia era in pieno autunno. E come non godere del dibattito sorto su Chavez? E’ gay? Sposa Naomi? Mastica coca? Ma non basta. Alcuni (anzi molti) sostengono che sia stato Veltroni a mettere in crisi il governo Prodi. Io lo avevo previsto un mese fa ad “Uno Mattina” e adesso gongolo. Sono un vero politologo. (csf)


PS: Sistemando i link mi sono reso conto che ormai ho intervistato tutti. Cos'altro mi riserva la vita?

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

L'ATOMO DINIANO

da Francesco Nardi

La notizia scientifica era questa: "L'atomo diniano si spacca. Il Senatore D'Amico, da oggi detto anche Quark, voterà la fiducia a Prodi". Ma ora si è spaccato anche l'atomo mastelliano: è pandemia.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

DINI, MASTELLA, TURIGLIATTO : RITORNO ALLA NULLITA'

da Pino Granata

L'unica cosa positiva di questa crisi è che da domani in poi Dini, Turigliatto , Mastella , De Gregorio ed altri traditori non conteranno più niente. Saranno considerati dei traditori, e lo sono, e quelli del centrodestra che adesso li coccolano, sanno benissimo che sono degli opportunisti ed inaffidabili ed in quanto tali li emargineranno. Il loro destino è l'oblio ed il disprezzo.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

DINI

da Paolo Cape’

Nel momento dello sfascio e della caduta, premesso tutto il disprezzo possibile per il Sig. Clemente Mastella, non vorrei se ne riservasse troppo poco per il Sig. Lamberto Dini. Quello che si fa passare per una persona seria, per uno statista. Perché, intendiamoci, Mastella fuori da Ceppaloni non l’ha mai preso sul serio nessuno. Ma Dini ci ha tenuto negli anni a passare per uno in gamba. E ora, dopo l’irresistibile gag del “ci arrestano le mogli”, fa cadere il Governo per che cosa? Perché non ha saputo ridurre la spesa pubblica, dice. Peccato che i dati di fonte UE sul 2007 l’abbiano smentito, dimostrando che la spesa pubblica si è ridotta. Lui è rimasto senza argomenti, ma cosa contano oggi gli argomenti?

 

  1. 25/1/2008

IL PENSIERO POLITICO DI DI PIETRO / 2

da Vittorio Grondona - Bologna

Ringrazio Ceratti e Schiavone per il loro aiuto. In sostanza Di Pietro è l’amico di tutti purché tutti facciano a modo suo. Un modesto zampognaro molisano in costante ostinata aspirazione al premio la “zampogna d’oro”. Ammiro la sua trasparente onestà, ma nel contempo non sono affatto convinto dell’opportunità della sua ferrea intransigenza politica e sociale. Lui ha detto che si accorderà solo con chi condivide le sue idee. Mi sembra che attualmente sia difficile trovare queste particolari doti nello scenario politico esistente.

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

IL PENSIERO POLITICO DI DI PIETRO

da Pier Franco Schiavone

Grondona, potrei spiegare anch’io Di Pietro, non da militante ma da Molisano. Innanzitutto Di Pietro non ha pensiero politico; non ne ha perché non ha avuto il tempo di elaborarlo. Ha sempre lavorato come un ciuccio o studiato a memoria i testi di diritto per fare concorsi. Di Pietro non brilla per cultura, è certamente dislessico, è molto interessato a fare carriera, ma non per fare soldi, bensì per riscattare la sua origine contadina. Quello Molisano è un popolo straordinario, di cui si parla poco perché è un popolo minuscolo, ma con un difetto, l’elevarsi, per un Molisano, è quasi una religione.(...)

 

RIFERIMENTO 24/1/2008

LA PARTE DI DI PIETRO

da Alessandro Ceratti

Sollecitato, cerco di spiegare a Grondona il "pensiero democratico" di Di Pietro. La cosa è piuttosto semplice: le scelte politiche di Di Pietro non dipendono in nessun modo da una collocazione politica ideologicamente presa una volta per tutte e impossibile da rimettere in discussione. In poche parole: molti parlamentari e ancora più elettori si dicono "di sinistra" e questa condizione inesorabile condiziona preliminarmente qualunque altra scelta. Ne deriva consenso pregiudiziale verso le iniziative di questa parte politica e tolleranza indistinta verso le eventuali pecche, magagni errori che essa compie. (...)

 

  1. 26/1/2008

FACILI PROFEZIE

da Vittorio Grondona - Bologna

“Cacchio!” Disse la marchesa seduta su un fittone, ”questo non c’entra!”... Se il Divino Otelma mi avesse telefonato nella tarda primavera del 2006, gli avrei dato in anteprima la notizia che lui ha dato solo adesso spacciandola pomposamente per profezia. Come seppi allora della pretesa di Mastella di essere pagato per la sua adesione (vincente secondo lui sic) all’Unione con la consegna di un ministero importante, senza nemmeno prendermi un attimo di riflessione, capii subito, e lo dissi anche in giro, che il governo Prodi avrebbe avuto vita corta. Mi ricordo anche che nei colloqui con gli amici di sinistra paragonai l’ingombrante presenza dell’Udeur nel centro-sinistra al famoso cavallo di Troia prima ancora che si tenessero le elezioni.

 

 RIFERIMENTO 25/1/2008

CANCELLERIA PRIVATA DEL DIVINO OTELMA

Roma,25
Gennaio 2008

Comunicato
Stampa

Romano è caduto come previsto dal Divino

Ieri-Giovedì
24 Gennaio 2008-alle ore 18,30 circa -in diretta nazionale radiofonica- IL
DIVINO MAESTRO OTELMA,aderendo all’invito pervenutoGli,aveva profetizzato la
fatale caduta di Romano Prodi nel corso del noto programma RAI
“Caterpillar”.

Ancora una
volta IL DIVINO MAESTRO ha sbalordito i credenti e i miscredenti colle Sue
eccezionali Virtù Profetiche.

Quanti
desiderano riascoltare la puntata di ieri,si rivolgano alla RAI.

Ora si apre
uno scenario nuovo nella Storia d’Italia e IL DIVINO aggiornerà le Sue amate
pecorelle italiche di quando in quando (inutili i sondaggi…visto che c’è LUI).

Sacro Sito:
www.divinotelma.com

Sacro Blog:
http://divinotelma.ilcannocchiale.it

 

  1. 27/1/2008

PADRETERNO DISINTERESSATO

da Vittorio Grondona - Bologna (http://users.libero.it/vigro/index.html)

 Ebbene sì, ho fatto una bella marchetta a Markette. Anzi due belle marchette (csf)

 

  1. 27/1/2008

ANTICHI SAPORI

da Vittorio Grondona – Bologna

Gli uomini hanno una memoria formidabile per i sapori. Io ho nostalgia di quelli antichi. Di quelli che una volta in bocca indugi a deglutire per non interrompere presto la deliziosa armonia che si è formata nel palato. Anche la politica ha i suoi sapori e quelli antichi sono senz’altro i migliori dal punto di vista della serietà e del senso dello Stato. Ecco io vorrei riassaporarli. Io sono d’accordo con Bertinotti: fino a quando ci saranno le ingiustizie sociali, l’Italia ha bisogno della sinistra. Quindi, coraggio, rimbocchiamoci le maniche e facciamola vincere meglio la prossima volta tenendo alla larga gli intrusi voltagabbana.

 

  1. 30/1/2008

A CHI CONSEGNO’ IL PAESE BERTINOTTI NEL 1998? / 2

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile signor Paolo Cape’, mi dispiace, ma non sono d’accordo sulla sua analisi politica. Nel 1998 Bertinotti in sostanza negò la sua fiducia al Governo Prodi a seguito di percorsi democratici interni al suo partito nel corso dei quali si prospettò a maggiornza quella decisione. Cossutta non aderì e il PRC si spezzò. Bertinotti non era nel governo, ma sosteneva la maggioranza dall’esterno. Io aggiungo che sarebbe stato sciocco pensare che nulla volesse in cambio a favore della classe operaia che da sempre egregiamente rappresentava e rappresenta ancora. Il Governo Prodi ad un certo punto fece la conta ed ingenuamente credette di potersi togliere definitivamente dalla coppa il gatto infuriato di RC Fu così sicuro di farcela che rifiutò perfino il voto offerto da Cossiga. Sbagliò i suoi conti per un solo voto e così dovette dare le dimissioni. Subentrò D’Alema, che, detto fra di noi non aspettava altro, consapevole del fatto che in Parlamento la sua coalizione aveva ancora la maggioranza politica. Purtroppo Prodi dietro l’angolo ha sempre qualcuno che lo insidia. Allora c’era D’Alema, adesso c’è Veltroni. Bertinotti può piacere o no, ma credo che sia profondamente ingiusto accusarlo di incoerenza politica e soprattutto di essere stato colui che riconsegnò l’Italia a Berlusconi. In questo clima di completa idiozia politica composta solo da aspiranti ricchi senza un minimo di ideali, il Cavaliere si può riprendere l’Italia quando e come vuole.

 

RIFERIMENTO 29/1/2008

BERTINOTTI: NON MI COMMUOVO

da Pino Granata

Non ho visto l'intervista a Bertinotti, ma qualunque cosa lui dica non mi interessa. Non dimentico che nel 2001 è stato lui che ha consegnato l'Italia a Berlusconi. E non dimentico neanche le sofferenze che questo suo tradimento ha procurato a me ed agli Italiani per ben 5 anni. Non mi commuovo emmeno quando sento parlare i Giordano ed i Diliberto. Costoro fanno parte di un mondo che non esiste più. Continuano nel loro gioco massimalista e credo che alla fine abbia ragione Veltroni a voler far correre da solo il PD. Naturalmente non confondo la Sinistra radicale con gli opportunisti alla Dini e Mastella.

Per la precisione Bertinotti consegnò il Paese a D'Alema (csf)

 

RIFERIMENTO 29/1/2008

A CHI CONSEGNO’ IL PAESE BERTINOTTI NEL 1998?

da Paolo Cape’

Csf dice che, per la precisione, nel 1998 Bertinotti consegnò il Paese a D’Alema, non a Berlusconi. E’ vero. Ma non dimentichiamo che quella scelta di Bertinotti comportò la fine prematura del progetto politico dell’Ulivo, progetto in cui sono riconosciuti milioni di cittadini e che aveva dato entusiasmo a molti elettori. L’Ulivo, senza quella scelta nefasta, avrebbe potuto governare (e bene) per anni. Col cavolo che Berlusconi avrebbe vinto nel 2001, se si fosse consentito a Prodi di proseguire fino in fondo nelle riforme, anziché inventarsi governi privi del mandato elettorale come quelli di D’Alema e di Amato. Non dimentichiamo inoltre che il Governo D’Alema si fondava sull’appoggio di Mastella e Cossiga, con le conseguenze nefaste che ci siamo portati appresso fino ad oggi. Quindi, in ultima analisi, ha ragione Pino Granata: per me Bertinotti è colpevole di aver riconsegnato l’Italia a Berlusconi.

 

RIFERIMENTO 29/1/2008

ANTICOMUNISTA A CHI?

da Pino Granata

Non pensavo che Bertinotti fosse l'emblema del comunismo. E poi pedante e noioso? Forse non masochista, visto che non mi è affatto piaciuto essere governato da Berlusconi e dai suoi scherani per 5 stramaledetti e lunghissimi interminabili anni. Ma forse sono pedanti e noiosi quelli che si ostinano a non vedere che oggi il Comunismo non c'è più. In fondo oggi essere accusati di anticomunismo non è più un'offesa. E poi caro Coppola io sono ben dentro la Sinistra, mentre De Michelis, Cicchitto ed anche i tuoi compagni comunisti come Adornato, Ferrara se ne stanno a destra. Quindi sono ben altri che dovrebbero apparirti pedanti e noiosi. Ti scegli i nemici sbagliati.

 

FEBBRAIO 2008

 

  1. 2/2/2008

LA SINISTRA RISPONDE…

da Vittorio Grondona – Bologna

Gentile signora Isabella Guarini, lei a volte mi sorprende. E’ davvero convinta che la flessibilità nel lavoro sia capace di produrre soddisfazioni e liberare dalla noia in un becero regime capitalista come è quello che si è purtroppo instaurato nel nostro Paese? Non tutti sono giornalisti o posseggono le iniziative necessarie per emergere. Se fosse così, peraltro, non ci sarebbe davvero posto per tutti nel mondo felice delle soddisfazioni personali. La flessibilità è ormai sinonimo di precarietà e di disoccupazione. Questa è la verità. la nuova generazione di sofisticate tecnologie computerizzate pone inevitabilmente in esubero moltissimi lavoratori in quasi tutti i settori dell’industria e del terziario. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

RIFERIMENTO 1/2/2008

FLESSIBILITA' SABBATICA

da Isabella Guarini

Caro CSF, noto con piacere che l'anno sabbatico è stato molto proficuo per CSF, che assume le più svariate forme giornalistiche. Non sto ad elencarle, perché sarebbe scortese contare gli affari altrui, ma rifletto sul fatto che lo svolgersi delle attività del nostro ospite,CSF, potrebbe essere di lezione a coloro che si sentono privi di un lavoro fisso, invece di apprezzare la libera promozione di se stessi, in breve la flessibilità. Rischio di essere colpita dall'anatema dei fedelissimi della sinistra-sinistra se affermo che il lavoro flessibile e variabile produce soddisfazioni e libera dalla noia. Ma, il resto al prossimo post.

 

RIFERIMENTO 2/2/2008

IL LAVORO E' UNA SCORIA

da Alessandro Ceratti

Abissali distanze ideologiche dividono il mio pensiero da quello della sinistra massimalista. Un punto tra i principali di difformità è la concezione del lavoro. Per i comunisti il lavoro è il perno della vita sociale. La tutela dei diritti delle persone avviene attraverso la tutela dei diritti dei lavoratori. Io invece credo che il lavoro sia una scoria del processo produttivo, una conseguenza forse inevitabile del meccanismo di produzione, ma che si deve cercare in ogni modo di minimizzare. Non ha infatti senso la tutela del posto di lavoro in quanto tale (che è invece uno dei pilastri della sinistra massimalista), tutt'al più vanno tutelati i diritti e le condizioni sociali delle persone che svolgono una qualche attività. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

  1. 4/2/2008

FLESSIBILITA' SABBATICA /3

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ vero, nei giorni nostri per chi esce dal ciclo produttivo inizia una tragedia. Dietro l’angolo ci sono 1.000, 10.000, 100.000 altre persone che attendono con ansia l’occasione di inserirsi in una catena produttiva al posto di chi è stato allontanato dal lavoro, spesso con scuse banalissime. Non per scarsa efficienza, quindi, ma semplicemente perché comportava costi maggiori rispetto, per esempio, a quelli relativi all’assunzione di immigrati vittime del caporalato o a quello del lavoro delocalizzato. Nemmeno uno su mille ce la farebbe a dimostrare le proprie capacità se non avesse una solida base economica o non disponesse dell’aiuto di forti cordate politiche od economiche. (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

RIFERIMENTO 3/2/2008

FLESSIBILITA' SABBATICA /2

da Isabella Guarini

Caro Grondona, la risposta alla sua domanda sulla flessibilità sta nella seconda puntata che stavo per scrivere. ma il suo post precede dubbi e implicazioni con la precarietà. La considerazione che non tutti sono giornalisti per poter fare più lavori in contemporanea o cambiare un lavoro con un altro è basilare, ma non risolutiva per le questioni che voglio affrontare. Infatti, l'economia industriale, quella della catena di montaggio, imponeva gesti ripetitivi, specializzazioni settoriali, anche ad alto livello, al punto che chi usciva dal ciclo produttivo non poteva più rientrare.Chi, invece, era predisposto, per intelligenza o formazione, a fare più cose, era sottovalutato e la carriera gli era preclusa. Nell'economia post-industriale la situazione si ribalta. Ma, mancano le pari opportunità.

 

RIFERIMENTO 4/2/2008

FLESSIBILITA' SABBATICA /4

da Isabella Guarini

Caro Grondona, condivido il suo pensiero sulla condizione degradante di chi esce dal ciclo produttivo, almeno per come ora si intende la flessibiità = precarietà. Se così fosse, tutti i liberi professionisti sarebbero dei precari. Infatti, nessuno assicura committenze ai liberi professionisti che sono esposti al mercato e alle continue mutazioni delle competenze professionali. Secondo la mia esperienza lavorativa ho potuto notare che l'ostacolo al cambiamento sta nella rigidità culturale delle lobby, ovvero nell'ottuso egoismo di voler dire la propria anche post mortem.Comunque, vale sempre l'antico adagio del nonno: impara l'arte e mettila da parte.

 

  1. 5/2/2008

PROPAGANDA FAZIOSA

da Vittorio Grondona - Bologna

Quello che dice il “Giornale” va sempre preso con le molle. Avere messo in giro la chiacchiera di un inciucio fra Berlusconi e Veltroni è stata una meschinità giornalistica di pura propaganda elettorale. Se si concretasse davvero una banalità del genere prima delle elezioni, fra gli elettori del nuovo PD non solo Pino Granata voterebbe per un altro partito… Dopo le elezioni? Chissà!... Tutto è possibile dopo!

 

RIFERIMENTO 4/2/2008

PATTO ELETTORALE BERLUSCONI-VELTRONI

da Pino Granata

Il berlusconiano Il Giornale è uscito con un articolo in prima pagina dove si ipotizza un patto elettorale tra PD e Forza Italia. Io spero che la cosa non sia vera. Se lo fosse Veltroni si può scordare il mio voto e ,credo , quello della maggior parte di quelli che avevano intenzione di votare per il PD in quanto partito della Sinistra democratica. Un patto con Berlusconi sarebbe una jattura di proporzioni gigantesche oltre che un innaturale alleanza con il "nemico". Spero che Veltroni sappia quello che fa.

 

RIFERIMENTO 5/2/2008

PATTI ELETTORALI

da Biagio Coppola

Sbaglio o il sottoscritto in tempi non sospetti vi aveva parlato di Veltrusconi? Granà arap l'uocchie!!!!

 

  1. 6/2/2008

MODERNIZZAZIONE

da Vittorio Grondona - Bologna

Noi offriremo agli italiani un progetto di modernizzazione… Questo è il nuovo motto ricorrente del partito democratico che, se non cambia la pazza idea, ha deciso di correre da solo alle prossime elezioni anticipate. In cosa consista la modernizzazione nessuno lo spiega. E’una bella parola non c’è dubbio, ma ha il sapore dell’astratto. Alcuni fans del nuovo PD credono di avere capito ugualmente tutto e con l’aria di manifesta furbizia interpretativa fanno addirittura propaganda: questa volta glielo diamo in quel posto, faremo un partito computerizzato!... Va mo là!

 

  1. 8/2/2008

AUGURI A VELTRONI

da Vittorio Grondona - Bologna

Forse Veltroni dal suo punto di vista farà anche bene a correre da solo. Io invece mi sono fatto l’idea che faccia male e che col suo spavaldo gesto voglia definitivamente scrollarsi da dosso il suo passato di sinistra di cui si è praticamente sempre vergognato. L’Unione era una cozzaglia di partiti eterogenei che non avrebbe portato da nessuna parte… Adesso invece il PD è vaticanamente omogeneo e andrà di sicuro in Paradiso. Ex diavoletti si sono mescolati con gli angeli e anche l’On. Franceschini afferma che adesso sono finalmente omogenei? Mah!... Porta aperta a Di Pietro… Che ch’azzecca con l’omogeneità? Porta chiusa ai Socialisti… Che ch’azzecca con l’Internazionale Socialista? Dodici Ministri che la pensano tutti allo stesso modo… Praticamente con la sola testa del capo, proprio come succede a destra. Bella democrazia! L’unica cosa positiva è che forse portano via Cofferati da Bologna. Bel colpo! La politica nazionale è proprio il suo vero campo di battaglia. Non è ironia, lo dico proprio per antica convinzione.

 

  1. 9/2/2008

AUTOMOTRICE À GRANDE VITESSE

da Vittorio Grondona – Bologna

Il presidente di ogni cosa Luca Cordero di Montezemolo, corteggiato politicamente sia da destra che dal PD, ha deciso di acquistare dalla Francia alcune automotrici à grande vitesse (AGV) per fare in sostanza concorrenza alle Ferrovie dello Stato S.p.A., grazie alla liberalizzazione prevista dall’On. Bersani anche del settore ferroviario italiano. Le AGV sono veri gioielli della tecnologia moderna e possono potenzialmente correre ad una velocità commerciale di 360 Km/h. In un momento in cui l’economia del nostro Paese è in attesa dell’intervento divino per uscire dal letargo; il lavoro remunerativo è praticamente scomparso dall’Italia (SEGUIREBBE)

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ALZI LA MANO CHI HA CAPITO IL SIGNIFICATO DI QUELLO CHE AVEVO VOLUTO DIRE!…

DAVVERO INCOMPRENSIBILI QUESTI TAGLI IMPROVVISI DEL RAGIONAMENTO

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RIFERIMENTO 9/2/2008

ANCORA UNA VOLTA

Ancora una volta, per favore, permettetemi di ricordarvi che i post senza PER IL BLOG nell'oggetto finiscono automaticamente nel cestino. E che i post oltre le
500 battute non vengono nemmeno letti e quindi, non venendo letti, finiscono nel cestino insieme a quelli con l'oggetto sbagliato. (csf)

 

  1. 14/2/2008

HI VELTRONI

da Vittorio Grondona

Io non voterò mai un imbianchino qualsiasi che in cambio di un governo duraturo mi obbliga a chiedere il permesso anche per andare al cesso e a ragionare solo con la sua testa. Per quanto riguarda le 500 battute devo dire che sono loro le vere rompiglione. La lettura forse è garantita e all’apparenza è forse anche scorrevole, ma lascia sempre qualcosa in sospeso. Sono la didascalia di qualcosa che verrà dopo: un’immagine, un nuovo testo o altro. Per concludere un pensiero servono almeno 5 interventi. Ti vedrei volentieri direttore della Repubblica: con articoli di 500 battute leggerei quel voluminosissimo giornale in dieci minuti anziché in due ore. Non so però con quale beneficio di informazione. Sono poche le persone alle quali sono sufficienti poche parole come al famoso buon intenditore…

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

SHORT STORY

Mi rompete i coglioni per le 500 battute. Ma in poco più si posso scrivere romanzi. Vediamo chi è capace di scrivere una short story in 2000 battute. Pronti via. Palombi, Ceratti, Guasto, Bergamo, Freda, Masri e chi più ne ha più ne metta, è roba per voi...(csf)

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

CSF/14 : PROBLEMI DI MEMORIA

Io ricordo tale Carrara, unico senatore eletto nelle liste di Di Pietro due elezioni fa. La sua fedeltà durò cinque minuti. Il tempo di dichiarare che non si sentiva dipietrista e passare dalle parti di Berlusconi. Poi, una tornata elettorale dopo, fu il turno di De Gregorio, un signore che se Lombroso fosse una scienza esatta non avrebbe scampo. Lui scelse Berlusconi un po’ più tardi, ma fece danni enormi. Ora qualcuno ricorda a Di Pietro, mentre sta preparando le liste, di stare un po’ attento. Lui accoglie il consiglio ma a sua volta ricorda che perfino uno dei garanti della Margherita, Dini, ha tradito. E per eleganza non ricorda che ha tradito, con danni molto più consistenti di De Gregorio, anche un ministro, Clemente Mastella. E’ vero. Ma mettiamoci di buzzo buono, Tonino. Vediamo di imbarcare gente onesta.

Io ricordo Carla Bruni quando mi fece il peana dell’infedeltà, della sana pratica della poligamia e dell’odio per il matrimonio. Adesso dice il contrario. Sarebbe bello in questi casi che si segnalasse anche il perché, il dove, il come è successo il cambiamento. Mi sarebbe piaciuto moltissimo leggere qualcosa tipo: “Sono veramente innamorata, non mi era mai successo prima. E lei non ha idea di che cosa succede quando una persona si innamora veramente”.

Io ricordo lo zio di Ferrara. Eravamo, mi sembra, ai funerali di Caponnetto. No, eravamo ad una conferenza, a una riunione. Insomma, non importa. Io dissi la solita banalità sull’intelligenza di Giuliano. Lui mi disse: “E’ vero, Giuliano è intelligente. Ma è un aggravante”. Anche per me l’intelligenza di una persona non è una pregiudiziale per stabilire se mi piace. L’intelligenza di D’Alema, per esempio, ammesso che esista, la considero del tutto ininfluente sul giudizio che ho di lui. Quindi, va bene, Giuliano ha l’intelligenza. Ma nella battaglia sul “diritto delle donne a partorire” mi chiedo dove vada a nascondersi.

Io ricordo tutte le volte che andavamo a votare per il Pci “ma per l’ultima volta, eh?”. Era troppo importante quella volta come lo era stata la volta precedente e come lo sarebbe stata la volta successiva. Adesso di nuovo? Io voglio, pretendo, è un mio diritto, un mio auspicio, è la mia speranza che Berlusconi perda, e perda sonoramente. Una sua vittoria sarebbe un disastro, peggio dei russi in Cecenia. Ma allora come si può fare per evitarlo? Votare Bertinotti? Ma è un voto tolto a Veltroni e consegnato su un piatto d’argento a Berlusconi e al premio di maggioranza. Veltroni, scelta obbligata. Maledetto Veltroni, mi avrai!

Io ricordo Basaglia, il grande uomo che fece chiudere i manicomi in Italia. Chissà perché ricordo lui quando ascolto Berlusconi dire: “Io sono indispensabile”. “Ho distribuito benessere dovunque”. “Ho 35 anni in tutti i campi”. (csf)

 

  1. 15/2/2008

OCCHIO AI MIRAGGI

da Vittorio Grondona - Bologna

Votare ad occhi chiusi per il più forte è una grande sciocchezza. Io penso che quando si vota bisognerebbe dosare le strategie in maniera tale che le forze in competizione fossero mantenute in equilibrio. E’ difficile o addirittura impossibile rimuovere l’uomo forte e potente che col tempo si dimostrasse sbagliato. Chi organizza i sondaggi gioca molto sulla generale tendenza popolare di dare la preferenza al più gettonato. Il Cavaliere è l’asso di briscola nel settore appunto della vendita di fumo per arrosto.

Con questa stupida legge elettorale votare per il più forte vuol dire sperare di vincere. Votare per il più debole vuol dire consegnare un voto all'avversario. (csf)

 

  1. 15/2/2008

CADE A FAGIUOLO…

da Vittorio Grondona – Bologna

Bella e chiara la trasposizione in 500 battute del post su Bertinotti della signora Valeria Tafel di Pisa. Mancano però i cenni al Papa a Moretti ed a Berlusconi che probabilmente sono quelli che il grande Lamberto Sechi richiedeva come saporito retroscena per smuovere la fantasia del lettore anche nelle semplici scritture. Per comunicare compiutamente le sue emozioni, la signora Tafel avrebbe dovuto quindi scrivere altri tre post di 500 battute ciascuno. Sarà perché sono totalmente d’accordo con lei, ho letto il suo intervento tutto d’un fiato. Ho paragonato i due esempi a due teste: la prima ad una piacevole testa completa di folti capelli, la seconda ad una perfetta testa completamente pelata.

Il grande Sechi, credimi, avrebbe fatto quello che ho fatto io. Troppe volte l0 ha fatto sui miei articoli. Comunque anche il tuo post tracima. Sono 700 battute. Basta un po' di fatica. Guarda come poteva essere:

Bella e chiara la trasposizione in 500 battute del post su Bertinotti della signora Valeria Tafel di Pisa. Mancano però i cenni al Papa a Moretti ed a Berlusconi che probabilmente sono quelli che il grande Lamberto Sechi richiedeva come saporito retroscena. Per comunicare compiutamente le sue emozioni, la signora Tafel avrebbe dovuto scrivere altri tre post. Ho letto il suo intervento tutto d’un fiato. Ho paragonato i due esempi a due teste: la prima ad una piacevole testa completa di folti capelli, la seconda ad una perfetta testa completamente pelata.

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

BERTINOTTI

di Valeria Tafel, Pisa

Insomma, che palle con 'sta storia dei salotti, dei cachemire e dell'eleganza di Bertinotti! Ma che c'entra con il suo operato politico e con il suo pensiero?? Ce ne fosse di gente della sua levatura! Cosa cambierebbe se lui fosse povero e frequentasse solo Case del Popolo? Quello che conta è cosa farebbe in un governo, se legiferasse. Quello che conta è che promuova l'emancipazione di chi è in condizioni di inferiorità, di non pari opportunità, di miseria, di sfruttamento. E quello che conta è che difenda questi principi per tutti, per gli altri, con la passione e la sincerità che lo contraddistinguono.
Perché allora non ci si scaglia quotidianamente contro l'incoerenza del Papa? Gesù Cristo era povero, lui è ricco sfondato e vive negli ori e negli agi. E invece di occuparsi di pace nel mondo, di lotta contro la povertà, la violenza, la mafia... va al cinema e si preoccupa di come scopa Nanni Moretti.
E perché non ci si scaglia quotidianamente contro Berlusconi che mente spudoratamente e sempre su tutto, nella peggior malafede mai vista, ed occupandosi invece sistematicamente solo degli affari suoi?
Insomma, gli altri possono essere incoerenti e bastardi, ma Bertinotti deve andare a piedi scalzi?
(sono 500?)

Sono 1600. Adesso ti faccio vedere che si poteva dire la stessa cosa con 500 battute, io avrei lavorato di meno, la gente avrebbe letto più volentieri. Il mio maestro Lamberto Sechi diceva che la fatica la deva fare chi scrive non chi legge. (csf)

Insomma, che palle con 'sta storia dei salotti, dei cachemire e dell'eleganza di Bertinotti! Ma che c'entra con il suo operato politico e con il suo pensiero? Cosa cambierebbe se lui frequentasse solo Case del Popolo? Quello che conta è cosa farebbe in un governo. Quello che conta è che promuova l'emancipazione di chi è in condizioni di inferiorità,con la passione e la sincerità che lo contraddistinguono.
Gli altri possono essere incoerenti e bastardi, ma Bertinotti deve andare a piedi scalzi?
(sono 500?)

 

RIFERIMENTO 17/2/2008

500 BATTUTE

di Valeria Tafel, Pisa

Uffa.
(4 battute)
(Vabbè, non resisto... PS: grazie Vittorio Grondona, infatti evocare il paragone col Papa e col Berluska era essenziale, altrimenti tutto era troppo sottinteso e poteva essere capito "per esteso" solo da chi già la pensa come noi. Nella speranza che questo blog sia letto anche da chi vota "di là", magari proprio quelle 2 frasi in più possono aver fatto ragionare qualcuno un poco oltre)
(345!)

 

  1. 16/2/2008

OCCHIO AI MIRAGGI / 2

da Vittorio Grondona - Bologna

Ieri ho visto buona parte del film documentario “In Fabbrica” di Francesca Comencini. Mi sono commosso rivedendo situazioni di tempi che sono appartenuti alla mia gioventù. Questa mattina leggo l’appunto di CSF sul mio post. Mi è venuta spontanea una domanda: ma in fondo in fondo chi è che deve vincere le elezioni? Il più forte o chi ancora difende gli operai ormai di nuovo relegati a casa e lavoro quando va bene o a precarietà e disoccupazione quando va male? Se vIncesse il più forte, di una parte o dell’altra, per entrambe le categorie di questi sfigati dimenticati da Dio e dagli uomini le prospettive sono solo miseria assicurata. Non sempre si vince al primo colpo (...)

 

  1. 16/2/2008

COSI’ NACQUERO ANCHE LE TELENOVELE

da Vittorio Grondona - Bologna

Prendo atto che non sono un bravo scrittore. Il bravo scrittore non deve avere emozioni, ma deve solo risvegliarle ai suoi lettori. Un cenno e via. Le conclusioni dei lettori potrebbero essere milioni quando lo scrittore non fosse stato così sbadato di averle limitate alle sue personali. L’accostamento delle teorie sulle 500 battute a Sherazade, ricordata di recente in questo blog, mi sembra carina. Un Sultano tradito dalla moglie, preso dalla gelosia decise di sposare una fanciulla ogni giorno per poi farle tagliare la testa al mattino successivo. Toccò la volta di Sherazade. L’intelligentissima, bellissima principessa si salvò la vita raccontando ogni notte al marito, per mille e una notte, una breve novella, avendo cura di lasciarla in sospeso in un punto molto emozionante... Ogni fiaba era sapientemente legata a tutte le altre da un filo conduttore. La rinnovata quotidiana curiosità del Sultano si dimostrò alla fine molto più forte del desiderio di vendetta…

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

SULLO SCRIVERE

da Rocco Ciolfi, Arce

Roy Peter Clark tradotto da Luisa Carrada: "Questa frase ha cinque parole. Ecco qua altre cinque parole. Le frasi di cinque parole sono piacevoli. Ma se troppe diventano monotone. Ascolta che succede alle frasi. Il testo sta diventando piuttosto monotono. E' un suono che annoia. E' come un disco rotto. L'orecchio chiede un po' di varieta'. Ora ascolta. Provo a cambiare la lunghezza delle frasi, per creare musica. Musica. Il testo canta. Prende ritmo, diventa una cantilena, un'armonia. Scrivo frasi brevi, scrivo frasi di media lunghezza. E qualche volta, quando sono certo che il lettore e' tranquillo, lo trascino con una frase lunghissima, una frase che brucia di energia e si alza in un impeto di crescendo, un rullo di tamburi, un fragore di cembali - suoni che dicono "ascoltami!" -, l'importante è questo. Quindi scrivi la giusta combinazione di frasi corte, medie e lunghe. Crea un suono che accarezzi l'orecchio di chi legge. Non scrivere solo parole, scrivi musica."

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

VOTIAMO LE 500 BATTUTE

da Corrado Vigo

Scrivere con poche parole consente ai lettori di non saltare da un rigo all'altro, restringe i concetti, e li rende snelli, e si ricorda meglio.
Molti, invece, amano scrivere lunghi periodi, per dire cose che con 5 o 6 parole si fa presto a dire.
Io sono favorevole per le 500 battute.

 

RIFERIMENTO 16/2/2008

LE 500 BATTUTE

da Giulio Bulgarelli, Correggio

Favorevole a mantenere il limite delle 500 battute. Che non siano troppe anche quelle: a volte basta molto molto meno. Questa per esempio non è male: Non dimentico mai una faccia, ma nel vostro caso farò un'eccezione. (Groucho Marx)


ma 500, una in fila all'altra... Dio ce ne scampi.

 

  1. 16/2/2008

CACHEMIRE, STRACCIO DI LANA PREGIATA PER SALOTTI

da Vittorio Grondona - Bologna

Mio padre lavorava in una “balla di facchini”. Mi ricordo che quando gli toccava lo scarico a braccia del carbone partiva alle 5 da casa per ritornarci alla sera quasi sempre dopo le 21. A volte si dice nero come il carbone. Appunto lui arrivava a casa così. Due grossi pentoloni di acqua calda lo aspettavano sulla stufa. Il bagno lo faceva doppio. Il primo serviva a dargli una ripulita generica, il secondo faceva il resto. Quando era la farina la merce da scaricare cambiava solo il colore dello sporco. Gli altri suoi colleghi subivano la stessa sorte tutti i giorni. Solo un facchino si salvava: sempre impeccabile in giacca e cravatta. Era il collega presidente, socio scelto, con il compito esclusivo di trattare negli uffici e nei salotti buoni gli interessi della “balla”.

 

RIFERIMENTO 12/2/2008

CSF/13 FAUSTINO

A me non disturba più di tanto che il compagno Bertinotti vada in giro con i cachemire veleggiando per salotti romani. Piacciono anche a me i maglioncini e non vedo perché non si debba, potendo, scegliere il meglio, se non si fa male a nessuno. A me fanno ribrezzo i salotti, ma tutti i gusti son gusti. Magari al presidente della Camera fa schifo spaccare la legna, attività che a me fa godere intensamente. Quello che mi dà fastidio è la mitizzazione dei suoi cachemire e della sua vita mondana. Per esempio gli articoli che ne parlano. L’ultimo l’ho letto sul Corriere della Sera. Si parte dalla domanda “birichina” che Klaus Davi gli rivolge intervistandolo per Radio 105. Lui risponde “di non pentirsi, proprio no” di essere assiduo frequentatore di certi chicchettissimi salotti politici romani. Non è una rivelazione. Sono anni che Bertinotti racconta di quanto trovi divertente frequentare amici ricchi ed aristocratici perché questo non inficia il suo impegno a favore dei deboli e degli sfruttati.
Ma poi si passa ai dettagli. Umberto Pizzi, il principe dei paparazzi racconta che Bertinotti mangia con la bocca chiusa e non usa le mani. Un comunista di buone maniere. Non come gli operai che mangiano i rigatoni con le dita e ruttano. Estasiata, la signora Guya Sospisio, che ha il salotto proprio di fronte alle carceri di Regina Coeli, spiega: “Fausto è una persona di intelligenza rara. Ha charme ed è colto. Per questo lo invito”. Alla signora Sospisio piacciono i marxisti, ma con uso di mondo. Alle sue cene è rarissimo incontrare carpentieri e tubisti. Sono poco colti, non hanno charme e, diciamolo, sono anche poco intelligenti. Infece Fausto è perfetto, rosso ma affascinante. “Sa essere di sinistra ma non fermo, non blindato. E poi ha un eloquio così…” Così come, signora Sospisio? Com’è l’eloquio di Fausto Bertinotti? E’ un eloquio forte…virile…Un eloquio elegante…raffinato…Un eloquio colto…ponderato? Non lo sapremo mai. Ma sappiamo che ai camerieri Fausto raccomanda sempre: “Datemi del tu”. E loro entusiasti. Se la cena è in piedi gli cercano un angolino riservato e vanno a servirlo lì. Ricorda la moglie, Lella: “Una volta i camerieri cominciarono a chiamarlo addirittura “Faustino”. Deliziosi, no?” E come no? Deliziosissimi i camerieri. Quella sera alla fine della festa uscirono dal salotto Sospisio, cercarono il primo muro libero e ci scrissero “Marx era frocio”. Poi andarono ad iscriversi a Forza Italia. Antonio Polito, fondatore del Riformista, deputato della Margherita, molto invitato dalla Sospisio, dice la sua. Dice che la curiosità attorno alla mondanità di Bertinotti è tipica di chi ha una visione moralistica della politica. Dice: “In quei salotti si capisce dove va il Paese”. Dio mio! Ecco perché il Paese va dove va. Conclude il teatrino lo stesso Bertinotti. “Andare nei salotti è una scelta di libertà”. Che nessuno costringa il subcomandante Fausto. (csf)

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

FAUSTINO

da Biagio Coppola

Caro CSF, anche tu, come tanti, non muovi nessuna critica politica a Fausto anzi, come tanti, ti sei impantanato nel gossip. Suvvia, ma è ma è così umiliante ammettere che è un cavallo di razza?

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

ORDINARY PEOPLE

da Carla Bergamo

Leggendo il post di CSF sul compagno Fausto mi sono sentita un po' alleviata, visto che avevo (e ho) le mie remore sulla coppia Bertinotti. Il tutto conferma la mia convinzione che lui, come quasi tutti gli altri politici, di destra o di sinistra, hanno sempre vissuto in un universo parallelo rispetto ai comuni mortali, quelli che magari sono diventati comunisti a forza di lavorare in fonderia o che sono diventati berlusconiani a forza di servire i "compagni" nei salotti buoni. O quelli che semplicemente hanno vissuto, toccato con mano la vita reale. Che fanno la spesa, la fila dal medico, pagano le bollette, vanno dal benzinaio, e così via. Insomma, come direbbe Uolter, ordinary people. Per noi, gente comune, semplicemente.

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

MONDANITÅ È PARTECIPAZIONE

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Questo Bertinotti che frequenta i salotti romani! Certi comunisti, o affini, fanno anche di peggio. Tipo incontrarsi agli inizi di novembre a Malga Campo e fare gli sciccosi con la natura, per esempio. Come dice bene Claudio "è la mitizzazione dei suoi cachemire e della sua vita mondana che da fastidio". Fare osservazioni, ancora oggi, su come un presunto comunista o affine debba comportarsi, questo è irritante. Ma sono ancora così chic ed esclusivi questi salotti? Siamo ancora così vergini di cervello? Non sarà obsoleta la concezione, per esempio, di cosa sia il lusso o, appunto, l'esclusività? Perché, starsene in poltrona con il proprio cane accocolato sulle gambe non è una condizione di lusso? Non tutti se lo possono permettere! Un po' come andare da Lavarone a Cura di Vetralla a piedi.

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

FAUSTINO? IO LO VOTO

di Carlo Vignato, Nanto (VI)

Al di là delle sue frequentazioni dei salotti "bene", e non considerando la sua aristocratica "erre moscia", credo che Bertinotti sia tra i politici italiani più coerenti. E' un uomo di sinistra, lo è sempre stato e le sue idee, ovviamente non condivise da tutti, sono chiare, molto più di quelle di Topo Gigio Veltroni.

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

ORDINARY PEOPLE / 2

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Mi perdoni Bergamo, ordinary people proprio no. Su questo pianeta nessuno è ordinario. Dei privilegi degli "onorevoli" ne sappiamo abbastanza da passarli per le armi, se fossimo nel 1848. Fare la spesa, la fila dal medico, pagare le bollette, sono attività "fisiologiche" della vita simili alle evacuazioni mattutine in bagno. Il tipo di considerazioni che fa mi ricorda le polemiche sui film d'autore contro quelli che li fanno artigianalmente; meglio Sanremo o la musica dei cantautori? Questo mondo contempla sia Antonioni, Fellini, Visconti, che Scola, Risi, e purtroppo Vanzina; Claudio Lolli e il neo emancipato Gigi D'Alessio. Esistono, a parer mio, intellettuali e ignoranti imbecilli e altrettanti eccellenti, da prenderli come esempio. Le corporazioni sono lente, l'interclassismo è rock.

 

RIFERIMENTO 14/2/2008

BERTINOTTI, IL CACHEMIRE E LE ELEZIONI

da Paolo Capè

Non credo csf abbia rimproverato a Bertinotti i cachemire o i salotti. Credo abbia (giustamente) espresso un certo disgusto per i modi delle cronache mondane che lo riguardano e per gli entusiasmi annessi e connessi. Quanto al Bertinotti duro e puro: ma se la politica è l’arte del possibile (e lo è), conta di più fare di tutto per stare all’opposizione, dove si può contestare tutto, ma non si ha alcuna rilevanza nelle decisioni operative di governo, o accettare qualche mediazione pur di ottenere passi avanti per la fasce deboli che si dice di voler tutelare?

Finalmente qualcuno mi capisce (csf)

 

RIFERIMENTO 15/2/2008

FAUSTINO

da Alessandro Ceratti

Non è che Bertinotti nei salotti romani ci vada per fare campagna elettorale? Non è che, conoscendo il "target" vada lì cercando di convincere i principini che votare RC è "trendy"? E poi, diciamolo, anche Gesù Cristo si mescolava con i peccatori: usurai, esattori fraudolenti di tasse ecc. ecc che peraltro lo accoglievano molto sfarzosamente. Perché Gesù Cristo sì e Bertinotti no? Sai che cosa sei Claudio? Un fariseo!
P.S. Non credo a una parola di quello che ho scritto.

 

RIFERIMENTO 15/2/2008

BERTINOTTI

da Giuseppe Moncada

Condivido quanto scritto da Paolo Capè. Ed infatti, da componente del direttivo provinciale del PRC di Siracusa, da quando si tolse l’appoggio al 1° governo Prodi mi sono dimesso e non ho votato più per il PRC.

 

RIFERIMENTO 16/2/2008

I CAVOLI A LEGGENDA

da Santi Urso

Ma come?! Io parlava di un Mito e mi si risponde con la Geografia? Sheherazade è, come dite voi giovani, un'icona (forse persiana, difficilmente irakena, ma qui si dovrebbe scomodare la Storia, e comunque percepita in Occidente come un Sogno Arabo), perciò l'indicazione cartografica c'entra come i cavoli a leggenda. La prego inoltre di diramare un'ordine di servizio che chiarisca come ordinary people vuol dire gente comune, che, detto da proletario, dovrebbe essere considerato un blasone. Al cinema, come Ella sa, ebbe un certo successo.
Cordialità centriste

 

RIFERIMENTO 16/2/2008

ORDINARY PEOPLE / 3

da Carla Bergamo

Ordinary seguito da people vuol dire comune, qualunque, non ordinario. Le persone ordinarie appartengono a un'altra categoria, che certamente non vota Bevtinotti. Comunque io credo, fermamente, che uno che si reputa leader comunista debba dare l'esempio, cominciando dal non frequentare i famosi salotti. Come credo che i preti debbano seguire i comandamenti ancor più dei loro fedeli e seguire l'esempio di Gesù Cristo (che non frequentava salotti). Leader comunisti e preti, in fondo, non sono così dissimili, in teoria. Già i democratici...

 

RIFERIMENTO 16/2/2008

D'URSO

da Biagio Coppola

Ieri sera, a cena con amici, parlando di salottieri compagni il discorso, ad un certo punto, è caduto sul sen. Mario D'Urso, che vanta, tra le tante, amicizia con Faustino, in carica una decina di anni fa ed eletto nel collegio che comprende la penisola sorrentina e la costiera amalfitana e che csf avrà anche intervistato, se non ricordo male. Ebbene un giorno a chi gli chiese come mai non si facesse vedere molto nel proprio collegio rispose: "Ma come ? Ci son passato giusto ieri, con la mia barca!"

 

  1. 20/2/2008

OH PERBACCO!

da Vittorio Grondona – Bologna

La cosa è davvero tragica: mi sono accorto che oltre a non saper scrivere non so nemmeno leggere. Ho letto come ho potuto l’intervista a Piero Sansonetti ed ho, ahimé ,capito diversamente da molti amici del blog. L’elogio a Fini è secondo me ininfluente sulla campagna elettorale. Se Fini è riuscito a portare la maggiore coalizione verso destra è un merito di parte che tutto sommato gli appartiene. Se Veltroni invece ha trasformato la sinistra riformista in un centro bello e buono, con addirittura prospettive plausibili di approcci futuri con la nuova destra del Cavaliere non ne ha colpa Sansonetti e nemmeno gli elettori che amano ancora la sinistra. Le polemiche inutili hanno le gambe corte, come le bugie.

 

RIFERIMENTO 18/2/2008

CSF/16: SANSONETTI, GIUSTAMENTE

Ci mancava pure questa. Ci mancava che Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione comunista, scriva sul Secolo d’Italia, il quotidiano di An, diretto da Flavia Perina: “Da comunista dico: Fini innova, Veltroni no”. Di primo acchitto viene solo da pensare: ognuno ha diritto di dire le sue pirlate. Ma poi intervengono i commenti degli altri. Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera di Rifondazione, dice: “Certe affermazioni di Sansonetti hanno un carattere giustamente provocatorio”. Giustamente. Provocatorio. E il capogruppo di Rifondazione al Senato, Giovanni Russo Spena, dice che le parole di Sansonetti “vanno prese come un paradosso”. Un paradosso. Un paradosso provocatorio. Giustamente. E allora si sciolgono i miei dubbi. Trattasi di pirlata. E non è detto che ognuno abbia il diritto di dirla. “Da comunista dico: Fini innova, Veltroni no”. In campagna elettorale. Anche da comunista, è una pirlata. Solo una pirlata. Una pirlata comunista. Provocatoria. Paradossale. Giustamente.(csf)

 

RIFERIMENTO 18/2/2008

SANSONETTI, DA COMUNISTA

da Antonella Marrone

Sarà perché Sansonetti è il mio direttore, sarà perché, prima ancora, è mio amico da tanti e tanti anni, ma la domanda mi sorge spontanea (per la verità mi succede molte volte al giorno leggendo molti giornali al giorno): come fa - uno che fa - il nostro mestiere a non leggere anche il pezzo che sta sotto il titolo dell'intervista al Secolo? Mica per niente. Perché, come ben sai, è una pirlata non farlo. Per il semplice fatto che non corrispondono gli uni agli altri. In più, ti dirò, che conoscendolo da molti molti anni non ho mai sentito Piero pronunciare: “da comunista dico....". E' un frasario che non gli appartiene. Tutto qui. E infatti, se leggi l'intervista lo noterai. Sarà per questo che il mestiere di titolista è scomparso? Perché tanto chissenefrega di quello che c'è scritto?

Accetto di buon grado la sgridata di Antonella. Non ho letto l'articolo che c'era sotto il titolo. Ma non potevo leggerlo perché dove sto io il Secolo d'Italia non arriva. E non arriva nemmeno via web. Mi sono fidato del più autorevole quotidiano d'Italia, il Corriere della Sera (intendiamoci, il più autorevola, ormai, è la Stampa, ma insomma...). Dunque l'articolo diceva il contrario del titolo? Succede a volte. Ma già che c'eri, Antonella, non potevi allegare l'articolo. O almeno qualche brano per farci capire? O almeno la notizia che Piero ha protestato per la titolazione sbagliata? Insomma, me la devo prendere con Flavia Perina? Aiutami tu, Antonella (csf)

 

RIFERIMENTO 18/2/2008

SANSONETTI, PER COMPIACERE

da Alessandro Rossi

Che dire di Sansonetti. Ormai per compiacere si dice di tutto. Con una affermazione del genere acquisisce i punti necessari per almeno tre passaggi televisivi da Emilio Fede e uno da Vespa.

Questa battuta mi sembra non generosa (csf)

 

RIFERIMENTO 19/2/2008

SANSONETTI

da Mario Strada

Non so se il titolo del Secolo era sbagliato. Per giudicare si puo' leggere l'articolo. Sotto riporto il link al pdf. Suggerirei di leggere l'intervento di Sansonetti insieme all'articolo della Gagliardi, pubblicato Sabato 16 su Liberazione. Anche questo link e' sotto. A futura memoria: si possono trovare molti articoli nelle rassegne stampa delle Camere e di alcuni Ministeri. La migliore e' quella della Camera (con una ottima funzione ricerca). Trovate molto anche su quella del Senato, del Governo, del Ministero della Pubblica Istruzione.
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=H6BZM
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=H5Z3K

Ho fatto atto di contrizione, ieri, per aver parlato sulla base solo dell'articolo del Corriere della Sera che riprendeva l'intervista a Sansonetti. MI ha scruitto, Sansonetti, che bisogna prima leggere e poi giudicare. Adesso ho letto grazie al link segnalato da Mario Strada. E quindi ho avuto la conferma che il titolo riportato dal Corriere ("Da comunista dico: Fini innova, Veltroni no") è corretto. Sansonetti nell'intervista dice che Veltroni e il Pd sono il nuovo centro, che non bisogna votarlo, che non esiste più la sinistra riformista. E invece elogia quel formidabile innovatore di Fini. Io capisco che Sansonetti è il direttore del quotidiano di Rifondazione e che Rifondazione si presenta alle elezioni in alternativa al Pd. Ma elogiare l'avversario e criticare il compagno di strada io, che sono un vecchio romantico, lo trovo sbagliato. (csf)

 

RIFERIMENTO 19/2/2008

SANSONETTI

da Paolo Cape’

La sinistra in cui crede Sansonetti si basa sugli aiuti statali a pioggia ed è molto simile alla destra classica di Fini. La sinistra di Veltroni crede che sia più equo e più utile alle fasce deboli ridimensionare i privilegi delle fasce dominanti attraverso incentivi al merito. La destra di Fini e di Sansonetti non si accorge neanche del problema del capitalismo di relazione, delle raccomandazioni, dei troppi favoritismi. La sinistra di Veltroni è molto più rivoluzionaria e attenta ai veri problemi dei veri deboli. Altro che evanescenza.

Starei attento a parlare di "destra di Sansonetti". Non esageriamo. (csf)

 

RIFERIMENTO 19/2/2008

PARADOSSI

da Biagio Coppola

In seguito all'intervista a Sansonetti si potrebbe dedurre che Fini e Veltroni siano simili perché entrambi cercano, praticamente, il Centro!

 

RIFERIMENTO 19/2/2008

INTERVISTA DI SANSONETTI

da Alessandro Ceratti

Ecco uno straordinario caso (Capitano. Abbastanza raramente, ma capitano) in cui persone che sostengono tesi opposte hanno tutte ragione contemporaneamente. Ha ragione il titolista, che ha cercato di riassumere con una frase ad effetto (come si suol fare per i titoli) l'intervista a Sansonetti. Ha
ragione quindi Claudio, che partendo da quel titolo rimprovera Sansonetti. Ha ragione Marrone che rimprovera Claudio di aver parlato a vanvera, perché in effetti dalla lettura dell'articolo l'opinione di Sansonetti risulta meno tranchant e eversiva di quanto non sembrasse a Claudio. Forse ad avere torto (nel merito e non per questioni di opportunità) c'è soltanto Sansonetti quando dice quello che dice.

E quindi io non avevo torto a fidarmi del Corriere della Sera (csf)

 

RIFERIMENTO 19/2/2008

HA INIZIATO WALTER

da Paola Altrui

Dici bene, caro Claudio: elogiare l'avversario e criticare il compagno di strada è sbagliato. Ma non è esattamente ciò che ha fatto Veltroni, quando ha teso mano a Berlusconi e ha escluso ulteriori alleanze con la sinistra radicale?

No (csf)

 

RIFERIMENTO 20/2/2008

SANSONETTI, VELTRONI, CHI HA COMINCIATO...

da Mario Strada

Siamo messi proprio bene.

 

RIFERIMENTO 20/2/2008

SANSONETTI TRA FINI E VELTRONI

dall’avv. Lina Arena

Sansonetti dice bene e non è giusto smentirlo. Fini innova perché insegue, a fatica, le evoluzioni della società capitalistica mentre Veltroni tenta di far cambiare strada al popolo della sinistra , nato e cresciuto all’ombra del vecchio PCI. Veltroni, come ogni compagno piccista allevato alle Frattocchie, sa che è molto difficile fare imboccare la strada della socialdemocrazia allo zoccolo duro che ha seguito solo i consigli maxleninisti di chi doveva mutare i rapporti di produzione per cambiare quella società capitalistica ritenuta la madre di tutti i mali del mondo. Veltroni non può e non deve cambiare nulla del vecchio verbo. Che non sia sincero non ci vuole troppa fatica a capirlo. Adesso deve avere il volto del buon padre di famiglia o de parroco di campagna per riportare la pecorella smarrita sulla retta via. Il PD è solo un cavallo di Troia e la povera Bindi ne farà le spese.

 

RIFERIMENTO 20/2/2008

FINI VS VELTRONI?

da Massimo Mai

Fini innovatore? Bhe se si considera innovatore uno che ritiene sufficiente andare tre giorni a Fiuggi per passare da "Mussolini è il più grande statista italiano di sempre" al fascismo come male assoluto, oppure passare in un giorno da "Quello il pres del Cons. con me non lo farà mai più, e bisogna rivedere la legge sulle tv" a "Il candidato premier è uno solo ed è Berlusconi" è davvero un grande innovatore. Io uso un altra parola per definirlo. Mi domando quale sarebbe il tono verso Veltroni se, specularmente avesse fatto lo stesso percorso negli stessi tempi. Ad esempio "Stalin è stato il miglior statista di sempre"...

 

RIFERIMENTO 20/2/2008

SANSONE(TTI)

da Concetto Parisi, Roma

Che tragedia il giorno in cui dovesse scappargli una frase sensata; e che orrore se questo sua prima, eventuale, improbabile, involontaria, sapida locuzione dovesse distrarci dalla stracurata chioma – nomen omen – che va agitando, con malcelato godimento, di porta in porta! Ragionando da ingenui: non finirò mai di ringraziare Veltroni per la scelta di presentarsi da solo alle prossime elezioni, qualunque sia il risultato.

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

CSF/20: NE VEDIAMO DELLE BELLE

Qualcuno me l’aveva detto: vedrai, sarà una campagna elettorale bellissima e divertentissima. Aveva ragione. Eravamo abituati a scontri epocali fra fronti contrapposti. Alla noiosa e ripetitiva criminalizzazione degli avversari. I comunisti che continuano a mangiare i bambini e Berlusconi che fa gli affari suoi incurante degli interessi del Paese. Aria fritta che non mobilita le passioni. Stavolta invece no. L’accordo, con tutta evidenza, è di non pestarsi troppo i piedi e tenere bassi i toni. Ma se il solo Di Pietro ha il coraggio di dire qualcosa di forte contro gli avversari (e subito viene bacchettato dai compagni di cordata), gli altri sfogano la loro carica di aggressività direttamente sugli alleati. E così Fini mette veto a destra e a sinistra e soprattutto dice che non vuole Ferrara. Ferrara di rimando gli dice che va bene così ma allora col cavolo che si presenta a sindaco di Roma. Veltroni dà del vecchietto a De Mita che vuole ripresentarsi dopo secoli che siede in Parlamento (resta il dubbio: avrebbe detto la stessa cosa anche ad Andreotti?) e De Mita allora decide che forse, perché no, potrebbe entrare anche nella Rosa bianca. Tra radicali e Pd è scontro aperto e magari domattina sarà amore sfrenato. Micicché non ci sta alla decisione di Berlusconi di allearsi a Lombardo e decide di presentarsi ugualmente alle elezioni per diventare Governatore, anche contro ilo suo amato Cavaliere. Tralascio perché ormai è un’abitudine, le solite schermaglie tra sinistra radicale e sinistra moderata con Sansonetti che fa i complimenti a Fini e le pulci a Veltroni. Tralascio anche le lotte intestine fra micropartiti Dc al centro. Tralascio quello che continuano a dirsi Casini e Berlusconi. Ma è abbastanza sorprendente che Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, il quale, risvegliandosi da un lungo letargo, scopre oggi che Berlusconi è un pessimo alleato che pugnala gli amici alle spalle. Insomma se si vuole stare un po’ tranquilli l’unica soluzione è assistere a uno scontro Veltroni-Berlusconi. Siate sicuri che non corrono parole forti.

Claudio Sabelli Fioretti

 

  1. 21/2/2008

MATERNITA’

da Vittorio Grondona - Bologna

Accorgersi di essere in attesa di un figlio non è l’annuncio di una disgrazia. E’ semplicemente una notizia meravigliosa. L’attuale sistema di società che ci siamo distrattamente regalati è la vera disgrazia che in certe circostanze ci rende dispiaciuti perfino di un evento straordinario come l’imminente nascita di un figlio. La precarietà, per esempio, non è piovuta dal cielo, ma dalla mente distorta di chi ha escogitato leggi così poco attente al futuro delle famiglie meno fortunate, come la legge 24 giugno 1997, n. 196 (Treu) e la legge 14 febbraio 2003, n. 30 (cd Biagi), favorendo di fatto la sola logica del profitto imprenditoriale.

 

RIFERIMENTO 20/2/2008

DUEMILA BATTUTE

Notizie
da Cristina Sabbatini

Le andai incontro tutto trafelato, ansioso di darle la buona notizia: ho un lavoro, un buon lavoro. Un contratto per un anno a 1.300 euro netti al mese, un cococo, o cocopro, o coproco, non so più bene. Lei sorrideva, ma aveva lo sguardo triste, si capiva che c'era un pensiero che la opprimeva.Su mia insistenza confessò: - Io invece l'ho perso il lavoro, non mi hanno rinnovato il contratto - . Dopo il primo momento di sgomento mi feci coraggio, per darle coraggio: non ti preoccupare, ce la faremo. Ci arrangeremo come ci siamo sempre arrangiati finora. Sono sicuro che con la tua esperienza non tarderai a trovare un altro impiego. Ora non sorrideva neanche più e il suo sguardo si era fatto disperato. Senza aspettare che le chiedessi nulla mi disse tutto d'un fiato: -Sono incinta - . Questa volta non riuscii a reagire. Rimasi immobile senza sapere cosa dire. Un bambino? Proprio ora? Ci eravamo arrabattati a fra mille lavori diversi per riuscire a malapena a coprire le spese. E proprio ora che pareva avessi ingranato col lavoro, non ci voleva. Dio mio, ma perché non eravamo stati attenti! Come due adolescenti alle prime armi. Continuavo a rimanere in silenzio, senza trovare il coraggio di dire nulla, sentendomi un vigliacco, quale ero. Con la praticità tutta femminile fu lei, fortunatamente, a parlare. - Non possiamo permettercelo questo bambino, non ora. Con il tuo contratto a tempo, l'affitto, le spese, senza considerare il fatto che nessuno darebbe mai un lavoro ad una donna incinta. In fondo siamo giovani, non abbiamo ancora trent'anni, avremo tempo per fare una famiglia. - Io annuivo a testa bassa, come un cane bastonato. Era la cruda realtà: un bambino ora proprio non potevamo permettercelo. Ad un tratto un'idea geniale squarciò la tristezza. Una soluzione c'è, gridai all'improvviso: tutte le spese, dal concepimento fino a quando non avrai trovato un altro lavoro ce le faremo rimborsare da Giuliano Ferrara! Anzi, ce le faremo anticipare.

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

SONO FURIOSO!

da Alessandro Ceratti

Leggo il "racconto" di Cristina Sabbatini e non rimango scandalizzato, indignato, depresso. Divento proprio furioso!!! Quanto è difficile esprimere la furia scrivendo invece che urlando. CAZZO! Quello che ha in testa la signora Sabbatini è abominevole. Quello che ha in testa la signora Sabatini è talmente abominevole da far venire voglia di dare ragione a Giuliano Ferrara. (...)

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

SI POSSONO CRITICARE LE 2000 BATTUTE?

da Pier Franco Schiavone

Certo che sí, che cavolo, non stiamo mica in un consesso di vecchi tromboni. Ha ragione Ceratti, le 2000 battute di Sabbatini sono brutte sia nella forma che, soprattutto, nel contenuto (dov’è la short novel? Sembra un dazibao), e sono certo che non si offenderà perché chi scrive sa che può essere criticato senza essere sminuito. In realtà nessuna delle piccole opere, tranne quella di Poggi, mi è piaciuta, mi aspettavo per esempio molto di più da Silvia, l’unica, secondo me, in grado di scrivere da scrittrice. Posso criticare perché anch’io ho inviato le mie 2000 battute, anzi 4000, due tentativi avevo fatto (maledetto CSF!!) quindi non mi si può dire di non aver tentato, mi sembravano buone ma evidentemente non lo erano e mi fido dell’esperienza di CSF, davvero (miiii come rooosico!! De Franco si e io no!). Però per un’ora mi sono divertito da matti. Tuttavia credo, seriamente, che un racconto in 2000 battute non si possa improvvisare; scrivere 2000 battute in forma di racconto non è molto diverso da scriverne 200.000, anzi. CSF potrebbe riproporre il gioco, magari più in la, ma dando un tempo minimo di decantazione.

Avete tutto il tempo che volete (csf)

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

MATERNITA'/2

da Cristina Sabbatini

Sono d’accordo con Grondona: la notizia dell’attesa di un figlio è meravigliosa. Lo è un po’ meno quando si è donna (ovvio) con un lavoro precario o disoccupate, senza una solida famiglia alle spalle che possa dare una mano ed un affitto da pagare. Lo è ancora meno quando si annuncia la lieta novella al proprio compagno e ci si trova di fronte un muro di silenzio e due occhi sgranati dal terrore. Per la stroncatura del mio tentativo di racconto mi metto la cenere sulla testa e faccio autocritica.

Le critiche sono il sale della vita, le autocritiche sono una stronzata (csf)

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

L'ALESSANDRO FURIOSO

da Federica Pirrone

Adesso che ti sei sfogato, Ceratti, ti dispiacerebbe spiegarci quale preciso passaggio del racconto ha scatenato l'ira funesta? Non c'è niente di estraneo alla vita di molti di noi in quella novella, sai?

Alessandro è ricco. (csf)

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

SONO FURIOSO/2

da Alessandro Ceratti

Il racconto della signora Sabatini di fatto sostiene qualcosa che ai miei occhi è del tutto paragonabile per esempio a una grave offesa razziale. Se qualcuno sostenesse seriamente che i nazisti hanno fatto bene a mandare su per i camini gli ebrei, perché sono la feccia dell'umanità, anche voi non rimarreste tranquilli. Anzi, io mi infurio ancora di più perché una affermazione di questa rilevanza viene fatta quasi con leggerezza e con una punta di umorismo. NO! Non si può dire, mai, che difficoltà economiche possono legittimare l'omicidio. Perché appunto, la signora Sabatini, non si cura neppure di dissimulare l'oggetto della sua inaudita violenza: si tratta di un bambino. Quello che la giovane coppia non può permettersi è un BAMBINO. Non ha usato un altra parola. Non ha inteso un altro  concetto. Forse è possibile pensare di distruggere delle cellule umane con certe caratteristiche. Ma non si può uccidere un bambino, mai. Per nessun motivo e per quanto poveri si sia.

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

L’ALESSANDRO FURIOSO /2

da Pier Franco Schiavone

Vorrei dire una cosa a Pirrone, sebbene non sia stato chiamato in causa. Nessuna donna abortisce con disinvoltura e tra le ragioni dell’aborto c’è anche quella della povertà. Nel racconto trapela questa situazione: precari distratti fanno l’amore, senza precauzioni, e, toh, spunta il bebé. Mio dio, perché non siamo stati attenti! Il messaggio che passa è quello dell’aborto contraccettivo, proprio quello che denuncia Ferrara, anche se riconosco che l’intenzione della Sabbatini non era quella ma semplicemente fare del sarcasmo. La situazione dei due ragazzi che si arrabattano tra mille lavori, tra l’altro ingranandone uno, non è nemmeno la più tragica, le ragioni per cui si abortisce sono in genere molto più drammatiche. Ho una nipote che sta per avere un figlio ed è precaria, tuttavia è felice.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

ABOMINEVOLE?

da Paolo Beretta

Abominevole? Povero Ceratti. Quello che scrive Sabbatini (e che dovrebbe essere una short novel), purtroppo è realtà in moltissimi casi e Grondona, come suo solito, ha perfettamente centrato la questione. Nella stragrande maggioranza dei casi un bambino resta sempre una benedizione, salvo divenire maledizione nel momento in cui non si riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. Sa cos'é abominevole, Ceratti ? Il suo infuriarsi per quello che scrive Sabbatini e non per tutto quello che ci sta dietro. Grondona l'ha capito. Attendiamo fiduciosi che ci raggiunga.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

SULLA STRADA DI FERRARA

da Silvia Palombi

Ceratti che tu avessi bisogno della storia di Sabbatini, peraltro veritiera e aderente alla realtà, per dar ragione a Giuliano Ferrara è una grande scoperta. Fino a oggi avrei giurato che eri d’accordo con l’elefantino senza bisogno di sforzi.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

INDIGNAZIONE

da Paolo Beretta

La posizione di Ceratti sull'aborto è nota, per questo il racconto di Sabbatini gli ha urtato i nervi. La sua reazione quantomeno scomposta è, ovviamente, irritante, ma conosciamo il tipo. Grazie a Dio, le leggi non le fa Ceratti. Tantopiù che si parlava di un semplice racconto, bello o brutto che fosse. Philip K. Dick e G. Orwell hanno scritto di orrori ben peggiori e nessuno si è scandalizzato, nemmeno quando tanti di questi orrori sono divenuti realtà. Io mi sono scandalizzato leggendo il "Directorium inquisitorum" di Nicolas Eymerich, che non era un racconto ma un manuale. Che volete, ognuno si indigna a modo suo.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

ABORTO

da Cristina Sabbatini

Una donna che abortisce è una persona fondamentalmente sola. Lasciata sola dal compagno, dalla famiglia, dalla società. Una donna che abortisce è una donna sofferente e lacerata che si porterà dentro per tutta la vita il dolore e il senso di colpa. Paragonarla ad un nazista non è solo disgustoso, ma è una cosa tipicamente maschile. Non per niente, anche su questo blog, sono sempre gli uomini a parlare di aborto.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

DONNE E ABORTO

da Carla Bergamo

Tutta la mia solidarietà a Cristina Sabbatini. È veramente insopportabile leggere ogni giorno esternazioni di uomini sull'aborto e sulla 194. Quando la donna decide per l'aborto, almeno nel 99% dei casi, valuta se è meglio abortire o portare avanti una situazione praticamente insostenibile. Un figlio non significa solo partorirlo, è per tutta la vita, crea vincoli, sentimenti, responsabilità...E non sempre siamo pronte ad affrontare tutto questo, purtroppo. I maschi come Ferrara (peraltro senza figli), che vorrebbero obbligare le donne a non abortire, sono rivoltanti. Loro pontificano, poi si girano dall'altra parte e ti lasciano sola. Complimenti.

 

RIFERIMENTO 23/2/2008

ABORTO

da Silvia Palombi

Non sempre il compagno-padre lascia sola la compagna dopo aver preso la decisione di non avere un figlio, il mio di allora, tenuto lontano dalla indispensabile cautela che oscurava gli aborti clandestini in assenza di una legge, ha sofferto camminando alla stazione dove mi aveva accompagnato ed è rimasto ad aspettarmi. Certo è che la solitudine nell’esperienza peggiore della nostra vita è inevitabile e semplicemente intollerabile. Con quel mal di pancia ci stai tu, solo tu sai come ti senti, dentro. Ci vuole tanto tempo, tanta pazienza, tanta malinconia per riuscire a pensarci ogni giorno un po’ meno. Poi c’è chi rimpiange quella decisione. Io non ho avuto ripensamenti, forse a tratti la curiosità di sapere come sarebbe stato quel figlio del quale sarei stata sorella maggiore, non la madre affidabile e salda alla quale avrebbe avuto diritto, e non ho senso di colpa per una scelta che, a quel tempo, era l’unica possibile. Non ho mai creduto che la realizzazione di una donna sia compiuta solo se ‘completata’ da un figlio.

 

RIFERIMENTO 23/2/2008

QUESTIONE SOLO FEMMINILE?

da Massimo Mai

Al netto di qualunque posizione espressa rispetto alla tragedia dell'aborto l'atteggiamento del ritenerlo esclusivamente un problema femminile mi irrita profondamente. Come se io non avessi nulla a che fare con il bambino che ho concepito con la mia compagna . Io non voglio essere escluso da decisioni così importanti che riguardano la coppia.

 

RIFERIMENTO 23/2/2008

PARLARE D'ABORTO

da Paolo Beretta

Carissima Sabbatini, non avertene a male ma su un paio di cose mi trovi in disaccordo. Primo, ho trovato fuori luogo la tua autocritica, o quantomeno non necessaria: su questo ha ragione Claudio. Poi, a parlare d'aborto non sono solo gli uomini, ma hanno diritto anche loro di parlarne. Certo, se mi dici che una donna ha un punto di vista privilegiato sulla questione non posso che darti ragione, ma mi sembra anche che, fatte le dovute eccezioni, la maggior parte dei maschietti sia allineata su questa interpretazione. Ricorda sempre, però, che un figlio lo si fa in due, così come in due si deve anche decidere di non farlo. Poi, il calvario che deve percorrere la donna un uomo non lo potrà mai immaginare. Ecco perché penso che, alla fine, alla donna spetti sempre l'ultima parola. Anche se sono un maschietto.

 

RIFERIMENTO 24/2/2008

QUESTIONE FEMMINILE

da Barbara Sanaldi, Milano

Massimo Mai si irrita quando sente parlare di aborto in termini di questione solo femminile e la definisce questione di coppia. Ecco, appunto, di coppia. Ma siamo sicuri sia sempre cosi? Lasciamo stare la tragedia dell'aborto terapeutico, quasi sempre scelta sofferta e vissuta in coppia. Ma la stragrande maggioranza delle donne che decidono di interrompere una gravidanza lo fanno perchè incapaci di affrontare una cosa enorme come un figlio da sole. Sono stanca dei periodici attacchi alla 194, dei maschietti che lamentano "queste donne egoiste", che puntano il dito... non ho mai vissuto l'esperienza dell'Ivg, ma conosco tante donne che, non avendo avuto reale scelta, ad anni di distanza ancora piangono pur consapevoli di aver fatto l'unica cosa possibile. Volete sconfiggere la "piaga" dell'aborto? Lavorate perchè davvero una gravidanza inaspettata non sia un macigno che ti schiaccia togliendoti il fiato e ogni speranza di futuro. Ma davvero, non a parole.

 

RIFERIMENTO 25/2/2008

D'ACCORDO CON FERRARA?

da Alessandro Ceratti

No, cara Silvia. Per essere d'accordo con Ferrara (e non lo sono) invece mi dovrei sforzare moltissimo. In primo luogo perché qualunque tesi sostenuta da Ferrara mi vede pregiudizialmente dalla parte opposta. Nel merito della questione: non esistono cose buone fatte per motivi sbagliati. Nelle questioni di etica le intenzioni valgono molto di più dei fatti concreti e se ora Ferrara sta combattendo contro l'aborto (fatto concreto che potrei gradire) lo fa nei modi, nei tempi e per i motivi sbagliati. I bambini continueranno ad essere abortiti o a morire di fame. Con ogni probabilità vivrò tutta la mia vita con questa realtà intorno. Accadrà così, ma non mi ci adatterò. E' questo che conta per me.

 

RIFERIMENTO 25/2/2008

LEGGE DI NATURA

da Alessandro Ceratti

Io sono profondamente convinto che, per motivi biologici, le donne, come ogni altro mammifero femmina, non rinunceranno mai a avere il controllo della loro prole, che sarà trattata secondo criteri di ottimizzazione del processo riproduttivo, e che pertanto sarà tendenzialmente soppressa in momenti di penuria alimentare (vel economica). Questa secondo me è una legge di Natura (N maiuscola). Detto questo, gli uomini sono animali morali. La Natura non è morale.

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

MASCHIOCRAZIA

da Biagio Coppola

Viviamo tempi dove i maschi credono di poter legiferare e decidere del corpo delle donne a prescindere di quale sponda politica siano. Assistiamo di frequente a sparate sull'aborto che non hanno ne testa ne coda. Ma il peggiore direi che è stato l'elefantino che voleva fare una crociata antiabortista in nome della vita per avere in cambio un ministero. Lo trovo veramente squallido e il tutto sulla pelle delle donne!

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

MISERIA, MORTE E SALVEZZA DELL'ANIMA

da Carla Bergamo, S. Paulo

Qui in Brasile l'aborto è proibito. Ossia, se sei ricca lo fai lo stesso, ma se sei povera... se sei povera il tuo bambino ha molte più possibilità di nascere, per fortuna! E di morire tra i 14 e i 18 anni. Forse prima. Appena compie, diciamo,sei-otto anni già può imbracciare un fucile e lavorare per il traffico (di droga). A quattordici già può partecipare a rapine e omicidi. Grazie al rivoluzionario (sic) Statuto di Protezione al Bambino e Adolescente, fino a 18 anni non va in galera, solo in riformatorio. Il denominatore comune di tanta tragedia è una situazione famigliare de-strutturata, drammatica e una distribuzione di reddito assolutamente iniqua. Davanti a certe realtà di miseria estrema non riesco a concepire l'accanimento dei cattolici contro l'aborto e gli anticoncezionali. E senza offrire niente in alternativa, a parte la salvezza dell'anima.

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

VERSO VETTE INARRIVABILI E OLTRE

da Rocco Ciolfi, Arce

Il magnificente Ferrara alle Invasioni Barbariche (http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni): “Io ho una posizione personale sulla contraccezione: penso che sia stata il viatico per una pratica di vita e per una cultura che ha generato l’indifferenza morale verso l’aborto” Ulla peppa... e io che pensavo che la posizione della chiesa sull’uso del preservativo fosse al limite del crimine contro l’umanità.

 

  1. 21/2/2008

FEDRO E LA FONTAINE

da Vittorio Grondona - Bologna

Sono in sostanza molto d’accordo con la gentile signora Isabella Guarini. Quando la rana si gonfia per diventare grossa come il bue finisce che scoppia. Così succede, inversamente, ai racconti forzosamente contenuti in ridotti contenitori e, similmente, ai partitini o persone che rinunciano volentieri alla loro identità pur di avere un posto al sole. La signora ha citato Fedro, io cito La Fontaine in riferimento a questi ultimi paladini del nulla: l’asino carico di reliquie stoltamente s’illude che gli inchini e le preghiere della gente siano a lui rivolti.

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

SENZA TITOLO

da Isabella Guarini

Ho risposto all'invito di CSF di scrivere un racconto di 2000 battute giusto per esercitarmi a non sprecare spazio, che è una risorsa vitale da salvaguardare.Penso che tutto ciò che possiamo dire della nostra vita attuale sia già stato detto, scritto e riscritto nei tanti libri che abbiamo ereditato. Non c'è niente da pensare che non sia già stato pensato, scritto e rappresentato in tutti i modi possibili. Nessuna piccola opera di oggi può piacere se abbiamo letto le metamorfosi di Kafka. Niente di più se abbiamo imparato a memoria l'Inferno dantesco.Nessuno potrebbe dire meglio di Fedro, dum vult validius inflare sese, rupto iacuit corpore, a quei piccoli partiti che ora mostrano i muscoli per un seggio in Parlamento.

Perbacco Isabella come la metti giù dura! (csf)

 

RIFERIMENTO 21/2/2008

SENZA TITOLO

da Francesco Falvo D'Urso, Lamezia Terme

Dato che sono un somarello, siate generosi. Se fate una citazione in latino mettere anche la traduzione. Signora Guarini, se tutto è "già stato pensato, scritto e rappresentato…", dei libri del Sabelli Fioretti o di Silvia Palombi, che ne facciamo? Comunque se 2000 battute vi sembrano poche due titoli per farsi le ossa: Novelle da un minuto di Istvan Örkény (e/o) e Favole a orologeria, di Ambrose Bierce (Guanda).

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

FEDRO e Dintorni

da Isabella Guarini

Non si può tradurre l'idioma dell'antica saggezza trasmessa dalle favole che dovrebbero essere riscritte e adattate ai tempi di oggi da chi ne ha l'ispirazione. Perciò vi sono CSF e Silvia. Non tradurreste certamente una favola dall'inglese o dal francese, come non si traducono le canzoni americane rock. Tanto meno la Divina Commedia o l'Orlando Furioso. Perché si dovrebbe tradurre il latino di Fedro, travisando ritmi e significati? Tanto vale riscrivere il reality del lupo e l'agnello che in politica è un classico. Ad esempio, nella questione del quarto ponte sul Canal Grande di Venezia chi è il lupo e chi l'agnello?. Penso che il Calatrava sia un lupo apparente, adulato, e che le vere protagoniste siano le industrie vetrarie molto presenti nel Veneto. Perché è certo che il delicatissimo ponte è fatto in buona parte di vetro. Ci pensate: un ponte di vetro nella laguna più famosa del Mondo. Che attrazione!

 

  1. 22/2/2008

PAUPER UBIQUE IACET

da Vittorio Grondona – Bologna

Proprio così: al povero va sempre male. Ho appena letto su Repubblica che l’economista Pietro Ichino scenderà in campo con Veltroni… I radicali accettano ed entrano nel caldernone PD/Di Pietro. Correre da solo è tutto sommato troppo faticoso anche per il coraggioso Walter… Caro operaio non è il caso di rallegrarsi. Chiunque vinca del “duopolio” sei destinato a camminare guardingo con le spalle rivolte al muro!...

 

  1. 22/2/2008

IL POSTO DEL NONNO

da Vittorio Grondona - Bologna

Una volta si faceva così. Presso il camino c’era fisso il posto del nonno. Stava seduto là tutto il giorno e non metteva lingua. Però c’era… La sua esperienza era indispensabile quando si dovevano risolvere le grosse difficoltà. Le compagini politiche che ci tormentano in questo periodo stanno alacremente lavorando per sé stesse. I capi hanno contato le seggiole e stanno scegliendo chi mettere a sedere vicino ai lattanti di lusso, preziosi specchietti di richiamo. Forse dopo riusciranno a parlarci dei dodici punti, delle paginette di programma, delle promesse da fare. Il popolo sovrano non ha però ancora capito che cavolo c’entri con l’elezione del Parlamento. La Costituzione è ormai solo un miraggio per gli assetati di giustizia sociale.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

CSF/20: SALVATE IL SOLDATO CIRIACO

Voi non ci crederete ma mi viene da difendere Ciriaco De Mita. D’accordo, largo ai giovani. D’accordo. Bisogna farsi da parte. Come le nonne esquimesi che un giorno si allontanano da casa e vanno a morire sul pak. Ma se non vogliono andare a morire sul pak? Nessuno ce le porta a forza. Bisogna dare un segno di discontinuità, direbbe Casini. Veltroni, il buonista spietato, dice che De Mita è 44 anni che fa il parlamentare. E’ ora che vada in pensione. Probabilmente quando Ciriaco ha cominciato, Fidel Castro non aveva ancora liberato Cuba. Se si dedicasse ai nipotini sarebbe un buon impiego del tempo libero. Ma se non vuole? Se i nipotini non sopportano il nonno? E se per caso non ha nipotini? Ciriaco è sulla breccia da tanto. Ma una volta si considerava indispensabile la saggezza dei vecchi. E Veltroni noi facciamo finta che sia un nuovista, un segnale delle cose che cambiano. Ma anche lui è ha la sua età. E’ una vita che ce l’abbiamo davanti. E D’Alema? E Fassino? Sbarbatelli? Non si rischia di fare come Berlusconi che stabilisce che gli indagati e i condannati non vanno presentati alle elezioni tranne lui e i suoi sodali ed amici per i quali, ovviamente, si tratta di persecuzione politica? E poi in una ventata di nuovi giovani non ci sta male un grande vecchio. Con esperienza, con conoscenza dei meandri della politica, dell’arte della mediazione. Se l’intento era quello di togliersi dalle scatole un centenario, si sapeva che la manovra non sarebbe riuscita. Perché il centenario si presenta con altri partiti, ruba voti, viene sicuramente eletto, e poi magari devi pure chiedere il suo aiuto per fare il governo e puoi anche immaginarti la risposta che ti dà. Per De Mita non ho avuto mai una grande passione. Quando Eugenio Scalfari lo considerava l’uomo che avrebbe rigenerato il panorama politico italiano io ridevo sotto i baffi. Ma mi sono affezionato all’intellettuale della Magna Grecia. Fa parte della mia vita. Veniva a fare i congressi della corrente di base a Lavarone. Ho passato tre giorni con lui per scrivere la sua biografia, sono stato a Nusco, ho ammirato l’acrobatica tangenziale costruita da suo fratello, ho vissuto tre giorni con i suoi amici ad Avellino, ho conosciuto Giuseppe e Marilina, i suoi simpatici nipoti, ho fatto anticamera insieme all’allora suo portaborse Clemente Mastella. La biografia non l’ho mai scritta perché mi ero annoiato io a realizzarla figuriamoci quanto si sarebbero annoiati i lettori. Ma sulla base di tutte queste mie conoscenze lancio l’appello: “Salvate il soldato Ciriaco”.

Claudio Sabelli Fioretti

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

SALVATE IL SOLDATO CIRIACO /2

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Caro Claudio, con tutto il bene che sto imparando a volerti, salvare il "soldato De Mita" no. Capisco le ragioni del tuo cuore, magari invitalo a cena o per una passeggiata sui i monti a Lavarone. Organizzagli, se ti riesce, delle conferenze e fallo sfogare un po'. Io mi sto quasi convincendo a stare con Walterino e tu mi ci metti il bastone?

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

SALVATE IL SOLDATO CIRIACO /3

da Claudio Urbani

Io sarei anche disposto a farlo...ma ricordate che fine hanno fatto i suoi salvatori?

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

CIRIACO A VITA

da Corrado Vigo

Prima o poi lo faranno Senatore a Vita, così come Andreotti.
Ciriaco a Vita, quindi, non ce ne facciamo un cruccio.
Anzi, approveranno una legge che proclamerà senatore a vita chi ha fatto più di 40 anni di Camera o Senato!

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

CIRIACO

da Laura Altmann

Leggo sempre con piacere gli articoli di Sabelli e sono sempre d'accordo su ciò che scrive, stavolta no, per me è giusto che un signore dell'età di De Mita vada in pensione.Sarà che io sono stata costretta per fallimento dell'azienda , la famosa Ligabue dell'aeroporto di Fiumicino,ad andare in pensiomne anticipata per licenziamento di massa di anche tanti colleghi molto più giovani di me, che ancora mi brucia e mi umilia.No, non posso avere compassione e tenerezza per persone che veramente hanno l'età giusta per godersi una buona sana "ricca " vecchiaia penso anche con una discreta pensione!

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

CIRIACO: IL PROBLEMA NON È L’ETÀ

da Pier Franco Schiavone

Se questa logica passasse, un Rubinstein, che ha suonato fino alla soglia del secolo, suonerebbe oggi l’organetto ai giardinetti. Ma non è così, altrimenti Walter non avrebbe candidato Veronesi che di anni ne ha 82! Tre più di De Mita. Veltroni ha sbagliato a non dire le cose come stanno. Il problema, nel caso di De Mita, è De Mita. Che apporto ha dato al centrosinistra in termini di consensi e di esperienza? Vicino a zero. Come giustamente dice Tabacci di Ceppaloni, così possiamo dire di Nusco, che non è tutta l’Italia. De Mita si è distinto solo nel consolidare il suo potere locale sulle ASL in Irpinia, come ha fatto Mastella nel Beneventano, ed è solo perché rischia di perdere potere che è incazzato, non offeso. Dunque, a casa, anche se avesse 30 anni; credo che nel calcolo costi benefici, l’esclusione di De Mita porterà più voti.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

MA QUALE SOLDATO CIRIACO?

da Rita Guma

Il soldato Ciriaco non era stato espulso: data l'eta' gli si chiedeva di non essere piu' in prima linea, e dalle retrovie avrebbe potuto dispensare ugualmente la sua saggezza ai giovani soldati e ufficiali. Chiamare poi Ciriaco soldato, quando ha esercitato per decenni un potere - locale e non - che nemmeno un capo di stato maggiore... Forse che anche lui ti manda torroncini campani?

No, purtroppo no. Ma certo che voi siete più spietati di walter. Voi sapete vero il motivo per il quale walter ha fatto fuori Ciriaco? Fanne fuori uno per educarne cento. Uccidendo Ciriaco è come se avesse fatto una campagna da un milione di euro sul rinnovamento del partito. Ha speso poco ed ha ottenuto tanto. E sapeva che nessuno avrebbe difeso l'avellinese. (csf)

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

RICORDI D'INFANZIA

da Isabella Guarini

Caro CSF, ricordo quando da bambina con mio padre ascoltavo i comizi nella piazza del bel tricolle nel quale sono nata in Irpinia. Era giovane allora il mitico soldato DC di cui si parla . Lo ascoltavo mentre lui parlava dal palco e la folla applaudiva.Ma quando si rientrava a casa mio padre diceva che quell'uomo non gli piaceva, che aveva qualcosa d'infido. Oggi, mio padre non c'è più, mentre io, la bambina di allora, sono in pensione, anche se da solo qualche mese, sono nonna di cinque nipoti, e lui il mitico soldato ancora parla dal palco, mentre la verde Irpinia è cosparsa di monnezza.

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

SALVATE IL SOLDATO CIRIACO / 5

da Michele Lo Chirco

Non sarà che, in fondo in fondo, CSF difende il soldato Ciriaco perché pensa che un giorno la medesima triste sorte potrebbe capitare anche a lui? Oppure per ragioni di solidarietà tra ottuagenari?

Vai a c****e (csf)

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

CIRIACO

da Mario Strada

Ha ragione Schiavone. Veltroni ha evitato la
riflessione politica ad alta voce. Solo prudenza tattica?

 

RIFERIMENTO 22/2/2008

PARADOSSI CIRIACI

da Rocco Ciolfi, Arce

Che campagna elettorale inebriante; in totale disaccordo con csf e quasi (non esageriamo) d'accordo con Baget Bozzo (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=242984). Dove andremo a finire ...
p. s. e poi, caro Claudio, la pezza è anche peggio del buco.

 

RIFERIMENTO 24/2/2008

CONGEDATE IL SOLDATO CIRIACO

da Carlo Vignato, Nanto

Per chiunque, anche per i soldati più valorosi, viene il momento di farsi da parte. So benissimo che quella di De Mita non è l'unica "faccia" che non dovremo più vedere nella vita politica italiana, se l'Italia volesse cominciare ad essere un paese normale. Però, per favore, non mettiamo sullo stesso piano il "vecchio" rappresentato da De Mita con la persistenza di gente come Veltroni (che non è mai stato premier), D'Alema, Fassino &co.

 

RIFERIMENTO 25/2/2008

CONGELATE IL SOLDATO CIRIACO

da Carla Bergamo

C'è una sfilza di vecchie volpi (incluso Veronesi) che sarebbe bene congelare; lasceremmo così ai nostri posteri cercare di carpire il mistero di tanta resistenza dei politici nostrani nel corso delle varie repubbliche. Non escluderei nemmeno Veltroni, che vorrebbe che votassi per un partito talmente eterogeneo che mi vuole propinare la Binetti insieme ai radicali. Già m'immagino gli scontri Binetti-Pannella con Uolter il Buono che cerca di fare da paciere.
E che ha tanta paura di perdere voti a destra che non si accorge di quanti ne sta perdendo a sinistra.
Sarebbe comico se non fosse tragico.

 

  1. 23/2/2008

duemila battute

STORIELLA DI ALTRI TEMPI
da Vittorio Grondona - Bologna

 

Non ho mai capito il perché, ma i fatti stanno proprio così. Appena mi faccio un amico, questo sente il bisogno di confidarmi la sua vita, anche nei particolari più intimi. Il mio guaio è che ho imparato ad ascoltare, e probabilmente questa è una qualità che il prossimo apprezza moltissimo. Fatto sta che un bel giorno di tanti anni fa un mio coetaneo, conosciuto poco tempo prima al gioco del biliardo, mi venne a cercare a casa. Mi meravigliai sul momento, ma in sostanza non ci feci caso più di tanto. Dopo i convenevoli di rito seguì una pausa abbastanza sostenuta durante la quale capii di botto che di li a poco la conversazione sarebbe drasticamente cambiata. Infatti dopo un po’ il ragazzo mi prese la mano e con visibile desolazione mi disse abbassando il tono della voce: sai, ho combinato un grosso guaio… Ho avuto un rapporto con una ragazza ed ora ho saputo che è incinta… E’ disperata… Io non la posso sposare, almeno non subito per via del mio rapporto di lavoro il cui ferreo regolamento mi vieta il matrimonio per alcuni anni. Abbiamo pensato all’aborto… Lei se lo terrebbe anche il bambino, e confesso che anch’io sarei di quell’opinione… ma ha una paura tremenda dei suoi famigliari. Gente all’antica, sai. E poi ci sono già tre figli giovanissimi in quella casa e le condizioni economiche sono veramente molto misere. Io rimasi ammutolito. Che cavolo gli posso dire adesso?... pensai. All’improvviso mi venne spontanea alla bocca la frase: io ne parlerei comunque con la sua famiglia… E che sarà mai! Non siete mica gli unici. Al massimo vi sgrideranno, ma in compenso avrete qualcuno che condividerà il vostro problema per trovare la soluzione più giusta. Si vede che mi diede retta. Dopo alcuni giorni lo rividi e sorridendo mi confidò ancora: tutto a posto, per fortuna… Dopo una reazione spontanea di disappunto, il padre se ne è uscito con la frase: dove si mangia in cinque si mangia anche in sei.

 

  1. 24/2/2008

VETRINE IN ALLESTIMENTO

da Vittorio Grondona - Bologna

Tranne qualche rara eccezione dovuta ai tempi moderni, la figura femminile è assolutamente il massimo dei richiami pubblicitari. Vuoi per uno slip, vuoi per un purgante e vuoi anche per la tinteggiatura delle pareti. Gli occhi dei maschi e delle femmine sono altrettanto attratti da quella gentile figura, pur mossi da punti di vista diametricalmente opposti. I leader politici stanno allestendo in questo periodo la loro vetrina elettorale: belle donne per tutte le cariche, promesse di quote rosa… Possibile che le interessate non capiscano che dietro a tanta grazia di Dio ci saranno sempre le tasche degli uomini che le hanno nominate a trarne i cospicui vantaggi? Non è forse più bello vincere con le proprie forze?

 

RIFERIMENTO 25/2/2008

POLITICI E DONNE

da Biagio Coppola

Anche nella strategia femminile sono simili Uolter e Al Cafone! Entrambi a caccia di veline da inserire nelle liste. Ecco il nuovo che avanza...

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

CANDY MIA CANDY MIA PER PICCINA CHE TU SIA TU MI SEMBRI UNA MADIA

da Santi Urso

Quale vampirico sortilegio sottrae linfa e vitalità al Suo convivio? Noto che non uno dei temi epocali proposti dalla Storia trova eco sulle Sue pagine. Non una parola su Aida Yespica, e la sua stupenda ed elegante sortita, con una parola sulla candidata Madia e sul reiterarsi degli eventi, ora in dramma (Melandri) ora in farsa, non una parola sul porcellino salvadanaio, non una parola sul gravissimo e proditorio attacco che Le ha sferrato il settimanale Grazia, e non una parola sulla prevalenza dell'ombelico (il Centro! il Centro!). Il Suo blog era sangue ora esangue.
cordialità belliche (da belly, of course)

 

  1. 25/2/2008

IMPRENDITORI SALVATORI DELLA PATRIA

da Vittorio Grondona - Bologna

E così via libera ai capetti confezionati a tavolino e dati in pasto al popolo per un teleguidato consenso. Quello che dice il Cavaliere è inutile commentarlo. (...) La meraviglia invece sono i discorsi del Walter nazionale. Prima di tutto non approvo la sua ostilità verso la sinistra dove ha mangiato fino a ieri, ma ciò che mi fa più pensare sono i suoi due motti ricorrenti: paghiamo meno, paghiamo tutti; se le fabbriche chiudono i lavoratori vanno a spasso... Ora i lavoratori sanno con certezza due cose: che, secondo Veltroni, non contano nulla senza gli imprenditori e se per sventura questi ultimi si dedicassero alla bella vita, chiudendo le aziende che li hanno arricchiti, nessuno in Italia pagherebbe più le tasse. Non riesco ad immaginare il Cavaliere coltivare l’orticello per procurarsi da solo il cibo quotidiano.

 

  1. 25/2/2008

FILTRI MAGICI

da Vittorio Grondona – Bologna

Si era cominciato così: corsa solitaria al voto senza ripensamenti. Poi, dopo aver fatto i conti con calma, si sono resi conto che nulla combinava con la vittoria sicura. Via allora alla campagna acquisti. Chi ha cercato un attaccante, chi un difensore, chi ha riposizionato in altro filtro un ingrediente non richiesto in quello siciliano, e così via, mercanteggiando in tutte le direzioni. Alla fine i filtri da far bere agli italiani sono pronti. Centro-destra-destra e centro-centro-sinistra si equivalgono nei sondaggi sul 40% circa ciascuno, il 16% è ipotizzato per gli altri assolisti di destra, di centro e di sinistra sommati insieme. Il restante 4 % sarà quello che deciderà la vittoria. Non occorre la profezia del Divino Otelma per indovinare che questo idiotissimo bailame di mercato politico privo di ideali comporterà di sicuro una nuova inciuciata legislatura di lacrime e sangue per i più deboli della società.

 

RIFERIMENTO 25/2/2008

SCF/21:ADESSO SI' CHE SONO TRANQUILLO

Adesso che Giuliano Ferrara ha baciato l’anello del papa siamo tutti più tranquilli. E anche la notizia che Micciché ha ceduto, è tornato docile all’ovile e non si metterà più di traverso è rasserenante. Vuol dire che tutte quelle questioni di stile e di principio cui ci si era appellati possono cedere il passo di fronte alla promessa di un ministero. Succede così quando si mette al primo posto la giustizia e non il proprio interesse. Altra notizia foriera di serenità: Raul succederà a Fidel ma seguirà i suoi consigli. Diciamo la verità, saremmo stati ancora più sereni se avesse detto: “Farò come cazzo mi pare, ma nel dubbio, farò l’opposto di quello che mi dirà Fidel”. E che dite di Daniela Santanché? Alla ricerca dei suoi spazi e per differenziarsi da Fini che ormai fra qualche giorno si iscrive a Rifondazione Comunista, Daniela dichiara di essere fascista, sì, proprio fascista, e di esserne orgogliosa. E poi: “Il male assoluto non è il fascismo. E’ il diavolo”. Adesso sì che ho capito tutto.

Claudio Sabelli Fioretti

 

RIFERIMENTO 25/2/2008

I SOLITI RICATTI

da Corrado Vigo

Berlusconi decide che alla presidenza della Sicilia deve andare Lombardo. E Miccichè, che fino a un giorno fa sparava a zero su tutti? Semplice: un piccolo posto di Ministro, o di sottosegretario, o qualcosa certamente più grande di lui, ed il gioco è fatto. Non cambia nulla. Ah quanto vorrei che fosse in vita mio nonno. Potrebbe gridare quel detto su Masi e Brasi!

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

MA CHE C’AZZECCA?

da Luigi Tarascio – Roma

Leggo “l’ipoteca giustizialista” di Panebianco sul Corriere e scatta in me il che c’azzecca. Mi sembra una ricostruzione parziale e forzata delle vicende. Perché usare toni tanto forti? A me l’idea di Di Pietro garante della legalità, non dispiace affatto. Piace meno l’idea di un PD che fa scaramucce con i radicali mostrando il fianco.

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

SONO CONFUSO IO O LA CHIESA?

da Claudio Urbani

Ritengo che non ci debbono essere dubbi: se una cosa è sbagliata, debba esserlo in ogni occasione. Famiglia Cristiana ha attaccato pesantemente l'accordo del PD con i radicali, definendolo: "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Ma nel 2001, quando i radicali confluirono, ben accetti, il FI e Pannella fu candidato da Berlusconi, non eraro i stessi radicali? Dove era Famiglia Cristiana?

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

DUE POLLI NEL POLLAIO

da Corrado Vigo

Miccichè messo da parte da Berlusconi. Se lo ha fatto un motivo c'è. E non è solo quello per cui Lombardo doveva essere sostenuto, altrimenti in Sicilia il centrodestra avrebbe avuto una sonora batosta, ma perchè due galli nel pollaio non ci stanno. Miccichè o Schifani? Entrambi palermitani, ma il secondo con una "dedizione" ed una "oratoria morbida", anche nei modi di fare, tale da essere preferito. Così Miccichè prima viene "buttato" all'ARS (Assemblea Regionale Siciliana), e viene tenuto fuori dai palazzi romani, poi viene "buttato fuori" dalla candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana.
Farà il Ministro. Bah! Forse lo farà Schifani! Certo è che ne ha perso di "potere"!!!

 

RIFERIMENTO 27/2/2008

CANDIDATURE

da Biagio Coppola

... Perché noi abbiamo candidato il prefetto Serra MA ANCHE un ragazzo pestato nella caserma di Bolzaneto al G8...

 

  1. 27/2/2008

TABU’: AMORE UTOPICO

da Vittorio Grondona – Bologna

Io penso che sia errato credere che l’uomo desideri la passività della donna nella sessualità. Penso invece che uomo e donna debbano essere in assoluta parità attiva nella naturale diversità del proprio genere. Nelle attività sessuali i ruoli dei protagonisti si devono necessariamente compensare a vicenda. Quando per qualsiasi motivo si sgarra da questa regola generale, subentra la routine, con le sue ansie e le sue insoddisfazioni. L’amore aiuta, ma non è sempre indispensabile, mentre non si può fare a meno della reciproca seduzione. Adesso la dico grossa: i figli non sono lo stimolo dell’amore, ma sono il naturale frutto della sapiente regia superiore che ha ideato il suo straordinario processo.

 

RIFERIMENTO 26/2/2008

duemila battute

DALLA PARTE DI MARSHA
da Adele Castellani

“Vieni a trovarmi, sto nel centro esatto del mondo” le aveva detto, e Marsha lo aveva guardato con l'interesse di un ragno per una mosca. Era carino e doveva sapere assai poco delle donne dell'Upper East Side se esordiva con una sciocchezza simile che lo rendeva così appettibile come perfetta preda del più bel gioco che esista al mondo: la seduzione. Ogni cosa possiede una velocità critica chiamata anche velocità di fuga, ossia la velocità che un oggetto deve raggiungere per sfuggire completamente alla forza di attrazione della terra o di un altro corpo celeste, o, come in questo caso, di un uomo e Marsha aveva messo a punto una tecnica particolarmente perfetta per sfuggire a quella trappola che è l'attuazione del desiderio maschile. No, non le sarebbe mai successo come ne “Il castello di Axel” in cui i due protagonisti trascorrono una sola notte di passione e di progetti per il futuro e, quando alla dolce luce dell'alba lei dice: “Ora potremo vivere tutto quel che abbiamo sognato”, lui le risponde. “Vivere? A che serve? I servi lo faranno al posto nostro”. Non era più una ragazzina e sapeva quel che desiderava: un uomo, essere una coppia, dei figli. Sapeva che gli uomini non amano la parità con le donne soprattutto quando c'è di mezzo la sessualità, perché hanno paura della sessualità femminile quando questa non è attivata al loro comando e nelle modalità che loro possono controllare, e che difronte all'intraprendenza femminile, l'uomo si vede collocato in quella condizione di passività in cui ama invece vedere collocate le donne. Avrebbe sparso la sua sensualità come una rosa spande il suo profumo e lo avrebbe inebriato fino alla follia e poi gli avrebbe dato il due di picche e lo avrebbe lasciato sparire, pieno di rabbia, oltre il confine della singolarità in quel cul-de-sac che è l'erotismo sfrenato, e lei, Marsha, sarebbe stata ad aspettarlo, seduta, a piedi ciondolanti sul baratro dei propri desideri, al confine della singolarità.

 

  1. 28/2/2008

UN FUTURO PER I CASTRINI

da Vittorio Grondona – Bologna

Sembra che il nostro Walter sia favorevole alla castrazione chimica dei pedofili. Così questa piaga tremenda dell’umanità verrà probabilmente affrontata anche col benestare del PD adottando la durezza indiscriminata del bastone senza nemmeno verificare se fosse possibile un’alternativa civilmente più efficace e duratura nel rispetto della dignità della persona in quanto tale. Già m’immagino il panico in alcuni ambiti ecclesiastici… L’inciucio con i radicali sarà passato di colpo in seconda linea… A parte questa spontanea innocente ironia, io penso che a forza di tolleranza zero in ogni settore di crimine o deviazione, in prospettiva si potrebbe pensare ad altri provvedimenti altrettanto drastici, come la castrazione degli stupratori, il taglio delle mani ai ladri, l’affondamento dei battelli di immigranti clandestini, il taglio della lingua ai bestemmiatori (stavo per scrivere ai politici), il taglio della testa a chi non la pensa come il capo e così via all’infinito. Ho letto su diversi dizionari il significato della parola civiltà, ma le relative definizioni non si avvicinano nemmeno un poco alla libera interpretazione di comodo data da alcuni pii zelanti politici.

 

  1. 28/2/2008

QUANDO SANREMO FA FLOP

da Vittorio Grondona – Bologna

Dai primi anni ’50 seguo ogni festival di Sanremo con costante passione musicale. Devo dire che nonostante le chiacchiere di ogni volta, mi sono quasi sempre divertito, almeno fino a qualche anno fa. Poi è subentrata la pubblicità: la prima sera ben otto interruzioni e ieri addirittura nove. In tali assurde e noiosissime condizioni di ascolto qualsiasi spettacolo diventa spietatamente insopportabile anche per gli appassionati di musica testardi come me, figuriamoci per gli altri. Ieri sera ho infatti preferito Ballarò … Giovedì sarà la volta di Annozero: forse Santoro parlerà dell’intervento di Grillo a Napoli, avvenimento finora quasi completamente ignorato dalle nostre TV nazionali. Due spot (purtroppo) in entrambi i brillantissimi dopofestival, vere chicche quest’anno, veramente da non perdere. Sono condotti da un cast straordinario: dagli ottimi Elio e le Storie Tese, Lucilla Agosti e Lucia Ocone.

 

RIFERIMENTO 28/2/2008

È LA STAMPA, BELLEZZA...

da Piergiuliano "Piero" Pusceddu, Cagliari

’’Federica Sciarelli ha spinto in un pozzo il Festival di Sanremo’’.
Aldo Grasso
http://www.corriere.it/Spettacoli/2008/Sanremo/aldo_grasso_festival_sepolto_ecc8ff1a-e503-11dc-8a6c-0003ba99c667.shtml
Dato che la Sciarelli, a ’’Chi l’ha visto’’? parlava dei fratellini Pappalardi, ritrovati appunto in un pozzo, volevo complimentarmi col critico televisivo del Corriere per il gusto sopraffino dell’incipit del suo articolo.
"...È la stampa, bellezza, la stampa. E tu non ci puoi fare niente. Niente’’.

 

RIFERIMENTO 28/2/2008

PIPPO BAUDO, DIRETTORE ARTISTICO?

da Vincenzo Rocchino, Genova

Ma mi faccia il piacere! Il suo linguaggio, è da scaricatore del porto (col dovuto rispetto per la categoria). La sua partecipazione come nientepopodimenoche "direttore artistico" è nel segno della incompetenza. Invece di definire gli utenti della RAI-TV, di una "qualità di merda", seccato per gli ascolti in caduta libera, meglio farebbe a spiegare a noi, con quale coraggio e faccia tosta (se preferisce di merda) intasca i miliardi per cotanta incompetenza.

 

RIFERIMENTO 28/2/2008

SANREMO CORRE AI RIPARI, SGRAVI FISCALI PER CHI GUARDA IL FESTIVAL

da www.alessandrorobecchi.it

Non si placa l’emorragia di spettatori per il festival di Sanremo, quattro milioni in meno dell’anno scorso. Viviamo in una società cinica e quei quattro milioni potrebbero essere morti sulle loro poltrone, sintonizzati su Raiuno, e nessuno se n’è accorto. In ogni caso, le misure per porre freno alla morìa di spettatori sono pronte. Si prevede l’immadiata abolizione della legge Bossi-Fini: frontiere aperte a chiunque abbia una tivù e si impegni a guardare il festival. Per quanto riguarda le misure coercitive, speciali pattuglie rastrelleranno i senza fissa dimora, nottambuli e gente onesta che va al cinema: tutti costoro saranno accompagnati in speciali centri di raccolta con maxischermi fissi su Raiuno. La novità più eclatante è comunque quella dello sconto fiscale: due punti di irpef in meno a chi dichiarerà di aver visto il festival (dovrà rispondere a un semplice questionario). Si lavora all’indulto per tutti coloro che non hanno visto le prime due serate.

 

  1. 29/2/2008

PROGETTI DI INFRASTRUTTURE CAMPATI IN ARIA

da Vittorio Grondona – Bologna

TAV, metropolitane, adeguamento dei fondali nei porti per il cabotaggio, ponti, strade… Cantieri da tutte le parti. Le merci debbono viaggiare sui treni, sulle navi!... Davvero encomiabili le intenzioni di Di Pietro. Una volta c’erano i binari in tutti i porti…. Un tiro di gru e via di corsa a raggiungere le stazioni delle grandi città dove squadre di manovra e servizi terminali sbrigavano le incombenze necessarie per integrare il trasporto con la consegna anche a domicilio dei vagoni a tariffe controllate. Tutto filava a meraviglia, tanto è vero che perfino le derrate circolavano così, con treni programmati su tracce ben definite. Poi sono arrivati i tagliatori di teste che hanno dimezzato il personale ferroviario, alcuni ministri distratti che hanno fatto sotterrare i binari nei porti ed hanno autorizzato la costruzione di centri intermodali esclusivamente a ridosso delle Alpi favorendo il proliferare dei padroncini con grande soddisfazione delle case automobilistiche… (SEGUE OLTRE LE 500 BATTUTE)

 

MARZO 2008

 

  1. 2/3/2008

IL BRIVIDO DELLA 500

da Vittorio Grondona - Bologna

Dall’andare a piedi alla 500 è stato un passo che abbiamo fatto tutti… Negli anni ’60/’70, però!... La mia era color carta da zucchero… Il colore rosso era scelto dai più ricchi dei poveri per le loro slanciatissime “turbo” super accessoriate e col volante in vera pelle.

 

RIFERIMENTO 1/3/2008

PERCHE' LE EOLIE SONO STUPENDE.

Perché sono irraggiungibili. Stavolta sto battendo ogni record. Sono partito alle 18 di giovedì da Bracciano con la mia piccola 500 rossa. L'ho imbarcata sul treno alle 20,30. Siamo arrivati a Villa San Giovanni la mattina di venerdì alle 8. A causa di coincidenze tra traghetti che non coincidevano (ah, il ponte di Messina!) ho passato la giornata a Milazzo, all'ombra delle ciminiere. Adesso, mentre scrivo queste note, siamo nel porto di Lipari. Se tutto va bene fra due ore siamo a Salina, sono solo 41 ore che sono in viaggio. Però, poi...(csf)

 

RIFERIMENTO 1/3/2008

TUTTI IN 500

da Tommaso Albrizio

Caro Claudio, del tuo commento all' omerico viaggio intrapreso per la trinacria, mi ha colpito il dettaglio minore, quello messo li a dare un pò di colore e profumo alla scena, come la fogliolina verde di basilico sul sugo rosso degli spaghetti. La 500 rossa. Possedendone io una bianca cosa ne dici se cerchiamo uno che ce l' ha verde e appena ti capita un mese dove non "c' hai un cazzo da fare" ( ti sto citando alla lettera ) si parte all' avventura?

 

RIFERIMENTO 1/3/2008

IN CINQUECENTO A SALINA

da Paola Ragone

Non so se ti invidio di più le Eolie o la piccola 500 rossa. A te basti sapere che l'invidia che cercavi e che ti fa gongolare l'hai ottenuta.

 

RIFERIMENTO 2/3/2008

LA CINQUECENTO ROSSA

da Rosi Maniscalco, Roma

Gentile cfs, saperla a Salina mentre gironzola con la macchinetta alcova della mia gioventù mi fa acchianari una botta di invidia che non le dico. Oggi non riesco ad amarla, domani forse.

 

  1. 4/3/2008

DIAMOCI DEL LEI

da Vittorio Grondona – Bologna

Il novello Mosè è disceso dal ricco monte della confindustria con il decalogo di buon governante. Ha fatto palesemente capire che è ora di distruggere quel virtuale vitello d’oro rappresentato dalle conquiste di decenni di dure lotte dei lavoratori. E’ meglio quindi dare un segno della differenza sociale mantenendo le distanze da questi buzzurri materialisti sinistroidi che hanno perfino la pretesa di arrivare vivi alla fine di ogni mese. La destra ha incominciato con il Cavaliere che per il momento pretende il “lei”. Il PD sta preparando il teatrino dei burattini che distruggerà la legge dei lavoratori e riporterà il boom del capitale agli anni ’60. Anni in cui molti lo sanno per sentito dire, ma io perché l’ho proprio vissuto sulla mia pelle, i avoratori tiravano veramente la cinghia e vivevano gremiti e mescolati fra loro in case fatiscenti, in molte delle quali non c’era nemmeno la possibilità di riscaldarsi d’inverno. I poveracci come me andavano a letto quasi vestiti e con la sciarpa di lana al collo…

 

  1. 7/3/2008

FRA FISICO E FISICA C’E’ L’ONOREVOLE DI MEZZO

da Vittorio Grondona - Bologna

Ringrazio il signor Stefano “Udo” Germani per avere segnalato il caso Maiani/Gabriella Carlucci. Io non capisco nulla di fisica, tuttavia mi piacerebbe potere sproloquiare sull’argomento per avere lo stesso risultato della On. Carlucci. I commenti sono tutti davvero esilaranti. Un sano divertimento da non perdere, come del resto suggerisce anche CSF. Eh, sì! E’ davvero un peccato non essere Onorevole… E non solo per le palate di quattrini che mi pioverebbero in tasca… Competente o no, tutto quello che un onorevole dice è sempre preso sul serio!.... Anche quando fa ridere.

 

RIFERIMENTO 7/3/2008

GABRIELLA E LA FISICA

da Stefano "Udo" Germani

Buongiorno a tutti. Seguo con piacere il blog da molto tempo e fino ad oggi non ho mai osato uscire allo scoperto. Ciò che mi spinge a manifestarmi ora è un dibattito che imperversa in rete da qualche settimana a questa parte. Inizialmente ho seguito la cosa con un certo divertimento, ma ben presto ho iniziato ad avere travasi di bile. In breve, l'on. Gabriella Carlucci dà dell'asino al prof. Maiani. I dettagli sono nel blog dell'onorevole: http://www.gabriellacarlucci.it/2008/03/06/replica/ Al momento, la pagina contiene oltre 350 commenti, *tutti* contro la Gabry. Una cosa che in internet non si era mai vista (salvo in certi forum anti-Prodi di Forza Italia). Un avvertimento per CSB: l'italiano dell'onorevole potrebbe causarle danni alle coronarie.

Da non perdere (csf)

 

RIFERIMENTO 7/3/2008

BISOGNA STUDIARE GLI SCRITTI DI GABRIELLA CARLUCCI!

da Mario Strada

Ho seguito la polemica della Carlucci sul nuovo presidente del CNR, Maiani, scelto con una procedura voluta dal Ministro Mussi. E' uno scienziato italiano molto stimato anche all'estero. In uno dei suoi scritti fondamentali, la Carlucci riporto' anche il parere di un Nobel, che sarebbe stato molto critico nei confronti di Maiani. Quel Nobel prese carta e penna, e scrisse una lettera a Prodi dicendo che la Carlucci mentiva e che Maiani e' molto bravo. Gabriellona, non contenta, replico': "Se Maiani e' bravo, allora perche' non ha vinto un premio Nobel?". Suggerirei di studiare e meditare gli scritti della Nostra, spesso confusi ed incomprensibili. Se la selezione del ceto politico continua cosi', avremo molte piu' Gabrielle Carlucci. Prepariamoci.

 

RIFERIMENTO 7/3/2008

GABRIELLACCIA

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Neanche se mi pagassero profumatamente mi metterei a studiare gli scritti di Gabriella Carlucci.

 

RIFERIMENTO 8/3/2008

GABRIELLA E LA FISICA / 2

da Carla Bergamo

Certo che la Carlucci c'azzecca con la fisica! Ha provocato una tale reazione, da far tremare le fondamenta non solo della fisica, ma anche della grammatica. E soprattutto, ha regalato qualche voto extra al PD, confermando la terza legge di Newton. Più fisica di così...

 

RIFERIMENTO 8/3/2008

SERIAL LIFTING MAKERS

da Gianni Guasto

Se devo essere proprio sincero, non posso dire di avere le idee chiarissime circa l'identità della signora Carlucci. Così, per tenermi aggiornato, ho dato un'occhiata al suo sito, ma più che dalla prosa e dalla sintassi, sono stato colpito dai lineamenti: tali e quali a quelli della Santanchè. Sono forse sorelle? Ma no, la somiglianza sta tutta nel naso spianato, nell'assenza di rughe, e nel labbro punto e ripunto da torme di zanzare. Ci dev'essere in giro un serial-chirurgo, sicuramente comunista, che trasforma tutte le starlette in replicanti di Barbie.

 

  1. 8/3/2008

LAUREE DI DEMENZA SOCIALE

da Vittorio Grondona - Bologna

Credere che non tassando gli straordinari il lavoratore possa concretamente disporre di più denaro da spendere è degno di laurea demenziale ad honorem. In sostanza gli imprenditori, ideatori della questione, da una parte dicono che il lavoratore guadagna poco, dall’altra sostengono che solo lavorando anche nel tempo libero, nel tempo cioè normalmente più adatto per dedicarsi alle spese, possono guadagnare qualcosa in più. Il Cavaliere ci fa addirittura la coda. Il Lavoratore guadagna di più, spende di conseguenza di più e con le tasse sulle spese ci guadagna di più anche lo Stato. A questo punto le lauree demenziali per chi ci crede ancora diventano due.

 

  1. 12/3/2008

DEMOCRATICHE MEDITAZIONI DI VOTO

da Vittorio Grondona - Bologna

Per formarsi una convinzione a volte non è sufficiente un’intera vita. Per contro molto spesso si arriva alla vecchiaia atei e poi all’improvviso si diventa credenti. Ecco, io ho studiato molto il nuovo PD: come è nato, come si propone alla gente, come si sono organizzate le primarie per (fare) eleggere il suo leader e le sue corti periferiche adottando una finissima attenta propaganda. Un leader, fra l’altro, che si era guardato bene dal manifestare per tempo le sue intenzioni di correre da solo in caso di molto probabili elezioni anticipate. Sono arrivato alla conclusione che tale partito non rappresenti nemmeno il “tarzanello” delle mie aspirazioni di democrazia sociale. Copre l’intero arco di quello che non mi piace: dal castigamatti Di Pietro alla puritana Binetti, dal liberismo della Bonino condito dal capitalismo dell’ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo alla visione particolare del mondo del lavoro del prof. Ichino. (...)

 

RIFERIMENTO 10/3/2008

GOLIARDEMOCRATICI

da Barbara Melotti, Roma

Caro Claudio, so che suscito la tua ilarità (per tacer di quella di Giorgio) per la mia adesione al PD. Ora faccio anche pubblicamente outing qui per pubblicizzare due iniziative alle quali partecipo. Una è il primo Circolo OnLine di un partito in Italia (e non solo), e cioè il Circolo Barack Obama, la seconda è quella dei Goliardemocratici, della quale faccio immeritatamente parte, essendo molto poco "creativa" di mio. Ma la compagnia è divertente e la campagna elettorale, così, mi è più lieve. Qui di seguito la nostra prima produzione "finita" (altri progetti sono in gestazione). Se qualcuno, poi, si volesse unire a noi, ne saremmo onorati. Per fare solo un nome, ma gli altri non si offendano, un De Franco ci sarebbe prezioso.

 

RIFERIMENTO 12/3/2008

BARBARA MELOTTI: DEPENNATA

da Pier Franco Schiavone, Milano

Adesso ci mettiamo a fare i goliardi, arriva la peggiore recessiun degli ultimi 80 anni e ci mettiamo a scherzare. Vogliamo i disegnini di De Franco che, sia ben chiaro, non sono per niente spiritosi! De Franco prezioso? E cos’è, un collier? Un bancomat? Un abbonamento alla tribuna d’onore per le partite della Juve? Ma io depenno dalla mia lista di persone che stimavo, pur senza conoscere, la Melotti! E, gia che ci sono, pure De Franco! (si vede che mi sono offeso?)

 

  1. 12/3/2008

INCONTRI STORICI

da Vittorio Grondona - Bologna

L’On. Gasparri si è incontrato col Dott. Ciarrapico. Dopo il rituale saluto hanno convenuto che non ci sono problemi, tutto è a posto per governare in allegria. Proprio come una volta...

 

RIFERIMENTO 12/3/2008

CIARRAPICO E GASPARRI

da Claudio Urbani, Roma

E' comprensibile il clamore di vedere Ciarrapico, a Roma per conosciuto per le sue simpatie politiche, possibile senatore. Ma una notizia precedente avrebbe dovuto indignare e dare serie indicazioni: la designazione di Maurizio Gasparri come capogruppo del PLD a a Palazzo Madama. La sua storia politica e le "sue gesta" non lo pongono affatto distanti, politicamente, dallo stesso Ciarrapico.

 

  1. 15/3/2008

QUALCUNO LO HA TOCCATO…

da Vittorio Grondona - Bologna

Una ragazza precaria, certa Perla Pavoncello, uscì allo scoperto dalla folla e chiese all’Unto del Signore come fosse possibile, per una giovane coppia, farsi una famiglia senza un lavoro stabile. E’ facile, sposare un milionario (come me e mio figlio), fu la banale, frettolosa, amarissima risposta, attinta come tante altre dal frasario del re delle banane… Poi, dopo un’attenta (guidata) riflessione, il grande comunicatore aggiustò il tiro: carissima, la tua “fede” ti ha salvata, sei candidata nelle liste pdl del Comune di Roma… Ci penso io ad avvertire Alemanno.

 

RIFERIMENTO 15/3/2008

IL CAFONE ARROGANTE

da Vincenzo Rocchino, Genova

E' tornato il cafone arrogante di sempre. I giovani precari non possono sbagliare: lui è la soluzione dei loro problemi. Oggi nella veste di ruffiano, dispensatore di utili consigli, suggerisce di sposare suo figlio, "o un figlio di qualche altro miliardario"; ieri, quando suggeriva agli stessi, un secondo lavoro - in nero - "per arrotondare". Non possiamo sbagliare è proprio lui: Silvio Berlusconi, con la rara capacità di sapersi distinguere, con la innata arroganza prepotente e presuntuosa di sempre.

 

RIFERIMENTO 15/3/2008

SPOSI MIO FIGLIO!

da Isabella Guarini

Caro CSF a una giovane donzella che chiedeva di conoscere le soluzioni al problema dell'occupazione giovanile Berlusconi avrebbe risposto: " Sposi un ricco , come mio figlio!". Apriti cielo, per la battuta tagliata con l'accetta. Se non fosse per la campagna elettorale che divide, potremmo dire che sposare un ricco che allontani la donna dai fornelli è la favola di sempre. È la favola di Cenerentola che ancora raccontiamo alla nostre bimbe. A pensarci anch'io ho progettato una cucina dedicata alle Cenerentole che non sposano il principe azzurro e che sono costrette a trascorrere gran parte della loro tempo libero in cucina per sfamare la famiglia! Accatatatville!

 

RIFERIMENTO 15/3/2008

Come sposare un miliardario

di Alessandro Robecchi - pubblicato in Il Manifesto (grazie a Paola Bensi)
 

Come possono tanti giovani uscire dalla precarietà, chiede la giovane ospite del programma televisivo al candidato premier Silvio Berlusconi? La risposta è pronta e efficace: “Io, da padre – dice il caimano – le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". Naturalmente saprete vedere il capolavoro. Nel giro stretto di una piccola frase c’è tutto, ma proprio tutto, il piccolo mondo antico di Silvio: sfrégati addosso ai soldi e te ne rimarrà attaccato qualcuno. E poi, con quel sorriso… Su, su, signorina, con quelle tette che ha, si preoccupa del precariato? Magistrale. L’unico politico al mondo che risponde a una domanda sociale recitando Cenerentola.  Naturalmente la polemica è esplosa subito, troppo vergognosa la frase per uno che diventerà premier. Troppo chiara la lettura classista, troppo volgare la sostanza, poco divertente la battuta. E dunque sarebbe troppo facile indignarsi di nuovo, ricominciare il valzer infinito della giaculatorie su quanto è Silvio il povero Silvio. E invece: se lo prendessimo sul serio? Potrebbe il candidato Silvio Berlusconi fornire nomi (e numeri di telefono) di 3-5 milioni di rampolli miliardari in età da marito? In un paese in cui i figli dei medici fanno i medici, i figli degli architetti fanno gli architetti e i figli dei milionari fanno i milionari, cinque milioni di matrimoni combinati tra gradini alti e gradini bassi della scala del reddito sarebbero una bella redistribuzione. A parte che magari a quei nomi e numeri di telefono potrebbe essere interessata anche l’agenzia delle entrate. E allora? Vi pare ancora peregrina l’idea di sposare un Berlusconi per migliorare la vostra posizione sociale? E poi, siamo seri, siamo sicuri che in questa favola di Cenerentola Precaria non ci sia anche una sua bella convenienza industriale? Le scarpine di cristallo le facciamo fare in Romania, così cresce il Nord-Est e sono tutti contenti (Walter too).

 

RIFERIMENTO 15/3/2008

BERLUSCONI E LE SUE BATTUTE

da Claudio Urbani, Roma

Le battute di Berlusconi ci possono stare, poi non è neanche colpa sua se le propina a sproposito, ma puottosto dei ridens-men che lo circondano. Riguardo a quella squallida sui precari, il fatto grave è che dopo la battuta, che al limite poteva starci, non ha affatto sviscerato l'argmento con proposte e soluzioni al problema. Il messaggio poi è stato devastante: usate la vostra grazia per un matrimonio in cui valore è la richhezza dei soldi, non quella dei sentimenti e dell'amore, al diavo il lavore che nobilita l'uomo, della donna non si fa cenno. Poi se tutto va male, un ricco garantisce sempre un sostanzioso assegno di mantenimento. Meno male che non ha aggiunto che, per risolvere il precacariato delle bruttine, esiste sempre la vocazione religiosa,che è in fondo, meglio di un posto statale.

 

RIFERIMENTO 15/3/2008

C'E' NESSUNO?

da Rosi Maniscalco, Roma

Che succede? Tutti quanti in giro a cercare il buon partito da sposare per non lavorare più? Mi mancate.

 

RIFERIMENTO 20/3/2008

SOLUZIONI

da Luca Serpieri

Molti hanno commentato con il solito approccio sgradevolmente serioso la battuta con cui Berlusconi ha invitato una lavoratrice precaria a trovarsi un marito danaroso per risolvere i suoi problemi economici. A queste anime belle che si indignano qualunque cosa faccia o dica Berlusconi ormai siamo abituati. Ora qualcuno si indigna anche per il fatto che la nostra precaria abbia accettato la candidatura nel PDL (a parte che vorrei vedere il signor Schiavone rinunciare ad un posto in parlamento). Con questa trovata Berlusconi ha risolto veramente il problema della signora (anche senza matrimoni di interesse). Quello che distingue la mentalità aperta e liberale da quella chiusa, rigida, conformista comune alla sinistra è proprio questo. Saper trovare delle soluzioni nuove, estrose, anarchiche, anche ad hoc e non prevedere soltanto l'applicazione di rigidi schemi universalissimi ma proprio per questo utopici.

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

SIGN OF THE TIMES

da Silvia Zanotti, Modena

Secondo me il signor Luca Serpieri è fuori di testa. Credo si sia perso il senso di ciò che è accettabile in un paese civile, soprattutto da parte di un politico.
Approfitto inoltre di questo spazio per esprimere tutta la mia solidarietà al popolo tibetano. Conterà ben poco ma tant'è.
Scusa Sabelli ma scrivere in formato .html io non so nemmeno cosa voglia dire. Chiedo venia.

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

OGGI LE COMICHE

da Paolo Beretta

L'intervento di Serpieri è veramente da "Oggi le comiche", peraltro nel perfetto stile del suo referente politico. Lui trova "nuove, estrose, anarchiche, anche ad hoc" le soluzioni che prevedono, per sistemare un precario, la sua candidatura in Parlamento, manco le camere fossero stadi da centinaia di migliaia di posti, che poi chissà chi dovrebbe mantenere. Money problems ? Fai lo statale, con buona pace di Umberto. D'altro canto, a destra le tasse sanno in pochi cosa siano. In realtà, ad una provocazione di Berlusconi ne sostituisce una altrettanto balzana ed inutile. Comunque, nulla di nuovo: a queste anime ingenue che si indignano a qualunque critica nei confronti delle stronzate che fa o dice Berlusconi ormai siamo abituati.

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

SOLUZIONI /2

da Pier Franco Schiavone,Milano

La mail di Serpieri denota tre cose, la prima è che non è informato, dato che la precaria berlusconiana è stata candidata al Comune di Roma e non al Parlamento. La seconda è che, per Serpieri, assicurare uno stipendio ad una persona, coi soldi pubblici, non è immorale ma estroso (sic); francamente avrei trovato più estroso ed etico se Berlusconi avesse assunto la precaria in una sua azienda. La terza è che ormai pochi in Italia associano al politico, il rigore e la compostezza. Chi si candida a governare un Paese si deve preoccupare del nostro lavoro, dei nostri figli, dei malati, dei poveri, della sicurezza, del nostro immenso patrimonio pubblico, c’è poco da scherzare. La politica è cosa troppo seria per trattarla con le battutacce da avanspettacolo; quelle, se le conservi per il salotto di casa sua. Assumeresti tu, Serpieri, in una tua ipotetica azienda, un manager che si presenti con una pallina rossa sul naso?

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

THE SERPIERI SOLUTION

da Pino Granata

Mentri i tipi alla Sabelli, Grondona, Schiavone etc, si indignano per le saggezze che il cavaliere sputa un minuto dopo l'altro, i tipi come Serpieri sanno come valutare positivamente tutto ciò che l'unto del signore fa e dice. Il modo brillante con cui Berlusconi ha risolto il problema della precaria suggerisce a Serpieri un metodo universale per risolvere i problemi dei milioni di precari che ci. sono in Italia, e, perchè no, anche in Europa. Candidiamo tutti i precari nelle liste del PDL di Berlusconi, Dell'Utri e Previti o facciamoli assumere dalla Mediaset o da qualcuna delle aziende di Berlusconi.

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

SOLUZIONI GENIALI

da Paola Altrui, Roma

Attribuire a Berlusconi il merito di aver genialmente risolto il problema occupazionale di una precaria (casualmente sua elettrice) concedendole una candidatura, è una battuta ancora migliore di quella del matrimonio col rampollo milionario. Perché era una battuta, vero Serpieri?

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

PROTEGGIAMO SERPIERI

da Gianni Guasto, Bogliasco

Caro Signor Serpieri, dovremo proporre ai lobbisti di istituire dei turni di vigilanza davanti alla sua porta, per impedirle di cadere vittima di tutti i venditori di enciclopedie dotati di parlantina sciolta, che, saputa la sua propensione a credere nei prodigi, potrebbero eleggerla a preda di elezione.
Ma come: non conosce ancora la differenza tra un amministratore della cosa pubblica e un semplice benefattore? Per fare quello che ha fatto Berlusconi con la giovane precaria, sarebbe bastato molto meno di una discesa in campo e di quattordci anni di promesse mirabolanti: sarebbe bastato assumerla. Il problema é che Berlusconi non ha la possibilità di assumere migliaia di precari nelle sue aziende, e neppure di candidarli. Tutto il resto sono parole. E lei é grande per bersele tutte.

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

SOLUZIONI/2

da Lella Lellis

Mentalità aperta e liberale - ma che dice Serpieri? di che parla?
Soluzioni nuove, estrose e anarchiche - ma da quando le banalità di Berlusconi sono nuove, estrose e anarchiche?

 

RIFERIMENTO 23/3/2008

MANCATA CENSURA

da Emilio Pierini – Porto Recanati

A volte il sadismo del sub comandante sprizza da tutti i pori. Lui che ha il potere della censura e della non pubblicazione dei post che gli arrivano, avrebbe potuto tranquillamente cestinare le evidenti ingenuità scritte da Serpieri sul nano più alto del mondo. Invece no, quando si è visto nella sua posta in arrivo il post “Soluzioni” un sorriso sadico è apparso sotto il suo viso barbuto. Poteva cestinare, invece lo ha mandato al patibolo. E la ghigliottina ha svolto il suo compito…

 

RIFERIMENTO 23/3/2008

PER SERPIERI: E' COMUNICAZIONE POLITICA

da Mario Strada

Ho letto il post di Serpieri ed il parere degli altri amici. Suggerirei di leggere gli interventi di Veltroni e di Berlusconi in termini di Comunicazione. Tutto il resto e’ ininfluente. Berlusconi deve discostarsi dall’immagine proiettata nel passato: un po’ per smarcarsi da Veltroni che lo accusa di rappresentare il vecchio, un po’ per attirare il potenziale elettorato di centro. Cosi’ cerca di essere rassicurante e non barricadero, padre e suocero appetibile invece che partner focoso e galante, prudente (apparentemente) nelle promesse piuttosto che mago del miracolo. Non conta quello che dice (il contenuto) conta l’immagine (la forma) che deve essere diversa da quella precedente e rassicurante. Ma nella continuita’: ecco allora che potrebbe essere il figlio a sposare la precaria (e non lui stesso), saranno i figli che investirebbero in Alitalia e non lui direttamente. Questa, finora, la sceneggiatura che sta recitando: le frasi e le battute sono conseguenti. Ecco il link a due articoli (di Ceccarelli e Giannini) che potrebbero chiarire alcuni aspetti.  http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=HH80C
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/080321/hj5iq.tif

 

RIFERIMENTO 25/3/2008

REAZIONI

da Luca Serpieri

Se dicessi che non mi sarei mai aspettato le reazioni scandalizzate al mio SOLUZIONI mentirei. Le mettevo in conto. Io avevo cercato di spiegare (brevemente) il senso di quel tipo di commento. Invece nelle risposte predomina la seriosità, la quale non è neppure lontana parente della serietà. Ma non demordo e torno alla carica. Ricordando che è tipico del genio uscire dagli schemi, immaginare la strategia anomala, imprevista, eppure efficace. Descartes stesso ci ha insegnato che quando ci si trova di fronte ad un problema che non si riesce a risolvere bisogna scomporlo in problemi più piccoli, più semplici da affrontare. Perché non farlo anche con il lavoro per i precari? Non si sa come fare a sistemarli tutti? Incominciamo a sistemarne uno. E poi un altro e poi un altro ancora. E anche se con questo metodo non si dovesse arrivare alla fine, ogni soluzione parziale è comunque positiva.

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

BERLUSCONI E DESCARTES

da Paolo Beretta

Se dobbiamo scomodare Descartes per le boiate di Berlusconi, io lascerei perdere. Che le sue strategie siano anomale è pacifico, che siano efficaci lo è molto meno. Cominciare a sistemarne uno per sistemarli tutti vale per gli scatoloni del trasloco, non per il problema del precariato, e ci vuole davvero poco a capirlo. Se poi si vuole scherzare, allora va bene, ma se si fa un discorso serio (e non serioso) per un problema altrettanto serio, evitiamo certe cadute di stile. Con buona pace di Descartes.

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

RENE’ DESCARTES

da Biagio Coppola, Napoli

Non c’è bisogno di scomodare Cartesio e il suo razionalismo continentale per scoprire che la proposta di Serpieri sui precari la DC, negli anni ‘70 e ’80, la applicava alla lettera (leggi clientelismo) creando carrozzoni inutili e costosi costruendosi, così, i consensi per governare indisturbata l’Italietta che allevava l’attuale classe politica!

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE DIABOLICUM

da Pino Granata

Caro Serpieri la cazzata l'hai scritta. Non scomodare Cartesio che con il tuo protetto non c'entra proprio niente. Per lui caso mai cita il Bagaglino.

 

RIFERIMENTO 1/4/2008

CONFLITTO DI INTERESSI

di Alessandro Ceratti

Le lettere di Luca Serpieri a proposito della "genialità" di Berlusconi quando offre un posto in lista alla precaria pur nella loro paradossalità mi sembra abbiano un fondamento. Come sapete io sono cattolico e quindi mi ricordo bene che anche Gesù Cristo quando guariva un paralitico, ne guariva uno soltanto. E lo stesso per il cieco nato. Anche nell'occasione della moltiplicazione dei pani e dei pesci ha dato a mangiare a 5000 persone (si dice), che non sono poche, ma non sono tutti gli uomini del mondo e gliel'ha dato per un giorno soltanto. Il giorno dopo se la sono dovuta sbrigare da soli. Il punto secondo me è questo: ci dobbiamo rassegnare al fatto che stiamo vivendo in un mondo imperfetto. Perché si possa vedere il lupo giacere accanto all'agnello, purtroppo, bisogna davvero aspettare che arrivi l'era dello Spirito Santo.

 

RIFERIMENTO 1/4/2008

AHI, AHI, IL CERATTI BLASFEMO!

da Pier Franco Schiavone, Milano

Questa è bella, a sostegno della tesi di Serpieri, Ceratti chiama in causa niente meno che Gesù. In effetti, a voler ironizzare, anche Gesù, come Berlusconi che fa pagare lo stipendio della precaria ai Romani, non ci ha messo di suo, in fondo si è raccomandato al padre che gliele faceva passare tutte (a parte le botte, la flagellazione e la crocifissione). Una cosa non ho capito della provocazione di Ceratti (come si sa Ceratti provoca), Gesù, è vero, ne accontentava uno per volta, anzi, uno per categoria (il cieco, il paralitico, il morto, la meretrice) ma come li sceglieva? Secondo me pure lui tirava a caso durante una conferenza stampa o magari durante uno dei suoi celebri comizi. Strano che durante il discorso della montagna non abbia assunto a tempo indeterminato un maestro precario di sci (a carico delle autorità di Cafarnao, naturalmente).

 

RIFERIMENTO 1/4/2008

CONFLITTO DI INTERESSI/I MIRACOLI DI CERATTI

da Federica Pirrone, Milano

Sono atea, forse buddista, certamente non cattolica, ma il paragone dei miracoli di Gesù con le manovre strumentali di Berlusconi esercita sul mio sistema immunitario una fortissima azione antigenica. E poi non si scherza su queste cose, Cristo alla fine è risorto.

 

RIFERIMENTO 2/4/2008

MIRACOLATI E DISEREDATI

da Paola Altrui, Roma

Caro Ceratti, da credente hai tutto il diritto di evocare l'era dello Spirito Santo; tuttavia, considerato l'elevato numero di cittadini italiani che non credono in una vita ultraterrena, o che non intendono aspettare tanto a lungo per godere di un'esistenza libera e dignitosa, consiglierei di concentrarsi più prosaicamente sul presente. Quand'anche il reclutamento di una precaria nelle liste di un partito fosse cosa buona e giusta, il messaggio che si trasmette a chi versa nella sua condizione è: trovati una raccomandazione, procurati l'occasione di incontrare un potente (possibilmente davanti alle telecamere), confida in un eccezionale gesto di magnanimità; diversamente, arrangiati. Con tutto il rispetto, somiglia più alla pubblicità del Superenalotto che ai miracoli del Vangelo. (...)

 

RIFERIMENTO 2/4/2008

CONFLITTO DI INTERESSI 2

da Luca Serpieri

Ringrazio Ceratti per il sostegno (insperato) che mi dà, anche se -obbiettivamente- trovo il confronto tra Berlusconi e Gesù Cristo per lo meno inappropriato. D'altro canto noi tutti conosciamo il signor Ceratti e il suo modo spesso irrituale di presentarci le sue idee. Comunque nel merito della questione trovo che Ceratti è stato forse il solo ad aver colto il mio reale pensiero.

 

Torna al punto 65 dove continua la discussione

 

  1. 17/3/2008

COME VOLEVASI DIMOSTRARE

da Vittorio Grondona – Bologna

Nel 2001 l’Alitalia aveva già da tre anni il bilancio in utile, così afferma l’ex ministro dei trasporti Pierluigi Bersani. Nel frattempo erano iniziati i trasferimenti dei voli a Malpensa. Oggi ogni anno le rotte dell’Alitalia che interessano il favoloso aereoporto del nord fanno guadagnare un miliardo e mezzo di euro ai magnati del volo lombardi e nel contempo fanno perdere alla compagnia di bandiera 200 milioni. Sembra una favola per idioti. In sostanza gli allegri amministratori del nord per arricchire gli amici hanno fatto perdere a tutti gli italiani una montagna di quattrini. Adesso l’Alitalia è sull’orlo del fallimento, costa una cicca ed è purtroppo pronta per la svendita, come volevasi appunto dimostrare in tempi non sospetti. A me viene proprio la voglia di andare a cercare i fautori di questo massacro economico, prenderli per il cravattino e fargli pagare fino all’ultimo centesimo i danni che hanno provocato. Altro che moratoria di tre anni. Formigoni e Maroni, ma che cavolo dite?... I colpevoli pagare devono (qui ci vorrebbe l’accento siciliano)… Con la certezza della pena.

 

RIFERIMENTO 19/3/2008

ALITALIA: COME VOLEVASI DIMOSTRARE?

da Massimo Bolchi, Milano

Mi spiace per Vittorio Grondona (e se un ex-ministro come Bersani ha affermato ciò che il Grondona scrive, mi spiace per noi cittadini), ma il bilancio Alitalia dell'anno 2000 si è chiuso con una perdita di 495 miliardi. Altro che Malpensa causa di tutti mali. A proposito, personalmente ritengo lo scalo varesino un aeroporto brutto, scomodo da raggiungere e mal gestito nei servizi ai passeggeri. Ma questa è un'altra storia.

 

  1. 19/3/2008

CHI E’ IN SOSPETTO E’ IN DIFETTO

da Vittorio Grondona - Bologna

In questi giorni il Cavaliere, e per la verità non solo lui, ha manifestato l’antico sospetto di brogli elettorali. Chiede addirittura la formazione di un esercito di arditi (stavo per dire di “prodi”) guerrieri volontari per il controllo della “libertà” nei seggi elettorali. Allora è proprio possibile imbrogliare? Se lo dice il Cavaliere, sembra proprio naturale crederci… Beppe Grillo da parte sua informa che prima delle elezioni farà l’elenco esatto dei nuovi parlamentari. I "reportages emotivi" dell’ottimo giornalista Riccardo Iacona trasmessi qualche tempo fa su Raitre (W l’Italia) ci hanno fatto capire come alcuni personaggi abbiano a disposizioni pacchetti di voti da vendere. Allora mi viene spontanea la domanda: per considerarci veramente liberi o democratici è sufficiente avere nel logo del partito di appartenenza la parlola libertà o democratico o è invece più ragionevole pretendere energicamente più serietà politica e senso dello stato dai nostri rappresentanti, oggi tragicamente nominati senza nostro consenso? Sondaggi trappola a parte, sono d’accordo con il signor Claudio Urbani. Come dice il proverbio, chi è in sospetto di solito è in difetto…

 

RIFERIMENTO 17/3/2008

BROGLI

da Alberto Oldrini (Legnano)

Il presidente Berlusconi,con la questione dei brogli elettorali, mi ha veramente rotto le balle. Sono indignato.

 

RIFERIMENTO 17/3/2008

BROGLI  ELETTORALI

da Claudio Urbani, Roma

Come ad ogni votazione, Berlusconi parla di brogli elettorali. Ne parla con così tanta insistenza che fa sorgere un dubbio: che ne parli da vero professionista della materia.

 

  1. 21/3/2008

INFORMAZIONI CONTESTATE SUI CONTI ALITALIA

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ pacifico che per quanto riguarda l’Alitalia mi devo fidare delle notizie riportate dall’informazione ufficiale. Quanto ho citato dell’intervista di Giorgio Lonardi al Ministro delle Attività Produttive On. Pierluigi Bersani è chiaramente scritto a pagina 9 di “la Repubblica” di domenica 16/3/2008. Gli altri dati sono quelli comunicati in più battute dagli illustri ospiti di “Annozero” del 13/3/2008. Gentile signor Massimo Bolchi, dove ha trovato la notizia che i conti dell’Alitalia del 2000 erano invece stati chiusi in perdita di 495 miliardi?

 

RIFERIMENTO 23/3/2008

ALITALIA: INFORMAZIONI UFFICIALI?

da Massimo Bolchi, Milano

Gentile signor Vittorio Grondona, senza alcun intento polemico le segnalo che considerare "informazioni ufficiali" quanto detto da politici e "illustri ospiti televisivi" (entrambe le categorie frequentemente parlano a ruota libera, Carlucci docet) è quanto meno una sopravvalutazione. Alitalia è una società quotata; i suoi dati di bilancio sono pubblici e liberamente consultabili sul sito corporate dell'azienda. Nell'Annual Report and Consolidated Finacial Statement for Business Year 2000, a pag. 17, c'è scritto che la perdita netta dell'anno ammonta a 494.977 milioni di lire.

 

RIFERIMENTO 24/3/2008

CONTI ALITALIA

da Paolo Beretta

Non è male l'idea di andarsi a spulciare i bilanci Alitalia presenti sul sito. Da una prima occhiata, però, si scoprono un paio di cose:
1) Alitalia è stata in attivo dal 1997 al 1999, quindi Bersani non sbagliava.
2) nel 2000, anno terminato con un passivo di 494,977 milioni di lire, Alitalia ha anche fatto investimenti per 2015 miliardi di lire, più del doppio dell'anno precedente, in aggiunta ad un aumento dei costi delle materie prime (leggasi carburante) di oltre 1400 miliardi. Non bisogna fare grossi sforzi d'incompetenza, in questo caso, per andare in rosso.
Sui motivi o le opportunità di un tale sforzo d'investimento non faccio valutazioni, così come non ne faccio su un possibile collegamento tra questa cosa e Malpensa. Per il costo del carburante, dobbiamo ringraziare la lira: da quando c'è l'euro, checché se ne dica, siamo molto meno a rischio. In sintesi, comunque, un fatto è certo, caro Bolchi: Bersani aveva detto giusto, anche stavolta.

 

  1. 23/3/2008

VOTIAMO, INVECE…

da Vittorio Grondona - Bologna

Il post della gentile Signora Cristina Sabbatini mi ha invogliato a tornare sul discorso del voto utile la cui prima parte è scomparsa nei meandri della rete web. Io penso che non votare sia un’umiliante sconfitta. Una comoda scusa per lasciare ad altri la responsabilità delle cose che nella società ci riguardano invece tutti. Sono contrario al voto utile così come acclamato dal duopolio autocostruitosi alla guisa di due squadre di calcio, i cui due aspiranti ducini da bravi imbonitori fanno certe promesse che anche il più sprovveduto degli elettori sa già da ora con certezza che non saranno mantenute. Bisogna guardare ai fatti reali che ci circondano. Chiedersi per esempio come mai alcuni datori di lavoro o alcuni professionisti a 150 euro a botta di 10 minuti, pur denunciando al fisco meno di quanto carpito a forza ed in anticipo ad un operaio direttamente dalla busta paga, conducano vita lussuosa mentre lo stesso operaio con quello che gli rimane dello stipendio non riesca nemmeno ad arrivare alla metà del mese. Cara signora Cristina Sabbatini, difenda i più deboli e si accorgerà che il suo voto non sarà stato inutile, ma anzi molto, molto necessario.

 

RIFERIMENTO 21/3/2008

AL VOTO AL VOTO

da Cristina Sabbatini, Roma

Ascolto Berlusconi e penso che altri 5 anni proprio non ce la faccio a sopportarlo. Bisogna votare Veltroni come unica possibilità di sconfiggerlo. Poi guardo quella strana accozzaglia del PD (l’operaio e l’imprenditore, la Binetti e Follini, Dalema e Fassino) e penso che proprio non ce la faccio a votarli. Poi guardo il faccione di Rutelli, anche lui, di nuovo, proprio non ce la faccio votare. Non votare? Sono contraria per principio. Un voto di protesta? Inutile. E allora che fare?

 

RIFERIMENTO 23/3/2008

AL VOTO AL VOTO/2

da Biagio Coppola, Napoli

La rassegnazione che si legge tra le righe del lucido pensiero della Sabbatini mi induce ad esortarla a non farsi prendere dallo sconforto. Lo so c'è una marea di dilettanti allo sbaraglio e di affaristi e professionisti del voto nell'agone politico, di questi ultimi tempi, però una pur piccola speranza chi, da sinistra, vuol continuare a credere in un futuro migliore se la deve coltivare. Io, personalmente, ho visto, per esempio, un buon segnale quello di Bertinotti di candidarsi a Premier con la S. A. perchè piuttosto che bruciare il suo naturale erede, Vendola, per colpa di questa "porcata" di legge elettorale ha preferito prendersi lui la grossa responsabilità di una probabile non vittoria. Chi, come me, riesce a leggere i messaggi positivi che ancora manda qualcuno allora può tranquillamente continuare a pensare di stare dalla parte giusta.

 

  1. 23/3/2008

DUE IPOTESI PER L’ALITALIA

da Vittorio Grondona - Bologna

Per mantenere alto il prezzo della frutta e della verdura durante il periodo di massima produzione bisogna far soffrire il mercato tenendo nei grandi frigoriferi il prodotto fino a provocarne urgente richiesta. Così si è fatto con l’Alitalia. Prima hanno trovato il modo di farle perdere credibilità e guadagno, poi per proteggerla dal fallimento (sic) l’hanno messa in svendita. L’asta è andata quasi deserta fino a rimanere un solo aspirante compratore, il quale ovviamente ha calato ancora il prezzo. A questo punto sbucano gli affaristi di mestiere che con la scusa di salvare la compagnia di bandiera intendono accaparrarsi il grosso affare. Questa è la prima ipotesi. La seconda potrebbe essere la mossa finale di forte effetto popolare per vincere le elezioni. Mossa strategica come l’abolizione dell’ICI.

 

  1. 24/3/2008

IL VOTO UTILE

da Vittorio Grondona – Bologna

In base all’attuale legge elettorale, criticata pubblicamente da tutti, ma che in pratica sembra essere gradita per le oscure strategie oligarchiche di Palazzo, praticamente come del resto succede per il conflitto di interessi, la maggioranza relativa che uscirà dalle elezioni anche con un solo voto in più potrà governare l’Italia (come le pare) grazie al poco democratico premio di maggioranza. Il nostro martoriato Paese ha già sperimentato i disastri del partito unico… Davvero mi meraviglia, e nello stesso tempo drammaticamente mi sconforta, constatare che i partitoni cerchino in buona sostanza di riportarci agli anni ’20. Le elezioni secondo i dettati saggi della Costituzione hanno lo scopo di equilibrare democraticamente le forze, non di creare i presupposti per l’avvento di un moderno sistema assolutista.

 

RIFERIMENTO 19/3/2008

CHE NOIA IL PD!

da Pino Granata

Non avendo altra scelta voterò per il PD. Lo faccio solo in funzione antiberlusconiana e solo per queste elezioni ma credo che la campagna elettorale e tutto quanto è espressione del PD sia estremamente noiosa. Certamente la demagogia veltroniana ha il potere di spiazzare Berlusconi che sicuramente non si aspettava di essere combattuto con le sue stesse armi. Quando poi leggo che fra i coraggiosi che devono fare il piano riformista per il PD ci sono Gentiloni e Cacciari non so se ridere o piangere. Ma credo dovrei piangere. Cacciari, uno che non ha neanche il coraggio di giudicare Dell'Utri. Povero me!

 

RIFERIMENTO 19/3/2008

CHE NOIA IL PD

da Biagio Coppola, Napoli

Caro Granata altro che tapparti il naso e votare PD mi sa che dovrai indossare una maschera antigas!
Il Walter, re dei demagoghi, che sbraita contro gli stipendi esorbitanti dei parlamentari mentre lui incassa, esentasse, appena 5200 eurini di pensione al mese dovrebbe spiegare a Voi, incauti elettori, come giustifica la presenza nelle sue fila di industriali ed operai, e spiegarVi come si fa a legiferare in materia di lavoro accontentando entrambi?

 

RIFERIMENTO 23/3/2008

INDUSTRIALI ED OPERAI

da Pino Granata

A Coppola che sembra essere rimasto al paleocomunismo dico che Veltroni ha fatto benissimo a candidare industriali. Anzi avrebbe dovuto candidarne di più. Tutta la Sinistra dovrebbe riconsiderare il ruolo degli imprenditori oggi. Con uno Stato che ha rinunciato a fare l'imprenditore, ed ha fatto male secondo me, la funzione di questo oggi è fondamentale. Si devono creare posti di lavoro e non chiacchiere. In periodi di crisi economica, ed in Italia viviamo da sempre in questo stato, è molto meglio essere dipendenti che imprenditori. Il sistema fiscale ideato da tipi come Visco. è tale che all'imprenditore non lascia nessun margine. Il suo ruolo è quello di produrre ricchezza per poi passarla ad uno Stato famelico e dissipatore. Il piccolo imprenditore che è poi l'asse su cui si regge questo paese, andrebbe coccolato, stimolato e premiato, e non criminalizzato come da sempre certi comunisti stalinisti e cattolici tradizionalisti hanno sempre fatto.

 

  1. 28/3/2008

ALITALIA ED I SUOI BILANCI… SBILANCIATI

da Vittorio Grondona - Bologna

Malpensa è una cattedrale nel deserto. Avere costretto politicamente l’Alitalia ad utilizzarlo è stata una scelta di una gravità imperdonabile. Io penso proprio che il prospettato fallimento della nostra compagnia di bandiera sia attribuibile esclusivamente ad una discutibile gestione manageriale e politica. In questo disastro economico, Malpensa ha avuto la sua parte di responsabilità strategica, vuoi per la presenza oggettiva dei gravi inconvenienti di alcune rotte internazionali, vuoi per la precarietà dei collegamenti con il capoluogo lombardo. Non sono in grado di contestare i bilanci, sia quelli indicati da Bolchi, sia quelli dichiarati dall’ex Ministro dei trasporti Bersani… Fatto sta che gli stessi, al di là degli alti e bassi fisiologici di ogni grande azienza pubblica, sono drasticamente precipitati di continuo in concomitanza dell’utilizzo del favoloso scalo del nord. In tutta la faccenda l’unica cosa fuorviante non è la mia affermazione, ma è la vergognosa leggerezza con la quale vengono gestiti i soldi degli italiani.

 

RIFERIMENTO 25/3/2008

ALITALIA

da Bruno Stucchi - Cuggiono (MI)

Chi mi spiega perche' Air France desidera tanto Alitalia? Se e' per eliminare un concorrente, bastava che aspettasse il fallimento. Idem se e' per accaparrarsi i clienti (ma allora non dovrebbe uccidere Malpensa). E se Alitalia e' cosi' passiva, perche' comperarla, anche a prezzo di saldo? E perche' Air France e' stata l'unica ad avere accesso a TUTTI i dati contabili, negati agli altri? Perche' nel CdA di Alitalia ci sono esponenti di Air France? Quest'affare puzza di SME; il prof. ci riprova.

 

RIFERIMENTO 25/3/2008

BILANCI ALITALIA: DATE BALLERINE

da Massimo Bolchi, Milano

Innanzitutto, i fatti. Vittorio Grondona scrive che l'ex-ministro Bersani ha dichiarato: "Nel 2001 l'Alitalia aveva già da tre anni il bilancio in utile". Il sottoscritto rileva che nel 2000 l'azienda ha perso 495 miliardi di lire. Paolo Beretta ribatte: "Alitalia è stata in attivo dal 1997 al 1999, quindi Bersani non sbagliava". Urge accordo sulle date. BTW, nel 2001 la compagnia ha registrato una perdita operativa di 905 milioni di euro.
Poi, i commenti. Caro Beretta, ne emergono di elementi spulciando i bilanci:
- nel 1999 l'utile (12 miliardi di lire su 9.308 di ricavi) deriva da proventi straordinari. La gestione operativa perde 197 miliardi.
- nel 1996 Alitalia perde 1.200 miliardi; nel 1997 e nel 1998 guadagna rispettivamente 437 e 407 miliardi. Sono arrivati degli Einstein del management? No, è arrivato un regalo di 3.000 miliardi dallo Stato via Iri, sotto forma di aumento di capitale, come mostra anche la dinamica dell'indebitamento. Regalo azzerato in tre anni.
Ripeto: affermare che il disastro Alitalia è dovuto a Malpensa, come fa Grondona, è fuorviante.

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

ALITALIA

da Paolo Cape’ – Milano

Qualche risposta al Sig. Stucchi.
1) Se uno dei primi gruppi mondiali vuole comprare Alitalia è perché ritiene ci sia ampio spazio per risanare e rilanciare, tramite adeguati investimenti, un’azienda finora bloccata da troppi interessi politici locali.
2) Il prezzo non è affatto di saldo. Tant’è che AirOne aveva offerto dieci volte di meno.
3) Air France ha accesso a tutti i dati contabili perché è l’unica che ha presentato nei termini una manifestazione di interesse a comprare, fornendo adeguate garanzie di solidità patrimoniale.

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

ALITALIA E BERSANI

da Paolo Beretta

Potrei far analizzare i bilanci Alitalia da persone estremamente compententi, giusto per vederci chiaro, ma fondamentalmente poco mi cale. Bolchi, l'unica cosa che volevo puntualizzare era che Bersani, affermando che il bilancio Alitalia era in attivo da tre anni, non aveva raccontato balle. Sui dettagli della gestione si può poi discutere, se lo ritiene necessario.

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

BILANCI ALITALIA/2

da Claudio Urbani, Roma

L'amico Massimo Bolchi sicuramente ha ragione che la situazione Alitalia non è causata unicamente di Malpensa. Ma la sua accorata difesa di qualcosa voluta dall'allora governo in carica, un doppione più inutile che necessario, una mera operazione politica, ha contribuito concretamente e pesantemente alla situazione odierna. Ovviamente ammetterne il fallimenta, come è chiaramente sotto gli occhi di tutti, politicamente è molto dura. Certi doppioni inutili l'Italia economicamente non può sopportarli, certe operazioni più che economiche sono politiche ed estremamente dannose: stesso tentativo bossiano fu tentato cercando di crera un doppione di Rai2 a Milano, fortunatamente fallito.

 

RIFERIMENTO 28/3/2008

ALITALIA E GIOCHI PERICOLOSI

da Corrado Vigo - Trecastagni

Chi ascolta i telegiornali crede che la vicenda Alitalia sia dibattuta solo per mantenere i posti di lavoro, per mantenere un marchio, per mantenere in piedi una struttura (a suo tempo clientelare) imponente. Invece? Nulla di tutto ciò. In una settimana il titolo è raddoppiato. Chi poteva, quindi, ovvero banche, grossi gruppi imprenditoriali, ecc. hanno in una settimana raddoppiato il valore dell'acquistato. Inutile fare l'esempio di 1 milione di euro che diventa 2: l'hanno fatto e basta. E queste sono le regole della Borsa. Ma non mi venite a dire che ai governi interessa l'Alitalia. Ci hanno dormito sopra per almeno vent'anni. L'Alitalia interessa solo per queste speculazioni, e poi la lasceranno al proprio destino?

 

RIFERIMENTO 1/4/2008

ALITALIA

da Bruno Stucchi - Cuggiono (MI)

Caro Paolo Cape’ le tue "spiegazioni" non spiegano nulla, anzi! Se Alitalia e' cosi' risanabile e redditizia, perche' non aspettare il fallimento e comperarla a prezzo di saldo? Perche' altre possibili e passate cordate (c'era anche l'Ing, ricordate?) non hanno proseguito? Proprio perche' a loro, stranamente solo a loro, non sono stati fatti vedere i conti. Mentre a Air France si'. Perche'? Qual'e' l'occulta fregola che ha spinto il Prof. a affrontare il casino Alitalia PROPRIO in periodo elettorale? Grande furbata o grande minchioneria?

Prodi avrebbe premeditato da solo anche la crisi del suo governo, quindi? (csf)

 

RIFERIMENTO 2/4/2008

ALITALIA

da Paolo Cape’ – Milano

Il fallimento di Alitalia non è affatto auspicabile, in quanto provocherebbe l’azzeramento di tutti i contratti di lavoro (17.000 circa), con libertà per il commissario liquidatore o di un nuovo acquirente di ri-assumere quante persone vuole, anche pochissime. Nella malaugurata ipotesi in cui ciò dovesse accadere, avremmo probabilmente un maggior numero di candidati acquirenti, perché l’operazione costerebbe di meno. Le altre cordate non hanno proseguito perché non hanno sufficiente solidità patrimoniale, né le capacità industriali e di pianificazione di una delle prime tre compagnie aeree al mondo. Ripeto: non è strano che gli altri non abbiano avuto accesso ai conti, ma è la semplice conseguenza del loro ritiro dalla procedura. Tutto molto alla luce del sole, checché se ne dica.

 

 

APRILE 2008

 

  1.  5/4/2008

UNA SPERANZA PER GLI INDECISI

da Vittorio Grondona - Bologna

Nelle varie discussioni politiche faccio fatica ad assorbire le perplessità espresse dagli indecisi in quanto gli stessi, facendo parte da sempre dei meno fortunati della società, dovrebbero al contrario essere i più certi nelle scelte. La delusione fa parte del mestiere dei poveri, i quali mai in un sistema egoistico come il nostro potrebbero vedere realizzate le loro aspirazioni se le stesse non fossero utili agli interessi di chi ha il potere di realizzarle. Da qui le grandi promesse elettorali: sempre le stesse e mai realizzate. Ormai gli indecisi dovrebbero avere capito da che parte stare, non otterranno sicuramente tutto quello di cui umanamente necessitano, ma almeno potrebbero sicuramente contare in una maggiore tutela politica e sociale.

 

RIFERIMENTO 2/4/2008

UN BUON CANDIDATO? IVAN SCALFAROTTO

da Barbara Melotti, Roma

Vorrei provare a suggerire a tutti gli incerti nel voto al PD quello che a me pare un ottimo motivo (fra tanti altri) per farlo, e cioè vorrei presentare a chi non lo conoscesse ancora un candidato che rappresenta tutto ciò che di nuovo e di diverso io mi aspetto da questo partito nuovo, ma non solo me lo aspetto: cerco di fare la mia parte perché si realizzi. Voglio parlarvi di Ivan Scalfarotto, che ho personalmente conosciuto attraverso iMille di Roma. Non è un politico di professione, non dice cose scontate, non paga pegno a ideologie del secolo scorso, ha 42 anni, è candidato in un posto "in bilico" e ne è contento, insomma... si merita di farcela. Per conoscerlo un po' meglio, oltre al suo blog e al video che ha girato con Paolo Virzì, vedetevi anche questo video dal convegno sulla laicità organizzato a Roma da Gianni Cuperlo.
PS: il motivo vero di questo post è solo riabilitarmi agli occhi di Schiavone :P

 

RIFERIMENTO 2/4/2008

IO VADO AL MARE

da Gabriele Giustri, Firenze

Buongiorno a tutti. Giorni fa, avevo inviato un pensiero sul fatto che mi sento svuotato dalla politica.
Invece voi no, vi leggo tutti belli partecipi a questa ennesima "battaglia" elettorale. Io non ce la faccio ad ascoltarli.
Il nano che dice addirittura alle donne di portare una torta a quelli dei seggi elettorali (bel rispetto per la donna!!!) è pazzesco.
L'esperto di cinema che dice "mosciaggini" tutti i giorni.
Il democristiano brizzolato plurisposato che da colpe a destra e a sinistra.
I comunisti ed i socialisti sono la caricatura di loro stessi (li vedesse Filippo Turati...poverino).
Ma cosa dovrei fare il giorno delle elezioni? Dovrei votare?
Ieri dopo aver intravisto Fini (tremendo) ho deciso! Venerdi 11 aprile verso le 18.00 con una po' di libri, parto e me ne vado al mare nella casina dei miei nonni dove non c'è la tv e torno a Firenze lunedi sera. Disfattista? Populista? Antidemocratico? Sono sempre andato a votare, sempre! In fin dei conti c'è chi ama il calcio, chi il tennis, chi le bocce ecc. Al mare ho giocato a bocce ma non mi sono divertito e da quella volta non l'ho più fatto...
Distinti saluti.
P.S. Non per fare l'insulso, ma vi siete accorti che padelle di orecchi ha Berlusconi? Ci si potrebbe cuocere i fagioli con le salsicce!!!

 

RIFERIMENTO 2/4/2008

NEANCHE TURANDO IL NASO

da Carla Bergamo

Ieri ho spedito la busta con il mio voto al Consolato. Per la prima volta nella mia vita non ce l'ho fatta a votare semplicemente "contro". Mi spiace, ma neanche turando il naso posso votare per un Pollastri o un Porta. Un partito che ha iniziato la metamorfosi con il rimpianto Berlinguer e la finisce con Fassino e D'Alema, che impongono certi personaggi in lista...No, I can't.

 

RIFERIMENTO 5/4/2008

BRIOCHES AGLI AFFAMATI

da Egidio Morretti

Molti schizzinosi continuano a dire che non voteranno, visto che a sinistra non sono abbastanza a sinistra. Si scopre la saggezza del "Sono tutti uguali, destra e sinistra". Ma guardate i volti sui manifesti elettorali. Se non fosse un criterio di giudizio molto scorretto, sarebbe un buon criterio per farsi un'opinione.

 

RIFERIMENTO 5/4/2008

AL MARE COL CUORE

da Silvia Zanotti, Modena

Caro Gabriele Giustri, io sono completamente solidale con te. Veramente, col cuore sento quello che senti tu. Però non ce la faccio a non cercare con il mio piccolo grande voto di tenere al governo quelli che reputo un briciolo meglio di quegli altri. Io a votare ci vado e voterò per chi ha una possibilità di tenere il nano fuori dalle palle. Chiedo scusa per la brutalità, ma sono sincera. L'arcorizzato mi ripugna.
Ma mentre voterò ti penserò tra i tuoi libri. Buona lettura e stai concentrato lì.

 

  1. 6/4/2008

NON SI VOTA CONTRO…

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile signora Silvia Zanotti, io la capisco, ma non sono d’accordo col suo rassegnato principio del voto utile, che probabilmente presto formalizzerà alle urne. In questi giorni ho letto, o sentito, una frase che mi ha colpito: “non si vota contro, ma si vota per”… Purtroppo mi sfugge il nome dell’autore. Nel contempo consiglierei il signor Gabriele Giustri di approfittare della pace della casina marina dei nonni… Chissà nel silenzio complice della natura. mettendoci un po’ di buona volontà, un ripensamento sarebbe anche possibile e lunedì potrebbe anticipare il rientro alla mattina per fare in tempo ad esprimere concretamente all’Italia intera la sua preziosa e personale opinione senza quindi abbandonarsi sconfitto alle sole decisioni degli altri.

 

RIFERIMENTO 6/4/2008

QUESITO PER LE ELEZIONI

da Silvia Zanotti, Modena

Gentile signor Grondona, e chiunque altro sia interessato, lei ha ragione, bisognerebbe votare "per" e non "contro". Ma se votassi "per" chi penso io sarebbe sicuramente un voto di minoranza, non servirebbe a molto. Anzi, in un certo senso aiuterebbe l'avversario politico. Se voto Uolter quindi non è perchè gli creda molto, ma perchè lo trovo il male minore.
Le chiedo: che senso avrebbe votare il partitino quasi inutile allora? Aiuto!

 

RIFERIMENTO 10/4/2008

NIENTE MARE MA STAMPELLE

da Gabriele Giustri, Firenze

Buongiorno a tutti, ed in particolare alla Gentile Sig.ra Silvia Zanotti ed al Sig. Vittorio Grondona. Vi ringrazio per avrmi letto e risposto. Io invece lo faccio solo ora perchè purtroppo mi sono rotto un femore proprio il giorno dopo la mia decisione di non andare a votare ma di andare al mare. Sarà la maledizione della democrazia? Mi ha sentito che non volevo votare...e zacchete! Che noia per ora starò a letto poi stampelle ale! A questo punto visto che mi sono sciroppato la tv in tutte le salse andrò a votare anzi mi faccio portare a votare dal mio babbo. E voterò. Per chiedere scusa e farmi perdonare del mio tentato azzardo. Ma chi? I socialisti di Gesù ooops! I socialisti di Boselli? Marco Ferrando? Bertinotti? Ma si dai voterò Sinistra Critica. Sempre che non mi accada prima qualcosa di peggio!

 

  1. 6/4/2008

IL VANGELO SECONDO CERATTI

da Vittorio Grondona - Bologna

Quando leggo le interpretazioni religiose del signor Ceratti ed i relativi accostamenti fantasiosi al Cavaliere mi viene in mente la mia povera nonna novantenne, intelligentissima, ma purtroppo analfabeta, quando in chiesa recitava ad alta voce l’Ave Maria in latino. Gesù è venuto sulla terra facendosi uomo per salvare tutto il genere umano dai danni eterni del peccato. I miracoli isolati, che faceva in gran pompa esclusivamente in pubblico, gli servivono per farsi conoscere e per ottenere nel contempo l’attenzione e la credibilità necessarie al buon esito della sua missione universale. L’unico accostamento accettabile è l’immensa ricchezza racimolata dall’Unto del Signore con quella stratosferica del Vaticano, ma entrambe le ricchezze non hanno nulla da spartire con gli insegnamenti evangelici.

 

RIFERIMENTO Punto 55 15/3/2008

Vedi discussione precedente

 

RIFERIMENTO 5/4/2008

ACCOSTAMENTI

da Alessandro Ceratti

Sia l'ottimo Schiavone, che la formidabile Federica mi rimproverano di avere paragonato le boutade di Berlusconi con i miracoli di Gesù. Uno lo fa con ironia, l'altra con più "tension" (Federica capirà). Però entrambi mi sembra applichino un ragionamento un po' troppo semplicistico. Io effettivamente ho accostato Berlusconi a Gesù Cristo (e lo sto facendo anche ora) ma così come possono essere accostati due libri in uno scaffale. Non è detto che per il fatto di avere la copertina in aderenza essi trattino dello stesso argomento e siano della stessa qualità. E la semplice contiguità fisica non dovrebbe essere motivo di blasfemia, almeno non in una religione non feticista. Quello che hanno in comune è appunto non avere dato una risposta universale. Quando critichiamo Berlusconi per questo fatto cerchiamo di capire se la nostra stessa critica non ricade anche su Gesù Cristo.

 

RIFERIMENTO 5/4/2008

RAGAZZI, CI STIAMO AMMOSCIANDO

da Pier Franco Schiavone, Milano

Continuare a discutere, me compreso, del post surreale (per usare un eufemismo) di Serpieri, fa venire il latte alle ginocchia. Mi sembra una bella tavanata anche la conversione di Allam (che sta vivendo un delirio egocentrico da dopo battesimo). Eppure argomenti interessanti ci sono, per esempio sull’ateismo e sul perché gli atei sembrano Carbonari; il preoccupante post di Carla Bergamo (che vorrei ci spiegasse meglio chi sono i candidati in Brasile), il post di Giusti che dice che va al mare (forse gli farò compagnia). La proposta astensionista di Grillo, inciderà su queste politiche? Saranno voti sottratti alla sinistra? Il caso Alitalia e l’improvvisa chiusura al mercato da parte della destra; la conversione dei leghisti che dicevano: Alitalia deve fallire! e ora sembrano nazionalisti di tipo Serbo. Perché non si parla più di mafia? Sul boicottaggio alle Olimpiadi, quel è il vostro pensiero? (...)

 

  1. 15/4/2008

VELTRONI E IL VOTO UTILE… PER LE DESTRE

da Vittorio Grondona - Bologna

La corsa solitaria col cavallo zoppo ha fallito due volte. Ha miseramente ed inutilmente ucciso la sinistra e nonostante questo pianificato eccidio sociale il PD è costretto a rimanere al palo. Che cavolo di opposizione potrà fare con nove punti di differenza? Dubito che potrà essere in qualche modo sostenuta dalla gongolante UDC. L’Italia del Cavaliere si è rialzata, ma gli italiani forse continueranno a barcollare. Chissà… Sono quasi del parere che presto anche AN si sveglierà dal letargo e cercherà di rialzarsi pure lei rivendicando la sua tradizionale indipendenza.

 

PER I NUMEROSI RIFERIMENTI  ALLE ELEZIONI VEDERE I RELATIVI COMMENTI SUL SITO DI CLAUDIO SABELLI  FIORETTI

 

  1. 20/4/2008

21 APRILE 1945 – BOLOGNA E’ LIBERA

da Vittorio Grondona – Bologna

 

Vi propongo la riproduzione fotografica del famoso manifesto del messaggio che il grande sindaco di Bologna Giuseppe Dozza scrisse dopo che all’alba del 21 aprile 1945 giunse nella città l’avanguardia delle truppe alleate. Sono i polacchi nella direzione dei quali si dirige il nuovo sindaco per assolvere a quella che si può considerare la sua prima missione di rappresentanza. Il manifesto fu stampato a mano perché mancava l’energia elettrica. Trascorse due ore dalla sua scrittura era già affisso in città.

 

RIFERIMENTO 22/4/2008

25 APRILE

da Paolo Beretta

Ogni anno si ripresenta la solita tiritera di qualche nostalgico che vorrebbe abolire il 25 Aprile. Niente da fare, festa è stata e festa rimane. Tanto per cominciare, assieme ai "cattivi" sovietici ci stavano anche americani, francesi, inglesi, canadesi, ecc. (cattivi pure loro ?), mentre dall'altro lato ci stavano nazisti e fascisti (Marzabotto, Fosse Ardeatine, remember ?). Inoltre le "folle" che osannavano il Pelato il 24/4, il giorno successivo erano svanite d'incanto, come peto nella bufera, lasciando il posto a ben altre folle. E lasci stare le elezioni del quarantotto: a confronto lo spessore storico e politico è inconsistente, e chiunque lo capirebbe. Sempreché non si sia revisionista, beh, in quel caso...

 

  1. 22/4/2008

SILENZIO, SI GIRA…

da Vittorio Grondona - Bologna

Improvvisamente l’esito delle elezioni ha risucchiato le migliaia di tonnellate di rifiuti campani. Nessuna protesta viene più segnalata… Ora, in aria di ballottaggio destra e sinistra nella capitale, è importante esaltare al massimo anche una pestata di piedi povocata da un extracomunitario. In primo piano in ogni trasmissione la cronaca nera che spudoratamente ipotizza scenari di innocenza o di colpevolezza per il tifo del pubblico, anche nelle ore che in tempi remoti normali erano dedicate alla TV dei ragazzi. La sicurezza fa la differenza alle urne… E’ questo il giornalismo che davvero ci meritiamo e che paghiamo così profumatamente? Mi fa ribrezzo il solo pensare che tutti si siano messi agli ordini del capo per timore che altri editti bulgari appaiano all’orizzonte.

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

RISULTATI ELETTORALI

da Claudio Urbani, Roma

Se dai TG, dopo il primo turno elettorale, sono spariti i servizi sull'immondizia campana, le proteste degli abitanti sulle discariche, il carovita e l'impossibilità di arrivare a fine mese, con il ballottaggio spariranno i problemi della sicurazza, degli extracomunitari e i campi Rom?

 

  1. 22/4/2008

LA DIFFICILE STRADA DELLE OPINIONI

da Vittorio Grondona - Bologna

Non riuscire a comunicare le proprie opinioni è deprimente quasi quanto prendere atto che le stesse opinioni siano giudicate prive di interesse unilateralmente dal moderatore. Porta a Porta è uno dei numerosissimi esempi di questa triste logica elementare del vivere sociale in modo civile.

 

  1. 23/4/2008

IL RITORNO DEL CAVALIERE

da Vittorio Grondona - Bologna

Dopo la tremenda batosta elettorale che ha colpito il partito per il quale nutro da sempre molta simpatia condividendone di massima quasi tutti gli ideali sociali, avevo deciso di non rispondere alle provocazioni post elettorali e di starmene quindi tranquillo. Il post del signor Pierini ha rotto l’incantesimo. Signor Pierini, veramente non riesce a captare il pericolo che rappresenta il ritorno della squallida politica del Cavaliere per tutti i poveracci che non vivono di rendita, non possiedono fabbriche, ma passano la vita al comando di altri, costretti a sopravvivere con un ridicolo stipendio o con una pensione da fame, fra l’altro costantemente corrosi fino al rapido esaurimento? Secondo lei, il Cavaliere farà gli interessi degli italiani o continuerà a fare come in passato solo i suoi e dei suoi amici infischiandosene altamente dei problemi del suo prossimo più bisognoso? Nei cinque anni del suo governo precedente non ho conosciuto alcuno povero cristo che avesse migliorato anche di poco la propria condizione di vita. L’idiozia non si misura con un giudizio qualunquista, ma si valuta dai risultati. Hitler e Mussolini, eletti con entusiamo dal popolo, hanno dato dei risultati talmente nefandi che non potranno mai più essere dimenticati. Sono convinto che molti di coloro che li avevano votati abbiano convenuto ad un certo punto della loro vita di essere stati dei perfetti idioti.

 

RIFERIMENTO 22/4/2008

ANALISI E PROVVEDIMENTI

da Luca Serpieri

Capisco che per molti bloggisti questo deve essere un brutto momento. Molti cercano di analizzare i motivi della batosta elettorale secondo i vari punti di vista ma mi sembra che tutti siano un po' a corto di idee per quanto riguarda i provvedimenti da prendere. In buona sostanza mi sembra di poter riassumere le analisi in questo modo: gli elettori del centro destra sono a) intrinsecamente stupidi b) si comportano come stupidi perché sono male informati. Posto che questa analisi possa essere vera, benissimo, che cosa farete? Domani essi continueranno a essere stupidi e/o male informati. Quindi? Perché piuttosto non provate a guardare piuttosto dentro di voi per vedere se c'è in voi qualcosa da cambiare? Un giorno qualcuno dei vostri ha detto: "Con questa classe dirigente non vinceremo mai". Cambiare D'Alema e Fassino con Veltroni, diciamolo, non è stato un gran cambiamento.

 

RIFERIMENTO 22/4/2008

L'ANTICO VIZIO

da Emilio Pierini - Porto Recanati

Il Berlusconi ter, ormai alle porte, ha rinsavito tra gli intellettuali e comici sinistrorsi l'antico vizio che si manifesta nel dare dei coglioni, stupidi ed ignoranti agli italiani che non hanno votato per Veltroni o per la Sinistra Arcobaleno. Hanno iniziato Vauro e Fuskas (con una incredibile figuraccia) ad Anno Zero; ha proseguito Crozza con il suo programma. Montanelli disse che gli italiani avrebbero dovuto provare Berlusconi una volta per poi demonizzarlo definitivamente. Noi Berlusconi lo abbiamo provato due volte e non è bastato. Allora bisognerebbe chiedersi cosa non funziona piuttosto che nascondersi dietro agli insulti. Bisognerebbe capire perchè ogni volta che governa il centro sinistra, il paese alle elezioni successive regala maggioranze bulgare agli uomini di Arcore. Troppo facile, a questo punto, sfoderare una acritica spocchia intellettuale trattando la maggioranza degli elettori come analfabeti.

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

ANALISI E PROVVEDIMENTI, CHIARIAMO DEGLI EQUIVOCI.

da Pier Franco Schiavone, Milano

Caro Serpieri, gli elettori di destra non sono stupidi, ma in questo Paese l’informazione è approssimativa a causa di un sistema dei media strutturato male; in gran parte è in mano a Berlusconi, in piccola parte è libero, ma quella parte è poco pervasiva. Inoltre in Italia, essendo diffusi analfabetismo e semianalfabetismo, mancano, a moltissimi, gli strumenti culturali per interpretare la realtà; sono così esposti alla demagogia e al populismo. Un operaio che, sebbene alla presenza di una banda di idioti a sinistra, voti Lega, un partito razzista che vuole innalzare i limiti dell’età pensionistica, che tutela e privilegia gli imprenditori e che annovera Bossi, Calderoli e Borghezio, non è stupido, ma sicuramente dobbiamo pensare, se non vogliamo fare i politicamente corretti, che non ha capito niente. Un mezzo parente che ha votato Lega (troppi Marocchini! dice), lavora, con altri 12 operai (meno di 15, guarda un po’ il caso!) per un aguzzino che li fa filare 11 ore al giorno, incluso il sabato, per 1400 euro al mese, pagando gli straordinari quotidiani in nero (se li detassa da solo), e che consente loro di fare le ferie quando decide lui e per non più di 15 giorni all’anno, il resto gliele paga.

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

LE DOMANDE DI PIERINI

da Pino Granata

Perchè ogni volta che il centrosinistra governa poi perde le elezioni e da a Berlusconi maggioranze bulgare chiede Pierini. A parte il fatto che quella di Berlusconi non è una maggioranza bulgara ma una minoranza che in altri tempi non gli avrebbe permesso di governare, visto che il centrodestra totalizza il 47%, ma credo che sia estremamente difficile rispondere alla sua domanda. Mi domando per esempio perchè in Sicilia dove il sottosviluppo continua , i Siciliani ormai da qualche decennio continuano a dare fiducia a chi , non solo li lascia nelle condizioni che conosciamo, ma li fa regredire. E perchè poi il ricco Nord voti per il Centrodestra che ha governato per cinque anni lasciando il Paese in netto regresso è un mistero. Qualche giorno prima delle elezioni mia madre 91enne mi espresse la sua intenzione di votare per Berlusconi perchè, a suo dire, Prodi non voleva aumentarle la pensione. Per la cronaca mia mamma vede alla tv i canali Mediaset. La verità, e questa non è che una novità, e che gli Italiani vorrebbero.

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

IL RITORNO DEL CAVALIERE /2

da Emilio Pierini - Porto Recanati

Grondona e Granata mi hanno dolosamente frainteso. Io non sono l'avvocato difensore di Berlusconi (anche perchè ho votato Veltroni). Io mi e vi chiedo se dando del coglione a chi si è voluto per la terza volta Berlusconi premier si risolva qualcosa. Vi siete mai chiesti perchè gli exit poll ormai sballano puntualmente ? La risposta è semplice: l'elettorato vota Berlusconi e non lo dice all'uscita del seggio, come se si vergognasse di ciò. Come se si vergognasse di essere definito come un coglione o stupido dai vari Fuskas e Vauro. Sarà mica il caso che iniziamo a definire chi vota Berlusconi intelligente e saggio ? Rifletteteci....

 

RIFERIMENTO 24/4/2008

DOLOSAMENTE?

da Pino Granata

Caro Pierini mi vorresti spiegare che cosa c'è di doloso nel mio post di risposta al tuo? Io con molta pacatezza ho cercato di spiegare il mio punto di vista. Ne più ne meno.

 

RIFERIMENTO 27/4/2008

SULL'ELETTORATO DI DESTRA

da Pino Granata

Ci sono molto polemiche su come noi elettori di Sinistra consideriamo gli elettori di Destra. Nessuno ha mai detto he gli elettori di Destra siano degli stupidi o dei creduloni. Io credo, al contrario, che gli elettori di Destra votino coscientemente per persone che dicono che Mangano un mafioso condannato all'ergastolo è un eroe, che bisogna togliere la Resistenza dai libri di scuola,che dicono che i Magistrati sono dei pazzi ai quali si dovrebbe fare un esame psichiatrico, che si appropriano di aziende corrompendo i giudici,che vengono condannati per reati mafiosi e dicono che i giudici sono tutti comunisti, che dicono che gli extracomunitari sono dei bingo-bongo, che vogliono usare la bandiera italiana al posto della carta igienica, etc. Potrei continuare per un'altra mezz'ora ma credo che tutto questo basti ed avanzi. Questi e altri sono i motivi per cui la maggioranza, o quasi, degli Italiani vota per il centrodestra.

 

RIFERIMENTO 27/4/2008

GRANATA, LA SINISTRA E IL FILTRO DEL BLOG

da Rino Olivotti, Auronzo

Qualche giorno fa ho trasmesso troppe (?) righe a CSF dopo aver letto Granata. Sono stato regolarmente cestinato. Niente da dire:è il filtro. Ora rileggo il Granata pensiero sulle ragioni del successo della destra. Naturalmente nulla da obbiettare. Senonchè Granata a 66 (sessantasei) anni.e da "sinistra" ha idiotizzato tutti gli italiani che gli han voltato le spalle. Io a 73 (settantatre) anni, socialista da sempre ho capito, e me ne scuso, da almeno quindici che saremmo finiti male. E allora, non trovando di meglio, mi son preoccupato stavolta di fare, sul territorio, l'attacchino per un partito di sinistra diciamo "vera" che non poteva assolutamente sperare in una qualsiasi poltrona, ma predicava con una discreta onestà cose fattibili, era uscito in tempo da RC e presentava la faccia di una prof. precarizzata. Naturalmente il tutto a mie spese colla, pennello, tempo, e buona volontà. Ho affisso i manifesti di SINISTRA CRITICA con la passione di sempre ed il risultato lo conoscete tutti. Ora, se Granata, e non ne dubito, è una persona onesta, deve semplicemente ammettere che ce li siamo tagliati da soli, altrimenti si riaprono gli steccati e noi ricominciamo a mangiare i bambini come ai tempi in cui la politica parlava lo stesso linguaggio che lui ha usato oggi.

 

RIFERIMENTO 27/4/2008

SULL'ELETTORATO DI DESTRA /2

da Emilio Pierini - Porto Recanati

E dunque, caro Granata, stando al tuo ragionamento, una netta maggioranza degli italiani, vota a destra (io direi non vota a sinistra) perchè molto semplicemente è mafiosa, ignorante, senza un minimo senso di stato, desiderosa di un revisionismo storico e soprattutto senza uno straccio di cultura ? Ma, nello stesso tempo, come dici tu, non è stupida o credulona ? Io inizio invece a pensare che gli Italiani dopo aver mangiato carne (governi di centro sinistra) diventi subito dopo vegetariana e recandosi alle urne (ristorante) l'unico piatto non carnivoro che si ritrovano a disposizione sia la solita insalata Berlusconiana che i carnivori lasciano sempre colpevolmente nel menu'...

 

  1. 24/4/2008

INVASIONE DI DONNE

da Vittorio Grondona – Bologna

Questa sera sono andato a vedere lo spettacolo di Christian De Sica. Due ore di sano divertimento che consiglio a tutti. Il teatro era gremito. Quante donne… Almeno oltre l’ottanta per cento… Hanno umiliato perfino l’antica proporzione del 7 a 1. Non c’è che dire: un ottimo rapporto col tempo libero, per chi ce l’ha!... Fra poco mi sintonizzo su radio 2. Veronica Pivetti è molto simpatica…

 

RIFERIMENTO 22/4/2008

L'ITALIA CHE QUALCUNO VORREBBE

da Paola Altrui, Roma

"Troppe donne", titola oggi a piena pagina il quotidiano Libero. Il sommario dell'articolo chiosa: "Prima erano escluse da ogni carica, ora tutti [sic!] le vogliono ai vertici. Confindustria sta diventando un gineceo. E Berlusconi avrà quattro ministre. Conquista femminile o semplice moda?". Se ritenessi Vittorio Feltri un fine provocatore, mi verrebbe da sorridere; ma, nel Paese in cui una rappresentanza istituzionale femminile del 30% viene accolta come una novità epocale, continuano a sussistere significative differenze fra le remunerazioni maschili e femminili a parità di ruolo e responsabilità, si biasimano in modo più o meno esplicito le donne che non rinunciano alla carriera per dedicarsi esclusivamente alla famiglia e - già che ci siamo - si paventa una revisione in senso restrittivo della legge 194, un editoriale del genere mi suggerisce utilizzi impropri e poco ortodossi del quotidiano che lo ospita.

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

TROPPE DONNE

da Luca Serpieri

Tanti, coma la signora Altrui, trovano scandaloso che le donne siano così poco numerose nei posti di responsabilità, sia politici che economici. Forse accade per una attiva discriminazione, ma non ci credo più di tanto. Se non vogliamo nasconderci dietro un dito dobbiamo riconoscere che non è quello il motivo. Il motivo è che le donne sono diverse, e non sono forse né particolarmente adatte, né, sicuramente, particolarmente interessate a quei ruoli. "Che scempiaggine!" direte voi. Bene, allora mi sapete spiegare perché tra i partecipanti di questo mese a questo blog 34 sono uomini e 9 donne? C'è qualche discriminazione? Vengono impedite a partecipare da pregiudizi atavici?

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

TROPPE DONNE (A CASA)

da Paola Altrui, Roma

Caro Serpieri, le tue considerazioni mi ricordano quelle di Berlusconi, quando giustificò lo scarso numero di candidature femminili nel suo partito sostenendo che "non si trovano signore disposte a lasciare a casa i mariti per venire a lavorare a Roma durante la settimana". Le donne sono diverse, è vero: grava su di loro la gran parte delle incombenze familiari, dai lavori casalinghi alla cura dei figli, all'assistenza di anziani e disabili; è inevitabile che ciò si traduca in una minore disponibilità di tempo ed energie da dedicare alla carriera, salvo dotarsi di colf/baby-sitter/badanti (chi può permettersele) o rinunciare ad avere figli (incorrendo invariabilmente in accuse di arrivismo ed egoismo). Diciamocelo chiaramente: il tradizionale modello moglie-madre-angelo del focolare fa comodo a tutti, fuorché alle donne; ma che lo si spacci per una loro libera scelta, negando che le interessate possano avere aspirazioni o attitudini diverse, mi sembra davvero troppo.

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

TROPPE DONNE/2

da Federica Pirrone, Milano

Caro sig. Serpieri, lei domanda: "mi sapete spiegare perché tra i partecipanti di questo mese a questo blog 34 sono uomini e 9 donne? C'è qualche discriminazione? Vengono impedite a partecipare da pregiudizi atavici?". Le rispondo: forse perché le donne lavorano? Hanno meno tempo da perdere? C'ha mai pensato?

 

RIFERIMENTO 23/4/2008

TROPPE DONNE/3

da Pier Franco Schiavone, Milano

Le donne lavorano e hanno meno tempo da perdere…. Secondo Pirrone siamo una banda di scansafatiche. Federica! ..zzo dici? L’ente per cui lavoro non si è mai lamentato del mio contributo; credo, senza falsa modestia, di essere bravo nel mio lavoro. Vorrei capire, davvero è così difficile mettere su un foglio elettronico quattro parole in croce? Non dedico mai più di 10 minuti alla stesura di un post (questo l’ho scritto in minuti 6, giuro). Dato che il mio lavoro è fatto per un terzo di riunioni e per due terzi di computer e telefono, tengo quasi sempre aperta la home page del sito di CSF e ogni tanto do una sbirciatina, mi rilassa. Attualmente sto scrivendo una guida articolata sul come fare affari in Italia in un’altra lingua. Quando sono fuori per riunioni, naturalmente, non riesco a guardare il blog, come non riuscirei se insegnassi ai bambini, o facessi il medico o scaricassi casse ai mercati generali, ma non è che chi lavora davanti ad un computer è uno scansafatiche. Un mio amico che fa il sistemista (un lavoraccio, ti assicuro) è riuscito a scrivere un romanzo, che non gli pubblicheranno mai, tra una pausa e l’altra e un altro mio amico si laureò in filosofia facendo il macchinista sui treni. Federicaaa!!!

 

RIFERIMENTO 26/4/2008

7 a 1

da Dan Galvano, Basilea

Caro Grondona - non per essere pignoli - ma, tradotta in altri numeri, la proporzione 7 a 1 vuol dire che si tratta dell'87,5% contro il 12,5%. Se, come dice lei, nel teatro c'era almeno l'80% di donne, beh, direi che l' "antica proporzione" in realtà non è stata proprio umiliata...

 

  1. 26/4/2008

PRECISIONE SVIZZERA

da Vittorio Grondona - Bologna

Caro signor Dan Galvano, la precisione in matematica è sempre ben accetta. Per farci contenti entrambi, diciamo che “oltre” l’80 per cento può essere benissimo inteso anche l’89 per cento. Quindi facciamo la seguente proporzione: 89:11=7:0,865168539 ed umiliamo così definitivamente l’antica proporzione del 7 a 1.

RIFERIMENTO 27/4/2008

PRECISIONE SVIZZERA /2

da Dan Galvano, Basilea

Caro Grondona, la sua operazione matematica è un chiaro broglio di natura comunista... Scherzo, ma purtroppo devo ammettere che la precisione elvetica spesso contagia anche me. Solo pochi anni fa ero un'altra persona... Fui colpito qualche tempo fa dalle parole di un politico della svizzera tedesca, che diceva: "Altri popoli hanno l'arte, la gastronomia, la storia. Il nostro valore è la precisione". Piu' chiaro di cosi'.

 

  1. 27/4/2008

COMPLIMENTI A SILVIA PALOMBI

da Vittorio Grondona - Bologna

L’elaborazione meravigliosa che Peter Greenaway ha fatto dell’Ultima Cena è egregiamente spiegata da Silvia Palombi. Lei non si è impappinata, ma l’audio di radiotre che ricevo a casa mia ogni tanto crea qualche problema… Che sia per colpa della legge Gasparri?

 

Clicca l’immagine per ascoltare l’intervento della scrittrice Silvia Palombi

 

  1. 27/4/2008

ULTIMA CENA DI PETER GREENAWAY

da Vittorio Grondona - Bologna

Dimenticavo di informare chi ne fosse interessato che cliccando qui potrebbe condividere il piacere di ascoltare l’intervento della signora Silvia Palombi su Radiotre del 26/4/2008 sull’elaborazione dell’Ultima Cena di Peter Greenaway.

 

RIFERIMENTO 27/4/2008

SILVIA PALOMBI E PETER GREENAWAY

da Federica Pirrone, Milano

Concordo pienamente col giudizio di Grondona sia riguardo a Greenaway, sia riguardo a Silvia. Con un gioco di luci da vero maestro, Greenaway trasforma un dipinto sbiadito in una realtà in movimento, all'interno della quale l'osservatore si ritrova sorprendentemente proiettato. Questo ed altro, difficile da spiegare, ma con un risultato chiaro e semplicemente emozionante. Emozione che ci si può portare a casa, grazie al libro "Peter Greenaway: L'Ultima Cena di Leonardo", pubblicato da Charta, che estende il lavoro di Greenaway scendendo fino al micron, e forse oltre, e trasponendo ancora una volta l'osservatore dalla dimensione statica a quella dinamica. Un viaggio dentro un capolavoro.

Questa sì che è una recensione (csf)

 

RIFERIMENTO 27/4/2008

IL FILM NELLA PITTURA

da Isabella Guarini

Silvia Palombi ci ha spiegato molto bene come Peter Greenaway abbia usato la moderna tecnologia per trasformare le sezioni di un dipinto in un sequenza filmica. Non ho ancora visto il libro, né l'installazione ma posso dire subito che l'operazione è importante perché mette sotto gli occhi di tutti una fondamentale caratteristica di tutta la pittura premoderna, ovvero lo spessore stratificato della materia pittorica, delle forme disegnate e cancellate, in uno dell'amalgama misterioso del fare in quel momento storico. La smaterializzazione dell'arte premoderna, la sua riduzione a icona trasparente è un modo per conoscere l'anima dell'arte e del suo significato simbolico, caratteristiche, queste, che mancano all'arte contemporanea.

 

RIFERIMENTO 28/4/2008

UN GRANDE GRAZIE EQUAMENTE DISTRIBUITO

da Silvia Palombi

A csf che non mi ha segato, a Federica che la prossima volta ci mando lei al posto mio, a Isabella che ci ha regalato la sua sapienza sull’arte e la bellezza con levità, e a Grondona che mi ha concesso l’immensa pippona di ascoltarmi! E’ vero non mi sono impaperata ma dentro il mio stomaco sembrava una betoniera.
E da oggi si torna ai remi, fino a mercoledì. Gran bella settimana.

 

  1. 28/4/2008

IL RITORNO DEL CAVALIERE / 3

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile signor Pierini, come è mia abitudine rispondo sempre quando sono polemicamente citato in un post. In risposta alla sua manifestata impressione di essere stato “dolosamente” frainteso da me e dal signor Granata in merito agli exit poll elettorali sballati, avevo scherzosamente citato una barzelletta illuminante del solito Pierino per chiudere allegramente l’argomento. La storiella è talmente piaciuta che CSF non ci ha pensato due volte a buttarla tra le lacrime nel cestino…

(ci siamo dimenticati le 500 battute?) (*)

 

(*)  IL SIGNOR EMILIO PIERINI NON SAPRA’ MAI COME LA PENSO SUGLI EXIT POLL ELETTORALI SBALLATI… (Vittorio Grondona)

 

  1. 28/4/2008

COSI’ NON VALE

da Vittorio Grondona – Bologna

Mi sono (virtualmente) sorbito l’inutile, lunghissima, scontata, paranoica, reclamistica, pomposa, interessata, intervista di Luca Ubaldeschi alla signora Veronica Berlusconi ed io devo rinunciare a rispondere al signor Pierini solo perchè ho superato le 500 battute... Gentile signora Isabella Guarini, la signora Veronica con le sue patetiche uscite a tempo non solo partecipa attivamente come prima donna alle attività del marito, ma ne diventa la maggiore azionista mediatica, straordinariamente aiutata nei suoi reconditi intenti da alcuni giornalisti compiacenti che fanno dell’informazione un uso propedeutico alle macchinazioni del prepotente politico di turno.

 

RIFERIMENTO 26/4/2008

MIO MARITO LO STATISTA

di Luca Ubaldeschi per La Stampa

C’è un filo che unisce Shakespeare ad Arthur Miller, arriva fino a Gioele Dix e per quanto sorprendente possa sembrare si srotola nell’Italia del dopo voto. Perché per riflettere sul Paese uscito dalle urne Veronica Berlusconi chiede aiuto al teatro, sua grande passione. Walter Veltroni diventa Amleto, il dramma «Morte di un commesso viaggiatore» di Miller lo specchio della crisi economica e lo spettacolo «Tutta colpa di Garibaldi» di Dix l’escamotage per analizzare il successo di Bossi, la vera novità elettorale.
«Un risultato straordinario», spiega la moglie del futuro premier, «che impone di affrontare subito le questioni poste dalla Lega e di smetterla di considerare con snobismo o con la puzza sotto il naso i suoi esponenti». Ripete più volte di parlare da cittadina - «Privilegiata, lo so, però sento molto forte la novità che preme sul Paese» - e non ha timore di mettere in guardia su quale ritiene essere la vera posta in gioco: «Dobbiamo ammettere che l’Italia non si riconosce più in un valore come l’unità del Paese. Da un punto di vista ideale ci vorrebbe un governo tecnico, con un leader al di sopra degli schieramenti. Ma la realtà è diversa. Dobbiamo ascoltare ciò che chiede la Lega e a mio marito spetta un compito da vero statista: da una parte traghettare le istanze leghiste in progetti concreti e dall’altra dialogare con il Pd per avviare le riforme. Credo che così si ridurrebbe il rischio di una spaccatura dell’Italia».

Veronica Berlusconi leghista. Possiamo dirlo?

«Diciamo (e ride, ndr) che sono la componente leghista della famiglia. Ma, come è ovvio, non ho votato Lega».

Che spiegazione dà dell’affermazione del partito di Bossi?

«Questo è un Paese stanco e sfiduciato, anche dopo la vittoria di Berlusconi. Le difficoltà economiche sono pesanti, il Nord - un Nord i cui confini si sono allargati verso il Centro - patisce di più a causa di un costo della vita superiore anche del 30% rispetto al Sud. Sceglie la Lega, ma non chiamiamolo voto di protesta. La Lega esprime esigenze concrete, della parte d’Italia più produttiva, che è stanca di fare da traino al Paese e che non trova rappresentanza nella sinistra estrema, nonostante una persona come Bertinotti di cui certo non si può dir male».

La crisi economica è tanto grave?

«La nostra realtà assomiglia sempre più alla “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller, a quell’America dove la ricerca del denaro e del benessere sembrava un traguardo facile, ma poi si rivelava un’illusione al punto da spingere il protagonista al suicidio dopo la perdita del lavoro. L’Italia di oggi è così, il rischio del degrado aumenta. Speriamo di non dover contare troppi suicidi eroici».

Un paragone molto duro, non crede?

«Sì, mi rendo conto, ma la crisi è davvero seria. D’altronde anche mio marito ha fatto una campagna elettorale che si poteva intitolare “Attenzione a sognare”. Non ha voluto creare illusioni».

Come si può uscire da questa situazione?

«Gli italiani chiedono il federalismo. Cominciamo da quello fiscale, da interventi diversi a seconda delle Regioni. Il governo rinunci alle idee imprenditoriali, lasciamo riposare in un cassetto il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Per i grandi progetti potrà giocare sulla politica estera, che anche in passato è stata una carta vincente per tenere unita la maggioranza».

Ma non aumenterà il divario tra Nord e Sud?

«Già oggi il Paese si muove a velocità diverse, prendiamone atto, c’è un’unità artificiale. Consiglio di assistere a “Tutta colpa di Garibaldi”, uno spettacolo in cui Gioele Dix, con intelligenza, dimostra come l’unificazione dell’Italia sia stata una forzatura. Il Paese non è mai stato pronto né adatto per essere uno stato unitario e non è mai maturato a sufficienza per diventarlo».

Signora Berlusconi, evoca la secessione?

«No, dico però che c’è un Nord che vuole rompere gli argini e bisogna gestire le richieste delle Lega senza guardare con folclore ai suoi rappresentanti. Certo che Tremonti è un fiore all’occhiello del Paese, ma se la gente vota Calderoli, significa che impone una sua credibilità. Sarà compito della Lega fare ora un salto di qualità, dimostrare che sa realizzare le sue idee».

Quando il Pd muoveva i primi passi, Walter Veltroni disse che gli sarebbe piaciuto un contributo da parte sua. C’è stato un seguito a quelle parole?

«No. Ho pensato che quella frase fosse sì una forma di stima, ma anche un messaggio che passava sopra la mia testa».

Come valuta l’esperienza del Partito democratico?

«Veltroni mi ricorda Amleto, quando dice “Ah Dio, potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e sentirmi re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni”. Poteva rimanere nel suo guscio, ma ha fatto il sogno di cambiare il suo schieramento. Non è il killer della sinistra, ha capito che la situazione era già compromessa, senza Pd sarebbe andata ancora peggio. E’ stato bravo, ma ora temo che possa restare vittima di un complotto per sostituirlo. Però chi potrebbe andare al suo posto? Avrebbero bisogno di un Berlusconi. Credo che il Pd dovrebbe evitare guerre interne, non aiutano a capire che cosa pensa l’Italia. Come forse non l’hanno capito i giornali».

Lo dice da lettrice o da editrice del «Foglio»?

«Tanti articoli che ho letto prima del voto sul recupero di Veltroni indicano che probabilmente i giornali non intercettano i sentimenti prevalenti nel Paese. E mi lascia perplessa anche un altro aspetto: con il centrodestra che è ampia maggioranza, perché “Il Giornale” non vende molte più copie? Gli italiani hanno un pensiero più libero e meno facilmente influenzabile di quanto si creda e i giornali dovrebbero imparare ad ascoltarli di più».

Lei rimarrà una first lady nell’ombra?

«Impegni di Stato a parte, non ho mai fatto la first lady e continuerò a non farla. Non è un ruolo che si addice al Paese. L’Italia non è come gli Stati Uniti in cui si assiste a scene agghiaccianti come quella del governatore di New York che si presenta in tv a confessare l’adulterio con la moglie a fianco, come fosse una garante del pentimento. E poi, in Europa, con Sarkozy che sposa Carla Bruni, con la storia di Putin e della ginnasta, la politica ha rotto gli schemi della famiglia tradizionale. Lasciamo la first lady in cantina».

Lei ha citato Sarkozy. Che ne pensa dell’ex moglie Cecilia che gli è rimasta al fianco per le elezioni anche se i segni della crisi erano già evidenti?

«E’ stata una gran bella operazione di marketing, per me le vere rappresentanti del Paese sono le donne che lavorano nei partiti. Mio marito può portare sotto i riflettori della politica la Brambilla, mentre la moglie resta tranquillamente nell’ombra».

Un’altra donna in prima linea: Hillary Clinton. Come la giudica?

«Facciamo un discorso emotivo. Se Obama identifica il cambiamento, l’idea di un’America giovane, dove resiste il sogno dell’uomo che riesce a farsi strada da solo, McCain è l’immagine di una nazione vecchiotta e più chiusa in se stessa. Hillary rappresenta una mediazione tra le due istanze. Io la voterei».

Quali donne vedrebbe bene al governo in Italia?

«Donne con una storia politica e un peso specifico importanti. Recentemente, con questo clima da Bagaglino, con le battute e le barzellette si è un po’ imbastardito il discorso sulla presenza femminile in politica. Un clima che penalizza anche donne capaci come Anna Finocchiaro: è stata sconfitta drasticamente in Sicilia anche perché il Paese guarda le donne con diffidenza. Per dirla con una battuta di Daniela Santanché, le vede orizzontali».

Suona il cellulare, e Veronica Berlusconi lascia i discorsi politici per tuffarsi in quella che chiama «la mia normalità». Organizzare una giornata con il nipotino Alessandro («Adoro fare la nonna») o l’appuntamento per vedere un film con Luigi. E’ proprio l’ultimogenito a chiamare: «Luigi è entusiasta di suo padre e della vittoria elettorale. Lui in politica? No, ama troppo la finanza. A meno che - dice sorridendo la moglie del Cavaliere - non diventi un finanziere alla Soros, che fa pure politica. Ma anche per i figli della borghesia italiana oggi non è facile seguire i propri sogni».

 

RIFERIMENTO 26/4/2008

LA PUZZA SOTTO IL NASO

da Isabella Guarini

Caro CSF, l' intervista, su La Stampa, a Veronica Berlusconi è interessante perché l'invito a sdoganare l'immagine convenzionale degli esponenti della Lega Nord, confezionata da giornalisti e politici con la puzza sotto il naso, proviene da una donna molto riservata. Personalmente non troverei niente di strano se la moglie del Presidente del Consiglio partecipasse di più, come fa anche la moglie del Presidente della Repubblica. Non ho apprezzato, nel passato della nostra Repubblica, l'ecclissi totale delle mogli di politici che per decenni hanno ricoperto le più alte cariche dello Stato. Tuttavia, se da un lato cresce la presenza delle donne in politica e nei vari settori, dall'altra aumentano volgarità ed eccessi nell'uso dell' immagine femminile da parte dei media.Se dovessi indicare un modello, sceglierei Elisabetta II, come donna di stato attualmente più rappresentativa che merita di essere presa ad esempio, per essere al tempo stesso antica e moderna.

 

RIFERIMENTO 28/4/2008

COSI’ NON VALE / 2

da Silvia Palombi

L’inutile, lunghissima, scontata, paranoica, reclamistica, pomposa, interessata, intervista di Luca Ubaldeschi alla signora Veronica Berlusconi è anche costruita col pallottoliere, ma che dico, col calibro. Potrebbe averla messa giù Letta, infaticabile tessitore capace di lavorare col cesello, che ben sa che gutta cavat lapidem. Un’intervista oggi, una lettera di gelosia l’altroieri, un’uscita dopo teatro con qualche dichiarazione ad hoc e così anche la sua signora ha contribuito non poco al successo dello statista più tronfio d’Europa.

 

  1. 29/4/2008

FORUM RAI

da Vittorio Grondona – Bologna

Ho colto l’occasione della trasmissione su radiodue condotta da CSF per provare l’esperienza dei “forum Rai”. Esperienza negativa sotto ogni punto di vista. I forum sono come i numeri verdi: cornici di facciata dove alcuni illusi passano il tempo in vana attesa di essere ascoltati. In fatto di inutilità sono sorpassati solo dalla diffusa stupida moda-mania del costosissimo televoto.

 

RIFERIMENTO 28/4/2008

E STANOTTE LA PIU' AMATA DAGLI ITALIANI

Giro di boa. Seconda settimana della Mezzanotte di Radio Due. Sul filo della memoria che fa brutti scherzi ho parlato con Boncompagni, Giucas Casella, Veronica Pivetti, Monica Guerritore e Magalli. Stasera avrò accanto a me Lorella Cuccarini. Domani Nancy Brilli. Poi Enrico Vaime e gran finale con Massimo Ranieri. Con Ranieri, l'ultimo giorno, saranno in studio con me a festeggiare anche Solibello e Cirri che trascineranno con loro la splendida Elisa Isoardi.
Ricordate i numeri per mettervi in contatto con me: 800 050 002 (numero verde) 348 39 87 383 (sms) lamezzanotte@rai.it (e-mail) e www.forum.rai.it (forum). (csf)

 

RIFERIMENTO 29/4/2008

LA PIU' AMATA DA ME

E' stata grande la scorsa notte Lorella Cuccarini. Ci siamo divertiti tantissimo e spesso abbiamo cominciato a ridere senza riuscire a smetterla. Lei è stata una grande trascinatrice e di cazzeggio in cazzeggio non ci siamo resi conto che ci stavamo comportando come due vecchi e consumati volponi della radiofonia. Sono sempre piùcontento di queste due settimane di "Mezzanotte". Continuano a latitare i blogghisti che immagino tutti a piangere sulla tranvata di Rutelli. Stasera spero che ci divertiremo con Nancy Brilli. (csf)

 

RIFERIMENTO 29/4/2008

MA È LA RAI, DI MEZZANOTTE

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, non sono il blogghisti latitanti, ma è la Rai che fa passare solo le telefonate dei vip. Per me che appartengo al popolo del giorno, erga kai emerai, è stata una veglia inutile per raccontare la prima brutta figura che ho fatto in vita mia. Per la terza volta, il solito funzionario mi ha detto: "la richiameremo" . Per fortuna che sono sprofondata nelle braccia di Morfeo.

E gli sms? E le mail? (csf)

 

  1. 29/4/2008

EVVIVA…

da Vittorio Grondona - Bologna

Caro Pierini, ti ringrazio. L’abitudine alla forma rispettosa anche quando scrivo o dico cattiverie proviene dall’educazione ferrea che ho ricevuto in collegio nella mia infanzia e che poi ho mantenuto durante la mia vita di lavoratore, eterno dipendente praticamente da tutti. Mi è rimasto dentro il timore di imbattermi in qualcuno che mi dica incavolato “mi dia del lei!” Mi pare che sia successo un paio di anni fa qualcosa di simile anche fra noti industriali… A Vicenza, se non sbaglio.

 

RIFERIMENTO 28/4/2008

A VITTORIO

da Emilio Pierini - Porto Recanati

Volevo solo riferire cortesemente a Vittorio Grondona che il sentirmi appellare come il "Signor Pierini" mi dà un senso di antica, pomposa, inutile presa di distanza che in una comunità come la nostra non dovrebbe esistere. Vittorio, scrivi pure peste e corna contro quello che mi viene pubblicato, nel totale esercizio che l'attività di un blogger deve comportare, ma ti prego, non chiamarmi Signor Pierini e, se ci riesci, dammi del "tu".-

 

MAGGIO 2008

 

  1. 1/5/2008

STATO DI POLIZIA?...

da Vittorio Grondona - Bologna

Meravigliarsi che Grillo guadagni molto è un segno di scarsa fantasia. Nessun poveraccio sarebbe in grado si portare in piazza milioni di persone con il solo suo aspetto fisico o con le sole sue chiacchiere. Anche le grandi rivoluzioni popolari hanno avuto bisogno di molto denaro. Premesso questo sono fortemente amareggiato dello stato di polizia che si sta sviluppando in Italia. Non mi riferisco unicamente alla pubblicazione dei dati fiscali su Internet che ritengo solo di scarsa etica politica visto che per legge è prevista la loro pubblicazione e quindi esiste per tutti la possibilità della loro visione finora opportunamente organizzata in un modo molto più democratico dello sputtanamento mondiale attraverso la rete, ma sostanzialmente ad altre cose ben più importanti per la dignità dell’uomo. Per esempio: ogni strada ha la sua brava trappola elettronica, ogni assegno emesso è pubblicamente controllato, ogni impiegato del CUP o della sanità ha potenzialmente in mano i dati della salute di ciascun cittadino… E potrei continuare. Ci manca la targa… Forza, integriamo il codice fiscale con una targa da attaccarci al sedere. Nemmeno le bestie sono controllate come i cittadini italiani cd liberi…

 

RIFERIMENTO 1/5/2008

CREDEVO CHE GRILLO VOLESSE LA TRASPARENZA

da Vincenzo Rocchino, Genova

E invece no. Dopo il casino che ha fatto, ho capito: si riferiva a quella degli altri. Mettere in bella mostra il suo reddito (oltre 4.000.000 di euro) gli da piuttosto fastidio? Perché non dice l'aliquota versata all'Agenzia delle Entrate? Anche lui ci crede fessi; predica e razzola, ma a prescindere dalla convenienza (deve essere sempre soltanto sua). Lo dicevo che il suo sito è: "quasi un supermarket"; si vede che rende...

 

RIFERIMENTO 1/5/2008

CHE PAESE E' MAI IL NOSTRO?

da Biagio Coppola

Non è possibile! Da un lato si predica la privacy specialmente sulle intercettazioni che riguardano i politici e poi si permette a tutti di conoscere redditi dati e indirizzi di coloro che pagano le tasse. Immagino la faccia degli evasori e di coloro che lavorano in nero che se la ridono sotto i baffi!

 

RIFERIMENTO 1/5/2008

LE TASSE E LA PRIVACY

Il patto sociale per eccellenza è il pagamento delle tasse. Pagare le tasse è come quando si va al ristorante e ognuno paga la sua quota. Se uno non paga non è un dritto, è uno scroccone. Quindi non pagare le tasse è una furbata illegittima dal momento che chi non le paga usufruisce degli stessi servizi di quelli che le pagano. E tutto, ovviamente, deve avvenire nella massima trasparenza. Perché si invoca la privacy per un atto che per definizione è pubblico? Grillo dice una sciocchezza quando dice che così si aiutano i rapitori. I rapitori sonno tutto benissimo a prescindere dalla pubblicizzazione dei dati. (csf)

 

RIFERIMENTO 1/5/2008

TASSE E PRIVACY/2

da Claudio Urbani, Roma

Chi ha visto il TG1 delle 20.00, avrà sentito le parole di Feltri sulla vicenda dell'elenco dei contribuenti. Feltri non è certo un estimatore di Visco, lo ha espressamente deto in premessa, ma ha difeso con fermezza il suo operato,anzi, ha aggiunto che al suo posto avrebbe fatto lostesso. Ha avuto parole molto dure sugli evasori, parole molto precise sui doveri di ognuno di contribuire secondo le proprie possibilità. Una linea di opinione completamente in sintonia con quanto affermato da CSF nel suo post, in sintonia soprattutto con chi non ha nulla da nascondere, Chapeau ad entrambi, con sincera ammirazione.

 

RIFERIMENTO 2/5/2008

REDDITI ON LINE

da Corrado Vigo - Trecastagni

Non avendo nulla da nascondere la cosa non mi infastidisce, nè mi scalfisce. Non trovo nemmeno giusto che in molti si siano già preparati per richiedere un risarcimento. Siamo già in bolletta! Perchè accanirsi?
Quello che paventa Grillo è vero in parte: chi vuole commettere atti delituosi sul patrimonio sa già dove colpire, certo la dichiarazione dei redditi on line non lo aiuta. Questa cosa avrebbe potuto aiutare solo qualche disperato, meno roganizzato di chi invece fa del "delitto" la sua professione.
Ho goduto, invece, nel vedere come il sito dell'Agenzia delle Entrate è andato in tilt. Questo ci fa vedere come un Ufficio risulta essere così impreparato alle azioni che compie: non era prevedibile l'assalto? Si!
Ora li hanno tolri, ed hanno tolto al vicino di casa la possibilità di ficcare il naso nella denuncia dei redditi di colui il quale ostenta ricchezza, e magari è pieno di rate fino al collo, o di colui il quale piange miseria, mentre invece è ricco sfondato. Ma qui entriamo nel mondo delle favole, e mi fermo.

 

RIFERIMENTO 2/5/2008

LE TASSE E LA PRIVACY

da Luciano Buonaiuto, Aversa

Due anni fa alcuni funzionari del ministero delle finanze guardarono nell'archivio elettronico dei contribuenti alla ricerca di notizie sulla situazione fiscale di personaggi importanti della politica, dello sport ecc. Lo fecero non per necessità di servizio, ma solo per curiosità personale. Qualche notizia trapelò ai giornali, e ci fu scandalo. Visco denunziò il fatto alla magistratura, come se fosse stato un reato. Allora come la mettiamo? La situazione fiscale di un contribuente è un fatto riservato o pubblico?

 

RIFERIMENTO 2/5/2008

VISCO HA TRADITO RODOTA’

dall’avv.Lina Arena

L’iniziativa di Visco di dare alle stampe i redditi degli italiani ha disvelato l’inganno sotteso alla legge sulla privacy , proposta da Rodotà al preciso scopo di separare gli italiani ; di impedire una diretta comunicazione; di evitare il collegamento tra gli individui; di impedire la conoscenza delle attività della Pubblica Amministrazione; di favorire la formazione di vere e proprie monadi.Con l’iniziativa di Visco è caduto il velo e l’inganno è stato svelato: la legge sulla privacy è solo un inganno. Serve a separare ed a preparare il terreno per manovre sovversive.Con il dopo Visco sorge la necessità di abrogare la legge sulla privacy e rendere l’azione della PA conoscibile a tutti e controllabile da chiunque.

 

RIFERIMENTO 2/5/2008

LA SCOPERTA DEL WEB

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, come Cristoforo Colombo, il quitto Beppe Grillo ha scoperto l'America del Web. Sarà nel DNA dei Genovesi il saper essere imprenditori di successo, lanciandosi in imprese redditizie sfruttando semplicemente ciò che le nuove tecnologie offrono a tutti. Ma è certo che il Grillo parlante sia la dimostrazione di come si possa essere imprenditori senza operai, senza sindacati, materie da trasferire dal un capo all'altro del mondo, senza niente che intralci le decisioni, il mercato, i prezzi. Niente di tutto questo, bensì parole, parole, parole che volano nella leggerezza dell'etere e hanno di pesante solo le cifre del reddito fiscale.

 

RIFERIMENTO 2/5/2008

LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DEGLI ITALIANI

da Emilio Pierini - Porto Recanati

Sono uno dei pochi (forse l'unico) che è riuscito con un tempismo cinico,  a scaricare i redditi dei miei concittadini dal sito dell'Agenzia delle Entrate in quel paio d'ore in cui sono stati disponibili a tutti. Non sapete che sollievo ho provato nel constatare che il mio vicino di casa, medico specializzato con parcelle da120 euro per ogni visita da 15 minuti, ha dichiarato un imponibile di 10 mila euro più basso del mio misero stipendio medio borghese ed un altro tizio, mio conoscente, titolare di cinque negozi nel corso principale della mia cittadina, ha invece avuto la faccia tosta di dichiarare nel 2005 un bello zero spaccato.
Visco, mi mancherai.......

 

RIFERIMENTO 6/5/2008

INCOMPETENZE CLAMOROSE

da Emilio Pierini – Porto Recanati MC

La notizia del giorno sui giornali di ieri era quella che l’Adiconsum si è organizzata per chiedere un risarcimento miliardario (500 euro circa per cittadino) all’Agenzia delle Entrate per quella che si ritiene essere una impropria pubblicazione dei redditi dei nostri compatrioti. Ebbene, stamattina ho ascoltato il presidente dell’Adiconsum Paolo Landi nella trasmissione di Emanuela Falcetti su Rai 3 (Istruzioni per l’uso) urlare ai quattro venti che l’Agenzia delle entrate ha sbandierato senza tutela della privacy dati come le nostre spese sanitarie, i mutui contratti ed altri dati molto sensibili. Tutto ciò, essendo palesemente non vero, dimostra che il Sig. Landi non si è neanche degnato di gettare uno sguardo su ciò che è stato pubblicato (vale a dire il solo nome cognome data di nascita e reddito conseguito dal soggetto fiscale).

 

  1. 1/5/2008

MEZZANOTTE CON GIUCAS
(da Vittorio Grondona)

  1.  5/5/2008

AMLETICA OSSERVAZIONE

da Vittorio Grondona - Bologna

Vorrei solo capire perché quasi tutti gli amici del blog abbiano avuto la possibilità di commentare l’esito delle elezioni mentre le mie osservazioni in proposito (tutte) siano state giudicate non interessanti. Vorrebbe forse significare che chi non avesse più rappresentanza in Parlamento se ne dovrebbe stare fuori anche da qualsiasi discorso politico cd democratico? La cosa non mi stupirebbe. Ieri, infatti, in TV ho notato che Massimo Giletti, conduttore incredibilmente autoritario e per nulla diplomatico della trasmissione intitolata “L’Arena”, ha praticamente annullata la presenza del direttore di Liberazione, Sansonetti.

 

  1. 15/5/2008

MALA TEMPORA CURRUNT

da Vittorio Grondona - Bologna

Il Cavaliere chiede l’aiuto di Dio… e gli compare Veltroni. CSF va in pellegrinaggio… Come cambiano i tempi!...

 

RIFERIMENTO 12/5/2008

A SANTIAGO, A SANTIAGO

Ebbene sì, vado a Santiago de Compostela, sul camino, come un pellegrino. Non è una conversione mistica. E' che devo intervistare un camminatore. Anche lui molto poco credente. Camminerò sette giorni insieme a Cardini, Odifreddi e Valzania. Ne approfitterò per mandarvi un resoconto quotidiano.Non vi faccio mai mancare niente. (csf)

 

RIFERIMENTO 13/5/2008

CAMMINARE DOMANDANDO

da Federica Pirrone, Milano

Tra il subcomandante CSF e il subcomandante Marcos il passo è breve, par di capire.

 

RIFERIMENTO 14/5/2008

CHI SONO, COSA PENSO, DOVE VADO, CON CHI CAMMINO

SUL CAMINO DE SANTIAGO
PRIMER DIA
LEON

Aereo da Malpensa. Mi porto i bagagli in tasca, non si sa mai. Madrid si cambia e si sale, insieme a Sergio Valzania, sua moglie Lucia e Antonio Bozzo, su un turboelica per Leon. Poi di filato al parador San Marco. La comitiva è al completo. Incontriamo Franco Cardini, Piergiorgio Odifreddi, Giovanna Savignano, Chiara Galli, Maurizio Lepri. Sorpresa: ci sono anche David Riondino e Dario Vergassola con la moglie. Visita alla Cattedrale. Poi trasmissione (come tutti i giorni alle 18 su radio3). Chiacchiere, Travaglio naturalmente. Ma anche cazzeggio su grandi temi. Odifreddi apre il dibattito sulla confusione che regna tra i cattolici sulla Madonna. La Madonna è una sola. Ma allora c'è differenza tra la Madonna di Chestokowa e quella di Lourdes? Se preghi la prima, ti ascolta anche la seconda? Ed il Papa che ha detto di essere stato salvato dalla Madonna di Fatima che cosa intendeva dire? Che le altre Madonne si sono disinteressate? Odifreddi non è esattamente un cattolico praticante. Cena nel parador e appuntamento per domattina. Venti chilometri. (csf)

 

RIFERIMENTO 15/5/2008

OSCILLATOIRE PARAMETRICO

da Bruno Stucchi - Cuggiono

Caro CSF, se ti capitasse di passare da Santiago, non mancare di andare a vedere il Botafumeiro, ovvero il più famoso turibolo del mondo.
E' anche il miglior esempio di oscillatore parametrico. Se -come ne sono certo- non sai di cosa si tratta, fattelo spiegare dal tuo amico Odifreddi. Però lui sostiene di essere un matematico, e quindi di fisica spicciola non capisce una beata fava. Prova comunque.

 

RIFERIMENTO 15/5/2008

LE MADONNE DI ODIFREDDI

da Pier Franco Schiavone, Milano

CSF, potresti chiedere per favore ad Odifreddi se ha colto il senso di ironia della Madonna di Fatima che deviò la pallottola di Alí Agca, destinata al cuore del papa, proprio… lí?

 

RIFERIMENTO 15/5/2008

CHI SONO, DOVE VADO, CON CHI CAMMINO, COSA PENSO

SUL CAMINO DE SANTIAGO
SEGUNDO DIA
VILLADANGOS DEL PARAMO

I venti chilometri scivolano via senza tanti problemi. I bagagli sono trasportati dal pulmini e camminare senza peso sulle spalle è roba da bambini. Oggi la truppa si divide. Io, Valzania, Vergassola, Riondino, Bozzo, Lucia Restivo e Paola Vergassola usciamo da Leon a piedi. Odifreddi ci raggiunge col pulmino fuori Leon, saltando 6 km di periferia bruttarella e di zona industriale bruttina. Odifreddi non ne vuole sapere di percorsi urbani. Noi siamo della scuola che il viaggio è viaggio e bisogna accettare tutto. Iniziamo di buona lena seguendo le frecce gialle e le conchiglie impresse sui marciapiedi. Scopro la prima cosa: Compostella viene da Campus Stellae in ricordo di quel pastore eremita, tale Pelayo, che nell'813 vide delle luci sopra un tumulo di terra facendo scoprire così la tomba di Santiago, cioè san Giacomo il Maggiore, l'apostolo di Gesù che era stato fatto decapitare nel 42 o nel 44 da Erode Agrippa. Da quel momento Santiago divenne il mitico difensore degli spagnoli nelle battaglie contro gli invasori islamici. Fu nel suo nome che riuscirono a cacciare i "mori" e fu anche grazie alle sue instancabili partecipazioni agli scontri. Santiago, nei momenti di maggior delicatezza della battaglia, appariva nel cielo in sella ad un cavallo bianco e per i nemici non ce ne era più. Per questo lo chiamarono anche il "Matamoros". Sulla strada incontriamo un sacco di paesini dai nomi simili: Trobajo del Camino, Fresno del Camino, Sam Miguel del Camino, Virgen del Camino,Valverde de la Virgen. Odifreddi passa per grande camminatore, soprattutto in salita, ma oggi di salite non ce ne sono. E' tutto molto facile e all'ora di pranzo siamo alla meta. Domani ci aspettano 30 km e un arrivo in salita. (csf)

 

RIFERIMENTO 16/5/2008

CONFESSA!

da Alessandro Ceratti

Ma allora stai facendo adesso sul Cammino di Santiago quello che hai sempre abominato fare! Ti fai portare i bagagli dal pullmino, e magari lo usi pure tutte le sere per farti riportare nel tuo lussuoso Parador! E poi di nuovo la mattina in pullmino nel punto in cui eri arrivato, anzi, già che ci sei, qualche chilometro più in là. Confessa! E così? Fai proprio tutto quello che avevi stigmatizzato nel forzaitaliota che vi aveva offerto la cena. Ecco dove andremo a finire di questo passo con Veltroni.

 

RIFERIMENTO 16/5/2008

SACRO E PROFANO

da Isabella Guarini, Napoli

Che cosa cerca Odifreddi in pellegrinaggio verso Santiago di Compostella? La fede nella matematematica o la matematica nella fede?.Difficile scoprire il fine, che è addirittura mistero se ci sono Vergassola e Riondino. Uggèggè!

 

RIFERIMENTO 16/5/2008

CHI SONO, DOVE CAMMINO, CHE COSA FACCIO, COSA PENSO

SUL CAMINO DE SANTIAGO
TERCER DIA
ASTORGA

Oggi 31 km e, se la memoria non mi tradisce, sono tanti. Ci hanno lasciato Vergassola, sua moglie e Cardini. Partiamo in sei. Riondino, Odifreddi, Valzania, Lucia Restivo, Antonio Bozzo ed io. I pellegrini lungo il percorso si fanno più numerosi. Il tempo è brutto, ogni tanto piove. Il paesaggio non è dei migliori. I paesini di questa parte della Spagna sono bruttarelli. Le nostre villette dei geometri sono un sogno. I serramenti sono spesso in alluminio anodizzato. I bar più sporchi del solito. Però si cammina fuori dalle strade. Stupendo il ponte sul fiume Orbigo. Odifreddi, che è indisciplinato, fa un altro percorso e soprattutto lo fa in macchina per i primi 10 km. Io arrivo stanchissimo nel paese finale della tappa, Astorga. Più che un paese sembra una parolaccia. Astorga! Piombo nel sonno e mi perdo la trasmissione. Sembra che Odifreddi abbia deriso le superstizioni dei locali riguardanti la pioggia. E in quel momento è arrivato un nubifragio. (csf)

 

RIFERIMENTO 17/5/2008

UN GITANO SEDENTARIO

da Muin Masri

Caro CSF, ma tu non ti fermi mai? Voglio dire, cosa spinge una persona: ricca, colta, amante del buon cibo e della quiete d’alta quota, proprietario di una dimora, bellissima, con tanto di cane e allarme anti-extracomunitari, numero indefinito di case con vista panoramica sulla penisola, a mollare tutto e andare a spasso come un gitano? Ti prego, non rispondermi: “Affari miei” oppure che stai cercando una risposta al perché di quest’assurda esistenza. Scusami la curiosità, ma il tuo stato di camminatore perenne mi preoccupa, e spesso mi chiedo se vale la pena di lavorare tutta una vita per avere un conto in banca sempre verde, una bellissima dimora con il frigo pieno che è un amore, un cane e una panoramica terrazza lontano dal traffico e dallo smog, e poi mollare tutto e ritornare da dove sono scappato; la strada in compagnia d’amici indisciplinati?
Buon pellegrinaggio, amico senza meta ma con le idee ben chiare.
PS. Odifreddi è scorretto, classico comportamento matematico, speriamo in un verso dantesco di Riondino!

 

RIFERIMENTO 17/5/2008

QUELLI CHE SI METTONO IN CAMMINO

da Isabella Guarini, Napoli
 
Caro CSF, grazie  a tutti quelli che si mettono in cammino per  espiare i peccati. Quali? Dipende dai punti di vista. Non credo che gli atei si mettano in cammino per espiare i propri peccati. Forse lo fanno per trasferimento d'amore  verso il prossimo laico, di quello  che produce montagne di monnezza, ricoprendo il creato  di fetore mortale.

 

RIFERIMENTO 17/5/2008

CHI SONO, FIN DOVE CAMMINO, CHE COSA VOGLIO DALLA VITA

SUL CAMINO DE SANTIAGO
CUARTO DIA
RABANAL

Finalmente cambia un po' il paesaggio e abbandoniamo le strade asfaltate perché il camino si inoltra nei campi. 22 km da Astorga a Rabanal. Ci lascia anche Riondino che torna in Italia. Odifreddi va come una lippa e tutti noi inseguiamo. Lucia tiene un buon ritmo. Sergio sta al suo passo. Io un po' meno. Antonio arranca. Antonio quando c'è un po' di sole si passa sulla faccia e sul cranio pelato una mano spessa di una crema che sembra calce ed improvvisamente sembra un Peul bardato da festa. Odifreddi, il non credente, e Valzania, il credente, non la smettono un attimo di parlare di Dio e della Chiesa. Odifreddi, in sostanza, sostiene che Dio è un'invenzione di Valzania. Valzania sostiene che Odifreddi non sa di essere un fervente cristiano e che i suoi libri contro la religione sono in realtà delle preghiere. Valzania sostiene anche che Odifreddi, a forza di leggere la Bibbia per contestarla, non potrà che trarne giovamento. I due continuano per ore a parlare di concili e di encicliche. Si sopportano solo perché lo fanno con ironia. Odifreddi tutte le volte che si ferma in un bar chiede un bicchiere di acqua calda. I camerieri lo guardano come un pazzo finché lui non infila dentro il bicchiere una bustina di tè che si è portato da casa. Domani 30 km con un po' di salita e molta discesa, definita sassosa e scivolosa. Previste otto ore. (csf)

 

RIFERIMENTO 18/5/2008

CHE COSA FACCIO, DOVE FATICO, QUANTO MI FANNO MALE I PIEDI

SUL CAMINO DE SANTIAGO
QUINTO DIA
PONFERRADA

Mentre Valzania e Odifreddi continuano il dibattito fra il credente e il non credente io stamattina ho la prova che Dio non esiste. Nessun essere onnipotente infatti potrebbe essere così crudele da farmi comparire davanti Alessandro Ceratti pochi km dopo la partenza da Rabanal. Sono in Spagna, sul camino de Santiago, che cosa c'entra Ceratti?

Vabbè. La giornata sarà dura anche per altri motivi. Per esempio una discesa lunghissima perigrosa e ammazza ginocchi. Km dichiarati 32 ma i miei piedi ormai sono abituati a fare da contachilometri. Non erano meno di 37. Totale 11 ore di passeggiata. Un massacro e adesso sono a letto con la febbre. Domani sarà tutto passato.

Oggi il camino è bellissimo. Paesaggio incantevole, paesetti romantici. Pioggia ogni tanto ma sopportabile. Questi giorni mi piacciono. Non sono qui per il camino ma come sapete per un'intervista. Però è una splendida maniera di fare una intervista. Però questa maniera di camminare non mi convince. Non c'è confronto con quello che abbiamo fatto io e Giorgio andando a piedi da Masetti a Vetralla in piena libertà e improvvisando ogni giorno. Ma sapete una cosa? Ne parliamo domani. (csf)

 

RIFERIMENTO 18/5/2008

QUELLI CHE SI METTONO IN CAMMINO

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, ho ascoltato Odifreddi durante le interviste e ho letto qualche suo libro. Non mi stupisce che si sia messo in cammino per cercare o non cercare quello che nega. Non faccio un discorso di religione, non ne sarei capace, perché la mia è una fede istintiva: di fronte alla bellezza del creato non poteva esserci che un Divino Progetto. Certo, per la scienza può non essere così, ma lasciatemi sognare. Nei momenti in cui, oltre i cumuli di monnezza, vedo il cono di Vesevus, immobile, silenzioso che incombe sul Golfo perfetto come un cerchio, il più geometrico del mondo, non posso fare a meno di chiedermi del perché di una simile beffa. Solo una mente superiore, uno spirito sublime avrebbe potuto immaginare tanta matematica bellezza fra tanta confusione infernale.

 

RIFERIMENTO 19/5/2008

CHI SONO, PERCHE' CAMMINO, SONO STANCO?

SUL CAMINO DE SANTIAGO
SEXTO DIA
VILLAFRANCA DEL BIERZO

 

CHI SONO, PERCHE' CAMMINO, SONO STANCO?

SUL CAMINO DE SANTIAGO
SEXTO DIA
VILLAFRANCA DEL BIERZO

Contrordine compagni. Dio esiste. Mentre ieri vi avevo detto che avevo avuto la prova della non esistenza di Dio quando mi è apparso Ceratti che aveva voluto farmi la sorpresa di raggiungermi sul Camino de Santiago, oggi posso dirvi con certezza che Dio esiste e lotta insieme a noi: Ceratti ha tre grosse vescicone sotto il piede sinistro.

Ho dormito sodo questa notte, grazie anche ad una tachipirina e alla cena saltata. Mi presento pimpante alla partenza e affronto un percorso piano e di soli 25 km. Ideale per meditare. Meglio Santiago o meglio Vetralla? Meglio Vetralla. A Santiago le cose si svolgono così: esiste un percorso segnalato benissimo, sbagliare la strada è impossibile (anche se noi oggi ci riusciamo), esistono tante guide stampate (anche se con km approssimativi), esistono tanti albergue, tanti hostal e tanti hotel lungo la strada. Gli albergue per pellegrini sono praticamente degli ostelli dove si paga, se si paga, cinque euro a notte, alcuni sono belli, altri sono brutti e puzzolenti e pieni di gente che russa. Per trovare posto in un hotel bisogna prenotare altrimenti rischi di non trovare posto. Esistono tanti ristoranti, osterie, dove si mangia male e si beve bene, bancarelle, gadget. Insomma è tutto un po' prefabbricato. Camminare è bello e l'ambiente sta diventando sempre più romantico e affascinante. Ma io sento la mancanza di libertà. Poi, essendo con la troupe di Radio3, organizzata benissimo ed efficientissima, ogni sorpresa è esclusa. Si incontra un sacco di gente ma è gente come te, o quasi, gente che vuole camminare. Con la gente dei paesi hai pochi contatti salvo che quando ti vedono ti dicono "Buen Camino". Il bon ton del Camino prevede che ci si dica continuamente "Buon Camino". Io mi vergogno e dico "Ola". La risposta sarebbe "Utreia" che non so che cosa voglia dire e non so nemmeno se si scrive così. A me sembra una parolaccia come Astorga. Penso a "Porca Utreia" e non la dico mai. Domani salita al Cebreiro. Non ho ancora deciso se vado fin su o no. (csf)

 

RIFERIMENTO 20/5/2008

DI NUOVO A PIEDI

da RINO OLIVOTTI - Auronzo
 
Caro il nostro  CSF, promesso che quando torni darai ai torchi  un  DI NUOVO A PIEDI  (e noi  a valanga a comprartelo). Promesso?

 

RIFERIMENTO 20/5/2008

QUELLI CHE SI METTONO IN CAMMINO

da Isabella Guarini, da Napoli ex Capitale del Vicereame spagnolo
 
Caro CSF, ho ascoltato le lamentele su come è organizzato il cammino verso Santiago di Campostella. Si tratta di un percorso  brullo , pietroso, interno , lontano dalle assolate coste mediterranee. Del resto i camminamenti fuori dalle rotte note, servivano proprio a  rendere visibili luoghi interni isolati e poveri. Il turismo religioso è anche un modo per gratificare economicamente  comunità in territori  verso il quali madre natura è stata avara. Non ho mai avuto molta simpatia per la cultura spagnola  che considero eccessiva e ridontante in molti aspetti, sanguigna, tormentata e violenta nello sfruttamento della natura. Anche le nuove realizzazioni urbane, indicate come esempio di modernizzazione, come a Barcellona e Valencia, sono il segno di  un ancestrale sentimento di dominare la natura, mentre nel terzo millennio preme la necessità di  salvaguardarla  a tutela della nostra stessa sopravvivenza. Dunque, invece delle frecce per segnare il cammino dei pellegrini, si potrebbero piantare alberi . Sarebbe un vero segno di cambiamento.

 

RIFERIMENTO 20/5/2008

CHI SONO, CHE COSA FACCIO, DA DOVE TORNO

SUL CAMINO DE SANTIAGO
SEPTIMO DIA
CEBREIRO

Non ce l'ho fatta ad arrendermi e stamattina mi sono presentato alla partenza. Siamo solo tre ad affrontare la tappa di 30 km con arrivo in cima al Cebreiro, 1300 metri s.l.m, 20 km di piano e 10 di salita al passo. Antonio Bozzo infatti preferisce anche oggi non sfrucugliare la sua "ampolla" (vescica) al mignolo destro e l'imbelle Ceratti che ieri faceva il ganzo ("arrivo prima io, arrivo prima io, voi andate troppo piano") decide di rinunciare ad arrivare primo. Ieri sera ho finito la mia intervista e questo è il mio ultimo giorno. Finisce qui la mia avventura mistica. Là dove Coelho ebbe le sue visioni mistiche io vedo solo una natura fantastica. Il Cebreiro è proprio bello e i paesini che attraversiamo fantastici. Commozione e scambio di baci con Giovanna, Antonio, Chiara, Sergio, Maurizio e Piegiorgio che sono stati gentilissimi con me ed hanno sopportato perfino Ceratti. Loro continuano fino a Santiago. Mancano 150 km. Io torno a Leon, poi aereo per Madrid, poi aereo per Malpensa. Poi treno per Rovereto. Poi auto per Masetti. Era più semplice quando andavo a piedi.
ps. D'accordo, ho fatto il camino per motivi di lavoro, ma mi sembrava comunque strano compiere un percorso di origini e significati religiosi. Ho deciso che la vita del pellegrino non è la mia. Se dovessi rifare qualcosa del genere la farei a ritroso, per vedere la faccia della gente, per dimostrare la mia estraneità alle loro motivazioni. Voglio lanciare lo "spellegrinaggio". (csf)

 

RIFERIMENTO 20/5/2008

LO SPELLEGRINAGGIO

da Carla De Bernardi

Caro csb, sono una tua grande ammiratrice ma voglio dirti che l' idea dello spellegrinaggio non fa ridere....io non sono credente né praticante ma parto anch'io per Santiago in giugno, non per lavoro anche se sono una fotografa e potrei farlo per quello, né per motivi religiosi, appunto. Ma credo che il Cammino fatto con lo spirito giusto sia una grande occasione di incontro con se stessi. Tu non avevi lo spirito giusto, é evidente, ma per favore lascia perdere l' ironia e lo sfottò, in questo caso non c' entra...e a qualcuno potrebbe dare davvero fastidio. L' ha dato a me che sono laica e ti amo, figurati a chi crede.

Non mi convincerai mai che ci siano delle cose delle quali non si possa ridere (csf)

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

UNA RISATA VI SEPPELLIRÀ

da Carla Bergamo, S. Paulo

Perbacco, che vorrà dire "csb"? Benedetti siano gli esseri umani che riescono a ridere di (quasi) tutto; ho trovato molto divertenti le cronache sulle scarpinate in quel di Compostela. Cos'è questo timore reverenziale verso certe credenze religiose? Per me CSF è il Grande Saggio della Montagna, dotato di un sense of humor irresistibile. Che volete di più?

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

CAMMINARE...

da Demetrio Calabrò

Oggi ho dovuto lasciare la vettura per il tagliando dei 15000, distanza da casa, dell'officina, circa 10 Km. Pur essendomi premunito di biglietto per il bus, ho voluto provare a tornare a piedi, sensazioni straordinarie...Ho 65 anni, e da molti mi sono imprighito, ma...non è mai troppo tardi! Ciao e...PACE!

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

SI PUÒ RIDERE ANCHE DELLA BIBBIA

da Pier Franco Schiavone, Milano

Sto leggendo l’Antico Testamento. Sono arrivato al IV libro del Pentateuco (Numeri). W. Allen, in una sua celebre battuta, disse: ho letto la Bibbia, non male, ma il personaggio centrale è poco credibile. Effettivamente, il terribile Jahvé, il dio della Bibbia, è quanto di più cinico, violento, irascibile, vendicativo, aggressivo, sia stato prodotto da mente umana. Basti dire che per un errore in un sacrificio, da parte di due nipoti di Mosè, figli del fratello Aronne, li uccise entrambi; e meno male che Mosè era il prediletto. A proposito, Mosè era talmente balbuziente da farsi tradurre da Aronne, ma proprio a Mosè Dio affidò i colloqui col Faraone e il compito di diffondere le Leggi; ditemi se questo non è senso dell’ironia! La storia del viaggio in Egitto di Abramo e la moglie Sarai, è fantastica. Sarai era bellissima e Abramo era talmente convinto d’incorrere nei guai per lei, che decise di fingere che fosse la sorella. La bella Sarai non sfuggì all’attenzione del Faraone che se ne invaghì e la sposò, riempiendo di ricchezze Abramo. A questo punto però Jahvé s’infuriò per la tresca, e riversò sulla casa del re una serie di sciagure. Questi, venuto a sapere che la sua Sarai era in realtà moglie di un altro, allontanò la coppia dall’Egitto, lasciando tutte le ricchezze ad Abramo (e Abramo, padre di tre religioni, se le tenne). Dio, invece di punire Abramo e Sarai, privi di scrupoli, punì l’unica persona in buona fede, l’innamorato Faraone. Questa storia, non sembra scritta da Dario Fo?

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

SPELLEGRINAGGIO

da Gian Paolo De Tomasi – Busto Arsizio

Mi piace l’idea dello spellegrinaggio: mi ricorda quando ero giovane e lavoravo per i concerti (Michael Jackson, U2, mica cotiche). Mi divertivo a sbirciare di nascosto, dalle vicinanze del palco in direzione del pubblico per vedere decine di migliaia di persone che guardavano più o meno verso la mia direzione, tutte insieme. Reazioni, partecipazioni, modi di porsi verso l’artista completamente differenti, sia che fossero in prima fila come nelle retrovie. Certamente un punto di vista particolare.

 

RIFERIMENTO 22/5/200

ANCHE LA JENA RIDE

da Carla De Bernardi

Caro csf,é vero, si può ridere di tutto...anche la iena ride e non si é mai capito cosa la faccia ridere tanto. Scusami se insisto...lo spellegrinaggio non mi piace, ma é solo la mia opinione, perciò vale quanto la tua. Partirò il 26 giugno, quando torno vi scrivo.
Utreya

 

  1. 15/5/2008

NO AL GIORNALISMO DIFFERENZIATO

da Vittorio Grondona - Bologna

Quello di Marco Travaglio, secondo il concetto di Giuseppe D’Avanzo, non è giornalismo di informazione, ma, “nella peggiore tradizione italiana”, è giornalismo di opinione. In sostanza per il giornalista della Repubblica ricordare la situazione, peraltro già in precedenza abbondantemente divulgata dai media, ma ancora non chiarita definitivamente, in cui probabilmente in tutta buona fede si era trovato coinvolto il neo Presidente del Senato negli anni ’80, è stato come esporre un fatto che nella sua ambiguità non può essere “ragionevolmente” considerato tale. Per capire cosa il giornalista Giuseppe D’Avanzo abbia voluto significare mi ci vorrebbero due teste molto meglio confezionate della mia… Anche il suo esempio della cronaca di una vacanza di Marco Travaglio, puntiglioso e fuori posto se non altro per l’enorme differenza di importanza sociale che esiste fra un giornalista e la seconda carica dello Stato, secondo me lascia il tempo che trova non chiarendo per niente l’originale concetto. (...)

 

RIFERIMENTO 13/5/2008

ABBASSO TRAVAGLIO!

da Mario Strada

Abbasso Travaglio! E' un provocatore! Orrore! A proposito, perche' la rete del pizzo e degli omicidi dei Lo Piccolo a Palermo e' stata smantellata solo nel 2007 e non invece nel 2003, quando Carabinieri e Polizia, con due indagini distinte, sapevano gia' tutto: intercettazioni, nomi, cognomi, fotografie?
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search¤tArticle=GWHAI

 

RIFERIMENTO 13/5/2008

TRAVAGLIO E LA LIBERA INFORMAZIONE

da Vincenzo Rocchino, Genova

Due affermazioni trovo assurde sul "caso" Travaglio:
1) il giornalista Marco Travaglio riferisce di fatti riportati su un libro pubblicato, e in libera vendita, dove appare il nome del presidente del Senato Schifani, il quale non dice che è falso quanto è stato riferito in trasmissione da Travaglio, ma pretende che "quelle cose non si debbano dire in TV";
2) la senatrice Anna Finocchiaro usando più o meno le stesse parole di Schifani, si scandalizza per quanto riferisce Travaglio, guardandosi bene dal dire che da una figura come quella del Presidente del Senato, dovremmo pretendere la massima trasparenza.
P.S. Che fine ha fatto l'opposizione?

 

RIFERIMENTO 15/5/2008

PRAGMATISMO

da Paola Altrui, Roma

Una modesta poposta per risolvere la querelle Travaglio ed evitare, per l'avvenire, il ripetersi di simili incresciosi accadimenti: si abolisca la cronaca giudiziaria. E, con l'occasione, si tracci una insuperabile demarcazione fra il diritto di cronaca (che attiene ai comuni mortali) e il diritto all'oblio (riservato ai soli politici).

 

RIFERIMENTO 15/5/2008

RIASSUNTINO

da Massimo Mai

Per cinque anni, mi sono sorbito baggianate strepitose, tra l'altro pagate con i soldi miei tipo la mitica Commissione Mitrokhin, dove un simpatico signore prezzolato forniva all'ancora più simpatico Guzzanti, il miglior comico della sua famiglia, le prove che Prodi fosse una spia del KGB o la Commissione Telecom Serbia altra fucina di nullità In tutto questo tempo ricordo i titoli di quei giornali, campioni di obiettività quali Libero , Il giornale, che dichiaravano testualmente che Prodi e Fassino si fossero arricchiti rubando agli italiani. Dov'erano quei simpatici difensori della democrazia e soprattutto del bon ton tipo il signor Facci il signor Fede e altri sodali? Com'è che non partiva il solito coro assordante che è partito se qualcuno (maldestramente secondo me) parla male di un Italo forzuto quale Schifani?

 

RIFERIMENTO 15/5/2008

TRAVAGLIO & C.

da Paolo Cape’ – Milano

Il giornalismo di Travaglio fa sempre discutere. Nelle critiche mosse da D’Avanzo su Repubblica c’è del vero, nel senso che non deve essere presentata come sospetta l’amicizia con un mafioso che in quel momento non si sa ancora essere tale. Lascia però stupefatti l’eccesso di reazioni ad un fatto, la dichiarazione di Travaglio in tv, che poteva dare tranquillamente adito a precisazioni tranquille e serene, invece di tutto il can can che ne è nato.

 

RIFERIMENTO 16/5/2008

CSF, SI PUÓ DIRE…?

da Pier Franco Schiavone, Milano

Quando si tocca Cossiga, salta sempre fuori, da qualunque parte si guardi, un estimatore pronto a dire quanto è geniale, quanto è colto, quanto è simpatico. Di Cossiga ho un’idea che non posso dire altrimenti mi arrestano. Però una cosa va detta, siccome siamo un Paese da barzelletta, dove le parole non contano più, dove la storia non la legge più nessuno (anche Grillo dice che non bisogna leggerla) e dove la cronaca è oramai considerata una fiction, è normale che un Senatore, Cossiga, definisca mascalzone un giornalista, Travaglio, in un’aula Parlamentare. Quando ad attaccarlo in maniera squallida provvedono non solo i vecchi nemici, ma anche gente come D’Avanzo, quando un Parlamentare può insultarlo impunemente, fascistamente secondo me, allora si mette a rischio anche l’incolumità della persona. Forse gigioni come Cossiga, geni di tal fatta, non ci pensano, ma in Italia c’è sempre pronto uno più realista del re. Qualcuno spieghi a Cossiga la differenza tra il Senato e il salotto di casa sua, sarebbe ora che capisse.

 

RIFERIMENTO 17/5/2008

TRAVAGLIATI

da Egidio Morretti
 
Quando erano vittime mi erano simpatici, Travaglio e Santoro. Erano due brillanti giornalisti, zittiti da Editti Bulgari applicati da zelanti leccaculi. Dopo un paio d'anni in veste di censori e moralizzatori, al cui confronto Torquemada sarebbe un mite, i due mi hanno fatto cambiar idea. Schifani, Castelli, Dell'Utri mi sembrano brav'uomini, attaccati pregiudizialmente. Santoro non è più pagato, come qualche anno fa, da Berlusconi. Travaglio, saltellando dal "Borghese" all' "Unità", usando il cadavere di Montanelli, è stato infine bacchettato da un "maggiorente" di Repubblica come D'Avanzo. Quest'ultimo, peraltro, non è stipendiato dal canone RAI.

 

  1. 17/5/2008

APOCALISSE

da Vittorio Grondona - Bologna

Tutto era stato previsto, nei post pubblicati ed in quelli cestinati… Il cavallo di Troia è stato costruito con le primarie e nonostante le ammonizioni della “cultura” latina ci siano fidati e abbiamo introdotto il dono nel nostro Parlamento. Bisognerebbe dare sempre ascolto ai vari Laocoonte!...

 

RIFERIMENTO 16/5/2008

INCONTRO BERLUSCONI-VELTRONI PER LE RIFORME

da Gian Paolo De Tomasi – Busto Arsizio

“Timeo Danaos et dona ferentes”. E giù cultura, Claudio: che non si dica che questo è un blog di illetterati.

 

  1. 18/5/2008

MA ESISTONO DAVVERO GIORNALISTI SIMPATICI?

da Vittorio Grondona - Bologna

Un giornalista non deve essere simpatico. Deve solo raccontarci i fatti. Per questo mi interessano i lavori di giornalisti come Santoro, Travaglio, Varesi, Colombo, Robecchi, Messina, Serra, Diamanti e devo dire di tanti altri, fra i quali ovviamente è compreso CSF con le sue stuzzicanti interviste. Strano, al momento di destra non me ne viene in mente nessuno… La fantasia dell’interpretazione delle notizie anche faziose ce la voglio mettere io… Non mi piacciono i giornalisti abituati a scrivere carponi, da loro non imparerei mai nulla. Leggo con molto interesse anche Giuseppe D’Avanzo. L’ultima sua polemica su Travaglio però non mi è piaciuta. Credo che si tratti di un errore di percorso. Probabilmente imposto?... Suppongo che sempre non sia possibile mostrare i denti, soprattutto quando gli interessati presi di mira sono alte cariche dello Stato, praticamente autoelettesi tali… Mi riferisco al nostro Stato, purtroppo.

 

RIFERIMENTO 18/5/2008

CARO SUBCOMANDANTE

di Piergiuseppe Caporale

Beato te che stai andando a Compostela! Io, che sono un poltrone di quelli veri, inorridisco pensando a vesciche fumanti, salite incessanti: sangue sudore e lacrime, insomma. Noi, qui, invece, siamo afflitti dal pogrom nei confronti dei Rom, dagli isterismi nei confronti di Travaglio (bravo D'Avanzo e ancor meglio chi gli ha commissionato il tutto). Orbene, non entro nel mertito, va bene che Travaglio non è un simpaticone, va bene che anche Santoro non brilla in quanto a comunicazione, ma fare di tutto per spegnere le poche voci non appecoronaate al potere di turno mi pare un vero delitto.

 

RIFERIMENTO 18/5/2008

TRAVAGLIATISSIMO

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Caro Moretti, si vede che lei è di maglia larga e non riesce a fare i distinguo e a cogliere un bel po' di sfumature. Travaglio può apparire antipatico perché è bello, intelligente, spiritoso ed educato e fa il giornalista come pochi, cosa di questi tempi rara. Ha le sue opinioni, ma si può benissimo affermare che non è nel libro paga di nessun potente, mi sembra. A differenza di Filippo Facci, per esempio, che è bello, intelligente ed educato, ma tifa per Berlusconi. E poi di Santoro, che in questa ultima stagione televisiva gli ha pure "menato" a Veltroni ed ai suoi, cosa c'è da dire? Anche Santoro ha le sue opinioni, ma non è asservito a nessun politico: ben vengano giornalisti di destra che sappiano esprimere le loro idee senza farsi il segno della croce pensando a Don Silvio. E poi questa manfrina di chi paga chi: si ricordi che D'Avanzo avrà anche il mio euro nel suo stipendio visto che Repubblica riceve dallo stato un bel po' di milioni di euro.

 

RIFERIMENTO 18/5/2008

ATTENTO A CHI TI ACCOMPAGNI. TRAVAGLIO TI GUARDA.

dall’avv. Lina Arena

Ho letto in qualche trafiletto di quotidiano che il ministro Angelino Alfano ha partecipato in qualità di invitato al matrimonio della figlia di un boss. Travaglio ne ha fatto un indiziato di cattive frequentazioni. Orbene, poiché nutro forti simpatie per i tipi definiti “ boss” le confesso che non starei a riflettere due volte se un tipo come Luky Luciano mi invitasse al matrimonio della figlia. Mi piazzerei in prima fila per assistere alla sceneggiata. E poi.. ?Non aspiro a ricoprire cariche ministeriali ma , nell’eventualità, ne farei una segnalazione di merito.

 

RIFERIMENTO 19/5/2008

TRAVAGLIO DI DESTRA UNA CIPPA DI MINCHIA

da Filippo Facci
 
Egregio Sabelli, diversamente da quanto asserito nel tuo fondamentale libro-intervista a Marco Travaglio io non mi considero «il Travaglio di destra» manco per niente, diversamente da quanto hai detto in una tua fondamentale domanda. Non ho mai detto una cazzata simile e me ne guardo bene. Fondamentali saluti.

 

RIFERIMENTO 19/5/2008

CERATTI HA FATTO SCUOLA

da Pier Franco Schiavone, Milano

… e Moretti è il suo profeta. È chiaro, Ceratti ama polemizzare, per farlo, ogni tanto, dice cose a cui, secondo me, non crede nemmeno lui, poi, quando il gioco è scoperto, le chiama provocazioni! Moretti ha capito e già aspetta che qualcuno lo sfanculi per aver detto che Dell’Utri (per tacer di Castelli e Schifani) è un brav’uomo. Moretti, però, ambirebbe superare il suo maestro; Dell’Utri brav’uomo sarebbe troppo anche per il miglior Ceratti. Inutile riproporre la biografia di Dell’Utri, sappiamo tutti chi è. Mi sembra però che continua implacabile l’offesa al senso delle parole. Una volta brav’uomo si diceva di chi, per non aver fatto mai nulla di male e per aver tenuto sempre un comportamento pacifico verso chiunque, era rispettato dalla comunità. Dunque, Moretti provoca, altrimenti o non sa chi è un brav’uomo, o non sa chi è Dell’Utri (e sicuramente ignora chi era Torquemada).

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

SCHIFANI DOCET

da Claudio Urbani, Roma

"Trasparenza del Palazzo, immediatezza e semplicita' del linguaggio che non deve essere ermetico": queste le parole d'ordine per battere l'antipolitica pronunciate oggi da Schifani ad una scolaresca in visita al Senato.
Quale occasione migliore ora ha Schifani per far seguire alle parole i fatti, spiegandoci con trasparenza e semplicità di linguaggio, la sua vita politica. Un modo per mettere a tacere le elucubraioni infanganti di un tetro ermetico Travaglio!

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

FACCI TRAVAGLIO DI DESTRA

da Alessandro Ceratti

Ma come, Filippo Facci si becca il più grande complimento che gli si poteva fare come giornalista e lo rifiuta scandalizzato! Be', un motivo in fondo c'è: un complimento simile non lo meritava proprio.

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

TRAVAGLIO DI DESTRA/2

da Federica Pirrone, Milano

Facci, lei non è Travaglio. Punto.

 

  1. 20/5/2008

MINISTRI OMBRA

da Vittorio Grondona - Bologna

Non sanno dove radunarsi, non sanno cosa fare, non sanno cosa servono… L’unica cosa certa che sanno è che prendono lo stipendio a prescindere…

 

RIFERIMENTO 21/5/2008

LO SCOOP DI GRONDONA

da Gianni Guasto, Bogliasco

Dei Ministri-Ombra si sa effettivamente poco, anche perché sono appena stati inventati. Ma dal signor Grondona apprendiamo che percepiranno uno stipendio. Sarebbe interessante saperne un po' di più: chi li paga? Il PD? (nel caso, si tratterebbe di una questione di bilancio di partito: affari loro). Lo Stato? E in base a quali disposizioni di Legge, visto che il Governo-Ombra é un'invenzione di Walter Veltroni? E allora? Fondi segreti? L'Unione Sovietica? La Spectre? Se sa qualcosa, parli, Grondona, non ci tenga così sulle spine!

 

  1. 22/5/2008

MA SIGNOR GUASTO?

da Vittorio Grondona – Bologna

Mi meraviglia il suo divertente stupore… I ministri ombra li stiamo pagando io, lei e tutti gli altri italiani. (...)

 

RIFERIMENTO 22/5/2008

GRONDONA L'ERMETICO

da Gianni Guasto, Bogliasco

Faccia ancora uno sforzo, Grondona, ci faccia capire la morale della favola. Cos'é che non le piace? Il finanziamento pubblico dei partiti? Gli stipendi dei parlamentari? Perché lascia intendere che i ministri ombra godano di emolumenti ad hoc? Le risulta che esista una legge-ombra che assicura lo stipendio-ombra ai ministri-ombra dell'opposizione? E quando e da chi sarebbe stata promulgata? Dal cuoco-ombra di Veltroni?

 

  1. 23/5/2008

GUASTO INSISTE…

da Vittorio Grondona – Bologna

…a far finta di non capire. Amaramente prendo atto che i miei interventi sono spesso inesorabilmente stritolati. Per colpa mia, sicuramente, che non sono capace di farmi capire o dico solo sciocchezze. Fa niente… Me ne farò una ragione, tanto per abituarmi al regime di informazione truccata che si è di nuovo instaurato nel mio amatissimo Paese. Per fortuna divina esso non è composto di soli letterati e filosofi o di fruitori di televoto, altrimenti saremmo davvero in molti a mangiare poco. Sono pertanto costretto ad essere lapidario nella mia seconda risposta con la speranza che giunga completa: io semplicemente penso e fortemente credo che il governo ombra serva solo per mantenere in piacevole fresco l’attuale maggioranza per una lunga sua durata. A ministri ombra, stipendi ombra… A fumo d’arrosto, tintinnio di monete… e così via!

 

RIFERIMENTO 27/5/2008

GOVERNO OMBRA

da Andrea Marchesi

Gianni Guasto attribuisce a Veltroni l'invenzione del governo-ombra. Troppo buono, Uolter non sarebbe capace di tanto. Del resto cosa pretendere da uno che copia gli slogan dai candidati USA?
Comunque, leggo su Wikipedia:
Il governo ombra è un'istituzione politica, presente in alcuni sistemi parlamentari, costituita dal capo dell'opposizione, che la dirige, e da parlamentari dell'opposizione (i ministri ombra) incaricati di seguire da vicino, proprio come un'ombra (da cui il nome), l'attività dei corrispondenti ministri del governo in carica. [.....] Sorto in Gran Bretagna il governo ombra si è diffuso nelle ex colonie britanniche e, in seguito, anche in altri paesi con sistemi bipartitici o, quantomeno, bipolari. Tuttavia, mentre negli ordinamenti riconducibili al cosiddetto sistema Westminster il leader dell'opposizione e il suo governo ombra hanno uno status ufficiale, in altri sistemi il governo ombra è, di solito, solamente un organismo interno di partito.

 

RIFERIMENTO 27/5/2008

CARO GRONDONA FINALMENTE...

da Gianni Guasto, Bogliasco

ti sei spiegato: lo stipendio-ombra ai ministri-ombra, glielo pagherebbe Berlusconi, perché non facciano niente. Un'affermazione un po' forte, non ti pare?

 

  1. 25/5/2008

SPUTTANAMENTO IN INTERNET

da Vittorio Grondona – Bologna

Al garante di non so che cosa non va bene infomare attraverso internet delle dichiarazioni dei redditi, ma al contrario gli va bene lo sputtanamento del numero delle assenze dei dipendenti pubblici. In sostanza vuole significare che mettendo in evidenza pubblica che il datore di lavoro denuncia meno del dipendente si compromette la vita privata dei cittadini, mentre invece dare in pasto al popolo mondiale i giorni di assenza dal lavoro di un pubblico dipendente è assolutamente lecito. Niente gliene frega quindi al garante per modo di dire delle notizie sensibili dei cittadini se a qualche dipendente fosse anche tacitamente chiesto dai soliti vicini di casa il motivo delle sue assenze, magari dovute a gravi motivi personali dei quali è assolutamente naturale non volerne parlare con gli sconosciuti. Il nostro è davvero diventato il mondo degli imbecilli destinati dall’informazione di stampo fascista a morire ogni giorno di paura.

 

GIUGNO 2008

  1. 3/6/2008

CINISI NON E’ IN ROMAGNA…

da Vittorio Grondona - Bologna

Mi domando come mai in una regione come quella siciliana, nella quale esiste perfino la mansione di aiutante fattorino, possa accadere di rimanere disoccupati. In Romagna, per esempio, dove non esiste più nemmeno la mansione di fattorino, con uno sdraio, un rastrello ed un ombrellone, chiunque riuscirebbe a sbarcare un lunario lucrativo. Non a caso le gabbie dei conigli romagnoli sono rotonte… La coniglia schizzinosa non ha proprio scampo!... Dal punto di vista umano, però, forse è meglio il sistema siciliano… Molto più naturale. Quello che purtroppo ci stiamo dimenticando con la triste storia che tutto sia mercato è proprio la qualità della nostra vita. Diciamocelo, cara lega-tremontiana-finiana-brunettiana, cavalierizzata.

 

RIFERIMENTO 27/5/2008

TRISTEZZA

da Michele Lo Chirco, Cinisi

Ufficialmente da oggi sono disoccupato: dopo quattro di lavoro più o meno continuativo, dopo complessivamente sette anni di lavoro interinale più o meno continuativo, oggi mi ritrovo con la consapevolezza che all'orizzonte, per me, non c'è nemmeno l'ombra di un lavoro. Saggiamente impiegherò questi giorni per leggere gli ultimi dieci libri acquistati, e per continuare gli studi nel campo sociosemiotico, mentre lo Stato mi pagherà il sussidio di disoccupazione.

 

RIFERIMENTO 27/5/2008

FELICITA' E' ESSERE DISOCCUPATI

da Pino Granata

Lo Chirco, il disoccupato, leggerà gli ultimi dieci libri acquistati e che non ha ancora letto, approfondirà i suoi studi di semiotica, sarà mantenuto dalla Stato e, credo, visto che abita dalle parti di Acitrezza, non perderà l'occasione per una puntatina in quel paradiso. Io invece aspetto la mia pensione da un anno, ho ancora un paio di figli da mantenere agli studi e di libri da leggere ne ho accumulati qualche centinaio. Purtroppo non posso più esere disoccupato. Che disdetta!

 

RIFERIMENTO 27/5/2008

SECONDA GIORNATA

da Michele Lo Chirco, Cinisi

Taglio di capelli e poi lavoro letterario. Dieta non rigorosa, ma molto, molto controllata: insalata di pasta a pranzo. Caldo oggi torrido, fuori i cani boccheggiano, nello studiolo si sta bene, a Palermo, alle 14, erano 38 gradi. Sottofondo di radio 3. Ogni tanto una capatina sulle home pages di corriere e repubblica a vedere un po' di tette. Sul blog di CSF Granata mi prende in giro. Mi tocca pure questo. Governo ladro!

 

RIFERIMENTO 28/5/2008

LO CHIRCO SENTI A ME

da Silvia Palombi

6,30 sveglia, lettura e/o studio (è l’unico momento possibile), abluzioni/notiziario, colazione; esci col cane, sei uno dei tre o quattro bianchi di Chinatown, cammini mezz’ora respirando polveri sottili e puzze sotto il cielo color perla di Milan che non è più un grand Milan da quel dì. Le 10, entri in casa editrice e scrivi fino a sera, ti scervelli per farlo, devi studiare, ti fuma il cervello; nell’intervallo leggi i giornali mangiando crackers o quel che hai comprato al super di fronte, porti il cane a far pipì e te stesso a prendere un caffè. Rientri, uscirai verso le 19. Se hai inaugurazioni di lavoro (e ne hai) torni a casa bollito verso le 23, se no fai la spesa o ti sollazzi, se reggi. Torni a casa inspirando smog, non vedi l’ora di dormire. Dei circa 3,500 euro al mese che fatturi in tasca te ne arrivano meno della metà, con quelli devi vivere nella città più cara d’Europa e tenertene qualcuno di scorta. Lo Chirco facciamo cambio per un po’.

 

RIFERIMENTO 28/5/2008

L'ARCADIA

da Michele Lo Chirco, Cinisi

Una volta, qui, in questo blog, era tutto campagna...

 

RIFERIMENTO 29/5/2008

FELICITA' E' ESSERE DISOCCUPATI / 2

da Michele Lo Chirco, Cinisi
 
Ringrazio Granata per le belle parole, ma abito in Sicilia occidentale, quindi penso che le mie terga si poggeranno mollemente sulle sabbie comprese tra le località di Cinisi e, chissà, San Vito Lo Capo. Riguardo la pensione, Lei la sta attendendo da un anno, io penso che non avrò neanche questa seccatura: non la vedrò proprio. Quanto ai figli, con questi chiari di luna, non vedo proprio perchè dovrei volerne uno...

 

RIFERIMENTO 29/5/2008

NUDO INTEGRALE

da Michele Lo Chirco, Cinisi
 
Cara Silvia, ha proprio ragione, farei bene a non lamentarmi: c'è sempre chi sta peggio. Domani mattina penserò a voi talpe da ufficio mentre, sdraiato sotto il caldo sole di Cinisi, circondato dai miei cani, prenderò una salutare tintarella, e poiché abito in villa, potrei pure azzardare un bottomless. Non si sa mai, potrebbero propormi di fare il calendario 2009 per l'Inps...

 

RIFERIMENTO 29/5/2008

NUDO INTEGRALE / 2

da Michele Lo Chirco, Cinisi

Piove, governo infame! Pare di essere sul lago di Como. Dopo 3 giorni con temperatura media di 35 gradi, piove da stanotte, e il mio tentativo di tintarella è andato a farsi benedire. Rifletterò sui mali del mondo osservando i conigli del mio vicino che si accoppiano furiosamente in una gabbietta metallica, a quattro metri dalla finestra del mio studiolo.

 

RIFERIMENTO 29/5/2008

PECCATO CAPITALE

da Paolo Beretta

L'invidia è un peccato capitale. Domani mattina penserò a te, caro Lo Chirco, sdraiato al caldo sole di Cinisi, provando una tremenda invidia e procurandomi una bella ulcera gastroduodenale al solo pensiero. Quindi, oltre che star male, mi toccherà pure andare all'inferno. Ti odio. Cordialmente tuo.

 

RIFERIMENTO 30/5/2008

SIAMO SUL BLOG DI AMICI MIEI?

da Pier Franco Schiavone, Milano

Manca solo la supercazzola, il cinismo invece c’è tutto, e Silvia, Beretta e Granata, che, credo, non sono nemmeno Toscani, sono stati tremendi con Lo Chirco. Ho il fondato sospetto, conoscendo la loro intelligenza, che stiano attuando una specie di nemesi. Lo Chirco non solo ha votato a destra, ma ha votato La Destra (fascista) di Storace; in Sicilia i suoi vicini politici hanno stravinto assicurando benessere a tutti e lui perde il lavoro. Arriveranno in Sicilia tempi peggiori, quando sarà attuato il federalismo fiscale e poi, in seguito, quando Cosa Nostra trarrà nuova linfa dagli appalti del ponte e dalla vendita di terreni coinvolti nell’affare, già, si dice, sottratti per quattro euro ai proprietari. Spero che Lo Chirco trovi presto un altro lavoro, ma la tentazione di scrivere un post dispettoso l’ho avuta anch’io, ma mi sono frenato. Mi piacerebbe sapere da Lo Chirco se ha avuto la mia stessa impressione; dai perfidi Silvia, Beretta e Granata non lo sapremo mai. Comunque, Lochí, sursum corda.

 

RIFERIMENTO 31/5/2008

LO CHIRCO ARISENTI A ME

da Silvia Palombi

Vivi in villa, hai tanti cani da esserne circondato, hai pure un fresco studiolo come il san Gerolamo di Antonello da Messina. Se non sei il capo maggiordomo di una famiglia nobile e forse un po’ decaduta della Trinacria che te ne fai del sussidio di disoccupazione? A che gioco giochiamo?

 

RIFERIMENTO 31/5/2008

PECCATO DA CAPITALIZZARE

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

L'invidia è il motore del mondo. Chiunque sappia elaborarla in ambizione, sana ambizione, ne trae benefici e frutti. Oggi non prenderemmo l'aereo se qualcuno non avesse invidiato il volo degli uccelli, per esempio. Quindi Beretta, anziché farsi venire una "bella ulcera gastroduodenale" si dia da fare, trovi il suo posticino consono e si vada a divertire, s'inventi qualche cosa di meglio che prendersi il sole nudi… che all'inferno ci vadano gli spocchiosi, i buonisti, cinici e corrosi.

 

RIFERIMENTO 3/6/2008

CARO SCHIAVONE, SBAGLI

da Pino Granata

Lo Chirco non mi è affatto antipatico. Nè tantomeno lo sento come mio nemico. Non so se Lo Chirco ha veramente votato per Storace e la Santanchè, ma anche se l'avesse fatto, avrebbe il mio perdono. Lo Chirco potrebbe essere l'unica persona di destra con la quale prenderei un caffè, anche se magari potrebbe essere lui a non desiderare di prendere un caffè con me. Lo Chirco non usa toni tipici della destra ma , al contrario, il suo linguaggio non differisce molto , per esempio, dal mio. E poi lui fa parte della famiglia del Sabellifioretti.com che è ormai , insieme a Di Pietro, l'unica opposizione seria al regime.

 

RIFERIMENTO 3/6/2008

PRIMO AVVISO PER AVVIO PROCEDURA DI INTERDIZIONE

da Michele Lo Chirco, Cinisi

In qualità di rappresentante non votante del PDL, Puniamo i Delinquenti e i Ladri, chiedo al tenutario di questo blog dott. CSF di voler istituire una sezione apposita (detta csfspia) in cui i partecipanti (per brevità definiti blogghisti) possano indicare i nomi di ladri e clandestini e giornalisti non allineati in loro conoscenza, e una sezione (definita csfadula) in cui poter convogliare le ripetute osservazioni di giubilo per la rapidità e l'efficacia dell'azione di governo. Infine, si chiede l'allestimento della sezione csfgranata per segnalare eventuali pareri dissenzienti e contrari, per meglio consentire l'individuazione dei problemi da eliminare. Questo è il primo avviso, non ne seguiranno altri.

 

RIFERIMENTO 3/6/2008

SUPERCAZZOLA BITUMATA

da Michele Lo Chirco, Cinisi   
 
Caro Schiavone, a parte il fatto che devo la disoccupazione attuale al governo precedente (che ha cancellato lo staff leasing, tra le 2,3 cose inutili che ha fatto per i lavoratori), sì, il sospetto mi è venuto, di un accanimento ideologico, ma l'ho ritenuto troppo meschino per gente che frequenta questo blog. In realtà, ho sempre avuto compassione di chi abita in città non bagnate dal mare, o deve percorrere più di 500 metri per giungere in spiaggia: per cui io li perdono, in nome dell'umidità che gli permea le ossa, e della nebbia che al mattino gli impedisce l'orizzonte, e comprendo la loro invidia. Cara Silvia, la villetta la pagano i suoceri, nostri vicini, i cani sono due, lo studiolo è 3 metri per 2, e le rate della macchina finiscono l'anno prossimo.

 

RIFERIMENTO 3/6/2008

RIPENSAMENTI

da Emilio Pierini - Porto Recanati
 
Granata prenderebbe il caffè con Lo Chirco. Potenza del blog. Sinceramente, questa piccola marcia indietro di Granata, mi ha fatto immensamente piacere. Bravo Pino, pesiamo le teste, non i voti.

 

  1.  6/6/2008

NORD AVVELENA SUD... PASSO!...

da Vittorio Grondona - Bologna

Ricevuto... Sud avvelenato... Chiudo!... Eppure non dovrebbe essere difficile... Con le ferree leggi in vigore che regolano lo smaltimento sicuro dei rifiuti tossici risalire alle Ditte che hanno avvelenato la Campania dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Il sud non produce quel tipo di rifiuti... I casi sono quindi solo due o lo schizzinoso nord ha fatto il furbo confidando nei torpori della protezione civile e dei vari commissari ad acta oppure ci sono paesi esteri che si sono approfittati dei bassi costi del buonismo della nostra malavita.

 

  1. 7/6/2008

TIRA ARIA DI GESTAPO

da Vittorio Grondona - Bologna

Questo dai dai a tutti non promette nulla di buono. Quello che la prepotenza politica sta instaurando in Italia in questi giorni è vero terrorismo. Torniamo ad avere paura del vicino di casa e delle piazze come ai tempi delle leggi razziali. Non serve baciare le mani al Vaticano. Per i barbari, stupidi assetati di odio razzista e di ricco potere assoluto, il paradiso si allontana ogni giorno sempre di più.

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

LA CRISI È VICINA. ANZI, È GIÀ QUI

da Carla Bergamo, S. Paulo

Ogni giorno, religiosamente, leggo il Blog di CSF e i tre maggiori giornali italiani online, oltre a vari giornali in giro per il mondo. Da tutte queste letture ne ricavo, giorno dopo giorno, l'impressione che gli Italiani e gli Europei in generale, ancora non hanno percepito che c'è qualcosa, o qualcuno, che ci sta letteralmente spingendo verso una guerra tra poveri e che i poveri non sono solo quelli che invadono i civilissimi paesi europei, ma noi stessi, classe media mondiale senza distinzione di nazionalità. Probabilmente gli Europei, confidando nei cosiddetti ammortizzatori sociali, ancora non riescono a spaventarsi più di tanto, occupati come sono a vedere il nemico quasi esclusivamente nello straniero...

 

  1. 6/6/2008

NAPOLI, IN FONDO, E’ FATTA COSI’

da Vittorio Grondona - Bologna

Io non ho letto Gomorra. Come si dice, non è il mio genere. Ho però letto e sentito molte cose sul film omonimo di Matteo Garrone. Alla fine mi sono fatto l’idea che tratti molto più profondamente di spiacevoli realtà immaginabili in buona parte anche solo seguendo la cronaca giornaliera. Come quella relativa alla cd emergenza perenne dei rifiuti campani. E’ in proposito molto triste doversi rassegnare alla sostanziale inettitudine delle istituzioni di risolvere il grosso problema locale della criminalità organizzata.(...)

 

RIFERIMENTO 3/6/2008

PERCHE' NON VEDREMO GOMORRA

da Isabella Guarini e altri, Napoli
 
Caro CSF, su IO DONNA del 31 maggio è stato pubblicato  l'ennesimo elogio di Gomorra. Ma noi abbiamo deciso di non vedere Gomorra. Chi siamo?. Siamo un gruppo di  napoletani, una ventina tra parenti, amici e colleghi di lavoro, che spontaneamente si sono  ritrovati nella scelta di non vedere e leggere Gomorra. Perché ? Perché siamo stanchi di essere rappresentati dalla triade tragica di  brutti, sporchi e cattivi. Siamo stanchi di mantenere chi si arricchisce sul nostro lavoro, sulle disgrazie di una città mettendosi "'ncoppa o' cerasiello". Siamo stanchi e  impotenti di fronte alla situazione, causata anche dal muro mediatico che  preferisce rappresentare l'eccezione, dipingere con pennellate forti e grumose quel paesaggio pastellato del Golfo di Napoli, propinato per attrarre turisti. Nessuno acquisterebbe un libro su Napoli che narrasse di gente normale, di quella ordinary people che si alza alle cinque del mattino per prendere il bus, che si contorce nel traffico impazzito, impedito da auto in sosta dovunque, dai gran canyon dei cantieri del Metrò, che  da decenni squarciano le più importanti strade e piazze,  tra  piramidi di monnezza putrescente. Le conseguenze di Gomorra, potrebbe essere il nuovo romanzo da scrivere. Allora sì che potremmo acquistarlo.

 

RIFERIMENTO 4/6/2008

PER ISABELITA (GUARINI)

da Mario Strada

Mon amie, non ho capito le obiezioni al film Gomorra (perche' guadagna soldi raccontando le tragedie?). Consiglierei di leggere l'articolo di Russo di oggi sul Corriere. C'e' un dibattito un po' stanco ma dignitoso sulla questione meridionale e sono gia' intervenuti La Capria, Panebianco, Galli Della Loggia. L'intervento di Russo fa il breve riassunto di alcune responsabilita' politiche (che nessuno vuole prendersi) che hanno portato a questo disastro. Non vorrei sembrare pessimista, ma per quello che posso dire la mia impressione e' che il mezzogiorno ha perso l'ultimo treno. Se ne riparlera' tra qualche decennio. E' per questo che non si vuole "vedere"?
http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/080603/iahol.tif

 

RIFERIMENTO 5/6/2008

NAPOLI, A MUNNEZZA, E TIRA ACAMPA'

da Vincenzo Rocchino, Genova

"Walter Ganapini, presidente di Greenpeace e consulente a Napoli per l'emergenza rifiuti, ha scoperto una discarica realizzata nel 2003 (con vasche di sfogo per il percolato, argille in regola e tutto quanto) e mai utilizzata a Parco Saurino presso Santa Maria La Fossa (Caserta) della capacità di 400.000 metri cubi pari a 800.000 tonnellate (con pochi lavori estendibile ad un milione di tonnellate) in pratica il quantitativo prodotto dalla Campania in 5 mesi (differenziata inclusa)."
P.S. Alla luce di quanto sopra riportato, c'è da chiedersi fino a quando i napoletani in particolare e gli italiani in generale continueranno a credere e sopportare ancora la vergognosa "emergenza rifiuti".
Possibile che dei miliardi spesi per la costruzione di quella discarica, al governo centrale, alla regione, alle provincie e ai comuni campani, nessuno sappia nulla?

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

RISPOSTA A MARIO STRADA

da Isabella Guarini, Napoli

Caro Mario Strada, una è la questione meridionale vista dall'esterno, altra è quella vista dall'interno. Quando abbiamo detto che siamo stanchi, non facevamo riferimento alla nostra rassegnazione, ma alla stanchezza di chi deve fare grandi sforzi per superare le difficoltà della vivere all'interno del meridione, con grande spreco di energie materiali e morali, senza ricevere alcun aiuto da quelli che hanno in esclusiva l'investitura a rappresentare la città di Napoli e il Sud con ampia disponibilità di fondi pubblici. Non vogliamo difendere nessuna classe politica di cui si conoscono le responsabilità, ma siamo critici nei confronti di scrittori, registi e artisti che parlano di Napoli da lontano, che scrivono di una realtà che non vivono o che vivono in ambienti protetti. Una elite che non cambia dal dopoguerra e che lascia in eredità ai giovani, come Saviano, il filone letterario tardo- otto-novecentesco del ventre di Napoli e del neorealismo in versione global.

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

GOMORRA

dall’avv. Lina Arena

Ho comprato Gomorra e l’ho parzialmente letto.Conosco il genere di scrittura perché dalle mie parti abbiano avuto un eroe del genere che si chiamava Fava e ancora si ricorda la data della morte per mano sconosciuta. Non condivido Saviano e credo che i quattrini che guadagna con il suo libro sono un indecoroso premio alla bugia ed alla speculazione. Tuttavia non credo che basti dire che non si approva Gomorra e che si ignorano le fatiche dei napoletani veri che lavorano e faticano per sbarcare il lunario. Bisogna dire che Saviano fa parte di quella schiera di cronisti che ama la mala e la guerre civili e che nulla si ottiene mettendo in galera o facendo ammazzare quattro capi bastone. Bisogna dire che la vera mafia vive e vegeta nei palazzi del potere statuale e che gli arricchiti che ci stanno intorno e che si ammazzano a vicenda sono solo esecutori di accordi, di visti, di concessioni e di autorizzazioni che partono dalla culla del potere statuale.Cambiando o svelando i nomi ed i misteri degli occulti amministratori pubblici si evitano tante illegalità e tanti delitti.

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

DOMANDA PER ISABELLA GUARINI

da Andrea Marchesi

Abitando in Lombardia, sono tra quelli che vedono Napoli e il Meridione dall'esterno, tra l'altro tenendomene pregiudizialmente alla larga. Capisco e in buona parte condivido le sue osservazioni sulla situazione attuale e passata, ma proprio per questo mi chiedo: com'è possibile che Antonio Bassolino sia stato eletto (eletto, non calato dall'alto) due volte sindaco di Napoli e poi presidente della Campania? Sono stati gli scrittori, registi e artisti per poter scrivere romanzi, dirigere e interpretare film su storie di malaffare? Mi piacerebbe capirne di più.

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

ISABELITA/2

da Mario Strada

Ci sarebbe il modello Sciascia. Abitava nel suo paesino in provincia di Agrigento e continuava a vedere ed a raccontare. Rifiutando la real-politik del PCI nei confronti dei poteri forti siciliani. Penso che avrebbe avuto parole simili per la dirigenza del centro sinistra campano. Segnalo un prezioso articolo pubblicato su La Stampa del 4 giugno (Le Virtu' del Conflitto, di Daniele Giglioli). Mi ha riconciliato con le pagine dei quotidiani di questi tempi, cosi' piene di governi ombra e dirigenti fantasma. Se la verita' ci rende liberi, il conflitto ci rende vivi. A livello individuale ed a livello politico. Non ne avevo mai dubitato.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&ID_articolo=1527&ID_sezione=80&sezione=Il%20libro

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

RISPOSTA AD ANDREA MARCHESI/1

da Isabella Guarini e altri, Napoli

Caro Marchesi, la domanda che mi poni è capziosa, ma utile a chiarire il la nostra opposizione a Gomorra. La città di Napoli, dopo l’unità d’Italia, ha continuato a svolgere una funzione di pseudo-capitale, come quei nobili decaduti che ancora usano titoli e si aspettano riverenze e privilegi. Le forze politiche si sono formate per la gestione della spesa pubblica in nome della questione meridionale, intorno alla quale si sono aggregate intere generazioni di professionisti, consulenti, artisti , studiosi come “partigiani politici”, che costituiscono lo zoccolo duro su cui si fonda l'impossibilità di cambiare.

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

FASCISMO

da Gianni Guasto, Bogliasco

Un'irrefrenabile sbocco di livore ha portato una blogger che non ho voglia di nominare ad esprimersi contro un giornalista che rischia la vita ogni giorno per aver osato alzare il velo sulla realtà della Camorra. Di fronte a chi riesce a muovere le nostre coscienze comatose, c'é sempre chi, a colpi di vuoto benaltrismo, ne misura il successo chiedendosi quanto avrà guadagnato; ma neanche un pensiero per i fiumi di miliardi entrati nelle tasche di chi ha costruito imperi sui morti di eroina, di chi ha distrutto famiglie con l'imposizione del pizzo, di chi vende a rischio zero l'esistenza di intere regioni, di già rivendica la proprietà delle generazioni a venire.
E' questo il fascismo: l'orgoglio di essere subalterni, l'odio meschino per chi ha coraggio di ribellarsi, anche a rischio della vita.

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

BRUTTO SPORCO & CATTIVO

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Gentile Guarini, mi faccia capire: il traffico impazzito di Napoli (ma non solo di Napoli), le auto in sosta dovunque sono generate da non ordinary people? Le stesse persone che lei si ostina a considerare ordinary people, sono quelle, e me ne duole perché ricattabili, che per un maledetto voto si fanno asfaltare la stradina di casa dal prepotente di turno. Le stesse che si alzano alle 5 del mattino facendosi un culo così. Ma non siamo muli! Il declino politico e sociale non può dipendere solo da chi sta in alto o da una élite. E poi perché prendersela con Saviano? Che c'entra il successo di un'opera col suo autore e la sua storia. È mica venuto di persona a casa sua a venderglielo prepotentemente? E poi, mi può fare i nomi di scrittori, registi e artisti che invece raccontano la Napoli che a lei piacerebbe? Mi perdoni, ma dalla sua intelligenza ci aspetteremmo qualcosa di più.

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

RISPOSTA A FRANCESCO D'URSO

da Isabella Guarini, Napoli

Non c'è bisogno di andare oltre. La risposta di Francesco D'Urso, da Lamezia Terme, è la dimostrazione di ciò che produce la supponenza delle persone che dovrebbero, invece, aiutare a dipanare la matassa. Se la mettiamo sul piano "dell'intelligenza come la sua", frasi fatte per avere ragione, allora il discorso è chiuso.Grazie.

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

GOMORRA - GUARINI

da Alessandro Ceratti

Mi dispiace non essere d'accordo con la gentilissima e intelligentissima (!) Guarini. Però credo che la sua reazione, peraltro umanamente comprensibile, sia in qualche modo paragonabile a quella di chi ha stigmatizzato Travaglio quando ha attaccato duramente Schifani da Fazio. Certo che in qualche modo le istituzioni ne rimangono indebolite, certo che questo genere di accuse non getta buona luce sul governo e quindi sull'Italia stessa, anche nei confronti dell'opinione pubblica straniera. Però il problema non è chi denuncia ma ciò che è denunciato. (...)

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

GUARINI, D'URSO, CHI MI SPIEGA?

da Mario Strada

Anch'io trovo eccessive alcune affermazioni. Bisognerebbe trovarsi nei guai per avere una visione delle cose. Ma proprio per questo trovo incomprensibili le affermazioni ripetute: "Non potete capire". Veniva detto anche a Giorgio Bocca. Pero', io vorrei capire. Mi sembra un dibattito surreale.

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

NULLA DEVE RESTARE IMPUNITO

da Pier Franco Schiavone, Milano

La Arena dice: ho letto parte del libro Gomorra ma so che Saviano dice bugie, ma non ci dice quali.(...)

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

RISPOSTA A GUARINI

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

A me preme affermare che non esistono buoni e cattivi, così come la cultura cattolica ci ha insegnato. Che è responsabilità di ognuno di noi se una fetta di terra, mare e cielo va a farsi fottere. Ma come coniugare "Il 13 febbraio 1861 data che ogni meridionale dovrebbe memorizzare perché da allora iniziò una resistenza senza quartiere contro gli invasori savoiardi che al Sud nessuno voleva. Da quel giorno nacque la questione meridionale. Il prospero Sud venne saccheggiato delle sue ricchezze e delle sue leggi; venne immolato alla causa nazionale" […], e il nostro mediocre atteggiamento da subalterni? Più che questione meridionale la chiamerei questione conflittuale. Non me ne frega niente di essere considerato un "brutto sporco e cattivo terrone", tanto non lo sono. Mi sforzo di considerare le mie parti peggiori per integrarle a quelle migliori, cosciente che ognuo ha l'arte di fare il proprio destino.

 

RIFERIMENTO 7/6/2008

FACCIAMO ORDINE

da Michele Lo Chirco, Cinisi

Abbiamo 4 schieramenti: quelli che hanno letto Gomorra e gli è piaciuto; chi l'ha letto e non gli è piaciuto; chi l'ha letto e non l'ha capito; chi non ne capisce la necessità quindi non lo leggerà. A me è piaciuto, tranne alcuni slanci lirici e similitudini varie che mi sono parsi stonare con il resto della scrittura. Si dice: si arricchiscono raccontando cose che noi a Napoli sappiamo perchè ce le abbiamo sotto gli occhi (ma potrebbe valere anche per Palermo). Però parlarne riaccende l'interesse su esse e su chi gli sta attorno: il malaffare prospera nell'ombra, non con i riflettori puntati addosso. Il problema è non spegnere le luci.

 

  1. 8/6/2008

I LIBRI CHE TIRANO… LA MOSCA AL NASO

da Vittorio Grondona - Bologna

CSF fa molto bene ad auto complimentarsi. Il soggetto giusto è essenziale per assicurarsi una buona tiratura. Travaglio di questi tempi è un’ottima scelta. Anche Totti ha saputo scegliere… Chi meglio di lui poteva incuriosire il pubblico con un libro di barzellette? Con l’occasione devo dire che gli ultimi post su “La mosca al naso” sono davvero azzeccati. Bellissimo quello su Roberto Volpi, preside dell’Istituto d’Arte Bernardino di Betto di Perugia. Mi ha fatto venire in mente Louis De Funes, direttore di collegio da belle figure per figli di ricchi nell’esilarante film “Le Grandi Vacanze” .

 

RIFERIMENTO 6/6/2008

MOSCHE, MOSCHE E ANCORA MOSCHE


Me la sono presa con Gianfranco Fini, Costantino, Ferdinando Adornato, Roberto Volpi, Antonello Venditti, De Angelis e Alemanno, e avanti, fino a Giorgio Napolitano. (csf)

 

RIFERIMENTO 8/6/2008

MI COMPLIMENTO DI NUOVO CON ME STESSO

"Il rompiballe", libro intervista con Marco Travaglio, è sempre al 13° posto della classifica della saggistica, 45° nella classifica generale di questa settimana. Davanti a Stella, a Calabresi, ad Angela, ad Odifreddi. Ahò (csf).

 

  1. 10/6/2008

NON E' PRIVACY LA MIA, E' SICUREZZA

da Vittorio Grondona - Bologna

Proprio non ne potevo più di sentire dire che la maggioranza delle famiglie non arriva alla terza settimana del mese. Anche le lamentele napoletane stavano dandomi sui nervi. Le discariche individuate dai super esperti sono regolari… E ti pareva? Non ne parliamo poi dell’ignobile comportamenti della Magistratura che si è azzardata perfino a perseguire innocenti uccisioni eseguite per lucro nelle case di cura ricorrendo alla indiscriminata intercettazione telefonica… Che badi ai fatti suoi, la Magistratura! Un delinquente di alto rango deve pure avere il diritto di organizzare la sua criminalità con serena tranquillità. E’ privacy, lo vogliamo capire oppure no!… La mia vita invece è tutt’altra cosa!... Io esco di casa e c’è qualcuno che con le spie elettroniche può esattamente ricostruire i miei movimenti dalla mattina alla sera. Di che mi lamento, non è privacy la mia , ma sicurezza… Ah!...

 

  1. 10/6/2008

FESTA DELL’UNITA’

da Vittorio Grondona - Bologna

Le feste dei partiti sono belle se nascono dalla gente. Quella dell’Unità del dopo guerra è stato l’esempio più evidente. Oggi mancano la passione ed i volontari. La prima si è data al mercato, i secondi, coi tempi che corrono, si sono dedicati allo straordinario detassato. Alla festa si concentrano ristoranti famosi di tutta la Regione che in cambio di una fortuna sfornano una non meglio identificata polenta precotta condita con salsiccia insapore di puro animale sconosciuto. Dopo il deludente pranzo all’operaio comunista non rimane più niente in tasca, nemmeno per l’acquisto di un carissimo biglietto della tradizionale pesca dove un ciappetto per assicurare la biancheria stesa ad asciugare rappresenta il premio più comune.

 

RIFERIMENTO 9/6/2008

MOSCA AL NASO: CACCIARI

Il quale dice che la Festa dell'Unità è morta da un pezzo. Il che è vero, ma c'è solo da piangere. (csf)

 

RIFERIMENTO 10/6/2008

FESTA DELL'UNITA'/2

da Claudio Urbani, Roma

L'amico Grondona ha descritto perfettamente l'aspetto casereccio e mangereccio delle feste dell'Unità, di cui certo non se ne sente la mancanza. Ma l'atmosfera descritta è quella tipica di ogni festa e sagra paesana di ogni parte del Paese. Queste feste le ho sempre frequentate per altri motivi: vedere, scrutare le persone, ascoltare le loro chiacchiere, gli umori entusiastici in alcuni momenti , delusi in altri. Vedere i compagni e non, scrutare chi non era comunista emozionato e timorosi di trovarsi tra i "rossi", tenendo stretti i bambini perché, forse certe dicerie, non si sa' mai, fossero vere, per poi realizzare quanto i "rossi" fossero simili a loro, con le stesse pasioni desideri paure e speranze. Mangiucchiando quei cibi dai sapori indefinibili, ascoltare i discorsi e i commenti delle persone più disparate, intenerirsi di certi timori o arrabbiarsi di certi giudizi. Già, ascoltare, intercettazioni di frammenti di intimi discorsi spontanei, pericoloso affermarlo oggi: saranno proibiti e regolamentati anche questi?

 

  1. 12/6/2008

PERDIAMO ANCHE AL CALCIO… GOVERNO LADRO!

da Vittorio Grondona - Bologna

Un governo serio e disinteressato, come il nostro per capirci, non permetterebbe mai di inserire in nazionale un laziale al posto di un milanista!

 

RIFERIMENTO 10/6/2008

IL GOVERNO CI FA PERDERE?

da Gianni Guasto, Bogliasco

Premesso che in materia calcistica sono un ignorante militante (un estremista anticalcio protervo, presuntuoso, narcisista, radical chic, premoderno, e quanto di peggio e di più antistorico possiate immaginare), non so come valutare questa notizia: dalle accurate ricerche storiche di un mio amico di tendenze politiche peraltro sospette sembra che, sotto i governi di destra, l'Italia non abbia mai vinto nessun campionato. Sarà vero?

 

RIFERIMENTO 11/6/2008

IL GOVERNO NON CI FA PERDERE

da Paolo Beretta

Direi proprio di no. Basti pensare ai mondiali del '34 e '38, sotto il regime fascista. Non credo che la nazionale abbia bisogno di un governo di destra o di sinistra per perdere. Ci riesce a meraviglia da sola.

 

RIFERIMENTO 11/6/2008

IL GOVERNO CI FA PERDERE? /2

da Vincenzo Rocchino, Genova

Il quesito di Guasto mi intriga; proverò a dire la mia: la sonora bastonatura subita dall'Olanda, non mi ha sorpreso più di tanto. Per la verità avevo previsto la sconfitta, anche se non così pesante, comunque, tornando a Guasto, non credo che un governo possa influire sui destini/prestazioni/risultati di una squadra di calcio. Molto di più può influire, e sicuramente influisce, la preparazione atletica e la determinatezza di chi scende in campo di cogliere un risultato. I nostri erano sicuri di fare un boccone della nazionale Olandese (al riguardo credo che sia utile il commento di Salvatore Bagni, in funzione di aiuto cronista, per la mole di sciocchezze dette durante l'incontro); dall'altra parte ho visto una squadra di marcantoni che non si sono risparmiati dall'inizio alla fine, mettendosi a completa disposizione di Marco Van Basten: palla avanti e pedalare.

 

RIFERIMENTO 12/6/2008

FORZA ITALIA!

da Santi Urso

Dagli ozi eoliani induca, La prego, alla serenità i gentili corrispondenti tra i quali serpeggia il nervosismo. E ricordi che quasi mai l'Italia iniziò bene un torneo poi ben condotto. Anzi, la catastrofe iniziale sembra arra di successo (o successino) finale. La storia dice che nel 1982 la squadra entrò addirittura in silenzio stampa e che Rossi, tra lo sdegno popolare, non segnava mai. C'è chi sostiene che anche nell'ultimo mondiale, per un bel tratto si ebbe più culo che giudizio. Certo, può esserci anche l'eccezione. Ma diceva Nereo Rocco: Speremo de no.
cordialità onfaliche (ha visto com'è alta la qualità degli ombelichi di quest'anno?)

Una nazionale che non ha in formazione nessun laziale non merita nulla (csf)

 

  1. 14/6/2008

TIFARE AMERICA

da Vittorio Grondona – Bologna

La squadra del Bologna non è l’Alitalia, quindi può essere ceduta agli imprenditori di altre nazioni che nessuno ha nulla da obiettare. D’ora in avanti a Bologna si tiferà America, quindi… Io da buon petroniano di vecchio stampo prendo le distanze. La storia ha il sapore amaro delle solite cretinate sporche di quattrini che stroncano le passioni. Viva l’America che tremare il mondo fa?... No, no!... Pure questo slogan sa di ridicolo… A pensarci bene, però, in fondo in fondo, c’è un pizzico di verità in questo motto!

 

  1. 15/6/2008

IL CALIFFATO / 3

da Vittorio Grondona – Bologna

Caro Rino Olivotti, non se la prenda per così poco. Purtroppo non esiste ancora l’ordine dei blogghisti. Essere cestinato non fa appunto piacere a nessuno. Sono al contrario convinto che mandi in bestia chiunque il dovere prendere atto che un apporto ritenuto costruttivo sia invece considerato una cazzata.. D’altronde partecipare ad un blog di qualità come quello di CSF non è un lavoro, è solo un piacere secondo un errato convincimento generale. (...) Non ci abbandoni, mi raccomando… Tenacia, ci vuole.

Che cosa dovrebbero dire Pino Granata e Ceratti che mi mandano montagne di post che vengono regolarmente decimati?(csf)

 

RIFERIMENTO 14/6/2008

IL CALIFFATO

da Rino Olivotti, Auronzo

Da un po' di tempo questo blog è diventato un Califfato dove il Signore , pubblica le suppliche degli Ulema di turno che son sempre gli stessi: Grondona, Granato, Arena, Ceratti, D'Urso, Schiavone, Guasto, Rocchino, Lo Chirco, Bergamo. Al cestino qualche reprobo impubblicabile, come me, cui non è concesso nemmeno ringraziare chi mi manda gli auguri. Allora o vogliamo un blog aperto a chiunque - nei limiti del lecito e della sintassi - oppure formiamo un Club Fans SF (CFSF) e, come tale, esclusivo. In questo caso, mi scuso per l'impertinenza, ringrazio e saluto tutti, ma cerco un loculo piu' ampio.

Ecco, Rino, ci vuole per te un loculo più ampio. Il post che ti lamenti sia finito nel cestino era di 1592 battute. Ormai quelli lunghi io non li leggo nemmeno più, li butto direttamente salvo rarissime eccezioni. Sei troppo permaloso. Oltretutto mandi sempre post sui quali debbo lavorare per renderli pubblicabili visto che ti rifiuti di "impaginarli" secondo le regole. Devi avere rispetto del mio tempo se vuoi che io abbia rispetto dei tuoi interventi. E se trovi luoghi più ospitali, amici come prima. (csf)

 

RIFERIMENTO 14/6/2008

IL CALIFFATO / 2

da Michele Lo Chirco, Cinisi

E vai! Anche oggi CSF mi ha pubblicato: devo ricordarmi di fargli il bonifico di 100 euro estero su estero...

 

RIFERIMENTO 16/6/2008

IL CALIFFATO / 4

da Federica Pirrone, Milano

Cliccando sul link "per partecipare SCRIVIMI" compaiono quattro regole che csf chiede cortesemente di rispettare per la pubblicazione dei post. Questo potrebbe già essere sufficiente. E invece no. Non so quante volte gli ho sentito specificare che il mancato rispetto di queste istruzioni decreta quasi sempre il cestinamento dei post; questo, e non il suo giudizio in merito al contenuto. Davvero non capisco: perché tornare sempre su questo punto? E perché chi desidera così tanto che i propri contributi siano pubblicati si ostina a non renderli conformi?

 

  1. 17/6/2008

PIERGIORGIO ODIFREDDI

da Vittorio Grondona - Bologna

Sono sincero, se non ci fosse stata l’occasione del Camino de Santiago de Compostela, non mi sarei forse mai accorto dell’esistenza di un tipo come Odifreddi. I suoi ragionamenti, nell’occasione dell’intervista sapientemente manovrati dall’ottimo CSF, sono limpidi come l’acqua di sorgente. Invidio la sua sicurezza. Condivido in sostanza molto di quello che dice. Non mi trova invece d’accordo su Bertinotti. Oggi non c’è alcun politico che possa tenere testa all’ex leader del PRC in rapporti sociali, ma questo è un mio parere personalissimo. Infine mi sono fatto l’idea che la maggior parte delle lapidarie convinzioni di Odifreddi si siano formate dalla sua esperienza di seminarista.(...)

 

RIFERIMENTO 16/6/2008

CONFERMA

da Silvia Palombi

Oggi è uscita sulla Stampa l'intervista a Piergiorgio Odifreddi. E’ splendida.

E io che cosa avevo detto? (csf)

 

RIFERIMENTO 16/6/2008

ODIFREDDI

da Biagio Coppola

La grandezza di Odifreddi sta tutta nel fatto di saper prendere in giro e mettere alla berlina, con raffinato umorismo, religioni, clericali e bigotti con tesi semplicemente inconfutabili. Come per esempio quella sulla Bibbia dove il protagonista è un Dio che odia gli altri popoli!

 

RIFERIMENTO 16/6/2008

CHI VA CON ODIFREDDI...

da Paola Altrui, Roma

Nutro per Odifreddi un'ammirazione sconfinata e condivido gran parte delle sue opinioni; ma ho trovato davvero irresistibile il resoconto della sua breve esperienza all'interno del PD e l'impietoso ritratto di Veltroni che ne emerge. Sbaglio nel cogliere una sottile, malcelata complicità di CSF nell'interpellarlo al riguardo?

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

IL MATEMATICO COL TUTU'

da Bruno Stucchi -Cuggiono

Odifreddi è un medicre matematico che, rinunciando agli onori accademici, ha preferto la notorietà dell'avanspettacolo.
Le sue pubblicazioni professionali sono stenterelle e non vanno al di là di quello che ci si aspetta da un normale professore universitario.
Niente a che fare con la medaglia Fields, come Bombieri o Connes, per dire. Altra dimensione.
Presenzialista, oramai mi aspetto di vederlo in tutù in qualche domenicain televisiva.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

TUTU'

da Paolo Beretta

Che a Stucchi Odifreddi stia sulle balle in quanto di sinistra lo posso anche capire: per lui, tutto quello che è di sinistra (o presunto tale) sarebbe da bruciare. Probabilmente sopporta a malapena le sue stesse braccio e gamba sinistre. Che poi mi racconti che è un mediocre matematico lo capisco molto meno. Odifreddi è uno scenziato discreto, è Commendatore della Repubblica ed i suoi premi li ha vinti pure lui. Quanto alla medaglia Fields, anche Deborah Kerr non ha mai vinto un Oscar, ma se per questo mi venite a dire che è un attrice mediocre vi tolgo il saluto.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

INTERVISTE: PIERGIORGIO ODIFREDDI


Un giorno ha voluto spiegare perché non possiamo essere cristiani. Il libro ha venduto 200 mila copie. Piergiorgio Odifreddi ci ha preso gusto e ha cominciato la serie del matematico, "impertinente" prima e "impenitente" dopo, sempre a colpi di 100 mila copie. Ateo, laico, anticlericale, sostanzialmente mangiapreti, nonostante quattro anni di seminario, o forse proprio per quello, Odifreddi l'ho incontrato in Spagna, sul Camino de Santiago de Compostela. Roba seria per pellegrini credenti. Impenitente, che ci fai qui? «Sono stato sull'Himalaya. Ho fatto i pellegrinaggi indu. Camminare nei campi ti mette in sintonia con te stesso».

E un libro sul Camino?
«Lo faremo io e Sergio Valzania, il direttore di Radio2 e Radio3. Si chiamerà "La via lattea", da Buñuel naturalmente. L'impenitente e il credente camminano insieme e dibattono».

Chi ha vinto?
«Valzania è un muro di gomma. Qualunque cosa tu gli dica è sempre la dimostrazione dell'esistenza di Dio».

Ha vinto il credente, quindi…
«Valzania crede di credere perché chiude gli occhi davanti alla realtà. Persone strutturate intellettualmente come lui non possono essere dei credenti».

La fede è roba per gente semplice?
«Einstein, nell'ultima fase della sua vita, scrisse: "La religione è una superstizione infantile"».

Einstein ha sempre detto di avere uno spirito religioso…
«Ma anch'io ce l'ho. Se non si crede ad un universo ordinato è inutile fare lo scienziato».

Quindi lo scienziato crede.
«Crede all'opposto dei dogmi ai quali dice di credere Valzania, tipo verginità della Madonna».

Basta religione. Politica. La matematica può aiutare il buon governo?
«C'è il teorema dell'impossibilità, valso a Kenneth Arrow il premio Nobel per l'economia. Dice in sostanza che la democrazia non esiste. C'è il paradosso di Condorcet: nel 1976 negli Usa Carter vinse contro Ford, ma Ford aveva vinto contro Reagan. E secondo i sondaggi Reagan avrebbe vinto contro Carter. Chi doveva fare il presidente?»

Ricordi? La democrazia non è un sistema perfetto ma è il migliore.
«Non ne sono sicuro: il sistema democratico è di tre secoli fa, è anacronistico. Oggi abbiamo mezzi elettronici. Oggi il governo dovrebbe limitarsi a fare ordinaria amministrazione».

CONTINUA...

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

ODIFREDDI NON CONOSCE I PROLETARI

da Pier Franco Schiavone

L’ironia di Odifreddi si esaurisce coi Soviet e con Madre Teresa atea; sulla bibbia dice solo la verità, ma non conosce i proletari. I proletari sarebbero imborghesiti, mentre i veri proletari, gli immigrati, non votano. Palle! I proletari sono disinformati, altrimenti con 1.100 euro al mese per 10 ore al giorno di lavoro, non voterebbe la Lega dei piccoli imprenditori e non si può essere borghesi con quel salario. I proletari immigrati, invece, se votassero, voterebbero a destra. Chieda, Odifreddi, cosa pensa un immigrato Albanese, con permesso di soggiorno, dei clandestini e sieda prima di ascoltare la risposta, potrebbe avere un mancamento.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

ODIFREDDI NON MI CONVINCE

da Pino Granata

Il matematico impenitente dice: Veltroni ha fatto cadere Prodi. Beh è una grande sciocchezza. E Mastella e Dini cosa hanno fatto , l'hanno aiutato? Io mi aspetto che un matematico non racconti barzellette. E poi che gli elettori di Sinistra la smettano di compiacersi fingendo di aver capito tutto. Sono anche i tipi così che ci hanno regalato i populisti-demagoghi come Berlusconi che invece di rispondere delle loro malefatte distruggono la democrazia in questo invivibile Paese.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

ODIFREDDI PUO' DIRE CIO' CHE VUOLE

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, ascoltare Odifreddi, o leggerlo è davvero un piacere, a parte la condivisione delle sue teorie religiose e politiche. Egli è una di quelle persone che può consentirsi di discutere di tutto grazie alla mente di matematico. Non sono molti quelli che godono di questo priviliegio, del dono della natura di accedere alla conoscenza del mondo attraverso la matematica. Fa venire la voglia di studiarla, anche a quelli che sono completamente ottusi di fronte al due+due.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

...E PENSARE CHE IO SON SOLO RAGIONIERE...

da Gabriele Giustri, Firenze

Ho letto l'intervista al Sig. Odifreddi. Ho letto anche il libro di Odifeddi. Io ho 38 anni e nel 1978 morì mio nonno al quale volevo molto bene, per me fu un trauma. L'insegnante di catechismo mentre mi vide piangere, mi chiese il motivo e gli spiegai della morte di mio nonno. Disse queste parole, le ricordo come fosse ieri: " Dio l'ha chiamato a se, aveva bisogno di lui"! Mio nonno aveva lavorato tutta la vita in comune all'ufficio personale. Cosa se ne faceva Dio di mio nonno? Doveva fare le paghe agli angeli? Io avevo bisogno di mio nonno per giocare e farmi raccontare favole bellissime che solo lui conosceva! Da quel momento non sono più andato in chiesa, al catechismo e affini. Non ho più creduto in Dio. Odifreddi è uno scenziato io sono solo un ragioniere ma le considerazioni su Dio sono le stesse. Grazie Sig. Sabelli per aver intevistato Odifreddi, farò leggere l'intervista a mia madre che mi voleva laureato e catechizzato.
PS Ora che ci penso anche mio nonno era ateo. Allora sarà all'ufficio personale dell'inferno?

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

DAGLI AMICI

da Santi Urso

Ma allora è vero: dagli amici mi guardi iddio... Lei si dice amico e sodale dell'insigne Odifreddi, ma strappandogli, nella conversazione, la contemporanea ammirazione per Franceschini e Diliberto e l'opinione che il papa polacco sia stato un furbone mediatico, ha con precisione chirurgica evidenziato che anche nelle menti settoriali più eminenti la vita fa sviluppare commoventi casi umani. Quelle confessioni sono la spia che nella sua mente, sulla società umana, albergano poche idee ma ben confuse. Ella voleva ottenere proprio questo?
ps. ma perché la via lattea sarebbe un omaggio a bunuel? non lo è forse, da secoli, al camino?
cordialità onfaliche (grazie per aver ricordato l'ombelico)

 

RIFERIMENTO 18/6/2008

OSCAR E FIELDS

da Bruno Stucchi - Cuggiono
 
Che il signor Beretta metta sullo stesso piano un Oscar e la medaglia Fields la dice lunga su quale sia la sua stima per Odifreddi. Che poi il Sig. Beretta disponga di una palla di vetro per sapere, senza conoscermi, quali siano le mie simpatie politiche la dice ancora piu' lunga sulla sua mania da filatelico di etichettare tutto e tutti. Non si etichettano ora cosi' anche le uova?

 

  1. 18/6/2008

DI COSA CI LAMENTIAMO?

da Vittorio Grondona - Bologna

Mi sembra appunto che tutto fili liscio come l’olio. I siciliani si mettono felicemente nel sacco da soli contenti che qualcuno continui a bastonarli. L’Italia ha battuto di nuovo la Francia al gioco del calcio tra il delirio dei tifosi, alcuni dei quali si erano procurati l’ingresso allo stadio sborsando in nero fino addirittura 1500 euro. TV e giornali si sono assicurati per moltissimo tempo ancora la possibilità di blablare inutilmente di sport. La benzina è in corsa sfrenata verso le stelle. Pane e pasta sono stati toccati dal Re Mida. Briatore si è sposato con pochi spiccioli, solo un milione e mezzo di euro, in una Roma appositamente bloccata per rispettare la sua privacy. La Russa (vi prego di non ridere) in tuta mimetica gioca ancora coi soldatini. (...)

 

  1. 19/6/2008

PROVE TECNICHE DI FASCISMO

da Vittorio Grondona – Boogna

Intanto devo precisare che non è vero che Mussolini non abbia agito pro domo sua. La differenza con il Cavaliere ridente sta solo nel fatto che il capo del fascismo coprì le sue tragiche malefatte compiute durante e dopo la sua elezione avvenuta a furore di popolo.  Il nuovo aspirante dittatore vuole invece coprire anche quelle che secondo l’accusa avrebbe commesso prima di essere eletto. Mi meraviglia perciò che oggi, in piena democrazia proclamata, il popolo taccia su quello che sta accadendo in Parlamento. (...)

 

RIFERIMENTO 16/6/2008

CATTIVI PENSIERI

da Gianni Guasto, Bogliasco

Capita di convivere con persone che si preferirebbe non frequentare. Ma non frequentarle a che cosa serve? A prevenire il mal di testa? Non certo a farli sparire. Quando eravamo giovani, i fascisti non li salutavamo per principio; ora non più, altrimenti, si dovrebbe togliere il saluto al mondo. Di quel tempo mi é rimasto soltanto il vizio di non mettermi mai una camicia nera, che mia moglie me ne avrebbe regalate. E' puerile, lo so, ma almeno così mi ricordo di un tempo in cui il mondo era meno grigio. Intorno ci scoppiavano le bombe, sui treni e nelle piazze, e non c'era giorno che non morisse qualcuno ammazzato. Eppure la giustizia aveva le facce di chi scendeva in piazza per difenderla; oggi le piazze sono piene di gente che si aspetta per un niente, per un pugno di dollari, per una pista di coca, per una serata nel vuoto assordante di un pub. G. viene a pescare co me, e quando siamo in mezzo al mare mi fa: "non lo posso dire, ma se Hitler avesse vinto, tutti questi zingari non sarebbero un problema". Cosa faccio? Scendo dalla barca? Quelle tre miglia che mi separano da riva simboleggiano bene il contesto. Noi dobbiamo convivere con loro, e pure salutarli, perché sono tanti. Noi, forse, non esistiamo già più.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

CATTIVI, COMPRENSIBILI PENSIERI, PERÒ…

da Pier Franco Schiavone

… ho l’impressione, Guasto, che tu sia molto pessimista o molto triste. Si dice che la madre degli imbecilli sia sempre incinta; infatti gli stupidi, che sono pericolosissimi, s’incontrano con stupefacente facilità, oggi come ieri. Un mio coetaneo di sinistra ha detto che Hitler non ha finito il suo lavoro con gli ebrei. Per questo cercavo di dire a Granata che essere di destra non significa essere persona spregevole di default. Non credo che oggi manchi la passione politica, credo che siano cambiati i mediatori. (...)

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

CATTIVI PENSIERI / 2

da Federica Pirrone, Milano

Quelli di oggi sono gli unici fascisti che abbia mai conosciuto. I miei limiti anagrafici mi inducono a non sapere cosa voglia dire davvero temerli e odiarli, però averli intorno mi fa sempre un po' schifo. La convivenza forzata con queste persone mi pesa molto, ma in fondo mi ricorda che noi esistiamo eccome, che siamo diversi da loro, e il tempo non ci ha cambiati. E se si riesce a sopportare di stare su una barca in mezzo al mare, a qualche miglia dalla costa, in loro compagnia, Guasto, significa che si ha anche una grande forza.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

CATTIVI PENSIERI / 2 (bis)

da Silvia Palombi, Padania

Sostiene Guasto: “Noi dobbiamo convivere con loro, e pure salutarli, perché sono tanti. Noi, forse, non esistiamo già più.” Convivere ci tocca, salutarli è educato e saggio. Però dialogare per instillar loro il dubbio sull’equità delle leggi razziali, tanto per dirne una, anche. Quanto a noi esistiamo ancora, forse dovremmo produrre ed esibire una certificazione di esistenza, ogni tanto. Io indosso una spilla con scritto ‘non mi riconosco in questo paese’ (l’ho fatta io sull’onda dell’ennesima paturnia), in tanti attaccano bottone, plaudono e condividono, chiedono dove l’ho presa. Il fatto è che qualcuno è di destra.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

PIU' CHE CATTIVI PENSIERI

da Carla Bergamo, S.Paulo

Il post di Gianni Guasto esprime mirabilmente l'amara realtà che sta scorrendo sotto i nostri occhi. Ieri mi è passato per la mente di andare al Consolato Italiano e restituire il mio passaporto; poi ho pensato che non sono io che sputo sulla Costituzione. La scena della barca, poi, è persino dolorosa. Esprime tutto, la nostra rabbia, la nostra impotenza, la nostra rassegnazione. Nostra...beh, di noi che non stiamo tra il 55 o 59 percento che approva il piccolo duce del ventunesimo secolo. Anche se non mi risulta che Mussolini abbia promulgato leggi ad personam. Ma ci sono altre affinità, e non sono elettive.

 

RIFERIMENTO 17/6/2008

ALL'ARMI SIAM FASCISTI!

da Michele Lo Chirco, Cinisi

Berlusconi ha la fissa dei comunisti, i lobbisti di CSF hanno la fissa dei fascisti. Tralasciando il fatto che il fascismo si è chiuso circa 65 anni fa, perchè se uno dei vostri amici se la prende con rom o extracomunitari è un fascista inverecondo, un povero ignorantello da segnalare alla volontà generale? Non può essere uno che si è un po' rotto le scatole per motivi vari? O forse temete che i suoi germi malsani possano contagiare anche la vostra purezza e onestà intellettuale? C'è chi dice che frequentare persone di tal fatta sia sintomo di grande forza interiore... Mussolini ne ha fatte di porcherie, ma leggi per fermare i suoi processi, mai! Al limite fermava i giudici.

 

RIFERIMENTO 18/6/2008

ALLARMI!

da Paolo Beretta

Alloooora, vediamo un po': pogrom contro gli zingari, leggi ad personam, televisioni imbavagliate, Internet sotto tutela, esercito per le strade. Forse è vero che i fascisti non ci sono più, ma quelli che ci sono adesso cominciano a somigliargli un pochino troppo. E' anche vero che Mussolini fermava direttamente i giudici, ma Berlusconi non lo fa solo perché non glielo lasciano fare. Non ancora, almeno.

 

RIFERIMENTO 19/6/2008

QUEI VENT’ANNI, LO CHIRCO, PESANO, ECCOME

da Pier Franco Schiavone

Gli effetti dell’azione di un branco di pagliacci che ha portato in Italia distruzione e morte, persistono. Il fascismo è finito 65 anni fa come regime, ma nel dopoguerra la P.A. restò in mano ai burocrati fascisti. Forze dell’ordine e servizi, furono infestati dai fascisti fino agli anni ’60, poi i fascisti riconvertiti nella DC si fecero sostituire dai figli, mentre i fascisti irriducibili avevano già creato nel ’46 un partito il cui simbolo era una fiamma che fuoriusciva dalla bara del Duce e la scritta MSI che evocava Mussolini. Quel simbolo, Lo Chirco, è ancora oggi presente nel logo di AN, un partito di Governo! Il fascismo è nella testa e nel sangue degli Italiani e passeranno molte generazioni prima di ripulirci da quella lordura.

 

  1. 19/6/2008

I CELODURISTI FANNO CILECCA

da Vittorio Grondona – Bologna

Per amore della poltrona non riescono infatti a compiere il dovere per il quale sono stati votati. Tolleranza zero per l’illegalità. Tolleranza zero per i clandestini… Questi i più crudeli dei loro slogan elettorali d’effetto. Di fronte però alla possibilità che il processo Mills rompa le uova nel paniere al prosieguo della legislatura con una possibile condanna al loro padrone, non ci pensano due volte a mandare al diavolo la coerenza. Il premier è stato votato dalla gente che sapeva… Ma guarda un po’!. Non sappiano mai niente di niente dall’informazione generale e l’On. Cota insiste nel dire che invece sapevamo. Perché la Lega non ce l’ha ricordato in campagna elettorale che avrebbe difeso a spada tratta il Cavaliere in ogni circostanza mentre sarebbe stata inflessibile solo coi disgraziati?

 

  1.  23/6/2008

INDRO MONTANELLI

da Vittorio Grondona - Bologna

Alcune osservazioni sul Cavaliere di Indro Montanelli e di Umberto Bossi. Occhetto, per non smentire la sinistra, in campagna elettorale 1994 promette sacrifici… Dal primo numero del giornale “La Voce” di Indro Montanelli 22 Marzo 1994. Qui.

 

RIFERIMENTO 18/6/2008

NOSTALGIA DI MONTANELLI

da Carla Bergamo, S. Paulo

Mai, nella mia gioventù, immaginai che un giorno avrei rimpianto Montanelli. Quello che, prima degli altri, aveva capito tutto: "Berlusconi non ha idee, ha interessi." "L'Italia di B. è la peggiore delle Italie per volgarità e bassezza." "Il Berlusconismo è la feccia che risale il pozzo." "Non è la destra, è il manganello." E abbiamo avuto tutte le conferme, ultima delle quali il bavaglio ai giornalisti (che fanno, dormono ancora?). E la nostra opposizione fantasma, che fa? Minaccia di interrompere il dialogo... il monologo, vorrà dire. Poveri noi, poveri voi.

 

RIFERIMENTO 19/6/2008

NOSTALGIA DI MONTANELLI  / 2

da Emilio Pierini - Porto Recanati
 
Proprio tutto il grande maestro non aveva capito. Disse infatti riguardo a Berlusconi: "lasciatelo governare una volta e capirete di che pasta è fatto". Noi non lo abbiamo capito; gli abbiamo dato quattro occasioni per dimostrarlo.

 

RIFERIMENTO 19/6/2008

NOSTALGIA DI MONTANELLI / 2  (bis)

da Bruno Stucchi - Cuggiono.
 
Rimpiango Montanelli per come scriveva. Ma come profeta ha fallito su tutti i fronti. Era convinto che una dose del Cav ci avrebbe immunizzati. Sbagliava perche' lo sottostimava, per acredine personale. Sottostimare l'avversario e' sempre sbagliato, e il risultato delle ultime elezioni (anche in Sicilia; non se ne parla?) lo dimostra.

 

  1. 25/6/2008

SINGOLARE INTERPRETAZIONE DI UN SACRAMENTO

da Vittorio Grondona - Bologna

Per i credenti, come il matrimonio anche la confessione è un sacramento di Gesù. Fra gli elementi essenziali per ottenere il persono di Dio c’è il proposito sincero del peccatore di non voler più ricadere nel peccato e di fuggirne le future occasioni. Mi sembra quindi evidente che risposarsi civilmente per un divorziato sia, secondo la Chiesa, un peccato davvero imperdonabile. Premesso che non credo assolutamente che il Creatore avesse in mente una cattiveria del genere nel proporre al genere umano la sua infinita predisposizione al perdono, mi sorge spontaneo il dubbio: possibile che l’unico modo per un povero debole peccatore di risolvere la sua situazione di buon cristiano sia proprio solo quello di ammazzare il nuovo coniuge riconosciuto dalla legge civile?... Pentendosene subito dopo, naturalmente…

 

RIFERIMENTO 23/6/2008

PURE IL PAPA È COMUNISTA

da Carla Bergamo

Quell'infiltrato del papa ha detto 'nein' al nostro Unto del Signore e gli ha indirettamente dato dell'impuro. Fossi in lui mi proporrei alle prossime elezioni papali e, eletto a furor di popolo, mi farei una legge canonica ad personam. Tié.

 

  1. 26/6/2008

LA CARICA DELLE 500

da Vittorio Grondona – Bologna

Ci risiamo con la ferrea disciplina… CSF ogni tanto ritira fuori le 500 battute. Non per dirci che che 500 è un numero perfetto; che la 500 (rossa) è una macchina favolosa… Si rivolge a me che con 500 battute non ci faccio nemmeno l’antipasto di quello che vorrei dire… Io ci soffro… Gli ignoranti per farsi capire hanno bisogno di spazio. Agli intelligenti, invece, poche parole bastano. C’è pure un coro di rinforzo. La capacità di potersi dilungare a piacimento fuori dal blog aiuta la sintesi.

 

RIFERIMENTO 25/6/2008

UNA PREGHIERA

E' estate, fa caldo, ho tanto da fare. E voi continuate tranquillamente a mandare post più lunghi delle 500 battute. Non voglio riaprire il dibattito. Diciamo che è una conditio sine qua non. 500 battute. La regola. Tagliare richiede un sacco di tempo e questo causa il ritardo negli aggiornamenti. Facciamo così. Sopra le 500 battute cestino inesorabilmente ed automaticamente senza nemmeno leggere. Per il bene di tutti che credo sia la continuazione stessa del blog. Come diceva Wanna Marchi: d'accordo? (csf)

 

RIFERIMENTO 25/6/2008

CONTIAMO

da Silvia Palombi

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 queste sono 500 battute spazi compresi.

 

RIFERIMENTO 25/6/2008

RICONTIAMO

da Federica Pirrone, Milano

500 battute spazi esclusi.

 

RIFERIMENTO 25/6/2008

500 BATTUTE E PIU', MA A RATE

da Giampaolo Osele Lavarone

Seguo il Blog e vedo che qualcuno ha problemi con le famigerate 500 battute. Non so se potrà essere un suggerimento valido, ma visto il proliferare dei beni acquistati a rate, si potrebbe forse suddividere il post in due o tre pezzi che non superino le battute stabilite e fare invii successivi.... ho forse detto una cazzata?

 

RIFERIMENTO 26/6/2008

CONSUNTIVI

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, nella vita professionale i consuntivi si fanno prima delle vacanze, anche se l'anno finanziario finisce a dicembre, così è anche per il blog. Non so da quando scrivo su questo blog; ricordo però il motivo per cui cominciai a scrivere a CSF. Galeotte furono le interviste di Terzo Grado. Provai a scrivere un post e improvvisamente il buon CSF lo pubblicò. Per me è una soddisfazione essere riuscita a esprimermi in 500 battute. Quasi.

 

RIFERIMENTO 26/6/2008

SE 500 VI SEMBRAN POCHE!

da Biagio Coppola

Si dice che chi scriva libri o esprima opinioni in maniera prolissa è perchè non ha niente da dire!

 

RIFERIMENTO 26/6/2008

COSTITUZIONE, LEGGE SUPERPRIMARIA

da Pier Franco Schiavone

Caro CSF, quando si rilevi che una legge non rispetti i dettami della Costituzione, a decidere sulla sua legittimità è la Corte Costituzionale, ex art. 134 Cost. Non è il giudice ordinario che deve decidere se una norma è o no costituzionale, altrimenti ciascuno interpreterebbe la Costituzione a modo suo, nel bene e nel male (un giudice legato alla mafia potrebbe sostenere, per esempio, che in base al principio di uguaglianza, il 41bis sia costituzionalmente illegittimo). Può essere sollevata una questione di legittimità costituzionale, questo sí, ma alla fine chi decide è la Consulta e se questa decide che la norma rispetta il dettato della Costituzione, il giudice è obbligato ad applicarla.

Credo proprio che tu stia sbagliando. Ricordo di aver studiato che quando due leggi, palesemente, sono in contrasto, si deve seguire la più alta in rango. Una legge regionale per esempio cede il passo alla legge nazionale. E la legge più alta è quella costituzionale. Tu stai facendo un caso diverso, il caso in cui si debba interpretare la costituzionalità di una legge. Ma quando la legge è EVIDENTEMENTE in contrasto non bisogna aspettare il giudizio della corte costituzionale per scegliere il proprio comportamento. Se una legge dicesse per assurdo che si debbono frustare i rumeni che passano col rosso tu non devi aspettare il giudizio della corte costituzionale per decidere che cosa fare. Questo è quello che ricordo. Ma non c'è qualcuno di più freschi studi? (csf)

 

RIFERIMENTO 26/6/2008

500 MA NON PER TUTTI ?

da Emilio Pierini - Porto Recanati

Il subcomandante nel rispondere a Schiavone sulla Costituzione ha scritto 9 righe, 127 parole, 642 caratteri spazi esclusi e 768 caratteri spazi inclusi. Come la mettiamo ?

La mettiamo così: c'è chi può e chi non può. Io può. (csf)

 

RIFERIMENTO 27/6/2008

500 BATTUTE

da Alessandro Ceratti

Io, come al solito, sono contrario a qualsiasi regola che sia applicata rigidamente. Anche quella delle 500 battute. Condivido pienamente il suo spirito: bisogna essere sintetici ed evitare ad ogni costo non solo i vaniloqui ma anche le lungaggini. Detto questo a volte 500 battute possono bastare, a volte no. Ammettendo ovviamente che questo non è il luogo dove inviare saggi di decine di pagine (pur sinteticissimi) ma brevi post, possono benissimo esserci brevi post di 1000 battute e lunghi di 250. Per evitare lamentele (...)

 

  1. 26/6/2008

BASI STRANIERE IN ITALIA

da Vittorio Grondona - Bologna

(...)è plausibile ritenere assurdo che un paese straniero venga nel nostro territorio a fare prove di guerra. Signor Ceratti, scriva lei a Bush e gli chieda se fosse disposto ad assegnare all’Italia una zona americana dove esercitare i nostri soldati. A parte il costo dei trasferimenti, che peraltro trattandosi di operazioni militari non scomoderebbero il parere di alcun giornalista, potremmo convenientemente risparmiare agli italiani un sacco di disagi ed eviteremmo di sparare con obici e cannoni contro le nostre montagne del sud.

 

RIFERIMENTO 25/6/2008

BASE MILITARE DAL MOLIN

da Alessandro Ceratti

Si può essere a favore o contro l'ampliamento della base militare a Vicenza. Sta di fatto che i motivi che ne stanno ostacolando la costruzione, le difficoltà di ogni genere che il progetto sta incontrando sul suo cammino, sono gli stessi che rendono difficile costruire in Italia vuoi dei termovalorizzatori, vuoi trovare la sede di discariche, vuoi realizzare delle linee ad alta velocità.

 

RIFERIMENTO 27/6/2008

BASI STRANIERE IN ITALIA

da Bruno Stucchi - Cuggiono

Senza consultare Wikipedia, mi sembra di ricordare che l'Italia dichiaro' guerra agli Stati Uniti, e che la perse. A bocce ferme, il trattato di pace che ne segui' comporto' anche alcune clausole punitive, tra cui la presenza di basi USA (non NATO) sul nostro territorio. Concedo che queste basi sono anacronistiche e che sarebbe piu' che ora che si rivedesse il tutto.

 

  1. 27/6/2008

GENERALIZZARE

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ davvero difficile generalizzare. Ci sono riusciti Erode con gli innocenti, Nerone con i Cristiani, gli americani e gli inglesi con i negri, Hitler e Mussolini con gli ebrei… Brunetta ci sta riuscendo con il pubblico impiego, la Lega con gli immigrati, Fini e Giovanardi con i deboli, Berlusconi con i giudici. Tutta bravi personaggi che, come si vede, in una falsa evoluzione civile, sfogano la loro parte peggiore scegliendo ciascuno il proprio gruppo da bastonare.

 

RIFERIMENTO 26/6/2008

MAGISTRATI

da Pino Granata

Qualcuno non commetta l'errore di santificare i giudici solo perchè alcuni di loro si comportano in modo ineccepibile. Molti invece sono dei lazzaroni strapagati e fancazzisti che appunto ci mettono 8 anni, ed anche di più, per emettere una sentenza. Diamo a Berlusconi quel che è di Berlusconi ed ai magistrati quello che compete loro.D'altronde chi ha avuto la disavventura di essere stato impelagato in qualche processo civile o penale sa di che si parla.

 

RIFERIMENTO 26/6/2008

MAGISTRATI /2

da Paola Altrui, Roma

Nullafacenti e strapagati, salvo rare eccezioni: per Brunetta i pubblici dipendenti, per Granata i giudici. Possibile che non si riesca a prescindere dalle generalizzazioni, valutando eventuali responsabilità caso per caso? (...) Attribuire valore universale alle proprie personali disavventure è fuorviante e, quasi sempre, ingiusto. Senza dimenticare che il tentativo di rimuovere alcune "mele marce" (giudici corrotti, non semplicemente sfaccendati) fu ostacolato, a suo tempo, dagli stessi che oggi straparlano di metastasi, e che da anni spediscono in Parlamento i propri avvocati per inzeppare di cavilli il codice di procedura penale.

 

LUGLIO 2008

 

  1. 3/7/2008

IL GRANDE BUCCHI


Grazie a Vittorio Grondona

 

RIFERIMENTO 4/7/2008

MARONI

grazie a Silvia Palombi

RIFERIMENTO 7/7/2008

IL DITO DI MARONI

da Rino Olivotti

Francamente non capisco tutto il sarcasmo dei blogghisti su questa faccenda. Guardatevi la carta di identità tuttora in corso e troverete ancora lo spazietto per l'impronta del dito che in Comune ti obbligavano a premere sul tampone da timbri e riportare sul documento. Non sono passati molti anni, non c'erano nè Maroni nè Bossi e tutto sembrava normale.Niente di nuovo insomma, basterebbe ricordarselo.

 

RIFERIMENTO 7/7/2008

CADUTA DI GUSTO

da Giorgio Goldoni

Trovo l'inserzione con la bambina che mostra il dito a Maroni una caduta di stile non degna di questo blog. Magari lasciamo i bambini fuori da questi problemi, oppure occupiamoci di come i Rom trattano i loro bambini (se è politicamente corretto parlarne): qui a Brescia un rom si è comprato una bambina di 12 anni dalla famiglia di origine e la ha messa in cinta. Che ve ne pare? E' multiculturalismo tutto ciò?

 

RIFERIMENTO 7/7/2008

IMPRONTE DIGITALI

da Gianni Guasto

Effettivamente, mi sono sempre chiesto a che cosa servisse quello spazietto sulla carta d'identità, visto che nessuno mi ha mai prelevato le impronte digitali. Comunque, la differenza non dovrebbe essere troppo difficile da capire: ciò che é accettabile se richiesto a tutti, non lo é se preteso da un'etnia (stirpe, popolo, razza, o quello che volete). Anche il divieto di sosta può essere razzista, se vale solo per i Sioux.

 

RIFERIMENTO 7/7/2008

IL DITO DI MARONI/2

da Claudio Urbani, Roma

Dove l'amico Olivotti abbia visto posts sarcastici sul dito, su questo blog, proprio non vedo. L'immagine è comparsa tu tantissimi blog con commenti piuttosto variegati e piccanti, ma qui, per ora, solo due e niente affatto sarcastici. E' vero sulla carta d'identità vi è ancora il famigerato spazio, sicuramente un retaggio dei tempi fascisti, perché che io mi ricordi, ho la carta d'identità dagli anni cinquanta, nessuno mi ha mai fatto apporre nulla. Poi, sinceramente, due cose sbagliate non ne fanno una giusta.

 

RIFERIMENTO 7/7/2008

O TUTTI O NESSUNO

da Carla Bergamo, S. Paulo

In Brasile, quando fai la carta d'identitá, ti prendono le impronte di tutte le dita. Per la patente, un dito solo e grazie all'avanzo della tecnologia, ora l'impronta è elettronica e non ti sporchi d'inchiostro. Ai bambini, quando nascono, prendono l'impronta del piedino. Insomma, a parte i più poveri e i più distanti dalla "civiltà", che spesso non hanno neanche il certificato di nascita, siamo tutti schedati. Potrebbero farlo anche in Italia, per evitare discriminazioni.

 

RIFERIMENTO 9/7/2008

IL DITO DI MARONI

da Rino Olivotti

so benissimo che di questa foto è stato fatto un uso esagerato e non solo quì. So anche che qualche funzionario comunale ,al tempo, lasciava correre.... ma non certo nei primi anni cinquanta, forse verso la fine... E se vogliamo puntualizzare c'era di peggio: sul passaporto, veniva puntigliosamente riferito che il titolare "non ha votato", il chè creava qualche problema ai Consolati. Ma ,caro Urbani, il problema non è la bambina, ma l'uso di "quel" dito che non mi pare segno di particolare buona educazione.

Ragazzi, avete mai sentito parlare della satira? Rino, hai mai sentiro parlare delle maiuscole, dei puntini, degli accapo prima e dopo le virgole, della mancanza di accenti su qui e che?(csf)

 

RIFERIMENTO 9/7/2008

LA SATIRA E LA GRAMMATICA

da Rino Olivotti

CSF ha ragione. La "senectute" non ti lascia la tranquillità: accenti, virgole, maiuscole, regole insomma, sono troppo lontane dal vissuto e la tastiera è il nemico del giorno. Ma la vecchiaia consente, malgrado tutto, la facoltà di distinguere fra satira e volgarità. Io chiedo scusa per la mia dubbia sintassi, ma la sottile ironia usata dal Capo nei miei confronti non mi convince. Se fossi in Lui me ne preoccuperei.

Caro Rino, il problema è l'autoironia. Io consento a tutti di prendermi per il culo e criticarmi. Questo mi dà il diritto di prendere in giro gli altri. E comunque non è un problema di sintassi ma di pigrizia (csf)

 

RIFERIMENTO 9/7/2008

LA SATIRA, LA GRAMMATICA E LA PIGRIZIA

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Claudio! Quanto mi fai studiare! Con la storia degli accenti mi son saliti i dubbi: ero convinto che si mettessero un po’ come il prezzemolo, qua e là, tanto per gradire. E andando su e giù nel web per tutto il dì mi son sorpreso: ohibò, quanti monosillabi denudati dell’accento!? Ma solo in apparenza però, perché i disgraziati hanno quello tonico, che non si vede. Quanto è complicato l’italiano.

 

  1. 10/7/2008

I CONTROPIAZZA

da Vittorio Grondona – Bologna

Contro la piazza si va in due modi: col manganello o con la serva informazione. Nel caso della manifestazione di ieri a Roma tutta l’informazione ha dato il meglio di sé in fatto di sottomissione ai padroni. Nessuna spiegazione dei motivi del grande dissenso popolare nei confronti dell’attuale malsana politica di privilegi. Ad una processione religiosa si va in piazza spargendo petali profumati lungo l’itinerario dell’icona venerata. Ad una protesta di piazza si va con la rabbia in corpo. Meravigliarsi delle parole forti della piazza è un segno di defunta democrazia.

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

A PIAZZA NAVONA. O IN UN ALTRA PIAZZA? 1

da Giovanni Sabelli Fioretti

Sono sempre un po’ noiosi questi resoconti dalle manifestazioni. Ma quella di ieri è stata diversa: perché è come se non ci fossi andato. Ci siamo sorbiti 5 ore di treno e abbiamo sbagliato piazza. A leggere i giornali di oggi e a guardare i tg, apprendo di insulti ignominiosi al Presidente della Repubblica e al Papa, di facce livide di Furi Colombi vari, di persone che ritrattano, di politici che da dietro il parterre prendono le distanze da x e da y (che tra l’altro proprio loro hanno invitato) perché sono stati volgari ed eccessivi. Siamo stati lì dalle 18.00 alle 21.30… ma mi sembra di aver sentito molto altro. Forse abbiamo sbagliato piazza e siamo capitati ad un raduno dell’Azione Cattolica?

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

A PIAZZA NAVONA. O IN UN ALTRA PIAZZA? 2

da Giovanni Sabelli Fioretti

Ieri si è molto parlato di recuperare un senso di legalità che ormai è un “di più”. Si è parlato del dovere del cittadino di partecipare alla vita politica del proprio paese e di avere il coraggio di dire “no”, se “no” dev’essere. Si è molto (molto!) parlato di quello che sta succedendo nel nostro paese a causa di Berlusconi. Oggi la mia sensazione è di vivere in un manicomio, con tanti infermieri che, quando dici “non sono d’accordo” cercano di convincerti che sei solo un pazzo. O una persona volgare.
Mi sembrava che fino al giorno prima della manifestazione la questione fosse: riusciranno 3 persone e un micro partito a radunare almeno 10.000 persone in una piazza contro questo Governo? La risposta è stata – dopo aver riempito piazza Navona con 100.000 persone: avete infangato la repubblica. Siete spazzatura. Volgari!

Caro figlio (staccare) mi pare proprio che oggi al regime della maggioranza si stia affiancando un regime dell'opposizione. Non mi è piaciuto il linguaggio leghista di Sabina Guzzanti ma non mi è piaciuta nemmeno la mediazione giornalistica. I quotidiani hanno raccontato un'altra piazza Navona dilatando a dismisura due frasi e dimenticando tutto il resto. Questo significa tradire la professione, ammesso che il giornalismo sia ancora una professione che possa essere tradita. (csf)

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

IL PRINCIPIO TRANSITIVO

da Paolo Cape’ – Milano

Il meccanismo è questo. Un politico (AdP) indice una manifestazione popolare per protestare contro provvedimenti a dir poco discutibili del Governo in carica. Alla manifestazione partecipano un noto tribuno della plebe (BG) e una nota attrice comico-satirica (SG). Questi ultimi, già che ci sono, esprimono dissenso, con modi poco rispettosi, contro il Presidente della Repubblica e il Papa. Ergo, la linea politica di AdP è per ciò stesso violenta e poco rispettosa delle istituzioni.

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

MADONNA! FACCIAMO QUALCOSA!

da Alessandro Ceratti

Il modo in cui è stata descritta la manifestazione No-Cav Day desta in me una preoccupazione fortissima. Non che prima fossi sereno ma adesso mi rendo conto che forse siamo davvero su uno spartiacque valicato il quale cose gravi inevitabilmente accadranno. Chiamo a raccolta tutti i bloggisti! RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE! Come sapete io mi trovo da anni in una rocca fortificatissima che è l'IDV. Ultimamente molte più persone hanno cercato rifugio al suo interno. E purtroppo, in questi giorni è cominciato il cannoneggiamento della rocca anche da un settore prima amico. Noi da quella parte non risponderemo al fuoco. Ragazzi, se non volete venire nella rocca, va bene. Ma allora vi dovete impegnare in pericolosissime azioni di guerriglia. Vogliamo vedere il vostro contributo! Hasta la victoria siempre!

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

GSF E CALÌ, FRANCAMENTE, NON SONO CONVINTO

da Pier Franco Schiavone

Guzzanti, non Grillo, ha rovinato tutto con battute di basso livello. Il papa sodomizzato nell’inferno sarà anche satira ma non la puoi rovesciare su tutti, specie su quelli che non hanno né pagato per ascoltarti, né comprerebbero i tuoi libri; dire che un ministro ha ciucciato il volatile al capo, è satira? Immaginate un comico di destra che dica in piazza: la Melandri è na zoccola! E Veltroni è ricchione! Voila, satira! E non parlatemi del contesto, di Ruzzante e di Rabeleis, per favore. Inoltre, a che titolo la Guzzanti parla sempre? Se vuol fare politica, io, forse nostalgico del ’77, pretendo di sentire un intervento politico, oppure invitate anche Albanese e Littizzetto. Forse la Guzzanti è assurta a responsabile unica della satira di piazza?

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

AI TRATTA DI MOBBING

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF e GSF, per me, la volgare satira contro le donne-Ministro è da considerarsi vero e proprio mobbing.

E allora? A prescindere dall'uso improprio della parola mobbing, c'è qualcuno che sostiene che sia giusto insultare le donne ministro? Non lo ha fatto né Csf né Gsf. Non fare confusione Isabella che ce ne è già tanta. (csf)

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

IO DIFENDO QUEL PALCO

Marco Travaglio all'Unità

Caro Direttore, quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa?
Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su You Tube e sui siti di vari giornali, ma non vi ho ritrovato ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali.
Nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. È stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio). Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanze e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo “impolitici”, possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono. Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti delle persone più vicine, come per esempio te e Furio? Io temo che viviamo tutti nel Truman Show inaugurato 15 anni fa da Al Tappone, che ci ha imposto paletti (anche mentali) sempre più assurdi e ci ha costretti, senza nemmeno rendercene conto, a rinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l’altro, a parte lo Zimbabwe, non c’è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo «Stupid White Man» (pubblicato in Italia da Mondadori...), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la «sala orale». In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film «Pulp Fiction» in «Peuple fiction», irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di «antibushismo», di «anticlintonismo», di «antichirachismo», di «insulti alla Casa Bianca» o di «vilipendio all’Eliseo». Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale. Quelli che son risuonati l’altroieri in piazza Navona non erano «insulti». Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che «a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto», compreso il via libera al lodo Alfano che crea una «banda dei quattro» con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l’avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l’altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla Regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi. Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’«aggravante razziale» e dunque incostituzionale, punendo ­ per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroni sostiene che io avrei «insultato» anche lui, e che «non è la prima volta». Lo invito a rivedersi il mio intervento: nessun insulto, un paio di citazioni appena; per il resto la cronistoria puntuale dell’ennesima resurrezione di Al Tappone dalle sue ceneri grazie a chi ­ come dice Furio Colombo ­ «confonde il dialogo con i suoi monologhi». Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non me ne sono accorto? Sono o non sono libero di pensare e di dire che preferivo Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s’è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c’è anche nelle dittature. È la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l’ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d’informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici. Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l’attuale premier, che poi l’ha promossa ministra. Enrico Fierro ha raccolto l’altro giorno, su l’Unità, i pissi-pissi-bao-bao con cui i giornali di ogni orientamento, da Repubblica al Corriere, dal “Riformatorio” financo al Giornale, han raccontato quelle presunte chiamate (con la “m”). Ci voleva un quotidiano argentino, il Clarin, per usare il termine che comunemente descrive queste cose in Italia: «pompini», naturalmente di Stato. Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urticante e spiazzante come dev’essere un’invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano «vergogna» non possono sapere che già nell’antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una «paràbasi», cioè con un’invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette). Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all’inferno. Posso garantire che, diversamente da me, lei all’inferno non crede. Quella era un’incursione artistica in un genere letterario inaugurato, se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale spedì anticipatamente all’inferno il pontefice di allora, Bonifacio VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino? Il fatto è che un vasto e variopinto fronte politico-giornalistico aveva preparato i commenti alla manifestazione ancor prima che iniziasse: demonizzatori, giustizialisti, estremisti, forcaioli, nemici delle istituzioni, e ovviamente alleati occulti del Cavaliere. Qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto. Lo sapevamo, e abbiamo deciso di non cedere al ricatto, parlando liberamente a chi era venuto per ascoltarci, non per usarci come pedine dei soliti giochetti. Poi, per fortuna, a ristabilire la verità sono arrivati i commenti schiumanti di Al Tappone e di tutto il centrodestra: tutti inferociti perché la manifestazione spazza via le tentazioni di un’opposizione più morbida o addirittura di un inciucio sul lodo Alfano (ancora martedì sera, a Primo Piano, due direttori della sinistra «che vince», Polito e Sansonetti, proclamavano in stereo: «Chi se ne frega del lodo Alfano»). La prova migliore del fatto che la manifestazione contro il Caimano e le sue leggi-canaglia è perfettamente riuscita.

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

OPPOSIZIONE RESPONSABILE, FINALMENTE

da Muin Masri

D’Alema consiglia il Cavaliere: “Fatti giudicare a testa alta”, e poi aggiunge: “Vergogna”. Sarà impazzito, mi son detto! No, si riferiva ai soliti quattro gatti di Piazza Navona… in fondo, il baffo di ferro, non ha tutti i torti; da più di un mese che mi sono collegato, ininterrottamente, in chiaro via satellite ai canali tv del senato e della camera, sperando in una scena hard, un gesto elettrizzante, niente. Il Travaglio&C. di nuovo hanno truffato i poveri cittadini, scostumati. Domani cambio canale.

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

LA SATIVA VOLGAVE E INOPPOVTUNA

da Giovanni Sabelli Fioretti

Caro papi, grazie che mi difendi come fa Paolo con la figlia Sabina. Tuttavia mi sento di dire che se i tuoi lettori e scrittori Isa Guarini e P.F. Schiavone han trovato "volgave e inoppovtuna" la satira di Sabina, e se tu l'hai trovata leghista, va benissimo così. Ognuno ha i suoi gusti. Ognuno ha la sua morale. Ma non trovi che bisognerebbe un po' smetterla di indicare agli altri cosa non avrebbero dovuto dire o fare, e smetterla di ritenere la propria morale un tempio sacro, violato e corrotto dalle impure gesta altrui? Perchè se dici a un cristiano: il Papa è stronzo, lo vedi immediatamente contorcersi offeso e inorridito? Sarà mica che pensa di essere il Papa?

Primo: darmi del Paolo Guzzanti è veramente troppo. Se tu avessi ancora dodici anni ti sospenderei la paghetta per due mesi. Secondo: non trovo leghista la satira di Sabina Guzzanti, al contrario. Ma l'uso, anche in una sola frase, di un linguaggio leghista l'ho trovato inopportuno. Detto questo non me ne può fregare di meno. Io non appartengo alla categoria degli scandalizzati per piazza Navona. In questi giorni sta succedendo qualcosa di veramente grave. Fra venti anni quando qualcuno ricorderà l'inefficienza della pseudosinistra veltroniana di fronte allo strapotere berlusconiano si alzerà qualcun'altro che gli dirà: "E' stata tutta colpa della volgarità della Guzzanti"?
PS. Si scrive "perché", non "perchè". Che ti ho mandato a scuola a fare?(csf)

 

RIFERIMENTO 10/7/2008

SATIRA

da Biagio Coppola

A me Grillo come comico piaceva pure ma come agit prop non è credibile, credo che le sue battaglie sull'energia pulita siano perlopiù dettate dai cromosomi genovesi. La Guzzanti poi la ritengo poco elegante non solo per i turpiloqui ma per i vacui sermoni anti berlusca che più che seguire un progetto, una linea politica, sembra ogliano ammaliare i frequentatori dei bar sport. Non sono eccessivamente anziano ma questi satiri moderni mi fanno rimpiangere Marcello Marchesi o Ennio Flaiano, tanto per citarne un paio seri.Che cosa resterà dei comici de noantri? del transito terrestre? Le parolacce! bah.

 

  1. 10/7/2008

DIVERSE CONVINZIONI

da Vittorio Grondona - Bologna

Come si fa a definire una battuta di basso livello? Io penso che l’amico Pier Franco Schiavone creda di avere questo privilegio intellettivo in esclusiva. E’ così sicuro di sé che evita di paragonare il suo pensiero ad altre convinzioni diverse dalle sue. Sabina Guzzanti, per esempio, vede le cose totalmente in altro modo, liberissima peraltro di figurare chicchessia dove desideri. E’ anche ovvio, invece che il Vaticano sia d’accordo con lui. Infine prendere atto che la destra, non avendo appigli a cui aggrapparsi in questa sua misera impresa legislativa, tesa esclusivamente a difendere l’indifendibile, si precipiti fintamente a proteggere a spada tratta il Papa ed il Capo dello Stato per confondere le menti, mi senbra un atteggiamento altrettanto ovvio, ma di cattivo gusto, visto che molti cortigiani opportunisti di quella coalizione stanno dimostrando con fatti concreti di fregarsene altamente dell’Italia e dei sacri principi ecclesiastici.

 

  1. 13/7/2008

ESPORTIAMO LA SICUREZZA

da Vittorio Grondona – Bologna

Dalle notizie di questi giorni pare che la Gran Bretagna sia messa molto male in fatto di criminalità. Noi invece… Sissignori, noi abbiamo le carte vincenti: il PDL. Visto che non riusciamo più ad esportare nulla all’infuori della spazzatura campana, non riusciamo più ad inventare nulla, le nostre promesse intellettuali lavorano fuori dall’Italia, per evitare lo sfascio della nostra economia dovremmo correre ai ripari sfruttando quel poco che abbiamo. Proviamo quindi ad esportare alla democrazia inglese il pacchetto sicurezza raffazzonato dalla nostra combricola di destra. E’ in tutti i sensi una sicurezza coi baffi, la nostra… Tutto sommato mi sembra una buona idea… O no!

 

  1. 16/7/2008

 

VABBE’… NON MI SONO SPIEGATO

da Vittorio Grondona – Bologna

Mi sembrava di avere scritto la stessa cosa che pensa Schiavone. Avevo infatti reclamato il diritto di ciascuno alle diverse convinzioni. Schiavone la pensa in un modo, S. Guzzanti in modo diverso, Curzio Maltese addirittura in un altro modo ancora. Io analizzo le tre opinioni e decido autonomamente il mio pensiero. Questa è la mia regola. Non sopporterei mai una linea imposta. Lungi da me quindi l’intenzione di imporre proprio la mia agli altri… Non sarebbe proprio nel mio stile. Nel caso specifico avevo creduto opportuno ricordare a Schiavone che definire una battuta satirica di basso livello è, secondo me, molto azzardato. La satira apre gli occhi schizzando fango, non acqua di colonia.

 

RIFERIMENTO 14/7/2008

VABBÉ, HO CAPITO

da Pier Franco Schiavone

Avevo risposto a Giovanni SF e a Grondona, ma forse per aver sforato, i miei post non sono stati pubblicati. Ci tenevo a rispondere al primo per dirgli che snob sarà lui, io non posso esserlo, sono figlio di operai, non sono cresciuto nella bambagia, mi sono pagato col lavoro (a volte di merda) studi e casa, e ho praticato, ahimé, l’estremismo politico molto prima di lui, continuo a ritenere la Guzzanti artisticamente mediocre, rivendico il diritto di dirlo e non capisco perché io avrei la erre moscia e il suo papi no. Quanto a Grondona, vorrei che mi lasciasse la libertà di avere convinzioni, così come le ha la Guzzanti, oppure io non posso? Ora, CSF, per molto tempo non invierò più mail, così pareggio lo sforamento.

 

  1. 16/7/2008

 

FELICEMENTE GONZI

da Vittorio Grondona - Bologna

Già nel 2002 questo blog si era occupato delle impronte digitali per tutti con una sdegnata opposizione, almeno da parte mia. Roba fascista che anche oggi, guarda caso, viene di nuovo alla luce come allora in un periodo di tentata rielaborazione neofascista al grido idiota di “gli onesti non hanno paura”. Perfino alcuni parlamentari (camerati) che sono stati (erroneamente) nominati nel centro sinistra propagandano questa pessima imposizione come utile per la sicurezza (sic). (…)

 

  1. 17/7/2008

 

IL PREZZO DEL PERDONO E’ TROPPO ALTO

da Vittorio Grondona - Bologna

Ho sempre considerato Sandro Curzi “un buono” naturale. Non mi sarei mai aspettato però che la bontà facesse di questi scherzi. Io pago regolarmente il canone RAI e per questo sul caso Saccà avrei bisogno davvero di spiegazioni, anche da quei buoni che profondamente capisco… Marco Staderini è dell’UDC, e, parafrasando Peppino De Filippo, ho detto tutto!... Cuffaro al Senato docet.

 

RIFERIMENTO 16/7/2008

RICORDATE QUESTI DUE NOMI

Sandro Curzi (Rifondazione) e Marco Staderini(Udc). Dovendo votare pro o contro il licenziamento di Saccà, capo del settore Fiction della Rai si sono astenuti, consentendo di fatto il salvataggio del suddetto. "Il dottor Saccà - aveva detto il direttore generale Claudio Cappon - non ha mai smentito in questi mesi i fatti che gli sono attribuiti (e anzi in un'intervista al Corriere della Sera dell'1.7.2008 ha affermato "Di che mi dovrei vergognare? Anzi in quelle intercettazioni, sì mi ci riconosco"), ma si è limitato in sostanza a sostenere che i suoi comportamenti erano leciti (Corriere della Sera dell'1.7.2008: "Lo fanno tutti, è un'azienda politica") e a mettere in discussione la legittimità delle intercettazioni. Ho già detto altre volte che, in questa vicenda, non si valuta una persona e la sua storia, ma una serie di comportamenti documentati, mai smentiti e anzi rivendicati secondo la logica del "così fan tutti"».
Hanno votato contro il licenziamento i quattro dell'area governativa, e questo diciamo che è normale. Ma si sono astenuti Curzi e Staderini. Ricordate questi due nomi. Prima o poi li incontrerete, in qualche dibattito, in qualche presentazione di libri. E avrete l'occasione di chiedere loro se quel giorno si sentivano depressi, avevano qualche turba, avevano scoperto di avere il conto in banca in rosso. Loro tergiverseranno. Ma voi dovrete incalzarli. Loro vi sono debitori di una risposta sensata, onesta, chiara. E voi dovrete inseguirli, torturarli, massacrarli di domande. Finché esausti saranno costretti a confessarvi l'inconfessabile. (csf)

 

 

RIFERIMENTO 17/7/2008

RIFONDAROLO A CHI?

da Biagio Coppola

Mi son sempre chiesto che ci facesse Curzi in Rifondazione, specialmente dopo un intervista del nostro CSF all’emulo di Bertinotti dove il consigliere Rai faceva sfoggio di ricchezza materiale senza un minimo di rispetto marxista. Certo che il subcomandante Faustos è di un'altra levatura!

 

  1. 17/7/2008

 

SANTI URSO / CLAUDIO SABELLI FIORETTI

da Vittorio Grondona – Bologna

Chi dei due per la fiction? Chi dei due per la politica? Sfugge nel particolare una semplicissima sfumatura: tra una fiction e l’altra dalle notizie trapelate pare che tra due potenti concorrenti commerciali si macchinasse addirittura un acquisto di senatori… Quisquilie: un divertentissimo banalissimo tentativo di colpo di stato… Vogliamo proprio meravigliarci dell’ovvio in un allegro paese delle banane?

 

RIFERIMENTO 8/7/2008

GLI INSACCATI

di Marco Travaglio per l'Unità

Ieri, a Roma, hanno arrestato un bel po’ di gente che aveva messo su un sistema per scampare ai processi: costava 5 mila euro a botta. Minimalisti, poveracci. Non sapevano che, per scampare ai processi,c’è un sistema più infallibile e conveniente: si chiama Lodo Alfano. Prima si fa una legge per bloccare 100 mila processi, una per proibire le intercettazioni, una per tagliare i fondi e gli stipendi ai magistrati. Poi si va in tv a dire che i giudici sono “metastasi”, comunisti, golpisti, pazzi, fannulloni, inetti, amici dei criminali. Poi si diffondono sondaggi che dimostrano che la fiducia nella magistratura è in calo (ma va?). Infine si manda avanti qualche sherpa (Angelino Jolie, Calderoli, Castelli) a offrire la pace. Prezzi modici: voi vi scordate i processi di Al Tappone, noi vi lasciamo intercettare e processare tutti gli altri. E, se fate i bravi, magari vi paghiamo pure lo stipendio. A Palermo questa roba si chiama estorsione, racket, pizzo. A Roma si chiama “dialogo”. E chi non ci sta, o addirittura va in piazza a protestare, è un estremista giustizialista che vuole “lo scontro”. Intanto si continua a usare la magistratura come alibi per non decidere quel che si potrebbe decidere subito, alla luce dei fatti, con la scusa che questo “non è penalmente rilevante” e per quest’altro “aspettiamo le sentenze”. Campa cavallo. Don Agostino Saccà si reinstalla a Raifiction sulla sedia gestatoria, tra baci, abbracci e standing ovation da destra e da sinistra (Curzi gli ha addirittura chiesto scusa), come il papa di ritorno dall’esilio di Avignone. E rilascia interviste auto-celebrative, l’ultima a Panorama: su 44 domande, nemmeno una sulla frase-chiave delle sue telefonate con Berlusconi che, sistemando una delle aspiranti attrici, anzi attrici aspiranti, gli dice: “Ti ringrazio molto, perché io veramente ci tengo... Io sai che poi ti ricambierò dall’altra parte, quando tu sarai un libero imprenditore, mi impegno a... darti un grande sostegno”. La domanda è semplice: “Scusi, dottor Saccà, ma quale azienda del mondo consente a un suo dirigente di trescare col padrone e con i manager dell’azienda concorrente per entrare in società con loro?”. I reati non c’entrano. Questa è intelligenza col nemico. Esattamente come quando nel 2002 l’allora dg Rai cancellò dal video Il Fatto di Biagi e Sciuscià di Santoro, leader degli ascolti, a tutto vantaggio della concorrenza. Il caso ha voluto che, nel giorno della Grande Rentrèe agostiniana, la Rai sospendesse per due giorni un dirigente bravo e onesto come Loris Mazzetti, reo di aver addirittura parlato male di Saccà e Minoli sull’Unità, con un provvedimento disciplinare (il sesto!) annunciatogli 24 ore dopo l’uscita dell’articolo. Nessun provvedimento invece per Minoli, anche lui beccato mentre trafficava al telefono con tutto l’arco costituzionale per ascendere, modesto com’è, alla direzione generale. E’ lo stesso Minoli che in 15 anni è riuscito a essere di sinistra, di destra, e di centro: partì craxiano (ai tempi di Mixer, posava servilmente col garofano all’occhiello per gli spot elettorali dell’amico Bettino), poi fu dalemiano, prodiano, veltroniano, ma al telefono riusciva pure a essere berlusconiano. Questa non è roba da tribunali. Basterebbe un’Autorità indipendente, se esistesse. Ma in quella delle Comunicazioni siede Giancarlo Innocenzi, già dirigente Fininvest e sottosegretario forzista alle Comunicazioni. Al telefono lo chiamavano “Inox”, per la sua inossidabile fedeltà al padrone. Il 2 agosto 2007 chiamava Saccà: “Sono reduce da un incontro col Grande Capo, abbiamo fatto un po’ di ragionamento di politica: si è deciso a dare una spallata a questi qua (il governo Prodi, ndr). Ha detto che c’è una persona sulla quale stai lavorando tu (il senatore Pietro Fuda, ndr). Dopodiché, siccome io sto lavorando con Tex (Willer Bordon, ndr), mi è venuta un’idea”: scritturare alla Rai la signora Bordon, attrice, per ammorbidire il marito senatore. Purtroppo “quel pirla di Fabrizio (Del Noce, ndr) l’ha stoppata”. Ma il Grande Capo ha chiamato il “pirla”, che ha subito cambiato postura: “Se è per quella signora lì, chi ti può aiutare è Agostino”. Il quale risponde: “Però speriamo che quel coglione di Del Noce non lo dica, perché sennò capiscono che c’è in gioco qualcosa di più grosso...”. Inutile dire che Inox, Agostino e il “coglione” sono tutti al loro posto. E il Grande Capo è presidente del Consiglio, momentaneamente distaccato al G8.

 

RIFERIMENTO 17/7/2008

INSACCHIAMOCI COSI'

da Santi Urso

Forse quei due (o anche uno solo dei due) si è chiesto: e chi mettiamo al suo posto? Lei non ha un'idea di quanti difetti avessero Nelson (anche un'amante!) e Kutuzov (si scaccolava in pubblico), ma hanno vinto a Trafalgar e sul Beresina. Lei ha un nome per la Fiction? Questo è il problema (vale anche in politica: Lei ha un nome, oltre D'Alema? parlo della sinistra, ovviamente).
Senza rancore cordialità onfalicissime.

Due nomi a caso: Santi Urso e Claudio Sabelli Fioretti (csf)

 

RIFERIMENTO 17/7/2008

SCENEGGIATI

da Gabriele Giustri, Firenze

Sarò forse troppo cattivo, ma l'unica cosa ottima prodotta dalla Rai, come fiction, negli ultimi anni, sono state le avventure del commissario Montalbano. Tutto il resto salvo qualche eccezione, tanta pena. Attori scadenti, recitazione imbarazzante, storie ridicole ecc. Quindi Saccà, per me, potrebbe benissimo andare dove dovrebbe andare! A prescindere dalle intercettazioni. Io candido Sabelli alla direzione delle fiction. Ci faccia vedere lei come si fa e mi raccomando, nel periodo della sua direzione, non risponda mai al telefono, anche se fosse l'idraulico! Ossequi.

 

RIFERIMENTO 17/7/2008

INSACCHIAMOCI DI PIÙ

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Devo ammettere che per comprendere bene i post del signor Santi Urso li leggo almeno 3 volte! Ad ogni modo, la fiction a Santi Urso e la sinistra a Caludio Sabelli Fioretti? È magnifico! ci mettiamo subito la firma.

 

RIFERIMENTO 17/7/2008

DALLA PADELLA ALLA BRACE

da Rocco Ciolfi, Arce

Calma Claudio, qui si scherza col napalm. Tu o Santi Urso alla fiction? Vuoi scherzare? Con tutti gli ombelichi scoperti che girano in quell’ambientaccio...

 

RIFERIMENTO 19/7/2008

FICTION MEDIATICA

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, a me sembra esagerato vedere il mondo solo dal punto di vista dei media e delle fiction. La faccenda delle attrici che si fanno raccomandare dai potenti per partecipare alle fiction televisive è una modalità d'impiego vecchia quanto il mondo e diffusa nel mondo stesso.. La cosa davvero disdicevole è che tali gentili signore vanno assumendo un ruolo determinante per le sorti della politica in Italia. E poi, chi ci crede che l'attrice tal dei tali sta fissa nei pensieri del Premier? Mi sembra una bella trovata pubblicitaria per attrici in declino.

 

RIFERIMENTO 19/7/2008

INSACCATI, NON IMBRANATI

da Santi Urso

Fin che si scherza, si scherza: ma stigmatizzo ch'Ella lasci passare strafalcioni di una qualche rilevanza, ai fini di serene valutazioni.
a) non solo Montalbano ma anche la biografia di Rino Gaetano, i telefilm con Beppe Fiorello, il maresciallo Rocca, i biopics papali, le storie marine e isolane (e sto citando a memoria) hanno fatto recentemente bene alle antenne Rai (che hanno spesso schienato Mediaset)
b) l'auspicio di fare il dirigente senza rispondere al telefono, ancorché scherzoso, meritava una reprimenda (eventualmente con il ricorso al pensiero di Bertolt Brecht).
ps. oh, io mi sono presentato in Rai, ma qui sono caduti dalle nuvole. A che piano è la mia poltrona?
Cordialità ombelicali

 

  1. 19/7/2008

 

L’ORO DI NAPOLI E’ SOTTO IL TAPPETO

da Vittorio Grondona – Bologna

Ieri, mentre le TV del Capo ci facevano vedere alcune vie del centro di Napoli ripulite (per l’occasione) si svolgevano in altre zone della città (invisibili) manifestazioni di protesta… Le cose sono due: o qualcuno s’è impipato la spazzatura di Napoli o la stessa si trova sotto qualche tappeto. Oggi sono buono e quindi non faccio allusioni al poco chiaro giro che personalmente penso si fosse creato attorno all’emergenza rifiuti campana per trarne spregevoli profitti elettorali. Evviva quindi al Cavaliere ed a tutti i suoi servitori leghisti mangiatori di eco-balle a comando.

 

RIFERIMENTO 19/7/2008

L'ORO DI NAPOLI

da Vincenzo Rocchino, Genova

Le dichiarazioni del Berlusca circa l'avvenuta completa rimozione dei rifiuti per strada, suona come una delle solite "eco balle"; i blogger napoletani, potrebbero dirci come stanno realmente le cose?

 

RIFERIMENTO 19/7/2008

LA SANA DITTATURA

da Rino Olivotti - Auronzo

Da troppo tempo nel blog esonda la ormai ineluttabile prossima dittatura. A Granato fa schifo quasi tutto. A Napoli si è pulita solo la zona d' azione dei cameraman del cav. La gente comune intervistata era stata preventivamente prezzolata . Sulla riva opposta 3monti non trova il tesoretto che serviva ad aumentare le pensioni minime. Don Camillo Schioppa aveva sistemato i conti e sempre Giulietto 3monti trova solo saldi negativi..... e allora ? Il rev. Prodi durava perchè faceva , diffatti nessuno ce la fa piu' a sbarcare il lunario.Se Granato decide di entrare in politica bene, altrimenti emigri e aspetti notizie da Radio Londra. E' già successo.

 

RIFERIMENTO 20/7/2008

L'ORO DI NAPOLI

da Antonio Giordano, Napoli

Ho monitorato la situazione del mio circondario. I comuni di Gragnano, Vico Equense, Lettere, Terzigno, Agerola, amministrazioni di destra, da più di 4 anni erano in crisi spazzatura e spesso essa veniva lasciata in strada, non perché non ci fosse chi la raccogliesse, ma perché, dicevano, non sapevano dove portarla. Altrettanto il comune di Torre Annunziata, amministrazione di sinistra, è stato in crisi spazzatura nell'ultimo anno. Invece i comuni di Sant'Antonio Abate, Pompei, Casola, Pimonte, Castellammare di Stabia, Angri, Meta di Sorrento, amministrazioni di centro sinistra, non hanno conosciuto giorno di crisi perché attuavano (e attuano) la differenziata nella raccolta. Anche il comune di Santa Maria, destra, attuava ed attua la differenziata senza avere giorno di crisi.
Ora tutti i comuni citati sono puliti, perché il governo ha imposto la riapertura delle discariche e la regione ha legiferato che le amministrazioni dei comuni che non riciclano saranno sciolte.

 

RIFERIMENTO 20/7/2008

NAPOLI E' TORNATA IN OCCIDENTE!

da Marco Marchisio - Netro

Lo ha affermato il nostro satrapo di Arcore. Peccato che l'Italia non lo sia più.

 

  1. 23/7/2008

 

PARLAMENTO INUTILE E COSTOSO

da Vittorio Grondona – Bologna

Il Cavaliere ce l’ha fatta. Governare senza Parlamento era la sua ambizione… PD opposizione per sordi. I suoi emendamenti non sono nemmeno ascoltati… UDC opposizione d’astinenza. Casini forse è in speranzosa attesa di essere richiamato fra le braccia del padrone… E’ la legge dei numeri che fa la dittatura! E’ la legge dei nomi che fa il dittatore!

 

  1. 25/7/2008

 

CRAPA PELATA…

da Vittorio Grondona – Bologna

La vittoria è invitata a porgere la chioma per subire il semplice taglio di capelli che una volta i padroni usavano praticare agli schiavi. In tutta questa scemenza politica mi viene però in mente sempre lui… Il Cavaliere… Precisamente in riferimento alla legge barbara detta “lodo Schifani/Alfano”, ahimè appena imposta e promulgata, nonché a quella ventilata per rendere addirittura immuni tutti gli “irresponsabili” del Parlamento. Io, che modestamente ritengo di avere il senso dell’umorismo, trovo infatti molto spiritoso assimilare l’Unto del Signore e tutta la sua servile compagine politica al fatto storico in cui Flavio Graziano Augusto, imperatore romano del quarto secolo, promulgò una legge secondo la quale ogni schiavo che accusasse il suo padrone di un crimine doveva essere immediatamente bruciato vivo. (...)

 

RIFERIMENTO 23/7/2008

SCHIAVI DI ROMA

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, mi sembra che l'inno di Mameli sia divenuto l'inno nazionale per legge solo da poco tempo. In realtà non è un bell'inno, sia per il testo che per la musica, per noi italiani che siamo famosi nel mondo per il bel canto. Comunque , qualsiasi sia il riferimento, secondo me dovrebbe scomparire la parola "schiavi" dall'inno nazionale. In democrazia non bisogna sentirsi schiavi di niente e nessuno. Per questo il testo dovrebbe essere aggiornato e reso più comprensibile. Poeti datevi da fare.

 

RIFERIMENTO 24/7/2008

ERRORI, PREMI NOBEL E INNI

da Pier Franco Schiavone

Lo Chirco scusa, nel raccontare la storiella dell’INPS, ho scritto Rocchino. Per quanto riguarda la Montalcini, faccio notare che ricevette un’indesiderata popolarità a causa delle invettive della CDL, mentre i fascisti di Storace la insultarono anche per il profilo giudaico. Infine, cara Isabella, a me, per esempio, l’inno, che in realtà si chiama molto semplicemente: Il Canto degli Italiani, sotto il profilo musicale (musica di Michele Novaro) piace, è allegro, impetuoso (piacque anche a Verdi), non è lugubre come altri, né pomposo coma la Marsigliese. Quanto alla locuzione Schiava di Roma, è riferita alla vittoria, che c’entra la democrazia, mica Mameli voleva rendere schiavo qualcuno.

 

RIFERIMENTO 24/7/2008

SCHIAVI DI ROMA/2

da Gianni Guasto, Bogliasco

Signora Guarini, ascolti: "dov'è la vittoria? Le (= a lei, all'Italia) porga la chioma (= la vittoria porga la chioma, cioè faccia il gesto d'inchinarsi, all'Italia), ché (= perché) schiava di Roma Iddio la (= lei, la vittoria) creò". Dio creò la vittoria per essere "schiava" (cioè indissolubilmente legata) a Roma. Pertanto Roma (quella storica, non quella di oggi) e la vittoria sono indissolubili. Sarebbe come dire che Dio creò la bellezza perché fosse schiava di CSF.
Si lo so, il testo é brutto e complicato, e la musica é una marcetta banale. Cambiamo pure l'Inno, ma finiamola con le interpretazioni a casaccio.

 

RIFERIMENTO 24/7/2008

ERRORI, PREMI NOBEL E INNI

da Pier Franco Schiavone

Lo Chirco scusa, nel raccontare la storiella dell’INPS, ho scritto Rocchino. Per quanto riguarda la Montalcini, faccio notare che ricevette un’indesiderata popolarità a causa delle invettive della CDL, mentre i fascisti di Storace la insultarono anche per il profilo giudaico. Infine, cara Isabella, a me, per esempio, l’inno, che in realtà si chiama molto semplicemente: Il Canto degli Italiani, sotto il profilo musicale (musica di Michele Novaro) piace, è allegro, impetuoso (piacque anche a Verdi), non è lugubre come altri, né pomposo coma la Marsigliese. Quanto alla locuzione Schiava di Roma, è riferita alla vittoria, che c’entra la democrazia, mica Mameli voleva rendere schiavo qualcuno.

 

RIFERIMENTO 25/7/2008

SCHIAVI DI ROMA /2 (bis)

da Isabella Guarini, Napoli

Per me l'inno nazionale non può essere più cambiato perché, nonostante la sua mediocrità artistica, è riuscito a radicarsi nella massa, soprattutto per le partite di calcio. Sostituirlo sarebbe come perdere l'identità nazionale, che invece dovrebbe essere rinsaldata. Basterebbero alcun ritocchi opportuni del testo e della musica, da rendersi più corale , appassionata e meno baldanzosa da truppa. Mentre scrivo sto ascoltando nessun dorma, all'alba vincerò. Bellissimo!

 

RIFERIMENTO 26/7/2008

L'INNO DI MAMELI NON ESISTE

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, apprendo con stupore dalla trasmissione un giorno da pecora Rai2, che l'Inno di Mameli, come inno nazionale italiano, è ancora una proposta di legge. Allora, che cantiamo, di che ci turbiamo se qualcuno vuole cambiarlo o modificarlo? C'è, dunque, la legittimità di fare proposte senza violare la legge, visto che non esiste. Quanto appaiono ridicole le frasi perentorie: "chieda scusa agli italiani". Ma perché se l'inno non esiste.

 

RIFERIMENTO 27/7/2008

CRISTINA D'AVENA

da Bruno Stucchi – Cuggiono

Cara Guarini, che l’inno di Mameli non si a l’inno nazionale ufficiale lo sapevamo fin dalle materne, senza l’aiuto di MammaRai- Ma va bene così, perché se si facesse un referendum sull’argomento (Inno Nazionale Legale Omologato ISO 9000), temo che vincerebbe Cristina D’Avena.

 

RIFERIMENTO 28/7/2008

INNO DI MAMELI

da Claudio Urbani, Roma

In un Inno Nazionale ci si identifica per sentimento, non per legge. L'Inno di Mameli è il mio Inno d'Italiano.E ne sono orgoglioso.

 

 

RIFERIMENTO 28/7/2008

INNO NAZIONALE

da Isabella Guarini, Napoli

Caro Stucchi, lei teme che se si facesse un referendum sull'inno nazionale, vincerebbe Cristina D'Avena. Non ne sarei tanto sicura dal momento che c'è ancora chi preferisce Bandiera Rossa, su tutto. Io voto Giacomo Puccini.

 

  1. 26/7/2008

 

QUAL E’ LA DESTRA, QUAL E’ LA SINISTRA?

da Vittorio Grondona – Bologna

A destra si fa politica di sinistra, a sinistra si fa politica di destra.
Casini fa ufficialmente politica per tutti e due, ma alla resa dei conti lavora solo per se stesso.
Perché ciò che fa lui è quello che vogliono gli italiani.
Così fa anche Di Pietro.
Strabismo politico e opportunismo centrista.
Nel frattempo standing ovation a Bertinotti commosso. Dieci minuti di applausi meritatissimi al congresso PRC.
Botte da orbi, non si risparmia proprio niente a nessuno in quel congresso di vero sapore democratico…

 

  1. 31/7/2008

 

PROMESSE DI PRODI MANTENUTE

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile signor Rino Olivotti, mi dà l’idea che lei tutto sommato sia un benestante… Me ne compiaccio, ovviamente. Solo così si spiegherebbe il fatto che lei abbia trascurato di informarsi sui destini della povera gente. Se infatti l’avesse fatto avrebbe saputo che i pensionati con “bassa pensione” (termine usato dalla comunicazione INPS) hanno ricevuto senza tanti sbandieramenti propagandistici l’una tantum per il 2007 e la quattordicesima 2008, quest’ultima distribuita in questo mese di luglio. Entrambi i compensi straordinari hanno praticamente raddoppiato l’assegno mensile complessivamente per due mesi, come peraltro aveva promesso e, quindi, mantenuto il governo Prodi. Auguri per l’eclatante elargizione del Cavaliere tramite la tessera annonaria! La differenza in peggio sarà notevole in tutti i sensi…

 

RIFERIMENTO 29/7/2008

COME TI "RIALZO L'ITALIA"

da Vincenzo Rocchino, Genova

Voleva fare una rivoluzione copernicana, tanto che ha avuto la sfacciataggine di blaterare "io faccio politica di sinistra" : difatti prima stende i precari, e poi fa sparire l'assegno sociale a chi non ha versato almeno dieci anni di contributi. Voleva rialzare l'Italia; invece l'ha messa al tappeto. C'è da sperare che ritorni il più presto possibile, alla politica di destra.

 

RIFERIMENTO 30/7/2008

ESSER PRESI PER IL C...

da Rino Olivotti

Rocchino dice che i precari che hanno votato il cav. - convinti dalle sue promesse -se lo sono presi nel sedere. Invece i pensionati che hanno votato Prodi e Schioppa, visto che i soldi promessi non c'erano e non ci sono, presumo dovranno subire lo stesso trattamento. Volete mettere la differenza?

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

ESSERE PRESI PER IL C.../2

da Claudio Urbani, Roma

L'amico Olivotti ha pienamente ragione. Ma un dubbio rimane: prende pei il c... chi ha detto che c'era o chi dice di non averlo trovato?

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

ESSERE PRESI PER IL C… /2  (bis)

da Vincenzo Rocchino, Genova

Olivotti può stare tranquillo, il cav. accontenterà tutti. Anche perché "i pensionati che hanno votato Prodi e Schioppa", alle ultime elezioni, il  voto, lo hanno dato a Berlusconi.  Perciò è giusto che siano serviti a puntino : la cosa è in atto. Basta guardarsi in giro (e in tasca).

 

 RIFERIMENTO 31/7/2008

I SOLDI DI PRODI

da Paolo Beretta

No, caro Olivotti, i soldi di Prodi c'erano eccome. C'erano prima, quando aumentava le pensioni (e mia madre, pensione al minimo, i suoi aumenti li ha avuti e ben più sostanziosi di quelli del governo prima) così come ci sono ora. Solo che, adesso, al Tesoro, ci sta Robin Hood alla rovescia.

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

DIAMO I NUMERI

da Armando Gasparini, Alto Veneto

Caro amico Urbani rileggere qualche volta aiuta a capire:o fai utili o non stai sul mercato, terzium non datur! Il 2 ottobre 1974 la FIAT pone in cassa integrazione 65.000(sessantacinquemila) operai. I 113.000 operai del '79 in quattro anni risultano dimezzati, con un raddoppio del fatturato, un aumento di produttività, il ritorno degli utili... l’11 settembre '80 annuncia il licenziamento di 14.400 lavoratori, successivamente trasformato in cassa integrazione a zero ore per 23.000, diventati poi 33.000. Dulcis in fundus, nell’86, ad aiutare la FIAT intervenne anche la "mano visibile" del Governo italiano, leggi Prodi, che regalò l’Alfa Romeo alla casa torinese, bloccando all’ultimo momento la firma dell’accordo di vendita alla Ford! ...ah, sai dirmi chi pagò per anni, la "cassa integrazione a zero ore" alle migliaia di lavoratori ???

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

I SOLDI DI PRODI

da Bruno Stucchi - Cuggiono.

I soldi di Prodi (?? che vuol dire?) ci saranno anche stati, forse. Allora, porca miseria, perche' gli elettori
non lo hanno voluto piu'?

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

L' AUMENTO DELLE MINIME

da Rino Olivotti

Lei Grondona è persona troppo per bene perchè io possa ritenerLa in malafede ma il gioco delle tre carte mi è comunque antipatico. Chiariamo: quando si parla di aumento della pensione significa, per esempio, portare mensilmente una minima da 500 a 600euro e pagarla per tredici mensilità. Se si fa un accredito "una tantum" si elargisce un obolo vergognoso che non ha niente a che fare con l'aumento del trattamento previdenziale. La quattordicesima, poi, è esattamente la stessa cosa poichè, concessa un anno, non è detto che venga pagata anche l'anno dopo, in quanto prima deve essere approvata con D.L. Ma entrambe le voci sono semplicemente elemosina fatta alla povera gente che oltretutto ringrazia il benefattore con il voto. E mi riferisco a tutti e due i portabandiera degli ultimi anni.

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

I SOLDI DI PRODI

da Paolo Beretta

No, caro Olivotti, i soldi di Prodi c'erano eccome. C'erano prima, quando aumentava le pensioni (e mia madre, pensione al minimo, i suoi aumenti li ha avuti e ben più sostanziosi di quelli del governo prima) così come ci sono ora. Solo che, adesso, al Tesoro, ci sta Robin Hood alla rovescia.

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

SOLDI DI PRODI/2

da Claudio Urbani, Roma

Perché gli elettori non hanno rivotato Prodi? E chi può dirlo, al suo posto si è presentato Veltroni...

 

  1. 31/7/2008

 

POLITICA BONSAI IN UN’ ESTATE DA BRIVIDO

da Vittorio Grondona – Bologna

I toponi di destra che gironzolano in Parlamento approfittano dell’assenza dei gatti operai in vacanza estiva per ballare sfrenate danze in chiave di decreti e di fiducia. L’appetito è enorme… L’euforia poi ubriaca il loro cervello fino al punto che non si fidano nemmeno della loro artificiosa incredibile superiorità numerica. Dei servi si sa, è sempre bene fidarsi solo fino ad un certo limite…

 

RIFERIMENTO 30/7/2008

UNA PROPOSTA

da Rino Olivotti


Ragazzi io ci provo: per tutto il mese di agosto ogni blogghista ci renda partecipe delle sue vacanze, marine, montane, italiote, orientali o dalle lontane Americhe ma per lo intero mese nessuno scriva di politica. Sicuramente ne usciranno cose molto più interessanti. Io mi impegno a mandare un mazzo di stelle alpine al miglior "pezzo" settimanale. Giuria composta da CSF e SFC.
Vedrete che alla fine sarete tutti più tranquilli.
Aspetto e spero.

 

RIFERIMENTO 31/7/2008

LA PROPOSTA

da Vincenzo Rocchino, Genova                                     

Agosto è il mese "passpartout" per leggine e decreti solitamente osceni, da far passare poco prima della chiusura delle camere, approfittando dell'aria vacanziera e distratta dell'opposizione. Ho sempre pensato che agosto è il mese che merita la maggiore attenzione da parte della stampa e nostra. Ritengo la proposta di Olivotti da respingere.

 

  1. 31/7/2008

 

FIAT – GRANDE FABBRICA NATA PER ARRICCHIRE I FURBI

da Vittorio Grondona - Bologna

Il signor Armando Gasparini si diverte a dare i numeri. Lui che è del Veneto… Zona industrialmente modesta che in passato era stata dichiarata depressa al fine di giustificare i continui aiuti elargiti in varie forme dai governi della Democrazia Cristiana, della quale era fonte certa di consensi elettorali. La Fiat è nostra. Siamo noi che l’abbiamo salvata in ogni circostanza difficile… La cassa integrazione la paghiamo noi… Poco importa, però… Purtroppo gli utili li hanno sempre incassati gli Agnelli ed i vari dirigenti che si sono succeduti in cattedra, amici dei politici. Gli operai non solo sudano in officina, ma sudano soprattutto quando l’officina li allontana dandoli in pasto all’umiliante solidarietà sociale con la scusa che il mercato non tira. (...)

 

RIFERIMENTO 1/8/2008

LESSICO E NUVOLE

da Armando Gasparini, Alto Veneto

Eh no signor Grondona! Dire che il "Veneto… Zona industrialmente modesta che in passato era stata dichiarata depressa al fine di giustificare i continui aiuti elargiti in varie forme dai governi della Democrazia Cristiana, della quale era fonte certa di consensi elettorali", offende il talento e la maestrìa che imprenditori capaci e operai laboriosi, hanno dimostrato in anni e anni di duro lavoro, per portare il Veneto ad essere una regione più ricche d'Italia! Piuttosto mi dica, che fine han fatto i soldi della millenaria "cassa del mezzogiorno", con risultati che sono sotto gli occhi di tutti...Napoli,docet! Solo se paragona gli aiuti/risultati dati al Veneto con altri parti del Paese, rende giustamente giustizia alla laboriosità della mia gente.

 

RIFERIMENTO 1/8/2008

L'ITALIA E LA FIAT

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, sul Politecnico di Elio Vittorini, del 29/sett/1945, è pubblicata un'inchiesta sulla Fiat e la storia di una fabbrica sempre molto sostenuta dall'intervento statale in ogni sua crisi. Non ha poi tutti i torti chi pensa che sia quasi un'industria statale, visti gli interventi pubblici a sostegno dell'occupazione, durante le varie fasi di modernizzazione dei cicli produttivi, continuativi nel tempo. Perciò, come riportano le cronache odierne, Lapo, litiga a Capri con un tassista, perché vuole riprendersi la sua "Marea". Che trovata pubblicitaria!

 

RIFERIMENTO 1/8/2008

DIRE, FARE, FORSE SOGNARE

da Armando Gasparini, Alto Veneto

La prima parte della risposta sulla FIAT del signor Grondona mi gratifica moralmente...(speravo leggere le stesse frasi dal caro amico Urbani, ma non si può aver tutto dalla vita). Non specifica però, chi erano gli amici né tantomeno i politici beneficiari degli utili. Certo si identificano facilmente(Prodi*, sempre lui, con una mano dà, con l'altra riceve immagino)...ah, per chiarire, il nano era ancora a far cabaret a bordo delle navi da crociera! (...)

 

RIFERIMENTO 1/8/2008

DIRE, FARE, FORSE SOGNARE/2

da Claudio Urbani, Roma

Rispondo volentieri all'amico Gasparini. Avendoli vissuti, quegli anni, potrei facilmente citare i nomi, ma più semplicemente la indico nella classe politica dominante a quei tempi: DC prima, PSI poi. Prodi forse in ultimo, non è così longevo, sarebbe troppo nonnetto. L'unica cosa che posso dire, non certo a difesa, che di ciò che beneficiavano, la stragrande maggioranza andava ai partiti che poi usavano in maniera clientelare. Di una cosa sono sicuro: non ricordo mai leggi fatte così sfacciatamente "ad personam", leggi per autoassolversi o per favorire proprie aziende in maniera così sfacciata.

 

AGOSTO 2008

 

  1. 1/8/2008

 

IL “BERSAGLIO” RISPONDE

da Vittorio Grondona – Bologna

Che fino a qualche decennio fa la bassa padovana e polesana, l’alto Garda, Rovigo ed altre zone venete fossero terre depresse e di agricoltura povera non è sicuramente un segreto. Ovviamente non era certo per colpa dei suoi abitanti, i quali a comprova della loro indubbia operosità e con gli aiuti dei governi DC, generosamente contraccambiati con voti, sono riusciti nel complesso a dare vita al ricco Nord Est. Le sbagliate politiche sociali, la camorra, la mafia ed altre cosche del genere hanno “fatto fuori” senza pietà i soldi della “millenaria cassa del mezzogiorno". Come del resto succede ancora oggi coi soldi destinati al Sud.

 

RIFERIMENTO 1/8/2008

SEMPRE PER IL "BERSAGLIO", TERMINO E MI SCUSO

da Armando Gasparini, Alto Veneto

./.Una domandina: ma non c'è una sua contraddizione sull'accettare/giustificare i 100.000(centomila) cassaintegrati fiat in più anni, pagati urbi et orbi, e l'ironia e, scusi, la spocchia sui 5.000 dell'Alitalia, magari appriffittando per spedire a casa anche qualche fannullone patentato? Chiedo? Non sarà perchè è cambiato il vento? *Ma questo Prodi non sarà quello che guidò per anni il governo del Paese, con gli amici di sinistra tutta ??? ...ah "bassa padovana e polesana, l’alto Garda, Rovigo" han sempre votato a sinistra!

 

  1. 2/8/2008

 

CHIUDIAMO LA POLEMICA…

da Vittorio Grondona – Bologna

Ho fatto una ricerca sul web e nel sito http://cronologia.leonardo.it/welcome.html ho trovato due risultati elettorali delle città di Padova e di Rovigo abbastanza significativi per un raffronto DC/PCI relativi alle politiche del 1946 e del 1953.
Padova 1946, abitanti 167.672, voti validi 83.728. Democrazia Cristiana voti 37.548 (44,8%). PCI voti 14.049 (16,8%).
Padova 1953, voti validi 103.780. DC voti 49.255 (47,5%). PCI 18.530 (17,8%). Tutta la sinistra voti 31.142 (30%).

Rovigo 1946, abitanti 45.862, voti validi 21.981. DC voti 6.861 (31,2%). PCI voti 5.733 (26,1%).
Rovigo 1953, voti validi 27.371. DC voti 11.125 (40,6%). PCI voti 6.076 (22,25). Tutta la sinistra voti 11.128 (40,6%).

 

RIFERIMENTO 4/8/2008

ONORE AL "BERSAGLIO"

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Caro signor Gondona, lei mi commuove. Sentire uno del nord che difende i meridionali, anche se di sinistra, fa venire i brividi. Anche qui c'é gente laboriosa che tira dritto. Altri purtroppo, pur laboriosi, sono ricattabili. Per debolezza, per cultura, per spirito di sudditanza. E anziché agitare i bastoni contro gli zingari o gli "extracomunitari" dovrebbero/dovremmo, una volta per tutte, recidere questa assurda e muta pusillanimità nei confronti di questi presunti uomini d'onore, che "fanno" la politica o che uccidono indisturbati in pieno centro un altro presunto uomo d'onore.

 

RIFERIMENTO 4/8/2008

DIZIONARIO

da Paolo Beretta

Gasparini, giusto così per sapere: la conosce la differenza tra il termine "cassintegrato" (FIAT) ed "esubero" (Alitalia) ? Sul De Mauro la trova, così magari evita certi scivoloni, la prossima volta.

 

RIFERIMENTO 4/8/2008

CHIUDIAMO LA POLEMICA...BIS

da Armando Gasparini, Alto Veneto

Pensavo si capisse che il mio "votavano a sinistra" in quelle zone: era messo in relazione alle votazioni bulgare pro DC del resto del Veneto!?!? Comunque dal sito del Ministero dell'Interno trovo:

Elezioni della Camera dei Deputati del 18 Aprile 1948
Provincia: ROVIGO
Elettori 208.256 Voti validi 194.902 DC 75.029 38,50% FR.DEMOCR.POPOLARE 94.061 48,26% UN.SOCIALISTA 18.641 9,56% "sinistra PCI+PSI 57,82%"

Elezioni della Camera dei Deputati del 7 Giugno 1953
Provincia: ROVIGO
Elettori 214.621 Voti validi 198.252
DC 73.826 37,24% PCI 57.538 29,02% PSI 36.418 18,37% "sinistra PCI+PSI 47,39%"

...e mi pare che ci siamo. Altre zone generiche "bassa padovana e polesana, l’alto Garda" difficile un confronto dimostrabile, per voto troppo frammentato...
e stavolta chiudo davvero. Sorry.

 

RIFERIMENTO 5/8/2008

DE BELLO ITALICO

da Rino Olivotti - Auronzo

Rocchino prevede che il mese di agosto sia il piu' adatto ai giochi di palazzo, Grondona, seppure infili Padova e Rovigo nell' Alto Veneto (come Gasparini !) vede già attuate le riforme fasciste, Granata chiama a raccolta gli sconsiderati che non vedono il pericolo dell' imminente catastrofe. Io, "che figlio della lupa" sono perfino riuscito ad esserlo dovrei aspettarmi da un momento all' altro il coprifuoco, l'oscuramento, la tessera annonaria, il reclutamento dei giovani e la consegna dell' oro alla Patria.
Ragazzi, datevi una calmata, è estate e fa caldo, ma poi passa...

 

  1. 4/8/2008

 

RIFORME FASCISTE

da Vittorio Grondona – Bologna

Polizia ed esercito per le strade per mandare a letto alle otto di sera i sospetti, …secondo il loro insindacabile giudizio ovviamente, ma soprattutto per evitare in sostanza l’uso della piazza. E dire che ci avevano provato già a Genova con il tristemente famoso G8 del 2001. Gramellini sulla stampa immagina il burbero Brunetta come un nuovo Gabibbo impiegato allo sportello lamentele. Il Cavaliere su Repubblica lamenta che la gente non spende e quindi le risoluzioni per lui sono solo due, aumentare le tasse o ridurre le spese. Non è passato nemmeno per un attimo nel suo cervello imprenditoriale che forse sarebbe meglio aumentare gli stipendi e le pensioni. Mariastella Gelmini ripropone la divisa per gli scolari. Di nuovo quindi balilla e piccole italiane. Saranno “più sexy” secondo la mente eccelsa di Guillermo Mariotto. I figli degli italiani non saranno più affidati alle responsabilità dei genitori… La Carfagna ha infatti pensato bene di istituire la figura del garante per l’infanzia. Datemi un pizzicotto… Mi sembra di vivere un bruttissimo sogno.

 

RIFERIMENTO 5/8/2008

RIMBOCCARSI LE MANICHE

da Pino Granata

Le soluzioni che si propongono per uscire dalla crisi economica sono poco coraggiose ed ipocrite. Il Prescritto vuole tagliare la spesa pubblica, qualcuno altro vuole aumentare le tasse e lo stimatissimo ed eccellente Grondona, questo detto senza sarcasmo, propone di aumentare salari e stipendi in modo di fare aumentare la domanda. Nessuno, mi pare, ha il coraggio di dire che invece per uscire dalla crisi dobbiamo lavorare e produrre di più. Oggi il lavoro ha un cattivo nome e tutti facciamo in modo di lavorare ed impegnarci di meno. Volendo comunque guadagnare di più, naturalmente. Purtroppo non è così che funziona e se non si aumentano gli investimenti produttivi raschieremo ancora di più il fondo del barile e non andremo da nessuna parte.

 

RIFERIMENTO 7/8/2008

LAVORARE DI PIU'

da Paolo Beretta

No, caro Granata, mi dispiace ma ha ragione in pieno Grondona. Qui non è il lavorare di più che serve, ma il lavorare meglio, con più equità negli stipendi, non come oggi che un impiegato/operaio prende uno stipendio fermo a dieci anni fa, mentre dai dirigenti in su si gonfiano come zecche. In Germania lavorano quanto noi (che abbiamo un costo del lavoro tra i più bassi d'Europa) ma prendono il doppio, eppure la Nazione non è in bancarotta, nonostante la merce al supermercato costi più o meno uguale all'Italia. Sarà che i loro industriali (e soprattutto i loro banchieri) sono meno cialtroni dei nostri ?

 

  1. 5/8/2008

 

LE MOSCHE AL NASO

da Vittorio Grondona - Bologna

Ho notato che le mosche al naso sono contagiose… Leggendo CSF quei fastidiosi insetti hanno cominciato a gironzolare festanti anche intorno al mio imponente naso.

 

RIFERIMENTO 5/8/2008

ANCORA DUE MOSCHE

La prima è sulla splendida difesa di quel gran "figaiolo" dell'ex presidente della regione della Val d'Aosta dalla tremenda accusa di essere gay. La seconda è sullo sfrenato attacco di sindaci cattolici contro i poveri che chiedono l'elemosina nel tempo libero.

 

  1.  7/8/2008

 

LUCCIOLE PER LANTERNE

da Vittorio Grondona - Bologna

Io mi sforzo cercando di esprimermi al meglio, ma evidentemente non riesco a farmi capire. Sarà forse la conseguenza negativa delle scuole serali… Non mi sono però mai sognato di collocare Padova e Rovigo nell’Alto Veneto e nemmeno di conteggiare il PCI con il PSI come ha fatto il signor Gasparini per avere una parvenza di abbondante sinistra da contrapporre alla DC veneta palesemente stravotata dai beneficiati del ricco Nord Est anche in pieno disgusto generale per la promulgazione della legge truffa del 1953. Voglio infine assicurare il signor Olivotto che gli rispondo sempre come è mia abitudine, ma invano… Nel frattempo lo prego di aiutarmi leggendo meglio i miei post. CSF è un filtro tremendo che non vorrei mai avere come capo… Come amico sì… Mi sfogherei in questo caso per dirgli con simpatia tutto il male che penso delle sue cestinate pazzesche.

 

  1. 10/8/2008

 

IN RAI SOLO UN GRACIDAR DI RANE

da Vittorio Grondona – Bologna

Un passaggio di “Forza Israele” di Marco Travaglio esprime compiutamente come dovrebbe essere un giornalismo professionale anche all’interno della Rai. Il giornalista che diirige il telegiornale, per esempio, ha il dovere professione di sbugiardare le notizie false del tipo “che, nelle altre democrazie, il premier è coperto da immunità”... Chi si informa anche da altre fonti sa infatti benissimo che tale notizia è assolutamente falsa. Pure Pinocchio saprebbe leggere con successo gli scritti di altri, ma in Rai per tale incombenza occorrono automi, definiti a torto giornalisti, pagati peraltro come se lo fossero per davvero, che ripetano a gra gra di rana le falsità dei politici.

 

RIFERIMENTO 5/8/2008

FORZA ISRAELE

di Marco Travaglio per l'Unità

L’altra sera, in quella parodia di telegiornale che si fa chiamare Tg1, il ridanciano Attilio Romita annunciava giulivo come quarta notizia del giorno che «prende sempre più piede la moda dell’aperitivo in spiaggia… e allora cin-cin in riva al mare!» In compenso, a una settimana di distanza, si attende ancora un servizio che metta a confronto Italia e Israele in relazione a una straordinaria coincidenza (entrambe le democrazie hanno il premier sott’accusa per corruzione) e a un’altrettanto straordinaria differenza: in Israele salta il premier sotto processo, in Italia saltano i processi al premier. Per legge. Ora, visto che i servi sparsi per giornali e tg hanno raccontato per un mese che il Lodo Alfano «esiste in tutte le democrazie del mondo», il giornalismo anglosassone di cui Johhny Raiotta è maestro (come si può notare dalla camicia bianca) imporrebbe una qualche rettifica. Tipo: «Gentili telespettatori, vi è stato raccontato che, nelle altre democrazie, il premier è coperto da immunità: bene, siamo lieti di informarvi che non è vero, l’immunità ce l’ha solo il nostro». Lo stesso potrebbero fare i giornali, come il Corriere, popolato di fans sfegatati di Israele nonché denunciatori indefessi della presunta «anomalia» costituita dai processi a Berlusconi. Invece niente, silenzio di tomba. E dire che, tra il caso Olmert e il caso Al Tappone, c’è un abisso. Il primo avrebbe mille ragioni in più del secondo per restare al suo posto. Olmert non è stato ancora formalmente incriminato, Al Tappone è imputato in seguito a due rinvii a giudizio e a una terza richiesta di rinvio a giudizio. Il reato contestato a Olmert è infinitamente meno grave di quelli contestati ad Al Tappone: nessuna corruzione di testimoni o di dirigenti televisivi, nessuna compravendita di senatori, nessuna frode fiscale, ma una modesta vicenda di finanziamenti elettorali non dichiarati (la miseria di 150 mila dollari ricevuti, dice l’accusa, dal magnate americano Morris Talsunky). L’indagine a suo carico è nata dopo la sua ascesa alla guida del governo, non prima. I fatti contestati riguardano la sua attività politica, non i suoi affari privati (Olmert non ne ha). Israele, poi, è un paese in guerra da quand’è nato e nei prossimi mesi potrebbe giungere finalmente alla pace con i palestinesi. Insomma, almeno per i canoni italioti, non sarebbe stato affatto scandaloso se Olmert si fosse presentato in tv per annunciare che sarebbe rimasto al suo posto per non lasciare senza guida il suo Paese in un momento così delicato. Invece il pensiero non l’ha neppure sfiorato Con un discorso pieno di dignità e di senso dello Stato, che andrebbe affisso su tutte le pareti del Parlamento e del governo italiano e studiato a memoria dai nostri sedicenti rappresentanti, il premier israeliano ha detto quanto segue: «Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato come gli altri. Dimostrerò che le accuse di corruzione sono infondate da cittadino qualunque. Errori ne ho commessi e me ne pento. Per la carica che occupo ero consapevole di poter finire al centro di attacchi feroci. Ma nel mio caso si è passata la misura». Parole nobili che, dunque, non sono piaciute al Foglio di Giuliano Ferrara. Ammiratore fanatico di Israele, stavolta il Platinette Barbuto commenta incredulo: «La stampa israeliana è terribile, quando ha un pezzo di carne tra i denti è difficile che lo molli. Neppure se si chiama Olmert. Maariv e Yedioth Ahronot hanno pubblicato le deposizioni del premier, parola per parola… Verbali devastanti per Olmert… Dalla procura spiegano che le prove acquisite vanno ben oltre la testimonianza di Talansky... Olmert dovrà testimoniare per la quarta volta». Capite la gravità della situazione? La stampa israeliana fa il suo dovere e pubblica i verbali senza che nessuno chieda una legge per silenziarla. La procura spiega le prove senza che nessuno chieda l’arresto o il trasferimento dei pm. Il premier viene convocato per quattro volte dai magistrati senza che nessuno strilli all’«uso politico della giustizia», anzi Olmert si presenta ogni volta dinanzi ai suoi accusatori anziché rispondere che ha di meglio da fare. Il capo dello Stato, anziché tuonare contro la «giustizia spettacolo» o salmodiare su presunti «scontri fra politica e magistratura», se ne sta zitto e buono. E, udite udite, sia le opposizioni sia i vertici del partito Kadima premevano da tempo perché Olmert si dimettesse. Roba da matti. In Israele gli oppositori si oppongono senza che nessuno si sogni di accusarli di giustizialismo, dipietrismo o antiolmertismo. Anche perché Israele non conosce fenomeni come Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino, Battista, Romano, Franco & Franchi, Polito El Drito e gli altri trombettieri del Lodo. Che infatti, alla notizia delle dimissioni di Olmert, si son subito messi in ferie.

 

RIFERIMENTO 7/8/2008

TRAVAGLIO HA RAGIONE MA...

da Pino Granata

Fa benissimo Travaglio a mettere in evidenza le anomalie della politica italiana. Fa anche benissimo a far rilevare come la maggior parte dei giornalisti e commentatori politici si è messa , come direbbe Casini, a pecora, ma Travaglio omette, anche lui, di mettere sul banco degli accusati il vero responsabile dell'attuale situazione e cioè il popolo italiano. E' questo che è il vero malato. E' questo che più il Prescritto malversa e più lo vota e lo apprezza. Ci piaccia o no, questa è la situazione.

 

RIFERIMENTO 7/8/2008

ITALIA – ISRAELE 0-1

da Paolo Cape’ – Milano

L’editoriale di Travaglio è ineccepibile. Infatti non è stato ripreso da nessun editorialista “importante”. Non avrebbero avuto un solo argomento di replica.

 

  1. 10/8/2008

 

COERENZA ITALIANA

da Vittorio Grondona – Bologna

In Italia abbiamo l’On. Gasparri e la Ministra Meloni che hanno invitato i nostri atleti a boicottare l’apertura dei giochi olimpici cinesi. Reclamano dalla Cina più tolleranza e diritti umani. Nulla da dire, perché solo così una Nazione può definisrsi veramente civile… Il controsenso sta nel fatto che proprio dalla parte di questi due autonominatisi rappresentanti del popolo è nata la tolleranza zero e la repressione senza pietà degli immigrati e degli zingari de praticamente di tutti gli “sfigati” dalla vita. L’On. Russa poi è di una comicità impressionante: lui non è andato a Pechino “perché sugli spalti non può esserci il Dalai Lama”. Va mo là… (...)

 

RIFERIMENTO 10/8/2008

COLOURS

da Piergiuliano "Piero" Pusceddu, Cagliari

Guardo un pezzo della cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Vedo sfilare le delegazioni di Nazioni che neanche sapevo esistessero, e sì che in geografia sono bravino. Bandiere mai viste; qualche gruppo sfila in costume, in genere Africani e Oceanici (si dice così?): gli atleti delle isole del Pacifico che non sono Australia e Nuova Zelanda. Qual'è il colore dominante? Il bianco. Dei sorrisi. Solo ogni 4 anni si vede il mondo che sorride in contemporanea.
È un mondo difficile, e triste.

 

  1. 12/8/2008

 

LE REGOLE DELLA VISIONE

da Vittorio Grondona – Bologna

Quando penso al diavolo lo immagino fra le fiamme dell’inferno intento a punzecchiare i dannati con le punte accuminate del suo forcone… Quando cerco di immaginare Dio lo vedo trionfatore nei luminosi spazi azzurri del cielo… Quando vedo o ascolto il Cavaliere mi viene subito in mente il naso crescente di Pinocchio… Voglio dire che ogni cosa o avvenimento si sposa con la scenografia appropriata secondo la fantasia di ciascuna mente. Io sono convinto che la Verità svelata dal tempo di Giambattista Tiepolo stonasse maledettamente alle spalle di Berlusconi. Il tempo avrà infatti un bel daffare per riuscire a svelare la verità dell’Unto del Signore nelle teste degli sprovveduti poveracci teleguidati che l’hanno votato ad occhi chiusi con la speranza idiota di svegliarsi un bel giorno improvvisamente arricchiti come è successo a lui.

 

RIFERIMENTO 5/8/2008

LA COPERTURA

da Mario Strada

Questa storia del seno coperto di un quadro del Tiepolo mi sta creando problemi piu' di altre cose. Questi signori, che probabilmene hanno in mente di nascondere ben altro, non trovano di meglio che prendersela con un quadro del 1700. Hanno il cervello cosi' piccolo e segnalano una sensibilita' culturale cosi' bassa, che sarebbero capaci di fare qualsiasi cosa: a quando il censimento delle minoranze etniche o l'esercito per le strade?

 

RIFERIMENTO 7/8/2008

QUEL COMUNISTA DEL TEMPO

da Gianni Guasto, Bogliasco

Chi si chiede perché Berlusconi abbia fatto coprire il seno de "La Verità svelata dal Tempo" del Tiepolo, sbaglierebbe se pensasse a un senile rigurgito di castità del vecchio puttaniere. A preoccupare il Premier non é il quadro, é il titolo. "E' mai possibile" -si dev'essere chiesto- che dopo tanti soldi spesi per comperare deputati e giudici, giornalisti e avvocati, ora viene il Tempo e svela la verità? Ciò vuol forse dire che con il tempo, tutte le verità verranno a galla? Ma siamo matti? Se il tempo scopre la verità io la ricopro. E qualcuno mi dia subito il dossier di quel comunista, che qualche punto debole ce lo avrà pure lui, no?

 

RIFERIMENTO 11/8/2008

LA VERITA' NUDA E IL RITORNO DI BRAGHETTONE

da Vincenzo Rocchino, Genova

Nel 500 Daniele da Volterra mise le braghe ai nudi della Cappella Sistina, guadagnandosi il nome di Braghettone. Oggi, nel terzo millennio, "Braghettone" è tornato nei panni del cavaliere, per coprire i seni della Verità, e senza ricorrere a leggi o decreti confezionati a misura; ormai quasi tutta la stampa non vede, o finge di non vedere, perché appecorata, come dice Casini. E lo dice uno che se ne intende: quella posizione l'ha mantenuta per ben cinque anni.

 

RIFERIMENTO 11/8/2008

LA VERITA' NELLA VERITA'

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, si discute delle pennellate per nascondere il capezzolo della Verita' disvelata dal Tempo, posta a sfondo della sala stampa di Palazzo Chigi, come fossero le braghe messe ai nudi dalla Controriforma. Per me si tratta di un cattivo allestimento della sala da parte di chi non conosce le regole della visione, della ripresa televisiva e cinematografica. Dirò di più, di chi non conosce le regole della prospettiva. O si tratta di un brutto scherzo alle spalle del Presidente del Consiglio.

 

  1. 14/8/2008

 

LA PRIMA GALLINA CHE CANTA….

da Vittorio Grondona – Bologna

Famiglia Cristiana si fa l’augurio: speriamo che non ritorni il fascismo e, scantanti come molle, si fanno avanti a passo lungo gli alfieri fascisti, politici e giornalisti, per blabarci contro. Pronti a farsi mangiare per difendere il loro re. Spero proprio che gli italiani di buon senso, prima o poi riescano a dare scacco matto a questa oligarchica politica da terzo mondo.

 

  1. 21/8/2008

 

LO SQUILIBRIO DEI FATTI

da Vittorio Grondona - Bologna

Rivolto la frittata. Solo una forte percentuale di squilibrati psichici, che, come fanno intendere gli amici del blog, sarebbero presenti in ogni settore della vita professionale, anche pubblica, può avere approvato a maggioranza la concessione di tre reti televisive nazionali ad un solo imprenditore.

 

RIFERIMENTO 5/8/2008

DISPARITA' LAVORATIVE

da Michele Lo Chirco, casa della madre

Quando lavoravo, maturavo 2,5 giorni di ferie al mese, più qualche ora di permesso. Se iniziavo a lavorare a metà maggio, e ad agosto volevo prendermi 2 settimane di ferie, ci rimettevo di tasca mia. Come mai invece i nostri rappresentanti possono già disporre di un mese abbondante di riposo istituzionale, e per giunta totalmente retribuito pur avendo iniziato a lavorare 3 mesi or sono? Sono già stanchi?

 

RIFERIMENTO 10/8/2008

DISPARITA' LAVORATIVE/2

da Armando Gasparini, Alto Veneto

Lo Chirco non mettere limiti alla provvidenza...
Ci sono circa 27 milioni di euro che a Rifondazione spetteranno nei prossimi tre anni, pur non essendo più in Parlamento, "ereditati" dei precedenti turni elettorali: nazionale, regionale ed europeo.
Scusate, sarò un bambinone, ma a me, la foto di quel tipo che tenta di piantare l'ombrellone aperto, in quel di Sabaudia...fà tanta tenerezza!

 

RIFERIMENTO 10/8/2008

DISPARITA' LAVORATIVE

da Bruno Stucchi - Cuggiono

C'e' una piccola differenza: il lavoratore dipendente e' assunto, e bene o male esiste per lui un contratto di lavoro.
Il parlamentare e' eletto e non esiste un contratto collettivo nazionale di lavoro per loro.
Comunque i parlamentari fanno meno ferie de magistrati (che hanno un contratto e alcuni sindacati).
Senza entrare nel merito e senza fare il difensore d'ufficio, solo per rimanere ai fatti. Che rimangono fatti anche se non ci piacciono.

 

RIFERIMENTO 11/8/2008

DISPARITA' LAVORATIVE/2

da Claudio Urbani, Roma

E' sorprendente come , quando non ci ferma a riflettere, sfuggono certe cose. Precari sono lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato, quindi un futuro incerto. Possiamo quindi mettere in queste categorie i giocatori professionisti e gli sportivi in generale? Gli attori e i vari presentatori pagati, profumatamente, a cachet? Certamente ora, come indicato gentilmente dall'amico Stucchi, anche, anzi, soprattutto i parlamentari...

 

RIFERIMENTO 11/8/2008

IMPUTATO STUCCHI, GIURI DI DIRE LA VERITA'...

da Michele Lo Chirco, http://leformicheelettriche.blogspot.com/

Ma Stucchi ha qualche problema con i giudici? Forse ha partecipato al concorso e non l'ha passato? La sua mi pare un'ossessione, quasi quanto quell'altro che si fa le leggi ad personam.

 

RIFERIMENTO 11/8/2008

IMPUTATO STUCCHI, GIURI DI DIRE LA VERITA'

da Bruno Stucchi - Cuggiono

Nessun problema con la giustizia, quindi, caro Lo Chirco, prima di darmi dell'imputato, informati.
Ho pero' conosciuto personalmente un paio di giudici a e anche un GIP, quasi parente. La loro poverta' intellettuale, la loro ignoranza abissale (al di fuori delle regole del mestiere: quanto basta per passare i quiz), la loro incapacita' di esprimersi in un italiano standard, senza troppe inflessioni dialettali meridionali, la dice lunga sulla giustizia, che loro amministrano come mandarinato assolutamente insindacabile.
Quanto poi alla voglia di lavorare... Abbiamo gia' detto.

 

RIFERIMENTO 12/8/2008

IMPUTATO STUCCHI, SI SIEDA

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Come fa ad avere un'opinione così certa dei giudici se ne ha conosciuti solo un paio? Allora lei è peggio dei magistrati che descrive… e poi cosa ha contro le inflessioni dialettali meridionali? Non mi pare che Borsellino o Falcone fossero degli asinelli mandarinati. E Di Pietro, nonostante tutto, senza pifferi magici e senza spargere danari "si fa seguire" e apprezzare. O forse mi sfugge qualcosa?

 

RIFERIMENTO 12/8/2008

42º PARALLELO

da Bruno Stucchi - Cuggiono

Punti sul vivo, vedo! Colpiti e affondati. Rispondete: conoscete voi qualche Illustre Magistrato
che sia nato al di sopra del 42º parallelo?
Si', la pronuncia dialettal-terronica mi infastidisce. Anche i congiuntivi in curva di Di Petro,
che dimostrano la sua "cultura" da Scuola Radio Elettra.

 

RIFERIMENTO 12/8/2008

D’URSO E I GIUDICI

da RINO OLIVOTTI - Auronzo

Caro D’Urso io non dubiterei della sua buona fede se Lei non mi tirasse in ballo Borsellino e Falcone. Bisogna entrarci fisicamente in una causa, passare attraverso gli studi legali, pesare amicizie ed antipatie, personali meschinerie, ed obblighi di consorteria, per cui “questa il dottor X non me la passa di certo io speravo che venisse affidata al giudice Y. Con lui ero sicuro di farcela.”
E’ il lancio della monetina, caro Lei, e la giustizia, pardon, la Giustizia, il diritto, pardon,il Diritto stanno tutti in un termine che proprio Le è sfuggito : DISCREZIONALITA’ (dell’Interprete). Se Lei sa di Diritto mi contesti. Poi io Le metto nero su bianco le malefatte di Giudici tanto per cominciare. Poi Le trascrivo le date fissate per gli Appelli. E alla fine vediamo se ha ragione Stucchi oppure Lei.

 

RIFERIMENTO 14/8/2008

GIUDICI E STATISTICHE

da Roberto Pellicciari – Reggio E.

Perfino per fare il cassiere in banca bisogna superare, ormai da anni, una serie di test psico-attitudinali. Per fare il giudice, no. Basta affrontare una serie di prove basate su una vasta conoscenza teorica ma non sono previsti altri test, neppure di logica, a quanto mi risulta. Tempo fa ho letto che oltre il 15% della popolazione adulta non gode di un perfetto equilibrio psichico (attenzione, parlo di equilibrio, non di forme patologiche). Dato che i magistrati italiani sono circa 10.000 e, per quanto dotati di autonomia, fanno parte dell’insieme dei comuni mortali, volendo trarne una rozza conclusione, si potrebbe affermare che con circa 1.500 di essi sarebbe augurabile non doversi imbattere. Dite che non c’è da preoccuparsi? Beh, insomma…

 

RIFERIMENTO 14/8/2008

I CONTI NON TORNANO

da Paola Altrui, Roma

Se è per questo, caro Pellicciari, i medici italiani sono 330.000: come evitare di incappare nei quasi 50.000 che, in base ai suoi calcoli, potrebbero denotare squilibri psichici? Per non parlare dei 250.000 appartenenti alle Forze dell'ordine... In ogni caso, quali test psico-attitudinali potrebbero impedire che ad una determinata categoria professionale accedano disonesti o scansafatiche? Per curiosità, comunque, provi a visitare un ufficio giudiziario qualsiasi e si informi sulla situazione degli organici, sui carichi di lavoro, sulle risorse disponibili per acquistare materiale di cancelleria o per pagare traduttori e stenografi: scoprirà che il più delle volte ritardi e disfunzioni dipendono da criticità note ma nondimeno tollerate, soprattutto dal Ministro di turno. Che, altrimenti, si batterebbe per ottenere maggiori stanziamenti e restituire efficienza alla macchina giudiziaria, invece di pretenderne il funzionamento a costo zero (di fatto, a spese dei magistrati).

 

RIFERIMENTO 16/8/2008

IL GIUDICE NON SI SCEGLIE
da Roberto Pellicciari

Tutti sanno bene in quali condizioni si trovi l’amministrazione della giustizia ma quello è un problema che nulla ha a che vedere con l’attitudine individuale a svolgere una professione come quella del magistrato. Il fatto che anche per altri mestieri delicati non vengano previsti filtri psico-attitudinali non toglie nulla al problema, semmai ne allarga la portata. Il giudice comunque, a ogni livello, gode di un’autonomia (non solo istituzionale, ma anche effettiva) che il medico generalmente non ha e inoltre, tranne che in casi di emergenza, il medico si può scegliere, il giudice no.

 

RIFERIMENTO 16/8/2008

42° PARALLELO /2

da Dan Galvano, Basilea

Caro Sig. Stucchi, a me dà fastidio l'accento veneto e l'uso spropositato del dialetto anche e soprattutto da parte dei professionisti. Eppure ci ho passato 5 anni della mia vita. E lo stesso posso dire dell'accento svizzero-tedesco. Che si fa? Ma non per questo le mie preferenze fonetiche vanno ad inficiare il mio giudizio sulla professionalità. Oppure lei è uno di quelli, come Bossi&co., che non vuole presidi, magistrati o chiunque venga dal sud con la scusa ridicola che tolgono lavoro a quelli del nord? Si chiama concorrenza. La sua sembra chiamarsi paura del confronto.

 

RIFERIMENTO 17/8/2008

GIUDICI

da Claudio Urbani, Roma

L'amico Olivotti e Stucchi hanno chiarito i problemi sulla giustizia: Discrezionalità il primo, 42° Parallelo il secondo. Se poi aggiungiamo il "fastidio della pronuncia dialettal-terronica" il quadro è completo e le cause e motivi anche: ora basta provvedere. Ora un consiglio a chi supera questo fatidico parallelo: oltre l'inno Nzionale e la Bandiera tricolore, osservare un referente silenzio, il nostro parlar dialettal-terronico potrebbe infastidire!

 

RIFERIMENTO 17/8/2008

DEMIURGO CHE NON SEI ALTRO

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Mi rendo conto che per mantenere vivo questo blog Claudio Sabelli Fioretti fatica non poco: come i contadini, quando deviano il corso dell'acqua per irrigare un campo piuttosto che un altro; come i vigili urbani col traffico, dirige, indirizza o blocca il passaggio non consentito; come il buttafuori seleziona, e come impresario di pompe funebri accompagna polemiche al campo santo; e forse vuole difenderci da noi stessi e dagli altri. Quindi, Olivotti & Stucchi, "nessuna" risposta ai vostri post sui giudici, per ora.

 

RIFERIMENTO 17/8/2008

DISCREZIONALITÀ PARALLELE

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Gentile Olivotti, io non voglio avere ragione. È il tono un po' da stadio, di qualcuno, che depaupera il confronto fra i blogghisti e che semplifica in modo misero questioni fondamentali come la giustizia, la politica, la religione ecc. Anch'io ho avuto una drammatica esperienza ospedaliera a causa di un "ortopedico" superficiale, e direi cialtrone. Ma non per questo giudico tutti gli ortopedici come macellai. E mi ha salvato l'incursione da altro ospedale di uno zio dottore: quindi conosco bene il concetto di discrezionalità. A Stucchi posso solo augurare buone vacanze.

 

RIFERIMENTO 17/8/2008

AI GIUDICI MANCA LA CARTA

da Rino Olivotti - Auronzo

Gentile Signora Altrui, forse mancheranno le attrezzature necessarie a qualche magistrato, e di sicuro in questo caso la colpa è del ministro di turno. Ma quando
la carta per firmare sentenze oscene, dove la superficialità (eufemismo) e la malafede sono evidenti la colpa non è del ministro. E visto che la sentenza emessa con giudizio monocratico è immediatamente esecutiva (282 c.p.c.) Lei mi spiega dove finiscono le carenze strutturali e dove comincia la responsabilità del Giudice?

 

RIFERIMENTO 17/8/2008

RIEPILOGO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

da Michele Lo Chirco, http://leformicheelettriche.blogspot.com

C'è un tale che ce l'ha a morte con i giudici dall'accento terrone poiché una causa la fanno durare anni perché così gli fa dire la testa essendo nati sotto un certo parallelo, poi c'è un altro tale che dice che l'opposizione è tutta santa e giusta perchè certe cose non le fa, ma un altro tale a sua volta gli fa notare che se siamo nella cacca è anche perchè l'opposizione votava nella stessa maniera della maggioranza e la maggioranza nella stessa maniera dell'opposizione, quando c'era al governo quello o quell'altro. Tutto chiaro?

 

RIFERIMENTO 19/8/2008

MAGARI FOSSE UN PROBLEMA DI CARTA!

da Paola Altrui, Roma

Caro Olivotti, non nego che qualche magistrato possa agire con superficialità o in malafede; ma la sentenza da costui emessa è pur sempre impugnabile (mentre, per dire, il danno causato da un chirurgo incompetente o senza scrupoli può risultare irrimediabile). Torniamo sempre al punto di partenza: l'introduzione di test psicoattitudinali è in grado di prevenire l'ingresso in magistratura di persone disoneste? Vorrei solo che rifuggissimo dalle generalizzazioni, e riconoscessimo che in alcuni casi le distorsioni dipendono dall'operato singolo magistrato (sul quale dovrebbe intervenire il capo del suo ufficio prima, e il CSM poi), ma in molti altri da una consolidata carenza organizzativa e strumentale; la quale, perpetuando le disfunzioni e dilatando all'eccesso i tempi della Giustizia, legittima il ricorso a misure "emergenziali" assolutamente pretestuose e inutili, se non dannose. La legge Cirielli ne è un perfetto esempio.

 

RIFERIMENTO 19/8/2008

GIUDICI E PROFESSORI

da Giulio Bulgarelli, Correggio

L'amico Pellicciari (ciao, ministro, fatti sentire) lamenta la mancanza di un qualche test che abiliti alla professione di magistrato, con conseguente possibilità di imbattere personaggi "singolari", diciamo così. Il giudice non si sceglie, dici bene. Ma nel meccanismo della giustizia non sono tanti i cittadini coinvolti, grazie a Dio. Che mi dici invece dell'istruzione, e dei relativi personaggi ugualmente per nulla abilitati all'insegnamento ? Disciplina, quella dell'insegnare, assai poco parente della conoscenza della materia. Ma già, quei due anni in più che hai, e non la provenienza dal contado che ci accomuna, ti hanno evitato la professoressa Spadoni, che ha fatto scempio dell'adolescenza mia e di tanti altri, gli venisse un canchero. Se sono così incarognito a distanza di tanti anni, un motivo ci sarà.

 

  1. 21/8/2008

 

SICUREZZA E FASCINO…

da Vittorio Grondona - Bologna

Massimo Gramellini oggi ci dà il buongiorno sulla Stampa parlando del “codice a vanvera”. In sostanza si tratta di quel listino prezzi subdolamente chiamato Codice della Strada che ogni anno nei mesi estivi il governo in carica aggiorna per rimediare facili quattrini con la pesca nel mare della circolazione stradale di qualche sfigato caduto nella rete. Strano modo di fare politica… Veramente!... Uscire di casa col terrore che un nonnulla ti possa cambiare la vita lavorativa o peggio ancora ti possa privare della libertà, certamente non ti rende tranquillo. Anzi ti mette l’ansia a scapito della sicurezza tua e degli altri. In caso malaugurato di incidente, poi, ti potrebbe venire perfino la tentazione di scappare. Il fatto triste di questa prepotente ricorrenza estiva è che alla fine non si ottiene alcun beneficio concreto sulla sicurezza nelle strade. Più avanti nello stesso giornale c’è l’esito di un sondaggio tra le donne… Ora sono sedotte dalla divisa. Che tempi!... O meglio, che forza, On. La Russa!...

 

  1. 23/8/2008

 

IL FASCINO DELLA TECNOLOGIA

da Vittorio Grondona - Bologna

In questi giorni mi sono levato il capriccioso desiderio di comprarmi un portatile. Mica uno qualsiasi. Uno di marca e con l’assistenza nella mia città. Ho infatti sempre creduto di essere un furbo, io… Invece manco per il cavolo… Il nuovo sistema operativo Vista non mi capisce proprio. Fa di testa sua e si rifiuta di riconoscere i miei vecchi programmi che hanno lavorato egregiamente coi sistemi precedenti. La “Bill Gates Foundation” dona ogni anno 800 milioni per la prevenzione di malattie infettive… Azione meritevolissima, non c’è dubbio, ma alla resa dei conti lui si prende il merito del gesto generoso ed i suoi clienti l’onere. Ogni due o tre anni infatti, per “stare al passo” con la tecnologia, gli informatici  sono praticamente costretti a cambiare i costosissimi software che Bill Gates ed i suoi altrettanto furbi colleghi tramutano ad arte nella forma e non nella pratica sostanza.

 

  1. 24/8/2008

 

SCOPI DIVINI E SCOPI MILITARI

da Vittorio Grondona - Bologna

Non capisco le perplessità della simpatica avvocato Lina Arena sull’operato di chi dirige “Famiglia Cristiana”. E’ risaputo da tutti che l’ultima cosa per la Chiesa sia il vile terreno danaro. Sottolineo Chiesa, per non confonderla ovviamente con il Vaticano… La convesione delle anime e l’amore per il prossimo sono gli unici scopi della sua esistenza. Gesù Cristo ha scelto la stalla per nascere, non un luogo di lusso tipo billionaire di quei tempi. Il popolo credente ha bisogno delle chiese in cui pregare ed dei preti officianti? Ebbene, se li paghi, come del resto mi pare che sia giusto e logico. Fra i rischi che potrebbero impedire un sereno prosiego nella missione divina della Chiesa spicca fra tutti il pericolo di una dittatura. Mi pare pertanto giustificato il timore di Famiglia Cristiana quando ipotizza che l’andazzo politico attuale potrebbe davvero riportare alle nostre porte la nefanda dittatura fascista.

 

RIFERIMENTO 23/8/2008

DOMANDE A FAMIGLIA CRISTIANA

dall’avv. Lina Arena

Perché il reverendo che dirige Famiglia Cristiana non va a rovistare nelle tasche del Papa? Perchè il reverendo teme il futuro e non il presente? Perché il reverendo trascura di specchiarsi nei marmi e nei decori delle sue mille chiese? Teme forse di  non riconoscere più il proprio volto?

 

  1. 27/8/2008

 

SICUREZZA VISTA DA DESTRA

da Vittorio Grondona – Bologna

Tre sono le strategie principali della destra per restituire la percezione della sicurezza ai cittadini. 1) Stranieri e gente di periferia statevene chiusi in casa. Non si esce all’aperto in zone isolate. 2) Donne indossate il burqa. Non si esce di casa in tenuta che potrebbe sollecitare i desideri bestiali maschili. 3) Contestatori evitate le piazze se volete evitare la galera. Chi volesse proprio discutere di politica vada a Cortina. Con poche migliaia di euro al giorno in quel posto incantevole, nei salotti e negli alberghi bene, noti ritrovi economici dei politici, chiunque può dire la sua in modo civile e sicuro godendosi nel contempo un’invidiabile vacanza… E’ possibile anche ubriacarsi, perché lì gli spostamenti si fanno in taxi o accompagnati da sobri autisti.

 

  1. 27/8/2008

 

SICUREZZA E FASCINO /3

da Vittorio Grondona – Bologna

No gentile signora Silvia Zanotti, lei ha bene interpretato il mio post. Lei è legittimamente convinta che con la repressione “a caso”,  fatta quindi col bastone cieco, si possano risolvere i problemi della circolazione stradale. Io su questo non sono per niente d’accordo. Il persistere sistematico delle crudeli statistiche negative, che del resto anche lei ricorda con tanta apprensione, non hanno confermato nel tempo la ragionevolezza di tale concetto che inutilmente viene ogni anno reso più aspro. Io vorrei, come lei, la massima tranquillità sulle strade. Al contrrario di lei, però, sono convinto che il rispetto del codice possa essere ottenuto con più efficacia attraverso oculati e razionali controlli effettuati dal vivo da persone seriamente addestrate a compierli. (...)

 

RIFERIMENTO 25/8/2008

SICUREZZA E FASCINO /2

da Silvia Zanotti, Modena
 
Gentile Grondona, in che senso "uscire di casa col terrore che un nonnulla ti possa cambiare la vita ecc..."? Con questo intende che infrangere il codice della strada sia un nonnulla? Eccedere i limiti, non rispettare i passaggi pedonali, passare col rosso... I circa 6500 morti all'anno  sulle strade italiane, per non parlare dei feriti gravi, tutti conseguenze di vari nonnulla. Io invece vorrei un autovelox ogni 10 metri e zero morti sulle strade. Pensi a coloro i quali la "distrazione" di un altro ha davvero cambiato, o tolto, la vita. Se invece ho capito male le chiedo scusa, visto che non ho letto l'articolo di Gramellini potrei aver maleinterpretato il suo post.

 

  1. 29/8/2008

 

E LA CHIAMANO CORDATA…

da Vittorio Grondona - Bologna

Ma signor Corrado Vigo, mi meraviglio della sua meraviglia. Colanninno, si prenderà la nuova Compagnia Aerea Italiana con i prestiti sulla parola delle banche. Così infatti faranno i sedici “lancillotti” imprenditori che si sono seduti alla tavola rotonda, imbandita a cura e spese della collettività. Non solo, ma per iniziare il combattimento economico, tutti i nuovi paladini avanzano anche delle pretese. Addirittura settemila esuberi e l’azzeramento del debito in una bad company!...  Ma ci pensa?... Adesso agli italiani compete il saldo del debito Alitalia, fra qualche anno gli stessi italiani dovranno riscattare il debito della CAI. Così è la prassi del capitalismo cartolarizzato. In fondo in fondo, però, c’entra un pochino anche la fede… Quel mistero cioè che ha spinto molti italiani a votare per questa infiocchettata maggioranza.

 

RIFERIMENTO 29/8/2008

FANTOZZI COMMISSARIO

da Pier Franco Schiavone

Leggo ora sul Sole 24 Ore che Fantozzi sarà commissario Alitalia. È uno scandalo! Che ne sa un ragioniere del settore dei voli? Non era già in pensione? Ma perché non si occupa della moglie Pina e della nipotina Uga? E poi, dopo la morte di Filini, chi sarà il suo consigliere, Fracchia?

 

RIFERIMENTO 29/8/2008

ALITALIA

da Claudio Urbani, Roma

Considerando una vera "comica" il cosidetto salvataggio Alitalia  - leggasi Malpensa - da parte di un gruppo  di amici e magari con qualche prestanome, e che i debiti siano poi scaricati sui contribuenti italiani, mai nome fu così azzeccato come commissario: Fantozzi.

 

Ellekappa Alitalia da pgiuliano13.

 

RIFERIMENTO 29/8/2008

CAI

da Silvia Palombi

Per me il CAI è e rimarrà sempre il Club Alpino Italiano, persone che amano, conoscono e rispettano la montagna, gente che cammina, lenta e regolare, dai piedi dei monti fino alla cima, faticando, ragionando, riflettendo, crescendo anche. E adesso chi glielo dice ai geni che hanno battezzato così la Compagnia Aerea Italiana?

 

RIFERIMENTO 31/8/2008

CAI MARINO

da isabella Guarini, Napoli

Cara Silvia, non vorrei deluderti, ma si dà il caso che sono andata a fare la solita passeggiata pomeridiana in Via Caracciolo, salendo fino al Castel dell'Ovo, da dove, lasciatemelo dire, si può godere di uno dei più bei tramonti del mondo. Proprio qui su una porticina medioevale, ho scorto una targa che ha attirato al mia attenzione: Club Alpino Italiano, Sede di Napoli. Mi sono ricordata del tuo post e mi chiedo che cosa ci faccia il CAI in un castello in mezzo al mare.

 

RIFERIMENTO 31/8/2008

CAI, VOCE DEL VERBO CAIR

da Carla Bergamo, Friuli

Ai ai ai... come potrà una persona di lingua portoghese prendere un aereo con la scritta "CAI"? Letteralmente "CADE"...
C'è di che consumarsi le palle, a forza di scongiuri. La tragedia di un governo ridicolo continua.
Gente, sono in Italia da oltre un mese e non vedo l'ora di tornare nel Secondo Mondo (Lula, mi manchi!).

 

RIFERIMENTO 1/9/2008

ALITALIA? AFFARE ILLECITO. SOLUZIONE? QUERELA PER FRODE CONTRO TUTTO IL PARLAMENTO

dall’avv. Lina Arena

E' chiaro il significato della proposta di acquisto di un'azione Alitalia: il cittadino beffato da tutto un Parlamento pensa che l'unica soluzione sia quella di far parte della "democrazia elitaria" ed uscir fuori dalla democrazia del popolaccio. A questo punto, poichè pare che con i soldi di una grossa Banca un pugno di industriali italiani, ossia predatori dei soldi pubblici, si vuole accaparrare l'attivo dell'Alitalia  rifilando il passivo anche a quelle Poste che una recente finanziaria voleva sgravare dai dipendenti colpiti da ingiusto licenziamento, l'unica soluzione pare possa essere  una " class action" di carattere penale da intentare contro tutto il Parlamento: frode a danno di tutti i cittadini italiani che non siedono in Parlamento e che non fanno parte del gruppone dei "bravi". Adesso BASTA!

 

RIFERIMENTO 3/9/2008

CAI MARINO / 2

da Silvia Palombi

Castel dell’Ovo è leggermente sopraelevato rispetto al mare e il CAI ha pensato bene di esserci. Non ci dimentichiamo che Rizzo e Stella ci hanno rivelato che esistono comunità montane di qualche centimetro slm, ben più basse rispetto a quel meraviglioso bastione napoletano (Isabella che nostalgia! quando ero ricca dormivo al Vesuvio...).

 

RIFERIMENTO 3/9/2008

AH L’ ITALIA…

da Biagio Coppola, golfo di Napoli

Non mi stupisce più di tanto essere d’accordo, per la prima volta, con l’avvocata Arena e, conoscendo gli attori della vicenda Alitalia, vorrei sottolineare, e ricordare ai più, che tra costoro c’è un certo Colaninno additato qualche anno fa, all’epoca della rapina della Telecom, come un nuovo capitano di ventura gradito alla sinistra ( farei un giretto in Lussemburgo…). Mi chiedo perché permettiamo queste operazioni banditesche e cosa bisogna fare per impedire il continuo turlupinare della brava gente!

 

RIFERIMENTO 3/9/2008

ALITALIA DIVENTA CAI : COMPAGNIA AFFARI ILLECITI

da Vincenzo Rocchino, Genova,  Antica Repubblica Marinara

Mi ero proposto di lasciar perdere ma il post dell'avvocata (e ché, è ridiventata comunista?) centra il problema esattamente come io l'ho colto di primo acchito. Mi pare che la signora Arena sia stata sufficientemente esplicita e chiara per aggiungere altro. Piuttosto trovo che in qualcuno (Gasparini) la faziosità è tanta da renderlo rende orbo e sordo (si riveda la serie infinita di cazzate dei suoi modelli: i nomi? Faccia lei, non ha che l'imbarazzo della scelta). 

 

RIFERIMENTO 3/9/2008

 QUERELA PER FRODE CONTRO IL PARLAMENTO?

da Paolo Cape’ – Milano

Vorrei dall’Avv. Lina Arena un po’ di rigore giuridico, pur ammettendo che si sta ragionando per paradossi.. Fino ad oggi sulla vicenda Alitalia c’è un Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri e non ancora esaminato dai due rami del Parlamento. Il destinatario della ipotizzata “querela di gruppo” potrà quindi essere solo l’amato Presidente del Consiglio e non invece il Parlamento. 

 

RIFERIMENTO 4/9/2008

A PROPOSITO DI ALITALIA

da Pier Franco Schiavone

D’accordo con la signora Arena che, però, deve ammettere che l’intervento da parte di una cordata di imprenditori Italiani, è stato uno dei cavalli di battaglia di Berlusconi per vincere le elezioni; la differenza tra gli elettori di sinistra e gli elettori di destra come la Arena è che questi ultimi non rimproverano mai ai loro leader gli errori e le furbate. In ogni caso questa pagliacciata non durerà a lungo e prima o poi la nuova creatura dovrà fondersi necessariamente con una delle tre grandi compagnie Europee e allora quello che non è stato fatto all’inizio dell’anno, sarà fatto tra uno o due anni.

 

  1. 31/8/2008

 

PADRONI IN CASA D’ALTRI

da Vittorio Grondona - Bologna

Personalmente l’assenza del calcio come è attualmente strutturato in TV ed in radio, non mi tocca per niente. Anzi sarebbe addirittura una magnifica occasione la sua totale eliminazione per riuscire finalmente a scegliere la navigazione in acque nuove a fine settimana e non solo. Ciò premesso ritengo che sia una vergogna inqualificabile obbligare la televisione pubblica a pagare concessionari statali per trasmettere in chiaro gli avvenimenti sportivi di interesse nazionale, calcio compreso. E’ come pretendere il pagamento per mandare in onda la celebrazione della messa alla domenica o per comunicare qualsiasi ammonimento proveniente dal Vaticano. Qui finisco, ma incavolato come sono, avrei tante altre cose da dire in proposito.

 

  1. 31/8/2008

 

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile Avvocato Lina Arena, probabilmente lei ha ragione, ma è talmente incavolata con la sinistra che non ha colto, questa volta, l’ironia velata del mio post. Non a caso ho fatto il distinguo Chiesa e Vaticano. E’ ovvio che i soldi sono essenziali anche per la Chiesa, ma non sono il suo scopo. Sono lo strumento che le consente di esercitare la sua missione… I fedeli lo sanno e contribuiscono, infatti. Il Vaticano, nel corso dei secoli ha invertito le cose: esercita la missione della Chiesa per fare danaro.

 

RIFERIMENTO 29/8/2008

SOMMESSA RISPOSTA A VITTORIO GRONDONA IN TEMA DI CHIESA E VILE DANARO

dall’avv. Lina Arena

Scrive Vittorio Grondona nel post a me indirizzato “E’ risaputo da tutti che  l’ultima cosa per la Chiesa sia il vile terreno danaro.” Non concordo e contesto. Son convinta che per la Chiesa, quella ufficiale e allogata in Vaticano, il danaro sia un potente motore di sviluppo della fede e del potere politico. Famiglia Cristiana non può ignorare che i meccanismi messi in moto dal danaro sono destinati anche a promuovere “ la conversione delle anime” per cui colpire  i fondi del Vaticano o bucarne le tasche  può costituire uno strumento di livellamento nella formazione delle coscienze. Ho detto troppo o troppo poco?

 

SETTEMBRE 2008

 

  1. 1/9/2008

 

MEGLIO UN GIORNO DA LEONI…

da Vittorio Grondona - Bologna

Poco tempo fa mi è capitato di leggere on line che con l’uso del navigatore satellitare gli autisti inglesi hanno causato circa 300.000 incidenti stradali e che circa un milione e mezzo di loro si sono trovati a dover invertire il senso di marcia in circostanze pericolose. Almeno cinque milioni sono stati gli inglesi che hanno imboccato strade contromano per dare ascolto alla vocina magica. Che facciamo, togliamo la patente anche a chi usa il navigatore satellitare? Niente al di fuori di un maggior impiego della buona coscienza di ciascuno di noi potrebbe limitare con efficacia le tragedie stradali. (...)

 

RIFERIMENTO 29/8/2008

SICUREZZA E FASCINO /4

da Silvia Zanotti, Modena
 
Chiedo scusa ai blogghisti se continuo su questo argomento e ringrazio Grondona per la spiegazione. Aggiungo solo che conosco bene la situazione inglese per averci vissuto ed avendo marito inglese: là avevano un sacco di morti, non solo per la velocità ma anche per l'alcool, e con il pugno di ferro hanno davvero risolto il problema, e continuano a migliorare. Là gli autovelox e le telecamere sono ovunque ed è improbabile sfuggire alla multa. Certo, c'è anche un sacco di polizia in giro, anziché imboscata negli uffici, ma una volta che si è fotografati mentre si eccedono i limiti ci si becca la multa e si perdono i punti ( che sono 10 e non 20, da loro), non ci sono proteste sulla privacy o altre storie che tengano. E così pure se si ha bevuto o altro. Ma loro sono inglesi e noi italiani. Loro risolvono i problemi e noi no. E questo mi secca tantissimo!

 

RIFERIMENTO 1/9/2008

SICUREZZA E FASCINO /5

da Armando Gasparini, ancora per poco a Malga del Gabana, Trentino basso
 
Vittorio Grondona si fermi un attimo e rifretta... Sono un esercito gli automobilisti ubriachi o drogati che guidano, soprattutto di notte, con grave rischio per se stessi e per gli altri. Ormai non ci sono dubbi. Lo dice il Dipartimento di medicina preventiva dell’Asl 20 di Verona che in un anno ha sottoposto a test oltre 1.000 conducenti: quasi uno su due (per la precisione il 47,5%) è risultato positivo all’alcol o alle sostanze stupefacenti...e non mi dite "sono solo al nord", al Sud di controlli non ne fanno... casco obbligatorio docet!

 

RIFERIMENTO 1/9/2008

LE "NON" DIMISSIONI DELL'ASSESSORE DEL PD

da Armando Gasparini, ancora per poco a Malga del Gabana, Trentino basso
 
(ANSA) - VICENZA, 31 AGO - L'assessore "alla cultura e alle politiche giovanili" del PD, al Comune di Vicenza, Matteo Quero ha rifiutato di sottoporsi all'alcol-test e non si e' fermato subito all'alt dei CC. Patente ritirata, denuncia e sequestro della macchina. Ammettendo, dopo, 'di aver fatto una sciocchezza' e di aver bevuto 'un paio di bicchieri di vino durante una cena'. Scusabile, direbbe il buon Rocchino... si sa, quelli che razzolano male son di là !!!

 

  1. 1/9/2008

 

CURIOSITA’ RECONDITE

da Vittorio Grondona – Bologna

Sui rifiuti di Napoli se n’era parlato in ogni termine possibile ed impossibile. Porta a Porta ed altre trasmissioni simili ci hanno fatto perdere un sacco di tempo. La camorra c’entrava quasi sempre, perfino nelle proteste. Poi è arrivato lo sniffatore magico che con un’aspirata fenomenale ha riportato tutto alla normalità o al silenzio mediatico. La camorra allora è stata sconfitta? Qualcuno ha forse pagato un pizzo?... Fremo dalla curiosità di saperne di più… Gentile signora Isabella Guarini, ci informi lei visto che Riotta e company non ne sanno più niente. La Rai non riesce nemmeno a correggere le sparate dell’On. Cicchitto che al TG 2 parla di 9000 esuberi in Alitalia previsti nell’accordo prodiano fallito… O del gongolante On. Lupi che afferma che col decreto appena approvato sulla scuola si è voluto guardare al futuro. Già, proprio al futuro dei fasti miseri e pidocchiosi del primo dopoguerra!

 

  1. 3/9/2008

 

SICUREZZA E FASCINO /6

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile signor Armando Gasparini la ringrazio molto della sua pacca sulle spalle per farmi riflettere. Gesto veramente apprezzabile e degno di riconoscenza. Io però sono testardo e difficilmente mi faccio convincere dalle mielose o pessime statistiche di chi in sostanza mi vuole fregare per convertirmi con ogni mezzo alle sue idee. Una legge che ci fa passare per ubriachi e drogati è una cattiva legge, da qualunque parte la si esamini. Al Sud si fanno i controlli come al Nord… Cioè solo quando conviene ai controllori ed alle istituzioni che rappresentano. Inventiamo un motore che si metta in moto solo se il nostro fiato è pulito… In questo caso “forse” sarà possibile togliere dalle strade gli ubriachi ed i drogati. Infine un modestissimo concetto: le persone cresciute bene non sono state educate col bastone…

 

RIFERIMENTO 3/9/2008

SONO BUDDHISTA...

di Silvia Zanotti - Modena
 
Per cui lascio perdere la discussione sugli incidenti stradali col signor Grondona perchè pare che non troviamo un punto d'accordo. Visto che su altri argomenti concordo con lei preferisco lasciare perdere questo. Facciamo solo in modo di guidare con cautela perchè causare un incidente è molto peggio di una multa, soprattutto se qualcuno si fa male. A presto.

 

RIFERIMENTO 4/9/2008

SICUREZZA E FASCINO /7

da Armando Gasparini, ancora per poco a Malga del Gabana, Trentino basso
 
Grondona, con tutto il bene che Le voglio, mi consenta, sic, non è "Una legge che ci fa passare per ubriachi e drogati..." sono i numeri che lo dicono: ci sono quasi il 50% di ubriaconi o drogati al volante, ai controlli!  Concordo che prevenire è meglio che punire, ma bisogna pur impedire a questi deficienti di far danni a se stessi o, peggio ancora, vittime innocenti. Ma Lei pensa veramente che "un motore che si metta in moto solo se il nostro fiato è pulito"...non venga poi messo in moto all'italiana, dall'amico sobrio?!?!

 

  1. 3/9/2008

 

SINDACI SCERIFFO ALLA SBARRA

da Vittorio Grondona - Bologna

Ieri al festival dell’Unità (sic) di Bologna era previsto un dibattito fra il nostro sindaco Sergio Cofferati ed il sindaco di Verona Flavio Tosi. Un confronto per verificare chi dei due fosse più sceriffo dell’altro. Un temporale pomeridiano faceva sì che Cofferati se n’era stato a casa sua, mentre Tosi, ormai a Bologna, improvvisava un comizio leghista applaudito dai suoi seguaci invitati e non solo, sotto gli sguardi e le orecchie degli increduli volontari frequentatori (ancora) delle feste dell’Unità. Davvero incredibile: Prima il rosso, adesso il verde… L’anno prossimo invitino pure Casini, così si completerà la bandiera col bianco dell’UDC.

 

  1. 3/9/2008

 

LA PORTA

da Vittorio Grondona – Bologna

Ritorni d’autunno.

 

 

  1. 4/9/2008

 

ATTENZIONE AL CAI-NANO…

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ una nuova varietà di uccello di origine italiana che vola basso e mangia di tutto!...

 

  1. 22/9/2008

 

VACANZE

da Vittorio Grondona – Bologna

Come ogni anno trascorro le ferie in un posto incantevole del sud dell’Italia. Tanto per dire si tratta di una località dove perfino l’automobilista è trattato come un essere umano. Non ci sono trappole elettroniche e la velocità stradale è egregiamente regolata dalla libera circolazione sulle strade di pacifiche mucche al pascolo. Si possono vedere e sentire trasmissioni televisive o radiofoniche di tutto il mondo all’infuori di quelle italiane, alla faccia del digitale terrestre spinto con tanta disinteressata energia dall’On. Gasparri.

 

  1. 22/9/2008

 

ALITALIA: RICATTO DI STATO

da Vittorio Grondona - Bologna

Una grande compagnia gestita dallo Stato se ne va in malora solo per incapacità politica e per altri motivi, squisitamente elettorali e clientelari ivi compresa la cretinata del’aeroporto di Malpensa, e poi noi tutti, il signor Armando Gasparini per primo, abbiamo la pretesa che il personale dipendente, gettato senza complimenti letteralmente nella spazzatura da tutti i media allineati col “Capo”, non si lamenti per una prospettata riduzione del 30% dello stipendio e della ancora non bene precisata consistenze riduzione delle maestranze in cambio addirittura di un aumento della produzione. Solo i veri poveri di spirito potrebbero accettare con entusiasmo un ricatto di questo genere, prospettato per l’Alitalia da una cordata di amici, imprenditori dilettanti che non vogliono assolutamente rischiare, arcinoti fra l’altro per precedenti “affari” non certamente eclatanti concordati con lo Stato italiano. Infine la cassa integrazione è un atto di grande civiltà sociale e tutti nella nefasta circostanza di privazione del bene primario del lavoro ne dovrebbero beneficiare… Sempre.

 

RIFERIMENTO 21/9/2008

ALITALIA: MA PERCHE' ESULTANO ?

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Rifletto sulle immagini dei dipendenti Alitalia che esultano per il fallimento della trattativa con la compagnia Cai. Più guardo le immagini e più mi chiedo quanto siano, scusi il termine, idioti/furbi. Festeggiano consapevoli che ora se ne andranno tutti quanti in cassa integrazione pagata da noi tutti, magari con un lavoretto in nero ? Altrimenti, è come tagliarsi il biribao per far dispetto alla moglie !

 

RIFERIMENTO 22/9/2008

CHI ESULTAVA?

da Davide Guido, Roma

Sul Corsera del 21 settembre, una assistente di volo dichiarava di aver gioito alla notizia della rinuncia di CAI perché lei ora con circa 90 ore mensili arriva a 2.500 € al mese, mentre con il nuovo assetto aziendale... 90 ore mensili…… ma davvero si può lavorare solo 90 ore al mese? Va bene essere sempre fuori, va bene il rischio, va bene tutto ma 90 ore... Se non fallisce provo a mandare un mio CV.

 

RIFERIMENTO 23/9/2008

ALITALIA: RICATTO DI STATO

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Grondona, a bocce ferme: Le do ragione sulla gestione immonda dei vecchi debiti Alitalia. Ma gli "esultanti" nella CAI, senza debiti, avevano tutto da guadagnare. Con la riduzione del 30% di stipendio, ancora guadagnano più del doppio di un pilota Ryanair...e con bonus che altri se li sognano. (90 ore, riposo di due notti ecc.) Son finiti i tempi delle vacche grasse, Brunetta docet!

 

  1. 23/9/2008

 

EFFETTO BRUNETTA

da Vittorio Grondona - Bologna

Scrivere a mano è davvero bello e divertente. Poi è anche sciccoso… Purtroppo al giorno d’oggi sul lavoro rende poco al padrone… Una gran perdita di tempo, quindi. Un dipendente potrebbe passare addirittura per fannullone. In pensione, invece una bella stilografica farebbe proprio la differenza. Sono però convinto che un normale lavoratore che abbia rovinato la sua vita seduto davanti al PC sotto gli occhi attenti e severi del Brunetta di turno, in pensione troverebbe sicuramente qualcosa di meglio da fare che scrivere addirittura con la penna.

Ps. Nella foto il ministro Brunetta e Giorgio Lauro durante la trasmissione "Mezzanotte di Radio2". Vi chiederete, Claudio dov'è? Seguite lo sguardo di Brunetta. Claudio è lì, èfuori del campo della webcam. (csf)

 

RIFERIMENTO 23/9/2008

EFFETTO OTTICO

da Mariarosaria Di Domenico
 
Da seduti  Giorgio Lauro e Renato  sembrano  alti o bassi uguali; potere delle web.

 

  1. 23/9/2008

 

ANDATE A FIRMARE…

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ il grido dei quattro gatti che hanno inscenato una manifestazione pro contratto capestro Alitalia tenuta opportunamente in uno stretto corridoio stradale tanto per sembrare numerosi ai teleguidati rai. Quasi tutti rigorosamente mascherati con neri occhiali da sole. Tenuta classica quest’ultima dei cittadini che esultano di piacere quando vengono intervistati da alcuni pseudo giornalisti sui provvedimenti stile gestapo imposti dai sindaci sceriffo. Scene simili a quelle del West organizzate ad arte per linciare qualcuno scomodo a qualcun altro.

 

  1. 25/9/2008

 

IN BOCCA AL LUPO ALLA SIGNORA GRANBASSI

da Vittorio Grondona - Bologna

Per me i giornalisti si sono montati la testa. Da quando in qua bisogna essere giornalista per fare qualche domanda in TV? Misteri della televisione spazzatura? la schermitrice Granbassi ad Annozero farà la sua brava figura, come del resto ha fatto Beatrice Borromeo. Io sono da sempre un telespettatore, ma mai mi sono sognato di iscrivermi ad un’associazione di ascoltatori… Mi pare così idiota… L’On. Gasparri, peraltro, dice di essere giornalista, eppure lo sto ascoltando in questo momento a Primo Piano e non riesco ad assimilare una parola di quello che sta dicendo. Sarà probabilmente perché il suo borbottio preconfezionato invita naturalmente alla distrazione.

 

RIFERIMENTO 24/9/2008

PARLIAMONE

GLI ASCOLTATORI DI TELEVISIONE. Esistono degli enti inutili più inutili di quelli che si autonominano "associazioni di telespettatori" di qualche matrice? Per esempio, l'Aiart, associazione del telespettatori di matrice cattolica. Sorvolo sul fatto che un acronimo dovrebbe significare qualcosa. Dov'è la "c" di cattolica? Dov'è la "s" di spettatori? Vado sul sito e scopro che Aiart vuol dire associazione, associazione italiana ascoltatori di radio e televisione. Ascoltatori di televisione? Vabbé idee chiare no. In compenso poche e anche limitate. Santoro vuole la schermitrice Granbassi ad Annozero. Pronti! Interviene l'Aiart che si chiede: 1) che c'entra la campionessa di fioretto con il giornalismo? 2) quanto costa l'operazione? 3) perché non si scrittura uno dei tanti precari che affollano la Rai? 4) perché il ruolo di inviato non viene ricoperto da un giornalista professionista? 5) perché Santoro mescola intrattenimento e giornalismo visto che la Granbassi avrà il ruolo di velina?Mi verrebbe da dire: se l'Aiart pensa che la Granbassi sia una velina, perché la vogliono giornalista professionista? E se invece pensano che faccia del giornalismo perché accusano Santoro di fare intrattenimento? E perché i giornali pubblicano le idee al vento dell'Aiart? (CSF)

 

RIFERIMENTO 25/9/2008

GRANBASSI

da Isabella Guarini, Napoli
 
Caro CSF, parliamone pure. Ma il problema non è la Granbassi esperta di fioretto, ma Santoro moschettiere di cappa e spada.

 

RIFERIMENTO 26/9/2008

CARABINIERA

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Sarò controcorrente, capisco l'odiens...ma a me sembra inopportuno che un maresciallo carabiniere faccia la velina !
A quando due carabinieri ballare sulla scrivania di Striscia ?

 

RIFERIMENTO 26/9/2008

LOOK DELLA GRANBASSI

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, non condivido il pensiero di Francesco Cossiga, che trova indecorosa la presenza di un maresciallo dei Carabinieri in una trasmissione televisiva. Ho apprezzato la Granbassi per il suo abito scuro senza scollatura. In ciò consiste la diversità di chi si sente appartenete a una istituzione in qualunque situazioni si trovi. Non credo proprio che una donna carabiniere possa presentarsi con le tette e l'ombelico al vento di fronte al grande pubblico televisivo. Le veline invece lo fanno ed è questa la sostanziale differenza: essere o non essere veline, come essere o non essere fedele, nei secoli.

 

W L'AIART

da Marco Sostegni

Però che una campionessa di scherma sappia poco di giornalismo... beh... qui ha ragione l'Aiart o come si chiama!
Poi che ogni conduttore televisivo scelga chi vuole è normale.
E la Borromeo l'anno scorso a Anno Zero che mi guardava dalla tv come se tutti i problemi dell'Italia fossero... colpa mia!
Mah. W l'Aiart. SI fa per dire...

 

  1. 26/9/2008

 

SONO MORALMENTE PERPLESSO

da Vittorio Grondona - Bologna

Io a scuola non potevo scrivere canzonette ed imparavo lentamente il latino a suon di due assicurati per errori banali come quando sbagliavo un neutro… Durante la pausa leggevo Topolino ed il Vittorioso, unici giornalini ammessi. Poi un bel giorno su Topolino apparve una figura femminile in minigonna, oggetto di atroce scandalo per le distorte mentalità d’epoca che avevano il compito di controllare la disciplina e la moralità dei ragazzi. Da allora fu vietato anche Topolino. Nonostante l’esuberanza della nostra giovane età, l’andazzo ci era molto chiaro e quindi non c’era bisogno di minacce nel corso dell’anno. I genitori o parenti poi, con grande generosità, incoraggiavano anche il pugno di ferro e la sberla di rito... Infine la morale era in sostanza questa: siccome nessuno è perfetto, come sottolinea CSF, i somari venivano a galla da soli dopo l’esame finale.

 

RIFERIMENTO 25/9/2008

PARLIAMONE

LIBERTA' MORALE. “Se continui a non studiare io ti boccio”. Quante volte ho sentito questa frase? Ricordo benissimo che era un leitmotiv anche se è passato molto tempo da quando frequentavo le aule scolastiche. A me non lo dicevano, non avevano il coraggio e non ne avevano il motivo. Io ero bravissimo a scuola, ero un genietto. Scrivevo canzoni in latino, musicavo a cha cha cha Tirteo e Callino, odiavo solo la filosofia e la storia ma non tanto da non prendere almeno sette. Insomma ero un secchione. Ma molti altri no. E i professori qualche volta li avvertivano che se continuavano a prendere due finivano bocciati. Non era una bella scena. Anche io avrei preferito professori più avvolgenti, professori che usassero il fascino della loro materia piuttosto che la minaccia della catastrofe per convincere gli studenti a studiare. Ma nessuno è perfetto. L’ultima cosa che mi veniva in mente, però, era che la minaccia di bocciatura potesse essere, come ha deciso la corte di Cassazione con la sentenza 36700, una minaccia aggravata, “una ingiusta prospettazione” che ”ingenerava forti timori, incidendo sulla libertà morale dei ragazzi”. Qualcuno si è chiesto: “Ma dove vivono questi giudici? Questi giudici hanno figli?” Se i loro figli un giorno li mandano a quel Paese io sono sicuro che loro gli dicono: “Sse continui così non esci per una settimana”. Che cos’è? Minaccia aggravata? E quando questi giudici parcheggiano in terza fila davanti al palazzo di Giustizia e il vigile va da loro dicendo che se non levano di torno la macchina gli fanno una multa, loro che fanno? Arrestano i vigili perché incidono sulla loro libertà morale? (csf)

 

RIFERIMENTO 25/9/2008

LIBERTA' MORALE

da Rita Guma, Osservatorio sulla legalita'

Purtroppo giornali e TV hanno per lo piu' presentato in modo inadeguato la sentenza della Cassazione sulla bocciatura. Il reato e la limitazione della liberta' morale, dice infatti la Corte, si hanno nel caso di prospettazione di una bocciatura INGIUSTA. Nel caso in esame si trattava di una possibile bocciatura per vendetta, dopo che la madre dello studente aveva chiesto in Consiglio di classe di cambiare il professore in questione per presunte scorrettezze. Quindi al ragazzo non era stata paventata una bocciatura (giusta) per un suo comportamento molto scorretto o per lo scarso profitto in diverse materie - caso di minaccia di bocciatura non censurato dalla Suprema Corte - ma per ritorsione.

 

RIFERIMENTO 25/9/2008

LIBERTA’ MORALE

da Silvia Palombi

E la mia mamma buonanima che quando la facevo uscire dai gangheri mi rincorreva per il lunghissimo corridoio dicendo ‘se t’acchiappo ci prendi due schiaffoni, uno io uno il muro’?. Non l’ha mai fatto, ci ho impiegato un’era e mezza a capire che il suo sganassone sarebbe stato così potente da avvicinarmi al muro così tanto da trasformare il contatto nel secondo sganassone. Me le avrà date tre o quattro volte in vita mia, tutte di santa ragione e tutte sul sedere mentre papà preferiva i bocchettoni, manrovesci secchi sulle labbra, provocati puntualmente dalle mie risposte a cazzo (si può dire?). Un bocchettone mi ruppe il labbro e sembrò che avessero sgozzato un abbacchio. Eppure non sono cresciuta male.

 

RIFERIMENTO 25/9/2008

LIBERTA' MORALE

da Grazia Sampietro, Vigevano

Mi auguro che le cose stiano come spiega la Signora Guma, altrimenti c'è veramente da piangere. Quante volte ho sentito anche io quella frase nella mia classe, dalle elementari alle superiori, eppure a nessuno di noi è mai venuto l'esaurimento nervoso, ci abbiamo 'dato dentro' e, punto più, punto meno, siamo arrivati tutti alla fine. Ma a quei tempi, la mia maestra aveva 35 alunni, si andava anche di pomeriggio e non era tempo pieno, si imparava a chiedere 'per favore' e a dire 'grazie', ci insegnavano 'educazione civica' e il rispetto per gli altri e il mio professore di diritto amministrativo ed economia politica se facevamo o dicevamo cazzate ci tirava il Codice Civile(quello piccolo), cosa che ha affinato la nostra prontezza di riflessi.
Ma erano così brutti questi tempi?

 

RIFERIMENTO 26/9/2008

PARLIAMONE: LIBERTA' MORALE.

da Armando Gasparini, Veneto Alto

...aspettando il morto !!!
A scuola, durante una lezione, uno studente di 13 anni che frequenta la terza media a Palermo, ha tolto la sedia mentre l'insegnante si stava sedendo, mandandola al Pronto Soccorso.
La preside: "è un episodio brutto, uno dei tanti che accadono in questa scuola, dove ci sono allievi molto irrequieti, parlare di violenza mi pare esagerato...ma ho trovato un regolamento scolastico che non prevede punzioni!"
Piccolo particolare: nei giorni scorsi contro la scuola era stata lanciata una bomba carta.

 

  1. 29/9/2008

 

CHI VE LO FA FARE?

da Vittorio Grondona – Bologna

Alcuni giorni fa a prima pagina ad una signora che si lamentava di essere ignorata dalla politica il giornalista di turno aveva obiettivamente risposto che purtroppo per i giochi di potere quella signora non contava nulla, come del resto non contano nulla tutti coloro che fanno parte del popolino di massa. Per contare, penso di conseguenza io, bisogna quindi uscire dalla massa e farsi conoscere individualmente mantenendo vivo un vasto interesse generale su sé stessi. C’è chi fa il calendario, chi cambia bandiera politica, chi rivendica l’italianità virtuale di una compagnia di volo internazionale, chi abolisce l’ICI applicando tasse occulte in sostituzione, chi pubblicizza al massimo amori franco-italiani… Per esempio se la signora Santanché fosse rimasta nel ghetto extraparlamentare probabilmente nessuno l’avrebbe più ricordata per un bel pezzo… Faccio i migliori auguri alla nuova impresa di CSF.

Tu dici che la nostra incredibile performance andrà sulla prima pagina del New York Times? (csf)

 

RIFERIMENTO 27/9/2008

CHI SONO, DA DOVE VENGO, QUALE TREKKING FACCIO

LA MIA ALTA VIA

Si riparte. Questa volta il giro è piccolo ma bello. L’Alta Via di Merano. Come diciamo noi tirolesi Meraner Höhenweg. Sono circa 80 km in quota. Punto più basso 1400 metri sul livello del mare. Punto più alto (Passo Gelato) a 2900 metri. Non è una grande impresa ma in compenso l’ambiente naturale è un po’ meglio rispetto alla Masetti-Cura di Vetralla. Si parte sabato da Casera di Fuori. Si fa un grande giro attorno al Parco Naturale del Tessa e si arriva - diciamo – dopo sei giorni al punto di partenza. Il programma è leggermente ottimista in quanto non sappiamo le nostre condizioni atletiche. Ma la zona è percorsa da una fitta rete di linee di autobus e di funivie. Si fa sempre in tempo a saltarci sopra. Quando dico noi, per adesso, intendo riferirmi a Giulia Stefan, alla sua prima esperienza di blog-trekker, a Giampaolo Osele, veterano della Masetti-Cura, che ci raggiungerà lunedi, a Giorgio Lauro, anch’egli ritardatario (forse lunedi). Ovvio, sarà aperto apposito blog dove i curiosi potranno attingere alle cronache in tempo reale dell’Alta Via e vedere le foto della storica impresa.

FAQ: 1) Posso venire anche io? Sì, può raggiungerci chiunque. 2) Può venire anche Ceratti? Speriamo che abbia di meglio da fare. 3) Debbo fare un mutuo? Direi di no, l’Alto Adige è economico. 4) E se mi rompo? Sono previste moltissime vie di fuga. 5) Perché si torna giovedi? Saranno cazzi miei. Ho da fare a Rovigo. 6) Che cosa bisogna evitare di dimenticare? I tappi per le orecchie, i cerotti Compeed per le vesciche, scarponi seri (nike astenersi) già lungamente collaudati. 7) Cosa succede se collasso a metà percorso? Verrai abbattuto sul posto per evitarti inutili sofferenze. 8) Quanti km al giorno? In montagna i km non esistono. Diciamo quattro stunden al giorno, massimo cinque. 9) Che vuol dire stunden? Vuol dire che se non lo sai è meglio che rimani a casa. 10. Oneri aggiuntivi? Portare lo zaino del capo quando il capo è stanco. 11) Chi è il capo? Il capo sono io. (csf)

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

SANTANCHE'

da Dan Galvano, Basilea

La Santanchè, priva, ahinoi, di alcuna poltrona rilevante, confluisce nel PdL. In campagna elettorale non fece altro che dire peste e corna dell'uomo di Arcore. Lei era quella vicina al popolo e dalla parte dei giovani senza una lira (salvo poi essere co-proprietaria del Billionaire con Briatore). Ora è tutto a posto e finisce come al solito a tarallucci e vino. E Silvio, quando si tratta di dare la precedenza a belle donne piuttosto che alla professionalità, non è secondo a nessuno.

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

IO SARO' QUI

da Alessandro Ceratti

Per quanto caldamente invitato a partecipare penso proprio che purtroppo non avrò modo di aggregarmi visto che contemporaneamente avevo in progetto un altro giro in montagna. In allegato le immagini dei luoghi che visiterò nei prossimi giorni.

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

TREKKING

da Mario Strada

A cosa servono i tappi per le orecchie?

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

HOEHENWEG

da Mina Welby, Roma

Con grande vergogna ti devo dire, caro Claudio, che il Hoehenweg non l'ho mai fatto. Di questi tempi lì è già freschetto e spesso piovoso. Vi auguro di avere tempo bello. Se vi azzoppate trovate sicuramente dove riposare e al peggio c'è l'ospedale di Merano, meglio visto da fuori che da dentro.

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

LA DODICESIMA DOMANDA

da Santi Urso

Agli 11 punti indicati, relativi alla faticosa escursione (peraltro ben illustrata dalla democratica fotografia e dall'aristocratico pennello di CD Friedrich), mi consenta, sulla falsariga del celebre questionario di Oscar Wilde sugli sport, di chiederLe: ma chi ve lo fa fare? Oltretutto, gli stessi gentili corrispondenti indicano una suggestiva alternativa: la visione, in comoda poltrona, dei film di Paul Newman. Mi consenta di caldeggiare Hombre, L'inferno di cristallo, i film con il detective Harper, Nick Manofredda, Quintet, Exodus, Colpo secco, Mister Hula Hoop, Il verdetto (fatti salvi naturalmente i classicissimi, che già girano nelle reti).

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

TAPPI

da Mario Strada

Non era una battuta (pero' e' venuta bene...). A cosa vi servono i tappi per le orecchie in montagna?
PS: Non so neanche cosa siano gli "stunden". Ma non lo chiedero' mai.

 

RIFERIMENTO 28/9/2008

UBICUMQUECSF

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, ovunque lo sguardo giro immenso CSF ti vedo. Insomma non si fa in tempo a sintonizzarsi sulla mezzanotte di Rai2 che già CSF è volato su altre vette. Le immagini di Ceratti invitano a un duello paesaggistico: il mio Vesevus (QUI) non è da meno.

 

RIFERIMENTO 29/9/2008

ETNA FOREVER

da Corrado Vigo

Caro Claudio, io ti aspetto QUI, alla base del nostro meraviglioso vulcano: l'Etna. La nostra vera mamma.

 

RIFERIMENTO 29/9/2008

TAPPI PER LE ORECCHIE

da Elena Carpanese, Padova

I tappi servono per compensare, non so se li userete ma meglio averli nello zaino! Ed in ogni caso rappresentano una comoda protezione meccanica e non verbale nei confronti dei compagni di trekking logorroici.

 

RIFERIMENTO 29/9/2008

PERCHE' I TAPPI

da Giampaolo Osele

Dovendo dormire in rifugi di montagna dove le stanze singole sono una rarità, i tappi per le orecchie servono per non essere tenuti svegli tutta la notte da qualcuno che russa. Ad esempio il Capo!

Neanche siamo partiti e già si lamentano! (csf)

 

RIFERIMENTO 29/9/2008

A CIASCUNO LE SUE VETTE (QUI)

da Carla Bergamo, São Paulo

Le vette che vedo dalla mia finestra appartengono alla selva di cemento che è questa città assurda, ma affascinante.
Comunque, auguro una buona scarpinata a tutti i partecipanti, sperando che l'autunno sia clemente. Qui, invece, siamo in primavera.

 

RIFERIMENTO 29/9/2008

PROVINCIALI

da Mario Strada, dai Mari del Borneo

Io saro' QUI. Da qualche parte. A vela. Il fruscio del mare sulla chiglia gradevole. I delfini ci accompagneranno, come archi a scomparsa sotto la superficie. La piratessa Kabila piu' bella che mai, con i capelli nero di corvo, lunghi, a resistere inutilmente al vento.

 

RIFERIMENTO 2/10/2008

TAPPI PER LE ORECCHIE

da Giulio Bulgarelli, Correggio

Nella mia lunga frequentazione di rifugi alpini mai avevo sentito di tappi per le orecchie per ovviare ai disagi. Ricordo una notte al Pedrotti a due spanne dal soffitto, collocato com'ero in un letto a castello a tre piani. Un'altra volta al Casati, messo a dormire in corridoio vicino al bagno (meglio, latrina) e tenuto sveglio dalle torce dei crucchi che andavano di continuo a pisciare. Ma non mi sarebbe mai venuto di pensare ai tappi per le orecchie. Che sia perchè abito sopra un incrocio ? Ora rotonda.

 

OTTOBRE 2008

 

  1. 2/10/2008

 

TASSE OCCULTE

da Vittorio Grondona - Bologna

Mentre gli amici del blog hanno trovato il modo di passare l’autunno in allegria o in meditazione un po’ qua ed un po’ là, a Bologna i club di Forza Italia hanno festeggiato il compleanno del loro capo come se fosse la ricorrenza del Santo Protettore. Evidentemente è tutta gente che arriva benissimo alla fine del mese e che se ne strafrega dei tagli subiti dai più poveri, beoti creduloni marcati videodipendenti. Per esempio la cd Sanità ha convenuto di cambiare alcuni codici degli esenti dal ticket per particolari patologie. Nella sostanza queste modifiche velate riducono le prestazioni ed i relativi cicli di cura. Il nostro Governo che manda con estrema disinvoltura il suo padrone a fare costosissime manutenzioni di bellezza utilizzando altrettanto costosissimi mezzi di trasporto a carico della collettività ha per contro la faccia tosta di considerare sprechi le cure dei cittadini (...)

 

  1. 3/10/2008

 

INTERVISTA A GIANNI ALEMANNO

da Vittorio Grondona – Bologna

Avevo già sentito in rassegna stampa l’intervista di CSF ad Alemanno. Avevo anche preparato un post con le mie impressioni. Poi, non vedendola pubblicata sul Blog ho pensato di attendere. E’ un’intervista telegrafica, insolita per CSF… Ho avuto l’impressione che sia stato lo stesso Sindaco di Roma a farsi le domande e a darsi le risposte. Come a Sottovoce da Marzullo… Bertinotti utopia?... Ma va là!... Utopia sono la tolleranza zero e la lotta contro le prostitute. Le mafie ed i papponi sono ancora lì che ridono… I poveracci perseguitati anche dalle istituzioni, invece, piangono.

 

RIFERIMENTO 2/10/2008

INTERVISTE: GIANNI ALEMANNO

La Stampa, 29-09-2008

Era uno dei "colonnelli" di Fini. Si trascinava dietro una fama di "duro"conquistata quando militava nel Fronte della Gioventù. Nominato ministro dell'Agricoltura, gli avversari politici cominciarono ad esaminarlo con interesse perché mostrava grande attenzione ai temi dell'ambientalismo e diceva spesso cose "eretiche". In pochi anni, così, Gianni Alemanno è diventato uno dei politici di destra più stimato dalla sinistra. Poi ha vinto le elezioni a sindaco di Roma. "E la sinistra", dice, "ha ricominciato a maltrattarmi".

E' finita la pacchia…

""Avevo fatto molte cose trasversali insieme alla sinistra. Le quote latte, la lotta contro gli Ogm…"

Invece adesso…

"E' di nuovo demonizzazione ideologica. Sono tornate le accuse di fascismo… Un certo razzismo ideologico di sinistra tende a catalogare tutto quello che è di destra come fascismo".

C'è qualcuno del centro sinistra da cui non se lo sarebbe aspettato?

"Francesco Rutelli. Con lui c'erano rapporti più che cordiali. Nel periodo del ballottaggio, quando fu aggredita la studentessa del Lesotho, una certa sinistra giunse ad accusarci di aver organizzato quell'aggressione".

Rutelli non lo fece.

"Ma mi sarei aspettato che prendesse posizione contro quella strumentalizzazione, Invece zitto. Anche altri, con i quali ci eravamo scambiati reciproci apprezzamenti, come Realacci o Bertinotti, hanno taciuto".

Ricorda quando D'Alema diceva che lei era il miglior ministro di Berlusconi?

"Non è più il tempo di apprezzamenti di questo genere".

Dica la verità, le piacciono quelli di sinistra?

"Sì, quando vedo una sensibilità sociale vera. Non ho schemi pregiudiziali, non parto dal presupposto che se uno è di sinistra mi sta per forza antipatico"

Chi le piace?

"Carlin Petrini di Slowfood. E' una persona geniale che ha aperto un fronte completamente nuovo sulla critica alla globalizzazione. In realtà lui al di là della destra e della sinistra ma non se ne rende conto".

Dopo Petrini?

"Sicuramente Bertinotti. Forte autenticità dei valori. Spirito aristocratico. Utopia. Mi piace anche Realacci. E D'Alema,nonostante il suo carattere".

Tra D'Alema e Veltroni?

"D'Alema. Certo molto duro aggressivo ma. Nel Pd, è l'unico che ha capacità di leadership. Ma è molto più disponibile e onesto di Veltroni. Veltroni sembra aperto e disponibile ma in realtà è molto più fazioso di quello che appare. E' convinto di avere sempre ragione. Ed è troppo legato all'immagine".

Lei contro Veltroni aveva perso.

"Ricordo ancora la campagna di Veltroni. Impressionante. C'era Donna Assunta Almirante che parlava bene di lui sui giornali. Io la chiamai e le dissi: "Assunta, perché mi fai questo?" Rispose: "Veltroni mi manda sempre i fiori, è gentilissimo". "

Tutta l'intervista

 

RIFERIMENTO 3/10/2008

ALEMANNO IN MENO DI 500 BATTUTE

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, non so se l'intervista è stato fatta a Gianni Alemanno in quanto Sindaco di Roma o all'esponente della nuova destra. Comunque, appare una persona dal dire molto sintetico: la risposta più lunga è di 419 battute e riguarda la prospettiva di una destra democratica e moderna. Per me Alemanno è il Sindaco di Roma che ha bloccato lo scempio del parcheggio sotto il Pincio.

 

  1. 4/10/2008

 

TESINA INCOMPRESA DI BOSSI FIGLIO

da Vittorio Grondona - Bologna

“Quando uno è il simbolo di uno schieramento va protetto…” Così il Sindaco di Roma giustifica la difesa incondizionata del Cavaliere da parte di AN. In base a questo concetto trova spiegazione anche la singolare battaglia giudiziaria intrapresa per promuovere a tutti i costi il figlio di Bossi. Non mi spiego come il suo papà dal medio facile non abbia pensato di fargli fare gli esami, toh, a Reggio Calabria per esempio, tanto per indicare una località qualsiasi… Poi una puntatina a Porta a Porta “L'unico (programma) non fazioso…” dice sempre Alemanno, e la via libera alla politica del niente è assicurata anche per lui.

 

  1. 4/10/2008

 

QUANDO SI DICE “BRUNETTARSI” DA SOLI

da Vittorio Grondona – Bologna

L’altro giorno ho inviato a CSF un post di 1227 caratteri, ovviamente cestinato all’istante. Mi riferivo alla querela minacciata dall’On. Brunetta a Stella durante la trasmissione di Radio 3 “Faccia a faccia” per avere diffuso notizie che lo riguardavano senza ricordare che le stesse erano state successivamente smentite. Quando un ricco e potente minaccia di querela un lavoratore, giornalista o non, secondo il mio modesto parere, non dimostra uno spiccato senso del buongusto. Abbiamo poi sentito tutti in TV l’On. Brunetta dichiararsi pomposamente il “migliore”… Per risaltare appunto la pochezza della minaccia a Stella da parte di un ministro che si ritiene il “migliore” (praticamente in tutto), avevo esposto un panegirico della straordinaria carriera di quest’ultimo. Se avessi dovuto raccontare la mia carriera, me la sarei cavata con 24 battute.


850 battute (csf)

 

  1. 6/10/2008

 

TIRA FORA LA PELLA!... (tira fuori i quattrini)

da Vittorio Grondona - Bologna

Sembra proprio che siano riusciti a tirare drammaticamente il collo al pollo Alitalia. A questo punto mi sto chiedendo come la CAI pagherà quello che deve. Spero che in proposito si pretendano i contanti… Coi tempi di crisi che corrono, con gli imprenditori senza capitale, avvezzi solo al guadagno senza accettare i minimi rischi di impresa, e con le tremontiane cartolarizzazioni bancarie della finanzia creativa che abbondano, non si sa mai dove si potrebbe andare a parare…

 

  1. 7/10/2008

 

LA CULTURA NON HA PIETA’ DEGLI IGNORANTI

da Vittorio Grondona - Bologna

Aporèma… ontologico… Abbiate pietà!... Per sollevarmi dallo sforzo interpretativo sono andato a godermi l’allegria della “psiche” su YouTube.

 

RIFERIMENTO 2/10/2008

CSF, RAGAZZI, MA COSA VI È PRESO?

da Pier Franco Schiavone

Quando scoprii questo blog rimasi affascinato dal livello della discussione affatto diversa dagli altri blog. Si affrontavano temi seri con l’intermezzo di post ironici e a volte surreali, grazie all’ottima regia di CSF. Non era necessario ricorrere alla satira di Serra e di Robecchi, ce la facevamo da noi (basta con questo copia e incolla, quei due hanno già i loro spazi!). Questo era il blog in cui scriveva anche Piero Welby. Oggi non lo riconosco, sono giorni che non si parla d’altro che di viaggi in amene località con l’intermezzo della questione della Cassazione che, avendo generato un enorme equivoco d’interpretazione, fa scrivere a qualcuno: Uh, com’era bello quando c’era una maestra, con 35 alunni, che c’insegnava a dire grazie (ma che cavolo, un po’ di decenza). La furia censoria di CSF riguardo al numero di battute, ha raggiunto livelli insopportabili, tanto che i post che leggo, in maggioranza, sembrano ormai dei telegrammi; ma per articolare un pensiero non basta un telegramma, al massimo si possono fare battutine, a riprova sta il fatto che lo stesso CSF ricorre, nei suoi Parliamone, ad un congruo numero di battute, eppure lui una volta ebbe a dire: non c’è nulla che non si possa dire in 500 battute. Personalmente sono convinto che quando si tratta di articolare un pensiero, la selezione è naturale, Darwiniana direi. Eppure argomenti di discussione su cui magari esercitare anche la satira, esistono: è crollato il capitalismo selvaggio e si stanno accumulando le macerie Reaganiane, siano nel pieno (ma qualcuno dice: all’inizio) di una crisi che avrà gli effetti di una guerra, stanno attaccando la scuola dei nostri figli, ieri i vigili di Milano hanno denunciato per occupazione abusiva di spazio pubblico, gli insegnanti di una scuola che avevano affisso un manifesto sul portone della scuola, per invitare i genitori ad un assemblea!! C’è una disoccupazione preoccupante, il piccolo Putin ricatta la Corte Costituzionale, ammazzano o pestano i neri, nella sola Milano ci sono 5.000 senza tetto, c’è la fame nel mondo (nell’indifferenza generale) e varie guerre, il nostro esercito in missione di pace richiede bombardieri, il terrorismo è più che mai attivo ma sta riguardando i pària, un grande studioso, Giorello, chiede al papa di fare un passo indietro sul Concordato, i giornali della sinistra stanno per chiudere, l’avvocato Arena non invia più i suoi post. Ma sembra che nulla o quasi vi sfiori. Non che non si debba andare in montagna e parlarne, ma c’è anche altro. So che ve ne farete una ragione, ma se continuate così io, e credo anche altri, finiremo per non leggervi più.

E vabbé, apriamo il dibbbattito. E consentiamo a Schiavone questa lenzuolata con il suo grido di dolore e di rimpianto per i vecchi tempi passati quando tutto era più bello. Una cosa sola mi infastidisce. L'ultima frase in cui manca il noi, il senso di appartenenza. Schiavone finirà per non leggerci più? Lui e noi? Che cosa siamo noi? Lo spettacolino al quale ogni tanto Schiavone accede? E lui non fa parte di noi? Ma se non fa parte di noi, si è già tirato fuori, è già qualcosa di estraneo.(csf)
PS. L'unica cosa sulla quale non si transige sono le 500 battute. E' un minimo di rispetto per la mia vita. Non posso dedicare tutta la giornata al blog. O 500 battute o si chiude.

 

RIFERIMENTO 3/10/2008

NOI. UNA PRECISAZIONE

da Pier Franco Schiavone

Caro CSF, non capisco il tuo fastidio. Ho scritto tanti post, mi sono letto e ho letto gli altri. Un blog non è la fonte di Narciso, non apro il sito per leggermi, lo so già quello che penso. Non ho usato il noi, perché non potevo scrivere: non ci leggeremo più! Non rimpiango nulla, mi sembra solo che il blog si stia allontanando, non che sia già lontano, sia chiaro, dall’impostazione originaria che gli ha consentito anche di ottenere dei riconoscimenti; non punge più, me l’hanno fatto notare i miei amici. Ormai di piccanti sono rimaste solo le tue Mosche al Naso, il blog si sta ripiegando su se stesso.

 

RIFERIMENTO 3/10/2008

SCHIAVONE vs. CSF

da Paolo Cape’ – Milano

Ragazzi, suvvia, non litigate! Invito tutti a prendere la lenzuolata di Schiavone per quello che è: un atto d’amore per il blog, per i blogghisti, per Csf. Invito Schiavone, per parte sua, ad accettare il fatto che è umano, ogni tanto, staccare la spina dalle questioni serie e cazzeggiare un po’...

 

RIFERIMENTO 4/10/2008

IL BLOG SI STA RIPIEGANDO SU SE STESSO

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Dicon che il blog si sta incartando...come i salumi (sic). Ma io leggo gli interventi di Schiavone e rido. Leggo gli interventi di Gianni Guasto e rido. Leggo gli interventi di Grondona e rido.
...ma a quando, un intervento pensato senza il libretto rosso in mano ?

 

RIFERIMENTO 4/10/2008

IL BLOG SI E' AMMOSCIATO? CHIEDETE A CSF

da Vincenzo Rocchino, Genova

Forse non sarebbe successo se, come da qualche tempo succede, molti post non finissero nel cestino. "Il filtro", di cui qualche blogger si è lamentato, blocca i post più piccanti (almeno i miei); sarà per la stretta fascista in corso?... Se Csf decidesse di riesumare il materiale cestinato, chissà che il blog non torni quello di una volta?

 

RIFERIMENTO 4/10/2008

ANCH'IO

da Mario Strada

Anch'io penso che da un po' sono pubblicati post innocui. Che volete, capita di essersi rotti un po'. E poi, in rete ci sono molti altri luoghi per intervenire. Io la prendo con filosofia. Vi dico come reagisco e ora scrivo una cosa graffiante. Ecco: Una Cosa Graffiante.

 

RIFERIMENTO 4/10/2008

MEA MAXIMA CULPA

da Gianni Guasto

Io tutti questi De Profundis per il Blog non li capisco: non mi ero accorto che le regole d'ingaggio imponessero di essere salaci, mordaci, pungenti o quant'altro, e neppure che ci fossero delle regole d'ingaggio. Io credevo che il Blog servisse soltanto a far due chiacchere, non a cambiare la Storia.

 

RIFERIMENTO 4/10/2008

DECADENZA DEL BLOG

da Alessandro Ceratti

Blog che si ripiega su sé stesso, post innocui se non anodini, defezioni e diserzioni, blog come luogo di gossip anziché di alto dibattito intellettuale. Ma davvero, ragazzi, vi manco così tanto?

Hai visto Schiavone che cosa hai combinato? Hai scatenato l'ego ipertrofico del Ceratti (csf)

 

RIFERIMENTO 4/10/2008

LE SFERE DI SCHIAVONE

da Rino Olivotti - Auronzo

Ma Schiavone non è quello che il 5 ottobre scorso aveva le scatole girate per il filtro che io giudicavo troppo severo ? Cerchiamo,diceva, "di non essere piu' rigidi del capo".
Dopo il suo aporèma qualcosa non mi torna.

Sai come è fatto Schiavone. Ha la mania dell'aporèma (csf)

 

RIFERIMENTO 5/10/2008

QUESTO PICCOLO SITO È UN LUOGO DI DIALOGO

da Isabella Guarini, Napoli

Così la presentazione da parte di CSF. E io ci credo , per cui scrivo senza preoccupazione alcuna di dover essere interessate o pungente o di rispondere a una determinata causa. L'opportunità di esprimersi che offre il blog per me è una cosa straordinaria, un passo avanzato verso la circolazione del libero pensiero, verso la formazione del mondo iperuraneo delle idee. Lo diceva Platone.

 

RIFERIMENTO 6/10/2008

CONTE

http://it.youtube.com/watch?v=YB04x3hsMRM

(collegamento a “Psiche”)

 

RIFERIMENTO 6/10/2008

A PIERFRANCE’ MACCHESTAIADDI’?

da Silvia Palombi

Siamo tra i più ganzi e contesto che si parli solo di viaggi. Dici che la regia si è un po’ sfilacciata? anche i padreterni si sminchiano, troppe rogne da pelare. Apprezzo la mannaia delle 500 battute (chi riesce a leggerne di più?) e la mattina il blog è un appuntamento fisso (l’anagrafe rende abitudinari), Welby secondo me se ne sta bello com’era col cappellaccio e i capelli lunghi da qualche parte; s’incazza meno adesso che scorrazza, non scrive ma vede e sa, da sotto ai baffi e l’Arena non ha più strali, il paese lo guida il suo uomo ideale.

 

RIFERIMENTO 6/10/2008

CARI OLIVOTTI, GASPERINI E GUASTO

da Pier Franco Schiavone

Non mi sono contraddetto, ho detto che la selezione, quando si tenta di articolare un pensiero, avviene naturalmente. Prendi Gasperini, capisci che, prima o poi, a furia di ridere di tutti, leviterà come il banchiere di Mary Poppins e perderà il contatto con la tastiera. Guasto, mi hai deluso, se pensi che qualcuno sia così cretino che voglia cambiare la storia con un blog. Che sciocchezza, detta da te. Con la crisi d’informazione che c’è, dialogare con gente che frequenta questo blog, è prezioso, non credi? Altrimenti perché non vai sul blog di Selvaggia Lucarelli (che, tra l’altro, al contrario di CSF, è pure gnocca!)? Anche lí trovi gente simpatica con cui scambiare due chiacchiere.

Errore! Io sono molto meglio di Selvaggia!(csf)

 

RIFERIMENTO 6/10/2008

EGOCENTRISMO DI UN NARCISISTA

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Prendi (nonmivieneiltermine) Schiavone per esempio. Ma è così difficile leggere un cognome e riportarlo paripari quando lo usa ?

 

RIFERIMENTO 6/10/2008

LE "CHICANES" DI SCHIAVONE

da Rino Olivotti

La suprema intelligenza di Schiavone è sotto gli occhi di tutti e non sarò il primo a dubitarne ma la sua "performance" di oggi è uno splendido esempio di voltagabbanismo ontologico (!) segno di una robusta cultura . Ma attento "Il n'y a pas de vanité intelligente."

 

RIFERIMENTO 6/10/2008

IO MI FACCIO GUIDARE DALL'ESTETICA

da Gianni Guasto

Schiavone, continuo a non capire le tue obiezioni: ho soltanto voluto affermare che il livello della discussione non mi sembrava affatto scaduto, rispetto agli standard della conversazione normale cui sono abituato. Può darsi che mi sia sfuggito qualcosa (non ho l'abitudine di leggere tutto), ma mi pare che, più o meno, il Blog continui a essere ciò che é sempre stato. No, non vado dalla Lucarelli, perché le quattro chiacchere che si fanno là non mi provocherebbero alcun moto di piacere. Come vedi sono mosso da spinte edonistico-estetiche. E che altro, se no?

 

RIFERIMENTO 8/10/2008

NON HO DISERTATO

dall’avv. Lina Arena

Gentile sig. Schiavone , non ho disertato il blog. Forse sono stata trascurata per via del fatto che non amo le scarpinate , le valli e le scalate.

 

  1. 7/10/2008

 

GIORNALI, RACCOLTE INTERMINABILI ED INUTILI INSERTI COSTOSI

da Vittorio Grondona - Bologna

Per leggere compiutamente La Repubblica bisognerebbe avere moltissimo tempo a disposizione, il che ad un certo punto indispettisce. I suoi due costosissimi inserti sono poi un balzello ignobile. Lo sarebbero d’altronde per qualsiasi altro giornale. Con Repubblica ho cominciato l’acquisto di “Tex” a colori, collezione preannunciata di 50 volumi. Ora siamo al n. 88… La raccolta, che a questo punto è quasi impossibile abbandonare per un collezionista, al prezzo di euro 6,90 a botta, praticamente mi verrà a costare come un’aggiornatissima Treccani. Mai più quindi ricadrò in un altro trappolone simile.

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

SI LEGGE SEMPRE DI MENO?

Sandro Gilioli nel suo blog Piovono rane pubblica l'andamento dei quotidiani italiani. Glielo frego e lo pubblico anche io. Qualche riflessione?
Comincio io: vanno tutti male, tranne la Stampa, il Messaggero, l'Avvenire e il Mattino.
Il giornale che perde di più è "Il giornale" nella versione del nuovo direttore Mario Giordano. Adesso a voi. (csf)

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

PERCHÈ SI LEGGE SEMPRE MENO

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, penso che si leggano sempre meno le lenzuolate delle edizioni nazionali, infarcite di inserti e allegati, che appesantiscono i quotidiani cartacei.Quelli che attirano sono i quotidiani ispirati alle vicende locali, Torino, Roma, Napoli. Personalmente acquisto i quotidiani che informano in modo approfondito delle vicende locali, ma non tanto, e che consentono la partecipazione dei lettori.Noto che le edizioni nazionali si vanno omologando con i commentatori sempre gli stessi, come oracoli.

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

SI LEGGE SEMPRE DI MENO

da Gian Paolo De Tomasi – Busto Arsizio

Personalmente leggo poco o per nulla il giornale. Leggevo il Corriere della Sera, ma lo trovo molto banale, poco “giornale”. Ogni tanto tira fuori dal cilindro delle belle inchieste, ma molto poco spesso. Mi informo in rete, in Italia e all’estero. In questo modo sono io che scelgo le notizie, non il giornale che me le propone. Scusate se è poco.

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

SI LEGGE SEMPRE DI MENO

da Claudio Franzoni, Bedizzole Bs

Io leggo tutti i giorni un quotidiano, non amo la cronaca, la politica e le leccate varie che poi forse sono la stessa cosa, mi piacciono le inchieste e le pagine di approfondimento. Questa mattina alla lettura dei quotidiani per radio hanno letto la cronaca de Il Gionale della serata in discoteca di Silvione. 7,5% in meno di lettori è poco. Grazie.

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

SI LEGGE SEMPRE DI MENO?

da Silvia Palombi

E come al solito le statistiche e i rilevamenti se ne impippano del manifesto, figlio di una cooperativa e onusto (Grondona beccati questa!) di rogne è l’unico che non deve render conto a nessuno e può permettersi di dire la verità menando colpi a dritta e a mancina. Infatti Tremonti lo ha colpito agli organi vitali. Io ve lo dico: la mia vita senza il manifesto non sarebbe più la stessa. E quando tornerete a casa andate su http://www.ilmanifesto.it/ e date una carezza a quel giornale senza partito né quattrini, dite loro che gliela manda una affezionata lettricesociazionista.

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

LA CRISI DEI GIORNALI

da Pino Granata

Finchè si scelgono i quotidiani come parametro il calo non è poi così drammatico. Sarebbe interessante invece avere i dati dei periodici ed allora veramente ci sarebbe di che inorridire. Intanto Sabelli fa patriotticamente notare che La Stampa va bene. E questo dimostra che quando c'è un direttore serio che lavora con passione ed in modo indipendente le cose non vanno poi così male. Oggi i quotidiani sono appiattiti e poco coraggiosi. Io se voglio conoscere l'opinione della gente, guardo i blog. Dei pareri degli Ostellino, Galli Della Loggia, Romano etc. non me ne può fregar di meno. Sono tutti dei cerchiobottisti. C'è poi anche da dire che in Italia manca il giornale popolare tipo il Sun o Bild Zeitung , giornali che vendono milioni di copie.

 

RIFERIMENTO 7/10/2008

SI LEGGE POCO, IO PER PRIMO

da Michele Lo Chirco, http://leformicheelettriche.blogspot.com/

Non acquisto un quotidiano da questa estate. Poi mi sono reso conto che su internet trovo di tutto, e di più. Ho un blog, e mi commento le notizie da solo. Interagisco con altri bloggers, scrivo su questo sito, quando mi è concesso. Quando qualcosa non mi convince, cerco, confronto, studio, mi formo un'idea. Certo non aspetto un editorialista del Corriere o di Repubblica per sapere cosa pensare della crisi dei mercati, quando, in qualche maniera, da alcune di quelle banche coinvolte sono stipendiati.

 

  1. 9/10/2008

 

IL CAVALIERE CON GLI STIVALI

da Vittorio Grondona - Bologna

Sono proprio onusto di rabbia per l’ignobile intento governativo di fare sparire giornali gloriosi come Il Manifesto e Liberazione… Veltroni si vanta di avere ridotto i partiti a sei, da 19 che erano… Ebbene questo è un vanto ipocrita per un leader che si vuole alternare a governare il Paese. E’ insensato per logica elementare non tenere conto di una grossissima parte della popolazione. I risultati li stiamo vedendo. In pratica oggi il Parlamento italiano non ha più ragione di essere, decide e fa un’unica persona… Proprio come durante il ventennio di triste memoria. Eia! Eia! Eia! Alalà… Anche ai vari “marchesi di Carabas” senza professione ai quali il Cavaliere ha candidamente regalato la parte buona dell’Alitalia.

  

  1. 9/10/2008

 

MINI GIOVANI ITALIANE E MINI BALILLA

da Vittorio Grondona – Bologna

E’ bene abituare i nostri piccoli alla divisa… La divisa è un chiaro segno di sottomissione a coloro che la impongono. Viva i grembiulini per la scuola elementare pubblica. Presto li firmeranno anche… Tutti uguali quindi… Tutti che non contiamo più niente. Solo numeri alla mercè di una politica di emeriti incompetenti della società civile e libera.

 

  1. 11/10/2008

 

GULASH o GULASCH (GULYÀS)

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ il piatto nazionale ungherese. Si tratta di una sostanziosa zuppa a base di carne, lardo, soffritto di cipolle e carote, patate e paprica.
Ingredienti per 4 persone: 500 grammi di manzo; 60 grammi di strutto; 250 grammi di cipolle; 2 spicchi d'aglio; 1 cucchiaio di farina; 1 litro di brodo; 4 pomodori maturi ; 250 grammi di patate; 2 peperoni verdi; maggiorana; un pizzico di zucchero; cumino; paprica dolce; 1 bicchiere di vino rosso.
Preparazione: Rosolare la carne tagliata a tocchetti con lo strutto, tritare le cipolle e l'aglio ed unite alla carne continuando a soffriggere il tutto. Spolverizzate con la farina e aggiungete il brodo, unite il cumino, la paprica, il sale, il pepe, la maggiorana, le patate a tocchi, i peperoni tagliati, i pomodori e cuocete 1 ora a fuoco basso. A cottura conclusa aggiungetevi il vino rosso.
Dopo avere mangiato questo divino pastrocchio, l’urlo del mandriano esce spontaneo…

 

RIFERIMENTO 15/10/2008

GULASH? NO GRAZIE

da Biagio Coppola, Golfo di Napoli

Da quanto ho avuto modo di capire leggendo le ricette su questo blog il piatto magiaro difficilmente rientrerebbe nei miei gusti gastronomici. Come si fa a inserire la cipolla a metà cottura? Non è possibile, sarà una pappa-molle. Piuttosto vi inviterei a provare un piatto semplice e veloce dai colori più caldi e mediterranei come le penne rigate saltate con la zucca:

Basta far soffriggere una cipolla media in una padella antiaderente con olio extravergine e peperoncino tagliare la zucca a tocchetti (ca. 150 gr pro capite) e mentre cuoce aggiungere una tazzina mista di acqua e aceto di vino bianco in pari quantità e far cuocere per ca. 20-25 min., contemporaneamente cuocere la pasta  scolarla e farla saltare in padella innaffiando il tutto con una bella manciata di pecorino romano per mantecare. Vi leccherete anche le orecchie.

Saluti autarchici

 

RIFERIMENTO Ottobre 2008

Vedi gli altri vari interventi sul "Gulash" nel sito di Claudio Sabelli Fioretti (mese di ottobre 2008).

 

  1. 11/10/2008

 

MINISTRI DI LATTE

da Vittorio Grondona - Bologna

Il caso, sì proprio il caso ha voluto che mi imbattessi nella Signora Ministra On. Mara Carfagna nella trasmissione di Matrix. Avevo infatti deciso di evitare trasmissioni simili a Matrix e a Porta a Porta, ritenendole solo utili supporti alla politica dell’idiozia. Molto meglio se parlassero solo di varietà… O di pettegolezzo sgorgante dalle prosperose labbra rifatte di opinioniste attempate. Tutta colpa dello zapping e della curiosità… Mannaggia!... La lingua non le manca di sicuro all’ On. Carfagna… Come del resto non manca a tutti i parlamentari che ciechi di interesse tifano Cavaliere. In sostanza, in ogni evenienza, molte parole e niente succo. L’unica considerazione finale positiva sta nel fatto che dopo averla ascoltata mi sono reso conto del perché stiamo andando alla deriva.

 

RIFERIMENTO 11/10/2008

 

IL MINISTRO CARFAGNA HA GLI OCCHIONI GRANDI GRANDI

da Mario Strada


Dipollina su Repubblica del 10 ottobre, paragonava la Carfagna di Matrix ad un fumetto, Betty Boop (disegnato con gli occhioni, che nei mammiferi adulti evocano i cuccioli da proteggere). Paragone molto opportuno. In un bellissimo articolo di D'Avanzo (La nuova lingua del potere, Repubblica 11 Ottobre) si spiega come siamo in presenza di un tentativo totalitario, fondato sulla semplificazione e la narrazione manipolatoria di una realta' inesistente, ma che ci piacerebbe esistesse. Quello di D'Avanzo e' il quarto intervento. La discussione e' iniziata con Berselli che spiegava come il centrodestra fa politica con i format. Beati i popoli che non hanno bisogno di essere presi per i fondelli (mia rivisitazione di Brecht).http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/politica/politica-format/neolingua-al-potere/neolingua-al-potere.html

 

  1. 15/10/2008

 

PARLIAMONE PURE

da Vittorio Grondona - Bologna

Per CSF l’importante è vincere, anche con le carte truccate… Io invece penso che un bravo avvocato debba vincere con la forza della sua conosenza basata sulle leggi che fino a quel momento avevano regolato la materia sulla quale è stato chiamato a pronunciarsi in difesa del suo protetto. Se bara provocando regole nuove usando la potenza prepotente del suo difeso è un avvocato di infimo ordine al quale non riconosco la benché minima abilità. Ammiro molto Concita De Gregorio, la leggevo con piacere su Repubblica. Peccato che le toccassero spesso cronache politiche sì, ma con lo sfondo molto spesso rosa. Con l’Unità avrà sicuramente modo di farsi valere compiutamente in ogni direzione. Il morbido, a volte, è addirittura necessario. Antonio Padellaro e ancora di più Furio Colombo sono stati le travelle politiche della sinistra meno inquinata di qualche tempo fa delle quali, sono convinto, sentiremo la mancanza dell’incisiva dialettica, prerogativa questa alla base di un ruolo direttivo libero soprattutto dai vincoli dei leaders di partito.

 

RIFERIMENTO 12/10/2008

PARLIAMONE

Come sapete sono andato a Rovigo per presentare il libro di Travaglio, “Il bavaglio”. Domande, risposte, aneddoti, giudizi. Come sempre al centro Berlusconi. Io sostengo che lui e i suoi avvocati sono bravi. Hanno sostanzialmente sempre vinto. Usando ogni sistema e trucco possibile. Ma hanno vinto. Compito di un avvocato è vincere. Poi tu lo puoi anche disprezzare. Ma devi riconoscergli abilità se il suo difeso ne esce sempre vivo. Fa leggi apposite? Viene prescritto? Rimanda i processi? Va bene. Ma la tattica, per quanto scorretta, aggressiva e inopportuna per un capo del governo, funziona. Si parla di Berlusconi ma anche di Veltroni e della non-opposizione. Anzi, grandi applausi delle 500 persone presenti quando le botte sono riservate alla sinistra-nonsinistra. Alla fine non potevo non chiedergli come sta nella nuova Unità. “Sto bene”, ha detto. “Ma hai capito che cosa è successo?”, gli ho chiesto. “E’ successo che serviva un direttore più attento alle esigenze della dirigenza veltroniana”. “Però Concita De Gregorio non ti ha licenziato come molti pensavano che avrebbe fatto”, ho insistito io. E lui: “Concita è una brava giornalista e una brava direttrice”. “Ma il giornale è cambiato? Ti piace?”. “Ogni tanto mi aspetterei maggiore attenzione. Per esempio oggi avrei visto il titolo principale in prima pagina sull’emendamento salva manager scoperto dalla Gabanelli e ripudiato perfino da Tremonti. Invece me lo sono ritrovato in quarta pagina. Concita è brava ma è molto più morbida, sui problemi della giustizia, di Furio Colombo e di Antonio Padellaro. Il suo è un atteggiamento più aggraziato, più smussato, meno ruvido”. (csf)

 

RIFERIMENTO 14/10/2008

GIUSTO:PARLIAMONE

da Claudio Urbani, Roma

Nelle prime sei righe del tuo post, hai giustamente sottolineato la bravura degli avvocati. Bravi, giustamente, ad usare ogni strumento giuridico, bravi a sfruttare bene quelle leggi, che caso unico, l'imputato ha potuto adeguare ai prorpi bisogni. Così bravi che sono stati anche premiati, come un caso di neonepotismo, con posti di onorevoli e ministri. Ma gli avvocati costano e tanto e il paradosso, in certi processi è che magari, sono retribuiti con le stesse somme di cui l'imputato è accusato di aver illecitamente guadagnato.E se l'assoluzione ti rende innocente davanti alla legge, sappiamo tutti che questo, talvolta, non è esattamente la realtà e ritengo, personalmente, che certe cariche pubbliche si dovrebbe avere il pudore di non ricoprire.
Già, le tue prime sei righe: non hai mai detto che Berlusconi è stato assolto perché innocente, ma solo per la bravura dei suoi avvocati...

 

RIFERIMENTO 15/10/2008

PARLIAMONE /2

da Dan Galvano, Basilea

Io non credo che gli avvocati di Berlusconi siano piu' bravi. Se due piloti corrono e ad uno viene concesso di prendere un po' di scorciatoie e vince, beh, non direi sia stato migliore dell'altro. Leggere le dichiarazioni di Pecorella qui rilasciate in gennaio, molto prima del lodo Alfano. In sostanza dice, siamo nella merda. "Il fatto che alla luce di questi dati il processo sia stato comunque portato avanti e che lo si voglia concludere rapidamente, difficilmente può far ben sperare".

 

RIFERIMENTO 15/10/2008

CONTINUIAMO A PARLARNE

da Paola Altrui, Roma

Qual è il bravo avvocato? Quello che riesce a far assolvere il proprio cliente, sostiene CSF. Giusto. Ma l'interpretazione della legge può essere spinta fino a un certo limite, oltre il quale neanche un principe del foro riuscirà nel proprio intento. A meno che... l'avvocato in questione possa sfilarsi la toga, recarsi in Parlamento e far approvare la norma che risolve i problemi giudiziari del proprio assistito (o abrogare quella che li ha originati). Se fosse consentito a tutti, non ci sarebbero più imputati condannati; ma è consentito solo ad alcuni, il che pone una seria questione democratica, oltre che deontologica.

 

RIFERIMENTO 15/10/2008

GIUSTO: PARLIAMONE 3

da Rita Guma, Osservatorio sulla legalita'

Se gli avvocati sanno sfruttare ogni piu' piccolo cavillo delle leggi esistenti e valide per tutti i cittadini indistintamente, sono bravi. Se si fanno fare le leggi ad personam da un parlamento compiacente, allora barano. E' come se la Lega Calcio adattasse il regolamento con una norma ad hoc per favorire una data squadra o impedirne l'esclusione dal campionato per un comportamento sanzionabile. Ecco perche' servirebbero una forte etica politica o una seria legge sul conflitto d'interessi, entrambe assenti in Italia.

 

  1. 15/10/2008

 

IL CAMPO DEI MIRACOLI

da Vittorio Grondona - Bologna

In questo momentaccio di crisi che ha colpito i soliti sbadati risparmiatori con lo spauracchio della miseria più nera a causa di un mercato gestito da maghi fantasticamente inetti, gli operai si  chiedono che fine faranno i loro soldi carpiti ignobilmente con la truffa dei TFR investiti per una pensione alternativa… fra trent’anni circa, quindi!... Niente paura dicono le solite bocche carburate dei beoti opinionisti che appaiono ogni momento nei telegiornali. Fra trent’anni, appunto, il mercato sarà solido e frutterà i favolosi guadagni previsti per gli investimenti a lungo termine. Siamo al punto in cui gente che fino all’ultimo momento non ha saputo prevedere nemmeno il guaio finanziario capitato al mondo intero, quaquaracchia in giro che tra trent’anni gli operai percepiranno pensioni d’oro straordinarie frutto dei soldi freschi di oggi. Scommetto che anche Pinocchio mostrerebbe un pizzichino di diffidenza.

 

  1. 17/10/2008

 

C’E’ PROPRIO BISOGNO DI ARIA NUOVA

da Vittorio Grondona - Bologna

Il Cavaliere ed i suoi amici, usciti dal cappello politico di Craxi, hanno dato il via nel nostro Paese ad un regime padronale senza ostentare merito produttivo alcuno. La loro fortuna si è basata unicamente sulla prepotenza delle facili concessioni ricevute e della straordinaria libertà di movimento affaristico tollerata. Opportunità entrambe precluse agli imprenditori che, purtroppo per loro, non hanno santi in paradiso. L’entrata in politica del capo di tali personaggi ha fatto il resto. Bene fa Travaglio a svelarci gli arcani di questa anormalità unica al mondo. On. Gelmini permettendo, forse un giorno si riuscirà ad istruire meglio i nostri figli, e quindi prima o poi finiranno d’incanto, per esempio, l’idiozia del televoto e la fiducia incondizionata a certi prodotti alimentari manipolati, come si  è verificato in alcuni comparti lattiero/caseari reclamizzati peraltro a caro prezzo da una televisione stupida e vergognosa. 

 

  1. 17/10/2008

 

IL CAPITALISMO SI AGGRAPPA AL COMUNISMO

da Vittorio Grondona – Bologna

Ci hanno rotto le scatole per tanto tempo sul privato è bello. Poi abbiamo scoperto che tutte le privatizzazioni fatte si sono trasformate in altrettanti monopoli dove gli unici a guadagnarci sono gli imprenditori che se le sono comprate a prezzo stracciato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: degrado totale dei servizi offerti ed aumenti enormi dei costi. Nel frattempo è arrivata al pettine la questione disastrosa dell’Alitalia, costretta politicamente a soddisfare le voglie verdi del nord con perdite enormi sia di prestigio che di danaro. Subito pronta la ciambella di salvataggio a spese del contribuente… Adesso il disastro bancario mondiale…  Il mago della finanza di Berluscopoli, minaccioso Robin Hood con arco e frecce pronte a colpire,  aveva promesso di tassare di più i guadagni favolosi delle banche… Ma va là… Si è rivelato invece un terribile sceriffo di Nottingham. Saremo infatti ancora noi a pagare le scelte irresponsabili di un capitalismo senza arte ne parte.

 

  1. 19/10/2008

 

ME GUSTA EL “CHINOTTO”

da Vittorio Grondona - Bologna

Mi ricordo alcuni slogan pubblicitari dei miei tempi “Non è chinotto se non c’è l’ 8”. “Se bevi Neri ne-ribevi”. Simpatico questo video su YouTube: http://it.youtube.com/watch?v=Zf4IGvxobeE. Forse anche per i baristi serve una scuola separata prima di metterli dietro ad un banco delle città d’arte della Pianura Padana…

 

RIFERIMENTO 17/10/2008

COS’E’ CHINOTTO?

da Silvia Palombi

Modena, 17 ottobre pomeriggio, bar della stazione. Ho sete chiedo un chinotto’, ‘cos’è chinotto?’ chiede la pingue giovane barista bionda indigena. Sorrido stupita, come faccio a spiegarle cos’è un chinotto? Il di lei clone coi capelli neri fa ‘è una fanta?’ comincio a inquietarmi. Cambio, chiedo un rabarbaro in un bicchiere di acqua gassata fredda. ‘Cos’è rabarbaro?’ chiede la mora. Mi sento Troisi e Benigni al passaggio della gabella, mi guardo intorno, vorrei essere rassicurata che sto vivendo qualcosa di strano. Nessuno fa una piega. Non ho chiesto un ratafià, un giulebbe. Rinuncio a dissetarmi e vado al binario sconfortata. Queste in che classe le mettereste? O sono io da proteggere come un panda?

 

RIFERIMENTO 18/10/2008

COS'E' CHINOTTO/2

da Silvia Zanotti, Modena

Cara omonima, mi dolgo dell'accaduto nella mia ridente cittadina! Mi viene da ridere perchè io, boicottando la Coca Cola, bevo abbastanza spesso il chinotto e non mi è mai capitata una cosa del genere. Ti porgo le mie sentite scuse a nome di tutti i modenesi!

 

RIFERIMENTO 18/10/2008

SOLO UNA CURIOSITA' SUL CHINOTTO

da Claudio Urbani, Roma

In un bar di una stazione, prima di andare al banco per ordinare, si passa alla cassa per lo scontrino: cosa le ha rispostol'italianissima cassiera alle sue richieste di chinotto e rabarbaro?

 

RIFERIMENTO 18/10/2008

COS’E’ CHINOTTO?/2

da Dan Galvano, Basilea

Tutta la mia solidarietà alla sig.ra Palombi per il chinotto, pero' anch'io il rabarbaro in un bicchiere di acqua gassata non l'ho mai visto.

 

RIFERIMENTO 19/10/2008

CHINOTTO

da Bruno Stucchi – Cuggiono

Chinotto. Ne sto allevando uno. Dopo una bella fioritura, ora ha una quindicina di frutti, poco più grandi di una ciliegia. Sperèm.

 

RIFERIMENTO 19/10/2008

QUE VIVA CHINOTTO

da Silvia Palombi

Caro Dan Galvano (ma che significa dan? nel mio conformismo culturale penso automaticamente a don, ma dan!? sei cintura nera di karate?) capisco lo stupore di fronte al connubio rabarbaro acqua gassata ma tu parti avvantaggiato: sai cos'è rabarbaro. Quanto alla curiosità di Urbani è presto soddisfatta, le due fanciulle erano alla cassa armonicamente allineate, una faceva lo scontrino e l'altra dava il via al servizio, per quello la loro stupefazione era all'unisono. E infine cara omonima grazie, accetto le scuse ma la perplessitudine non mi passa. Ancora una volta tutto deriva forse dall'anagrafe.

 

RIFERIMENTO 19/10/2008

CHIN8

da Dan Galvano, Basilea

Cara Silvia Palombi, nella mia ignoranza non sapevo nemmeno che "dan" stesse ad indicare i livelli nelle arti marziali. E io a menare le mani non sono proprio buono...

 

RIFERIMENTO 19/10/2008

RIVELAZIONI CHINOTTO

da Corrado Vigo - Trecastagni

Premesso che sono un agronomo, e premesso che vivo ed opero nella Sicilia orientale, patria degli agrumi, premesso infine che mi occupo principalmente di agrumi da quasi trant'anni, debbo fare alcune considerazioni sul tema CHINOTTO, che a me come "bevanda" piace molto.
L'immaginario collettivo pensa che nella bevanda "chinotto" vi sia del succo di chinotto. Non è così.
Il chinotto, agrume assomigliante ad un mandarino e di taglia bassa, è molto amaro, e con poco succo, ma la bevanda denominata "chinotto" un tempo si otteneva dalle essenze dello stesso, manipolate poi con zucchero.
Tanti anni fa, assieme al bergamotto, la patria del chinotto era la Calabria.
Adesso impianti specializzati di chinotto ne sono rimasti pochissimi, all'incirca 100 ettari in tutta italia, tolte le piante sparse "per consumo familiare".
Per fare la bevanda, inoltre, il frutto va raccolto verde.
Allora mi chiederete: con che cosa è fatta la bevanda denominata CHINOTTO? Leggete bene l'etichetta: con acido citrico e caramello, ed a volte (ma non sempre) essenze di agrumi. Queste essenze possono essere di arancio amaro, od anche di arance in genere, ma mai di chinotto, altrimenti scriverebbero in bella mostra "CHINOTTO".
Fatte queste considerazioni tecniche debbo ammetere, però, che questa bevanda "CHINOTTO" senza chinotto all'interno, piace molto anche a me.

Sai una cosa? Non ho capito una mazza. (csf)

 

RIFERIMENTO 19/10/2008

C'E' CHINOTTO E CHI NO

da Mario Strada

E' un'Italia barbara, quella che ci aspetta. Dove bere chinotto sara' guardato con sospetto, fors'anche con paura. Ricordo un'estate siciliana, caldissima, passando per Catania trovammo oasi di civilta' nei chioschi. Servivano ogni ben di Dio dissentante: sciroppi di chinotto, mandarino, tamarindo, sciampagnino, limone, arancio, menta, anice... Con limone spremuto oppure no. In acqua di seltzer. Il mio preferito: seltzer, limone e sale. Paradisiaco.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

LE TRAPPOLE DEL PENSIERO UNICO E DEL FINTO BUON SENSO

da Pier Franco Schiavone

Silvia, siccome le ragazze del bar non conoscono il chinotto, pensi che sarebbe stato meglio se avessero frequentato una classe ponte? Non credi che sia un’affermazione un pò snob? (Benché anch’io adori il chinotto). A parte il fatto che il saggio post di Moggia avrebbe dovuto chiudere il dibattito (si fa una classe per etnia?), possibile che non si comprenda qual è lo scopo di queste proposte fasciste? Mio figlio (che i suoi compagni adorano), ha imparato l’Italiano benino in 4 mesi e, dopo un anno, lo parla meglio di molti bambini italiani, tuttavia è stato costretto a frequentare religione perché non sono previste alternative (per esempio un corso integrativo d’Italiano) però di tanto in tanto lo hanno sottratto all’ora di matematica per dargli lezioni d’Italiano. Granata, per esempio, mi può spiegare perché?

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

VIVA IL CHINOTTO, BEVANDA PREMODERNA

da Gianni Guasto

Il chinotto é una bevanda anni cinquanta, più giovane dell'antichissima "limonina", premoderna come il grembiulino della Gelmini. Mi pare di aver letto da qualche parte che in tempi recenti fu bevuta da Bossi, durante qualche circostanza "storica". In una poco incisiva pubblicità di pochi anni or sono, fu reclamizzata come "l'altro modo di bere scuro", quale improbabile tentativo di insidiare l'imperialismo della Coca-Cola.
Viva il chinotto, bibita bipartisan nell'era della dell'inquietante Red Bull.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

AMARCORD

da Claudio Urbani, Roma

Cara Silvia, il suo post è stato un po' un colpo basso. Ricordandomi il chin8tto - come lo scriveva una nota marca - e il rabarbaro, tutti assocati ad una lontana, mia, gioventù, è stato d'obbligo ricordare il Biancosarti e il "Punto e mes". Non oso più chiederli, non ci riesco neanche con la gazzosa: si trova ancora ma non vorrei rimaner deluso.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

NOBILTA' DEL CHINOTTO

da Giulio Bulgarelli, Correggio

A memoria mia - ma forse trasfiguro - non ricordo nessuna "spuma" al chinotto. Al limone, all'arancia, alla cola, moscatella, sanguinella, quellochetipare. Ma al chinotto, mai. Segno indubbio della inarrivabilità dello stesso: neppure imitare si poteva. Vantava pure una barzelletta dedicata ("siamo chinotti, siamo chinotti") che mi raccontò il blogghista Pellicciari. Giù a ridere, nell'androne della canonica. Allora la sola sconcezza bastava.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

RABARBARO E CHINOTTO

da Bruno Stucchi - Cuggiono

Il chinotto e' prodotto tipico del savonese, bevanda compresa. Che poi ci siano dei chinotti siciliani (di scuola eretica) non lo posso escludere.
Il rabarbaro invece e' abbastanza diffuso e consumato nel nord Europa (Svizzera, Germania, Francia del nord, ecc). Cresce molto bene anche da noi, dove pero' e' quasi considerato pianta infestante. Io ne ho un paio nell'orto; coi "gambi" ci faccio stravaganti marmellate e crostate.
Chi ha tempo da perdere, facendolo bollire e centrifugare (solo i gambi; le foglie sono considerate leggermente tossiche) ottiene una bevanda ragionevolmente sopportabile e dissetante e -forse- anche lassativa.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

MESSAGE TO SILVIA ZANOTTI

da Giorgio Goldoni

A son un vec bavdor ad Kinott: a son cuntent che a Modna as cata ancora al chinott. Ma na volta 'sa bvivat? La Kremlin Cola?

(traduzione : Sono un vecchio bevitore di Chinotto: sono contento che a Modena si trovi ancora il chinotto. Ma una volta cosa bevevi: la Kremlin Kola?)

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

AMARCORD /2

da Biagio Coppola, Golfo di Napoli

Ricordo, non senza una punta di commozione, un gelato nel secchiello della ditta SOAVE (credo scomparsa) un variegato alla fragola che era di una bontà divina, erano gli anni ’60 e la mia infanzia procedeva serena e inconsapevole del futuro.
PS: Non ho capito la battuta su Obama e Casablanca di Stucchi visto che il prossimo presidente non è ne ispanico ne transgender…

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

LE SORPRESE DI BOSSI

da Claudio Urbani, Roma

La notizia che Bossi abbia brindato con il chinotto mi ha sorpreso: avrei pensato che gradisse la padana "spuma".

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

THANKS FOR THE MESSAGE

da Silvia Zanotti, Modena
 
Grazie per il pensierino in dialetto, che capisco e parlo bene. Ho 35 anni, non sono una vecchia comunista, perchè Kremlin Cola? Io adoro la Coca Cola ma detesto alcune pratiche della multinazionale, per quello la boicotto. Allo stesso tempo mi fanno schifo tutte le copie sbiadite di quella bibita, dunque ho trovato un paio di alternative che gradisco e che non fanno parte dell'impero Coca Cola Company: chinotto e cedrata, normalmente Tassoni.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

A PIERFRANCE’ MACCHESTAIADDI’? /2

da Silvia Palombi

Schiavo’ una volta ci si capiva. Come hai potuto credere anche solo per un secondo che per me la soluzione atta a colmare l’iceberg di ignoranza delle ragazze bariste, la cui punta è il non conoscere le parole chinotto e rabarbaro, possa essere la classe ponte? L’assunto del mio povero post era che tanti indigeni (nativi, aborigeni, autoctoni) italioti hanno della loro lingua madre una padronanza così ridotta da essere sovente più asini di tanti immigrati, ergo le classi ponte sono una solenne minchiata. In più queste fanno le bariste! Prometti che se il pescivendolo con l’occhio atono ti chiederà cos’è coda di rospo ci dirai come ti senti. Non sei più quello di un tempo, mi offendo o mi preoccupo?

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

LA BARZELLETTA DEL CHINOTTO

da Roberto Pellicciari

Non mi sottraggo, amico Bulgarelli, al tuo assist riguardante la barzelletta sui chinotti (anche se,  dopo 40 anni, i nostri esami del sangue recano ancora tracce di variopinte spume, 50 lire di acqua, polverine e tanto gas).
Del più scorretto e infido dei nostri simili dicesi che è un vero “st…zo”. Ebbene, una decina di questi cosi si aggira sotto il manto stradale, in prossimità di un tombino. A un certo punto si imbattono in alcuni coperchietti  di bottiglie di chinotto, li indossano a mo’ di cappello e si mettono a ballare gridando: “Siamo chinotti, siamo chinotti…..”.  Ma, ahimè, i coperchietti sono solo nove e i cosi sono dieci, per la mortificazione di quello,  fra loro,  rimasto senza possibilità di promozione sociale. Quest’ultimo però, alla fine, decide di accodarsi lo stesso  all’immondo trenino gridando a sua volta: “Sono un chinotto, sono un chinotto…”.  Ma a questo punto gli altri si voltano scandalizzati e inviperiti: “Taci tu, st…zo!”.
D’accordo, magari è un po’ sconcia ma, in fondo, è un’allegoria della condizione umana.

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

LA BARZELLETTA DEL CHINOTTO/2

da Gianni Guasto, Bogliasco

A pensarci bene, la barzelletta raccontata da Pellicciari, più che della condizione umana sembra l'allegoria del razzismo nascente. Bisogna che qualcuno la racconti all'onorevole Cota.

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

PACE, PACE, PACE CON SILVIUCCIA (E SU MORUCCI…)

da Pier Franco Schiavone

Scusami Silvia, ho frainteso a causa dell’accento che hai dato alla barista. Quanto a Morucci, il primo istinto, leggendo il suo mail, è stato di chiedere cosa pensasse della carcerazione che fece subire a Moro, poi però mi sono reso conto che ha scritto cose sensate (ma non sono del tutto d’accordo), che non è tra gli ex brigatisti più presenzialisti, e che non si può chiedere l’ergastolo alla parola. Spero che Morucci non abbia scritto solo per ricordare il suo libro e che partecipi ancora in questo blog, per esempio mi piacerebbe sapere se si rende conto che ha contribuito a distruggere il sogno di un’intera generazione (la mia) spargendo puzzolente odore di polvere da sparo.

 

  1. 20/10/2008

 

COMUNISMO DI DESTRA

da Vittorio Grondona - Bologna

Alla simpatica gentile avvocata Lina Arena voglio dire che lo Stato siamo tutti noi. Sarebbe stata sicuramente un’azione di sinistra se nel caso specifico della crisi finanziaria si fosse pensato di aiutare coi soldi della comunità i risparmiatori gabbati dalle banche… Magari riscattando i loro mutui trasformandoli in crediti statali, tanto per dirne una... Purtroppo abbiamo un governo di destra che usa impropriamente un criterio di sinisra per salvare il capitale del capitalismo da quattro soldi che con la scusa del mercato non esita a rovinare perfino i suoi clienti. Portandogli via la casa, per esempio.

 

 RIFERIMENTO 18/10/2008

IL CAPITALISMO E IL COMUNISMO. L0 STATO A CHI APPARTIENE?

dall’avv. Lina Arena

Più d’una penna accenna al comunismo non appena si parla di Stato.Ma siamo certi che lo Stato prefiguri il comunismo? Lo Stato è una struttura giuridica che raccoglie e protegge una comunità insediata in un determinato territorio. Con il comunismo non ha nulla da spartire. In un regime comunista lo Stato involge ed occupa tutto, persone e cose.In un sistema capitalistico svolge solo una funzione di raccordo, controllo e protezione.Nulla di più. Perché appena si fa riferimento allo Stato o alla partecipazione dello Stato nell’economia si disturba il Comunismo?Vorrei una risposta dall’esimio Vittorio Grondona.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

IL CAPITALISMO E IL COMUNISMO. L0 STATO A CHI APPARTIENE?/2

da Gianni Guasto

Corbezzoli, l'Avvocata ha scritto un post che non fa una grinza. Che cosa accade? Effetto Lourdes o effetto Berlusconi? Ma allora é vero che l'Unto fa i miracoli!

 

  1. 21/10/2008

 

GALERE, PATRIE E NON…

da Vittorio Grondona - Bologna

(...)E’ ovvio che nel contesto attuale è praticamente impossibile fare a meno delle prigioni, però il ricorso alle stesse potrebbe essere consigliato da una maggiore prudenza sia dei legislatori, sia dei giustizialisti politici. Questi ultimi poi accentuano ad arte le paure per invocare leggi fnalizzate ad ottenere solo i maggiori consensi elettorali dei più timorosi. Nel contempo, però, le stesse leggi, sempre fettolose e molto lacunose, forniscono lo spunto per uno sfogo incontenibile di pericolosi comportamenti dei più turbolenti sia della giustizia che dei ribelli. In conclusione la politica del taglione produce solo svantaggi, a volte anche terribili, per la società nel suo insieme.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PATRIE GALERE

da Valerio Morucci

Caro Claudio, nonostante le tue giacobine frequentazioni, dubito assai che anche tu possa cadere vittima della sindrome forcaiolesca che vorrebbe risolvere con la galera i guai della nostra zoppicante democrazia. Ma, considerata l'insistenza di chi finge di non aver capito che l'illegalità è l'odierna e futura cifra di sopravvivenza della politica, degli affari e di tutta la baracca, potresti rinfrancarti maggiormente nel tuo spirito tollerante, ma non per questo meno salace, ripassando nel mio ultimo libro, "Patrie galere", quanto sai di carceri. Tanto per rafforzare l'opinione che la galera è meglio non raccomandarla. Non foss'altro perchè, a parlarne troppo e pubblicamente, si rischia di darla per scontata come panacea di tutti i 'mali'. Dagli imprenditori truffaldini datisi alla politica, ai politici corrotti di per sé, per finire ai rom, ai negri, alle puttane e loro clienti e, un prossimo domani, ai giornalisti rompicoglioni, con votazione bipartisan.

Caro Valerio, hai quasi ragione. Io rimango abbastanza convinto che con la galera non si risolvono i guai della democrazia però non si può nemmeno differenziare quelli che i possono andare e quelli che invece no. Se ci va il tossico (meglio, finché ci va il tossico) ci deve andare anche Previti. Non si parte come sembreresti sostenere tu, da politici corrotti per finire ai rom. E' il contrario. (csf)

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PATRIE GALERE/2

da Valerio Morucci

Dovresti chiarirmi cosa è 'il contrario'. Io dico che a voler mandare in galera Previti & Co., tanto per riprendere il tuo esempio, si ottiene che loro comunque non ci vanno, mentre la galera, così tanto evocata, rimane appannaggio di tutti i poveri cristi (oltre il 30% tossici e un altro 30% extracomunitari. Al 54% tra i 18 e i 35 anni. Tra le donne il 70% erano disoccupate o in cerca di occupazione, e tra le disoccupate un altro 70% per cento erano operaie. Ripeto 'operaie'. Operai: razza in via di estinzione anche tramite la galera. Per quanto l'istinto spinge per volere in carcere i criminali prestati alla politica, si dovrebbe essere capaci di ripensare la natura di questo istinto (assai vicino al rituale espiatorio dell'avvio del caprone verso la Genna) e 'civilizzarlo'; ricordando che il 'popolo' accorreva sempre in massa alle esecuzioni pubbliche. La galera, in attesa di trovare modi meno arcaici, dovrebbe contenere soltanto quelli che possono fare del male ad altri esseri umani. Quindi poteva essere giusto che ci avessero rinchiuso i brigatisti o i sequestratori omicidi dei loro ostaggi, per dire. Negli USA condannano chi ha ucciso guidando in stato di ubriachezza a stare per le strade della propria città con un cartello appeso al collo: "Ho ucciso una persona guidando ubriaco". I politici-criminali - distinzione che separa quelli che ancora l'hanno fatta franca da quelli beccati e sanzionati,(ricordi Nixon Ricky-Tricky, sbeffeggiato meno per quello che aveva fatto che non perchè si era fatto beccare) non potrebbero essere condannati a stazionare sul Montecitorio con un cartello appeso al collo elencante i loro reati?

Sulle misure alternative al carcere sono assolutamente d'accordo (csf)

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PENE ALTERNATIVE

da Massimo Mai

La gogna francamente come pena alternativa non mi sembra poi questo gran passo avanti. Così come tutte quelle proposte di condannare ai lavori socialmente utili piccoli criminali (in genere teppistelli che spaccano e picchiano) mi sembrano un idiozia. Disabili, anziani, persone non autosufficienti e bisognose di intervento di tutto hanno bisogno meno che di un teppista. Alternativa alla galera potrebbe essere il lavoro fisico fino a ripagare la società dei danni procurati (Che sò Previti in una cava di tufo insieme ai tifosi che abitualmente sfasciano treni, autogrill, stadi, auto in sosta). Ma comunque sia, galera o pene alternative alcuni non pagheranno mai, neppure se sorpresi sul fatto.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PATRIE GALERE...E QUELLE DEGLI ALTRI

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Ma sto Valerio Morucci che scrive libri, che moralizza sulle carceri, che ci fà la predica, non sarà per caso "quel Morucci" già Potere Operaio e BRigatista rosso poi ?
Se sì...prima di lamentarsi, Le ricordo a bassa voce, come sono stati trattati i "colleghi" della (RAF)Rote Armee Fraktion (Baader-Meinhof) in Germania. Là usan metodi sbrigativi e solo in Italia bisogna sorbirsi i moralisti poi! Ad majora.

Armando, stai dicendo che bisognava ammazzarlo in carcere? (csf)

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PATRIE GALERE...E QUELLE DEGLI ALTRI/2

da Claudio Urbani, Roma

L'animo umano non smette mai di stupirci, purtroppo!

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PATRIE GALERE...E QUELLE DEGLI ALTRI/3

da Dan Galvano, Basilea

Caro Gasperini, io uno che in galera c'è stato lo starei ad ascoltare a prescindere. Che si tratti di un secondino o di un detenuto.

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PATRIE GALERE...E QUELLE DEGLI ALTRI

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Dan Galvano, una domanda solo: ma in Svizzera, un condannato a più ergastoli, ridotti per "meriti speciali", ottenendo la semilibertà dopo aver scontato undici anni di carcere...ecco, a uno così, è concesso di fare la morale e tenere conferenze vespalizzando il suo libro facendo soldi sul sangue delle sue vittime? Il presidente Giorgio Napolitano, si è espresso pubblicamente sull’opportunità del silenzio, non io !
Urbani, l'animo umano dovrebbe preoccuparsi di più delle vittime...

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

PATRIE GALERE...E QUELLE DEGLI ALTRI/2

da Paolo Beretta

Si, Gasperini, gli è concesso, o quantomeno nessuno glielo proibisce. Anche perché avrebbe qualcosa di più interessante da dire dei mattoni di Bruno Vespa. Con certi politici che passano le giornate a farci la morale, le opinioni di un galeotto hanno senz'altro più spessore. Quanto alle vittime, il suddetto galeotto rosso il gabbio se l'è fatto. Stiamo ancora spettando che se lo facciano pure i neri, ma resteremo delusi, temo. Le loro vittime, pur essendo di più, evidentemente valgono meno.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

SULLE PATRIE GALERE

da Michelangelo Moggia

Condivido l'opinione di Gasparini sulla questione "Patrie Galere" (a parte il riferimento alla Germania); anche se potessi non impedirei a nessuno di parlare o di scrivere, ma credo che sarebbe una questione di rispetto e buon gusto astenersi. Al di là che uno abbia scontato la sua pena e si sia riabilitato non lo ordina il dottore che debba scrivere e partecipare a trasmissioni tv.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

VALERIO MORUCCI

da Biagio Coppola, Golfo di Napoli

Vorrei approfittare dell’inaspettata visita nel blog di un personaggio che, non credo suo malgrado, è stato uno storico protagonista dei cosiddetti “anni di piombo” per chiedergli cosa abbia mosso un “cattivo maestro” come lui, che per perseguire i suoi ideali non ha esitato a macchiarsi di gravi colpe, a rinnegare il suo passato e tradire i suoi compagni. Sia chiaro che è solo una curiosità che avrei sempre voluto soddisfare ma, ahimè, fin ora inappagata data la mancanza di un valido e autorevole interlocutore. Quindi con tutto il rispetto per i moralisti presenti in questo blog io, al contrario di loro, vorrei avere risposte e capire il perché di certe scelte sbagliate.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

PATRIE GALERE

da Michelangelo Moggia

Esempio per assurdo ma non tanto: sono certo che se fra qualche anno Previti, una volta scontata la pena, scrivesse un libro sulla cultura della legalità, qui a parecchie persone, me compreso, girerebbero gli zebedei. Non capisco perchè in questo caso non avvenga. Sui terroristi neri a piede libero anch'io spero tanto che prima o poi finiscano in galera, ma questo a mio modesto parere esula dal discorso.

E leggere il libro di Morucci e poi parlarne? (csf)

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

PATRIE GALERE...E QUELLE DEGLI ALTRI/5

da Dan Galvano, Basilea


Caro Gasparini, qui c'è un ex carcerato che mi parla di carceri (e che di sicuro ne sa piu' di me e lei messi insieme, e percio' lo ascolto) e lei, invece di discutere del contenuto a proposito delle carceri, mi attacca il carcerato. Per dirla à la Freud, io ci vedo uno "spostamento dell'oggetto d'amore".

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

AVEVA RAGIONE TRAVAGLIO

da Giuseppe Valendino - Canonica di Triuggio (MI)

Leggo sul Corriere.it di ieri: «A Torino 40 detenuti dormono per terra con una coperta ll carcere Le Vallette sta scoppiando. Ci sono presenti 1.445 detenuti mentre dovrebbero essercene 923.» L’indulto più sciagurato della Repubblica è stato varato solo 18 mesi fa. E siamo di nuovo punto e a capo. Aveva ragione Travaglio nell’affermare che non sarebbe servito a nulla. Mi chiedo: ma i vari Manconi, Sofri, Mastella, Pecorella e compagnia di giro cosa diranno alla luce di quanto successo? Se pensiamo poi, che l’indulto è stato per il Governo Prodi un bagno di sangue, c’è davvero da mettersi le mani nei capelli.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

PARLARE

da Mario Strada

Trovo improponibile impedire alle persone di parlare. Siano carcerati, scarcerati, in attesa di giudizio, blogghisti. Pero’, nel caso di tutti i protagonisti dei cosiddetti “anni di piombo”, dai terroristi ai ministri dell’epoca, ho un pre-giudizio. Tuttora, non sappiamo come sono andate veramente le cose di molte vicende, a cominciare dal rapimento Moro. Lo trovo insopportabile. Sarebbe utile e gradito che chi sa, parli.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

ANCORA PATRIE GALERE

da Michelangelo Moggia

Non ho letto il libro e non lo leggerò. Non credo sia necessario leggere il libro per dare un giudizio negativo sulla questione che è stata messa a fuoco in modo egregio dal presidente Napolitano qualche mese fa. Riporto il link: http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/politica/napolitano-terroristi/politologo/politologo.html

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

OPINIONI E GIUDIZI

da Claudio Urbani, Roma

Quanto dichiara l'amico Moggia mi lascia perplesso. Non il suo giudizio sul libro di Morucci, ma che questo sia di altri, anche se illustri. Ritengo molto pericoloso che ci si faccia influenzare in questo modo, piuttosto che farsi opinioni personali direttamente e poi eventualmente confrontarle. Non oso immaginare migliaia di persone che le propie opinioni e giudizi se li faccia realizare dai vari Fede, Santoro, Vespa, Fazio e Cocuzza e da chi più appare in tv, con tutto il rispetto dei relativi convincimenti. Niente di peggio che cervelli all'ammasso per far fiorire le dittature.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

LA REGOLA DELLE 500 BATTUTE

da Isabella Guarini, Napoli
 
Caro CSF, però V.Morucci ha superato abbondantemente la ferrea regola delle 500 battute per partecipare al blog.

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

PROBLEMA SPINOSO

da Alessandro Ceratti

La partecipazione al nostro blog di un ex-brigatista mi pone un problema spinosissimo. Un po' d'impulso mi viene da reagire come Gasparini. Poi rifletto e mi dico: dal punto di vista ufficiale, se ha finito di scontare la condanna assegnategli (e se ha goduto di sconti di pena, anch'essi ovviamente sono previsti per legge) è un cittadino riabilitato, con gli stessi diritti miei. E d'altro canto che cosa deve fare questo signore, sprofondare nell'abisso? Nullificarsi?  Forse saremmo noi a non dovere avere interesse ad ascoltare quello che ha da dire. E d'altra parte è innegabile che conoscere l'opinione di un'ex-brigatista (su qualunque tema, in particolare sulle patrie galere) è più interessante che conoscere quella del salumiere sotto casa. E tuttavia permane il desiderio di "ridimensionare" quella persona. (...)

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

CONSAPEVOLE DEL MIO FARDELLO

da Valerio Morucci

Nel mio intimo potrei anche condividere, consapevole del mio fardello, l'invito al silenzio, ma rimango perplesso quando si tracciano demarcazioni morali 'ad personam'. Gli ex-brigatisti avrebbero comunque il diritto di parola, ma sarebbe opportuno che si stessero zitti. Incarnano forse il 'male assoluto', da dovere essere reietti sulla Terra? Dal dopoguerra è stato così per i neo-fascisti e per avere di nuovo diritto di parola hanno dovuto, oltre misura, abiurare. Nessuno degli ex-brigatisti che abbia messo mano alla penna - non più di tre - ha inneggiato al proprio passato, e per una revisione autocritica sono occorsi ben meno che quarant'anni. Per me ancora prima di essere arrestato. Parliamo di eventi accaduti trenta anni fa e, contrariamente all'interessata visione per singoli fatti criminali, fanno parte della storia di questo paese. L'uso delle armi nella lotta politica, dalle bande armate alle sparatorie di piazza, ha coinvolto negli anni '70 una quantità di militanti pari, se non superiore, al numero di partigiani nella Resistenza. Si può condannare, si può esecrare, ma dal punto di vista storico il 'male assoluto' non esiste. Perchè non esiste nella Storia un bene altrettanto assoluto da potersi usare come discrimine. Anzi, spesso, se non sempre, il male è commesso nella convinzione di perseguire il bene. Vedi la Chiesa, oltre che le BR. Non resterebbe quindi, nel piccolo di ciascuno per provare a far sì che questo meccanismo non si perpetui, che capire da cosa sia alimentato. (Vedi l'Opinione di CSF su "Io donna" del 24 maggio 2008). E' quello cho io cerco di fare, e proporre, nei miei libri.

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

VALERIO MORUCCI DOCET?

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Ho ancora il ricordo di quel filo di angoscia ramificato nel mio corpo. Era il 16 marzo del 1978. Era il mio compleanno e mi accingevo a partecipare ad una assemblea d’istituto al liceo artistico di Catanzaro. Un professore si affacciò, trafelato e pallido, nell’aula magna, annunciandoci che il presidente Aldo Moro era stato appena rapito. Mi sono sempre chiesto, in modo spicciolo e terra terra, perché le Brigate Rosse non avessero mai colpito i veri potenti di questo paese. Gente che dell’Italia ne ha fatto carne di porco, mietendo, anche loro, tante vittime senza che mai nessuno abbia pagato per questo. Cosa è cambiato?

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

IL PUZZOLENTE ODORE DELLA POLVERE DA SPARO

da Valerio Morucci

Della carcerazione fatta subire a Moro, e dell'effetto straniante nel ritrovarmi dalla parte dei carcerieri, ho scritto in un mio libro del 2004. Qui lo spazio è poco. Quanto al 'puzzolente odore della polvere da sparo' non so se un blog debba essere necessariamente luogo di approssimazione. La rete potrebbe rappresentare serbatoio di formazione/scambio di pensiero/opinione altri dal melting pot del nulla offerto dai mass-media. Se però vi si fanno circolare senza alcuna cura opinioni affrettate ed epidermiche rischia di essere soltanto un'appendice delle chiacchiere da coda all'ufficio postale. Andrebbe forse ricordato che il primo puzzolente odore sentito da quella generazione è stato quello della dinamite delle bombe delle stragi. Quanto a quello della polvere da sparo andrebbe invece ricordato - a tutti quelli che riducono la storia della conflittualità in Italia alle BR - che prima di Moro, e cioè nel '77, quell'odore proveniva ogni sabato dalle piazze italiane, dove moltitudini di giovani armati assaltavano la voglia di un altro mondo scaricando le pistole contro la polizia. Quella 'insurrezione' e quel movimento, ancora troppo caratterizzati dall'andare contro e meno dall'andare verso, si stavano già esaurendo quando è arrivata la mazzata definitiva del sequestro Moro. Che ha spostato lo scontro a una guerra tra due apparati avulsi dalla realtà sociale. Il Partito Combattente e lo Stato. Ma anche per questo lo spazio è poco. Perchè il vizio del contro anzichè del verso è ciò che ancora blocca, oltre che i cervelli, ogni possibilità di alternativa. Ne ha accennato Lina Arena.

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

FARDELLI OMESSI

da Rocco Ciolfi, Arce

... “Anzi, spesso, se non sempre, il male è commesso nella convinzione di perseguire il bene. Vedi la Chiesa, oltre che le BR.”... Tralasciando tutti i bla bla e gli eccetera del caso, questa un po’ eccessiva lo è.  E comunque, il punto rimane un altro: parlate quanto volete, scrivete libri, ergetevi pure a mètre a penser, fatelo, ma non prima di averci raccontato tutta - e banalmente ripeto, tutta – la verità.

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

CONSAPEVOLE DEL SUO FARDELLO

da Silvia Palombi

Il rapimento Moro è stato per l’Italia quel che l’11 settembre è stato per il mondo, una voragine. Di là il prima, di qua il dopo. E niente è più stato come prima. Mai più. Valerio Morucci non docet ma a me importa molto sentire quel che ha da dire. Per questo prenderò il libro, così lo ascolterò oltre le 500 battute e poi dirò la mia se csf mi passerà il post. Sono andata a rileggermi gli interventi suscitati dalla sua entrata in blog, qualcuno lo condivido, in parte, altri per niente, come è normale nell’universo. ‘Patrie galere...e quelle degli altri’ di Gasparini dal Veneto alto (alto si scrive minuscolo Gasparini, non è un nome proprio e in Italia si usa così) invece mi ha stomacato.

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

CORSI E RICORSI

da Biagio Coppola, Golfo di Napoli

Visto che gli animi si stanno  esacerbano tra studenti e potere vorrei ricordare al nostro sorridente ( paresi?) premier che il ’68 cominciò in maniera simile. Ora se si vuole evitare il proliferare di nuovi “cattivi maestri” credo sia opportuno e giusto ascoltare l’appello di Napolitano che invita al dialogo le due parti. Mi permetto, inoltre, di dire la mia sul perché del sequestro Moro, perché lui e non uno dei tanti “potenti” di allora come afferma Falvo d’Urso dalla Magna Grecia. Credo che le BR essendo mosse da ideali, discutibili ma tali,  e non da sete di giustizialismo spicciolo e populista, dovevano colpire al cuore lo stato e chi meglio di Moro, che si apprestava a governare col PCI,  poteva rappresentare un obiettivo migliore per scardinare questo progetto?

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

LA SICUMERA DI MORUCCI

da Pier Franco Schiavone

Il lezzo della polvere da sparo del ‘69 fu ripugnante non meno di quella provocata dalle mitragliette dei terroristi che hanno eliminato Bachelet, Alessandrini, Moro e i poveri cristi della sua scorta, Galli, Rossa, Roberto Peci, e tanti altri. Nella moltitudine di giovani che affollava le piazze nel ’77 c‘ero anch’io, avevo 20 anni, ma non ho mai impugnato una pistola, anzi, ero tra quelli che arginavano i pochi idioti che avevano il cannone nello zainetto, i meno colti, i più deboli, quelli che cadevano nelle trappole dei terroristi e degli agenti dei servizi infiltrati. Con molti dei cosiddetti Autonomi, Marxisti immaginari, parlavo, ma dietro l’intercalare di minchia e figa, c’era il nulla e molti di loro, spesso figli della classe medio-alta, finita l’università, si catapultarono nelle federazioni della DC per un posto di lavoro; uno dei più esagitati che abbia conosciuto, oggi è uno stronzissimo direttore sanitario di una ASL. In quale angolo dei suoi incubi Morucci ha visto moltitudini di giovani sparare nelle piazze? È strabiliante poi, quando scrive che le BR erano in lotta contro uno Stato avulso dalla realtà sociale. Per questo ammazzavano Rossa, Tobagi e Casalegno, sindacalisti e giornalisti? Per questo hanno emulato i mafiosi eliminando, con una macabra messinscena, il povero Peci? D’accordo, chiudiamola qui, ho fatto bene a non leggere i libri di Morucci e non li leggerò mai, ho ben altro d’interessante da leggere.

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

MA VEDIAMO CHE DICE MORUCCI

Grande dibattito su Morucci, ripreso anche da Dagospia. Io non ho ancora letto il libro e quindi non mi pronuncio. Quello che mi meraviglia è che molti parlano, sentenziano, pontificano ma nessuno -prima - dice la frase fondamentale: "Ho letto il libro di Morucci". Tutti parlano e polemizzano sul tema del terrorismo e sul diritto che hanno i terroristi di parlare sul terrorismo e dimenticano che Morucci ha scritto un libro sulle carceri e quindi immagino sui carcerati. Perché ad uno che parla sui carcerati, cioè sugli altri, rispondete sul suo diritto a parlare? (csf)

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

MA VEDIAMO CHE DICE MORUCCI / 2

da Francesco Falvo D'Urso - Lamezia Terme

Una popolazione matura e civile non dovrebbe avere timore di guardare negli occhi persone con una storia come quella di Morucci. Per quel che mi riguarda non ho problemi ad "ascoltare" quel che ha da dire l'ex brigatista rosso. Pur avendo la fedina penale pulita non mi sento migliore di Valerio Morucci. Siamo qua per discutere e riflettere su questioni che forse hanno ancora qualche ferita aperta.

E non siamo qua per leggere il libro? (csf)

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

IL CARCERE INTERCLASSISTA

da Valerio Morucci

Durante la crisi energetica iniziata nel '73, vennero riscoperte le virtù della parsimonia e del consumo oculato. Passata quella crisi furono buttate alle ortiche le politiche keynesiane e si avviò una lunga fase di deregulation neoliberista, a partire dagli USA di Reagan e dalla GB della Tatcher. Niente "lacci e lacciuoli", come da noi traduceva Craxi. Mercato produttivo e mercato finanziario liberi di esprimersi secondo le proprie tendenze. Imprenditori - e speculatori e arrivisti vari - più ricchi, e politici a confondersi sul proprio nuovo ruolo, fino a pretendere di non poter essere esclusi da quell'arricchimento. 'Milano da bere'. L'inchiesta di Tangentopoli cercò di rimettere alla politica la foglia di fico del primato dell'interesse pubblico su quello privato. Sappiamo oggi che fu sforzo vano, perchè non agiva contro individui ma contro una tendenza determinata dal primato del Mercato. Cioè dal primato di quell'assenza di regole per creare in ogni modo ricchezza, che è terreno di coltura della collusione tra politica e finanza. (E quella della 'casta' sarebbe quindi una semplificazione mirata, anche perchè ha tenuto fuori la casta degli imprenditori qui in Italia sempre stato-assistiti. Quindi sempre complici nel mantenere il paese in una condizione di generale arretratezza.)In Tangentopoli ebbe un ruolo determinante il carcere, utilizzato dai giudici come 'luogo di riflessione' degli imputati reticenti. Questo, e quel po' di pene comminate, hanno iniziato a rendere il carcere interclassista. La galera non era più appannaggio, quasi esclusivo, del solo sottoproletariato criminale ma anche dei 'colletti bianchi'. (Continua)

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

CATARSI

da Biagio Coppola, golfo di Napoli

Si ha l'impressione che Schiavone nel riproporre una vecchia e granitica certezza dei quadri del PCI anni '80 che dietro alle BR ci fossero la CIA o i Servizi o chissà chi pur di non ammettere che il percorso ideologico dei "cattivi maestri" era iniziato nelle loro file, come per esempio quello di come Franceschini, così Morucci, nello scrivere libri o interventi in questo blog, mettono in atto una catarsi volta a mondare la propria coscienza. Ovviamente è una mia sensazione, discutibile, ma veritiera, credo!

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

RICORDI DI UN POMERIGGIO FUNESTO

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, mi trovavo in una riunione di lavoro nel Municipio di una fiorente cittadina irpina. Era un pomeriggio del 1978. Ricordo con precisione il volto terreo del Vicesindaco che, ritornando dal telefono, annunciava il rapimento di Aldo Moro da parte delle br. Immediatamente la seduta fu sospesa e io con la mia cinquecento azzurra tornai a casa, dove mi aspettavano figli, marito, genitori. Entrando sentii sulla pelle il calore della mia casa e mai avrei potuto immaginare di dialogare sul blog con un esponente di quella brigata seminatrice di morte, dopo trenta anni. Nemmeno l'intervista di CSF a Valerio Morucci mi aveva fatto pensare a una simile ipotesi. E ora mi interrogo se questa realtà mi faccia paura come allora.

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

PROSSIMAMENTE SU QUESTO BLOG

da Michele Lo Chirco

Dopo Valerio Morucci, adesso non resta che aspettare gli autorevolissimi interventi di Bernardo Provenzano e di Totò Riina, che spiegheranno ai blogghisti di CSF il senso profondo del loro agire controcorrente, che ad incauti osservatori esterni potrebbe apparire ingiustamente esecrabile e criminale. Per il momento credo che la Mambro abbia altro da fare.

Stai sicuro che se anche mi scrive Hitler, io lo pubblico (csf)

 

RIFERIMENTO 28/10/2008

DELINQUENTI NON SOTTOPROLETARI

da Valerio Morucci

Dai tempi di Tangentopoli si è andata sensibilmente modificando la composizione sociale del popolo carcerato. Capitava sempre più spesso che venissero sgominate bande di spacciatori 'fai da te', formate da gente con una attività commerciale, o anche bande di sequestratori. C'è una teoria che vuole il livellamento della classe media verso il basso. E da qui, forse, la maggiore possibilità di cadere nel crimine. Comoda come teoria, e consolatoria. Più probabile che - superato in quegli anni il rapporto tra lavoro e guadagno, nel senso che c'erano modi più 'creativi' e meno faticosi per guadagnare - si possa essere arrivati a livelli di spesa non sempre sostenibili. E dato che le regole erano ormai state scavalcate, molti abbiano creduto che questo potesse riguardare anche le regole penali. In testa i politici, per i quali le norme che rendevano reato il loro procacciamento di fondi erano percepite come 'obsolete'.Oggi è notizia quotidiana l'arresto di 'delinquenti' non appartenenti al sottoproletariato. Ma forse non ci si riflette abbastanza. Come per Tangentopoli, il popolo potrà essere poi dirottato verso l'untore, più che verso i tratti di fondo di un (auto)distruttivo procedere.Giorni fa è stato arrestato un ex impiegato di banca, licenziatosi per meglio seguire le speculazioni in Borsa che dovevano arricchirlo. Tutte andate a tracollo, 70.000 euro di debito, e lui che rientra in banca ma da rapinatore. L'altro ieri due notize appaiate su un giornale di strada. Una l'arresto di una avvocatessa del processo 'Laziogate'. Aveva organizzato una rapina in danno di due facoltosi clienti del suo studio. Doveva ripianare dei debiti. L'altra il rinvio a giudizio dei vertici del Conservatorio di Santa Cecilia per dei "corsi fantasma" che avevano fruttato 733mila euro. Santa Cecilia, un tempio della Musica. Probabilmente tutta gente, prima, rispettabilissima.
Ma, oltre ai 'colletti bianchi', indebitati per vivere da ricchi, finiscono in carcere anche i 'colletti blu' che non possono più fare debiti neanche per vivere da poveri, cioè alla canna del gas. A metà settembre sono stati arrestati a Pontecorvo due precari, marito e moglie, ladri di verdura. Due zucchine e due cetrioli in un campo. Flagranza di reato, e subito in galera.Aggravandosi la crisi in atto, e avanzandosi i programmi di questo governo a tutela delle fasce sociali più abbienti, gli altri tutti giù per terra - (il precedente voleva perlomeno tutelare quelli cui si riusciva a mantenere un lavoro, possibilmente sindacalizzati quindi... e gli altri tutti giù per terra) - è prevedibile che aumenterà la componente carceraria non sottoproletaria. Il carcere, mentre prima era un luogo fuori dai circuiti sociali 'produttivi', o della 'gente per bene', è oggi collocato sul percorso sociale come una possibilità per chiunque. Non soltanto per il nostro vicino. Dipende dal tiro di dadi e ci si può finire fermi per due giri. (Continua)

 

RIFERIMENTO 29/10/2008

MORUCCI, E’ UN UOMO DA ANNEGARE

da Muin Masri

Piano, cosa sarebbe stata l’umanità’ senza Caino, una noia mortale. Scrivi, scrivi Valerio, raccontaci come si sente un uomo che ha perso tutto tranne la voglia di vivere. “Se io conoscessi la storia, vi dimostrerei che il male quaggiù è venuto sempre per colpa di qualche uomo di genio; ma io non conosco la storia, perché non so nulla di nulla…” Il nipote di Rameau-Jacques il fatalista di D. Diderot.

 

RIFERIMENTO 29/10/2008

SCRITTI DAL CARCERE

da Isabella Guarini, Napoli

Nella letteratura di tutti i tempi sono presenti gli scritti dal carcere. come se la privazione della libertà conciliasse il pensare e lo scrivere. Molti sono anche i film sugli orrori delle carceri. Che sia l'uomo di Alcatraz, ho pensato mentre leggevo delle Patrie Galere a pagina 47:"me ne stavo lì a mangiare una delizia di torta alle fragole e a sminuzzarne le briciole da dare ai passeri che si assiepavano intorno." È Valerio Morucci che scrive di quando era seduto "al bar Tropicana nel paese di Bengodi per la cioccolata. Era il 1978.

 

RIFERIMENTO 29/10/2008

MA BISOGNA LEGGERE PER FORZA TUTTO?

da Pier Franco Schiavone

Sfido chiunque ad affermare che si debba leggere tutto su tutti gli argomenti su cui si esprime un’opinione. Il lettore seleziona, si fa guidare dall’istinto, dalla curiosità e, a volte, dai suggerimenti. Sulle carceri, per esempio, ho avuto testimonianze dirette e un’amica, che in carcere insegna, mi ha suggerito anche un paio di letture, sufficienti per avere un’idea senza diventare un esperto. Morucci dice che moltitudini di giovani sparavano? Palle. Dice che i brigatisti furono più numerosi dei partigiani? Palle, furono 15.000 solo i morti tra i partigiani! Ha detto altre cose che, secondo me, non stanno in piedi; lui ha diritto di parola, ma non leggo il libro di chi non mi sembra all’altezza, tutto qua.

Padronissimo. Ma almeno in questo caso rinuncia a dire la tua opinione su un libro che non conosci. Quello che contesto è che la notizia del libro di Morucci abbia dato il fuoco alle polveri di una polemica fra persone che non hanno letto il libro. Tutti a discutere sul suo diritto a parlare e nessuno curioso di sapere che cazzo ha scritto. Tu sei convinto, visto che hai letto due libri, di sapere di carcere pù di lui che il carcere se l'è fatto. E sei talmente convinto di sapere tutto che con lui non ne vuoi nemmeno parlare(csf)

 

RIFERIMENTO 29/10/2008

FARE TACERE MORUCCI? E’ UNA FOLLIA.

dall’avv. Lina Arena

Da quale limbo, cultura, inferno o periferia vengono i Culti che vorrebbero impedire ai Morucci, Riina o Provenzano (si,anche Provenzano ) di scrivere e dialogare con i lettori di un quotidiano o di un blog? Sono allibita per la protervia e la presunzione che colgo nelle posizioni dei partecipanti a questo blog allorquando mostrano non solo di non gradire ma di voler addirittura impedire la partecipazione e quindi imporre il silenzio a noti terroristi o a delinquenti che hanno provato sulla loro pelle il costo triste del processo e della galera. Solitamente mi capita di cogliere simili posizioni in soggetti che non conoscono gli argomenti su cui si discute o che apprezzano solo le condanne irrogate dai capipopolo senza capire o conoscere le ideologie degli stessi capipopolo. E’ grave questa cultura del silenziatore anche perché proviene da gente che di cultura politico-economica ne mostra veramente poca. Vorrei dire ai tanti avversari della penna di Morucci che le BR furono anche definite da quella sinistra che oggi vorrebbe l’imprimatur della democrazia i “ fratelli che sbagliano” o che hanno avuto fretta a sbarazzarsi dei nemici della classe operaia. Mi riferisco ai Capi del PCI che da sempre hanno taciuto sugli obbiettivi “ veri “ del partito comunista.

 

RIFERIMENTO 31/10/2008

IL CARCERE, A DIFFERENZA DELLA LEGGE, E' UGUALE PER TUTTI

da Valerio Morucci

Credere che il carcere che vivono i 'colletti bianchi' o i 'colletti blu' possa essere lo stesso dei suoi altri frequentatori, sarebbe un abbaglio. Il carcere, a differenza della Legge, è uguale per tutti, cioè lo stesso per tutti. Quindi è diverso per ogni categoria. I tossicodipendenti sono già passati per l'inferno e il carcere può sembrargli soltanto una sua dependance. Gli extracomunitari sono scappati dal loro inferno in terra per venire nella terra promessa, e il carcere può sembrargli un ritorno alle condizioni di partenza. Quanto a quelli 'nati in matricola' il carcere è per loro come una seconda casa. Ci ritrovano gli amici, riprendono conversazioni, e progetti criminali, interrotti. Il carcere sarà per gli altri estremamente più duro. Arrivarci dal paradiso del guadagno creativo, dei debiti a cascata, o anche da una vita lavorativa, anche se precaria,
può avere lo stesso effetto che per un indio Yanomami essere prelevato dalle foreste dell'Orinoco e buttato in mezzo al raccordo anulare in prima mattina. Terrore.
Tra i detenuti in attesa di giudizio si registra un tasso di suicidi quasi doppio rispetto ai condannati in via definitiva. In carcere ci si uccide nel primo e nel primissimo periodo di permanenza. Nel 2002 il 61% dei casi di suicidio riguarda reclusi da meno di un anno. Percentuale che nel 2003 sale al 61,9%. Nello stesso anno il 51,6% dei suicidi si verifica nei primi sei mesi di reclusione e, dato ancora più allarmante, il 17,2% nella prima settimana di reclusione.
Visto che un tiro sfortunato di dadi può capitare a chiunque, sarebbe forse il caso di riflettere sul carcere come pena. (Continua)

P.S. Mi rincresce enormemente essere andato 'fuori tema' alla pagina 47 del mio libro. Posso augurarmi che non lo venga a sapere il ministro Gelmini che, assieme al 5 in condotta e al grembiulino, ha sicuramente previsto il recupero di questo metro di giudizio atto a tenere in riga i componimenti degli alunni. Farò tesoro della notazione e nel mio prossimo libro non mancherò di evitare qualsiasi riferimento ad avvenimenti non esattamente corrispondenti al titolo. Anche se solo per tre righe. Per la datazione al 1978 del mio dorato (?) soggiorno in Svizzera, giusto prima di conoscere le sue prigioni quelle tre righe dopo, credo però che ci sia stata una svista(?), perchè siamo al 1973. Come è scritto a mezza pagina da lì.

 

RIFERIMENTO 31/10/2008

QUANNO CE VO' CE VO'

da Silvia Palombi

Csf scrive:
Tutti a discutere sul diritto di Morucci a parlare e nessuno curioso di sapere che cazzo ha scritto.
mi dissocio: tutti tranne io.

 

RIFERIMENTO 31/10/2008

QUANNO CE VO' CE VO'/2

da Dan Galvano, Basilea

Eh no, cara Silvia Palombi. A dissociarsi siamo in due (il mio scambio di vedute con Gasparini qualche giorno fa). Piuttosto sono anch'io d'accordo con Guiotto e altri sul numero di battute. Una volta fatte le dovute eccezioni per gli "esordienti", Morucci incluso, le 500 battute andrebbero rispettate da tutti.

Perché siete tutti d'accordo e poi sforate tutti? (csf)

 

RIFERIMENTO 1/11/2008

UCCIDERSI ED UCCIDERE

da Mario Strada

Segnalo l'ultima bustina di Eco sull'Espresso (6.11.2008). Parla di un recente romanzo di Cotroneo che tratta di terrorismo. Riporto un passo: "... quando uno dei protagonisti del libro guarda morire un poliziotto a cui sparava l'ultimo colpo alla nuca, si dice: Non lo facevamo perche' volevamo un mondo migliore ma perche' eravamo noi che volevamo morire...."

 

RIFERIMENTO 1/11/2008

VALERIO MORUCCI

da Claudio Urbani, Roma

Valerio Morucci, volenti o no, è un pezzo della nostra storia. Ne è un protagonista, protagonista tragico ed oscuro, consapevole e cosciente, come lo si guardi o lo si giudichi è ed unico testimone di se stesso. La nostra storia la stiamo vivendo e per questo dobbiamo anche capirla, credo che sia un dovere e non solo un diritto. La Storia rimane uno dei temi più difficili da raccontare, risente sempre dei sentimenti ed convinzionedi chi la scrive. basta pensare alla recente storia partigiana o delle foibe e quanti dubbi spesso, nuove testimonianze indirette o no, ci insinuano. Ora perché perdere l'occasione di ascoltare Morucci? Cosa ci implica ascoltarlo? Non certo farci diventare suoi complici o condividere le sue idee: ci aiuta certamente a conoscere i fatti che abbiamo vissuto e a conoscere meglio noi stessi.

 

RIFERIMENTO 1/11/2008

LE MIGLIORI REFERENZE ? ESSERE STATI BRIGATISTI

da Vincenzo Rocchino, Genova

Specialmente se ti sei fatto qualche anno di galera. E' come per la raccolta "punti qualità". Solo che qui, i punti, vengono assegnati in proporzione ai reati commessi. Il massimo lo raggiungi se hai "giustiziato" un politico di rango. Oggi, se non sei stato un terrorista, se non hai fottuto nessuno del tuo stramaledettissimo prossimo, non vali una mazza, non puoi metterti in cattedra e predicare di etica e di altre minchiate, magari in occasione del lancio di un tuo libro, che sarà sicuramente un best seller.

 

RIFERIMENTO 1/11/2008

ERRATA CORRIGE, MA NON I DOLCI E I PASSERI

da Isabella Guarini, Napoli

Giusto, la data che ho riportato a pag 47 delle Patrie Galere è il 1973. Ma che importanza ha? La cosa rilevante è che di fronte allo spettacolo dei passeri che becchettano mollichine e delle torte con panna e fragole, c'è inevitabilmente il risveglio del fanciullo che è in ognuno di noi. Non è un fuori tema, ma una digressione, un occhiello aperto sul profondo dove si cela il meglio di noi stessi. Leggendo, ho scoperto altri occhielli di cui parlerò in seguito.

 

RIFERIMENTO 1/11/2008

MORUCCI NON HA LA PESTE

da Gianni Guasto, Bogliasco

Anche se non ho mai nutrito alcuna debolezza nei confronti del terrorismo e mi sono sempre arrabbiato molto all'idea che gli ex-terroristi salissero in cattedra o fossero candidati al Parlamento, confesso di sentirmi a disagio per il messaggio di "malvenuto" che si sta rivolgendo contro Morucci; questi é entrato a far parte della nostra comunità, e non ha ancora detto niente di offensivo e nemmeno (almeno per me) di fastidioso. Dato che i processi alle persone e alla Storia sono già stati fatti e le pene scontate, credo che un tale atteggiamento di inospitalità preconcetta non abbia alcuna giustificazione. Per quanto mi riguarda, Morucci ha tutti i diritti di essere ascoltato con rispetto, soprattutto se parla di qualcosa che conosce; e ha diritto che gli si rivolga parlando in seconda persona. Non ha la peste e non viene da Marte, ma da mondi che non conosciamo.

 

RIFERIMENTO 2/11/2008

LA VIOLENZA DELLE PAROLE

da Barbara Melotti

Caro Claudio, come tu e tutti i lobbisti sapete sono una lettrice quasi sempre silenziosa del blog. Oggi scrivo perché, ti confesso, in quest'ultimo periodo qui dove mi sono sempre sentita a casa mia, mi sento un po' scomoda. Leggo alcune risposte che si riferiscono a Morucci, non a quello che scrive qui ma proprio a lui, e mi sembra di leggervi la violenza. La violenza delle parole. Non penso a Morucci, scrivendo queste parole, non credo ne risenta troppo, né sono (ancora) dispiaciuta per lui: ha combattuto ben altre battaglie, con se stesso e con gli altri, per essere intimorito o sentirsi messo in discussione dalle chiacchiere di questo luogo. Il punto è che sono dispiaciuta per me, che questo fa star male me, perché la violenza delle risposte fa un corto circuito nella mia testa con la violenza di quei giorni, di quegli anni, con la quale forse non potrò mai fare pace, così come forse tutti noi che siamo abbastanza vecchi per ricordarla di prima mano e che siamo stati, ai tempi, abbastanza attivi politicamente da essere consapevoli a posteriori di quanto, probabilmente anche se inconsapevolmente, ci sia passata accanto.. E trovo duro da tollerare che chi mi ripiomba in quell'angoscia quasi quotidiana, non sia Morucci, che è venuto qui per parlarci, e insiste solo a parlarci, di altro dal suo punto di vista (e da quale, sennò!), ma persone le cui generalmente amabili parole mi accompagnano da anni, che sono diventati come amici, per me. Valerio Morucci non cerca di insegnarci nulla, non cerca di rileggere il passato, almeno non qui, racconta di sé come qui, prima o poi, abbiamo fatto tutti. Valerio Morucci ha pagato il suo debito con la società (o sta finendo di farlo, ignoro la sua attuale posizione penale). Che tale pagamento ci sembri troppo poco, eventualmente, non è fatto a lui imputabile, ma alle nostre leggi. Non è corretto, ed è violento, imporgli qui una ulteriore pena, quella del silenzio, a non si sa quale titolo da noi comminata. Peggio: da pochi fra noi. Perché, come spesso succede online e non solo, sono le minoranze rumorose quelle che prevalgono. Vorrei chiedere sommessamente agli amici di questo blog di non farmi vergognare di farne parte, di non rendermi necessario scusarmi con Morucci, che è una posizione nella quale mi sentirei ugualmente non confortevole. E' appena arrivato, qui. Se diventerà o meno "uno di noi" lo dirà il tempo, se glielo daremo, il tempo. Grazie, Claudio, di avermi lasciato sforare, se lo avrai fatto.

Cara Barbara, semel in anno licet sforare. Ho avuto io stesso il tuo stesso imbarazzo. Pubblicando post intolleranti e illogici (peggio il secondo che il primo) mi chiedevo come mai il nostro blog avesse stimolato, oltre che consentito, una tale incapacità dialettica. Ero molto orgoglioso delle nostre conversazioni, sia quelle stupide sul colore della mia giacca, sia quelle più serie sul berlusconismo. Poi è piombato Morucci il quale ha compiuto l'ultimo atto terroristico della sua vita. Ci ha svelato l'inconsistenza delle capacità dialettiche della maggior parte di noi. Ed ha scatenato la bolgia. Chi diceva pere e gli veniva riposto mele. Chi pontificava senza sapere un cazzo. Chi dava fondo a tutta la sua violenza per attaccare con argomentazioni insensate le posizioni degli altri. Tutti, o quasi tutti, anche quelli che difendevano il diritto di Morucci a parlare, usavano argomentazioni sgangherate. Morucci ha semplicemente scritto un libro su un argomento che conosce: le carceri. Me ne frego di chi sia, di che cosa abbia fatto, di che cosa pensi su altri argomenti. Sulle carceri è un esperto. Ti faccio un esempio. Metti che Morucci in quei lunghi anni passati in galera sia diventato un grande conoscitore di storia medioevale. Gli vieto di parlare di Abelardo? Ritengo illegittimo il suo parlare di Impero Romano d'Oriente? E se fosse diventato il più bravo degli idraulici eviterei che riparasse il mio rubinetto che perde perché non ci ha ancora spiegato tutto di via Fani? Queste sono le basi della logica, Barbara, una materia che in Italia purtroppo non si insegna. Come non si insegna, al contrario che negli Usa, dialettica.
Sia chiaro: anche a me danno fastidio quei brigatisti che dopo aver fatto i maestrini da una parte adesso vogliono fare i maestrini da quest'altra parte. Non è il caso di Morucci. Il quale viene insultato con scarse capacità di argomentazione dai nostri blogghisti proprio mentre con grande esercizio di umiltà ci parla di qualcosa che dovrebbbe interessare tutti, il carcere. Ho pubblicato tutti i post anche vergognandomi. L'ho fatto perché volevo che il corto circuito scattasse. Ti confesso che qualche giorno fa avevo preso in considerazione l'ipotesi di chiudere il blog. Se questo, dopo anni ed anni di vita, era il risultato, meglio farla finita. Credevo di aver timidamente insegnato un po' l'arte della tolleranza e della dialettica. Invece no. Si invocava il silenzio, la censura, la condanna, la galera. Che schifo, Barbara, che delusione, che insuccesso. Che terribile prosopopea nelle parole più volte ripetute "da Morucci non ho niente da imparare", "quello che dice Morucci non mi interessa", "Morucci pensi ai famigliari delle vittime". Quello che Morucci pensa sono affari suoi. Quello che dovremmo pensare noi è: vale la pena di continuare ad andare avanti con questo blog nel quale nessuno ha imparato un tubo, nessuno è migliorato di un'anticchia? (csf)

 

NOTA

Per altri riferimenti successivi, relativi ai pareri sulle “patrie galere/Valerio Morucci” si rimanda al sito di Claudio Sabelli Fioretti

 

  1. 21/10/2008

 

DISCUTIAMO (?)…

da Vittorio Grondona - Bologna

Sono particolarmente dispiaciuto di non essere stato ammesso alle discussioni relative alla scuola ponte ed alla protesta di piazza, argomento quest’ultimo intavolato dall’avvocata Lina Arena. Per quanto riguarda la pubblicità devo dire che ammetto una pubblicità costruttiva, per esempio l’uscita di una novità od altro che possa in qualche modo integrarsi con l’informazione. Le pubblicità televisive e quelle dei giornali sono una pessima scelta per un’editoria che voglia passare per seria e non per avida. Secondo il mio personalissimo parere, così come sono miseramente propinate, molte di queste noiose nullità mediatiche sono destinate ad un pubblico sostanzialmente scremato cervelloticamente.(...)

 

RIFERIMENTO 20/10/2008

PARLIAMONE

UNA RIVOLUZIONE SILENZIOSA. Che i settimanali femminili siano un catalogo di pubblicità è cosa risaputa. Ma alcuni relegano la pubblicità nelle pagine riservate alla pubblicità, altri inondano tutte le pagine, sia quelle redazionali che quelle pubblicitarie, con messaggi commerciali. Va bene così, ormai sono decenni che funziona in questa maniera. C’era un direttore di settimanale femminile che un giorno disse che nessuna delle pagine del suo giornale era gratis. Il mondo dei femminili è fatto così. C’è una sola pagina che si salva normalmente. La copertina. Mentre i quotidiani hanno la pubblicità anche sulla prima pagina, magari in fondo, magari piccola (anche se adesso hanno cominciato ad appiccicare dei post-it pubblicitari appena sotto la testata), i settimanali ed i mensili, maschili e femminili, finora, hanno evitato di “sporcare” la copertina con avvisi pubblicitari. Intendiamoci: le copertine sono quasi tutte vendute agli inserzionisti. Ma di nascosto, senza dirlo, aummaumma. Questo fino a qualche giorno fa. L’ultimo numero del magazine femminile di Repubblica, “D”, ha infatti una novità rivoluzionaria. Un po’ maliziosa, direi anche un po’ furbetta e ipocrita. Sulla copertina infatti la pubblicità continua a non esserci. Ma attraverso un buco, quadrato, una specie di spioncino, si vede la pubblicità della pagina tre. Roba da guardoni. Attraverso un buco della serratura la pagina di pubblicità arriva direttamente in copertina e il miracolo è compiuto. A me ricorda l’esibizionista che al parco apre l’impermeabile e mostra le frattaglie a signorine impuberi. La strada è aperta. Gloria a “D”. La prossima copertina sarà una pagina di pubblicità ma con un buco in mezzo attraverso il quale potremmo leggere un articolo?(csf)

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

IL PARADISO DELLE SIGNORE

da Isabella Guarini, Napoli
 
Caro CSF, la cosa strana sulla pubblicità nei giornali femminili è che la merce pubblicizzata è  prodotta prevalentemente da uomini per le donne alle quali la società attribuisce  il ruolo di consumatrici. Certo, sin dall'antichità la donna gestisce e l'economia familiare, prima per necessità vista la lontananza dei maschi a caccia o in guerra. Oggi, invece, lo stesso. È sempre il tempo del Paradiso delle Signore, o shopping. Perciò di sabato compro solo quotidiani leggeri, senza inserti.

 

  1. 21/10/2008

 

ADESSO LA DICO PROPRIO GROSSA

da Vittorio Grondona – Bologna

La galera è il frutto marcio della miseria causata da chi in galera non ci andrà mai. Per svuotare le prigioni due sono le cose indispensabili: volersi bene e distribuire equamente la ricchezza. Le eccezioni sarebbero in percentuale molto poche e quindi rappresenterebbero un rischio accettabile per qualsiasi società. Pura utopia, purtroppo!

 

  1. 23/10/2008

 

PARLIAMONE RIDENDO…

da Vittorio Grondona – Bologna

Ho appena aperto sul blog e subito per simpatia mi attira il rosso “parliamone”. Lo leggo e mi accordo che poco prima ascoltando le varie rassegne stampa ero arrivato esattamente alle stesse considerazioni di CSF. La cosa mi ha messo di buon umore… Fuori Di Petro, dentro Casini? A questo punto la domanda viene spontanea: in tutto queste mosse del cavallo, chi è il più voltagabbana dei tre? L’innominato terzo è Veltroni, ovviamente, a cui però non è passata la smaniosa determinazione di essere il solo capo assoluto di una coalizione prona ai suoi piedi… Casini non è da meno… Quindi la nuova DC in pectore avrà un anomalo leader bicefalo?

 

RIFERIMENTO 21/10/2008

PARLIAMONE

IL RIFORMISTA. Pagina 4. Mario Ricciardi dice che le polemiche su Del Turco che non parla con i giudici ma poi parla con Vespa sono figlie di una cultura inquisitoria che dovrebbe essersi dissolta da tempo perché nessuno ha il dovere di cooperare col proprio processo se non nei regimi totalitari. Giusto. Ma solo nei regimi totalitari non si ha il diritto di criticare i comportamenti dei politici. I politici non sono persone qualsiasi. Se un politico sceglie una tecnica di difesa discutibile, è comprensibile che qualcuno faccia notare che male si sposa con l’immagine che un rappresentante del popolo dovrebbe dare di sé.. Non è vietato fumare all’aperto. Ma se lo fa un medico…Non è vietato usare un linguaggio volgare. Ma se lo fa un prete. Non è vietato usare tutti i cavilli possibili nei processi. Ma se lo fa un giudice…
Leggo l’articolo appena sotto e scopro che allearsi con Di Pietro è stato un errore per il Pd. Non bisogna stare con Di Pietro, bisogna allearsi con Casini. Questa sì che è una furbata. Così le cose diventano chiare. Il Pd, reincarnazione perfetta della Dc. Magari un po’ più a destra. La Dc almeno aveva Donat Cattin. Il Pd chi ha a sinistra? D’altra parte è lo stesso Riformista che a pagina 9 nota una particolare curioso. Le roccaforti comuniste dell’Emilia, oggi in mano al Pd, se va avanti così avranno tutte sindaci ex democristiani.
Vado a pagina 8: intervista a Casini. Appunto. Casini continua a sostenere per una pagina intera che no, non si allea con Veltroni. E lo dice in una maniera tale che potete scommetterci: è fatta.(CSF)

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

IL RIFORMISTA

da Michelangelo Moggia

Ormai mi sono convinto che il Riformista è il giornale che la destra Berlusconiana vorrebbe come modello per i giornali di "sinistra". In altre parole è un po' il D'Alema dei quotidiani.

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

D’ACCORDISSIMO CON CSF

da Pier Franco Schiavone

Non sono mai stato così d’accordo con CSF. Il PD, scaricando l’IDV, sta commettendo l’ennesimo errore, perché non volta le spalle ai giustizialisti ma ad un elettorato attento alla legalità, tutti i miei amici del PD la pensano allo stesso modo, non so il resto della base, ma sarei curioso di sapere da dove nascono le decisioni di Veltroni. Non è che ha per consigliere Polito, quello che ha detto che Brunetta fa cose che avrebbe dovuto fare il PD?

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

PARLIAMONE: I CASINI DELL'OMINO DELL'OMBRELLONE

da Armando Gasparini, Veneto Alto
 
...e Urbani non capisce perchè non vado a Roma!!! Una volta, poco tempo fa, un girotondino, alias Moretti, grido dal palco: con "questi" non si va da nessuna parte! Sbagliato! ( Di Pietro, adesso Casini, perfino il manifesto con le suorine oranti) L'omino dell'ombrellone ci ha portati dritti al cesso... e qualcuno sta tirando la catena! Mi passi la metafora CSF. Grazie.

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

POSSIBILE ALLEANZA PD/UDC

da Mario Strada

Se va in porto l'alleanza PD/UDC, l'aspetto positivo e' che possiamo prendere sottobraccio Cuffaro e domandargli: "Com'e' andata?". Quello che impressiona di piu' e' che se si va a guardare i libri di storia, la dinamica sembra del tutto simile a quello che e' accaduto alla Sinistra Storica negli anni '80 e '90 del 1800, con Depretis prima e Crispi dopo. Sotto trovate il link ad una voce (Sinistra Storica) di Wikipedia. Scorrete la pagina e leggete il paragrafetto finale "Fine della Sinistra storica". Auguri. http://it.wikipedia.org/wiki/Sinistra_storica.

 

  1. 23/10/2008

 

FERRARI CALIFORNIA

da Vittorio Grondona – Bologna

In piena crisi dell’auto e in una forte predisposizione governativa di continuare a regalare soldi nostri alle case automobilistiche prolungando la rottamazione, esce la nuova versione della Ferrari California. Già venduti i 5000 pezzi dei due anni della prima produzione. Inutile dire le ottime prestazioni di questo capolavoro. Nelle nostre autostrade farebbe la fortuna delle trappole elettroniche… 310 Km/h … 100 Km/h in meno di quattro secondi… Mica sono brustolini! Il prezzo non si dice per non dare un altro schiaffo alla miseria.  Quattroruote l’ha provata sulle strade della Sicilia occidentale… Con gli stipendi della pubblica amministrazione che girano da quelle parti, mi congratulo per l’ottima scelta promozionale.

 

  1. 24/10/2008

 

ANTEPRIMA DI CARNEVALE

da Vittorio Grondona - Bologna

Ieri sera mia moglie entra quasi furiosa nel mio territorio e mi dice, ma non senti quello che stanno dicendo a Matrix? Io che in quel momento ero in tutt’altre faccende affaccendato giro curioso sul canale 5 e mi trovo davanti il faccione intelligente dell’On. Cota alternato con quello dell’On. Bocchino. Così, di botto,  alla mia fantasia erano sembrate due testone in cinemascope pronte senza trucco per un carrozzone viareggino. E’ proprio vero, la faccia è la spia di ciò che frulla nel cervello. Quello che secondo me rovinava la normalità espressiva di questi due personaggi era il sorrisetto ironico e paternalistico col quale cercavano di annullare il pensiero dei due giovani che peroravano la causa della protesta contro il brutto decreto Gelmini. Decreto imposto agli italiani che il ducetto in pectore vuole addirittura difendere usando le forze dell’ordine. Il lavaggio dei cervelli è quindi già iniziato ed Enrico Mentana ci mette con impegno la sua indesiderata faziosa parte.

 

  1. 24/10/2008

 

VIOLENZA CONTRO VIOLENZA

da Vittorio Grondona - Bologna

Spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio. Pare che sia la ricetta suggerita da un Presidente emerito della Repubblica, nonché senatore a vita. Procurare quindi ad arte qualche piccolo focolaio, meglio se doloroso, che induca il popolo ad implorare la violenza di Stato. Secondo lui questo sarebbe il metodo migliore per sedare con successo le situazioni allarmistiche della protesta studentesca. Spero di avere capito male!

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

COSSIGA : SPEGNERE (NEL SANGUE) LA PROTESTA

da Rita Guma, Osservatorio sulla legalita'

Dato che su questo blog e' presentato un libro-ritratto di Cossiga, mi sembra giusto segnalare un agghiacciante aggiornamento, quello delle ultime dichiarazioni alla stampa in cui l'emerito confessa che quando era ministro dell'interno infiltro' agenti provocatori senza scrupoli fra i pacifici contestatori per far divampare incendi (metaforici e non) da spegnere poi con le botte (!) con il consenso popolare. E' sempre stata una teoria dei cosiddetti 'complottisti' (vedi G8), ma nessuno aveva mai ammesso questa tattica e tantomeno suggerito al governo in carica ad adottarla. Almeno non pubblicamente...

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

PAZZESCO!

da Claudio Urbani, Roma

Berlusconi "Non permetterò l'occupazione delle università. Interverranno le forze dell'ordine. Oggi pomeriggio incontrerò il ministro degli Interni per dargli indicazioni su come deve intervenire la forza pubblica".  Tali provvedimenti, solo a pensarli, potrebbero avere conseguenze veramente drammatiche. Le capacità democratiche di tale individuo sono direttamente proporzionate alla sua altezza.

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

COSSIGA E LO STATO INVISIBILE

da Mario Strada

Per chi fosse interessato, suggerirei caldamente di leggere "Lo stato invisibile", di Gianni Cipriani, Sperling & Kupfer, 2002. Dalla presentazione: "...i servizi avrebbero svolto un ruolo attivo nel provocare il terrorismo e lo stragismo. Un ruolo che spesso non sarebbe stato solo di semplice copertura ma di programmazione dell'eversione. L'autore è giunto a questa conclusione grazie all'attento studio di migliaia di documenti dei nostri servizi segreti, delle carte del Viminale, di testimonianze contenute in atti processuali nonché dei documenti declassificati degli archivi USA..." http://www.sperling.it/scheda/978882003181.

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

SI ESIGE RISPETTO

da Claudio Urbani, Roma

Nessun dialogo con la sinistra "che mi chiama dittatore". Cosi' il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, risponde alle domande dei giornalisti sulla presa di posizione del Pd dopo le parole pronunciate nei giorni scorsi dallo stesso premier sulle proteste nelle scuole e nelle universita'.
Giusto, troppo banale e abusato:  El Supremo sarebbe più consono e appropiato.

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

KOSSIGA !

da Carla Bergamo

Non per niente si scriveva KoSSiga, con kappa e doppia esse nazista.Un vero democratico. Un vero cristiano.  Ancora vivo!

 

RIFERIMENTO 24/10/2008

QUATTRO IN CONDOTTA AL MINISTRO GELMINI

da Walter Vanini, Carona (Bergamo)
 
Prima denuncia in modo discutibile e offensivo le carenze e l'eccessiva generosità della scuola del sud. Poi, inopinatamente, si scopre che da Brescia si è trasferita a Reggio Calabria per sostenere l'esame di abilitazione all'albo degli avvocati. Invoca una maggiore disciplina per gli alunni delle scuole e ripristina il voto in condotta e la bocciatura per motivi comportamentali. Ieri durante il dibattito al Senato sul decreto scuola, come un'alunna distratta e svogliata, ha chiacchierato, parlato al telefonino e inviato sms. Una condotta da cinque, anzi da quattro visto che è ministro dell'Istruzione. Peccato che a fine anno non possa essere bocciata.

 

  1. 24/10/2008

 

ALLORA RIDO ANCH’IO!...

da Vittorio Grondona – Bologna

Invito la gentile avvocata Lina Arena a guardarsi una cartolina del panorama bolognese prima delle disastrose amministrazioni Vitali/Guazzaloca/Cofferati, che di sinistra certamente non si sono dimostrate, confrontandola con i panorami cittadini siciliani della stessa epoca. Si accorgerebbe delle diversità enormi che esistono tra una buona amministrazione di sinistra, ed una pessima amministrazione di destra. Ferme restando ovviamente le straordinarie bellezze naturali regalate dal buon Dio ai siciliani. Purtroppo esse sono state sbadatamente affidate in pessime mani. Come a Bologna, del resto, in questi ultimi tempi. Basterebbe soffermarsi un attimo a guardare la schifezza dell’ecomostro “Porta Europa” in fase terminale di costruzione nei pressi della fiera bolognese.

 

 RIFERIMENTO 23/10/2008

RIDO

dall'avv. Lina Arena

egregio sabelli Fioreti, le sue considerazioni sul PD mi fanno ridere di compassione e mi inducono ad insistere in un mio radicato convincimento: la cultura politica italica è molto modesta grazie ad un partito comunista che ha fatto capire poco o nulla della sua ideologia e dei suoi obbiettivi.Si lotta per riformare e poi per fare che cosa? Si lotta per il piano regolatore ma per quale obbiettivo? cambiare il sisema oppur no? Sul mutamento del sistema risiede la grande incognita ed il grande interrogatotivo su cui i grandi marpioni non intendono rispondere. Non risponde Veltroni, non risponde D'Alema e non risponde neanche Fausto Bertinotti. Perchè? Non risponde neanche Sabelli Fioretti che di politica economica conosce appena quella delle proprie tasche.

 

  1. 26/10/2008

 

CONSIGLIO PER L’ON.BRUNETTA

da Vittorio Grondona – Bologna

Il PD dice che erano 2 milioni e mezzo e i cortigiani di destra affermano invece che non superavano i 200 mila. Lo svarione è enorme… La destra però si è presa la briga di contare le file dei cortei. Va mo là!... Venti persone per fila, poi una semplice moltiplicazione ed i gioco è fatto. E’ così cretina questa informazione che sarebbe stato più credibile se tramite Fede ci avessero riferito di avere contato le gambe dei partecipandi dividendo poi il totale per due. L’On. Brunetta tutti i giorni ci rallegra con l’ultima sua assurda provocazione. Pare infatti che adesso voglia mettere i tornelli in magistratura per controllare i magistrati. Bravo, sette più… Vorrei dare un consiglio gratis al fantastico onorevole: perché non mette i tornelli al Circo Massimo per fornirci finalmente un numero esatto dei raduni di partito? Anche questo è un servizio pubblico.

Se consideriamo il corteo per fare 2 milioni, mi sembra, ci vuole un corteo di 100 km. (csf)

 

RIFERIMENTO 23/10/2008

PICCOLA ITALIA

di Antonello Caporale (Repubblica)

Adesso che persino a palazzo Chigi sono stati installati i tornelli, che di fannulloni in giro non c'è ombra, che i baristi - l'ha detto Berlusconi! - sono disperati e confusi. Adesso che l'operazione trasparenza si può ritenere non soltanto avviata ma anche apprezzata, adesso, proprio adesso, il ministro della Funzione pubblica dovrebbe, secondo noi, riavvolgere la pellicola e rivedersi il film della guerra dichiarata, combattuta e in qualche modo anche vinta contro l'indolenza di Stato, la bugia da certificato, la piccola quotidiana malversazione.
Noi gli consiglieremmo, per esempio, di convocare attorno a un tavolo tutti i suoi direttore generali. Ottimi manager della pubblica amministrazione che sono stati i primi a dare il via alla operazione trasparenza. Hanno scelto di obbedire ed esibire: ecco quanto guadagnamo, ecco come e dove. Perfetto. E così sappiamo, per esempio, a quanto ammonta la paga del dottor Francesco Verbaro, giovane dirigente a cui è affidata l'interpretazione delle norme, i dubbi e le ansie di chi deve applicare il contratto di lavoro. Centoquarantunomila lorde annue. Né troppo né poco. Giusto per un livello così elevato.
Però un dottor Verbaro, anch'egli Francesco, sicuramente un omonimo, è membro anche del comitato direttivo dell'Aran Sicilia, l'agenzia nazionale che gestisce e fa applicare i contratti di lavoro. Incarico che in Sicilia, ha comunicato l'efficiente e preziosa segreteria generale, è retribuito con una decurtazione del trenta per cento, volontariamente decisa tempo fa. Da 113mila lordi annui a 80mila annui, sempre lordi. Il dottor Verbaro, sicuramente omonimo di quell'altro, collaboratore del ministro, si è associato alla cura dimagrante.
C'è però un altro omonimo, un altro Verbaro, un terzo Francesco, che è consulente al comune di Milazzo e fa l'esperto del sindaco del luogo per le materie giuridice. Due anni da esperto, 22mila euro più altri 22mila euro. Lordi però. Da un foglio a un altro, da un terzo a un quarto Verbaro. Un omonimo, l'ennesimo, del primo, del secondo e del terzo. Perché la Corte dei Conti, scrive il settimanale messinese Centonove, ha aperto un procedimento contro la Provincia di Messina colpevole negli anni scorsi di aver affidato con mano troppo leggera delle consulenze. Tra queste una di 127mila euro a un certo Francesco Verbaro per l'aiuto alla redazione della nuova pianta organica. Aiuto che si stima fu prestato per poche settimane e non per molti mesi, come esigeva il contratto.
Ecco, fossimo il ministro Renato Brunetta, convocheremmo attorno a un tavolo i principali dirigenti, i più fidati collaboratori e avanzeremmo il dubbio: "C'è gente che fa il consulente e ha il vostro stesso nome e cognome. Sono omonimie, questo è sicuro...". E se si volesse valutare la questione da un altro punto di vista, si potrebbe dire: al ministero della Funzione pubblica ci sono, forse, superconsulenti, ma, di sicuro, nessun fannullone!

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

NON ERANO 2 MILIONI!

da Mirco Pirini

Fisicamente non posso starci, la piazza è troppo piccola per contenere 2 milioni di persone.
No: il 2 dicembre 2006 a piazza San Giovanni NON c'erano 2 milioni di persone!

Ho qualche sospetto anche io. Vediamo di avere i dati. Quanti metri quadrati erano a disposizione? Se immaginiamo un rettangolo, quanto lungo? quanto largo?(csf)

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

HA RAGIONE VELTRONI: 2.500.000 PRESENTI

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Prima che vengano fatte le solite polemiche su quante persone c'erano alla manifestazione del PD:dimensioni Circo Massimo: 600 x 200 metri circa.Ammesso 4 persone per metro quadro: tot = 480.000 persone...e gli altri due milioni? Tutti assieme, momentaneamente alla toilettes! Piuttosto mi domando: i compagneros, così bardati con bandana e bandiera personale, a 5 euro l'uno (?) fanno...

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

A VOLTE RITORNANO

da Alessandro Ceratti

CSF si chiede, quante persone ci possono stare in Piazza San Giovanni. La stessa questione si era posta in questo sito nel settembre del 2002 (cfr.> archivio storico). La risposta rimane la stessa di allora: Piazza San Giovanni è di circa 128.000 mq. Si può dunque moltiplicare questo numero per 3,4, 5 a seconda della densità della folla. Sul tema consiglio di riguardare i validissimi post rdi allora.

A volte ritornano ma magari sbagliano piazza. Non si tratta stavolta del Circo Massimo? (csf)

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

PENNIVENDOLI

da Pino Granata

Ho visto il dibattito stamattina su La7 e sono rimasto stupefatto da come certi presupposti giornalisti riescano a nascondere la realtà. C'erano Bechis, Facci ed un ragazzino di nome Merlo che cercavano disperatamente di affermare che al Circo Massimo non c'erano più di 200mila persone. Solo un cretino o un cieco può affermare una cosa del genere. C'era una marea di gente impressionante. Forse non 2milioni e mezzo di persone come dice Veltroni, ma sicuramente 2milioni e 400mila considerando che intorno al Circo Massimo c'era più gente che all'interno. Io ero lì e lo posso dire con certezza. Alle sei di pomeriggio c'era ancora la coda del corteo che arrivava da Piazza della Repubblica. Certo che la Sinistra è cambiata. Tutti perbenino e slogan da educande. Ho un certo rimpianto per gli slogan di una volta.

 

RIFERIMENTO 26/10/2008

LA FISICA DEI CORPI PLAUDENTI

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Granata fa dell'ilarità involontaria, e insiste! Veda questa foto...Il Circo Massimo di Roma fotografato dall'elicottero alle 17,15 di sabato pomeriggio (foto Benvegnù - Guaitoli - Lannutti)
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2008/10/25/circo-massimo/pd-2008_sm.jpg

 

  1. 31/10/2008

 

GIORNALISMO MODERNO

da Vittorio Grondona - Bologna

Leggere gli articoli politici di Filippo Facci, inseguitore imperterrito della visibilità ad ogni costo alla Giuliano Ferrara, come quello odierno (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=301360) sulla manifestazione PD romana di sabato e sulla partecipazione di Di Pietro alla stessa, è come se un becchino qualsiasi mi mettesse in mano il teschio di Yorick costringendomi con la forza a meditare sul niente al funerale della nostra democrazia.

 

NOVEMBRE 2008

 

  1. 2/11/2008

 

RINGRAZIO DELL’INVITO

da Vittorio Grondona - Bologna

Gentile avvocata Lina Arena, tutte le volte che penso alla Sicilia, alle sue bellezze naturali mi accorgo che tengo anche adesso la bocca aperta dalla meraviglia. La chiudo però subito quando penso ai suoi desolanti panorami cittadini irrazionalmente pseudo moderni o alle case in pieno centro di alcune città ancora nello stato post bellico. Io ho in mente un bellissimo romantico lungomare a Piazza Europa a Catania… Anche lì la situazione è cambiata?

 

RIFERIMENTO 31/10/2008

A VITTORIO GRONDONA UN INVITO A VENIRE IN SICILIA

dall’avv. Lina Arena

Vorrei solo dire all’affabile Grondona che le pietre sicule grondano sangue e che hanno perso ogni splendore.Tra avvocati, ingegneri, architetti e decoratori le bellezze dell’isola hanno fatto forfait. Le nostre spiagge e le scogliere sono state  rinforzate con basamenti di cemento e l’acume di tanti bei professionisti  dell’ambiente  si è adoperato per fare in modo che dal suolo pubblico e non privato vengano  fuori utili a profusione. Le piazze, come piazza Europa a Catania, i porti , le scogliere e le spiagge sabbiose sono diventate oro colato per  tanti  venditori di chiodi arrugginiti  ( alludo ai venditori di ferro vecchio e nuovo che hanno fatto soldi a palate)  per cui il privato cittadino  sia esso ricco o povero  si trova astretto entro spazi limitati  e deve rinunciare a ciò che il demanio gli avrebbe potuto garantire cioè spaziare su pochi metri quadrati in libertà. (...)

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

PIAZZA EUROPA A CATANIA

da Corrado Vigo - Trecastagni
 
Caro Vittorio Grondona ahimè piazza Europa è avvolta da una serie di transenne e ondulati metallici finiti in mano alla magistratura. Dovevano fare un parcheggio sotterraneo, ma poi è arrivata una cubatura autorizzata per negozi, e poi si è fermato tutto. Se vieni a Catania fattela alla larga. Troverai una scican con manto stradale deformato. Ah quanto male Scapagnini ha fatto a Catania, tanto da meritarne il premio con uno scranno al Senato. Come dire "ti promuovo, vai via, ma lì dove sei non puoi fare danno!"

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

A GRONDONA DA CATANIA BLINDATA

dall’avv. Lina Arena

Su Catania purtroppo una triste verità non si può celare: Catania è blindata. Le coste sono appannaggio di pochi e di violenti. La pubblica amministrazione favorisce la blindatura della città e lascia che i beni demaniali per eccellenza come le scogliere vengano distrutte, macinate, polverizzate e recintate. E’ il progresso , Grondona! L’antimafia sta a guardare. Bella consolazione.

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

CATANIA

da Mario Strada

Tra 15/20 anni la situazione catanese sara' paragonabile a quella attuale napoletana. L'urbanizzazione selvaggia della zona etnea, iniziata negli anni '50 e '60, sta proseguendo mangiandosi le colline ed il costone dell'Etna dei paesi di seconda e terza fascia. Il traffico automobilistico e' un inferno. Lo spazio fisico nel quale si cresce modella le mappe cognitive dei soggetti in formazione. Diamo tempo a quelli che nascono e crescono in questi giorni di interiorizzare il vissuto sociale, relazionale, urbanistico.

 

  1. 3/11/2008

 

QUANDO C’ERA LUI… / 3

da Vittorio Grondona - Bologna

Quando c’era lui per fortuna io ero ancora piccolo ed il mio compito sociale era limitato a quello di buttare a terra i marroni d’india dagli alberi dei viali di Bologna dove mi mettevano appositamente i miei genitori. Era un modo come un altro per non beccarsi la multa dalle “pulle” bolognesi, ben più attente dei vigili di oggi al rispetto della natura. Per la mia età al massimo mi beccavo un rimprovero… D’altronde i marroni erano importanti, contribuivano a scaldarci d’inverno… Per il resto si facevano più cose, forse, a scapito degli operai che invece tiravano la cinghia ogni giorno di più. Le lotte politiche e sindacali del dopo guerra hanno migliorato la qualità di vita anche dei lavoratori. Di conseguenza un po’ alla volta e con grande fatica le risorse sono andate anche dalla loro parte… Sempre in parca misura, purtroppo.

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUANDO C'ERA LUI...

da Michele Lo Chirco
 
"Be' io ai tempi di Mussolini ero troppo giovane, non ero ancora in università, sono entrato durante la guerra, quando c’era un caos terribile, gente che doveva fare i conti con viaggi incredibili e soprattutto c’erano i bombardamenti. Non si può fare un esempio. Ma Mussolini, con tutto l’affastellamento, aveva cose anche migliori di quelle che ci sono oggi e soprattutto si spendevano dei denari e si facevano strutture nuove e si impiantavano macchine di conoscenza maggiori di quelle che ci sono oggi, è incredibile ma è così." Brano tratto da un'intervista a Dario Fo presente sul blog di Beppe Grillo: se l'avesse detto Gelli sarebbe passato per un fascista provocatore nostalgico, siccome lo dice Dario Fo, è il punto di vista di un intellettuale, ma non è nostalgia, è solamente un punto di vista sulle cose di sessanta anni fa... su quelle stesse cose che altri hanno definito il Male Assoluto, ma evidentemente a Dario Fo tanto assoluto non deve essere sembrato.

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUANDO C'ERA LUI... / 2

da Claudio Urbani, Roma

Il male, o il bene, assoluto può essere tutto relativo. Guarda la famosa storia dei treni: ai suoi tempi erano in orario. Certo, un Roma-Milano si percorreva in dodici ore, oggi in quattro ore e mezza...ma se ce ne mette cinque è in ritardo!

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUANDO C'ERA LUI... / 4

da Francesco Falvo D'Urso – Lamezia Terme

Caro Michele, quello che dici, a mio modo di vedere, non è esatto: riprendendo il mitico assunto ”il mezzo è il messaggio”, quella affermazione su Mussolini detta da Gelli o da un’altra persona avrebbe un sapore tutto diverso da quello di Dario Fo. Un conto è un prete di provincia che invoca l’uso del preservativo altro conto se lo affermasse il Papa: c’è una bella differenza, o no.

 

  1. 3/11/2008

 

QUESTO BLOG 1 (titolo originale: MORUCCI E QUALCOS’ALTRO)

da Vittorio Grondona - Bologna

Avevo preparato un post su Morucci… Era venuto come al solito troppo lungo e l’ho autonomamente cestinato. Fare uno strappo alla regola come dice CSF in perfetto latino è stato opportuno. La signora Barbara Melotti ricalca press’a poco il mio pensiero e le sono per questo molto grato. Per quanto riguarda la giacca rosa, io non la indosserei per tutto l’oro del mondo. Troppo chic per la mia origine. Il mio tutore d’infanzia, mi raccontava che ai suoi tempi i “padroni” di lavoro non volevano che l’operaio indossasse la cravatta nemmeno alla domenica. Solo i ricchi avevano il diritto alla distinzione sociale cui la stessa allora ne era un simbolo. La classe (sociale) non è proprio mai stata acqua… Infine, diventare ministri di botto, si trova il tempo anche per scrivere libri e ben venga la promozione da un giornalista calibro CSF, in preziosissimo giubbino da favola, sebbene di colore arancione. Chissà perché l’arancione mi sa di arancia marcia…

 

  1. 3/11/2008

 

QUESTO BLOG 19 (titolo originale: CHI SONO I DELINQUENTI?)

da Vittorio Grondona - Bologna 

Premetto che per me tutti hanno il diritto di parola e di conseguenza anche il sacrosanto diritto di essere ascoltati. Pure il diavolo, per dire, che tanto buono per definizione non lo è di sicuro. All’intelletto individuale sta poi il criterio di giudizio. Chi sono i delinquenti al giorno d’oggi? Chi lo sa!... In proposito la società italiana ha ragionato in un modo completamente fuori dalla portata della mia ragione plebea. I grandi ladri più rubano e più diventano ricchi e nel contempo entrano di diritto trionfalmente nel giro degli intoccabili.… I ladri di biscotti, invece vengono bastonati… Anche a morte se per loro sventura fossero addirittura negri… E’ successo di recente nella mia sceriffata città: hanno multato un barbone per 742 euro e gettato le sue povere cose nel cassonetto. Non si dorme per strada!... Ohibò!...

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 2

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, credevo che si dovesse discutere del libro di Valerio Morucci, Patrie Galere, invece si stanno alzando i toni per le reazioni dei blogghisti. Ma era inevitabile che qualcosa di imprevedibie , di violento, avvenisse di fronte alla sorpresa del personaggio che entra direttamente nel blog e ci si trova a dialogare come con qualsiasi altra persona. Condivido l'ira di CSF di fronte ai post, non solo violenti, ma di quelli che credono di essere depositari di tutte le verità rivelate. Tuttavia, penso che, come per Valerio Morucci, si debba avere il rispetto di qualsiasi altro personaggio di cui non si condivide l'esistenza stessa. É il caso di coloro che, affetti da "berlusconite cronica", hanno fatto della violenza satirica la fonte di lauti guadagni e di unico mezzo di sostentamento, tra giornalisti, scrittori e attori. Ma nessuno si scandalizza.

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 3

da Mario Strada

Ci sono momenti nella storia di una comunita' che rappresentano un punto di svolta. Il rapimento Moro e' stato uno di questi. Gli anni di piombo, con tutto quello che sappiamo e che (ancora) non sappiamo sono uno di questi. Quando incontro uno dei protagonisti di quelle vicende mi viene naturale chiedere: "Ma insomma, com'e' andata?". Perche' quello che successe allora ha influenzato ed influenza quello che accade oggi. Se molti hanno avuto reazioni "illogiche" significa che c'e' ancora un sottofondo di rancore e di incazzatura. Ben venga la discussione sulle carceri. Ma perche' solo sulle carceri, se le competenze sono anche sul caso Moro?

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 4

da Biagio Coppola, golfo di Napoli

Comprendo l'amarezza del nostro Capitano e ne condivido il giudizio sugli aspetti più torbidi dell'animo umano di chi frequenta questo blog e critica la presenza di Morucci ergendosi a santo inquisitore. Ai censori e ai detrattori vorrei chiedere di porsi una semplice domanda: Avrebbe avuto, ognuno di loro, il coraggio di fare le scelte massacranti e coraggiose che ha fatto lui? Cosa avrebbero fatto i novelli Torquemada nelle stesse situazioni?

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 5

dall'avv. Lina Arena

Siamo tanto abituati alla mancanza di libertà nella comunicazione che la lettera di un carcerato, debitamente autorizzato, che denuncia le vessazioni del carcere, o un articolo di un brigatista fanno saltare i nervi a chi non capisce che lo scambio di opinioni è necessario per vivere in comunità regolate e civili e che la storia si scrive con le opinioni di tanti e non dei soli legittimati a possedere la verità. La sinistra ha tante colpe da denunciare e da farsi perdonare. Fra le tante c’è anche il diritto contestato ai perdenti di scrivere e pubblicare per far conoscere la propria verità.Fra i perdenti annovero i carcerati, i mafiosi e i brigatisti.

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 6

da Domenico De Franco

Perdonami Claudio, ma credo che stavolta tu stia prendendo un granchio. Per un motivo molto semplice: tu trascuri le micidiali reazioni emotive (seppur ammantate di argomentazioni pseudo-logiche) di alcuni blogghisti, che gli orrori delle BR ancora provocano. Io credo che Morucci abbia il diritto di esprimersi su tutto, e non solo su temi che conosce bene come il carcere, ed anche se non avesse saldato il suo debito con la giustizia. Ha altresì il diritto di sparare cagate. Salvo poi essere giudicato da ognuno, secondo sensibilità e convincimenti. Proprio come qualunque altro blogger.

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 7

da Alessandro Calì

Posso dire di essere indignato dalla lettura dell'intervista dell' "emerito" Cossiga circa la sua strategia da ministro dell'interno più che dagli scritti di Valerio Morucci?

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 8

da Michelangelo Moggia

Leggo con sconforto gli sfoghi di
Barbara Melotti e di Csf. Qui nessuno ha impedito a Morucci di parlare, al massimo è stato invitato a non farlo (che è ben diverso). Non ho visto la "violenza verbale", ad esclusione dei primi post di Gasparini. Io sarò limitato e "pontificherò senza sapere un cazzo" (a proposito di violenza verbale), ma vorrei che chi ha svolto un ruolo così tragico nella nostra storia, pur avendo scontato la sua pena, tenesse un basso profilo. Tutto qui. Suggerirei di riservare le vostre scuse a qualcun altro, che forse da questi personaggi non le ha mai ricevute.

 

  1. 5/11/2008

 

QUESTO BLOG 22 (titolo originale: ET VINUM LAETIFICET COR HOMINIS)

da Vittorio Grondona - Bologna 

Il post di Pier Franco Schiavone, mi ha fatto molto riflettere… La prima cosa che mi è venuta in mente prima della riflessione è che tutto sommato le sue argomentazioni, pur essendo molto dure, non sono sufficienti per privarci della sua gradita partecipazione al blog. Spero che ci ripensi… Per la seconda volta se non ricordo male. Nel merito voglio dire ancora che è normale per tutti trovare chi non è d’accordo con noi. Anch’io ho moltissime cose che non condivido della regia CSF. Le 500 battute, per esempio, non mi sono mai andate giù. Alla mia età, è difficile cambiare abitudine, anche nello stile di rapoportarmi per iscritto con il prossimo. La mia cultura purtroppo è quello che è… Vi assicuro però che faccio di tutto per farmi capire. Così come quando mi cestina alcune personali opinioni politiche... Condivido invece l’idea che tutti dovrebbero essere ascoltati, compreso Gelli. Per esempio se le opinioni bigotte, ed oserei dire perfino innaturali, dell’On. Paola Binetti non fossero così spregiudicatamente riportate su tutti i giornali io non avrei alcun altro modo di capire che un tipo simile non potrebbe mai rappresentarmi in Parlamento. Beviamoci su, quindi e stiamo in pace!...

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 9

da Pier Franco Schiavone

CSF, è l’ultimo sforamento che ti chiedo. Non serve chiudere il blog, basta chiedere a chi non è in sintonia con te di non scrivervi più, cosa che farò; in fondo, dal 2003, ho scritto 1060 mail, troppe, le ho contate stamani dalla cartella: CSF. Quanta violenza nelle tue parole, quanta pienezza di se, quanto è autoreferenziale il tuo ritenerti maestro di tolleranza e dialettica, per poi dire che i tuoi interlocutori non capiscono un cazzo, argomentano sgangheratamente, sono illogici, intolleranti, ignoranti e presuntosi. Questo pensi di persone che hanno riversato sul tuo blog milioni di parole, e lo dici senza imbarazzo. Il tutto per aver affermato, alcuni di noi, che Morucci non è persona interessante, a causa del suo rifiuto di dialogare (il suo, buon dio! Ma possibile che tu non l’abbia capito? Qui siamo in un blog, te lo ricordi questo CSF, o no?), oltre che per le sciocchezze scritte sulle moltitudini che sparavano, sul numero dei brigatisti, e altro. Ma dove l’hai vista l’umiltà di Morucci? Il tuo esempio sul Morucci medievalista è ridicolo. Tu pensi che si debba leggere un libro indipendentemente dalle premesse inappropriate espresse dall’autore? Affari tuoi, ma chi vuole imparare non usa questo metodo, altrimenti dovrebbe leggere tutto lo scibile, anche il prossimo manuale sulla Critica della Ragion Pratica, di Valeria Marini, che vuole fare il ministro ma pensa che la Sistina l’abbia dipinta Leonardo. Il tuo, CSF, è un mondo dove anche la TV di Gelli dev’essere vista e se dico che non la vedo perché Gelli, il golpista e il poeta, non ha niente da comunicare, a me, poi, che non sono un addetto ai lavori, che non ho obblighi giornalistici, allora faccio prosopopea! Saluto tutti i blogghisti. Ah, CSF, dimenticavo, la tua giacca rosa è orrenda.

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 10

da Giorgio Guiotto

Tu puoi pensarla come vuoi, ci mancherebbe epperò mi preme ricordarti che non mi è mai passata per la mente di prendere in mano una pistola, rapinare una banca o sequestrare una persona per far valere le mie ragioni: non mi interessa se ha pagato e non sono un buonista o un falso, quello ha ucciso e chissà cos'altro, pemettimi di poter non leggerlo. Vorrei però una risposta da lui o da chi si schiera con lui: avere una pistola in mano e sparare a qualcuno, fa figo?

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 11

da Alessandro Ceratti

Sono incerto se considerarmi o meno tra coloro che hanno deluso Claudio per quanto riguarda il "caso Morucci". Tutto sommato credo proprio di essere nel novero dei reprimendi visto il mio atteggiamento, senz'altro non particolarmente amichevole nei suoi confronti. Però rivendico le mie argomentazioni che non sono né intolleranti né illogiche. Morucci non sarebbe l'unico bloggista i cui post vengono da me saltati e le motivazioni che alla fin fine mi spingono a saltare quelli di Morucci sono le stesse che mi fanno saltare quelli degli altri: scrittura ostica, argomenti non di mio interesse, eccessiva lunghezza. C'è qualcosa di male in questo?

 

RIFERIMENTO 3/11/2008

QUESTO BLOG 12

da Gianni Guasto

"Pe fa anà e cose drite, ghe voeu 'na bella lite", (trad.: "per far marciare diritte le cose, ci vuole una bella lite", o più propriamente, in genovese, "rattella") cantava secoli fa Giuseppe Marzari. E non c'é famiglia per bene in cui ogni tanto non volino i piatti. Da piccola mia figlia si spaventava: "ma voi litigate sempre!" "No, che non litighiamo, discutiamo ad altissima voooooooce", si rispondeva. Bene, le paure di mia figlia erano infondate, perché dopo trent'anni, i suoi genitori stanno ancora assieme. E allora, Claudio, rattella pure e rovescia il tavolo: ma non parlare, per favore, di chiudere il Blog. Per così poco, e con una giacca così ganza!

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 13

da Isabella Guarini, Napoli
 
Caro CSF, ora è del tutto chiaro che un blog non è un caos calmo.  Anzi è un ottimo mezzo di rimescolamento di sentimenti e pensieri che improvvisamente  si materializzano. Lo scrivere è un modo per  tenere a freno il sentire forte trasformandolo  in razionalità. Questo nella tradizione, ma chi scrive sui blog di oggi si sente libero di esternare  i più reconditi pensieri e reazioni. Il valore di questo blog sta nella varietà e genuinità degli interventi. È un rischio che bisogna correre. 

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 14

da Domenico De Franco
 
Come sempre, ogni volta che si litiga in blog, l'unico che dice di qualcosa di sensato e pacificatorio è il prof. Guasto (sarà che una laurea in psichiatria aiuta...)

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 15

da Paolo Beretta

Confermo quanto ho già detto riguardo Morucci ed il suo libro, cioè che ha tutto il diritto di parlare di cose che conosce. Non mi sembra che abbia fatto apologia di terrorismo, anche se qualche altarino ce lo potrebbe svelare (non lo diciamo a nessuno), ma non è questo il punto. Il fatto è, caro Schiavone, che se Valeria Marini avesse, per assurdo, passato dieci anni con Leonardo, la riterrei comunque qualificata per scriverne una biografia. Avendo Morucci passato qualche anno in galera, lo ritengo qualificato per parlarne, che sia terrorista, rapinatore o ladro. Che poi il blog si sia un po' troppo incattivito, sono d'accordo con Claudio, anche se mi dispiacerebbe che per questo si chiudesse baracca. Ne è la prova la battuta finale di Guiotto, sul "fare figo". Violenza verbale per violenza verbale, una battuta che non vuol dire un c…o.

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 16

da Silvia Palombi

Melotti - "Violenza delle risposte; E trovo duro da tollerare che chi mi ripiomba in quell'angoscia quasi quotidiana, siano persone le cui generalmente amabili parole mi accompagnano da anni, che sono diventati come amici, per me.;  Vorrei chiedere sommessamente agli amici di questo blog di non farmi vergognare di farne parte."
csf - "Mi chiedevo come mai il nostro blog avesse stimolato, oltre che consentito, una tale incapacità dialettica.; Chi pontificava senza sapere un cazzo.; Ho pubblicato tutti i post anche vergognandomi. L'ho fatto perché volevo che il corto circuito scattasse.; Credevo di aver timidamente insegnato un po' l'arte della tolleranza e della dialettica.; Che schifo, Barbara, che delusione, che insuccesso.; Quello che dovremmo pensare noi è: vale la pena di continuare ad andare avanti con questo blog nel quale nessuno ha imparato un tubo, nessuno è migliorato di un'anticchia?
Palombi - ELAMADONNA!!! chi si espone sulla piazza, come sul palcoscenico, si becca fischi e applausi. Tranne Gasparini che ha espresso violenza vera e gli inconsistenti che sono svaniti da sé senza lasciare il segno. Solo questo è successo. Sarebbe la democrazia.

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 17

da Francesco Falvo D'Urso – Lamezia Terme

Gentile avv. Arena, d'accordo con quanto afferma nel suo post, ma mi sfugge il concetto di vinto per quel che riguarda i mafiosi. Perché posso "ragionare" sul tragico idealismo dei brigatisti, ma sulla violenza (vigliacca) per mero potere da parte dei mafiosi no, non riesco a ragionarci: contro chi avrebbero perso? Semmai, mafiosi e brigatisti hanno perso con se stessi. Hanno sprecato la loro intelligenza e astuzia per fini esiziali.

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 18

da Rita Rosati - Roma

Nello spirito della libertà bisogna saper accettare che qualcuno non abbia tanta voglia di leggere  Morucci. La verità sta sempre a metà. Tu hai ragione ma hanno ragione anche gli altri quando dicono “non mi interessa”, è difficile digerire gli errori/orrori anche se ha pagato. Per quanto mi riguarda non saprei, non riesco a prendere posizione, si leggo ma non mi coinvolge;  è  un’esperto di carceri e noi dobbiamo ascoltarlo, facendo finta che il passato non conta nulla beh insomma, i  pre-giudizi fanno parte della vita. Certamente sarebbe più interessante sapere effettivamente com’è che andata quel pezzo della nostra storia. Oppure dobbiamo aspettare che si aprono gli archivi segreti del tuo amico Kossiga? E tu li pronto per lo scoop…

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 20

da Muin Masri

Caro Claudio, comprendo il tuo imbarazzo “intellettuale”, ma la chiusura del blog mi potrebbe causare drammi famigliari. Laura mi lascia, smetto con l’università e ritorno al mio stato di profugo ignorante. Qui da te, ho imparato molte cose: andare ovunque a piedi, schiacciare mosche senza sporcare il video, G. Guasto è convinto di essere il direttore dell’Asl 3, in realtà è perennemente ricoverato a causa delle liti con la moglie palestinese, a Lavarone ci sono un lago, un’edicola, la pasticceria, la gelateria, la fortezza e un pescatore artista di nome Giampaolo, Salina non è un’isola ma una terrazza sul mondo. Laura cosa c’entra? Passa le giornate a pianificare corsi per badanti rumene, disabili psichici, disoccupati già vecchi, italiano per cinesi etc., non è una cosa facile quando mancano i fondi. E lei, per dimenticare e avere quei cinque minuti giornalieri di pura gioia, ho scoperto che mi tradisce con te. Non sono geloso e le donne non tradiscono senza motivo. Lei dove troverà un altro amante come te! Pensaci vecchio mio e non dire cazzate.

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 21

da Francesco Falvo D'Urso – Lamezia Terme

Caro Schiavone, a me dispiace tanto se lei lascia questo blog. Ho sempre apprezzato, pur ruvidamente qualche volta, i suoi post. E mi chiedo che senso abbia partecipare ad uno spazio come questo se non per “scambiarsi opinioni sensazioni, informazioni, in una parola crescere, evolversi, arricchirsi”… anche nella risata? Questa è (era) un'occasione da non perdere, per tutti i frequentatori del blog: non si può rispondere solo con la pancia. Abbiamo il dovere minimo di confrontarci con le nostre emozioni e le derivate opinioni. Per quel che riguarda il padrone di casa: è un giornalista, mica il padreterno. E a questa età la pazienza ha più di un limite. Se lo si pone nell’alto dei cieli è chiaro che ci si offende! Ma se lo riportiamo a terra come tutti quanti noi, alla sua presunta alterigia si può al massimo storcere il naso. A mio parere la discussione fuori dalle righe da ambo le parti può essere solo giustificata dall’affetto, da una frequentazione così intensa, da una familiarità che rasenta l’amicizia. Altrimenti 1060 mail per dirsi il nulla sono veramente troppe!

 

RIFERIMENTO 5/11/2008

QUESTO BLOG 23

da Barbara Melotti

mi spiace molto reintervenire. Non avrei voluto. E ho cercato anche di non farlo. Anche perché con Silvia siamo amiche. Ma quando si è in ballo, è giusto ballare. Cito, Palombi - ELAMADONNA!!! chi si espone sulla piazza, come sul palcoscenico, si becca fischi e applausi (...) e lo faccio, ahimè, perché Silvia esemplifica, con il suo tuttomaiuscolo (lo strillo di Internet) e con il suo estrapolare una frase e interpretare quella solo come mio pensiero con tutta evidenza, esattamente il disagio che provo. Perché, Silvia, nel mio post mi pareva aver messo bene in chiaro che non credo che il clima qui costituisca un problema per Morucci, e in ogni caso che non è quello che mi spiace, anche fosse, che certo non volevo fare in alcun modo la sua difesa d'ufficio (a che titolo, poi?). E' il disagio che dà a me, e forse non solo, o almeno mi pare. E questo è il mio parere. Ed è il mio (e non solo) modo di vedere il dialogo in un posto che desidero frequentare. E mi pare che sia la democrazia, appunto, amica mia il fatto che io lo condivida qui con voi. Io non credevo di stare, qui, né in palcoscenico, né in piazza, credevo di stare fra amici.

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 24

da Emilio Pierini – Porto Recanati

Caro Claudio, Schiavone in questi anni ha scritto 1.060 mails  al tuo blog. Cazzo, se ragionassimo in termini aziendalistici potremmo dire che il buon Pier Franco ti ha garantito almeno il 10% del fatturato. E cosa facciamo ? Nel giorno in cui un nero che di cognome fa Hussein diventa Presidente degli Stati Uniti d’America, noi, per piccole diatribe ideologiche, perdiamo chi ti assicura un sostanzioso PIL del Blog ?  Suvvia Claudio !! Ricuciamo...

Informazione di servizio: questo blog consta di 32018 post, questo escluso.

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 25

Da Biagio Coppola, golfo di Napoli

Vorrei volgere un accorato invito al caro schiavone affinché cambi idea circa la sua intenzione di abbandonarci: Schiavò torna ‘stu Blog aspetta a te!

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 26

da Alessandro Ceratti

Che fine ha fatto Morucci? C'è un dibattito infuocato su di lui e lui è latitante! (ehm ehm).  Se non interviene per delicatezza, visto che appunto sul suo "diritto" di intervenire si sta discutendo, non si faccia scrupoli! Si butti nella mischia, questo è il vero modo per farsi accettare. Se non scrive perché semplicemente ci ignora, e dopo aver mandato un paio di post a questo sito ora sta navigando tranquillamente per altri mari, ebbene: allora a noi non resta che fare altrettanto, con l'unico rimpianto di aver dato troppa importanza a un intervento sporadico. Quello che invece non manderei giù volentieri è scoprire che Morucci continua a leggerci, ma in buona sostanza non si degni di intervenire, dall'"alto" della sua posizione di "quasi famoso". Tu, Claudio, che forse hai qualche informazione in più, sai dirmi in quale caso ci troviamo?

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 27

da Silvia Palombi

Ignoravo il significato del maiuscolo in internet. Non volevo strillare ma enfatizzare. Noi romani siamo un po’ sguaiati, col ritorno dell’insufficienza in condotta rischio grosso. Ho estrapolato le frasi per me più pesanti (più pesante csf sinceramente) e raccolto tutto sotto un titolo che è stato cambiato. Per come era confezionato il post “La violenza delle parole” (questo il mio titolo) mi equiparava a Melotti e Sabelli. Chiedo venia e non lo farò più. Però un blog non è il salotto di casa, qui cara Barbara non sono proprio d’accordo, per me un blog è una piazza, ci vado, quando ne ho voglia, anche se so di trovarci persone che non mi piacciono affatto.

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 28

da Oreste Tappi, Roma

Claudio, in questo anno in cui ho deciso di sottrarmi all’”ansia” di dire la mia, ho ancor più apprezzato la funzione anche pedagogica (cui giustamente tu tieni) del tuo blog, e te ne ringrazio.   

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 29

da Giorgio Goldoni

Anche dal mio angolino vorrei spezzare una lancia in favore della continuazione del blog. Aggiungo un commento pessimista sul futuro: non è stato il New Deal roosveltiano a riportare in piedi gli USA della grande depressione, ma in realtà è stata la seconda guerra mondiale! Oggi le guerre come soluzione di problemi economici importanti non sono più attuali (o no?).

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

QUESTO BLOG 30

da Vincenzo Rocchino, Genova
 
Chi scrive su blog accetta il confronto, con scambi di battute, che possono diventare anche vivaci. Non mi sono accorto di essere stato "intollerante, illogico, violento, (né di avere) pontificato, provocato la bolgia, la (tua) vergogna, il cortocircuito, (lo) schifo", né ho definito "appestato" nessuno. Leggere di carcere patito per gravi reati commessi, e scontati abbondantemente, ha provocato in me il disagio che mi ha portato a scrivere di "referenziati" pensando a Cossiga (non a Morucci), quando dispose che in caso della liberazione di Moro da parte delle BR, questi "doveva essere trasferito immediatamente in una casa di cura perché non più in possesso delle sue facoltà mentali". (Questa la dice lunga sulla voglia di volerlo libero, il presidente). Potrà sembrarti strano, ma a me quel fatto mi lasciò sconvolto. Comunque se il mio post è stato la causa, o ha concorso a provocare tanto sconquasso, ti chiedo scusa e mi ritiro in buon ordine.

 

RIFERIMENTO 7/11/2008

IL CARCERE HA UN ENORME PESO

da Valerio Morucci
 
Il carcere ha un enorme peso. Cemento, acciaio, pietre per migliaia di tonnellate. Si potrebbe dire che è un prodotto da industria pesante. Quella su cui aveva puntato il socialismo staliniano e quella che il capitalismo occidentale ha dovuto abbandonare da tempo. Ma fino al boom economico l'industria pesante tirava eccome. Espansione dei consumi di 'beni durevoli', erano chiamati. Durevoli, duri, pesanti. Automobili, frigoriferi, lavatrici, televisori di spesso legno pieni di valvole e metallo. Tutto un mondo fondato sull'elettro-meccanica. La pesantezza del carcere-penitenziario, prodotto ottocentesco, aveva ancora in quegli anni un rapporto con la pesantezza della società. Ma quella società è stata messa all'angolo dall'avvento dell'informatica. Silicio, rame, un po' di plastica. Ci sono ancora le automobili, treni, aerei, lavatrici, c'è ancora la pesantezza, ma nessuno di questi pezzi di ferro funzionerebbe senza l'elettronica. Tutto il ritmo del mondo, della nostra vita, è scandito dall'inconsistenza, dall'assoluta leggerezza dei bit. La potenza di calcolo che trenta anni fa stava in un, pesantissimo, calcolatore a nastri che occupava uno stanzone, oggi può stare nel palmo di una mano. La domanda è: "Quale'è oggi il rapporto tra l'enorme pesantezza del carcere e un mondo il cui ritmo vitale è dato da bit privi di peso?". Da un'altra visuale si può prendere la pena. Quella della velocità. Il mondo di 70 anni fa andava a una velocità enormemente minore del mondo attuale. Nella stessa quantità di tempo sarebbe oggi possibile vivere. almeno, un paio di vite di quelle vissute in quegli anni. Vale a dire che in una stessa quantità di tempo la vita è molto più densa, vissuta. Se venti anni di vita ne possono valere quaranta di quelli vissuti allora, come la mettiamo con una pena a venti di quegli anni di carcere? Ne varrebbe quaranta di quelli di oggi? Perchè la vita è diventata più veloce, densa, vissuta ma le pene sono ancora quelle stabilite negli anni '30.  

 

RIFERIMENTO 9/11/2008

QUESTO BLOG 31

da Carla Bergamo, S. Paulo

Entro, mio malgrado, nella ridda sorta "a causa" del Sig. Morucci. Penso sia ingiusto perdere Schiavone, dopo essere stato uno dei principali artefici del successo del blog. Se Morucci, come dite, ha pagato il suo debito, ciò non significa che tutti automaticamente dimentichino. È una parte della storia d'Italia di cui penso nessuno vada fiero, e che ha contribuito al rafforzamento del centro-destra nel paese, a detrimento di quanto conquistato fino allora dalle forze progressiste. O sbaglio?
P.S. E, se invece di Morucci, si chiamasse Vallanzasca?...

 

RIFERIMENTO 9/11/2008

IL PESO DEL CARCERE E LA RELATIVITA'

da Vincenzo Rocchino, Genova

"la vita è diventata più veloce, densa, vissuta ma le pene sono ancora quelle stabilite negli anni '30". Se fosse valida la considerazione di Moretti, la stessa varrebbe per le vittime, costrette a vivere un più lungo periodo di dolore, dove, per loro, non sono previste riduzioni di sorta. Un sistema che tenesse conto di questa "variabile" porterebbe le pene carcerarie ad essere aumentate in proporzione. Penso che non sarebbe conveniente.

 

RIFERIMENTO 9/11/2008

SPAZIO-TEMPO REALE

da Isabella Guarini, Napoli

Il peso del carcere, scrive Morucci, è ancora quello degli anni trenta, mentre nell'era dell'informatica, "il ritmo vitale è regolato da bit privi di peso" L' affermarsi dell'immateriale che connota le società high tech e rende reale l'istante dovrebbe comportare una revisione di alcuni concetti sin qui validi: il peso valutato in tempo da trascorrere in carcere a favore di un peso che prescinda dal tempo. Penso che ciò non sia possibile perché il tempo dell'immateriale è il tempo reale, ovvero uguale a zero. Se nella formula s=vt il valore di t è zero, si annulla la velocità e lo spazio. Ciò significa che lo spazio del carcere scomparirebbe del tutto insieme al peso.

 

RIFERIMENTO 10/11/2008

VALLANZASCA: PERCHE' NO?

da Gianni Guasto

Se Vallanzasca partecipasse al Blog per rivendicare un ruolo di Padre della Patria (stato giuridico ottenibile da chiunque abbia partecipato ad almeno tre puntate di Porta A Porta), effettivamente sarei molto seccato. Ma se lo stesso partecipasse per raccontarci la vita del carcere e che cosa pensa un (ex?) delinquente, perché non dovrei starlo a sentire? Io gli rivolgerei persino la parola; in fondo, le sbarre di un carcere non sono (più, da tempo) le sbarre di uno zoo.

 

RIFERIMENTO 10/11/200

DENSITA' DI VITA VISSUTA

da Valerio Morucci

Scrivendo densità di vita vissuta, gentile Massimo Mai, intendevo di esperienze non di semplici eventi. A esempio per i ragazzi dalle elementari alle medie: viaggi, gite culturali, corsi di teatro, letture, ricerche in Internet, e molto altro. Quindi, se l'esperienza è crescita, maggiore densità di crescita in una stessa unità di tempo. Fattore di modificazione che vale per le persone ma anche per la società. Quindi uscire dopo dieci anni di carcere in questo XXI secolo può valere - nei rapporti familiari, interpersonali e in rapporto alla 'tecnologia' dei processi lavorativi - a un tempo doppio che negli anni '30 (solo per indicare una maggiorazione non certo come calcolo matematico). Vale a dire che dopo dieci anni di carcere, oggi, un padre può ritrovare un figlio quattordicenne che è praticamente marziano rispetto a lui. Cosa che non avveniva negli anni '30. Idem per il lavoro. Se si finiva in carcere negli anni '30 con una qualche competenza professionale, quella sarebbe valsa a un possibile reinserimento anche dopo dieci anni. (Ma anche fino ai '50). Oggi, poniamo un meccanico di automobili, uscendo dopo dieci anni rischierebbe di rimanere tagliato fuori dal mercato del lavoro, perchè le automobili vanno a elettronica, e solo secondariamente a benzina.
Ma non sarebbe mio intento con queste succinte note suscitare ragionamenti 'tecnici' - che andrebbero lasciati ai tecnci - ma soltanto una qualche riflessione sull'istituzione carceraria che, per essere una struttura coercitiva di non poca violenza, è possibile che sia data un po' troppo per scontata come risposta alla devianza sociale. Riflessioni da parte di cittadini, secondo coscienza sociale e non secondo una reazione passionale, perchè è in nome dei cittadini - quindi con il loro assenso-consenso - che si condanna al carcere.

 

  1. 5/11/2008

 

TU QUOQUE, VATICANO?...

da Vittorio Grondona - Bologna

Uno dei principi religiosi si basa anche sulla verità assoluta che Dio è in ogni luogo. Chi meglio di lui potrebbe quindi giudicare il comportamento dei suoi credenti? Nulla può sfuggire infatti al Padreterno, nemmeno l’impiegato che si assenta dieci minuti per un caffè. Eppure anche il Vaticano si è tragicamente brunettato. Tornelli  e cartellini per tutti… O quasi… Non penso che il Santo Padre sarà sottoposto a questa umiliazione terrena… Lui pur essendo il vicario in terra di Dio, prudentemente non è stato ancora dotato dei suoi poteri. Per adesso è costretto a ricorrere al tornellificio ecclesiastico.

 

  1. 7/11/2008

 

APPEROCONATI PSICOLOGICAMENTE

da Vittorio Grondona – Bologna

Il nostro Cavaliere afferma che i conduttori Tv sono apperoconati alla sinistra. Già detta da lui la frase fa ridere a crepapelle. Parla proprio lui che in Italia ha tutto il Parlamento di maggioranza apperoconato ai suoi piedi. Lui, però, a sua volta si appecorona senza pudore alcuno a tutti i leader potenti. In un recente pubblico incontro manifestava apertamente a Bush il suo tifo appassionato per McCain. Ora gli piace Obama… Valli a capire questi apperoconati. Con Putin, tanto per dire, si era fatto fotografare con un ridicolo colbacco in testa… Con Busch indossava un capello da perfetto cow boy… Speriamo che in una prossimo incontro con Obama non gli salti in testa la malaugurata borgheziana idea di farsi fotografare con una sveglia al collo.

 

  1. 10/11/2008

 

IL SENSO DELLA MISURA

da Vittorio Grondona - Bologna

Ho sentito il Cavaliere che presto riprenderanno i lavori per il ponte sullo stretto. Da sempre ha detto che i soldi glieli metteranno gli imprenditori e quindi il ponte non costerebbe una lira agli italiani… Solo il pedaggio per qualche anno. Forse mille se va bene, profetizzo io… Quisquiglie dunque… A parte il fatto che è estremamente azzardato affidarci davvero a tale fantastica prospettiva, consiglierei di distogliere l’attenzione dal ponte per concentrarla alla costruzione di nuove patrie galere per reggere il ritmo degli internati… Oggi lo stato di polizia instaurato dalla scellerata irrazionalità della tolleranza zero mette in galera chi abbandona un materasso per strada in zona di emergenza rifiuti o chi scrive una fesseria sui muri… Non c’è proprio più il senso della misura. A Catania per molto tempo hanno gettato nei lavandini sostanze chimiche, rifiuti cancerogeni di esperimenti di farmaci, recando danni incalcolabili a persone e cose… Chissà se in questo andazzo da burla i colpevoli andranno a finire in galera a far compagnia ai graffitari oppure saranno promossi parlamentari o assessori.

 

  1. 12/11/2008

 

TITOLI RIASSUNTO

da Vittorio Grondona – Bologna

Appena aperta la pagina 9 di La Repubblica di oggi, la lettura dei titoli mi ha mosso ilarità. Il primo riguarda l’intervista al Cavaliere di Claudio Tito: “Basta con la TV che mi dileggia questa sinistra è contro l’Italia”. Sottotitolo: “ La Bicamerale di Fini? Mi occupo di cose importanti”. A conferma di quest’ultima dichiarazione in fondo pagina interviene il titolo dell’articolo di Omero Ciai: “E davanti a Lula schiera i brasiliani del Milan”. Davvero esilarante l’accostamento dei due titoli.

 

RIFERIMENTO 10/11/2008

LULA IN ITALIA

da Carla Bergamo, S. Paulo

Non ho trovato nemmeno una riga sulla visita di Lula (con 6 ministri) sui giornali italiani online. Spero che ne parlino almeno nei giornali cartacei e in TV. Perché sarà che l'America Latina è tanto indifferente agli Italiani? Eppure il Brasile fa parte del G20 ! E il continente sudamericano è in costante crescita, sia in termini economici che di democrazia. In compenso grazie alle prime pagine dei giornali online sappiamo quando e come Hilton ha perso la verginità, la lista aggiornata di tutti i calendari del 2009, per non parlare delle intimità della Marini (ooops!). Uffa.

 

RIFERIMENTO 10/11/2008

LULA IN ITALIA / 2

da Claudio Urbani, Roma

Scherza amica Carla? Lula è stato accolto con molta considerazione dal nostro governo: come suo rappresentante il berlusca ha incaricato il ministro Carfagna di accoglierlo ufficialmente.

 

RIFERIMENTO 11/11/2008

LULA IN ITALIA / 3

da Michelangelo Moggia

Sono quasi dispiaciuto di dover prendere le difese del Tg1, ma ieri nell'edizione delle 13 ( e mi sembra anche in quella delle 20) hanno mandato in onda un servizio su Lula ricevuto al Quirinale da Napolitano.

 

RIFERIMENTO 11/11/2008

LULA IN ITALIA / 4

da Carla Bergamo

Perbacco! Persino il nostro piccolo grande Lula è più alto del pifferaio magico! Sto seguendo da qui la visita del nostro Presidente al belpaese. A me è piaciuto il discorso che ha fatto durante l'incontro con Napolitano (companheiro Jorge); e a voi?

 

RIFERIMENTO 12/11/2008

PARLA DELLA BBC?

da Pino Granata

Il Prescritto si lamenta che le televisioni lo attaccano tutte le sere e che di questo lui è stufo. E' evidente che non si riferisce alle televisioni italiane che se ne guardano bene dall'attaccarlo e che invece non fanno altro che nascondere la verità o minimizzarla. Evidentemente parla delle televisioni straniere che , grazie al cielo, sono libere di raccontare, qualche volta, la verità. Ora questo sfogo del presidente mi spaventa non poco perchè può significare che il Prescritto vuole limitare ancora di più la libertà di espressione in questo Paese.

 

  1. 12/11/2008

 

ALITALIA ALLO SBANDO

da Vittorio Grondona - Bologna

E così devo brutalmente dire che anche Ballarò mi ha stufato. Dare voce praticamente solo alla politica ed a sindacati consenzienti su temi come la tragedia sociale Alitalia è davvero il colmo dell’indecenza dell’informazione. Ricatti, minacce… Di tutto è capace questa politica che di squallido valore ha solo la faccia tosta. Dove erano, per esempio, Angeletti, l’On. Sacconi e tanti altri responsabili quando si facevano le scelte scellerate con lo scopo recondito di portare alla disfatta l’Alitalia per poterla poi regalare al capitalismo in bolletta uso in Italia a fare affari pagando con la carta straccia senza sborsare mai un quattrino vero? Sempre là… A chiacchierare di niente. Ora fanno pagare ai lavoratori la inettitudine della gestione della quale la politica è sul primo gradino della scala delle responsabilità. E’ davvero sconcertante che molti cittadini non comprendano questo tragico epilogo sociale che, buon per loro, sta capitando ad “altri”. Una signora intervistata in un aereoporto dai servi radiofonici del padrone ha perfino sbottato: per me tutti i dipendenti di Alitalia possono morire di fame…

 

  1. 15/11/2008

 

ACCANIMENTO SATIRICO / 2

da Vittorio Grondona – Bologna

In un paese democratico la satira è necessaria più di ogni altra cosa per aiutare la gente ad usare il proprio cervello nel giudicare gli avvenimenti che interessano tutta la comunità. Chi ride o sorride di solito trova la relazione con quello che vede o sente. Si può fare buona satira con caricature disegnate oppure esagerando con le parole, ovviamente nel limite consentito dalla legge e dalla decenza. Il corpo, gli atteggiamenti, il frasario, le contraddizioni della persona presa di mira, che normalmente si tratta di un potente che ne approfitta vistosamente della sua potenza, sono gli elementi essenziali per comporre una satira degna di essere tale. Il bersaglio non democratico non accetta mai la parodia della sua persona, anzi la combatte con ogni mezzo, lecito e non. Più è potente e più ci riesce (...)

 

RIFERIMENTO 14/11/2008

ACCANIMENTO SATIRICO

da Isabella Guarini, Napoli

Caro CSF, a me sembra che si stia esagerando nel dileggiare il nostro Presidente del Consiglio che , comunque ci rappresenta in Italia e all'estero. Dico dileggiare perché non si tratta di satira, ma di rilievi su cartteristiche fisiche che non fanno onore alla satira. Ma, tant'è, se il dileggio è il simbolo della nostra claudicante democrazia, non c'è né da ridere né da sorridere.

 

RIFERIMENTO 15/11/2008

IL PRIMO MINISTRO ITALIANO E IL RISPETTO

da Carla Bergamo

Per essere rispettati bisogna rispettare. Io non posso rispettare un primo ministro che mi ha chiamata "coglione" perché non ho votato per lui. E che invece di accettare la sua (mancanza di) statura (a questo punto pure morale) e la sua calvizie, si destreggia in ridicoli tentativi di minimizzare i suoi, chiamiamoli così, difetti fisici.

 

RIFERIMENTO 15/11/2008

IL "TUO" PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, NON IL MIO

da Valeria Tafel, Pisa

Parlare ognuno per sé. A me, non mi (à la française) rappresenta affatto quell'uomo. E non mi sembra che le battute sulle caratteristiche fisiche a lui siano estranee (vedi l'abbronzato), dunque perché non dovrebbe tollerarle su di sè? E comunque, se vogliamo ascoltarla bene, la satira, c'è ben altro che solo battute sulle carenze fisiche! Ci sono ben altre carenze sottolineate nei contenuti, ad esempio, della Guzzanti.

 

RIFERIMENTO 15/11/2008

IL SENSO DELLE ISTITUZIONI

da Isabella Guarini, Napoli

Per quanti ragionano come Valeria Tafel, che distingue tra "il mio e il tuo" nel parlare di chi rappresenta, perché eletto, le istituzioni, non c'è possibilità di dialogo. Mi dispiace e penso che "il mio e il tuo" appartenga al linguaggio dei bambini che ancora non hanno acquisito il senso della democrazia. Ma stando al gioco, dico: sarà per te satira di contenuti quella della Guzzanti, per me è solo un mediocre spettacolo sub-reality. Parapat.

 

RIFERIMENTO 16/11/2008

ACCANIMENTO SATIRICO / 2  (3)

da Claudio Urbani, Roma

Sono un po' confuso, ma l'amica Isabella si lamenta perché viene dileggiato Berlusconi o il presidente del consiglio? Le caratteristiche fisiche sono quelle utilizzate da caricaturisti da sempre, sottolinearle ironicamente non ci azzecca nulla con le sue cariche. Dissociarsi dalle sue castronerie ufficiali mi sembra perfettamente lecito, soprattutto quando,senza contraddittorio, ci si sente apostrofare cojione, imbecielle ecc.

 

  1. 16/11/2008

 

A SINISTRA PIU' LEALTA'

da Vittorio Grondona - Bologna

L’elezione del senatore Villari alla presidenza della Commissione di vigilanza della Rai, peraltro votato non solo dal centro-destra, è il frutto di una politica birichina dove valgono di più le succolente poltrone che gli interessi del Paese. Nessuna meraviglia quindi se non si dimetterà. Veltroni deve prendere atto che non è affatto circondato da molti amici. Se pertanto continuasse a cercare l’inutile dialogo con questa destra avida ed autoritaria e se si fidasse ancora ciecamente del centro ballerino, potrebbe avere presto la sorpresa di trovare nel suo piatto solo la pelle della salsiccia. Provi quindi a riesaminare possibili alleanze con la vera sinistra, troverà forse più dissensi alla luce del sole, ma di sicuro potrà contare su alleati leali che per cultura da sempre cercano di migliorare la vita dei più bisognosi. Oserei dire con più zelo ancora del ricco Vaticano.

 

RIFERIMENTO 16/11/2008

VILLARI

da Ganni Guasto, Bogliasco

Un parlamentare, eletto dallo schieramento avversario in dispetto al proprio, non si dimette. Dignità l'é morta: poi verrà il Gruppo Misto, e in seguito, alle prossime elezioni, si vedrà da che parte stare.

 

RIFERIMENTO 17/11/2008

IL SOLITO AUTOLESIONISMO

da Michelangelo Moggia

Sono un convinto sostenitore del Pd, ma i fatti degli ultimi giorni (e non solo) mi fanno cadere le braccia: il "caso" Villari e il bigliettino del sen. Latorre durante una trasmissione su La7. Sono stufo di questi personaggi che tengono i piedi in due scarpe, che, per ragioni temo inconfessabili, ritengono giusto "collaborare" o addirittura venire in soccorso di questo governo e questa maggioranza. In un partito serio Villari dovrebbe dimettersi dalla presidenza della commissione o essere espulso. Quanto a Latorre mi viene in mente ciò che disse qualche anno fa Nanni Moretti: "Con questi leader non vinceremo mai".

 

RIFERIMENTO 17/11/2008

PARLAMENTARI STAMINALI

da Gianni Guasto

L'aggettivo "staminale" con il quale i biologi definiscono cellule ancora indeterminate e capaci di trasformarsi in qualunque altro tipo di cellula del corpo, si potrebbe usare anche per quei parlamentari che, a un certo punto della legislatura vanno incontro a kafkiana metamorfosi, dopo aver tenuto sulla corda i leaders di governo e di opposizione per periodi anche molto lunghi. Ieri De Gregorio, oggi Villari. E, prima ancora, ricordo un Buttiglione e un Tremonti, che, una volta eletti, sentirono il richiamo irresistibile dello schieramento opposto. Chi ricorda gli altri? Perché non compiliamo un bel catalogo, corredato dei tempi di mibutto-nonmibutto?

Carrara (csf)

 

  1. 17/11/2008

 

FANNULLONI DI SINISTRA

da Vittorio Grondona - Bologna

E’ l’ultima estenazione del solerte ministro Brunetta. Siamo quindi avvisati, ogni tentativo degli operai di migliorare la qualità di vita è per l’On. Brunetta un sintomo della tendenza al beato far niente. Tralascio dal dire quello che penso io della qualità del lavoro e della tanto auto-vantata abilità del ministro… Quello che mi dispiace di più è il fatto che ancora ci siano in circolazione dei servitori degli schiavisti che per i padroni, di norma fannulloni per istituzione, mi riferisco ovviamente ai molti ricchi, pseudo imprenditori e non, che vivono da gran signori sulle spalle degli operai, si prestino a battere il tamburo dei tempi lavorativi degli unici che effettivamente producono. Chi non ce la fa a tenere il ritmo e si accascia gettando sfinito la spugna va buttato in mare senza pietà. Ciò succede quando allegri amministratori della cosa pubblica destinano il progresso tecnologico all’esclusivo profitto del capitale e non al miglioramento della società.

 

RIFERIMENTO 17/11/2008

STAZIONE TERMINI

da Valerio Morucci

Paolo ha cinquant'anni. Metà li ha passati a fare l'operaio, dormendo ogni notte nel suo letto, cucinando i pasti nella sua casa. L'inverno scorso in un grave incidente si è ferito a una mano e da allora ha perso il lavoro. Con quello, tutta la vita che aveva. Oggi tira a campare come può, racimolando cibo alla stazione Termini e mettendosi addosso quello che gli passano i volontari. Quando adocchia qualcosa di commestibile tra i rifiuti non esita a frugare, a infilare il braccio nell'immondizia sotto lo sguardo pietoso di turisti e pendolari. All'inizio si vergognava, entrava 'in azione', guardingo. Ora si avventa come un leopardo sulla preda, per paura che qualcuno più lesto la porti via. Come Paolo, decine di nuovi poveri si muovono ogni giorno nella stazione, confondendosi tra i passeggeri dei treni e i clochard. l volontari stessi, quando passano a distribuire i pasti, faticano a riconoscerli dai "cittadini normali": il più delle volte sono ben vestiti, educati. Degli "insospettabili".
“Quando distribuiamo vestiti c'è chi si avvicina e chiede se per cortesia possiamo procurare una giacca beige da abbinare a un certo pantalone o un pantalone blu perché "sta bene con una determinata camicia" - raccontano i volontari. Anche quando si vive nel bisogno a volte resta la voglia di piacersi. Resta la personalità”.
Help Center della Stazione: l'utenza che si è rivolta per la prima volta allo sportello in questi mesi si contraddistingue per condizioni alloggiative stabili. I nuovi poveri con dimora salgono dal 23% di marzo al 27% di maggio.\\ (Con un 4% ogni tre mesi saremo oggi al 35%).

Se una qualche percentuale, anche minima, di questi 'nuovi poveri' commettesse un reato per sopravvivere, finirebbe, in nome di tutti i cittadini, in quel carcere di cui a quegli stessi cittadini non interessa molto parlare. Anche se si può presumere che nel caso - malauguratamente per le imprevedibili avversità della vita - toccasse a loro strillebbero come aquile.
Ma si può credere, a scusante, che la disattenzione possa anche essere causata dalla grande mole delle cattive notizie del momento. Nel caso specifico anche dal 'medium'. Il Blog è come una bacheca su cui appiccicare il proprio post-it, con il pensiero del momento. E' un quotidiano, non un settimanale di approfondimento. Forse CSF, di rientro dal Giappone, e quindi da un bagno di aggiornamento tecnologico, potrebbe dar vita a un Forum che possa raccogliere a conributo opinioni maggiormente ponderate e articolate.

 

RIFERIMENTO 17/11/2008

CATTO-COMUNISMO

da Biagio Coppola, golfo di Napoli

Apprezzo molto "lo schiaffo in faccia" di Morucci sulla situazione dei clochard alla stazione Termini simile, per certi versi, simile al poetico post di Tassinari su Andrea. Negli anni '70 sarebbero stati tacciati entrambi di cattocomunismo, in primis dai socialisti, nemici storici della sinergia di pensiero e azione che contraddistingueva le due "religioni", e poi da chi aveva la pancia piena e si beveva Milano e non aveva certo tempo e modo di accorgersi di quello che succedeva a chi non aveva la fortuna di appartenere alla omogenea normalità borghese. Ben venga il forum ben vengano aspre battaglie dialettiche proviamo, almeno in questo blog, a non appiattirci a non omologarci ai benpensanti che apprezzano, per esempio, il lavoro del ministro Brunetta !

 

  1. 18/11/2008

 

I PACCHI DI VILLARI

di Sebastiano Messina (grazie a Vittorio Grondona)

 

  1. 20/11/2008

 

COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI

da Vittorio Grondona - Bologna

Come sottolinea CSF in una sua “mosca al naso” convengo pure io che debba essere proprio una tortura dovere guardare per mestiere i programmi televisivi. Eppure ora siamo arrivati al punto che senza il digitale terrestre è quasi un’impresa vendere un TV. Quelli rimasti in pratica vengono svenduti. Io, da sempre appassionato di video, musica e foto, sono stato tra i primi a comprare il relativo decoder con l’aiuto dello Stato. Mi calarono circa 70 euro, previa una prassi burocratica che rasentava l’idiozia. (...) Tutto questo per dire che da molto tempo ho a disposizione ben 74 canali su cui guardare ininterrottamente la pubblicità, alternata da pizzichi di televisione deficiente per fortuna di brevissima durata.

 

RIFERIMENTO 19/11/2008

DESOLANTE VELTRONI

da Antonio Schiattarella

Ho letto la risposta di Veltroni a Galli Della Loggia e da elettore del PD l'ho trovata semplicemente desolante. C'è bisogno di vero leader, uno che mandi a quel paese il primo Villari che gli capita tra i piedi e invece ci ritroviamo un segretario che, dopo mesi che non ne imbrocca una che una, vieni a dirci la solita solfa del siamo i più buoni, i più bravi, i più onesti, e i più intelligenti. La prossima volta invece di andare a piagnucolare dal Presidente della Repubblica perché con una furbata ci hanno fregato la merendina preparata dalla mammina, non sarebbe stato meglio assestare un bel calcio negli stinchi al furbetto e ai suoi mandanti? Prego il Signore ogni giorno perche questo calvario finisca e ci spedisca come d’incanto un “Zapatero” o un “Tony Blair”.

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

RIUSCIRA' IL NOSTRO EROE ....

da Gianni Guasto

Nonostante l'intesa bipartisan raggiunta sul nome dell'ottimo Zavoli, io credo sia giusto lottare ad oltranza perché l'eroico Villari riesca a non farsi staccare, neppure con la fiamma ossidrica, dalla poltrona miracolosamente conquistata.
Lo so che c'é l'accordo fra le parti, che Zavoli é Zavoli (ha persino scritto "La notte della Repubblica", che non era certo una fiction di Canale Cinque) e che in questo modo fanno tutti una figura decente. Ma é proprio per questo che Villari deve restare: la decenza é vecchia, superata, contraria all'estetica dei tempi.

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

L’OPPOSITORE BUON SAMARITANO

da Livio Pedrazzoli

Svelato da Antonello Piroso il pizzino soccorritore di Latorre per Bocchino. Che la sinistra italiana preferisca l’autolesionismo alle responsabilità di governo l’avevamo già capito da tempo, che avesse anche rinunciato a fare l’opposizione era, seppur fondato, ancora un dubbio. Nicola Latorre ci ha tolto anche questa incertezza. Ma non è lo stesso che mediava le telefonate Consorte – D’Alema? C’è chi sogna uno Zapatero o un Obama italiano. Tranquilli … Silvio forever!

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

DESOLANTE VELTRONI /2

da Rita Rosati -

Sono d’accordo con il sig. Antonio. Solo una cosa  diversamente consiglierei: non un calcio agli stinchi ma al sedere, e non solo Villari ma anche a La Torre e anche alla Binetti. Anche se poi gli avversari l’accuserebbero di essere un crudele comunista. Inoltre vorrei ricordare che Veltroni segretario dei DS (1998-2001) portò il partito a consensi molto bassi. Cofferati è stata l’occasione persa. Ma baffin-D’Alema non volle.

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

VILLARI FAN CLUB

da Gianni Guasto

Orsù, lobbisti, fondiamo il primoVillari Fan Club d'Italia, dedicato all'unico autentico interprete dello spirito del tempo, nella certezza che la sua eroica battaglia vada incontro al trionfo e all'apoteosi.

Fatto, su Facebook (csf)

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

IL VILLARI FAN CLUB HA GIA' I PRIMI MEMBRI

Andare su facebook per credere
http://www.facebook.com/group.php?gid=45515459251#/group.php?gid=45515459251
Stiamo anche studiando il decalogo
Primo: Villari è attaccato alle istituzioni. E non si stacca
E c'è anche un premio annuale. La Coppa Vinavil. (csf)

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

CUCU'

Da qualche giorno qui a Lavarone si dibatte, si avvista, si discute. Capannelli, assembramenti, discussioni animate. Lo hanno visto a Masi di Sotto. Ma chi l’ha visto? L’ha visto l’autista della corriera. Ma sei sicuro? L’hanno visto anche al lago. E poi l’hanno visto ad Azzolini degli operai. L’hanno visto anche alle Vezzene. Addirittura alle Vezzene?. E tu che fai se lo incontri? Che faccio? Telo.
L’orso. Forse il figlio di Yurka. Qui a Lavarone noi parliamo dell’orso. Sì, lo so che a voi non ve ne frega niente. Ma avete un’idea di quanto non gliene freghi niente ai lavaronesi di Villari? Noi siamo in Trentino. Il laboratorio della politica nazionale. La provincia dove è nata la Margherita. Una Margherita senza Villari. Una Margherita con l’orso. Vuoi mettere? (csf)

 

RIFERIMENTO 20/11/2008

VILLARI

da Biagio Coppola, golfo di Napoli

C'è poco da scherzare signori il poliedrico Villari non rappresenta altro che il frutto della degenerazione in cui è scaduta la politica. Vedrete che non mollerà a mani vuote, qualcosa otterrà in cambio del forzato dietrofront.

 

  1. 21/11/2008

 

LA FUNZIONE DEI NOMINATI POLITICI

da Vittorio Grondona - Bologna

Supponiamo che il senatore Villari fosse stato eletto dalla gente e quindi non nominato dal partito. Nessuno avrebbe avuto il coraggio di dire “beo” sul suo comportamento. Qui sta la differenza, un nominato non rappresenta gli elettori, ma in sostanza diventa un servo “signorsì” del partito nominante. Non mi pare che la nostra Costituzione, ogni giorno sempre più calpestata, preveda un tale squallido sviluppo del sistema elettorale.

 

RIFERIMENTO 21/11/2008

ADN KRONOS

RAI: SU 'FACEBOOK' CRESCE IL 'VILLARI FAN CLUB' =
NEL SOCIAL NETWORK SOSTEGNO E CRITICHE AL PRESIDENTE VIGILANZA

Roma, 21 nov. (Adnkronos) - Riccardo Villari si fa largo anche nel mondo virtuale di Facebook. Nel social network esiste un 'fan club' intitolato al presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai che conta, al momento, oltre 300 iscritti. E tutto lascia pensare, vista anche la serenita' con cui il senatore Pd affronta la
situazione, resistendo agli appelli per le sue dimissioni di tre delle quattro piu' alte cariche dello Stato e alla procedura di espulsione dal gruppo Democratico, che il circolo di appassionati della vicenda potra' ampliarsi forse lentamente, ma inesorabilmente.

Non e' per forza un gruppo di sostenitori: a quanto si legge e' soprattutto un'occasione per dibattere, pro o contro, le scelte dell'epatologo cresciuto politicamente alla scuola Dc. Emanuela scrive: "Perche' non lo brevettano? Dopo Villari, la millechiodi e' preistoria".

C'e' chi la butta in goliardia, come Franco che sente "il bisogno di andare in vacanza a Castrovillari", mentre Tiziana esorta: "Non molli senatore, tenga duro!". E Marco annota: "Il Pd ha espulso Villari d'impeto come non ha fatto con madama Binetti". Di sicuro, la sua prova suscita l'ammirazione di uno come Paolo: "Ci vuole fegato. Di un certo livello". E Enrico, invece, avverte, a proposito di fegato: vediamo "quanto resiste" quello di Veltroni.

(Fan/Ct/Adnkronos)
21-NOV-08 16:15

 

RIFERIMENTO 21/11/2008

ZAVOLI

da Bruno Stucchi

Grande Zavoli, sommo Zavoli, lunghissima vita a Zavoli. Ma, porca miseria, quando gli hanno proposto la presidenza della ommissione di vigilanza, non poteva dire "Grazie per la fiducia, ma fate posto a uno piu' giovane", invece di accettare golosamente?

 

RIFERIMENTO 21/11/2008

IL VILLARI FAN CLUB VA FORTE

In poco più di un giorno si sono iscritti 414 VFC membri. Per iscriversi? Qui.

 

RIFERIMENTO 21/11/2008

EROE DELLA DEMOCRAZIA: RESISTI!

da Armando Gasparini, Veneto Alto

Non si capisce come al sacrificio di una cosa non chiesta, si debbano aggiungere anche gli insulti e le beffe. Villari è stato democraticamente eletto. Di più. La sua elezione ha restituito ai parlamentari la soddisfazione di una scelta non stabilita dalle segreterie. Sergio Zavoli. Ma perché questo riverito nome non è uscito prima? Villari in risposta a tanta prepotenza e a tanta rabbia spero non si dimetta!

 

RIFERIMENTO 21/11/2008

LA FUNZIONE DEI NOMINATI POLITICI / 2

da Claudio Urbani, Roma

Già, appunto. E qualcuno, il non mettere le preferenze in una legge elettorale, lo spaccia come un atto di democrazia!

 

RIFERIMENTO 21/11/2008

UN ULTERIORE CONFERMA

da Pino Granata

Mentre mi infastidiscono le critiche infondate ed il cinico sarcasmo con cui si bersaglia Veltroni, la lezione da imparare con il caso Villari è che mentre ci si può alleare con i partiti di centro per realizzare certe riforme, è fallita l'idea del partito di centrosinistra. Centro e Sinistra hanno diverse visioni etiche e politiche e questo è tempo che lo si capisca. I problemi a Prodi non sono venuti dalla Sinistra, ma dai Mastella, dai Dini, dalle Binetti etc. E' tempo per la Sinistra di rifondarsi e di fare il suo mestiere. Il tempo delle illusioni è finito!

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

CUCU'-DUE

CHI ERANO QUEI DUE? Forse ho letto male i giornali, fose mi è sfuggito il particolare. Ho letto di Villari e non commento. Ho letto di Veltroni e di come si sia infilato da solo in questo cul-de-sac. Ho letto dell'arroganza del centrodestra. Ho letto di Di Pietro e della sua abilità a cavar fuori consenso da una squallida storia. Ho letto dei pizzini trasversali di Latorre a Bocchino e della confusione che ormai regna tra uomini di destra e di sinistra. Ho letto di Zavoli che se ne sta lì, buono buono, aspettando il suo turno di ringiovanimento. Ho letto tutte le battute su Villari (Pancho Villari, la più bella. E anche l'altra: "Ringrazio il dottore, accetto l'offerta e vado avanti"). Ho letto paginate di giornali che ripetono articolo dopo articolo le stesse cose. Ma non ho letto né la notizia né la curiosità: chi erano i due del centro sinistra nella commissione di vigilanza Rai che hanno votato per Villari? (CSF)

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

LA DEMOCRAZIA NON E' UNA PROCEDURA

da Alessandro Ceratti

La democrazia non è una procedura o almeno non dovrebbe ridursi ad esserlo. Per cui al signor Gasparini che afferma che Villari non dovrebbe dimettersi in quanto è stato "democraticamente eletto" rispondo che non è così: Villari certo è stato eletto da una maggioranza ma in questa elezione la democrazia non ci è entrata neanche per sbaglio. Perché non basta la procedura formale di una votazione per garantire il processo democratico. Basta ricordare che nell'URSS si sono tenute regolarmente elezioni per i 70 anni della sua durata ma non credo che Gasparini la annoveri tra le grandi democrazie. Ed è per questo che ha ragione Di Pietro quando dice che la situazione attuale in Italia più che una democrazia ricorda una dittatura sudamericana. Certo, per essere d'accordo con una affermazione come questa bisogna avere un'idea un minimo nobile e alta della democrazia stessa, qualcosa che vada al di là della semplice conta dei voti.

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

E' MORTO SANDRO CURZI

E' tutte queste cose diventano veramente delle stronzate. (csf)

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

LA REPUBBLICA DEI PIZZINI

da Mario Strada

Sarebbe il caso di non meravigliarsi. Va avanti cosi' da decenni. E ce li teniamo pure.

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

SE FOSSI VILLARI

da Isabella Guarini, Napoli

Se fossi Villari non mi dimetterei, per bruciare il fantoccio di paglia costruito dai vip, vari intrighi parlamentari. Anche i senatori hanno un'anima!

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

LA DEMOCRAZIA...

da Claudio Urbani, Roma

Concordo con CSF: la perdita di Curzi mi suscita le stesse sensazioni.
p.s. essere confuso con Ceratti mi onora...

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

IL VCF E' VERAMENTE UN PARTITO RIVOLUZIONARIO, O SI TRATTA DELLA SOLITA MISTIFICAZIONE ORCHESTRATA DALLE POTENZE IMPERIALISTE E REVISIONISTE?

da Gianni Guasto

Dal momento che ho la responsabilità di aver suggerito a Claudio l'idea del VFC, mi sorge un dubbio atroce: non sarà che tra i settecento e passa c'é anche la zia di Villari? Non sarà che solo una parte degli iscritti ha colto la "sottile" ironia, mentre gli altri sono convinti supporter dell'on. Vinavil?
Prevedo un futuro di scissioni e lotte intestine all'ultimo sangue, per la conquista della Segreteria del VFC.
Dichiaro aperte da subito le iscrizioni alla corrente massimalista "Con Zavoli fino alla vittoria finale!".

 

RIFERIMENTO 22/11/2008

VILLARY STORY

da Giampiero Cacciato

Mi vedo già il tuo libro in libreria, la raccolta di tutti i commenti su fb dei tuoi amici sulla villary history. a me preoccupano loro e non il villari che figlio di mastella non avrebbe potuto fare altro.
Trattiamo qualsiasi cosa riguardante la politica come se fossimo allo stadio. ci meritiamo tutto questo, loro sono espressione nostra. il giorno che un politico dice che c'è un problema di cultura nel paese e che bisogna lavorare su quello, lo portano via con l'ambulanza. ancora complimenti per l'intuizione che, in un giorno così triste per il giornalismo italiano, fa rivivere un pò di studio del costume e del popolo italico.

 

RIFERIMENTO 23/11/2008

GENIO INCOMPRESO

da Gianni Guasto

E' una vita che sforno idee più o meno sceme nell'illusione di riformare l'organizzazione dell'assistenza psicologica e psichiatrica ai minorenni della mia città, e non ho mai trovato uno che mi cacasse.
Adesso per una stronzatina sussurrata a Sabelli, che mi venne in mente sotto l'influsso di un paio di Mosca-Madrid e della visione del celebrato cappellino kirgiso, rischio di diventare una specie di Zio della Patria Ignoto (che l'idea é mia, ma la faccia, sia chiaro, ce la mette il Subcomandante).
Ora sembra che mani ben più esperte delle nostre abbiano preso in mano le sorti del neonato futuro partito di maggioranza assoluta, e che si stia organizzando un megameeting al quale vuol essere presente anche il Villari medesimo, certo che la presa per il ku si trasformerà in un gigantesco spottone a suo favore. Quindi sia chiaro, Claudio: noi non abbiamo mai parlato di alcunché, non ci conosciamo, non ci siamo mai visti, anzi: io non ho mai neppure scritto su questo Blog, del quale ignoro l'esistenza

 

RIFERIMENTO 24/11/2008

I SENATORI HANNO UN'ANIMA?

da Pino Granata

La Guarini da Napoli afferma che anche i senatori hanno un'anima. Già credo poco all'esistenza dell'anima, figuriamoci se posso credere che anche certi politici possano avere un'anima. Hanno il pelo sullo stomaco, questo si.

 

RIFERIMENTO 25/11/2008

GENIO INCOMPRESO / 2

da Mario Strada

Guasto, Pro Bono Malum. Rivendica i tuoi meriti e chiedi a Villari di aiutarti nei tuoi progetti di assistenza psichiatrica.

 

RIFERIMENTO 26/11/2008

VILLARI: MI STO DIVERTENDO

"Presidente, lei per noi è un mito. Abbiamo 1200 iscritti al Villari Fan Club". Non potevo che cominciare così l'intervista al presidente della Commissione di Vigilanza della Rai. E lui:"Mi fa piacere e mi diverte. E' più bello avere sostenitori che detrattori".

Ma accanto a lei si sentono un sacco di cani latranti.
"Questa è una storia che si presta a molte valutazioni. Ma dopo aver ascoltato tutti io mi rifugio nel mio Fan Club".
Li ha il senso dell'umorismo?
"Credo di averlo. Ma se non ce l'ho me lo faccio venire altrimenti non si resiste".
Quindi quando ha letto "Pancho Villari"...
"Mi sono divertito".
E "Vinavillari"?
"Quando ero ragazzino erano cose che mi dicevano. Non è la prima volta che mi chiamano "Pancho Villari"e "Vinavillari"".
Quindi le posso dire che non la trovo per niente dimesso?
"Certo. Infatti sto allegro".
E' il suo quarto d'ora di celebrità.
"E' uno spot. L'importante è saperlo. Non prendere le cose troppo sul serio".
Se tornasse indietro?
"Farei qualche errore di meno. Ma complessivamente sono nel giusto".
Quali errori?
"Più di uno. Ma altri hanno sbagliato più di me. Io lo ammetto, gli altri no"
Un nome?
"No".
Si è abituato ad essere chiamato presidente?
"Già mi chiamavano presidente."
Presidente di che?
"Del Napoli Club Parlamento".
Ah bé, allora.
"In questo Paese sono tutti presidenti. Un presidente non si nega a nessuno".
Hanno detto che la parola dimissioni non esiste nel vocabolario Dc.
"Molti lo pensano. Ma nemmeno nel vocabolario Pd. Sentirsi chiamare poltronista da divanisti è uno spettacolo".
Ma lei aveva detto che si sarebbe dimesso.
"Non commento".
Bossi aveva detto che lei aveva promesso che non si sarebbe dimesso.
"Ha detto: "Sapevamo che non mi sarei dimesso". Non è la stessa cosa. La frase va interpretata. Io avevo marcato al nostro interno un posizione che qualcuno ha interpretato in questo modo. Ma non c'era nessun accordo. Questa sollevazione da destra e da sinistra dimostra che l'accordo non c'era".
Sono tutti contro di lei...tutti le chiedono di dimettersi...
"La funzionalità delle istituzioni va garantita senza giochetti e sotterfugi e le cose non vanno fatte sotto i tavoli".
Lei ha fatto tutto sopra il tavolo...
"Tutto sopra il tavolo".
Lei aveva detto che si sarebbe dimesso se si fosse trovato un altro nome che mettesse tutti d'accordo. E Zavoli è stato trovato.
"L'ho detto e l'ho scritto".
E allora?
"Su questo non vorrei commentare. Non è il momento".
Chi ha fatto la figura più brutta?
"E' una classifica che non voglio fare io".
Veltroni o Berlusconi?
"No, no..."
Però mi lasci dire. Abbiamo scoperto che lei è uno sciupafemmine.
"Questa è un'altra delle cose che non mi offendono ma sono vere solo parzialmente".
Ma non si offende.
"Mi sono divertito perché ho scoperto un aggettivo dispregiativo: napoletano. Poi anche mastelliano".
Ancora peggio.
"Mastella è un mio amico. Ma nel 2001 lui è andato via dalla Margherita ed io sono rimasto".
Ma sciupafemmine?
"Non ho nulla da dire. Un gentiluomo non commenta".
Lo dice sua moglie.
"Io sono un gentiluomo e non commento. Né all'andata né al ritorno".
Nella disgrazia ha ritrovato una vecchia fiamma. Barbara.
"La D'Urso è un'amica d'infanzia".
Ma che amica d'infanzia. Ha detto che è stato il suo primo bacio".
"Lo dice lei. Eravamo ragazzi".
Lei nega perché ha una fidanzata.
"Mica è una fidanzata di allora. Allora ero con la D'Urso".
La sua fidanzata è gelosa?
"No, no. Farebbe bene ad esserlo però. Ma non lo è".
Si sente fuori dal Pd?
"Assolutamente no".
Sono un po' stalinisti, non trova?
"Qualche venatura l'ho avvertita. Quelli come me debbono darsi da fare perché le venature sbiadiscano".
Non è stato votato solo dal centro destra. Ha avuto anche due voti dal centro sinistra.
"C'erano 21 del centro destra. Io ho avuto 23 voti. E una scheda bianca. E' possibile che io abbia avuto 20 voti della maggioranza, tre dall'opposizione. E uno della maggioranza abbia votato bianca".
Un voto dei tre era il suo.
"No, no, assolutamente no. Io ho votato sempre Orlando, nonostante non condividessi l'incaponimento".
Quindi lei ha votato contro di sé.
"Non ho chiesto i voti né li ho trattati. I voti sono stati espressi democraticamente. E io devo rispettarli anche se non li ho chiesti".
Com'è il futuro?
"Non lo commento.
Si dimetterà mai?
"Non lo commento".
Se glielo chiede personalmente Berlusconi...
"Non lo commento".
Come pensa che finirà?
"Non lo so proprio come finirà. La cosa migliore da fare è lavorare".
Si sta divertendo, eh?
"Il divertimento non manca. Nella vita ci sono cose molto più serie e drammatiche".

 

RIFERIMENTO 28/11/2008

VILLARI NO, MA FRANCESCHINI?

Fermo restando che se i parlamentari non li eleggono più i cittadini ma ipartiti, questi partiti dovrebbero sforzarsi almeno di scegliere un po' meglio i candidati, faccio mia la posizione di Michele Serra sulla Repubblica. Se non si dimette Villari, si dimettesse almeno chi lo ha scelto. E' stato Franceschini? Io non lo so, ma loro sì.

LA MOSCA SUL SITO CLAUDIO SABELLI FIORETTI

 

RIFERIMENTO 28/11/2008

SUBLIME

da Carla De Bernardi

L' intervista a Villari é sublime e lo traforma in un adorabile Cavaliere ( é quell' altro che ha la c minuscola ) senza macchia e senza paura. Hai fatto un capolavoro...

 

RIFERIMENTO 28/11/2008

CERATTI DOCET… A VILLARI

da Francesco Falvo D'Urso – Lamezia Terme

Se su google digitate “Dimissioni Ceratti+assessore” e cliccate sul primo link vi troverete davanti alla lettera di dimissioni dell’assessore Ceratti in quel di Cusano Milanino. Ottimo esempio di rigore morale, e visto che proviene da cotanto uomo del blog la inoltrerei a Villari, giusto per stimolarlo.

 

RIFERIMENTO 28/11/2008

HO SOGNATO VILLARI (PER DAVVERO)

da Alessandro Ceratti

Stanotte ho sognato Villari. E' vero, non è un artificio retorico. Lo incontravo per strada, lui era seduto ad un tavolo di un bar. Io incominciavo a insultarlo pesantemente. Roba tipo: "ma si vergogni!" ecc. Dapprima lui abbozzava, non dava troppo peso, la metteva sul ridere. Io insistevo per cui alla fine ha incominciato a rispondermi seriamente. Non mi ricordo più che cosa mi ha detto. Però so che non mi ha convinto.

 

RIFERIMENTO 28/11/2008

CURIOSITA’

da Paolo Cape’ – Milano

Ma è vero che l’intervista a Villari è stata pubblicata da Il Giornale?

Una moderna forma di scippo (csf)

 

  1. 22/11/2008

 

APERTURA A SINISTRA?...

da Vittorio Grondona – Bologna

L’apertura a sinistra auspicata finalmente anche da Pino Granata mi fa davvero sperare al meglio. Vorrei qui ricordargli però che la (vera) sinistra non ce l’ha con Veltroni. Non capisce nella sostanza il suo straordinario equilibrio diplomatico nei confronti dell’attuale coalizione di destra, la quale con misero disprezzo dimostra apertamente di non apprezzarne la palese onestà. Nemmeno di fronte all’arroganza con la quale la destra ricorre a meschinità politiche di infimo livello pur di mantenere consensi o maggiori opportunità di comando, come nel caso dell’elezione blitz del senatore Riccardo Villari, lo riesce a smuovere di un pelo dalla sua eccessiva educazione. Qualità quest’ultima davvero bellissima ed invidiabile nei rapporti umani, ma che di solito non è sempre opportuna nelle aspre battaglie politiche. A proposito: Attenti a quei due!...

 

  1. 23/11/2008

 

CIAO SANDRO CURZI

da Vittorio Grondona – Bologna

Una grande perdita per il sano giornalismo. Un grande contenitore di quella rara umanità che al giorno d’oggi molti di noi cerchiamo speranzosi, ma purtroppo con scarsissimo successo.

Leggi l'intevista a Sandro Curzi di Claudi Sabelli Fioretti del 20/3/2001

  1. 24/11/2008

 

CURZI COMUNISTA DOC

da Vittorio Grondona - Bologna

Questa poi non me l’aspettavo dalla simpatica avvocata Lina Arena… Curzi comunista inutile?... Curzi è stato un comunista italiano doc. Con questo non vuol dire che doveva vivere da pezzente per dimostrarlo alla gente. La sua grande umanità stava proprio nel fatto che, pur essendo in sostanza un benestante, ha saputo con energia, ed anche coraggio, essere coerente con le sue idee adoperandosi in tanti modi, primo fra i quali l’informazione corretta del suo giornalismo, per aiutare il prossimo meno fortunato di lui.(...)

 

RIFERIMENTO 24/11/2008

CURZI E’ STATO UN BRAVO GIORNALISTA MA UN INUTILE COMUNISTA

dall’avv. Lina Arena

Comprendo il dolore per la perdita di un bravo giornalista. Non comprendo come un bravo giornalista potesse , dopo il 2000, con orgoglio dirsi “ comunista”.Stento a credere che non conoscesse l’ideologia del massacro socialcomunista.

 

RIFERIMENTO 25/11/2008

SANDRO

da Dino Manetta

Sandro Curzi è stato, per quanto mi riguarda, uno dei pochi interlocutori attenti e disponibili che mi è capitato di incontrare in RAI e dintorni nella mia ormai lunga vita professionale. Un uomo aperto alle proposte, interessato alle idee. Quando andai da lui con il provino della vignetta elettronica (un mio format, una mano invisibile che tracciava rapidamente il disegno con l'irresistibile "Limbo rock" dei Champs di sottofondo) gli piacque subito e la inserì nel suo TG principale, quello delle 19,30. Ci lavorai per due anni, sei vignette a settimana, una al giorno. A volte, mentre ero sull'autobus, alle 17 ancora non avevo la vignetta in mente, ma poi alla fine, scendendo alla fermata, mi illuminavo. Il bello del mio lavoro. L'aneddoto più carino che ho di quel felice periodo fu l'attacco di Giuliano Ferrara che chiamò il TG3 TeleKabul (con riferimento all'Afghanistan, allora invaso dai Sovietici). Feci una vignetta con Curzi davanti alla TV e una voce fuori campo che urlava "Capo, Ferrara ci ha dato del TeleKabul!" e lui, con l'immancabile pipa in mano "Calma ragazzi, sentiamo prima che dice Mosca...". E lui la mandò senza esitare e fu la vignetta per la quale venni maggiormente complimentato da tutti in redazione, a cominciare dal 'gotico' Mannoni. Sandro è stato un grande, altrochè. Ospitava i Leghisti quando erano i trinariciuti dell'epoca, intervistava i fascisti,