La  ghironda  è un cordofono  in cui la vibrazione delle corde è conseguenza  dello sfregamento  di  una ruota azionata da una  manovella.  Già nel X° secolo  la  ritroviamo in uno studio  approfondito  attribuito (erroneamente) a Oddone di Cluny. Lo strumento ha conosciuto fortune alterne durante i secoli: usato in esecuzioni di carattere religioso nel Medioevo (organistrum, synphonia), strumento da suonatori di strada nel Rinascimento,  utilizzato nelle corti  francesi  durante il Barocco. Nell'attuale  tipologia,  elaborata  in  Francia  agli inizi del 1700,  troviamo  due  corde  di  canto,  tre bordoni più la percussione "trompette" ed una tastiera cromatica di due ottave.

Il  tin whistle  (lett.: flauto di latta)  ha un'estensione di due ottave,  è formato da un corpo in latta con un  sottolabbra in  legno e sei  fori  anteriori  per le dita  (contrariamente al flauto   dolce che ha anche quello posteriore e il settimo anteriore).   Quello di forma conica, classico, deriva da strumenti del XII secolo.  E' uno strumento "traspositore".

Il flauto dolce(nelle varie taglie, che vanno dal "sopranino" al "grande basso", ovvero dai 24 ai 130 cm) è uno strumento particolarmente usato nella polifonia del XVI secolo.

Il bodhràn (termine gaelico che si può tradurre con "vassoio", ovvero "tamburo sordo") consiste in un cerchio di legno ricoperto da una pelle di montone. Sebbene simili strumenti a percussione si ritrovino praticamente a tutte le latitudini e in tutte le epoche, ciò che rende unico il bodhràn è la particolare tecnica esecutiva che permette di rullare con entrambe le estremità della bacchetta. Utilizzato da secoli in manifestazioni religiose, è stato in seguito introdotto nella musica popolare irlandese.

Il dulcimer appartiene alla famiglia dei salteri (dal greco psalterion, cetra, strumento a corda). Il termine appare nel 1300 per indicare lo stesso strumento suonato percussivamente, mediante bacchette, anziché pizzicato. Esso prende origine probabilmente dal monocordo, di cui si hanno testimonianze sin dal 1100, in seguito perfezionato mediante l'aggiunta di altre corde e di tasti. La tipologia odierna si può far risalire a quella della Spinetta dei Vosgi e del Langeleik norvegese dei quali conserva la doppia corda di canto, diatonica, e due o più bordoni.



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