Le Svalbard sono un gruppo di isole situate a nord della
Norvegia, a circa metà strada tra Capo Nord (1000 Km) e il Polo
(1200 Km).
La superficie dell'intero gruppo di isole è 62.000 Km quadrati
circa una volta e mezzo quella della Danimarca. Il 60% del
territorio dell'arcipelago è permanentemente coperto dal
ghiaccio e metà è riserva naturale.
Le isole principali che compongono l'arcipelago sono Spitsbergen,
Nordhaust Landet, Edgeoya, King Karl's Land, Hopen e Bjornoya. Lo
Spitsbergen è il terrirorio che fu scoperto per primo nel 1596
da W. Barentz; l'esploratore diede questo nome all'isola perchè
"appariva con alti picchi appuntiti".
Per un lungo periodo si ritenne che le isole appartenessero alla
Groenlandia e furono trascurate fino a quando si allestirono basi
per la caccia alle balene e, successivamente dal 1899, si
cominciò a estrarre carbone dal sottosuolo. Il 9 Febbraio 1920
il Trattato di Spitsbergen ha sancito l'appartenenza
dell'arcipelago alla Norvegia.
La capitale amministrativa delle Svalbard è Longyearbyen e oggi
conta circa 1200 abitanti, più di un terzo dell'intera
popolazione dell'arcipelago, 3400 abitanti gran parte norvegiesi
altri russi e qualche polacco. Il livello culturale è molto alto
e sono presenti scuole di ogni grado e anche una Università che
ospita fino a 100 studenti in prevalenza provenienti dalla
Norvegia e iscritti a geologia, biologia, scienza delle
costruzioni artiche, metereologia, scienze ecologiche ecc.
La Corrente del Golfo lambendo le coste occidentali
dell'arcipelago mitiga notevolmente il clima che pur essendo
rigido, durante i mesi estivi può raggiungere anche i 18/20
gradi centigradi (media +5). La temperatura media comunque è
bassa e di inverno si abbassa molto facilmente sotto i -30 e
talvolta anche -40 gradi centigradi (media -15). La pressione
atmosferica mediamente si attesta sui 1010-1020 millibar. Il mare
in estate è sgombro dai ghiacci nella parte sud occidentale per
cui le comunicazioni via mare tra le città sono facilitate dato
che tutti i centri abitati si affacciano sulla costa ovest.
Oltre a Longyearbyen ci sono altri centri abitati: Ny Alesund,
Sveagruva, Isfjord radio, Hopen, Bjornoya, Baretsburg, Hornsund e
Piramiden. Barentsburg è un insediamento russo e conta ben 1400
abitanti molti dei quali impegnati nell'estrazione di minerali
dalle locali miniere; i minatori lavorano duramente per alcuni
mesi all'anno poi tornano in russia e osservano un turno di
riposo di pari durata; recentemente, il 29 Agosto del 1996,
proprio in un trasferimento verso le Svalbard un aereo Tu-154 russo
in procinto di atterrare all'aeroporto di Longyearbyen è precipitato
(
1,
2,
3,
4
)
a causa delle cattive condizioni atmosferiche sul monte
Opera alto
3000 piedi provocando 141 vittime. Un'altra città/miniera
russa è Pyramiden con 1000 abitanti. Se Longyearbyen e' il
centro amministrativo, Ny Alesund è la base internazionale per
la ricerca scientifica nelle Svalbard; anche Ny Alesund è un
insediamento norvegese e un tempo anche qui esistevano miniere
che dal 1962 furono chiuse. Qui c'è l'ufficio postale più
settentrionale del mondo, un museo storico sulle attività di
estrazione dalle miniere e anche un treno (non attivo) che veniva
utilizzato per trasportare il carbone dalle miniere al mare.
Sveagruva ospita le miniere di carbone della società Kulkompani;
Isfjord radio, Hopen e Bjornoya sono stazioni di
telecomunicazione e metereologiche. Infine Hornsund è una
stazione di ricerca polacca.
Il 25 Luglio 1996 siamo partiti dall'aeroporto di
Milano Linate e abbiamo raggiunto Amsterdam dopo circa due ore di
volo; dopo una breve visita in centro abbiamo lasciato l'Olanda
imbarcandoci sulla Costa Allegra alla volta della Norvegia.
Per i successivi cinque giorni abbiamo costeggiato la costa
scandinava attraccando a Molde e visitando a terra, a bordo di un
pulman, tutta la ziona circostante. Il 30 Luglio abbiamo doppiato
Capo Nord, dopo essere scesi a Honnisvag per arrivare, dopo
mezz'ora in cima al costone a picco sul mare. Dopo un giorno di
navigazione nel Mare di Barentz finalmente eccoci alle SVALBARD!!
Appena arrivati a Longyearbyen siamo sbarcati e ci siamo diretti
subito verso il centro abitato; uno spettacolo stupendo: la
cittadina si affaccia sul mare e segue il profilo di una larga
valle che all'interno porta al ghiacciaio di Adventalen.
A Longyerabyen le abitazioni sono tutte molto piccole e molto
colorate e le loro fondamenta hanno una struttura particolare,
adatta alle condizioni del terreno artico. Il permafrost infatti
rende il terreno poco stabile e al variare della temperatura ne
modifica la compattezza e la solidità rendendo 'dinamica' la
superficie. Per questo motivo ogni casa è costruita su una sorta
di palafitta a circa un metro di altezza dal suolo. Abbiamo
notato poche auto e fuoristrada ma, ovviamente, un gran numero di
motoslitte che nei mesi più caldi non possono essere utilizzate.
Il tempo a nostra disposizione non è stato moltissimo ma in un
giorno siamo riusciti a vedere gran parte del posto.
A differenza di molti turisti che si sono chiusi nel grosso market
sulla strada principale che attraversa la cittadina, noi ci siamo
diretti all'interno, verso il ghiacciaio. In realtà non abbiamo fatto molta
strada sia per la distanza da Adventalen sia per
i consigli ricevuti di non allontanarsi troppo dal centro, molti orsi polari
infatti sono stati avvistati anche vicino a Longyearbyen.
Appena ritornati in centro, abbiamo visitato alcuni negozi; alcuni vendono
articoli di pellame e maglieria, altri equipaggiamenti sportivi per trekking e sci,
altri souvenir ecc.
Verso sera abbiamo cercato un ristorante o un bar per mettere qualcosa sotto i denti.
Alle 20, anche con il sole, la temperatura è scesa sensibilmente a 2 o 3 gradi per cui
ci siamo diretti verso il Polar Hotel che al suo interno ospita un raffinato ristorante.
Alle Svalbard è in uso l'abitudine di togliersi le scarpe prima di entrare in ambienti
chiusi siano essi case private che luoghi pubblici, e anche al Polar Hotel si segue
questa regola; all'ingresso del ristorante c'è uno spogliatoio per lasciare le proprie
scarpe ed eventualmente indossare delle pantofole a disposizione dei clienti.
Alla fine della giornata un mezzo pubblico messo a disposizione dei turisti ci ha
riportato alla nave facendo un ultimo giro attorno a Longyearbyen.
La nave è salpata dal molo dopo la mezzanotte alla volta di Ny Alesund.
Prima di lasciare Longyearbyen, la nave ha avuto un problema tecnico e ha tardato la partenza;
una occasione per fare un idromassaggio caldo sul ponte della nave con una temperatura di
zero gradi!
Trascorsa la notte in navigazione, siamo arrivati a Ny Alesund in mattinata; la nave non ha
attraccato e siamo scesi a terra utilizzando le pilotine di supporto: Ecco i primi iceberg in mare!
Una volta arrivati sul molo abbiamo visitato il villaggio in lungo ed in largo.
Fa una certa impressione vedere tanta gente che invade all'improvviso un posto come questo: i
turisti qui devono seguire regole ferree di comportamento per non alterare l'equilibrio ecologico
dell'ambiente, per cui...strade obbligate e massimo rispetto per gli animali presenti.
Lungo le strade pedonali si possono vedere molti nidi di sterne: uccellini che sembrano indifesi e
piccoli ma che si avventano come falchi se credono di essere in pericolo per se stessi e per le loro uova.
Molti edifici sono utilizzati da centri di ricerca internazionali, tra cui uno è italiano e vi soggiornano
alcuni biologi e scienziati per lunghi periodi di ricerca. A differenza della 'Capitale', qui a Ny Alesund
le case sono molto più grandi e credo che pochissimi abitanti risiedano in pianta stabile. Esiste un cafè bar
che stranamente all'arrivo della nave era chiuso, un ufficio postale, alcune stazioni di trasmissione satellitare
e molti capannoni: in effetti Ny Alesund è più un centro di ricerca che altro. Esiste anche un monumento:
si tratta del busto di Amundsen collocato vicino al punto in cui partì il dirigibile ITALIA di Nobile alla
volta del Polo.
Dopo aver camminato a lungo nei dintorni del paese siamo tornati alla nave in attesa di partire per Magdalenfjord.
Appena imbarcati abbiamo pranzato e nel pomeriggio siamo entrati nel piccolo golfo.
Il fondale in molti punti della baia è basso e la nave ha percorso la rotta molto lentamente per poi restare in
rada in mezzo al fiordo dato che qui non ci sono attracchi nè tantomeno moli.
Lo spettacolo è incredibile, un ghiacciaio imponente entra in mare lasciando staccare di tanto in tanto piccoli e
grandi iceberg che riempiono il golfo.
E' l'ora di scendere: utilizziamo ancora le pilotine per raggiungere una spiaggetta; una ventina di persone alla volta
vengono imbarcate per cui comincia la spola tra la nave e la spiaggia che dura una mezz'ora. Ovviamente noi siamo i primi,
e ci incamminiamo sulla battigia assolutamente inebetiti dallo spettacolo che vediamo. L'aria è molto fredda ma si sta
benissimo, l'acqua sarà sui due o tre gradi e il mare è una tavola. Una sensazione che ho provato subito è stata quella
che il mare fosse 'denso' cioè meno liquido del solito, forse è stata un'allucinazione!!!
Il personale della Costa, armato di fucili di grosso calibro, ci riunisce e ci guida al centro della penisoletta dove ci
sono i resti dei forni usati fino a due secoli fa
per estrarre il grasso di balena (a onor del vero due pietre in croce...).
Io mi avventuro a nord raggiungendo il punto estremo settentrionale del viaggio 79.8° nord!
E' il momento più bello! Cerco di scrutare i monti intorno per vedere qualche movimento (orso? volpe?).
Nulla, nulla di nulla, ma quel che vedo mi basta per essere euforico; credo che sia uno dei momenti più belli vissuti.
E' già l'ora di tornare alla nave, le pilotine ricominciano la spola e, ovviamente, io sono l'ultimo a salire sull'ultima
barca. Fa un freddo cane ma io non voglio perdere nemmeno un minuto di questo posto e salgo nel punto più alto accessibile
della nave e consumo metri e metri di nastro per riprendere con la telecamera l'uscita dal golfo e i ghiacciai che scendono
in mare.
Il vento si fa sentire e dopo aver zoomato per l'ultima volta a nord per cercare non so nemmeno io cosa, scendo in cabina
a scaldarmi.
Anche se il viaggio è ancora lungo, penso che la meta tanto desiderata l'ho raggiunta e un pò di interesse per il resto della
vacanza diminuisce. Questa è stata l'ultima tappa alle Svalbard e ora via, tutta una tirata fino a Tromso.
Nella mattinata seguente arriviamo in porto; il tempo di una colazione e scendiamo a terra. Utilizziamo come sempre un pullman
per raggiungere il centro e poi ognuno per sè.
Finalmente posso girare in lungo e in largo liberamente il posto; la cittadina è stupenda, forse il posto più bello visto nel nostro
viaggio (a parte le Svalbard ovviamente). Tromso è diviso in due parti separate da una striscia di mare. Un caratteristico ponte
unisce la città permettendo con la sua altezza il passaggio anche di grandi navi.
Nella parte 'in mare' c'è la cattedrale di stile moderno la cui forma ricorda un iceberg e una zona molto verde.
Il centro della città è relativamente piccolo ma ha tutte le caratteristiche e le opportunità di una grande città, anche se si trova
oltre il circolo polare artico.
All'ora di pranzo rientriamo con gli altri alla nave, ma decidiamo di non mangiare a bordo e saliamo su un bus pubblico che ci
riporta in centro. Mangiamo in un pub e poi abbiamo tutto il pomeriggio per noi, fa un caldo incredibile, resto in camicia:
dopo aver visitato il museo polare facciamo un giro nella strada pedonale in centro: il comune, l'università, la piazza
centrale, tutto bellissimo! Dobbiamo raggiungere la nave, è l'ora di cena e si salperà subito dopo alla volta di Andelsnes
...Continua...
... Capo Nord: il Simbolo ...
... 30/07/1996 il sole di mezzanotte ...
... warning! Un tipico segnale stradale a
Longyearbyen ...
... Longyearbyen. Il porto ...
... Longyearbyen. Un'altra veduta ...
... wow! Il punto piu' a nord del viaggio oltre
79 latidudine nord ...
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... a Tromso abbiamo incontrato un orso
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... prima di tornare a Genova, un salto a
visitare Bergen ...