E R  O   F  R  A  T  T  A  R L  I

  

OPERA

OPERA - Una delle cinque configurazioni di scena

 
 

OPERA
per stati complementari della voce
da OidipouV TurannoV di Sofocle
Con Franco Mazzi (OidipouV), Mirella Mazzeranghi (Iokasth), Galliano Mariani (TeiresiaV), Riccardo Liberati (Qerapwn) Claudia Frisone e Maurizio Zacchigna (Exaggeloi), Evelina Meghnagi (RaywdoV), 
Fulvio Maras, Enrico Venturini  (Percussione), VoxPc Olivetti (Voce Sintetica). 
Luigi Cinque
composizioni su nastro 


Franco Mazzi (Oidipus)

       Riannodandosi al filo che lega sin dai greci l'acustica alla matematica, OPERA si sottrae alla dimensione geometrica dello Sguardo, a cui soggiace la Rappresentazione, per porsi nella dimensione matematica dell’Ascolto, in cui si trova fondata, invece, la Musica, il Testo, la Choreia teatrale. 
     In OPERA – interamente composta sul testo in greco antico – ogni posizione precedente in merito all'uso del corpo ritmico e sonoro della lingua si radicalizza nella totale rinuncia al significato veicolato dalla parola. Aprendo il discorso alla polisemia – alla sovradeterminazione, alla sovrapposizione, all’indeterminazione del senso – si evoca, in un momento diverso della storia, una concezione panica, in senso greco, dionisiaca dell'ascolto.  


Roma, Teatro Trianon, Versione 1.1, marzo 1991.
Roma, Teatro Vascello, Versione 1.2, marzo 1992.
Dublino, Project Arts Centre, Dublin Theatre Festival, ottobre 1993.

 

 

Edizione Audio

 

 Ascolto di un brano di 18 sec. 

 18"

Produzione Rai-Radiouno – Audiobox
Registrazione integrale in 3 puntate per Audiobox (70') 
Sintesi per Ars Acustica (18').

RAI - Audiobox, Novembre-dicembre 1992 (integrale)
UER - Ars Acustica, Selezione Internazionale 1992 (sintesi)
Festival Roma Europa - Audiobox, Mostra di arte acustica, 1993 (sintesi) AART (Audio Artist's Radio Transmission) Voices and Voices  
     Mostra internazionale di arte acustica.    
     Irish Museum of Modern Art, Dublino, ottobre 1994 (integrale)

 Franco Mazzi (Oidipus)

 

 

 Stampa

Uno straordinario lavoro di Enrico Frattaroli. In forma di concerto splendidamente organizzato, si avvale di attori possessori di rara professionalità e presenza scenica. Da non perdere. 
(Enrico Gallian, L'Unità, marzo 1991)


Un'audace e rischiosa sperimentazione, all'incrocio fra mito archetipo e tecnologia futuribile. 
(Valeria d'Aversa, Momento Sera, marzo 1991)


Assolutamente originale e spiazzante rispetto a ogni attesa. Un'esperienza singolare, ... un'operazione condotta con grande rigore e con un impegno artistico-produttivo del tutto inconsueto da noi. Eccellenti gli interpreti. 
(Giovanni Antonucci, Il Tempo, marzo 1991)


Si ripropone allo spettatore l'immenso piacere della lingua antica trasformata da lettura in sinfonia interiore.
(
Marcantonio Lucidi, Il Messaggero, aprile 1991)


Un flusso avvincente ... straordinario universo che nelle volute dei suoi ritmi implode ed esplode seguendo i tratti più consoni della tragedia. Alto il livello professionale degli interpreti. 
(Piero Longo, Il Giornale di Sicilia, aprile 1991) 


Una splendida partitura polifonica. 
(Loredana Cacicia, Gazzetta del Sud, aprile 1991)


Una eccezionale esecuzione fonetico-musicale. Uno spettacolo dal notevole spessore culturale e artistico.
(Lina Prosa, L'Ora, aprile 1991)


Enrico Frattaroli ... il più rigoroso e poetico esploratore del cosiddetto teatro-musica ... di fronte al significato perduto della lingua della tragedia rovescia l'orrore in utopia (proprio come Musil!) restituisce all'oggetto la giusta distanza, gli restituisce il fascino. 
(Franco Cordelli, Europeo, aprile 1991)


Segnalo ai lettori la straordinarietà di questo evento teatrale. ... Franco Mazzi è un protagonista di grande qualità, attore 'plurale' in grado di tradurre polifonie in archetipi e di trasmettere allo spettatore il brivido dell'enigma che contiene ed esprime i contrari di cui è fatto il destino e le cose degli uomini. 
(Titti Danese, Sipario, luglio-agosto 1991)


Un evento unico e straordinario nel fitto panorama della ricerca teatrale contemporanea ... uno degli esempi più arditi e affascinanti di sperimentazione scenica sulle dinamiche dei linguaggi ... La nudità e la lucentezza delle parole, in un processo di così alta definizione tecnologica, producono un particolare effetto di illusione che permette, come dire, di vedere la voce. 
(Giuseppe Liotta, Rivista del Cinematografo, agosto-settembre 1991 )


Una notevolissima creazione ... La sofisticata texture di significanti ... viene oltretutto sorretta da una superba esecuzione corale dove si isola l'impressionante prova di Franco Mazzi in qualità di Edipo. 
(Marco Palladini, Next, autunno 1991)


Uno spettacolo formalmente molto intelligente, tecnicamente assai elaborato e portatore di un'estetica della voce. ... Bravissimi gli interpreti.
(Marcantonio Lucidi, Il Messaggero, marzo 1992)


Un progetto ambizioso e interessante ... che il pubblico osserva con ammirata e distaccata partecipazione, ora conquistato dalla magia ipnoticamente poetica del linguaggio, ora stupefatto dall'irraggiungibilità dei versi recitati, e che sembra riduttivo chiamare spettacolo. ... Tutti hanno ascoltato rapiti l'ardua performance dei sette interpreti impeccabili a lungo applauditi. 
(Stefania Chinzari, L'Unità, marzo 1992)


Bravi e senza riserve tutti gli attori, a cominciare da un Franco Mazzi-Edipo che convince, che trasporta nella coscienza incestuosa del re di Tebe, sulle ali di una voce profondissima sapientemente usata. 
(Barbara Gizzi, Paese Sera, marzo 1992)


Torna l'Edipo Re di Frattaroli al Vascello di Roma. Ma a distanza di un solo anno: e siamo in presenza di un evento. 
(Franco Cordelli, L'indipendente, marzo 1992)


... Infine, due risultati d'eccezione nel teatro sperimentale: L'età della ghisa di Leo de Berardinis ... e Opera di Enrico Frattaroli. 
(Franco Cordelli, Europeo, settembre 1992)


Da non perdere l'appuntamento con "Audiobox", lo spazio di sperimentazione sonora di RadioUno che oggi ... propone la prima parte di Opera, versione radiofonica del lavoro teatrale di Enrico Frattaroli. 
(La Repubblica, novembre 1992)


It is spinetingling - and illuminating - just to hear the ancient Greek, the original aural texture of tragedy. The stripping away of the visual, often rather embarassing in modern intepretations of Greek theatre, strengthens the experience, suggesting, as Frattaroli mentions, an Oedipus alone with the chorus as conscience. ... The lighting adds another voice to the chorus, the bare torsos of the actors heave to give breath to the words, the cast reassemble themselves. ... An absolutely original experience, and it may stay in the mind of the dedicated long after the festival's barrels of laughs have emptied their contents into oblivion. 
(Victoria White, The Irish Times, Dublino, ottobre 1993)


An extraordinary interaction of voices, sound and emotion. ... Looking at the performers speak you could see the almost physical form of the words and sound. The story is dark and so are the colours the actors create: it is the rich tones of this orchestra of voices that are the stars of the show. Chanting, droning, breathless sighs, chimes and gongs all gave expression to the emotional turmoil that wracked Oedipus' soul. Opera is a must for those who love the sound and shape of the human voice. Enrico Frattaroli has explored the drama of sound and in challenging an audience to listen takes us on an aural odyssey. Another welcome first for the Theatre Festival. 
(Amy Garvey, Irish Press, Dublino, ottobre 1993)


Ancient Greek, with an italian twang, is a colourful language with strong beats and the team led by Franco Mazzi gave a virtuosic performance. Whether the flavour of Oedipus Rex was actually communicated is up to the individual listener ... but the majority seemed entranced by this 80-minute ritual, with its many novel and fascinating sound patterns. 
(Ian Fox, The Sunday Tribune, Dublino, ottobre 1993)


Enrico Frattaroli's score for voice based on Oedipus Rex by Sophocles is really an exercise in listening as the tragedy is unfolded and the voices, speaking in the language of ancient Greece, give the effect of a Greek chorus. The overall effect is stunning. 
(Gus Smith, Sunday Independent, Dublino, ottobre 1993)

 

 

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