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Uno straordinario lavoro di Enrico Frattaroli.
In forma di concerto splendidamente organizzato, si avvale di
attori possessori di rara professionalità e presenza scenica.
Da non perdere.
(Enrico Gallian, L'Unità, marzo 1991)
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Un'audace e rischiosa
sperimentazione, all'incrocio fra mito archetipo e tecnologia
futuribile.
(Valeria d'Aversa, Momento Sera, marzo 1991)
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Assolutamente originale e spiazzante rispetto
a ogni attesa. Un'esperienza singolare, ... un'operazione condotta
con grande rigore e con un impegno artistico-produttivo del tutto
inconsueto da noi. Eccellenti gli interpreti.
(Giovanni Antonucci, Il Tempo, marzo 1991)
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Si ripropone allo spettatore l'immenso
piacere della lingua antica trasformata da lettura in sinfonia
interiore.
(Marcantonio
Lucidi, Il Messaggero, aprile 1991)
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Un flusso avvincente ... straordinario
universo che nelle volute dei suoi ritmi implode ed esplode seguendo
i tratti più consoni della tragedia. Alto il livello professionale
degli interpreti.
(Piero Longo,
Il
Giornale di Sicilia,
aprile 1991)
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Una splendida partitura polifonica.
(Loredana Cacicia, Gazzetta del Sud, aprile 1991)
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Una eccezionale esecuzione fonetico-musicale.
Uno spettacolo dal notevole spessore culturale e artistico.
(Lina Prosa, L'Ora, aprile 1991)
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Enrico Frattaroli ...
il più rigoroso e poetico esploratore del cosiddetto teatro-musica
... di fronte al significato perduto della lingua della tragedia
rovescia l'orrore in utopia (proprio come Musil!) restituisce
all'oggetto la giusta distanza, gli restituisce il fascino.
(Franco Cordelli, Europeo, aprile 1991)
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Segnalo ai lettori la straordinarietà
di questo evento teatrale. ... Franco Mazzi è un protagonista
di grande qualità, attore 'plurale' in grado di tradurre
polifonie in archetipi e di trasmettere allo spettatore il brivido
dell'enigma che contiene ed esprime i contrari di cui è
fatto il destino e le cose degli uomini.
(Titti Danese, Sipario, luglio-agosto 1991)
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Un evento unico e straordinario nel fitto
panorama della ricerca teatrale contemporanea ... uno degli esempi
più arditi e affascinanti di sperimentazione scenica sulle
dinamiche dei linguaggi ... La nudità e la lucentezza
delle parole, in un processo di così alta definizione
tecnologica, producono un particolare effetto di illusione che
permette, come dire, di vedere la voce.
(Giuseppe Liotta, Rivista del Cinematografo, agosto-settembre 1991 )
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Una notevolissima creazione ... La sofisticata
texture di significanti ... viene oltretutto sorretta da una
superba esecuzione corale dove si isola l'impressionante prova
di Franco Mazzi in qualità di Edipo.
(Marco Palladini, Next, autunno 1991)
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Uno spettacolo formalmente molto intelligente,
tecnicamente assai elaborato e portatore di un'estetica della
voce. ... Bravissimi gli interpreti.
(Marcantonio Lucidi, Il Messaggero, marzo 1992)
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Un progetto ambizioso e interessante ...
che il pubblico osserva con ammirata e distaccata partecipazione,
ora conquistato dalla magia ipnoticamente poetica del linguaggio,
ora stupefatto dall'irraggiungibilità dei versi recitati,
e che sembra riduttivo chiamare spettacolo. ... Tutti hanno ascoltato
rapiti l'ardua performance dei sette interpreti impeccabili a
lungo applauditi.
(Stefania Chinzari, L'Unità, marzo 1992)
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Bravi e senza riserve tutti gli attori,
a cominciare da un Franco Mazzi-Edipo che convince, che trasporta
nella coscienza incestuosa del re di Tebe, sulle ali di una voce
profondissima sapientemente usata.
(Barbara Gizzi, Paese Sera, marzo 1992)
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Torna l'Edipo Re di Frattaroli al Vascello
di Roma. Ma a distanza di un solo anno: e siamo in presenza di
un evento.
(Franco Cordelli,
L'indipendente, marzo 1992)
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... Infine, due risultati d'eccezione nel teatro sperimentale:
L'età della ghisa di Leo de Berardinis ... e Opera
di Enrico Frattaroli.
(Franco Cordelli, Europeo, settembre 1992)
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Da non perdere l'appuntamento con "Audiobox",
lo spazio di sperimentazione sonora di RadioUno che oggi ...
propone la prima parte di Opera, versione radiofonica
del lavoro teatrale di Enrico Frattaroli.
(La Repubblica, novembre 1992)
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It is spinetingling - and illuminating
- just to hear the ancient Greek, the original aural texture
of tragedy. The stripping away of the visual, often rather embarassing
in modern intepretations of Greek theatre, strengthens the experience,
suggesting, as Frattaroli mentions, an Oedipus alone with the
chorus as conscience. ... The lighting adds another voice to
the chorus, the bare torsos of the actors heave to give breath
to the words, the cast reassemble themselves. ... An absolutely
original experience, and it may stay in the mind of the dedicated
long after the festival's barrels of laughs have emptied their
contents into oblivion.
(Victoria White, The Irish Times, Dublino, ottobre 1993)
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An extraordinary interaction of voices,
sound and emotion. ... Looking at the performers speak you could
see the almost physical form of the words and sound. The story
is dark and so are the colours the actors create: it is the rich
tones of this orchestra of voices that are the stars of the show.
Chanting, droning, breathless sighs, chimes and gongs all gave
expression to the emotional turmoil that wracked Oedipus' soul.
Opera is a must for those who love the sound and shape
of the human voice. Enrico Frattaroli has explored the drama
of sound and in challenging an audience to listen takes us on
an aural odyssey. Another welcome first for the Theatre Festival.
(Amy Garvey, Irish Press, Dublino, ottobre 1993)
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Ancient Greek, with an italian twang,
is a colourful language with strong beats and the team led by
Franco Mazzi gave a virtuosic performance. Whether the flavour
of Oedipus Rex was actually communicated is up to the individual
listener ... but the majority seemed entranced by this 80-minute
ritual, with its many novel and fascinating sound patterns.
(Ian Fox, The Sunday Tribune, Dublino, ottobre 1993)
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Enrico Frattaroli's score for voice
based on Oedipus Rex by Sophocles is really an exercise
in listening as the tragedy is unfolded and the voices, speaking
in the language of ancient Greece, give the effect of a Greek
chorus. The overall effect is stunning.
(Gus Smith, Sunday Independent, Dublino, ottobre 1993)
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